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Visualizzazione post con etichetta ARPA Puglia. Mostra tutti i post
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23 gennaio 2020

Peacelink: Lo Stato contro lo Stato a Taranto in materia di bonifiche interne allo stabilimento Ilva

Tratto da  Peacelink
Il TAR del Lazio interviene a tutela della salute

Lo Stato contro lo Stato a Taranto in materia di bonifiche interne allo stabilimento Ilva

Il TAR del Lazio accoglie le tesi di ARPA Puglia e respinge il ricorso di ILVA in A.S. e impone di intervenire sull'inquinamento della falda. Occorre fare la caratterizzazione e le bonifiche delle aree interne degli impianti Ilva.
Fonte: ARPA PUGLIA - 22 gennaio 2020
Il TAR Roma, recependo integralmente le tesi sostenute da ARPA Puglia, difesa dall’avv.Laura Marasco, ha così riconosciuto che «dalla necessità di scongiurare ed Cumuli nei parchi minerali Ilva allontanare ogni possibile pericolo di inquinamento della falda» emerge la piena e specifica competenza dell’ARPA ad esprimere quelle valutazioni. Questa significativa, quanto attesa, sentenza “scongela” parte del complesso procedimento delle aree ex ILVA incluse nel Sito di Interesse Nazionale di Taranto e rimette in discussione gli esiti della ormai datata caratterizzazione eseguita tra il 2006 ed il 2007, che non teneva conto della presenza dei materiali di riporto e non fu mai completamente approvata in quanto anche essa oggetto di contenzioso amministrativo.

24 febbraio 2019

Il software Omniscope :Democratizzazione dei dati ambientali

Interessante articolo di Alessandro Marescotti  tratto da Peacelink
                   Il software Omniscope

Democratizzazione dei dati ambientali

A scuola abbiamo fatto un’esperienza di Ecodidattica con un software di business intelligence realizzato da Antonio Poggi, un esperto del settore che vive a Londra ma che - essendo nato a Taranto - ha pensato di adattare il suo software all’analisi dei dati ambientali.
22 febbraio 2019
Esperienza di gestione dei dati di monitoraggio
Con Google Document quattro miei studenti della 4MM-ME hanno scritto in classe un testo condiviso dopo aver visto come il software Omniscope può gestire i dati ambientali delle centraline Arpa Puglia.
E' un esperimeno di scrittura collaborativa realizzato in un paio di ore nelle quali è stata sperimentata la "dashboard" di questo software di business intelligence.
Abbiamo visto che con tale software online si possono gestire e confrontare i dati con grande rapidità, senza dover fare i calcoli. I calcoli li fa in tempo reale il software, con una rapidità impressionante, liberandoci dalla “fatica matematica” di perdere ore di tempo prima di poter dire se in quell’anno o in quel mese per quel parametro della centralina Arpa è maggiore o minore rispetto ad un punto preso come riferimento. Ad esempio: il mese di gennaio del 2019 è stato peggiore o migliore per il quartiere Tamburi rispetto al mese di gennaio del 2018 per il PM10? E rispetto al triennio 2016-2017-2018?
Disponiamo quindi di uno strumento potente che elabora i dati Arpa su Taranto e li rappresenta con un "cruscotto intelligente" che ci segnala l'inquinamento dell'aria. E' un modo per rendere più fruibili i dati delle centraline ed è anche un esperimento di "democratizzazione ambientale".
Il link che abbiamo consultato è il seguente: https://bit.ly/QualitaAriaTaranto

21 gennaio 2015

Noalcarbone Brindisi :LA TRAVE, LA PAGLIUZZA E I CAMINI DI TORCHIAROLO.

Tratto da Noalcarbone Brindisi

                     

LA TRAVE, LA PAGLIUZZA E I 

CAMINI DI TORCHIAROLO.

Ci siamo lasciati questa notte con le immagini del camino della centrale a carbone di Cerano "Federico II" che dava il meglio di sè infestando l'aria e rendendola irrespirabile in tutta la città e nel circondario, come del resto aveva fatto nel corso di tutta la giornata di ieri.

Oggi, per contro, vogliamo mostrarvi l'ordinanza del Comune di Torchiarolo (BR) , datata 10 Gennaio 2015, nella quale si legge "ORDINA con effetto immediato e fino a revoca, sull'intero territorio comunale il divieto di accensione di caminetti e stufe alimentate a legna negli immobili ad uso civile"
[...]
"La violazione della presente ordinanza comporta
l'applicazione della sanzione amministrativa da euro 100,00 ad euro 500,00 salvo che il fatto non costituisca rilevanza penale".

Esattamente. Avete sicuramente inteso bene: dal 10 Gennaio 2015 a Torchiarolo è VIETATO ardere legna in caminetti e stufe.
E poco importa se vostra nonna non ha altri sistemi di riscaldamento...
La multa per chi viene sorpreso a riscaldarsi  davanti al fuoco  di un caminetto può arrivare sino a 500,00 euro.
E tutto ciò avviene perchè, vogliamo ricordarlo, il Comune di Torchiarolo è "sottoposto ad un piano di risanamento della qualità dell'aria dovuto ai superamenti di emissione di PM10".
L'ARPA Puglia (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) nel 2014 ha rilevato, da quanto si evince dall'ordinanza medesima, ben 40 sforamenti di polveri sottili (PM10). Tali sforamenti, secondo la stessa ARPA, sarebbero imputabili all'accensione dei caminetti casalinghi.
Pertanto la Regione Puglia diffida il comune a favorire la piena attuazione del piano.
Chiaramente il fattore di vicinanza dalla centrale a carbone più grande d'Italia, oppure il trovarsi sottovento dei fumi del camino della stessa, o il fattore qualitativo delle polveri, sono caratteristiche da non tenere in considerazione nel caso dei suddetti sforamenti.

Ancora una volta ci sembra che le istituzioni , sia quelle che dovrebbero rappresentarci, tanto quelle che dovrebbero tutelarci, riescano a mostrarsi forti con il popolo e deboli con i potenti.

"PESCE GRANDE MANGIA PESCE PICCOLO", si dice.  Ma cosa accade se molti pesci piccoli si organizzano?
                _____________________ Tratto da Noalcarbone 

ANCORA UNA NOTTE DI VELENI A CERANO

Erano le 22:30 quando abbiamo scattato queste foto, e a Cerano l'aria era irrespirabile. Dal camino una grossa colonna di fumo grigio veniva spinta dal vento in direzione nord, verso Brindisi. 
Anche oggi, come ogni giorno da più di 20 anni, in maniera costante e cumulativa, Enel ci avvelena con tonnellate di inquinanti, e non ci vengano a dire i sindacalisti o l'Arpa che si tratta solo di un fenomeno atmosferico o semplicemente di vapore acqueo. 

foto scattata alle ore 13.30
foto scattata alle 22.30



Gli inquinanti emessi dalla più tossica centrale a carbone d'Italia sono ben noti e consultabili sul sito del Registro Europeo delle emissioni

A Brindisi si continua ad ammalarsi e morire di tumore, a Brindisi c'è un eccesso spaventoso di malformazioni neonatali connesse alle emissioni di SO2. 

A Brindisi la cosiddetta vocazione industriale e il ricatto occupazionale ci stanno ammazzando giorno dopo giorno.

25 settembre 2014

NOALCARBONE:LO STUDIO "FUFFA" DI ARPA PUGLIA.

Tratto da Noalcarbone

LO STUDIO "FUFFA" DI ARPA PUGLIA.


La letteratura scientifica mondiale, da anni ormai, produce studi che riguardano l’impatto negativo delle centrali a carbone sulla salute delle popolazioni circostanti.
Questi impianti, come la centrale Enel Federico II, emettono in aria, acqua e suolo, nonché nel residuo di combustione, svariate sostanze (idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti tra cui l’arsenico, il mercurio, il nichel, il piombo, polveri sottili, ossido di carbonio e anidride carbonica, sostanze radioattive, ossidi di azoto e ossidi di zolfo, diossine e furani), tutte particolarmente tossiche e alcune di esse anche cancerogene.
 
Le indagini epidemiologiche (già esistenti) da diversi anni segnalano nell’area ad alto rischio ambientale di Brindisi un eccesso di mortalità generale e per alcuni tumori in particolare. Esistono studi recenti sull’aumento di mortalità e di ricoveri per cause cardiovascolari nei giorni in cui si registra innalzamento delle concentrazioni degli inquinanti nell’aria. E’ stato rilevato inoltre un eccesso di malformazioni neonatali e la loro relazione con l’emissione di SO2.
E cioè, si è dimostrato che nelle settimane di gravidanza in cui le malformazioni si generano, le mamme dei bambini malformati hanno respirato, sulla base dei dati delle centraline per il monitoraggio dell'aria, una concentrazione di SO2 superiore a quella respirata dalle mamme che hanno partorito bambini sani. (L’ARPA Puglia certifica che il 90% della SO2 emessa a Brindisi proviene dalla produzione di energia. )

Questo non lo diciamo noi, ma è l’estratto di una lettera aperta dell’Ordine dei Medici su "LA SALUTE DELLA POPOLAZIONE E LA PRODUZIONE ENERGETICA  A BRINDISI", pubblicata il 12 marzo di quest’anno.

Ma un rapido excursus delle evidenze sanitarie sulla popolazione brindisina è contenuto  nell’intervento, sempre dei medici,  il 23 marzo 2014 alla III Commisione Sanità del Consiglio Regionale Pugliese. (leggi quì)
"Considerato lo status di area ad alto rischio di crisi ambientale, conclude l’Ordine dei Medici nella sua lettera aperta, è necessario sollecitare un intervento legislativo regionale che, con le innovative procedure della Valutazione Integrata di Impatto sulla Salute (Vis), impedisca, per ragioni sanitarie, ulteriori insediamenti che emettono sostanze tossiche e prescrivano rimedi per la riduzione di quelli esistenti in tempi ragionevoli ma compatibili con il valore della vita e della salute".

Assodato tutto ciò, la presentazione dello studio di Arpa Puglia sulla “Valutazione del Danno Sanitario dell’impianto Cerano” che si è svolta ieri presso gli uffici della stessa Agenzia, non può che prendere il valore di una argomentazione “grezza e grossolana”, inconsistente e superflua, insomma, in una parola FUFFA:  un mero modello matematico  che NON E’ DA RITENERE ASSOLUTAMENTE UN DATO SCIENTIFICO......

24 luglio 2014

Ilva, - Giorgio Assennato (Arpa Puglia) boccia dl del governo: “Va contro il lavoro degli ultimi anni”.

Tratto da Il Fatto Quotidiano 

Ilva, Arpa Puglia boccia dl del governo: “Va contro il lavoro degli ultimi anni”


Una bocciatura senza appello, quindi, di un decreto salva Ilva, il sesto in meno di 24 mesi, che potrebbe rivelarsi l’ennesimo regalo alla fabbrica a danno degli operai e dei cittadini.

Il nuovo decreto sull’Ilva di Taranto approvato dal Governo Renzi è in ‘antitesi’ con il Piano ambientale del comitato di esperti e con alcune disposizioni dei precedenti provvedimenti varati in questi due anni. 
E’ quanto ha sostenuto in una lettera inviata all’onorevole Alessandro Bratti, membro della commissione Ambiente della Camera, il direttore generale di Arpa Puglia Giorgio Assennato. Nella missiva di quattro pagine, infatti, il capo dell’agenzia ambientale pugliese ha bocciato una serie di aspetti del nuovo provvedimento che, dopo l’approvazione dell’esecutivo è diventato un emendamento al decreto sulla competitività e, nelle prossime ore, dopo le modifiche delle commissioni Ambiente e Industria del Senato, arriverà in aula con la questione d fiducia posta dal Governo.
Per Assennato, intanto, il nuovo decreto “mostra alcune criticità” causate “dall’introduzione di ulteriori genericità” rispetto al piano ambientale. Questo, infatti, “definiva le azioni e, soprattutto, i tempi necessari a garantire il rispetto delle prescrizioni impartite ad Ilva spa” dall’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata nell’ottobre 2012. Il nuovo provvedimento, invece, allunga i tempi di alcune misure che invece appaiono necessarie per ambientalizzare gli impianti dello stabilimento ionico. Come nel caso dell’Altoforno 5, il più importante della fabbrica. Fino a poco prima dell’approvazione dell’ultimo decreto la fermata di questo impianto doveva avvenire entro l’8 novembre prossimo, ma ora l’Afo5 “deve essere messo fuori produzione e le procedure per lo spegnimento” dovranno essere avviate entro il 30 giugno 2015. Ma in realtà lo spegnimento è subordinato al ripristino di un altro altoforno.....
 In sostanza una serie di cavilli che potrebbero lasciare immutata la situazione costringendo i tarantini a convivere per anni con le emissioni nocive che ancora si diffondono dall’acciaieria. Non solo.....
Il dg Assennato, nel dettaglio, ha spiegato che il nuovo decreto concede alla fabbrica anche la “piena autonomia” sull’80% di prescrizioni da realizzare entro il 31 luglio 2015...
Una bocciatura senza appello, quindi, di un decreto salva Ilva, il sesto in meno di 24 mesi, che potrebbe rivelarsi l’ennesimo regalo alla fabbrica a danno degli operai e dei cittadini.
Continua a leggere su Il Fatto Quotidiano 

01 aprile 2014

1°APRILE :L'AGENZIA EUROPEA DELL'AMBIENTE SBARCA A BRINDISI

Tratto da Noalcarbone Brindisi

L'AGENZIA EUROPEA DELL'AMBIENTE SBARCA A BRINDISI

…Pesce d’Aprile?
No, non si tratta di uno scherzo,
Martedì 1 Aprile, presso l’Autorità Portuale di Brindisi , i rappresentanti di quella stessa Europa che nel 2011, con uno storico Report Ambientale, ha classificato Brindisi quale 1° Città Inquinata d’Italia(con la Centrale ENEL di Cerano al 18° posto – N°1 in Italia- e l’ILVA di Taranto al 52°posto) giungeranno davvero a far visita alla città italiana della vergogna. Speriamo per parlare di rimedi seri e di futuro.
...Siete tutti invitati.

“Per gli inquinanti aventi un effetto sanitario locale -regionale è stato calcolato sia il VOLY (valore degli anni di vita persi) sia il VSL (valore della vita statistica).”
di PierPaolo Petrosillo

Tratto da Arpa Puglia

Convegno preparatorio alla XII Conferenza del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente
Il 31 marzo e 1° aprile si tiene a Brindisi, presso la sede dell’Autorità Portuale, in Piazza Vittorio Emanuele 7, il convegno “Ambiente e salute nelle attività delle Agenzie di Protezione ambientale: esperienze, nuove sfide e proposte operative”, preparatorio alla Conferenza Nazionale del Sistema delle Agenzie di Protezione Ambientale (che si terrà a Roma il 10 e 11 aprile). 
Si tratta di un importante evento che riunisce nel capoluogo regionale i vertici tecnici e amministrativi delle Agenzie regionali per l’ambiente e di ISPRA, con una presenza qualificata dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, di Regioni ed enti locali, oltre che di associazioni ambientaliste e imprenditoriali. 
Lunedì 31 marzo è prevista la sessione "Ambiente e salute nei siti contaminati: esperienze a confronto", coordinata da Sabrina Santagati, Direttore Generale di ARPA Calabria e Liliana La Sala del Ministero della Salute.
Martedì 1° aprile è invece prevista la sessione "La valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario nelle autorizzazioni ambientali", coordinata, nella mattinata, da Loredana Musmeci (ISS) e Luciana Sinisi (ISPRA) e, nel pomeriggio, da Stefano Laporta Direttore Generale di ISPRA e  Pietro Comba (ISS).
Al termine della giornata è prevista una Tavola Rotonda dal titolo: Il ruolo delle istituzioni in riferimento alle valutazioni integrate di impatto ambientale e sanitario nelle autorizzazioni ambientali”, .....

16 luglio 2013

IL COMITATO SCIENTIFICO DI ISDE ITALIA STIGMATIZZA LE AFFERMAZIONI DEL COMMISARIO BONDI

Riceviamo da Isde Italia. 
        COMUNICATO STAMPA 

IL COMITATO SCIENTIFICO DI ISDE ITALIA STIGMATIZZA  LE AFFERMAZIONI DEL COMMISARIO BONDI.

Il Commissario dell’Ilva, Enrico Bondi, è stato nominato dal Governo per rappresentare gli interessi di tutti. Tuttavia le sue recenti affermazioni, che riprendono una perizia di parte aziendale, sono lungi dall'essere imparziali. 
Nella sua relazione al Presidente della Regione Puglia, Bondi cita infatti una relazione dei periti aziendali (Boffetta et al), secondo cui: “E’ noto che a Taranto, città portuale, la disponibilità di sigarette era in passato più alta rispetto ad altre aree del Sud Italia dove per ragioni economiche il fumo di sigaretta era ridotto fino agli anni ’70”. 
La frase sottintende che non vi sarebbe un eccesso di tumori dovuti all'inquinamento ma tale eccesso sarebbe attribuibile al consumo di sigarette. 
Contestiamo questo modo di porre il problema: 
(a) il Commissario non può sposare un tesi di parte, in modo peraltro superficiale; 
(b) la relazione consegnata dai Periti della Procura di Taranto e degli Enti pubblici preposti (Istituto Superiore di Sanità, ISPRA, ARPA Puglia, Agenzia Regionale Sanitaria Pugliese) contiene un'analisi approfondita della mortalità per tumori a Taranto e nei suoi quartieri, e va considerata nella sua interezza. 

La parzialità e la superficialità delle dichiarazioni di Bondi sono coerenti con il decennale disinteresse delle nostre classi dirigenti per i danni che l'inquinamento ambientale arreca all’ambiente e alla salute umana.
Sia il Commissario sia la perizia di parte sembrano ignorare le prove del fatto che l'inquinamento atmosferico è causa del cancro del polmone anche nei non fumatori. 
L’autorevole rivista Lancet Oncology pubblica in questi giorni i risultati di un grande studio epidemiologico europeo che dimostra come l’inquinamento atmosferico svolga un ruolo importante nell'aumentare il rischio di cancro del polmone anche nei non-fumatori. 
Se Bondi, come sarebbe stato suo dovere, si fosse preoccupato di informarsi sulle prove scientifiche nel loro insieme, e non solo sul parere dei periti di parte, avrebbe tratto delle conclusioni diverse. 
In  tal modo avrebbe dimostrato rispetto per i cittadini, per i lavoratori e per gli operatori sanitari anziché agire sulla base di un'agenda precostituita. 
Sulla base di queste semplici riflessioni ISDE Italia chiede al Governo Italiano di provvedere a ristabilire la verità e a richiamare i suoi rappresentanti a un maggiore equilibrio e senso della giustizia. 
Arezzo, 16 Luglio 20113
Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia 
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 Dr. Agostino Di Ciaula
ISDE Italia

Le cattive scelte del Governo e del Sig. Bondi

15 luglio 2013 
Il Governo dovrebbe scegliere con più
attenzione i suoi “commissari” e il Sig. Bondi dovrebbe scegliere con più attenzione i suoi “consulenti” scientifici.
Entrambi non hanno fatto una bella figura non solo nei confronti dei pugliesi ma dell’intero Paese e della comunità scientifica.
Posso capire (ma non accettare) che per il Governo e per il Sig. Bondi sia più conveniente ignorare i risultati dello studio SENTIERI, i risultati della perizia scientifica richiesti dalla magistratura, gli studi dell’Istituto Superiore di Sanità, la valutazione di danno sanitario di ARPA Puglia, le avvertenze dei medici ISDE e le innumerevoli altre patologie (diverse dal cancro ai polmoni) causate dagli innumerevoli inquinanti presenti nelle zone critiche della Regione Puglia (non solo Taranto), ma questa deriva negazionista ha numerosi altri limiti da rispettare, non solo in termini etici e di decenza.

 Dal punto di vista politico il Governo dovrebbe ricordare che un commissario così cruciale dovrebbe avere garanzie di terzietà e perseguire in via prioritaria il bene comune, non interessi particolari.
Dal punto di vista scientifico il Sig. Bondi dovrebbe ricordare ai suoi consulenti che il carcinoma polmonare nei non fumatori ha caratteristiche epidemiologiche (maggiore prevalenza nel sesso femminile, età di insorgenza più giovane), istologiche e persino genetiche del tutto differenti da quello che insorge nei fumatori e che molte di queste caratteristiche sono proprie dei tumori polmonari del triangolo della morte Taranto-Lecce-Brindisi.
Il Governo dovrebbe ricordare a se stesso e a Bondi, e Bondi dovrebbe ricordare ai suoi consulenti, che il cancro del polmone è la prima causa di morte per tumore in Puglia, Regione che è al primo posto in Italia per emissioni industriali di particolato (almeno 6-7 volte superiori a quelle delle altre Regioni italiane) e IPA (almeno 5 volte superiori a quelle di altre Regioni Italiane). 
Dovrebbero anche ricordare che tra il 1993 e il 2008 la percentuale di fumatori pugliesi è scesa del 2% (dal 25% al 23%, ISTAT), mentre il tasso grezzo di mortalità per tumore maligno del polmone (anni 1990-2007) è aumentato del 9% (da 3.79 a 4.18 x 10.000 abitanti, fonte ISTAT). Tale incremento è stato particolarmente rilevante nella popolazione di sesso femminile (+57% nel sesso femminile vs +3.5% nel sesso maschile), meno esposta al fumo di sigaretta, e i tassi grezzi di mortalità sono più elevati nelle provincie di Brindisi, Taranto e Lecce che in quella di Bari, altra “città portuale” soggetta all’influenza negativa del fumo e del “contrabbando di sigarette” almeno quanto Taranto.
Il Sig. Bondi dovrebbe anche ricordare ai suoi consulenti che secondo stime dell’OMS circa l’8% dei carcinomi polmonari sono assolutamente indipendenti dal fumo di sigaretta. Secondo tale proporzione, poiché nella Regione Puglia tra 1998 e il 2004 ci sono state 12.134 morti per tumori maligni del polmone (Fonte: osservatorio epidemiologico regionale), è possibile calcolare che in media circa 971 di quelle morti siano state causate dall’inquinamento atmosferico.
Si sa da anni (ma questo è sfuggito ai consulenti scientifici del Sig. Bondi) che un incremento di soli 10µg/m3della concentrazione atmosferica di PM2.5 è associata ad un incremento di rischio di tumore polmonare compreso tra l’8 e il 14%, e che tale rischio è maggiore per i non fumatori (Pope et al, 2002). Si sa anche benissimo, al contrario, che una riduzione dell’inquinamento da particolato comporta una riduzione del rischio di carcinoma polmonare (Laden et al 2006), con un incremento dell’aspettativa di vita di 0.6 anni per ogni riduzione di 10 μg/m3 di PM10 (Pope 2009).
Altra “dimenticanza” dei consulenti del Sig. Bondi è che in aree ad elevato inquinamento atmosferico (come Taranto) il 20% circa dei tumori polmonari è legata al particolato (Crosignani et al 2008), che produce tumore maligno del polmone anche a concentrazioni atmosferiche di gran lunga
inferiori (Raaschou-Nielsen et al, 2013) a quelle “concesse” da una legge che non è affatto “health-based” ma sempre più “money-based”.
È anche “sfuggita” al Sig.Bondi e ai suoi consulenti "scientifici" la considerazione che mentre il fumo di sigaretta, di indubbia e indiscutibile pericolosità, interessa circa il 25% della popolazione di età superiore a 15 anni (ISTAT) ed è un fattore di rischio volontario la cui cessazione dipende da decisioni soggettive, l’inquinamento atmosferico interessa tutta la popolazione di qualunque fascia di età ed è classificabile come esposizione forzata, indipendente da scelte individuali e fortemente dipendente da scelte politiche ed economiche. 
Questo i pugliesi lo hanno capito bene, anche se si cerca affannosamente di fare il possibile e l’impossibile per dimostrare il contrario, con toni e argomentazioni che rappresentano un insulto all’intelligenza e alla dignità di chi ascolta.
È necessario continuare a ribadire con forza che il rendere la salute un bene negoziabile è contrario a qualunque principio etico, politico e morale. 
  Chi rema in questo senso va in direzione contraria al bene comune, che sia il Sig. Commissario o il capo del Governo.



15 luglio 2013

Ilva, il Ministro Orlando nomina gli esperti per il risanamento e convoca il commissario straordinario Bondi

Tratto da Ecoblog


Ilva,Orlando nomina gli esperti per il risanamento

Nominati dal ministro dell'ambiente i tre esperti che si occuperanno del piano di risanamento per lo stabilimento Ilva di Taranto


Ilva, Orlando nomina gli esperti per il risanamento
Secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa il ministro Andrea Orlando ha deciso i nomi dei tre esperti che si occuperanno di redigere il piano di risanamento e riqualificazione per l’Ilva di Taranto, nomina che con tutta probabilità potrebbe essere formalizzata già domani mattina (lunedì 15 luglio, ndr) con decreto ministeriale......



In serata invece la nomina del ministro: i tre esperti saranno Marco Lupo, dirigente del ministero dell’Ambiente, già commissario all’emergenza rifiuti in Sicilia, Giuseppe Genon, docente di ingegneria dell’ambiente al Politecnico di Torino, e Lucia Bisceglia, medico epidemiologo e dirigente di Arpa Puglia.
I tre esperti, collaborando con il commissario Enrico Bondi ed il subcommissario Edo Ronchi, dovranno pianificare, redigere ed applicare il piano di risanamento, come previsto dall’Aia e dal decreto legge sul commissariamento dell’Ilva, in fase di conversione in Parlamento.
Via | Ansa
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Taranto, Bondi: “Tumori? L’Ilva non c’entra”. E il ministro Orlando lo convocaTaranto, Bondi: “Tumori? L’Ilva non c’entra”. E il ministro Orlando lo convoca

Dimissioni o revoca dell’incarico. E’ la richiesta che arriva da più parti a Enrico Bondi in seguito alla divulgazione della lettera inviata al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola,....
 Parole che non potevano non scatenare nuove polemiche sulla questione e confermare le critiche di chi aveva espresso dubbi sulla nomina di Bondi a commissario, in quanto troppo vicino alla proprietà dei Riva.
Al punto che il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, ha deciso di convocare Bondi nelle prossime ore, per approfondire i risultati della consulenza tecnica chiesta dal commissario
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