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13 aprile 2012

Verso RIO+20 -“Imparare a vivere su un unico pianeta”

Tratto da  Arpat

Verso RIO+20 -“Imparare a vivere su un unico pianeta”



 La Green Economy è la chiave di volta per riemergere dalla crisi economica mondiale e per riprogrammare, per noi e per le future generazioni, un’economia che non scinda il profitto da equità sociale e tutela dell’ambiente”. Questo il nucleo dell’intervento di Achim Steiner, sottosegretario generale dell’ONU e direttore esecutivo dell’UNEP (il Programma Ambiente delle Nazioni Unite) nel corso della conferenza accademica annuale Aurelio Peccei Lecture 2012,  organizzata a Roma da WWF Italia e Fondazione Peccei in collaborazione con UniCredit.
 ( Nota UPLS  Unicredit  dice di collaborare   per creare  una vera e propria svolta verso la sostenibilità ma .....continua a sostenere inquinanti centrali a carbone  Leggi: Unicredit fuori dal carbone, petizione per chiedere alla banca di fermare i suoi investimenti in inquinanti centrali a carbone.)
Quest’anno la conferenza è stata dedicata al prossimo vertice RIO+20 che si terrà in Brasile a giugno. È opinione condivisa che la conferenza mondiale, a vent’anni dal primo appuntamento (da qui il nome Rio+20), deve riuscire a concretizzare una vera e propria svolta verso la sostenibilità. Si tratta di un’opportunità unica, e forse ultima, per realizzare finalmente la transizione verso una nuova economia globale che tenga fisso l’obiettivo dello sviluppo sostenibile.

........Nel complesso, sempre negli ultimi 25 anni, il 60% degli ecosistemi è stato degradato o utilizzato in modo non sostenibile e le emissioni di gas serra continuano a crescere verso la soglia dei 2°C che gli scienziati fissano come punto di non ritorno.

Cambiare rotta, secondo gli studi presentati, è un obiettivo realizzabile investendo il 2% del PIL mondiale - da 1053 a 2593 miliardi di dollari da qui al 2050 per una media di 1300 miliardi di dollari nel periodo – in settori chiave dell’economia globale, coniugando difesa e tutela delle risorse e dell’ambiente con equità sociale, innovazione tecnologica e sviluppo economico.Quindi anche risparmiando risorse ed evitando sprechi, per consentire a tutti di vivere in un mondo in cui c'è abbastanza cibo, acqua ed energia per tutti.
 
In sintesi, secondo Achim Steiner, è prioritario istituire un sistema di governance ambientale autorevole e incisivo per dare attuazione al progetto di sviluppo sostenibile e disaccoppiare il benessere e la crescita economica dalla crescita fisica. Diminuire la richiesta di materie prime e di energia per la produzione di beni e servizi, e quindi ridurre i danni ambientali conseguenti alla crescita economica, e invertire il rapporto tra l’impronta ecologica dell’uomo e la bio-capacità del Pianeta di rigenerarsi, utilizzando le risorse entro i limiti della loro capacità naturale di rigenerarsi. 

 Per approfondimenti e testi completi: www.wwf.it/rio
Testo di questo numero a cura di Debora Badii

08 marzo 2010

2010/03/08 ISDE Italia per un governo sano del territorio/INFORMARE PER RESISTERE:così l’inquinamento modifica il genoma


Tratto da "Uomini Liberi"
L’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente
(International Society of Doctors for the Environment) - ISDE Italia
per un governo sano del territorio

Come ormai cittadini sensibili e scienziati responsabili sostengono già da decenni, il progressivo degrado del nostro habitat appare sempre più inarrestabile e preoccupante: sostanze tossiche e cancerogene sono sempre più massicciamente presenti in aria, acqua, suolo, cibo e nel nostro stesso corpo, compreso il latte materno;tutto ciò si ripercuote sulla nostra salute dal momento che l’ambiente costituisce un determinante fondamentale della salute, intesa nella sua più ampia accezione di complessivo benessere psico-fisico.
Di fatto, di pari passo col degrado del nostro habitat, si palesa anche un progressivo deterioramento dello stato di salute degli italiani documentato non solo dall’aumento di patologie tumorali soprattutto fra giovani e bambini, ma, in modo inequivocabile, anche dall’aumento di consumo di farmaci di fascia A (ovvero salvavita) che dal 2000 al 2009 è cresciuto del 60%: le dosi giornaliere di farmaci di Classe A ogni 1000 persone sono infatti passate da 581 a 924, con costi sempre più insostenibili per il SSN (AIFA-Osmed,2009).
Pertanto ogni intervento legislativo, programmatico e d’indirizzo, anche delle nuove amministrazioni regionali, provinciali e comunali, dovrà tener conto dell’imprescindibile rapporto tra ambiente e salute e dovrà fare della tutela dell’ambiente e del suo miglioramento la scelta prioritaria per ristabilire salute e benessere ai cittadini e garantire tutto ciò anche alle generazioni future.
Purtroppo, invece, l’ambiente è considerato sempre più spesso come un nuovo settore d’affari e sempre più numerosi e drammatici sono diventati i crimini e gli scempi ambientali: incentivazione dei processi di combustione per produzione di energia, comprese biomasse, quotidiani scandali per smaltimento illecito di rifiuti tossici e pericolosi, uso crescente di pesticidi in agricoltura e pratiche che prevedono l’utilizzo di OGM, allevamenti intensivi con conseguenti problemi di smaltimento dei reflui, inquinamento dell’intera eco-biosfera, con particolare riferimento alle catene alimentari e agli ecosistemi; deforestazione, desertificazione, cementificazione di territori sempre più vasti; grandi opere e infrastrutture, spacciate come cruciali (spesso con il sostegno di vere e proprie campagne mediatiche e pubblicitarie), ma devastanti per l’ambiente e dannose per la salute delle persone.
Per questi motivi è necessario che ogni scelta in tali ambiti sia preceduta sempre dalla più rigorosa ed obiettiva informazione scientifica così da permettere e promuovere una vera ed attiva partecipazione dei cittadini secondo quanto previsto dalla Convenzione di Aarhus e dall’ordinamento democratico.
In considerazione di quanto sopra affermato, l’ISDE individua alcuni principi fondamentali e settori prioritari per una sana politica di salvaguardia dell’ambiente e di tutela della salute
Principi fondamentali
Il Diritto alla Salute
Il Diritto alla Salute è sancito dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani e dall’art. 32 della
Costituzione italiana, che lo includono tra i diritti fondamentali ed inalienabili di ogni essere umano.
L’ISDE chiede a coloro che si candidano al governo dei territori di operare per rimuovere ogni ostacolo alla
piena attuazione di questo diritto inviolabile, che dovrà essere garantito pienamente a tutti i cittadini italiani
e a quanti si trovino a vivere, anche temporaneamente, in Italia; senza alcuna discriminazione, in quanto la
tutela del benessere psicofisico di ogni individuo è premessa e garanzia indispensabile per il benessere e la
salute dell’intera comunità.



LEGGI ANCHE:

INFORMARE

PER RESISTERE:

Così l’inquinamento

modifica il genoma

di Valerio Ceva Grimaldi -

Ernesto Burgio, coordinatore nazionale del Comitato scientifico dell’Isde: «L’esposizione continua ad agenti nocivi come metalli pesanti e particolato ultrafine crea le premesse alle mutazioni che daranno origine ai tumori»


Ernesto Burgio, coordinatore del Comitato scientifico di Isde Italia, l’associazione dei medici per l’ambiente affiliata all’International Society of Doctors for the Environment, gira da anni il Paese per illustrare le nuove frontiere del dna, ed in particolare il fondamento scientifico delle modifiche del nostro programma genetico. Secondo molti scienziati sono alcuni fattori esogeni (inquinanti chimici, virus, radiazioni ionizzanti) a determinare una sorta di stress genetico, che nel giro di alcuni anni o decenni si traduce in vere e proprie mutazioni.

Piuttosto che spendere ingenti somme nel settore sanitario solo per le cure, i medici e ricercatori dell’Isde indicano dunque da decenni la strada obbligata della prevenzione primaria: meglio evitare di costruire un impianto inquinante e inutile piuttosto che ignorarne le ricadute ambientali ed esser poi costretti a curare chi ne subisce gli effetti nocivi. In altre parole:meglio cominciare a combattere le cause dei tumori invece di puntare esclusivamente su cure costose e troppo spesso tardive.

Terra ha incontrato Burgioo a Napoli. Nella giornata in cui molti Comuni hanno bloccato la circolazione alle auto per provare a contrastare i livelli di inquinamento atmosferico, le sue parole appaiono come un appello accorato alla comunità scientifica e alla società verso un’evoluzione culturale dell’approccio al legame tra salute ed ambiente.

02 gennaio 2010

2010/01/02 Il Papa: la tutela dell’ambiente dipende dalle scelte dei singoli/Il presidente della Repubblica,condivide il richiamo del Papa



Copenaghen ma non solo. Il Papa torna sul tema ecologico all’Angelus di Capodanno e sottolinea che, oltre alle decisioni dei ‘grandi’, sono gli stili di vita e le scelte di tutti a determinare lo stato di salute dell’ambiente. Una riflessione che porta Benedetto XVI – che ha dedicato alla tutela del creato il messaggio per la Giornata mondiale della pace che la Chiesa cattolica celebra oggi – a caldeggiare una “educazione” al rispetto della natura. “Un obiettivo condivisibile da tutti, condizione indispensabile per la pace, è quello di amministrare con giustizia e saggezza le risorse naturali della Terra”, ha sottolineato Ratzinger, che al tema dell’ecologia ha già dedicato un passaggio dell’omelia della messa celebrata stamane a San Pietro.
Il Papa, in particolare, ha ricordato che mentre la Santa Sede pubblicava il suo messaggio per la Giornata della pace, intitolato
‘Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato’, “i Capi di Stato e di Governo erano riuniti a Copenaghen per il vertice sul clima, dove è emersa – ha rilevato – ancora una volta l`urgenza di orientamenti concertati sul piano globale. Tuttavia – ha però aggiunto Benedetto XVI – in questo momento, vorrei sottolineare l`importanza che, nella tutela dell`ambiente, hanno anche le scelte dei singoli, delle famiglie e delle amministrazioni locali“. Per il Papa “tutti siamo responsabili della protezione e della cura del creato. Perciò, anche in questo campo, è fondamentale l`educazione: per imparare a rispettare la natura, orientarsi sempre più ‘a costruire la pace a partire dalle scelte di ampio raggio a livello personale, familiare, comunitario e politico’”.
“Se l’uomo si degrada, si degrada l’ ambiente in cui vive”: ha detto il Papa nell’omelia della messa celebrata a San Pietro...... Benedetto XVI rilancia, in questo inizio 2010, il concetto di ”ecologia umana”, usato per la prima volta da Giovanni Paolo II, ma al quale papa Ratzinger ha dato un impulso decisivo nella sua enciclica ‘Caritas in veritate’, ripreso anche nel messaggio per la Giornata della pace di quest’ anno.
”I doveri verso l’ambiente – vi si afferma – derivano da quelli verso la persona considerata in se stessa e in relazione agli altri”, un legame che, secondo il pontefice, si realizza pienamente solo nella fede in Dio.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, condivide il richiamo che il Papa fa «agli obbiettivi della pace, dello sviluppo sociale, della solidarietà» nel suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, che «offre una straordinaria testimonianza dei valori universali ai quali ispirarsi». «Il suo costante appello alla dimensione etica delle decisioni umane, già posto con forza nell’Enciclica ‘Caritas in Veritatè – scrive il Capo dello Stato in un messaggio indirizzato a Benedetto XVI – ci esorta ad un approccio morale, che non posso che condividere, verso le questioni che riguardano l’ambiente e lo sviluppo, affinchè prevalgano atteggiamenti lungimiranti, ma soprattutto responsabili, nell’interesse delle generazioni future. Fondamento di una società giusta – aggiunge Napolitano – è, difatti, il rispetto per il prossimo e per ciò che ci circonda. Esso trae origine da ‘quell’Amore che move il sole e l’altre stellè che Vostra Santità, citando con mio personale orgoglio di italiano il sommo Poeta Dante Alighieri, ha richiamato nel Suo messaggio». «Il legame che Vostra Santità ha voluto fortemente evidenziare fra il rispetto dell’Ecosistema e la pace – prosegue il Presidente della Repubblica nel messaggio al Papa – è di allarmante attualità. Lo sfruttamento sconsiderato delle risorse del nostro Pianeta, spesso a favore dell’arricchimento di una minoranza, è fonte di perenni conflitti; così come sono causa di instabilità le migrazioni forzate di intere popolazioni, costrette a lasciare le proprie terre a causa di un degrado troppo spesso attribuibile all’atteggiamento irresponsabile dell’uomo». «Come non condividere – si domanda il Capo dello Stato – il grande realismo con il quale il Pontefice ci invita a cogliere la paradossale opportunità che ci offre la crisi ecologica – scrive ancora Napolitano – per operare un’autentica svolta nelle politiche globali di sviluppo, nonchè di quelle volte alla tutela delle risorse della Terra, da Lei giustamente definita nostra ‘Casa comunè». Napolitano sottolinea infine che «in un momento in cui appaiono tuttora persistenti le difficoltà all’accettazione di obbiettivi ritenuti minimi per la salvaguardia del nostro Pianeta, nonostante lo sforzo negoziale della Conferenza di Copenaghen che ha prodotto risultati inferiori alle attese», il Papa «ci invita nuovamente a riflettere sulla comune responsabilità nei confronti del degrado ambientale, richiamando quel principio di ’solidarietà globalè, che dovrebbe sempre orientare l’atteggiamento di coloro che detengono responsabilità di Stato e di Governo».....

Tratto da La Nazione
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Messaggio del Presidente Napolitano a Sua Santità Benedetto XVI in occasione della Giornata Mondiale della Pace
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha inviato, in occasione della Giornata Mondiale della Pace, a Sua Santità Benedetto XVI il seguente messaggio:
"Santità, il suo richiamo agli obbiettivi della pace, dello sviluppo sociale, della solidarietà offre una straordinaria testimonianza dei valori universali ai quali ispirarsi e esorta a non smarrire la percezione dei problemi che coinvolgono l'umanità intera.A questo riguardo, Ella, in occasione dell'annuale celebrazione della Giornata Mondiale della Pace, ha voluto soffermarsi su un argomento, quello dell'emergenza ambientale, che per importanza ed attualità tocca da vicino la sensibilità di noi tutti. In un momento in cui appaiono tuttora persistenti le difficoltà all'accettazione di obbiettivi ritenuti minimi per la salvaguardia del nostro Pianeta, nonostante lo sforzo negoziale della Conferenza di Copenaghen che ha prodotto risultati inferiori alle attese, Ella ci invita nuovamente a riflettere sulla comune responsabilità nei confronti del degrado ambientale, richiamando quel principio di "solidarietà globale", che dovrebbe sempre orientare l'atteggiamento di coloro che detengono responsabilità di Stato e di Governo.Il suo costante appello alla dimensione etica delle decisioni umane, già posto con forza nell'Enciclica "Caritas in Veritate", ci esorta ad un approccio morale, che non posso che condividere, verso le questioni che riguardano l'ambiente e lo sviluppo, affinché prevalgano atteggiamenti lungimiranti, ma soprattutto responsabili, nell'interesse delle generazioni future. Fondamento di una società giusta è, difatti, il rispetto per il prossimo e per ciò che ci circonda. Esso trae origine da "quell'Amore che move il sole e l'altre stelle" che Vostra Santità, citando con mio personale orgoglio di italiano il sommo Poeta Dante Alighieri, ha richiamato nel Suo messaggio. E' pertanto prendendo spunto dall'accorato appello che Ella ha voluto rivolgere alle donne ed agli uomini di tutto il mondo, che io stesso desidero esprimere il mio sentimento di speranza e di fiducia nelle nuove generazioni, chiamate a costruire il futuro del nostro Paese, in nome del rispetto del prossimo e del comune patrimonio naturale che abbiamo il privilegio di condividere.Il legame che Vostra Santità ha voluto fortemente evidenziare fra il rispetto dell'Ecosistema e la pace è di allarmante attualità. Lo sfruttamento sconsiderato delle risorse del nostro Pianeta, spesso a favore dell'arricchimento di una minoranza, è fonte di perenni conflitti; così come sono causa di instabilità le migrazioni forzate di intere popolazioni, costrette a lasciare le proprie terre a causa di un degrado troppo spesso attribuibile all'atteggiamento irresponsabile dell'uomo.Come non condividere, infine, il grande realismo con il quale Ella ci invita a cogliere la paradossale opportunità che ci offre la crisi ecologica per operare un'autentica svolta nelle politiche globali di sviluppo, nonché di quelle volte alla tutela delle risorse della Terra, da Lei giustamente definita nostra "Casa comune". L'autorevolezza del Suo appello non può che indurci ad una profonda riflessione su un tema che riguarda il destino di noi tutti.Con queste parole di comune impegno e nella certezza di rappresentare i più profondi sentimenti del popolo italiano Le rivolgo, Santità, un fervido e sincero augurio per la prosecuzione della Sua alta missione apostolica".

Roma, 1 gennaio 2010 fonte Presidenza della Repubblica