COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta procedura d'infrazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta procedura d'infrazione. Mostra tutti i post

27 aprile 2017

PM10, ultimo avvertimento UE da Bruxelles : in Italia 66mila morti premature

Tratto da Rinnovabili.it


Bruxelles invia Roma il parere motivato

PM10, ultimo avvertimento UE: in Italia 66mila morti premature

La Commissione europea punta il dito su 30 zone di qualità dell’aria. Abbiamo 2 mesi di tempo per ridurre i livelli di particolato fine prima d’essere deferiti alla Corte di Giustizia
PM10

(Rinnovabili.it) – L’inquinamento atmosferico continua ad essere il tallone d’Achille delle politiche ambientali italiane. Dopo la tirata d’orecchie dell’Europa per gli alti livelli di biossido di azoto (NO2), arriva puntuale anche quella per i continui sforamenti dei limiti per il particolato (PM10). La Commissione Europea ha inviato oggi a Roma un parere motivato, ultimo avvertimento della fase pre-contenziosa, in cui esorta l’Italia ad intervenire rapidamente per ridurre lo smog legato alle polveri sottili.

Ultimo avvertimento per il livelli di PM10

Come in tutte le procedure d’infrazione, la diffida arriva parecchi mesi dopo la lettera di messa in mora, il primo campanello d’allarme suonato da Bruxelles per il Belpaese. Già a giugno 2016 l’esecutivo europeo aveva esortato l’Italia a sanare le lacune normative in materia di inquinamento atmosferico da PM10. Un avvertimento riguardante 30 zone di qualità dell’aria in tutto il territorio italiano in cui dal 1° gennaio 2005, data dell’entrata in vigore dei valori limite giornalieri di polveri sottili in sospensione (PM10), si sono registrati dei superamenti. Le zone in questione sono situate nelle regioni di Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Lazio e Sicilia.


In caso di superamento dei valori limite, gli Stati membri sono tenuti ad adottare e attuare piani per la qualità dell’aria che stabiliscano misure atte a porvi rimedio nel più breve tempo possibile. Le misure legislative e amministrative finora adottate dal governo non sono bastate a risolvere il problema. La situazione è più severa di quanto possa sembrare ad una lettura veloce della vicenda. Ogni anno l’inquinamento da PM10 provoca nel paese più di 66mila morti premature, rendendo l’Italia lo Stato membro più colpito in termini di mortalità connessa al particolato, secondo le stime dell’Agenzia europea dell’ambiente.

In realtà si tratta di un problema su cui siamo particolarmente recidivi. Una precedente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, infatti, aveva già ritenuto l’Italia responsabile della violazione della legislazione UE pertinente per gli anni 2006 e 2007. Se il Paese non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà deferire il caso nuovamente al tribunale europeo.

26 settembre 2013

Ilva, Ue: « OGGI 26 settembre in arrivo procedura d'infrazione per l'Italia .» A Taranto scatta l'obbligo di adempiere alle direttive europee sull'ambiente.

Tratto da Facebook di Alessandro Marescotti Presidente di Peacelink.
ILVA. Attenzione, da oggi NON scatta la multa verso l'Italia MA scatta l'obbligo di adempiere alle direttive europee sull'ambiente che la Commissione Europea ritiene VIOLATE dal governo italiano.
E' un obbligo comunitario scaturito dalla denuncia di noi cittadini. L'Unione Europea dimostra non solo di ascoltare ma di schierarsi dalla parte dei diritti di noi cittadini.

UNO STRAORDINARIO RISULTATO. Oggi accade una cosa straordinaria: la Commissione Europea dà ragione alla Magistratura di Taranto e a noi cittadini. E dà torto al Governo Italiano. Il valore politico, oltre che pratico, dell'avvio della procedura di infrazione sta nella messa in mora di chi ci ha governato con tanta spudoratezza. Ora il governo è OBBLIGATO ad applicare le direttive europee 


Tratto da Il Sole 24 ore

Un'immagine dell'Ilva di Taranto.

 

 

 

Ilva, la Commissione Ue avvia la procedura di infrazione contro l'Italia


Ilva, la Commissione Ue avvia la procedura di infrazione contro l'Italia La Commissione europea «pur ritenendo un segnale positivo i recenti impegni assunti dalle autorità italiane per rimediare alla situazione», ha deciso di inviare all'Italia una lettera di messa in mora, primo stadio della procedura d'infrazione comunitaria, per non aver garantito finora che l'Ilva di Taranto rispetti le prescrizioni dell'Ue relative alle emissioni industriali, con gravi conseguenze per la salute umana e l'ambiente.L'Italia per Bruxelles è inoltre inadempiente anche rispetto alla direttiva sulla responsabilità ambientale, che sancisce il principio «chi inquina paga». La procedura prevede che l'Italia si adegui alla normativa Ue, altrimenti si arriverebbe, nel terzo passaggio dell'infrazione, al deferimento alla Corte Ue. Un'eventuale condanna della Corte aprirebbe la strada al rischio di multe per l'Italia

Il commissario Potocnik: «Impazienti di vedere soluzioni»
«Le autorità italiane hanno avuto molto tempo per garantire che le disposizioni ambientali per l'Ilva di Taranto fossero rispettate. Quello dell'Ilva è un chiaro esempio del fallimento nell'adottare misure adeguate per proteggere la salute umana e l'ambiente»: questo il giudizio del commissario Ue all'Ambiente Janez Potocnik.....

Sotto la lente le prescrizioni dell'Aia.
Le prescrizioni non rispettate (o rispettate solo parzialmente) erano contenute nell'autorizzazione integrata ambientale (Aia), che applica la direttiva Ue sulla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento ("direttiva Ippc") proveniente dalle attività industriali ad alto potenziale inquinante.

  .....La nota Ue prosegue sottolineando che «le prove di laboratorio evidenziano un forte inquinamento dell'aria, del suolo, delle acque di superficie e delle falde acquifere, sia sul sito dell'Ilva, sia nelle zone abitate adiacenti della città di Taranto».

Continua  a leggere su " Il Sole 24 ore"

______________________

Leggi anche su Il Fatto Quotidiano 

Ilva, l’Ue contro il governo italiano (battuto da 3 cittadini e da 270 lettere)

di .
Ve lo spiegherò in poche parole.
 Leggi l'articolo integrale  Qui
_________________________
Guarda il video delle Iene
Ilva Taranto, video shock delle Iene:
ILVA:VIVERE A TARANTO



08 aprile 2013

AIA Ilva di Taranto: la Commissione Europea “bacchetta” il Governo italiano

Tratto da Il blog del Comitato per Taranto

AIA Ilva: la Commissione Europea “bacchetta” il Governo italiano

 
Legambiente: il Governo fornisca subito alla Commissione Europea tutte le informazioni richieste. Piena solidarietà alla magistratura tarantina di fronte all'esposto-denuncia dell'Ilva
 
Un carteggio tra Commissione Europea e Governo italiano rivela i ritardi di quest'ultimo nel rispondere alla Commissione Europea che lo sollecitava a fornire informazioni nell'ambito di un Caso EU Pilot relativo allo stabilimento Ilva di Taranto.


Il progetto EU Pilot, operativo dall'aprile 2008, mira a fornire risposte più rapide e complete a quesiti riguardanti l'applicazione del diritto dell'UE, in particolare quelli rivolti da cittadini o imprese. Il sistema è stato concepito per migliorare la comunicazione tra i servizi della Commissione e le autorità degli Stati membri e trovare soluzioni ai problemi riguardanti l'applicazione del diritto dell'UE o la conformità con quest'ultimo della legislazione di uno Stato membro nella fase iniziale, prima cioè dell'avvio di una procedura d'infrazione .
Ogni qualvolta si prospetti un possibile ricorso alla procedura d'infrazione, di norma si ricorre a EU Pilot prima che la Commissione dia avvio alla prima fase del procedimento.
La Commissione "bacchetta" il Governo italiano in data 1 marzo 2013 per aver risposto – solo dopo un sollecito inviato dalla Commissione stessa - con dodici giorni di ritardo rispetto al termine previsto, nonché per aver fornito risposte e informazioni insufficienti in merito ad alcune delle richieste formulate, nonostante le stesse fossero state già poste fin dal 20 settembre 2012.  
Di fronte all'evasività di frasi che invocano la mancanza di competenza o il non possesso di informazioni, la Commissione ribadisce che "non è ragionevole che l'onere di interpellare le diverse autorità nazionali spetti alla Commissione, in quanto ciò compete all'autorità italiana di contatto e "minaccia" l'apertura di una procedura
d'infrazione in caso di mancanza di quella "leale cooperazione" prevista dai trattati europei da parte del Governo italiano.

Legambiente valuta positivamente due elementi che emergono dall'ampio carteggio:
1) il sistema dei controlli (Ispra e Arpa Puglia) funziona e fa il suo dovere nel segnalare le criticità al ministero dell'Ambiente, nonché all'autorità giudiziaria;
2) la Commissione Europea tiene l'Ilva e la sua Autorizzazione Integrata Ambientale sotto la lente d'ingrandimento e questo è sicuramente un elemento di rassicurazione ulteriore in merito alla verifica della completa e tempestiva attuazione delle prescrizioni Aia da parte dell'Ilva.
Non solo. La Commissione chiede anche conto dello stato delle bonifiche all'interno e nel territorio circostante l'Ilva facendo esplicito riferimento alla Direttiva sulla responsabilità ambientale (2004/35/CE) "applicabile al caso in esame nella misura in cui sia stato causato un danno significativo a risorse naturali mediante l'esercizio dell'impianto dal maggio 2007" .
 
Legambiente ritiene che l'eventuale apertura di una procedura d'infrazione sarebbe un pericoloso sintomo di colpevole disattenzione da parte del Governo di fronte alla drammaticità della situazione di Taranto e chiede pertanto che il Governo italiano risponda nel più breve tempo possibile fornendo tutte le informazioni richieste alla Commissione Europea.
 
Cogliamo l'occasione per esprimere la nostra piena solidarietà alla magistratura tarantina a fronte dell'esposto-denuncia presentato da Ilva 

alla Procura di Potenza affinché accerti se pm e gip abbiano compiuto abusi nell'inchiesta sullo stabilimento siderurgico.  
Se, finalmente, la drammatica situazione di Taranto comincia ad essere affrontata lo si deve, oggi, all'operato della magistratura tarantina: Ilva si preoccupi di attuare pienamente e nel rispetto dei tempi previsti le prescrizioni dell'AIA, invece di presentare esposti. (legambiente)

______________
ilva


Legamjonici contro l’inquinamento

07/04/2013
Il comitato Legamjonici con questa nota intende comunicare quanto segue:
E’ stato depositato presso la Procura di Taranto un esposto-denuncia che ha come oggetto il mancato rispetto della normativa A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) e la omessa applicazione dell’articolo 29-decies del D.lgs. 128/2010, che costituisce l’attuale recepimento della direttiva comunitaria 2008/1/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (IPPC).

Nell’esposto si fa riferimento all’Ilva, al Ministero dell’Ambiente e della Salute, al Ministro dell’Ambiente attualmente in carica Corrado Clini, al Sindaco e al Prefetto di Taranto.

I sottoscrittori chiedono che l’Autorità Giudiziaria proceda nei confronti dei soggetti sopra menzionati, nonché di tutti gli altri che eventualmente dovessero risultare responsabili con particolare riferimento a fatti, azioni e omissioni in danno della salute
pubblica.