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31 maggio 2024

Incontro pubblico RIGASSIFICATORE TRA DUBBI E CERTEZZE

 Incontro pubblico 

RIGASSIFICATORE TRA DUBBI E CERTEZZE 

Rigassificatore ma anche altri impianti già sul territorio o che si teme possano essere qui destinati come biodigestore, inceneritore, ecc

MERCOLEDÌ 5 GIUGNO ORE 21 

TEATRO  NUOVO DI  VALLEGGIA


10 DOMANDE AI CANDIDATI SINDACI

Moderatore il giornalista ANDREA CHIOVELLI
Direttore di IVG

SONO STATI INVITATI 

 COMUNE DI QUILIANO
Donatella Barbano
Rodolfo Fersini 
Nicola Isetta

COMUNE DI VADO LIGURE
Fabio Gilardi
Franca Guelfi

PER AVERE RISPOSTE CHIARE E INEQUIVOCABILI SU COME INTENDANO AFFRONTARE LE  GRAVI RESPONSABILITÀ CHE FANNO CAPO AI SINDACI IN MATERIA DI AMBIENTE, SICUREZZA, SALUTE E INCOLUMITÀ DEI CITTADINI 



01 dicembre 2019

Note di Grondacci :Note su ultime dichiarazioni di Regione Liguria .... sui biodigestori liguri

Tratto da  Note di Grondacci

L’Assessore all’Ambiente della Regione Liguria dichiara (QUI): Abbiamo bisogno di un biodigestore e di un sito di trattamento meccanico per ogni provincia”.

Si tratta di una dichiarazione che non corrisponde alla realtà delle procedure in corso in Liguria portate avanti dalla Amministrazione Regionale.  Una dichiarazione che se applicata tenendo conto di dette procedure ma anche dei dati sui fabbisogni provinciali e regionali contenuti nei piani di area e di ambito regionale, dimostrerebbe la inutilità di un progetto come quello previsto su Saliceti (Vezzano Ligure) quanto meno nelle dimensioni attualmente in sede di autorizzazione.


CONTESTUALIZZIAMO LA DICHIARAZIONE DELL’ASSESSORE SUGLI ATTI DI PIANIFICAZIONE VIGENTI E LE PROCEDURE AUTORIZZATIVE IN CORSO
Il Piano di Ambito Regionale approvato nell’agosto 2018 prevede il seguente fabbisogno di  trattamento di rifiuti organici in biodigestori per Provincia:
Imperia: 35.000 ton/anno (stima ottimale: 54.000)
Savona: 40.000  ton/anno (stima ottimale: 60.000)
Genova: 86.000 ton/anno (stima ottimale: 120.000)
Spezia: 29.500(ton/anno  (stima ottimale: 60.000 ma solo se si considerano 26.000 ton/anno dal Tigullio che quindi vanno detratti dai 120.000 di stima ottimale )

Tot fabbisogno reale LIGURIA  190.5000 ton/anno confermato dalla  DGR 331/2019 che istituisce la Inchiesta Pubblica per il progetto di biodigestore spezzino  e che fornisce peraltro un dato leggermente inferiore intorno alle 180.000 ton/anno
Stima evolutiva LIGURIA : 263.500 ton/anno

Attualmente gli impianti in fase di autorizzazione, o comunque previsti dal Piano di Ambito Regionale sono:
1. Progetto di biodigestore di Taggia – Imperia
E’ stata avviata una procedura di VIA unificata con autorizzazione.
CAPACITÀ DI TRATTAMENTO:  103.000 TON/ANNO (DI CUI 54.000 TON/ANNO DI ORGANICI)
2. Progetto  Biodigestore Isola del Cantone – Genova
Attualmente ha avuto la VIA positiva dalla Regione ma non la autorizzazione unica dalla Città Metropolitana. Il TAR Liguria con sentenza n° 877 del 2018 ha annullato la VIA positiva. In attesa di discutere appello al Consiglio di Stato.
CAPACITÀ DI TRATTAMENTO: 33.000 TON/ANNO
3. Progetto Biodigestore Località Scarpino (Ge)
È previsto dal Piano di Ambito Regionale ma non c’è ancora un progetto formalmente presentato.
POTENZIALITÀ IMPIANTO: 60.000 TON/ANNO (MINIME SCRIVE IL PIANO DI AMBITO REGIONALE ma si potrebbe arrivare tranquillamente a 90.000 circa)
4. Progetto biodigestore Saliceti (Vezzano Ligure)
L’impianto sarà in grado di trattare fino a 60.000 t/a di rifiuto organico da avviarsi a Digestione Anaerobica e circa 30.000 t/a di “Verde”.  Il  progetto è sottoposto a procedimento di provvedimento autorizzatorio unico regionale.

A questi progetti e/o impianti occorre aggiungere :
1. Impianto Ferrania Ecologia Srl – Comune Cairo Montenotte: 
Impianto esistente nuovamente autorizzato per ampliamento nel 2018 TOTALE ATTUALE DI CAPACITÀ DI TRATTAMENTO 85.000 TONNELLATE/ANNO
2. Progetto Biodigestore Vado Ligure
È nel Piano di Ambito Regionale ma non è ancora stato presentato un progetto. TOTALE ATTUALE CAPACITÀ DI TRATTAMENTO POENZIALE: 60.000 TON/ANNO

Ora anche non volendo considerare l’ultimo impianto (quello di Vado) e senza considerare l’impianto previsto a Spezia il totale di capacità di trattamento previsto è di 232.000 ton/anno (Taggia + Isola + Scarpino + Cairo). Quindi per il fabbisogno ad oggi ritenuto necessario dal Piano di Ambito Regionale (180-190.000 ton/anno) siamo già oltre il tetto necessario. Se vogliamo considerare il fabbisogno potenzialmente evolutivo massimo (c.a. 260.00 ton/anno) allora basterebbe per Spezia un impianto di circa 30.000 ton/anno, guarda caso proprio le dimensioni del progetto iniziale di Re.Cos SpA poi trasformato in impianto da 60.000 ed oltre ton/anno per accogliere i rifiuti organici del Tigullio)
Ora mettiamo che l’appello in Consiglio di Stato bocci definitivamente il progetto di Isola del Cantone, nei calcoli suddetti verrebbero a mancare circa 33.000 ton/anno che potrebbero essere assolutamente colmate realizzando su Scarpino un impianto di capacità simile a Cairo Montenotte.

I calcoli suddetti dimostrano quindi che seguendo il ragionamento dell’assessore insieme con i fabbisogni realistici da qui al 2020 ed oltre non solo sarebbe sufficiente un impianto per provincia ma non ci sarebbe bisogno di un mega impianto in Provincia di Spezia per portarci i rifiuti organici di metà della provincia di Genova.

D’altronde questo è quello che afferma il Piano Regionale di gestione rifiuti del 2015 (vedi scheda riprodotta all'inizio del post). Ma su questo torneremo in seguito per non allungare troppo le dimensioni del presente post.


Ma diciamo la verità il vero problema sta in questo passaggio, che riporto a fianco, della delibera del Comitato di Ambito Regionale per il ciclo dei rifiuti n° 11 del 11 luglio 2019.  Quindi le dimensioni del progetto di biodigestore  su Saliceti dipendono dai ritardi nella realizzazione degli impianti per il bacino di Genova altro che esigenze di chiusura del ciclo dei rifiuti di cui parla l'Assessore Regionale all'Ambiente!     ........Continua qui

28 agosto 2019

Note Di Grondacci :La VIA sintesi tra valutazione tecniche e socio politiche compresa la partecipazione

Tratto da Note Di Grondacci 
La VIA sintesi tra valutazione tecniche e socio politiche compresa la partecipazione 

Seguendo varie vertenze ambientali in relazione a procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA ) mi è capito più volte di assistere a interpretazioni, sulla natura del procedimento di VIA in palese contrasto con la giurisprudenza nettamente prevalente in materia.
In particolare tali interpretazioni si sono verificate nel caso di richieste da parte di associazioni e comitati di cittadini di riavvio di procedimenti di VIA conclusi e che non avevano valutato completamente tutti gli impatti del progetto sottoposto a valutazione.

Da ultimo arriva la Regione Liguria: "Biodigestore a Saliceti sì o no? Faccio il politico. Non discuto di aree", così afferma su Gazzetta della Spezia di oggi l'Assessore Regionale all'Ambiente.
Qualcuno spieghi a questo signore che la VIA ma ancora di più la VAS si concludono con provvedimenti di natura mista (tecnico amministrativa) infatti sono approvati con provvedimento di giunta finale che tiene conto certamente del rapporto istruttorio dei tecnici ma contiene anche elementi di discrezionalità politico amministrativa.
Ah sia chiaro quello che sostengo sopra non lo dico io ma la giurisprudenza univoca in materia di natura del procedimento di VIA, come spiego in questo post...Continua a leggere...»

02 luglio 2019

Isde: LE RAGIONI DEL NO AL BIODIGESTORE

Tratto da Isde

LE RAGIONI DEL NO AL BIODIGESTORE


Mercoledi, 3 Luglio ore 20,30
Santo Stefano di Magra 
Interviene Valerio Gennaro (ISDE Genova)

16 maggio 2019

Uniti per la Salute : Concretizzare le parole in atti ufficiali

Concretizzare le parole in atti ufficiali




In riferimento ad alcuni commenti e considerazioni a margine del nostro comunicato sul ricorso straordinario al Presidente della Repubblica sulla previsione di un biodigestore, riteniamo doveroso precisare innanzitutto che, come noto, Uniti per la Salute è una associazione apartitica formata da cittadini con l’unico scopo della tutela della salute e del territorio, rifuggendo da sempre da ogni aspetto dell’agone partitico.
Abbiamo letto di “discorsi definitivamente chiusi” , dichiarazioni di privati e rassicurazioni varie che scongiurerebbero la possibilità di un biodigestore tra Vado e Quiliano, ma le parole sono parole anche se animate dalle migliori intenzioni, viceversa i provvedimenti amministrativi firmati e sottoscritti dalle più alte autorità provinciali e regionali, sono atti ufficiali.

Quando poi si tratta, come nel caso in esame, di strumenti generali di pianificazione, si è in presenza di atti ufficiali destinati a regolamentare il territorio per anni, e quindi ben oltre le contingenti rassicurazioni e valutazioni degli attuali amministratori pubblici o dei soggetti privatic he ad oggi hanno la disponibilità delle aree.

Quindi, forti degli atti ufficiali di pianificazione in essere e nonostante dichiarazioni verbali di alcuni che tendono a minimizzare la possibilità di questo insediamento, ribadiamo quanto è perfettamente noto a tutti gli amministratori locali e regionali, oltre che a Tirreno Power,ossia che RISULTANO PERFETTAMENTE VIGENTI ED EFFICACI UN "PIANO D'AREA OMOGENEA PER LA GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI URBANI" DELLA PROVINCIA DI SAVONA ED UN "PIANO D'AMBITO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI DELLA LIGURIA", CHE PREVEDONO LA REALIZZAZIONE DI UN BIODIGESTORE NELL'AREA DELLA CENTRALE TIRRENO POWER.


Questi piani sono stati approvati lo scorso anno dal Consiglio provinciale di Savona e dal competente Comitato d'ambito per il ciclo dei rifiuti e, come tali, sono validi ed operativi, cosicché ESISTE LA POSSIBILITÀ CONCRETA ED EFFETTIVA CHE NEI PROSSIMI GIORNI, MESI OD ANNI VENGA APPROVATO IL PROGETTO DI COSTRUZIONE DEL BIODIGESTORE IN QUEST'AREA.
Tutto ciò fino a che questi piani non vengano modificati o annullati.
Per questo motivo abbiamo presentato il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

Se qualche autorità locale volesse veramente scongiurare quella che noi riteniamo una spada di Damocle sul nostro territorio, può sempre attivarsi con atti concreti per modificare od annullare il piani già approvati e noi ne saremmo ben lieti.
Ma fino ad allora potremo dire, senza alcun timore di essere seriamente smentiti, “verba volant, scripta manent”.


15 maggio 2019

Biodigestore :Non bastano le parole, il problema è serio ed occorrono azioni ed atti concreti.

     Comunicato di Uniti per la Salute .

BIODIGESTORE: Non bastano le parole, il problema è serio ed occorrono azioni ed atti concreti.



Poiché ci siamo resi conto che la popolazione dell’immediato ponente di Savona specialmente dei comuni di Vado e Quiliano non risulta essere compiutamente informata sugli sviluppi della vicenda “biodigestore” abbiamo deciso di evidenziarne alcuni aspetti.
Con delibera del Consiglio della Provincia di Savona n 43 del 2 agosto 2018 veniva approvato il “Piano d’area omogenea per la gestione integrata dei rifiuti” con la previsione del sito delle aree ex centrale per un nuovo biodigestore. Con delibera 8 del 6 agosto 2018 è stato approvato il “piano regionale di gestione dei rifiuti della Liguria” comprensivo della previsione del biodigestore nelle aree ex centrale.
La scelta di “piazzare” un impianto di questa imponenza proprio in mezzo a due centri densamente abitati anziché in una zona più isolata, ci appare assai infelice, poiche’ i biodigestori  secondo numerosi studi, evidenziano diversi aspetti ambientali potenzialmente problematici: odori ed emissioni inquinanti aeriformi varie, rischi di inquinamento batterico, rumori, ed inoltre il probabile, se non certo, deprezzamento del valore dei moltissimi immobili dell’area .
E’ da considerare inoltre il notevole traffico di autocarri che verrebbe ad aggiungersi a quello che si prevede gia’ molto intenso dovuto alla piattaforma in un contesto che vede anche la presenza di diverse industrie classificate a “Rischio incidente rilevante” secondo la normativa “Seveso”.
Anche sul piano dell’occupazione questa scelta ci pare inoltre inopportuna e illogica poiché destinerebbe ad un utilizzo di trattamento di rifiuti , aree retro portuali di grande pregio e foriere di insediamenti con notevoli possibilità di sviluppo e di lavoro.
Quindi su questo lembo di “fortunato” territorio e su queste stesse aree,  dopo anni di presenza di un grande impianto a carbone, (in riferimento al quale è in corso attualmente un processo per disastro ambientale e sanitario), risulta essere stata approvata la previsione di un imponente biodigestore per trattare decine di migliaia di tonnellate di rifiuti -provenienti anche da altre provincie .
Nonostante certe imbarazzate dichiarazioni di alcuni politici tendenti a minimizzare la possibilità di questo insediamento, i nostri legali ci hanno ribadito che (purtroppo) questo piano è stato approvato e tale rimarrà, con la possibilità effettiva di approvare il progetto in quest’area e quindi di costruire il biodigestore.  Tutto ciò fino a che il piano non verrà modificato o annullato.

Studiando questi provvedimenti regionali e provinciali, i legali ci hanno evidenziato così numerosi profili di illegittimità e carenze istruttorie talmente rilevanti, anche e soprattutto  sotto il profilo della necessaria considerazione della salubrità ambientale,  che la nostra associazione, insieme con WWF nazionale ha deciso di  presentare un ricorso straordinario al Capo dello Stato.
Questa decisione ci ha comportato un notevole impegno anche economico,  ma l’abbiamo ritenuta doverosa per il futuro di questo territorio che amiamo ed in cui  crediamo.


(.........Il 25 settembre, con la delibera 46, visto che non erano pervenute richieste di modifica, integrazione o rettifica, il verbale del 2 agosto veniva approvato)



09 maggio 2019

Biodigestore, "Insieme per voltare pagina" al sindaco : "Servono atti amministrativi concreti"

Tratto da  gazzettadellaspezia

Biodigestore, "Insieme per voltare pagina" al sindaco Sisti: "Servono atti amministrativi concreti"


Ribadito il NO, ma secondo il gruppo bisogna agire subito e nelle sedi opportune.
Accogliamo l’appello lanciato dal Sindaco, in Assemblea, alla collaborazione politica trasversale per contrastare la realizzazione del biodigestore a Saliceti ma le ricordiamo che la nostra contrarietà è stata espressa già un anno fa quando come gruppo di minoranza abbiamo proposto un ordine del giorno approvato all’unanimità che ha impegnato il Sindaco e la Giunta ad adottare tutte le azioni utili a contrastarne la realizzazione.
Dopo un anno, all’assemblea pubblica, il Sindaco ha riferito che c’è poco tempo, che è in ritardo e che ora c’è fretta. Ma allora viene da chiedersi come mai non ha impugnato il Piano provinciale dei Rifiuti approvato il 6 agosto, vista la contraddizione implicita del medesimo laddove prevede il conferimento di 60.000 tonnellate nel sito di Boscalino, che tutti sappiamo essere inadeguato a tali portate. Hanno capito tutti che il sito che sarebbe stato individuato dal privato in funzione del Piano era ‘Saliceti”! Il Piano non è stato impugnato, forse perché è stato elaborato dal centrosinistra tanto è vero che è stato approvato grazie all’assenza ingiustificata dei consiglieri PD all’assise provinciale del 6 agosto! E come mai il Sindaco non ha ancora impugnato la delibera di giunta regionale del 18.04.2019 con cui è stata avviata l’inchiesta pubblica sul progetto presentato da Recos spa, visto l’espressa contrarietà a detta procedura!? Allo stesso modo è incomprensibile il conferimento di un incarico al legale del Comune di Santo Stefano finalizzato a seguire la procedura ed a prendere contatti con gli enti interessati .. gli incarichi si conferiscono per fare ricorsi!
Non bastano le promesse, il problema è serio ed occorrono azioni ed atti amministrativi concreti; il Sindaco non può e non deve astenersi dal partecipare all’assemblea di Acam prevista per il 15 maggio perché è nelle sedi opportune e con gli atti amministrativi che, in rappresentanza del territorio, deve esprimere la contrarietà all’impianto. Non importa se sarà l’unico cittadino in quell’assise.. le è stato conferito un mandato dai cittadini e deve porre in essere tutte le azioni utili ad adempierlo! Continua su gazzettadellaspezia

06 maggio 2019

CITTA ' DI LA SPEZIA -Digestore, Grondacci: "Cittadini e Comuni si rivolgano al Tar

Tratto da  Citta’ di La Spezia

Digestore, Grondacci: "Cittadini e Comuni si rivolgano al Tar 

Sarzana - Val di Magra - Il nome del giurista ambientale Marco Grondacci è circolato a più riprese venerdì scorso alla partecipata assemblea a tema biodigestore tenutasi in Corea, al Piano di Vezzano. Il fronte del no – o almeno una sua corposa fetta – vorrebbe infatti vedere l'esperto pienamente coinvolto dagli enti comunali interessati dal progetto nella battaglia per scongiurare l'insediamento del presidio industriale a Saliceti. ....










L'intervento odierno del giurista mette nel mirino la condotta della Regione Liguria. Tra i vari punti dolenti, si sofferma sulle modalità con cui il Piano di Ambito Regionale per i rifiuti può esser rivisto. “Risulta con chiarezza che solo con un report specifico (traguardato al 2020) si potrà parlare di una revisione del Piano ma solo in caso di mancato rispetto delle tempistiche previste dal Piano stesso. Invece nel quadro programmatico dello Studio di Impatto Ambientale presentato per il progetto di Biodigestore a Saliceti (in pieno contrasto con quanto previsto dal Piano di Ambito) si legge che la giustificazione dello spostamento del sito da Boscalino a Saliceti è nella delibera del Comitato di Ambito n°10 del 13/12/2018 che si riferisce al piano di emergenza fino al 2020 (problematiche di gestione flussi rifiuti urbani e assimilati dopo il crollo del Ponte Morandi) ma che non tratta minimamente del sito del biodigestore spezzino”. Nel Programma straordinario allegato alla deliberazione si parla di Saliceti solo in relazione all'esistente impianto che tratta indifferenziato. Per Grondacci è come se “nel Comitato di Ambito hanno una sfera di cristallo e sono riusciti ad anticipare ora quello che succederà dopo il 2020 e oltretutto citando a giustificazione dati su quantità dei rifiuti organici da smaltire nell’ipotizzato biodigestore spezzino che sono gli stessi previsti dal Piano di Ambito Regionale approvato nell’agosto del 2018: 60.000 tonnellate/anno comprensive di quelle prodotte nel Tigullio genovese”.

Per il giurista “è indiscutibile che questo modo di procedere della Regione sia illegittimo. Come ho già avuto modo di spiegare se il Piano non va più bene deve essere modificato. Ci vuole un nuovo Piano, una nuova Vas mettendo a confronto non solo ipotesi di sito ma anche di tecnologie per chiudere il ciclo dei rifiuti compresi gli organici. Fuori da questo percorso amministrativo non sono accettabili Inchieste Pubbliche di nessun genere perché trasformerebbero il tutto in una 'guerra' tra siti insensata Continua la lettura su Citta’ di La Spezia

29 aprile 2019

Il Tar della Campania boccia il progetto per il nuovo biodigestore ad ALIFE

Il Tar boccia il progetto per il nuovo biodigestore

Tratto da Casertanews

Il Tar boccia il progetto per il nuovo biodigestore

I giudici hanno confermato il 'no' del Comune all'impianto rifiuti per la produzione di energia


l ‘no’ del Comune alla richiesta di autorizzazione per la costruzione di un impianto di digestione anaerobica per la produzione di biogas da fonti energetiche rinnovabili è corretto. A mettere un punto alla battaglia legale in atto tra il Comune di Alife e l’azienda agricola ‘Fabio Izzo’ è il Tar della Campania, che ha bocciato il ricorso presentato dalla società contro lo stop imposto dal Comune all’impianto rifiuti per produzione elettrica da 100 kw.
Una vicenda nata nel dicembre 2017, quando il Comune e la Commissione Locale per il Paesaggio esprimono parere non favorevole al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica chiesto dall’azienda zootecnica di bufale, in quanto ritenuto contrastante con la disciplina del Piano Territoriale Paesistico sul presupposto che non si tratta di “adeguamento funzionale degli impianti per le attività produttive agricole” ammesso in zona PAF (Zona di protezione del paesaggio agricolo di fondovalle).
L’azienda aveva quindi presentato ricorso al Tar, lamentando come dalla Soprintendenza non fosse arrivato un parere in merito e che l’impianto fosse funzionale all’attività produttiva, “in quanto finalizzato a valorizzare i reflui zootecnici dell’allevamento gestito con grandi benefici ai fini della riduzione del consumo dei combustibili fossili per produrre energia” e negando che “l’incentivo pubblico ottenuto per la cessione di energia elettrica alla rete pubblica abbia natura esclusivamente privata e speculativa”.
Per i collegio dei giudici della Settima Sezione (presidente Rosalia Marita Rita Messina), hanno però bocciato in toto il ricorso presentato dall’azienda zootecnica. .......
L’azienda zootecnica è stata quindi condannato al pagamento delle spese processuali pari a 3mila euro, da corrisponde in egual misura tra Comune e Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.Qui l'articolo integrale 


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14 novembre 2018

Il Tar dice no al biodigestore di Isola del Cantone . Annullati gli atti di Toti ...a favore di Energa.

Tratto da giornale7

Il Tar dice no al biodigestore di Isola. Annullati gli atti di Toti & C a favore di Energa.

Vittoria su tutta la linea per Arquata e l'amministrazione isolese contro la Regione Liguria: illegittime le autorizzazioni ambientali, i Comuni risarciti per le spese legali
Dopo lo stop decretato dalla Città metropolitana di Genova a settembre, anche il Tar boccia il progetto del biodigestore di Isola del Cantone o meglio gli atti della Regione che lo ritenevano compatibile dal punto di vista ambientale. Come è ormai noto, l’amministrazione regionale di centrodestra, soprattutto nei suoi componenti leghisti, a parole si era detta contraria al contestato progetto da 33 mila t di rifiuti (da fermentare per produrre energia elettrica ottenendo incentivi pubblici) salvo poi approvarlo, nascondendosi dietro le “questioni tecniche”. Con due distinti ricorsi al Tar Liguria, i Comuni di Isola del cantone e Arquata Scrivia si erano opposti. L’amministrazione arquatese era stata appoggiata sia dalla Provincia che dal Comune di Tortona e alla fine ha avuto ragione, così come Isola (appoggiato dai Comuni di Novi Ligure, Stazzano, Serravalle, Pozzolo), trovandosi contro, oltre alla Regione, ovviamente anche la società Energa di Genova, proponente del progetto. Il legale incaricato dalla giunta arquatese, Emiliano Bottazzi, ha vinto su tutta la linea.
Innanzitutto, secondo i legali della Energa e della Regione, Arquata, che temeva soprattutto il potenziale inquinamento dello Scrivia essendo l’impianto previsto per alcune parti a meno di dieci metri dal torrente, “non avrebbe dimostrato la sussistenza delle lesioni ambientali paventate”, tesi respinta dai giudici, anche per il possibile aumento dei camion sul territorio arquatese. I giudici hanno poi evidenziato come la normativa regionale ligure prevede che tali impianti siano costruiti vicino alle discariche dei rifiuti e non a ridosso di torrenti che, come lo Scrivia, hanno già problemi di carattere ambientale. Inoltre, secondo la sentenza, la Regione non è stata in grado di giustificare l’ok alla localizzazione dell’impianto e alle tutele proposte da Energa per lo Scrivia, considerate inesistenti. Quindi, non solo l’impianto è stato bocciato poiché interferiva con la fascia di rispetto della ferrovia, come rilevato dall’Associazione Isolese Ambientalista negli anni scorsi e rilevato dalla ex Provincia di Genova nel negare l’autorizzazione, ma anche gli atti della Regione sono stati annullati. Non solo: la Regione Liguria ed Energa devono pagare più di 3 mila euro al Comune di Arquata per le spese legali. La società ligure intende ovviamente impugnare la mancata autorizzazione da parte della Città Metropolitana e senz’altro farà appello contro la sentenza del Tar.

06 ottobre 2018

Il Ministro Costa in Irpinia: no al biodigestore.

Tratto da Canale58

''Mai più terre dei fuochi'', Costa in Irpinia: no al biodigestore.


Mai più terre dei fuochi, mai più veleni. E' questa la linea del ministro dell'ambiente Sergio Costa, che già da Generale dei Carabinieri si era impegnato nella lotta all'inquinamento. Costa ha fatto tappa a Santa Lucia di Serino per i 40 anni della locale associazione intitolata al medico santo  Giuseppe Moscati. Il ministro annuncia che la legge per la prevenzione e le bonifiche è quasi pronta. Nelle sue mani il dossier sulla Valle del Sabato, redatto dai medici per l'ambiente, presenti con il portavoce Franco Mazza.
Altro tema all'ordine del giorno l'inquinamento di fiumi e torrenti, particolarmente diffuso nel solofrano e montorese, spesso causato da scarichi industriali illeciti o malfunzionamento dei depuratori. Su questo fronte le competenze sono della Regione, ma il ministero è pronto a fare la sua parte con l'istituzione di una cabina di regia.....
Infine il biodigestore di Chianche, contestato da sindaci, attivisti e produttori vitivinicoli. Anche qui, la competenza è della Regione, ma l'opinione del ministro è che sarebbe un errore realizzare un impianto di questo tipo nelle terre del Greco di Tufo.

Il Capogruppo di Vivere Vado dice no al biodigestore nelle aree ex Tirreno o al Boscaccio di Vado

 Leggi su Unitiperlasalute Regione Liguria:Il 19 luglio spunta..... il Digestore nelle aree Ex Tirreno Power

Tratto da rsvn.it

Vivere Vado dice no al biodigestore nelle aree ex Tirreno o al Boscaccio di Vado

Il capogruppo Roberto Cuneo: "Vado ha già dato abbondantemente e nelle aree di Tirreno non vediamo un impianto del genere"

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Vado Ligure. Non piace proprio alla lista di opposizione “Vivere Vado” la prospettiva di un biodigestore collocato nelle aree della Tirreno Power o in altri siti, come ad esempio quelli di Ecosavona nel Vadese. A esprimere tutto il disappunto della lista il capogruppo in consiglio comunale Roberto Cuneo. “Il biodiegstore – ha ricordato Cuneo – è stato approvato nell’ambito del piano d’area omogenea per la gestione dei rifiuti. Vista l’approvazione della Vas,valutazione ambientale strategica ormai il piano è esecutivo. Il biodigestore collocato o al Boscaccio o nelle aree ex Tirreno andrebbe a produrre compost destinato ad altre regioni”.
Prosegue Cuneo: ” Emergono con evidenza diversi aspetti negativi: Le aree ex-Tirreno Power sono industrialmente molto pregiate per l’industria metalmeccanica ad alto valore aggiunto (dispongono di: Impianto trattamento acque, Produzione acqua demineralizzata, Circuito acqua mare di raffreddamento, Rete vapore ausiliario, Rete antincendio, Rete aria compressa); l’insediamento di un bio-digestore valorizzerebbe in misura limitata tali servizi con una occupazione di poche unità e comprometterebbe l’attrattività del sito per altri investitori in aree adiacenti; questo impianto vanificherebbe lo sforzo fatto con l’attivazione dell’Area di Crisi; le aree ex Tirreno Power sono vicine al centro urbano e l’impianto, anche se anaerobico, avrebbe conseguenze negative sulla qualità urbana per gran parte del territorio cittadino; anche la collocazione presso la discarica del Boscaccio deve essere esclusa: sia per la difficoltà di realizzarvi un impianto (ragioni di costi e di sicurezza), sia perché esso rappresenterebbe un importante generatore di traffico pesante in entrata e in uscita, in attraversamento della città; traffico che si aggiungerebbe a quello della piattaforma, già di per sé insostenibile: 3.000 camion al giorno che si sommeranno agli 800 attuali.
La Regione ha scritto: Per ottimizzare l’impianto e ridurre i costi di investimento, sarebbe opportuna la realizzazione di un impianto che tratti almeno 50.000 t/anno di frazione umida. Pertanto, oltre alla produzione della provincia di Savona, l’impianto potrebbe servire anche da appoggio per altre Provincie nell’ottica di una pianificazione regionale a largo respiro. Ciò significa che a Vado verrebbero conferiti rifiuti dalle altre provincie liguri e ciò è contrario a quanto dichiarato nelle premesse del Piano, e cioè che ogni provincia deve gestire i propri rifiuti.  Vado ha già dato. Considerato che sopporta il peso di due discariche e di un impianto di trattamento rifiuti, che il prodotto (compost e CSS) sarebbe destinato ad altre regioni, che l’impianto deve essere collocato lontano da centri abitati, non è accettabile la costruzione del nuovo bio-digestore a Vado: né al Boscaccio né presso le aree ex Tirreno Power”.

03 settembre 2018

Nel Piano d'ambito regionale approvato il 6 Agosto e' previsto un biodigestore a Vado Ligure

Leggiamo su Ambiente in Liguria 

              Piano d'ambito regionale 
Il Comitato d'Ambito ha approvato il piano regionale in data 6 agosto 2018

L'Autorità d'ambito per il governo dei rifiuti, attraverso il suo Comitato composto da Regione, Città Metropolitana e Province, ha approvato in data 6 agosto il Piano d'Ambito per la gestione dei rifiuti, documento che costituisce il riferimento strategico per l'impiantistica e l'organizzazione del ciclo dei rifiuti urbani.....

......mentre per le altre tre Province sono previsti tre impianti principali di trattamento meccanico biologico del Rsu finalizzati al recupero di materia ed energetico aventi capacità di trattamento fissata in 100.000 /t anno localizzati presso di Vado Ligure (SV), Scarpino (GE), dove opererà ancora anche impianto minore di Rio Marsiglia) e Saliceti - Vezzano Ligure (SP) e tre impianti di trattamento tramite digestione anaerobica della frazione organica, aventi capacità di trattamento massima fissata in 60.000 t/anno, localizzati sempre a Vado Ligure e Scarpino per Savona e Genova e a Boscalino - Arcola (SP).
Gli impianti della Spezia e, ove necessario, Savona opereranno in funzione integrativa anche per quote del fabbisogno di trattamento dell'indifferenziato della città metropolitana.....
( Per leggere l' intero documento bisogna andare su ambienteinliguria.it
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Con Deliberazione del Consiglio Provinciale n.43 del 2 agosto 2018, Provincia di Savona ha approvato definitivamente il "Piano d'Area omogenea della Provincia di Savona per la gestione integrata dei rifiuti urbani".
Per quanto riguarda l'assetto impiantistico il fabbisogno di trattamento dell'indifferenziato (che gli obiettivi di piano auspicano arrivi a scendere al di sotto delle 40.000 t/anno, con %RD al 74% e che il piano d'ambito regionale più cautelativamente stima intorno alle 57.000 t/anno) sarà garantito dall'impianto TMB del Boscaccio, comune di Vado Ligure, che ha comunque potenzialità ben superiori che potranno ove necessario essere messe in quota parte a servizio di eventuali necessità di livello regionale, con discarica di servizio nello stesso polo impiantistico....

 ......il Piano d'Area Savonese, coerentemente alle direttive del Piano regionale, prevede la realizzazione di un nuovo impianto pubblico di digestione anaerobica, valutando comparativamente due siti entrambi in Comune di Vado Ligure, l'uno coincidente con la sede dell'impianto TMB di Boscaccio e l'altro ricompreso nell'area di crisi complessa di cui al Dm 21.9.2016 in area occupata in precedenza dalla Centrale Tirreno Power che viene indicato come soluzione preferenziale.... 


Qui la Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 43 del 2 agosto 2018 Scarica il file in formato .pdf 

Alcuni stralci  tratti dalla  Dichiarazione di Sintesi 
                    Scarica il file in formato .pdf 

Leggiamo :Per ottimizzare l' impianto e ridurre i costi di investimento sarebbe opportuna la realizzazione  di un impianto che tratti almeno 50.000 ton/anno di frazione umida  . Pertanto ,oltre alla produzione della Provincia di Savona ,l'impianto potrebbe  servire anche da appoggio per altre province  nell' ottica di una pianificazione regionale di largo  respiro.

Leggiamo relativamente all' Impianto pubblico di smaltimento di Vado Ligure  loc. Boscaccio
A partire dall' anno 2021 e' previsto l' entrata in funzione  del nuovo impianto,comprensivo della linea per la produzione del CSS, dimensionato per un totale di 100.000 t/a in ingresso.....

Puntualizziamo  che  Il Comitato d'Ambito(Regione, Città Metropolitana e Province) 
avrebbero  posizionato  un  biodigestore: 
nell' area di crisi Tirreno Power 
proprio tra i centri abitati di Vado Ligure e  Valleggia 
 Le sottostanti immagini sono  piu' eloquenti di molte parole 



Dopo "oltre 40 anni di combustione di carbone " in mezzo alle nostre case  vorrebbero farci diventare un riferimento strategico per la gestione dei rifiuti  Liguri e  per la produzione di CSS ....
 con tutte  le  inevitabili problematiche connesse per la nostra salute ed il nostro ambiente.
Questo territorio ed i suoi abitanti  hanno  già dato tantissimo e non devono  essere  ulteriormente penalizzati ”.