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23 settembre 2020

A PRESA DIRETTA “ LA RIPARTENZA VERDE

IL DIRITTO AD UN AMBIENTE SANO

Ormai risulta chiaro che la chiusura delle centrali a carbone è associata ad un miglioramento della salute pubblica, una riduzione della spesa per la sanità e, quindi, un miglioramento anche per l’economia del paese.  (Tratto dalla pagina facebook del Medico Isde Giovanni Ghirga ).

Guardate la puntata di presa diretta “ LA RIPARTENZA VERDEIN CUI IL DOTTOR FABRIZIO BIANCHI DEL CNR DI PISA  DAL MINUTO 30 PARLA DELLO STUDIO  SULLA  CENTRALE A CARBONE DI VADO LIGURE 

Ecco alcune importanti immagini tratte dal suo intervento a PRESA DIRETTA 







03 aprile 2013

Incidenza di tumori e anomalia bresciana . Il Pcb sotto accusa

Tratto da Il giornale di Brescia


Pcb Caffaro: la Procura indaga su ritardi e omissioni

Due inchieste penali. Un processo civile. Tanto lavoro. Nessun risultato. Almeno per ora.

Indipendentemente dagli esiti, il caso Pcb-Caffaro non è passato inosservato a Palazzo di Giustizia. Oggi, dodici anni dopo, resta una delle priorità assolute. La riprova? Domani i sostituti procuratori Claudio Pinto e Federico Bisceglia incontreranno a Roma funzionari del Ministero dell'Ambiente. Scopo? Capire cosa ha impedito sino ad oggi l'inizio della bonifica del sito di interesse nazionale.


La trasferta, programmata da tempo e non suggerita dal servizio andato in onda domenica su Raitre, è una delle attività fatte dalla Procura della Repubblica di Brescia nell'ambito della seconda inchiesta attivata sulla bomba ambientale che tiene in scacco un quarto della città e che è stata aperta nel 2010...
Nel fascicolo, aperto per verificare possibili omissioni nelle procedure amministrative finora rimaste lettera morta, ci sono finite consulenze tecniche, nuove testimonianze e da domani ci saranno pure le dichiarazioni dei funzionari del ministero responsabile unico, in funzione della caratterizzazione dell'area Caffaro quale sito di interesse nazionale, della sua bonifica......
Pierpaolo Prati
Vai all'articolo integrale


Incidenza di tumori e anomalia bresciana .

Il Pcb sotto accusa

Tratto da  Il Corriere della sera

La cancerogenicità dei Pcb è rilevata in studi internazionali, a differenza di quanto emerso dalle indagini bresciane

L'esperto L'intervista all'epidemiologo Paolo Ricci

Paolo Ricci
L'incidenza di alcuni tumori a Brescia è di gran lunga maggiore di quella riscontrata nel resto del Nord Italia. È la sintesi di uno studio inedito illustrato dal professor Paolo Ricci - epidemiologo dell'Asl di Mantova che segue il caso Caffaro da un decennio - due settimane fa in un convegno dell'Airtum (associazione italiana registri tumori) a Bolzano.  
Lo studio, frutto di una collaborazione con l'Istituto superiore di sanità parla (per il comune di Brescia) di un'incidenza maggiore del 49% per il tumore alla tiroide, del 20% per il linfoma non Hodgkin, del 58% per il tumore al fegato, del 26% per quello al seno. «Per tutte queste tipologie di tumori esiste una correlazione con l'esposizione al Pcb», sottolinea il professor Ricci. Parlando di tumore al fegato ad esempio, l'esposizione al Pcb è un fattore riconosciuto fin dagli anni Trenta, ha ricordato Philippe Grandjean, professore dell'università di Harvard, nell'intervista rilasciata a Riccardo Iacona.
......«La verità scientifica non è quella che emerge dagli studi locali ma da quelli internazionali - spiega al Corriere Ricci -.
 La stessa Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) ha recentemente inserito tutti i Pcb tra i peggiori cancerogeni, quelli di classe uno, alla stregua di amianto e benzene». 
 Il suo giudizio sui Pcb è inequivocabile: 
«La Iarc è arrivata a stabilire un'evidenza degli effetti biologici, dalla depressione del sistema immunitario alla competizione con i recettori endocrini, fino all'azione genotossica sul Dna, basandosi su evidenze epidemiologiche emerse in settanta lavori scientifici indipendenti».
Non mancano forti critiche alle istituzioni sanitarie locali: «Proseguire nel minimizzare il problema è antipatico e fuorviante .
 Le istituzioni sanitarie dovrebbero ragionare sul da farsi: va monitorata la catena alimentare visto che - come dimostrato dal servizio di Presa Diretta - ci sono ancora mucche che pascolano nei campi contaminati e va fatta una seria opera di prevenzione sui residenti». .........L'articolo integrale su Il Corriere della sera

 Leggi su Bresciaoggi

La Rete :«Siamo solo morti che camminano»

28 gennaio 2013

RAI TRE:Presa Diretta sull'Ilva di Taranto (video)

 Tratto da Blogo.it

Presa Diretta sull'Ilva di Taranto (video)



E' andata in onda ieri la puntata di Presa Diretta sull'Ilva di Taranto. La trasmissione di Riccardo Iacona su Rai Tre si è occupata della vita nell'acciaieria pugliese e dei pericoli per i lavoratori e per l'ambiente. La puntata è stata vista da 1.254.000 telespettatori, con uno share del 4,63%.
"Ma quanto ha inquinato la grande acciaieria negli ultimi decenni, quanto esteso è l’avvelenamento dell’aria, dell’acqua e della terra? E quanto è pericoloso per la gente di Taranto continuare a vivere vicino alla grande acciaieria? Come mai, nonostante le tante inchieste della magistratura e le pressioni di comitati e opinione pubblica, i proprietari dell’ILVA hanno fatto cosi’ poco per ridurre il danno e diminuire l’inquinamento? E infine, la produzione di acciaio è inevitabilmente un lavoro sporco, inquinante, incompatibile con la vita di una città?"

Guarda il video della puntata di Presa Diretta del 27 gennaio 2013

07 marzo 2010

2010/03/07Presa Diretta su RaiTre dimostra che l'energia dalle rinnovabili conviene. Ma non in Italia

Tratto da Ecoblog

Presa Diretta su RaiTre dimostra che l'energia dalle rinnovabili conviene. Ma non in Italia


Presa Diretta su RaiTre di Riccardo iacona

L’ultima puntata di Presa Diretta è andata in onda ieri sera su RaiTre con l’emblematico titolo Sole Vento Alberi (la puntata la potete rivedere qui) . Riccardo Iacona ha indagato sulle energie rinnovabili andando in Germania, Austria e Italia per provare a capire come stanno le cose, in loco. Le cose stanno in maniera molto semplice: in Germania e Austria, ad esempio, con l’approvazione di una semplice legge si è deciso di sovvenzionare, sì proprio sovvenzionare, e sostenere economicamente con i soldi dei cittadini le energie rinnovabili, quali eolico, fotovoltaico e biomasse.

E Iacona mostra l’esemplare caso della città di Marburg.

In Italia, altrettanto semplicemente si è deciso di sovvenzionare attraverso i CIP6, le energie assimilate, ossia i termovalorizzatori o di sostenere l’industria del petrolio e ora quella del nucleare. Per quanto riguarda, poi le centrali, Iacona ne parla con Giovanna Botteri inviata della Rai a New York a propositi dell’annuncio del Presidente Obama di riprenderne la costruzione dopo 30 anni. La Botteri sottolinea che si tratta di centrali nucleari di IV generazione la cui sicurezza sembra nettamente superiore a quelle di III generazione che saranno costruite in Italia.

Il dato più interessante dell’inchiesta di Iacona, che dovrebbe far riflettere i detrattori delle rinnovabili, è che in totale si sono creati 750mila nuovi posti di lavoro, il settore è l’unico a non essere toccato dalla crisi, i bilanci continuano a crescere e il nucleare non fa queste promesse. Con le rinnovabili in Germania producono il 16% del fabbisogno energetico nazionale. Con le tre centrali nucleari di prossima costruzione in Italia si produrrà il 20% del fabbisogno energetico nazionale dopo 10 anni dall’inizio della loro installazione. Un impianto eolico o un parco fotovoltaico possono essere costruiti in pochi anni, un paio e producono immediatamente energia.

In Italia le cose vanno in maniera opposta, a noi pare che le rinnovabili non piacciano, le Linee Guida a corredo della legge che le approva non sono mai state promulgate; le regioni fanno quello che vogliono o che possono; i pannelli solari non sono amati, così come le pale eoliche su cui la mafia ci avrebbe messo le mani nel trapanese.