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27 dicembre 2012

Ilva di Taranto: i giudici contro il Governo

Tratto da Il Sole 24 ore

Ilva, i giudici contro il Governo

TARANTO :Parte l'offensiva della Procura di Taranto contro le norme che consentono all'Ilva di continuare l'attività produttiva e di vendere i semilavorati e i prodotti finiti sequestrati lo scorso 26 novembre. I giudici hanno sollevato davanti alla Corte Costituzionale il conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato contestando il decreto n. 207 del 3 dicembre scorso. Analoga iniziativa riproporranno non appena la legge di conversione sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, essendo stato il decreto approvato dal Parlamento nella scorsa settimana.

Il punto che evidenziano i giudici tarantini è che il Governo, con le nuove norme, impedisce l'azione penale e interferisce con le indagini che a fine luglio hanno portato al sequestro degli impianti dell'area a caldo del siderurgico essendo stato ravvisato il reato di disastro ambientale. Il decreto del Governo non revoca il sequestro, ma reimmettendo l'Ilva nel possesso di altiforni e acciaierie, cosa che è già avvenuta nelle scorse settimane, de facto, per i magistrati, consente la produzione che la stretta giudiziaria di fine luglio aveva invece bloccato, essendo quel sequestro senza facoltà d'uso. In buona sostanza, dicono i pm, gli impianti del siderurgico sono stati sequestrati perché fonte di pericolo per la salute pubblica e la facoltà d'uso era stata vietata proprio per evitare che si continuassero a riversare nell'aria le emissioni inquinanti – cioè fumi, veleni e polveri – proseguendo così il reato. A ciò si aggiunga che il sequestro dell'area a caldo è ormai definitivo perché l'Ilva in questi mesi non ha avanzato ricorso alla Corte di Cassazione e i termini per farlo sono ormai scaduti. La tesi dei magistrati è che nel momento in cui si consente all'Ilva di produrre, da un lato si permette la continuazione di ciò che i giudici ritengono sia un pericolo e dall'altro si mette al riparo l'azienda dall'azione penale che è invece obbligatoria.

Il conflitto di attribuzione alla Consulta è una delle due mosse studiate dai magistrati. Non appena ci sarà l'occasione, i giudici intendono sollevare anche l'eccezione di incostituzionalità sulla legge e in tal senso l'occasione potrebbe essere rappresentata dalla discussione, in calendario l'8 gennaio prossimo, del ricorso col quale l'Ilva ha chiesto al Tribunale dell'appello il dissequestro delle merci bloccate a fine novembre. Diversamente dal conflitto di attribuzione, l'eccezione di incostituzionalità ha infatti bisogno di una sede tecnica per essere sollevata.....

È indubbio che la nuova mossa della magistratura tarantina dimostri come sia fragile la tregua raggiunta con la legge che, oltre all'Ilva, si applica a tutti i siti industriali con più di 200 dipendenti riconosciuti di "interesse strategico nazionale". In verità, proprio la magistratura non ha mai fatto mistero in queste settimane della sua volontà di impugnare gli atti sia del Governo sia del Parlamento, atti che anche i movimenti ambientalisti hanno duramente contestato.

Tra l'altro, lo scorso 15 dicembre a Taranto c'è stata anche una manifestazione contro il decreto e 10mila persone in corteo che hanno chiesto che le norme sull'Ilva non venissero convertite in legge. Un'opposizione che a tutt'oggi non si è placata anche se, dal varo alla conversione in legge, il decreto è stato ampiamente modificato con l'introduzione di una parte che riguarda la Valutazione del danno sanitario dovuta all'inquinamento. Tutto questo nonostante il presidente Giorgio Napolitano abbia di recente affermato che il decreto «bilancia» diritti fondamentali come salute, ambiente e lavoro.

Leggi  l'articolo integrale su Il Sole 24 ore

 

Tratto da Il Sole 24 ore

Ilva, la procura di Taranto fa ricorso alla Consulta contro il decreto del governo che tiene aperto l'impianto

Conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato: la Procura di Taranto lancia l'offensiva contro le norme che consentono all'Ilva la continuità produttiva nonostante il sequestro disposto dall'autorità giudiziaria a luglio a causa del reato di disastro ambientale.
È stato infatti presentato l'annunciato ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto legge numero 207 del 3 dicembre scorso che riguarda l'Ilva di Taranto ma si applica anche a tutti gli stabilimenti industriali ritenuti di interesse strategico nazionale e con occupazione superiore ai 200 addetti.

Poiché il decreto é stato nel frattempo convertito in legge - l'approvazione da parte di Camera e Senato é avvenuta proprio la scorsa settimana - la Procura attenderà ora la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» per inoltrare alla Consulta un secondo ricorso, basato stavolta sulla legge ma con le stesse motivazioni del primo.L'articolo integrale su Il Sole 24 ore

 

25 aprile 2012

Enel: scopri la verità in 50 secondi.Uno spot "all'insegna del carbone"



Tratto da  GreenBeez

Video Greenpeace: ecco la vera pubblicità di Enel. Uno spot "all'insegna del carbone"


Si tratta di una rilettura del video realizzato dalla multinazionale per il suo collocamento azionario: la sequenza, divenuta celebre per molti telespettatori italiani, in cui una pietra rotola infrangendosi contro una lampadina. Nella rilettura di Greenpeace quella pietra diventa un pezzo di carbone, la fonte energetica che Enel impiega di più (realizza con essa il 41% della sua elettricità) ed è anche la fonte più responsabile dei cambiamenti climatici a causa dell’elevato tasso di emissioni di CO2 associato alla sua combustione, spiega l'associazione
 "Enel continua a raccontare favolette agli italiani. Così abbiamo deciso di fare noi una parte del lavoro: spiegare a tutti qual è la vera natura dell’azienda – dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. - È ora di parlare chiaro e di attribuire a Enel le sue responsabilità. Un impiego massiccio del carbone come fonte energetica e un piano di espansione industriale che si basa prepotentemente su quel combustibile, sono un attentato al clima, alla salute del Pianeta e a quella delle persone che lo abitano".
Nel video, alle immagini prese dalla nota pubblicità di Enel si alternano quelle delle alluvioni di Genova, delle Cinque Terre e di Messina girate dalle vittime di quelle sciagure. Si tratta di “fare luce” sull’aspetto più tragico dei cambiamenti climatici e sulla condotta irresponsabile di Enel, dice l'asssociazione che ricorda come sia stato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in riferimento ai morti che quegli eventi estremi hanno causato, a parlare di “dolorosi tributi che il nostro Paese paga ai cambiamenti climatici”.
 "Gli effetti del cambiamento climatico non si limitano allo scioglimento dei ghiacci artici o alla sommersione di qualche remota isola del Pacifico. I cambiamenti climatici sono qui, alle nostre latitudini, in casa nostra - commenta Boraschi. - 
Dobbiamo fermare il caos climatico che avanza e che produce sempre più danni e sempre più morti. E non possiamo farlo se non cambiamo i piani di chi si arricchisce usando la fonte più dannosa per il clima oltre che nociva per la salute, il carbone.
Enel è un’azienda con una predominante quota di controllo pubblico: non può continuare a fare business raccontando bugie, tenendo per sé i profitti e scaricando su di noi e sulle generazioni future il costo dei suoi errori".
Clicca qui per vedere la visione integrale del video.

01 novembre 2011

1)REGIONI DECISIVE PER IL CARBONE 2)CENTRALI A CARBONE E CAMBIAMENTI CLIMATICI 3)FERMIAMO IL CARBONE:Don Albino Bizzotto

Tratto da Zeroemission

 Wwf ai presidenti di Regione: ''Decarbonizzate l’Italia''

"Regioni decisive per fermare il carbone". Così il Wwf in una lettera aperta indirizzata ai Governatori delle Regioni alla vigilia della mobilitazione nazionale contro il progetto di riconversione della centrale Enel di Porto Tolle
“Decarbonizzate l’Italia”. Questo l’appello rivolto dal Wwf in una lettera aperta indirizzata ai Governatori di Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Veneto, alla vigilia della mobilitazione nazionale di domani della coalizione “Fermiamo il carbone” .....
L’iniziativa punta a incassare l’appoggio anche dei presidenti di regioni tutte interessate dalla presenza di centrali a carbone sul proprio territorio o dalla costruzione di nuove, oppure dalla riconversione a carbone o dal potenziamento di impianti esistenti: il loro contributo nell’attuazione delle politiche europee per il clima e l’energia verde può essere infatti determinante, in assenza – scrive il Wwf – di chiari indirizzi governativi sulle scelte energetiche da parte del Governo, dopo la batosta referendaria sul nucleare, e di una strategia energetica nazionale attesa dal dicembre 2008”.

Le Regioni possono in particolare essere decisive nel "fermare il carbone", data la loro capacità di influire sulle scelte nazionali alla luce dei poteri concorrenti, attribuiti loro dall’articolo
117 della Costituzione, “in primis, con riguardo alla tutela della salute e in materia di produzione, trasporto e distribuzione di energia”. 
Il Wwf elenca alle Regioni almeno quattro buoni motivi per de-carbonizzare l'Italia:
  • “La migliore tecnologia a carbone (impropriamente detto 'pulito') emette livelli di anidride solforosa, malgrado la presenza di desolforatori, ben 140 volte superiori a quelli emessi da un impianto a ciclo combinato a gas; 
  • le emissioni di polveri fini (PM) risultano ben 71 volte superiori rispetto a quelle di impianti a gas, anche con l'introduzione di filtri a manica; 
  • la combustione del carbone costituisce una delle principali cause di inquinamento da mercurio, che entrando nella catena alimentare crea gravi danni alla salute umana, e rilascia anche altre svariate decine di sostanze tossiche inquinanti, tra cui arsenico, cromo e cadmio, che sono anch'esse causa di gravi patologie;  
  • le emissioni di carbonio di una centrale a carbone “pulito” sono praticamente doppie rispetto a quelle di una centrale a ciclo combinato a gas”. 
  • Ma c’è di più. Secondo l'associazione ambientalista, non servono nuove centrali a carbone. Anzi quelle oggi esistenti “lavorano per un terzo della loro potenzialità. 
  • La potenza energetica istallata nel nostro paese – conclude il Wwf – è il doppio del massimo picco di domanda mai raggiunto: le centrali esistenti a tutto il 2010 sono infatti in grado di erogare una potenza massima di circa 106,5 GW contro una richiesta massima storica di circa 56,8 GW”.
Leggi su Savona a News

I Partigiani dell'Anpi Savona coerenti nella lotta al carbone, secondo Costituzione

In riferimento alle notizie di stampa circa il presidio di Sabato 29 ottobre, svolto, in concomitanza con la giornata nazionale di lotta contro l’utilizzo del carbone per produrre energia, nei pressi della Centrale Tirreno Power di Vado-Quiliano, l’Anpi Provinciale di Savona ribadisce il proprio coerente impegno in questa giusta battaglia tesa al rispetto della tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori, così come previsto dalla Costituzione Italiana                          LEGGI TUTTO

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Tratto da Zeroemission

L'allarme dell’Onu: sforzi insufficienti sui cambiamenti climatici
28-10-2011
Secondo i dati delle Nazioni unite, gli sforzi in atto a livello internazionale per contrastare la progressione del riscaldamento globale sono insufficienti a raggiungere l'obiettivo di contenere l'aumento della temperatura globale sotto i 2 °C




È questo il monito dell'Onu che arriva a un mese dalla conferenza mondiale sul clima che si terrà in Sudafrica, a Durban. L’allarme è supportato dalle stime del rapporto realizzato dall'Unep (il programma ambientale Onu) in collaborazione con il World resources institute.Lo studio comprende l'analisi e la valutazione di oltre 130 proposte avanzate da governi, organizzazioni non governative e associazioni scientifiche per contrastare in modo sensibile il riscaldamento globale. In particolare il rapporto Unep evidenzia la necessità di mobilitare i responsabili decisionali del settore pubblico e privato, a livello internazionale, nazionale o regionale, con il compito di contribuire concretamente alla governance del clima attraverso azioni di riduzione delle emissioni e investimenti mirati all'adattamento climatico. Questi dati saranno forniti ai partecipanti al convegno di Durban con l’obiettivo di facilitare nuove misure d'intervento utili ad accelerare il processo di transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio.

Tratto da Liquida

The Climate Reality Project

 Climate Reality Project è l’ultima campagna di Al Gore – ex vicepresidente degli Stati Uniti e attivo sostenitore della causa ambientalista da oltre trent’anni – per sensibilizzare la popolazione mondiale sulla questione dei cambiamenti climatici, il cosiddetto global warming, a cinque anni da Una scomoda verità, il documentario che gli valse un premio Oscar e in seguito un Nobel per la Pace.


Sarà solo il primo passo – ha dichiarato Al Goredi un’azione più ampia che ha lo scopo di svelare le verità sulle crisi indotte dai cambiamenti climatici e denunciare la disinformazione che ascoltiamo ogni giorno su questi temi». Per chiarire meglio le sue intenzioni, Al Gore cita un altro caso di disinformazione planetaria: «Così come le compagnie produttrici di tabacco hanno negato per decenni il fatto che il fumo provoca il cancro, così le multinazionali che lucrano su petrolio e carbone sono determinate a seminare confusione in merito ai risultati scientifici riguardanti il global warming, a ignorarne o sminuirne gli impatti e a creare apatia nei nostri leader politici.

Tratto da Agi

MALTEMPO: GREENPEACE, POLITICA PRENDA ATTO DI CAMBIAMENTO CLIMA

(AGI) - Roma, 26 ott. - Greenpeace esprime "apprezzamento per le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha ricordato come l'Italia stia subendo l'impatto del cambiamento climatico, su un territorio spesso maltrattato, con un pesante fardello di danni e vite umane".

 Greenpeace chiede al Governo italiano quali siano le ragioni della "contrarieta' ai progetti di ulteriore riduzione delle emissioni di anidride carbonica nell'Unione europea, che secondo la Commissione europea potrebbero essere ridotte del 30 per cento entro il 2020",e "vorrebbe conoscere la posizione che il nostro paese intende assumere tra un mese alla conferenza delle Nazioni Unite sul clima di Durban".

Greenpeace chiede "l'immediato bando della costruzione di nuove centrali elettriche a carbone, la progressiva e rapida dismissione o conversione di quelle esistenti, l'adozione di nuove misure incentivanti per l'efficienza energetica, la cancellazione della Robin Tax sulle fonti rinnovabili:misure queste che, tra l'altro, favorirebbero la creazione di decine di migliaia di posti di lavoro, proiettando il Paese ai vertici della  green economy e contribuendo alla soluzione della crisi attuale".

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FERMIAMO IL CARBONE
Adria 29 ottobre 2011. Don Albino Bizzotto.

10 novembre 2010

Napolitano:I disastri ambientali colpa non solo dei cambiamenti climatici ma anche dell'uomo

Tratto da Adnkronos.com

"Per tutelare l'ambiente e promuovere uno sviluppo sostenibile occorre crederci e scommetterci"

I disastri ambientali colpa non solo dei cambiamenti climatici ma anche dell'uomo

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il Ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo sono intervenuti al Quirinale alla cerimonia di consegna dei premi 'Immagini per la Terra'

Roma, 9 nov. (Adnkronos) - "Servono messaggi di forte coscienza e sensibilità ambientalista".

E' quanto auspica il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenendo al Quirinale alla cerimonia di consegna dei premi 'Immagini per la Terra' alla presenza del ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo.

"E' vero che c'è in atto un cambiamento climatico, che i fenomeni sono più violenti di una volta e che quelli estremi sono più frequenti -premette il capo dello Stato- ma il fatto che se piove un po' di più crolli parte del grande patrimonio di Pompei, ricevuto dalla nostra Storia e che dovremmo essere capaci di tutelare; o che il centro di Vicenza veda invase botteghe e negozi e si perdano vite umane, ci dice che dobbiamo preoccuparci per quella incuria umana, terribile, che porta al dissesto idrogeologico dei nostri territori".

Il presidente Napolitano esorta: "Bisogna preoccuparci dell'oggi e del domani insieme", stigmatizzando il fatto che "gli uomini pensino più a quel che fa comodo fare al momento e non pensano alle conseguenze per il futuro. Bisogna rispettare e far rispettare le regole, pensare bene alle conseguenze di quel che si fa o non si fa".

Il capo dello Stato lamenta che "parecchi principi non vengono purtroppo rispettati e, talvolta, non paga neanche chi fa cose gravissime, come la criminalità". In particolare, cita un esempio significativo: "In provincia di Caserta -si chiede- quante discariche abusive sono state fatte per il guadagno della Camorra? La lotta contro la criminalità ambientale impegna molto i magistrati e le forze dell'ordine ma occorre anche il sostegno dei cittadini: guai se si guarda con sospetto a chi fa rispettare le leggi".

Quanto al cambiamento climatico, Napolitano osserva: "Abbiamo un'idea giusta ma che contiene elementi pericolosi, quella per al quale o si agisce tutti insieme o non si può fare nulla. Lo sforzo per accordi globali che vedano l'impegno in primis di potenze come gli Usa o la Cina non devono impedire all'Europa o all'Italia di dare l'esempio, senza stare a rimorchio in attesa che avvenga il miracolo".

"Non si scommette sul domani, sul nostro futuro, sacrificando l'ambiente. Non lo si può fare tagliando in maniera indiscriminata, soprattutto tagliando oltre il 60% delle risorse, per altro già esigue". E' quanto tiene a ribadire il ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo, intervenendo alla cerimonia al Quirinale.

Prestigiacomo sottolinea che "l'ambiente rappresenta un volano per lo sviluppo e l'occupazione, una forte spinta per quella che nel mondo viene chiamata 'green economy'. Questa è già una realtà, nel mondo e anche nel nostro Paese".

Ma avverte il ministro: "per tutelare l'ambiente e promuovere uno sviluppo sostenibile occorre crederci e scommetterci.

Se si tagliano le risorse, questo si traduce in una scommessa persa in partenza"..

Leggi l'articolo integrale

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Tratto da Corriere .it


Napolitano: «I disastri ambientali sono causati da regole non rispettate

Il presidente della Repubblica agli studenti: spero che voi cresciate con la convinzione che le leggi vanno seguite

ROMA - Il mancato rispetto delle regole è alla radice di molti disastri ambientali. A sostenerlo, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, durante un incontro al Quirinale con i ragazzi vincitori del concorso «Immagini per la terra».«SERVONO LE LEGGI» - Spiega Napolitano, rispondendo a una domanda di uno dei giovani studenti: «Purtroppo agli uomini a volte piace concentrarsi su quello di cui hanno bisogno nell'immediato. E così non rispettano le regole: c'è chi costruisce casa senza pensare se reggerà in caso di alluvione. Dunque ci vogliono le leggi che dicano cosa fare e cosa no. E una volta che sono state fatte bisogna che vengano rispettate. Spero che voi - conclude rivolgendosi ai ragazzi - cresciate con questa convinzione». (Fonte: Ansa)

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02 gennaio 2010

2010/01/02 Il Papa: la tutela dell’ambiente dipende dalle scelte dei singoli/Il presidente della Repubblica,condivide il richiamo del Papa



Copenaghen ma non solo. Il Papa torna sul tema ecologico all’Angelus di Capodanno e sottolinea che, oltre alle decisioni dei ‘grandi’, sono gli stili di vita e le scelte di tutti a determinare lo stato di salute dell’ambiente. Una riflessione che porta Benedetto XVI – che ha dedicato alla tutela del creato il messaggio per la Giornata mondiale della pace che la Chiesa cattolica celebra oggi – a caldeggiare una “educazione” al rispetto della natura. “Un obiettivo condivisibile da tutti, condizione indispensabile per la pace, è quello di amministrare con giustizia e saggezza le risorse naturali della Terra”, ha sottolineato Ratzinger, che al tema dell’ecologia ha già dedicato un passaggio dell’omelia della messa celebrata stamane a San Pietro.
Il Papa, in particolare, ha ricordato che mentre la Santa Sede pubblicava il suo messaggio per la Giornata della pace, intitolato
‘Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato’, “i Capi di Stato e di Governo erano riuniti a Copenaghen per il vertice sul clima, dove è emersa – ha rilevato – ancora una volta l`urgenza di orientamenti concertati sul piano globale. Tuttavia – ha però aggiunto Benedetto XVI – in questo momento, vorrei sottolineare l`importanza che, nella tutela dell`ambiente, hanno anche le scelte dei singoli, delle famiglie e delle amministrazioni locali“. Per il Papa “tutti siamo responsabili della protezione e della cura del creato. Perciò, anche in questo campo, è fondamentale l`educazione: per imparare a rispettare la natura, orientarsi sempre più ‘a costruire la pace a partire dalle scelte di ampio raggio a livello personale, familiare, comunitario e politico’”.
“Se l’uomo si degrada, si degrada l’ ambiente in cui vive”: ha detto il Papa nell’omelia della messa celebrata a San Pietro...... Benedetto XVI rilancia, in questo inizio 2010, il concetto di ”ecologia umana”, usato per la prima volta da Giovanni Paolo II, ma al quale papa Ratzinger ha dato un impulso decisivo nella sua enciclica ‘Caritas in veritate’, ripreso anche nel messaggio per la Giornata della pace di quest’ anno.
”I doveri verso l’ambiente – vi si afferma – derivano da quelli verso la persona considerata in se stessa e in relazione agli altri”, un legame che, secondo il pontefice, si realizza pienamente solo nella fede in Dio.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, condivide il richiamo che il Papa fa «agli obbiettivi della pace, dello sviluppo sociale, della solidarietà» nel suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, che «offre una straordinaria testimonianza dei valori universali ai quali ispirarsi». «Il suo costante appello alla dimensione etica delle decisioni umane, già posto con forza nell’Enciclica ‘Caritas in Veritatè – scrive il Capo dello Stato in un messaggio indirizzato a Benedetto XVI – ci esorta ad un approccio morale, che non posso che condividere, verso le questioni che riguardano l’ambiente e lo sviluppo, affinchè prevalgano atteggiamenti lungimiranti, ma soprattutto responsabili, nell’interesse delle generazioni future. Fondamento di una società giusta – aggiunge Napolitano – è, difatti, il rispetto per il prossimo e per ciò che ci circonda. Esso trae origine da ‘quell’Amore che move il sole e l’altre stellè che Vostra Santità, citando con mio personale orgoglio di italiano il sommo Poeta Dante Alighieri, ha richiamato nel Suo messaggio». «Il legame che Vostra Santità ha voluto fortemente evidenziare fra il rispetto dell’Ecosistema e la pace – prosegue il Presidente della Repubblica nel messaggio al Papa – è di allarmante attualità. Lo sfruttamento sconsiderato delle risorse del nostro Pianeta, spesso a favore dell’arricchimento di una minoranza, è fonte di perenni conflitti; così come sono causa di instabilità le migrazioni forzate di intere popolazioni, costrette a lasciare le proprie terre a causa di un degrado troppo spesso attribuibile all’atteggiamento irresponsabile dell’uomo». «Come non condividere – si domanda il Capo dello Stato – il grande realismo con il quale il Pontefice ci invita a cogliere la paradossale opportunità che ci offre la crisi ecologica – scrive ancora Napolitano – per operare un’autentica svolta nelle politiche globali di sviluppo, nonchè di quelle volte alla tutela delle risorse della Terra, da Lei giustamente definita nostra ‘Casa comunè». Napolitano sottolinea infine che «in un momento in cui appaiono tuttora persistenti le difficoltà all’accettazione di obbiettivi ritenuti minimi per la salvaguardia del nostro Pianeta, nonostante lo sforzo negoziale della Conferenza di Copenaghen che ha prodotto risultati inferiori alle attese», il Papa «ci invita nuovamente a riflettere sulla comune responsabilità nei confronti del degrado ambientale, richiamando quel principio di ’solidarietà globalè, che dovrebbe sempre orientare l’atteggiamento di coloro che detengono responsabilità di Stato e di Governo».....

Tratto da La Nazione
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Messaggio del Presidente Napolitano a Sua Santità Benedetto XVI in occasione della Giornata Mondiale della Pace
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha inviato, in occasione della Giornata Mondiale della Pace, a Sua Santità Benedetto XVI il seguente messaggio:
"Santità, il suo richiamo agli obbiettivi della pace, dello sviluppo sociale, della solidarietà offre una straordinaria testimonianza dei valori universali ai quali ispirarsi e esorta a non smarrire la percezione dei problemi che coinvolgono l'umanità intera.A questo riguardo, Ella, in occasione dell'annuale celebrazione della Giornata Mondiale della Pace, ha voluto soffermarsi su un argomento, quello dell'emergenza ambientale, che per importanza ed attualità tocca da vicino la sensibilità di noi tutti. In un momento in cui appaiono tuttora persistenti le difficoltà all'accettazione di obbiettivi ritenuti minimi per la salvaguardia del nostro Pianeta, nonostante lo sforzo negoziale della Conferenza di Copenaghen che ha prodotto risultati inferiori alle attese, Ella ci invita nuovamente a riflettere sulla comune responsabilità nei confronti del degrado ambientale, richiamando quel principio di "solidarietà globale", che dovrebbe sempre orientare l'atteggiamento di coloro che detengono responsabilità di Stato e di Governo.Il suo costante appello alla dimensione etica delle decisioni umane, già posto con forza nell'Enciclica "Caritas in Veritate", ci esorta ad un approccio morale, che non posso che condividere, verso le questioni che riguardano l'ambiente e lo sviluppo, affinché prevalgano atteggiamenti lungimiranti, ma soprattutto responsabili, nell'interesse delle generazioni future. Fondamento di una società giusta è, difatti, il rispetto per il prossimo e per ciò che ci circonda. Esso trae origine da "quell'Amore che move il sole e l'altre stelle" che Vostra Santità, citando con mio personale orgoglio di italiano il sommo Poeta Dante Alighieri, ha richiamato nel Suo messaggio. E' pertanto prendendo spunto dall'accorato appello che Ella ha voluto rivolgere alle donne ed agli uomini di tutto il mondo, che io stesso desidero esprimere il mio sentimento di speranza e di fiducia nelle nuove generazioni, chiamate a costruire il futuro del nostro Paese, in nome del rispetto del prossimo e del comune patrimonio naturale che abbiamo il privilegio di condividere.Il legame che Vostra Santità ha voluto fortemente evidenziare fra il rispetto dell'Ecosistema e la pace è di allarmante attualità. Lo sfruttamento sconsiderato delle risorse del nostro Pianeta, spesso a favore dell'arricchimento di una minoranza, è fonte di perenni conflitti; così come sono causa di instabilità le migrazioni forzate di intere popolazioni, costrette a lasciare le proprie terre a causa di un degrado troppo spesso attribuibile all'atteggiamento irresponsabile dell'uomo.Come non condividere, infine, il grande realismo con il quale Ella ci invita a cogliere la paradossale opportunità che ci offre la crisi ecologica per operare un'autentica svolta nelle politiche globali di sviluppo, nonché di quelle volte alla tutela delle risorse della Terra, da Lei giustamente definita nostra "Casa comune". L'autorevolezza del Suo appello non può che indurci ad una profonda riflessione su un tema che riguarda il destino di noi tutti.Con queste parole di comune impegno e nella certezza di rappresentare i più profondi sentimenti del popolo italiano Le rivolgo, Santità, un fervido e sincero augurio per la prosecuzione della Sua alta missione apostolica".

Roma, 1 gennaio 2010 fonte Presidenza della Repubblica