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24 novembre 2019
Alle Iene:Ilva di Taranto: i bambini malati di cancro per l'inquinamento
21 novembre 2019
Isde -Triste primato: l'Italia è al primo posto per morti premature da esposizione a polveri sottili.
Triste primato: il nostro paese è al primo posto per morti premature da esposizione a polveri sottili. Lo sostiene uno studio condotto della University college di Londra......
26 settembre 2013
Ilva, Ue: « OGGI 26 settembre in arrivo procedura d'infrazione per l'Italia .» A Taranto scatta l'obbligo di adempiere alle direttive europee sull'ambiente.
ILVA. Attenzione, da oggi NON scatta la multa verso l'Italia MA scatta l'obbligo di adempiere alle direttive europee sull'ambiente che la Commissione Europea ritiene VIOLATE dal governo italiano.
E' un obbligo comunitario scaturito dalla denuncia di noi cittadini. L'Unione Europea dimostra non solo di ascoltare ma di schierarsi dalla parte dei diritti di noi cittadini.
UNO STRAORDINARIO RISULTATO. Oggi accade una cosa straordinaria: la Commissione Europea dà ragione alla Magistratura di Taranto e a noi cittadini. E dà torto al Governo Italiano. Il valore politico, oltre che pratico, dell'avvio della procedura di infrazione sta nella messa in mora di chi ci ha governato con tanta spudoratezza. Ora il governo è OBBLIGATO ad applicare le direttive europee
Tratto da Il Sole 24 ore
Ilva, la Commissione Ue avvia la procedura di infrazione contro l'Italia
Ilva, la Commissione Ue avvia la procedura di infrazione contro l'Italia La Commissione europea «pur ritenendo un segnale positivo i recenti impegni assunti dalle autorità italiane per rimediare alla situazione», ha deciso di inviare all'Italia una lettera di messa in mora, primo stadio della procedura d'infrazione comunitaria, per non aver garantito finora che l'Ilva di Taranto rispetti le prescrizioni dell'Ue relative alle emissioni industriali, con gravi conseguenze per la salute umana e l'ambiente.L'Italia per Bruxelles è inoltre inadempiente anche rispetto alla direttiva sulla responsabilità ambientale, che sancisce il principio «chi inquina paga». La procedura prevede che l'Italia si adegui alla normativa Ue, altrimenti si arriverebbe, nel terzo passaggio dell'infrazione, al deferimento alla Corte Ue. Un'eventuale condanna della Corte aprirebbe la strada al rischio di multe per l'Italia
Il commissario Potocnik: «Impazienti di vedere soluzioni»
«Le autorità italiane hanno avuto molto tempo per garantire che le disposizioni ambientali per l'Ilva di Taranto fossero rispettate. Quello dell'Ilva è un chiaro esempio del fallimento nell'adottare misure adeguate per proteggere la salute umana e l'ambiente»: questo il giudizio del commissario Ue all'Ambiente Janez Potocnik.....
Sotto la lente le prescrizioni dell'Aia.
Le prescrizioni non rispettate (o rispettate solo parzialmente) erano contenute nell'autorizzazione integrata ambientale (Aia), che applica la direttiva Ue sulla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento ("direttiva Ippc") proveniente dalle attività industriali ad alto potenziale inquinante.
.....La nota Ue prosegue sottolineando che «le prove di laboratorio evidenziano un forte inquinamento dell'aria, del suolo, delle acque di superficie e delle falde acquifere, sia sul sito dell'Ilva, sia nelle zone abitate adiacenti della città di Taranto».
Continua a leggere su " Il Sole 24 ore"
Leggi anche su Il Fatto Quotidiano
Ilva, l’Ue contro il governo italiano (battuto da 3 cittadini e da 270 lettere)
di Alessandro Marescotti ._________________________
Ilva Taranto, video shock delle Iene:
ILVA:VIVERE A TARANTO
04 marzo 2011

Da quanti anni avvertivamo la popolazione?
Megadiscarica di Allumiere: Alemanno e La Russa decidono la morte della Farnesiana e del territorio che nessuno difende.
L’avevamo detto!
I nostri medici l’avevamo spiegato negli innumerevoli incontri pubblici: la centrale a carbone non era che l’inizio della fine.
Ora è evidente a tutti che il territorio dell’Alto Lazio è stato individuato per localizzarci i siti più inquinanti d’Italia con il beneplacito di Sindaci e Presidenti.
La notizia, come in un incubo, esce dai giornali come decisione già presa senza consultare alcuno ed anzi in contrapposizione a quanti hanno posto in evidenza l’assurdità di una tale scelta: Alemanno e La Russa hanno firmato un protocollo di intesa che prevede la chiusura di Malagrotta e l’apertura di Allumiere, come discarica di Roma, voilà come fosse un’opera che il territorio aspettava da tempo......
La megadiscarica è il più grave scempio ambientale che potevano programmare nel nostro territorio; un invasione in una porzione di territorio, la Farnesiana che, inserito nella cornice dei monti della Tolfa, racchiude un paesaggio naturale di rara bellezza ed il cui prezioso valore ambientale, riconosciuto anche dalla Uninione Europea che la ha nominata Zona di Protezione Speciale (ZPS), verrà violato dalla prepotenza del Ministero della Difesa e del Campidoglio per collocarci la megadiscarica.
Dopo le altisonanti dichiarazioni di Sindaci, Amministratori e politici vari, ci aspettiamo ora che si passi dalle parole ai fatti e che le dichiarazioni si trasformino in iniziative di mobilitazione, VERA, a difesa del territorio.
Ogni silenzio sarebbe colpevole, prova provata che tutti sapevano ma che nessuno ha fatto nulla per ostacolare un progetto che definire devastante è un eufemismo e che, nonostante arroganza e prepotenza, non sarà tanto facile da realizzare.
Movimento Nocoke Alto Lazio
Allumiere nuova Malagrotta: intervento dei Medici ISDE
"Ben lontani da alcun tipo di interesse per la salute dei cittadini, continuano imperterrite le brutte notizie per i residenti nel comprensorio di Civitavecchia per quanto riguarda l’ambiente.
L’annuncio di una discarica nella zona di Allumiere non è che una nuova offesa a questa popolazione già martoriata dall’aumento dell’incidenza del cancro.
Tra gli uomini, nell’ultimo rapporto regionale del 2010, sono state osservate una maggiore frequenza di persone ospedalizzate per malattie polmonari croniche, un eccesso di mortalità per tutti i tumori (in particolare per il tumore polmonare, della pleura e del tessuto linfo-ematopoietico.
In questa situazione epidemiologica non trova alcuna spiegazione l’ulteriore minaccia di un danno sanitario per la presenza di una discarica.
Uno studio effettuato applicando una metodologia riconosciuta dalla Commissione Europea ha infatti dimostrato come la messa in discarica di una tonnellata di rifiuti urbani possa provocare un danno alla salute ed all’ambiente per 12,8 euro; 800.000 tonnellate potrebbero causare un danno per 10.240.000 euro. Dopo 20 anni di attività il danno alla salute e all’ambiente potrebbe essere stato di oltre 200.000.000 (duecentomilioni) di euro (Environmental impacts and costs of solid waste: a comparison of landfill and incineration Ari Rabl, Joseph V. Spadaro, Assaad Zoughaib. Waste Management & Research 2008: 26: 147–162).
La possibilità che arsenico nei rifiuti possa infiltrare le falde acquifere di un territorio dove sono state continuamente richieste deroghe per l’arsenico stesso nell’acqua potabile, costituisce già da sola un divieto assoluto a questa ingiusta decisione di costruire la discarica.
I responsabili dovranno rispondere del danno economico per l’enorme deprezzamento dei beni in tutta l’area interessata.
La Commissione Europea sarà prontamente messa a conoscenza e dovrà intervenire a tutela della nostra salute.
Chiediamo ai politici che governano la regione e la città come sia possibile ignorare l’elevato numero di posti di lavoro e il grande beneficio che sarebbe tratto con la raccolta differenziata spinta.
Chiediamo ai politici di andare incontro a quello che la gente veramente desidera: vivere in un ambiente migliore !
Coordinamento dei Medici per L’Ambiente e la Salute
____________________-
Tratto da Noalcarbone AltoLazio
Allumiere discarica di Roma, intervista al sindaco
Eccola lì la ciminiera della centrale a carbone. Dalla terrazza naturale che si apre sulla vallata si vedono a sinistra le torri di Civitavecchia, a destra quelle dell'altra centrale a carbone di Montalto Di Castro. "Nel nostro territorio c'è la concentrazione di produzione energetica più forte d'Europa - dice il sindaco - Allumiere ha patito, patisce e patirà".
18 gennaio 2011
1)Vado: un esposto contro la centrale per "getto pericoloso di cose"2)ARIA DI CENTRALI A CARBONE....

Tratto da Savona News
Gli esposti, siamo noi.
“...profondo sconcerto e indignazione per l’iniziativa mediatica assunta oggi da un Comitato denominatosi Unione cittadini”. Cittadini, in minuscolo. Ma ad esser sconcertati e profondamente indignati, sono proprio loro.
Responsabilità vorrebbe che, semplicemente e come altrove - ad esempio in Emilia Romagna e nella stessa Piacenza (terra di Bersani) - si applicassero le migliori tecnologie, le MENO INQUINANTI.
E la scelta non può essere tra carbone e carbone, visto che IL METANO C'E' GIA', ED INQUINA DECISAMENTE MENO.
Quasi nessuno vuol vivere senza corrente elettrica com'è logico, ma ridurre il più possibile i rischi per la salute anzichè negarli fa parte delle responsabilità imprescindibili di ogni azienda, di ogni Amministrazione, di ogni Politica.
Gli esposti, siamo noi.
“...profondo sconcerto e indignazione per l’iniziativa mediatica assunta oggi da un Comitato denominatosi Unione cittadini”. Cittadini, in minuscolo. Ma ad esser sconcertati e profondamente indignati, sono proprio loro.
Responsabilità vorrebbe che, semplicemente e come altrove - ad esempio in Emilia Romagna e nella stessa Piacenza (terra di Bersani) - si applicassero le migliori tecnologie, le MENO INQUINANTI.
E la scelta non può essere tra carbone e carbone, visto che IL METANO C'E' GIA', ED INQUINA DECISAMENTE MENO.
Quasi nessuno vuol vivere senza corrente elettrica com'è logico, ma ridurre il più possibile i rischi per la salute anzichè negarli fa parte delle responsabilità imprescindibili di ogni azienda, di ogni Amministrazione, di ogni Politica.
“L’azienda esprime profondo sconcerto e indignazione per l’iniziativa mediatica assunta oggi da un Comitato denominatosi Unione cittadini”.
Inizia così la replica di Tirreno Power all’esposto-denuncia presentato martedì 18 gennaio in Tribunale a Savona (con annessa richiesta di porre sotto sequestro la centrale termoelettrica di Vado Ligure) come accuratamente riportano alcuni organi di informazione dalla stessa sponsorizzati.
Per l'azienda l'esposto sarebbe "Una richiesta pretestuosa e priva di fondamento giuridico" pur non conoscendo i contenuti delle 26 pagine degli atti che la riguardano.
“Tirreno Power si riserva di fare tutti i passi legali necessari per tutelare l’immagine ela reputazione dell’azienda e dei tanti lavoratori che vi operano”
Questa la prima "reazione".
Questo è un classico: assimilare la propria reputazione a quella dei lavoratori. Peccato che le due cose siano ben distinte.
I lavoratori non c'entrano nulla e sarebbe bene per decoro tenerli fuori da questa empasse aziendale senza usarli come scudi umani. Sarebbe anche bene che fosse la stessa Tirreno Power a lasciarsi consigliare dai suoi molteplici uffici stampa per mantenere una reputazione che scricchiola già da quando il nr. 1 del PD savonese Di Tullio li bollò come "interlocutori non affidabili".
Gli indignati non debbono esser Loro.
Gli Indignati sono semmai i Cittadini che respirano, per una condotta contraria ad ogni principio di cautela e di ascolto del territorio. Utili privati, inquinamento pubblico, è un costrutto comodo ma che non funziona più, perchè quando la trasparenza è assai poca 364 giorni l'anno, i controlli discutibili e/o autoreferenziati, hai voglia a spiegarla ad un malato di cancro e alla sua famiglia che le emissioni sono nelle soglie consentite.
E anche se lo fossero, e certamente lo saranno, perchè si va a carbone e non a metano?
Responsabilità vorrebbe che, semplicemente, come altrove - ad esempio in Emilia Romagna e nella stessa Piacenza (terra di Bersani) - si applicassero le migliori tecnologie, le MENO INQUINANTI. E la scelta non può essere tra carbone e carbone, visto che IL METANO C'E' GIA', ED INQUINA DECISAMENTE MENO.
Quasi nessuno vuol vivere senza corrente elettrica com'è logico, ma RIDURRE AL MINIMO I RISCHI PER LA SALUTE ANZICHE' NEGARLI fa parte delle responsabilità imprescindibili di ogni azienda, di ogni Amministrazione, di ogni Politica.
Forse un maggior ricorso alla impensabile soluzione del metano, comodamente allacciato da Snam a spese pubbliche, e un poco di sincerità in più su un combustibile fossile ottocentesco che si insiste ad utilizzare anche in centri abitati come Vado, Quiliano e la provincia di Savona - nonostante la contrarietà di tutti salvo le parti economicamente interessate - ossia un suo celere abbandono, aiuterebbe Tirreno Power e il suo gruppo - che si vanta di produrre "energia sensibile" - ad incorrere in un (forse) minor fatturato, ma anche in un minore, periodico, cadenzato imbarazzo.
Forse più che preoccuparsi della propria immagine Tirreno Power bene farebbe ad occuparsi della Salute Pubblica, secondo Costituzione, più che con siti web verdognoli, spazi pubblicitari, e dichiarazioni sull'attenzione all'ambiente (senza menzionare il nero carbone, se possibile) che almeno un tempo, restavan sulla carta quando c'era. Ora con il web è più complesso un riutilizzo biodegradabile delle stesse.
Mario Molinari
ilpunto@savonanews.it




