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Visualizzazione post con etichetta industria pesante. Mostra tutti i post
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30 marzo 2012

Incidente probatorio su inquinamento e video "I figli dell'Ilva" di Taranto

Tratto da Ansa

Ilva: inquinamento;sit-in 7mila lavoratori dinanzi Municipio

ANSA) - TARANTO, 30 MAR - Piu' di 7.000 lavoratori dell'Ilva hanno tenuto un sit-in dinanzi al Municipio in concomitanza con l'incidente probatorio, in corso nel Palazzo di giustizia, legato all'inchiesta sull'inquinamento a carico di cinque dirigenti del Siderurgico, accusati di disastro colposo e doloso. Il timore degli operai e' che gli esiti delle perizie, che hanno rivelato gravi rischi per la salute, mettano in pericolo i posti di lavoro. In Tribunale, intanto, i consulenti nominati dal gip Patrizia Todisco stanno illustrando gli esiti della perizia medico-epidemiologica. (ANSA)



Tratto da PeacelinK
Comunicato stampa

Incidente probatorio su inquinamento

29 marzo 2012 - Fabio Matacchiera, Alessandro Marescotti (Fondo Antidiossina Onlus e Peacelink)

Non dobbiamo cadere nel tranello di chi oggi punta ad una strategia della tensione, ora che finalmente si sta accertando la verita' sull'inquinamento a Taranto

Il giorno 30 aprile si terra' l'udienza presso il Tribunale di Taranto per discutere la perizia epidemiologica. 

Esprimiamo il nostro sostegno alla magistratura in questo importante passaggio di accertamento della verita'.

Invitiamo chi ha a cuore lo svolgimento sereno del procedimento a non manifestare in prossimita' del Tribunale per non offrire alcun pretesto a chi in questo momento delicato soffia sul fuoco per esacerbare gli animi.


Ci uniformiamo alle direttive della Questura che si sta adoperando per garantire il regolare e sereno svolgimento delle udienze nel Tribunale.


Siamo consapevoli dell'importanza e della delicatezza del momento. Non dobbiamo e non possiamo cadere nel tranello di chi oggi punta ad una strategia della tensione, proprio ora che finalmente si sta accertando la verita' sull'inquinamento a Taranto.

Tratto da Noalcarbone
I Figli dell'Ilva
Credo di poter tranquillamente affermare che ció che sta succedendo a Taranto e a Brindisi, sia un qualcosa di straordinario, una sorta di punto di non ritorno. Due città differenti ma molto simili che stanno cercando con tutte le loro forze di voltare pagina, di dare una grossa sterzata alla loro storia. Entrambe vittime di un' industria pesante che per decenni ha imperato e che oggi inizia a vacillare colpita da più fronti. Da un lato la magistratura che inizia a smascherare tutta una serie di crimini, dall'altra l'operato dei medici che dopo anni di ricerche e studi, denunciano la gravissima situazione sanitaria mettendola in stretta correlazione con gli inquinanti emessi nell'ambiente.
 Ma il vero punto di non ritorno è nella crescente presa di coscienza dei cittadini, che iniziano a fare fronte comune  pronti come non mai, a non recedere neanche di un passo. Ed è in quest'ottica che la candidatura alle amministrative di Giovanni Ghirga a Civitavecchia, Matacchiera a Taranto e Rossi a Brindisi, rappresentano non solo una speranza di reale cambiamento ma il sintomo di una rinnovata concezione di "bene comune" e partecipazione popolare.......

Link all' articolo integrale  e  un consiglio: guardatevi il  toccante video
ASPETTARE ANCORA VUOL DIRE....
 CHE BISOGNA ANCORA MORIRE.
TARANTO SI ASPETTA GIUSTIZIA.

12 marzo 2012

BRINDISI:CONVEGNO CENTRALI A CARBONE E PATOLOGIE INFANTILI.

 Tratto da Noalcarbone

CONVEGNO CENTRALI A CARBONE E PATOLOGIE INFANTILI.

Convegno-dibattito informativo organizzato dal movimento No al carbone e le Mamme-nac, nell'ambito della campagna Passeggino Rosso.

Cinquant'anni fa Brindisi si è ammalata. Un vero e proprio cancro: l'industria pesante, che da allora si é progressivamente allargato riproducendo vorticosamente le sue  cellule malate. Oggi ricopre una zona addirittura più vasta della città stessa e ha intaccato completamente anche il porto, l'ultimo apparato respiratorio vitale per la città.
La nostra salute, ma soprattutto la salute dei nostri figli  è sotto assedio, e a lanciare questo allarme sono i medici. L’esposizione continua a inquinanti ambientali  presenti in aria, acqua, suolo e alimenti, fa aumentare in maniera vertiginosa asma, malattie cardiorespiratorie, allergie, disturbi neurologici, tumori infantili e malformazioni del feto.
 
Venerdi 16 Marzo insieme ai medici dell'ospedale Perrino, cercheremo di fare il punto su questa grave situazione sanitaria, provando a capire e denunciare anche il grosso impatto che la combustione del carbone provoca sulla salute dei nostri figli fin dal loro concepimento.
Un convegno-dibattito per diffondere una giusta informazione e la consapevolezza nei cittadini di poter svolgere un ruolo importante per la tutela del proprio futuro.

Interverranno i Dott.ri Giuseppe Latini, Direttore della Divisione di Neonatologia dell'Ospedale Perrino di Brindisi, Enrico Rosati, Dirigente medico della Divisione di Neonatologia dell'Ospedale Perrino di Brindisi, Maria Lucia Iaia, Dirigente Medico di Allergologia dell'Ospedale Perrino di Brindisi e Lorenza Santacesaria, Medico di Medicina Generale.

Venerdì 16 marzo ore 18 presso la sede dei movimenti in Via Porta Lecce, 80

12 agosto 2010

1)La BP e i pesci al petrolio 2)Pesci al Veleno 3)Fiumi liguri inquinati: ma nessuna analisi su Quiliano e Segno. Come mai?


Tratto da

Dorsogna.blogspot.comLa BP e i pesci al petrolio

Come da copione ancora una volta. Nel golfo del Messico hanno iniziato a studiare le larve dei granchi attorno al pozzo scoppiato tre mesi fa.

C'e' dentro del petrolio.

Questo e' molto grave, perche' mostra che il petrolio in cosi poco tempo e' riuscito ad infiltrarsi nella catena alimentare e pian piano potra' risalire all'uomo. Un pesce piu' grande mangera' quelle larve, e uno piu' grande ancora, fino ad arrivare a noi.

Mentre le specie piu' piccole accumulano poche quantita' di roba tossica perche' hanno una vita piu' breve, le specie piu' alto alla catena alimentare diventano dei veri e propri accumulatori di porcherie, perche' vivono piu' a lungo e continuamente si cibano di pescetti inquinati. E dai oggi e dai domani, si arriva alle megadosi di roba tossica.

I granchi sono degli ottimi indicatori della salute del mare perche' sono una via di mezzo nella catena alimentare, essendo sia predatori che predati. Sono un considerati "
a living repository of information on the health of the environment", e cioe' un repositorio vivente di informazioni sulla salute del mare.

Come gia' detto all'inifito i pesci hanno la tendenza al bioaccumulo, mangiano robaccia e non la espellono, restando a volte piu' inquinati dell'ambiente in cui vivono.

"In my 42 years of studying crabs I've never seen this,"ha detto una biologa dell'Univiersita' del Mississippi del sud, in riferimento alle macchie arancioni di petrolio ritrovate su molti pesci e crostacei della zona.

Oltre al petrolio, portrebbe esserci anche traccia dei dispersanti illegali che la BP ha usato per nascondere meglio le macchie di petrolio e che sono molto tossiche.

Ma tanto in Italia questo non succedera' mai.
Tratto da Dorsogna.blogspot.com

Pesci al veleno

Livorno, Civitavecchia, Genova, Viareggio e Lerici in provincia di La Spezia. Che hanno in comune que
ste citt
a'? Hanno tutte industria pesante, inclusa la raffinazione, la lavorazione e lo smistamento petrolifero e una gestione scellerata del territorio e dell'ambiente, come un po' in tutta Italia del resto.

Livorno -
la seconda provincia piu' inquinata d'Italia, dopo Taranto. La ditta chimica Solvay lancia in acqua
3000 chili l'anno di arsenico e mercurio e 6000 di piombo, la ditta Lucchini 9000 chili di cianuro. La centrale Enel ogni anno inquina per 800 mila tonnellate e l'ENI con 500 mila tonnellate, fra ossidi di azoto, composti a base di zolfo ed anidride carbonica.

Civitavecchia - due centrali termoelettriche Enel, una centrale di petrolio convertita a carbone, e una
'torre petrolifera' della Italpetroli a 2km da riva dove scaricano petrolio, benzina e e olio combustible e che voglionotrasformare in un rigassificatore. A 2 km da riva.
Segno che una volta che l' industria pesante arriva, non se ne va piu', anzi cresce smisuratamente.
Genova -
inquinamento alle stelle, raffineria Iplom nella zona Busalla che periodicamente esplode, acciaierie Italsider a Cornigliano, con il piu' alto tasso di inquinamento acustico d'Italia. Altoforni, cokerie del signor Emilio Riva, lo stesso dell'Ilva di Taranto. Il Castello Raggio demolito per fare spazio alle industrie. Alti tassi di tumori e di morti per inquinamento

Viareggio e Lerici -
scarichi in mare di oli lubrificanti,
Depuratori che non funzionano e che rigettano a mare fanghi di scarto.

Bene, in mezzo a tutto questo ....., Greenpeace ha pescato vari campioni di sogliole - che la gente mangia - e ha trovato mercurio, piombo, cromo, idrocarburi, bisfenolo A, metalli pesanti, idrocaruri aromatici policiclici.

LE CONCENTRAZIONI DI INQUINANTI ERANO OLTRE I LIMITI DI LEGGE.

E non solo di un pochino, qualche volta anche dieci volte in piu'! Molta di questa roba e' cancerogena. Li vicino c'è pure un santuario di cetacei nei quali hanno trovato batteri fecali.
Come gia' detto, le leggi della fisica e della biologia non si possono ignorare.
La colpa e' dei fiumi tutti inquinati che portano in mare ogni sorta di schifezza.
La colpa e' delle industrie di cui sopra, incluse le ditte petrolifere, che scaricano di tutto e di piu' in quei fiumi, nella nostra aria, nella nostra acqua, dove gli capita.
La colpa e' degli amministratori locali e ai piani alti che non hanno il coraggio di contrapporsi veramente agli inquinatori di turno, spesso potenti e incuranti della gente............
La colpa e' del popolo che non si indigna, che non esige di meglio, che non si arrabbia, che non protesta.
La colpa e' di noi che ci rassegnamo a mangiare sogliole tossiche, cullati da una dolce vita che pian piano marcisce.
Leggi l'articolo integrale
Fonti: Corriere Fiorentino
___________
Tratto da SavonaePonente

Fiumi liguri inquinati: ma nessuna analisi su Quiliano e Segno. Come mai?


di VALERIA ROSSI – Leggiamo sul Secolo XIX online i risultati di un’analisi di Legambiente e della sua Goletta Verde sui fiumi liguri: ovviamente un disastro, con tutte le foci inquinate e la balneabilità “a rischio” (ma a quale livello di rischio? Se sono inquinate già adesso, ‘ste foci, perché dovremmo aspettare che vada anche peggio per smettere di farci il bagno?).
L’articolo sta piuttosto sul vago, parlando di una “depurazione ancora irrisolta”:
non sappiamo però di che livello di inquinamento e soprattutto di quale inquinamento si stia parlando… perché, ovviamente, c’è quello “classico” da colibatteri (insomma, il mare-fogna) e c’è quello più subdolo da depositi industriali, polveri sottili, metalli pesanti eccetera eccetera.
Quello, per esempio, che aveva evidenziato già molti anni fa come i muscoli (le cozze) pescate nei dintorni di Quiliano – Vado fossero le più inquinate d’Italia.
Insomma, siamo inquinati, ma parliamo d’altro che passa la gente. Anzi, scriviamo negli “articoli correlati”: “Ma a Bergeggi sembra di stare ai Caraibi”, così chi legge pensa che da Bergeggi in poi l’inquinamento non esista più (peccato che secondo Legambiente torni ad Albenga, perché è inquinato anche il Centa). In realtà l’articolo su Bergeggi parla di poseidonia e di canyon naturali in un ambiente (quasi) incontaminato. Il “quasi” tra parentesi indica che non abbiamo il coraggio di dire che a Bergeggi l’acqua non è inquinata…ma appunto, parliamo d’altro che passa la gente.
A noi che di parlare d’altro abbiamo poca voglia, perché questi argomenti ci turbano, sorgono invece spontanee un paio di domande:

a) quali inquinanti sono stati rilevati? In quale misura? Con quali rischi, esattamente, per chi fa il bagno OGGI?


b) perché a Savona è stata analizzata la foce del Letimbro ma sono stati ignorati il Quiliano e il Segno, ovvero i torrenti più vicini alla centrale a carbone? Vanno a finire in mare anche loro, eh. Ci sono spiagge e gente che fa il bagno anche lì intorno. Perché non ci si è premurato di analizzare quelle acque?


c) in generale: per quale motivo Legambiente – OGNI santa volta – parte da La Spezia e spara a raffica sugli inquinatori, poi passa a Genova e spara di nuovo a raffica, poi arriva a Savona…e tace, non parla, passa oltre fischiettando, per ricominciare a considerare l’inquinamento solo da Albenga in poi? Sarà mica – per purissimo caso – che c’entrino qualcosa le quote azionarie che Legambiente ha acquistato da Sorgenia, proprietaria della Tirreno Power?

Sì, è vero, siamo malpensanti. Però, a volte, i cattivi pensieri vengono proprio cercati col lanternino. Tirati fuori di peso anche da chi non vorrebbe pensare MAI male di nessuno, tantomeno di chi – almeno sulla carta – dovrebbe essere dalla parte dell’ambiente e contro l’inquinamento.
Quindi… signori di Legambiente? Sareste così gentili da rispondere alle domande (peraltro già poste in altre occasioni, ma sempre in tema di “Savona dimenticata”)?

Grazie mille.