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24 novembre 2019

Alle Iene:Ilva di Taranto: i bambini malati di cancro per l'inquinamento

Tratto da  Iene.mediaset

Ilva di Taranto: i bambini malati di cancro per l'inquinamento | VIDEO

Affrontare il dramma Ilva di Taranto non vuol dire discutere solo di inquinamento ambientale e trattative milionarie per salvarla. Vuol dire purtroppo parlare anche di cancro dei bambini. Gaetano Pecoraro è andato a conoscere i piccoli malati di tumore, nel servizio di stasera a Le Iene, dalle 21.15 su Italia1

A Taranto accanto alle trattative milionarie e all’inquinamento ambientale, ci sono anche i bambini che stanno combattendo un male terribile: il cancro. Una malattia che a molti di loro è venuta proprio a causa della più grande acciaieria d’Europa.
“Qui c’è un aumento del 54% dei tumori infantili a causa dell’inquinamento ambientale”, dice Valerio Cecinati, primario del reparto di Oncologia pediatrica dell’ospedale di Taranto. Della possibile chiusura di quest’industria ne abbiamo sentito parlare a lungo con le trattative tra governo e ArcelorMittal per trovare una soluzione. Mentre gli occhi di tutti sono puntati su queste trattative che muovono milioni di euro, i danni tragici dell’inquinamento dell’Ilva non possono però passare in secondo piano.
Abbiamo iniziato a parlare della vicenda Ilva nel 2013 con la nostra Nadia Toffa (clicca qui per il suo servizio). Avevamo documentato le nubi tossiche che si alzavano dall’azienda e le malattie che hanno causato a chi lavora e abita lì attorno. Sei anni dopo siamo tornati a cercare i nostri amici di Taranto (qui il servizio di Gaetano Pecoraro della scorsa settimana). E oggi vi parliamo del dramma dei più piccoli.

21 novembre 2019

Isde -Triste primato: l'Italia è al primo posto per morti premature da esposizione a polveri sottili.

Tratto da Isde
Triste primato: l'Italia è al primo posto per morti premature da esposizione a polveri sottili.

Guarda l'intervento del Presidente del comitato scientifico di ISDE, Agostino Di Ciaula, a Le Iene 

Triste primato: il nostro paese è al primo posto per morti premature da esposizione a polveri sottili. Lo sostiene uno studio condotto della University college di Londra......

L’Italia, purtroppo, è la prima in Europa per morti premature da esposizione alle polveri sottili pm10. E a essere in pericolo è soprattutto la salute dei bambini e dei neonati con un impatto a lungo termine. Sono più esposti perché hanno sistemi immunitario e respiratorio ancora non del tutto sviluppato.
I dati, raccolti in uno studio condotto da Marina Romanello della University college di Londra, registrano in Italia 45.600 morti premature in un anno per polveri sottili (i dati presi in esame sono del 2016). Romanello è tra gli autori del report "The Lancet, Countdown on Health and Climate Change", che ha coinvolto almeno 35 enti tra università e istituzioni come l'Oms e 120 ricercatori in tutto il mondo per una ricerca sull’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute. Gli esperti hanno stimato per l'Europa 281mila morti premature per esposizione a pm10. Si tratta di particelle talmente piccole che riescono a penetrare fin negli alveoli polmonari e passare poi nel sangue.
Con Giulio Golia nel servizio che trovate qui sopra abbiamo incontrato un esperto di rapporti tra ambiente e salute Agostino Di Ciaula per farci spiegare i rischi e i pericoli provocati dall'inquinamento prodotto dai fumi che respiriamo. Parliamo sempre delle particelle solide inquinanti, meglio conosciute come pm10, che possono provocare danni leggeri, come irritazione degli occhi e della gola, ma che possono provocare anche problemi più gravi: “Sono sostanze che sicuramente possono provocare il cancro”.

Entrando più nello specifico Di Ciaula spiega che “le particelle più grandi si fermano nei polmoni e possono provocare crisi d’asma e respiratorie, mentre quelle più piccole entrano nel sangue e in tutti gli organi provocando aritmie, infarti, ictus e altri problemi cardiovascolari”. Qui il video

IENE.MEDIASET.IT
Triste primato: il nostro paese è al primo posto per morti premature da esposizione a polveri sottili. Lo sostiene uno studio condotto della University college di Londra. Noi de Le Iene con Giulio Golia vi abbiamo raccontato danni e pericoli provocati da queste particelle inquinanti che si trovano ...

26 settembre 2013

Ilva, Ue: « OGGI 26 settembre in arrivo procedura d'infrazione per l'Italia .» A Taranto scatta l'obbligo di adempiere alle direttive europee sull'ambiente.

Tratto da Facebook di Alessandro Marescotti Presidente di Peacelink.
ILVA. Attenzione, da oggi NON scatta la multa verso l'Italia MA scatta l'obbligo di adempiere alle direttive europee sull'ambiente che la Commissione Europea ritiene VIOLATE dal governo italiano.
E' un obbligo comunitario scaturito dalla denuncia di noi cittadini. L'Unione Europea dimostra non solo di ascoltare ma di schierarsi dalla parte dei diritti di noi cittadini.

UNO STRAORDINARIO RISULTATO. Oggi accade una cosa straordinaria: la Commissione Europea dà ragione alla Magistratura di Taranto e a noi cittadini. E dà torto al Governo Italiano. Il valore politico, oltre che pratico, dell'avvio della procedura di infrazione sta nella messa in mora di chi ci ha governato con tanta spudoratezza. Ora il governo è OBBLIGATO ad applicare le direttive europee 


Tratto da Il Sole 24 ore

Un'immagine dell'Ilva di Taranto.

 

 

 

Ilva, la Commissione Ue avvia la procedura di infrazione contro l'Italia


Ilva, la Commissione Ue avvia la procedura di infrazione contro l'Italia La Commissione europea «pur ritenendo un segnale positivo i recenti impegni assunti dalle autorità italiane per rimediare alla situazione», ha deciso di inviare all'Italia una lettera di messa in mora, primo stadio della procedura d'infrazione comunitaria, per non aver garantito finora che l'Ilva di Taranto rispetti le prescrizioni dell'Ue relative alle emissioni industriali, con gravi conseguenze per la salute umana e l'ambiente.L'Italia per Bruxelles è inoltre inadempiente anche rispetto alla direttiva sulla responsabilità ambientale, che sancisce il principio «chi inquina paga». La procedura prevede che l'Italia si adegui alla normativa Ue, altrimenti si arriverebbe, nel terzo passaggio dell'infrazione, al deferimento alla Corte Ue. Un'eventuale condanna della Corte aprirebbe la strada al rischio di multe per l'Italia

Il commissario Potocnik: «Impazienti di vedere soluzioni»
«Le autorità italiane hanno avuto molto tempo per garantire che le disposizioni ambientali per l'Ilva di Taranto fossero rispettate. Quello dell'Ilva è un chiaro esempio del fallimento nell'adottare misure adeguate per proteggere la salute umana e l'ambiente»: questo il giudizio del commissario Ue all'Ambiente Janez Potocnik.....

Sotto la lente le prescrizioni dell'Aia.
Le prescrizioni non rispettate (o rispettate solo parzialmente) erano contenute nell'autorizzazione integrata ambientale (Aia), che applica la direttiva Ue sulla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento ("direttiva Ippc") proveniente dalle attività industriali ad alto potenziale inquinante.

  .....La nota Ue prosegue sottolineando che «le prove di laboratorio evidenziano un forte inquinamento dell'aria, del suolo, delle acque di superficie e delle falde acquifere, sia sul sito dell'Ilva, sia nelle zone abitate adiacenti della città di Taranto».

Continua  a leggere su " Il Sole 24 ore"

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Leggi anche su Il Fatto Quotidiano 

Ilva, l’Ue contro il governo italiano (battuto da 3 cittadini e da 270 lettere)

di .
Ve lo spiegherò in poche parole.
 Leggi l'articolo integrale  Qui
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Guarda il video delle Iene
Ilva Taranto, video shock delle Iene:
ILVA:VIVERE A TARANTO



04 marzo 2011

Tratto da Noalcarbone AltoLazio


Da quanti anni avvertivamo la popolazione?

Megadiscarica di Allumiere: Alemanno e La Russa decidono la morte della Farnesiana e del territorio che nessuno difende.
L’avevamo detto!
I nostri medici l’avevamo spiegato negli innumerevoli incontri pubblici: la centrale a carbone non era che l’inizio della fine.

Ora è evidente a tutti che il territorio dell’Alto Lazio è stato individuato per localizzarci i siti più inquinanti d’Italia con il beneplacito di Sindaci e Presidenti.

La notizia, come in un incubo, esce dai giornali come decisione già presa senza consultare alcuno ed anzi in contrapposizione a quanti hanno posto in evidenza l’assurdità di una tale scelta: Alemanno e La Russa hanno firmato un protocollo di intesa che prevede la chiusura di Malagrotta e l’apertura di Allumiere, come discarica di Roma, voilà come fosse un’opera che il territorio aspettava da tempo......

La megadiscarica è il più grave scempio ambientale che potevano programmare nel nostro territorio; un invasione in una porzione di territorio, la Farnesiana che, inserito nella cornice dei monti della Tolfa, racchiude un paesaggio naturale di rara bellezza ed il cui prezioso valore ambientale, riconosciuto anche dalla Uninione Europea che la ha nominata Zona di Protezione Speciale (ZPS), verrà violato dalla prepotenza del Ministero della Difesa e del Campidoglio per collocarci la megadiscarica.

Dopo le altisonanti dichiarazioni di Sindaci, Amministratori e politici vari, ci aspettiamo ora che si passi dalle parole ai fatti e che le dichiarazioni si trasformino in iniziative di mobilitazione, VERA, a difesa del territorio.

Ogni silenzio sarebbe colpevole, prova provata che tutti sapevano ma che nessuno ha fatto nulla per ostacolare un progetto che definire devastante è un eufemismo e che, nonostante arroganza e prepotenza, non sarà tanto facile da realizzare.

Lo promettiamo a voi, lo promettiamo ai nostri figli.
Leggi l'articolo integrale
Movimento Nocoke Alto Lazio


Tratto da Noalcarbone

Allumiere nuova Malagrotta: intervento dei Medici ISDE

Comunicato dai Medici ISDE

"Ben lontani da alcun tipo di interesse per la salute dei cittadini, continuano imperterrite le brutte notizie per i residenti nel comprensorio di Civitavecchia per quanto riguarda l’ambiente.

L’annuncio di una discarica nella zona di Allumiere non è che una nuova offesa a questa popolazione già martoriata dall’aumento dell’incidenza del cancro.

Tra gli uomini, nell’ultimo rapporto regionale del 2010, sono state osservate una maggiore frequenza di persone ospedalizzate per malattie polmonari croniche, un eccesso di mortalità per tutti i tumori (in particolare per il tumore polmonare, della pleura e del tessuto linfo-ematopoietico.

In questa situazione epidemiologica non trova alcuna spiegazione l’ulteriore minaccia di un danno sanitario per la presenza di una discarica.

Uno studio effettuato applicando una metodologia riconosciuta dalla Commissione Europea ha infatti dimostrato come la messa in discarica di una tonnellata di rifiuti urbani possa provocare un danno alla salute ed all’ambiente per 12,8 euro; 800.000 tonnellate potrebbero causare un danno per 10.240.000 euro. Dopo 20 anni di attività il danno alla salute e all’ambiente potrebbe essere stato di oltre 200.000.000 (duecentomilioni) di euro (Environmental impacts and costs of solid waste: a comparison of landfill and incineration Ari Rabl, Joseph V. Spadaro, Assaad Zoughaib. Waste Management & Research 2008: 26: 147–162).

La possibilità che arsenico nei rifiuti possa infiltrare le falde acquifere di un territorio dove sono state continuamente richieste deroghe per l’arsenico stesso nell’acqua potabile, costituisce già da sola un divieto assoluto a questa ingiusta decisione di costruire la discarica.

I responsabili dovranno rispondere del danno economico per l’enorme deprezzamento dei beni in tutta l’area interessata.

La Commissione Europea sarà prontamente messa a conoscenza e dovrà intervenire a tutela della nostra salute.

Chiediamo ai politici che governano la regione e la città come sia possibile ignorare l’elevato numero di posti di lavoro e il grande beneficio che sarebbe tratto con la raccolta differenziata spinta.

Chiediamo ai politici di andare incontro a quello che la gente veramente desidera: vivere in un ambiente migliore !

Coordinamento dei Medici per L’Ambiente e la Salute

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Tratto da Noalcarbone AltoLazio

Allumiere discarica di Roma, intervista al sindaco

"Il peccato originale è la centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia", dice Umberto Di Pietrantonio..... "Quella maledetta centrale ha aperto la strada allo sfascio del territorio. Adesso lavora il carbone, ma è strutturata anche per bruciare il combustibile da rifiuti. Tutto torna".

Eccola lì la ciminiera della centrale a carbone. Dalla terrazza naturale che si apre sulla vallata si vedono a sinistra le torri di Civitavecchia, a destra quelle dell'altra centrale a carbone di Montalto Di Castro. "Nel nostro territorio c'è la concentrazione di produzione energetica più forte d'Europa - dice il sindaco - Allumiere ha patito, patisce e patirà".
.........
"A fine 2010 siamo partiti con la raccolta differenziata porta a porta, che sta dando ottimi risultati - dice ancora il sindaco Battilocchio - Stiamo facendo di tutto per costruire un comune ecologico e adesso dovremmo accettare i rifiuti di Roma?".
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"CI VOLEVANO LE IENE"
Andiamo bene! Con la trasmissione "Le Iene" si è casualmente scoperto che i parcheggi a "pagamento" ovvero le cosiddette "strisce blù" non erano legali così come erano disegnate sulla carreggiata.
Sabato 26 c.m., alle ore 21 circa, la trasmissione "Striscia la Notizia" ha reso noto che l'alimentazione a carbone delle centrali termoelettriche crea un qualche problema tanto alla salute quanto all'ambiente circostante.
Peraltro, i cittadini di Vado Ligure hanno presentato un esposto alla Procura competente per territorio contro la locale centrale a carbone Tirreno Power per "getto pericoloso di cose, lesioni personali ed omicidio". Nell'esposto, firmato da più di qualche decina di cittadini, viene, tra l'altro, chiesto anche il sequestro preventivo della centrale perché ritenuta responsabile di buona parte dell'inquinamento originato dal fenomeno del "fall-out" che ricade in un raggio di circa 50 km e che, secondo i firmatari, produce "...un elevatissimo costo sociale in termini di danni, malattie e decessi che interessa l'intera provincia".
In particolare, dal servizio mandato in onda durante la trasmissione, è emerso che il 18 gennaio u.s., presso il Teatro Chiabrera di Savona, si è tenuta una conferenza, sul ventilato potenziamento della Centrale a Carbone in argomento, promossa dall'associazione "Uniti per la salute".
A tale conferenza hanno partecipato il dottor Fabrizio Bianchi dirigente ricercatore del CNR, il dottor Marco Stevanin esperto ambientale già membro della commissione VIA del Ministero dell'Ambiente, il dottor Ugo Trucco Presidente dell'Ordine dei Medici e, in video conferenza da Parigi il dottor, Giovanni Ghirga, medico ISDE appartenente ai Medici per l'alto Lazio.
Il quadro emerso dalla conferenza è, a dir poco, terrificante.
Secondo l'associazione "MODA" i costi totali in rapporto alle emissioni, in caso di potenziamento della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure sarebbero pari a circa 36.5 milioni all'anno per danni alla salute, alle coltivazioni, alle cose e pari a 106 per i cambiamenti climatici mentre sono stimati in 3.380 unità i decessi prematuri possibili nell'arco di 30 anni.
Non credo ci sia altro da aggiungere se non l'invito a riflettere per quanti, della maggioranza o dell'opposizione che fossero, votarono per la conversione a carbone di TVN e che, ancora pretendono oggi di amministrare la "res publica": è meglio che vadano tutti a lavorare altrove!

Da tale quadro emerge impietosa, miserevole e deprimente la constatazione che il cittadino per vedersi tutelato nei propri diritti deve attendere l'intervento della "satira" del "piccolo schermo": ci volevano le Iene per chiarire l'illegittimità delle strisce blu? Forse che la Polizia Locale non conosce il Codice della Strada? Eppure eleva contravvenzioni!
Forse che la Centrale vada sottoposta al pubblico controllo delle emissioni deve scaturire da un ricorso alla Legge Penale oppure dall'intervento di una trasmissione satirica?

Eppure l'art. 32 della Costituzione, nel sancire la tutela della salute come "diritto fondamentale dell'individuo ed interesse della collettività", di fatto obbliga lo Stato a promuovere ogni opportuna iniziativa ed a adottare precisi comportamenti finalizzati alla migliore tutela possibile della salute in termini di generalità e di globalità: altro che la "cicorietta", i dissesti finanziari e gli articoli 90 della candida Marietta! Andiamo bene...ma proprio bene!
Gabriele Pedrini

18 gennaio 2011

1)Vado: un esposto contro la centrale per "getto pericoloso di cose"2)ARIA DI CENTRALI A CARBONE....

Tratto da Savona News

Gli esposti, siamo noi.

“...profondo sconcerto e indignazione per l’iniziativa mediatica assunta oggi da un Comitato denominatosi Unione cittadini”. Cittadini, in minuscolo. Ma ad esser sconcertati e profondamente indignati, sono proprio loro.

Responsabilità vorrebbe che, semplicemente e come altrove - ad esempio in Emilia Romagna e nella stessa Piacenza (terra di Bersani) - si applicassero le migliori tecnologie, le MENO INQUINANTI.

E la scelta non può essere tra carbone e carbone, visto che IL METANO C'E' GIA', ED INQUINA DECISAMENTE MENO.

Quasi nessuno vuol vivere senza corrente elettrica com'è logico, ma ridurre il più possibile i rischi per la salute anzichè negarli fa parte delle responsabilità imprescindibili di ogni azienda, di ogni Amministrazione, di ogni Politica.

"Vapore" e puzza di uova marce

“L’azienda esprime profondo sconcerto e indignazione per l’iniziativa mediatica assunta oggi da un Comitato denominatosi Unione cittadini”.

Inizia così la replica di Tirreno Power all’esposto-denuncia presentato martedì 18 gennaio in Tribunale a Savona (con annessa richiesta di porre sotto sequestro la centrale termoelettrica di Vado Ligure) come accuratamente riportano alcuni organi di informazione dalla stessa sponsorizzati.

Per l'azienda l'esposto sarebbe "Una richiesta pretestuosa e priva di fondamento giuridico" pur non conoscendo i contenuti delle 26 pagine degli atti che la riguardano.

“Tirreno Power si riserva di fare tutti i passi legali necessari per tutelare l’immagine ela reputazione dell’azienda e dei tanti lavoratori che vi operano”

Questa la prima "reazione".

Questo è un classico: assimilare la propria reputazione a quella dei lavoratori. Peccato che le due cose siano ben distinte.

I lavoratori non c'entrano nulla e sarebbe bene per decoro tenerli fuori da questa empasse aziendale senza usarli come scudi umani. Sarebbe anche bene che fosse la stessa Tirreno Power a lasciarsi consigliare dai suoi molteplici uffici stampa per mantenere una reputazione che scricchiola già da quando il nr. 1 del PD savonese Di Tullio li bollò come "interlocutori non affidabili".

Gli indignati non debbono esser Loro.

Gli Indignati sono semmai i Cittadini che respirano, per una condotta contraria ad ogni principio di cautela e di ascolto del territorio. Utili privati, inquinamento pubblico, è un costrutto comodo ma che non funziona più, perchè quando la trasparenza è assai poca 364 giorni l'anno, i controlli discutibili e/o autoreferenziati, hai voglia a spiegarla ad un malato di cancro e alla sua famiglia che le emissioni sono nelle soglie consentite.

E anche se lo fossero, e certamente lo saranno, perchè si va a carbone e non a metano?

Responsabilità vorrebbe che, semplicemente, come altrove - ad esempio in Emilia Romagna e nella stessa Piacenza (terra di Bersani) - si applicassero le migliori tecnologie, le MENO INQUINANTI. E la scelta non può essere tra carbone e carbone, visto che IL METANO C'E' GIA', ED INQUINA DECISAMENTE MENO.

Quasi nessuno vuol vivere senza corrente elettrica com'è logico, ma RIDURRE AL MINIMO I RISCHI PER LA SALUTE ANZICHE' NEGARLI fa parte delle responsabilità imprescindibili di ogni azienda, di ogni Amministrazione, di ogni Politica.

Forse un maggior ricorso alla impensabile soluzione del metano, comodamente allacciato da Snam a spese pubbliche, e un poco di sincerità in più su un combustibile fossile ottocentesco che si insiste ad utilizzare anche in centri abitati come Vado, Quiliano e la provincia di Savona - nonostante la contrarietà di tutti salvo le parti economicamente interessate - ossia un suo celere abbandono, aiuterebbe Tirreno Power e il suo gruppo - che si vanta di produrre "energia sensibile" - ad incorrere in un (forse) minor fatturato, ma anche in un minore, periodico, cadenzato imbarazzo.

Forse più che preoccuparsi della propria immagine Tirreno Power bene farebbe ad occuparsi della Salute Pubblica, secondo Costituzione, più che con siti web verdognoli, spazi pubblicitari, e dichiarazioni sull'attenzione all'ambiente (senza menzionare il nero carbone, se possibile) che almeno un tempo, restavan sulla carta quando c'era. Ora con il web è più complesso un riutilizzo biodegradabile delle stesse.

Mario Molinari

ilpunto@savonanews.it


Tratto da" Savona News"

Vado: un esposto contro la centrale per "getto pericoloso di cose".


Un esposto per 'getto pericoloso di cose, lesioni personali ed omicidio'.

Lo hanno presentato stamane in Procura l'Unione Cittadini e Comitati di Savona contro la centrale Tirreno Power di Vado Ligure.

Un'iniziativa estrema dopo le battaglie degli abitanti a salvaguardia della salute pubblica. Nell'esposto firmato da 56 cittadini viene richiesto anche il sequestro preventivo della centrale perche' ritenuta responsabile di buona parte dell’inquinamento che ricade in un raggio di 50 chilometri e che secondo i firmatari produce 'un elevatissimo costo sociale in termini di danni, malattie e decessi che interessa l'intera provincia'.

Il procuratore capo Francantonio Granero ha assicurato la massima attenzione al problema con l'avvio di un'indagine per verificare eventuali situazioni rilevanti dal punto di vista penale.

A sostegno dei firmatari dell'esposto il sindaco di Quiliano Alberto Ferrando: 'Questo esposto viene prodotto contro l'atteggiamento arrogante di Tirreno Power che si e' confrontata poco e male col territorio ed ha scelto prevalentemente la via istituzionale e ministeriale per portare avanti i suoi progetti'.

Piu cauto il commento di Attilio Caviglia sindaco di Vado Ligure che dice 'valuteremo attentamente questo esposto e verificheremo se ricorrano degli elementi che nella nostra azione di contrasto al progetto non sono ancora stati valutati'.


Tirreno Power, anche “Le Iene” ad ascoltare i comitati
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Tratto da Noalcarbone

Ogni giorno nell'Alto Lazio

Uno dei manifesti apparsi oggi per le strade della città di Tarquinia.

CONSIDERAZIONI DI UNITI PER LA SALUTE : E SUL NOSTRO TERRITORIO CHE ARIA TIRA?
Per vederlo ripubblichiamo una delle foto originali scattate A VALLEGGIA il 14 gennaio 2011 alle ore 19 . L'immagine rende molto bene l'idea .Vi è però una sostanziale differenza: sul nostro territorio "nessuno versa milioni di euro per compensazioni" e "la maggioranza dei SINDACI del territorio" si è dichiarata CONTRO L'ULTERIORE POTENZIAMENTO a carbone della centrale. Inoltre i sindaci di Quiliano e di Vado Ligure hanno più volte sollecitato al Ministero dell'Ambiente" l'attivazione della commissione istruttoria per il rilascio dell'AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE ai gruppi 3 e 4 a carbone attualmente operanti" .........E A CUI SI RIFERISCE L'IMMAGINE.
MA LA SOVRASTANTE IMMAGINE E' LA CRUDA REALTA' CON CUI DOBBIAMO CONVIVERE. REALTA' CHE A ROMA E IN REGIONE ,DOVE VENGONO FATTE LE SCELTE PER IL NOSTRO TERRITORIO E PER IL NOSTRO FUTURO DOVREBBERO OSSERVARE ATTENTAMENTE..........
RICORDIAMO LORO CHE SOTTO LE CIMINIERE VIVONO I NOSTRI FIGLI!...E VI E' TUTTO UN ECOSISTEMA,UN'ECONOMIA,UN SETTORE TURISTICO DA TUTELARE....