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Visualizzazione post con etichetta Carbon Tracker. Mostra tutti i post
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25 marzo 2021

Carbon Tracker: con le centrali a gas le bollette aumenterebbero.

Tratto da La Repubblica 

Carbon Tracker, con le centrali a gas le bollette aumenterebbero.


I piani di costruzione di nuove centrali a gas in Italia, per una capacità complessiva di 14 gigawatt, potrebbero non solo mettere a rischio gli obiettivi climatici del paese, ma anche far aumentare le bollette degli utenti. Già oggi le fonti rinnovabili producono elettricità allo stesso costo di quelle fossili: nel 2030, si prevede che il costo di produzione delle fossili sarà del 60% superiore. Queste le conclusioni di un nuovo studio pubblicato oggi da Carbon Tracker Initiative, un think tank finanziario indipendente.

L'economia del settore elettrico, secondo la ricerca, ha raggiunto un punto di svolta nel 2019, quando il costo delle tecnologie a zero emissioni è calato sino al punto in cui un portafoglio di rinnovabili in Italia potrebbe produrre energia elettrica allo stesso costo di un nuovo ciclo combinato a gas (CCGT), 67 euro al megawattora.

Tuttavia, si prevede che i costi delle tecnologie a zero emissioni - particolarmente batterie per l'accumulo di elettricità - continueranno a diminuire, mentre le centrali a gas sono esposte alla volatilità dei prezzi del gas e all'aumento del prezzo del carbonio. Entro il 2030, produrre elettricità col gas sarà del 60% più costoso rispetto a un portafoglio di rinnovabili: 75 euro per Megawattora contro 47 euro.

L'Italia si è impegnata a chiudere le ultime centrali a carbone, per una capacità complessiva di 8 gigawatt, entro il 2025. Nel frattempo, le utility prevedono di costruire, nel prossimo decennio, nuove centrali a gas per una capacità complessiva di 14 GW. Ma secondo Carbon Tracker, così facendo i consumatori vedrebbero un aumento in bolletta.


09 settembre 2019

La finanza globale è “bloccata” nelle fonti fossili. Come uscirne?

Tratto da Qualenergia 

La finanza globale è troppo “bloccata” nelle fonti fossili. Come uscirne?

Christine Lagarde propone una nuova strategia della BCE: ridurre gradualmente gli investimenti in carbone, petrolio e gas. Intanto, secondo Carbon Tracker le società petrolifere rischiano di bruciare 2.200 mld di $ in progetti “sbagliati”.

A questo scopo potrebbero essere utilizzate anche le obbligazioni verdi (green bond), il cui mercato annuale nei primi sei mesi del 2019 aveva già superato 100 miliardi di dollari nel mondo, un vero e proprio “botto” rispetto al 2017-2018.

Questa potrebbe essere la nuova strategia della Banca centrale europea, con a capo la francese Christine Lagarde, ex presidente del Fondo monetario internazionale.

Proprio in questi giorni Lagarde ha dichiarato (qui le affermazioni riportate dall’agenzia EurActiv) che occorre eliminare un po’ alla volta i “carbon asset” – gli investimenti nei settori più “sporchi”, come carbone, gas e oro nero – dal portafoglio della Banca centrale, in modo da allineare la finanza agli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti e lotta ai cambiamenti climatici.

A riportare l’attenzione sulla necessità di trasformare i flussi finanziari globali c’è anche il nuovo rapporto di Carbon Tracker (scaricabile qui con registrazione gratuita), Breaking the Habit, che aggiorna il precedente studio uscito nel 2018 sul rischio di stranded asset per le grandi compagnie fossili.

Con stranded asset, ricordiamo, s’intendono quelle infrastrutture destinate letteralmente a “incagliarsi” in uno scenario di crescita economica che punta a contenere ben sotto 2 gradi centigradi l’aumento delle temperature medie terrestri entro fine secolo, come previsto dagli accordi di Parigi.

In altre parole: le aziende oil & gas di tutto il mondo potrebbero perdere svariati miliardi di dollari nei prossimi anni a causa di progetti non più remunerativi, resi inutili/obsoleti dall’espansione delle risorse rinnovabili (eolico, solare, trasporti elettrici e così via).

Perdite che secondo gli ultimi calcoli di Carbon Tracker sarebbero nell’ordine dei 2.200 miliardi di dollari al 2030, una cifra enorme, dovuta all’ostinazione con cui molti colossi petroliferi scommettono sull’estrazione di nuovi idrocarburi, compresi quelli cosiddetti “non convenzionali” perché si trovano negli scisti o nelle sabbie bituminose e richiedono tecniche molto invasive per essere portati alla luce (il fracking ad esempio, la “spaccatura” idraulica delle rocce).Continua qui

18 marzo 2015

Old King Coal è malato - ma non vuole ancora morire

Tratto da Greenreport 
Il carbone in ritirata: ogni nuova centrale ne vengono chiuse o “annullate” due

Carbone 1
Sierra Club, la più grande e influente associazione ambientalista Usa, e CoalSwarm, un network di ricercatori che informa sugli impatti del carbone e sulle alternative a questo combustibile fossile, hanno pubblicato il rapporto Boom and Bust: Tracking The Global Coal Plant Pipeline, che presenta i dettagli di una vasta indagine, realizzata da Christine Shearer, Nicole Ghio, Lauri Myllyvirta e Ted Nace, su tutte le centrali elettriche a carbone che sono state proposte nel mondo dal 2010, comprese tre italiane: Sulcis, Monfalcone e Piombino. Il rapporto rivela che il boom delle centrali a carbone è finito e che l’utilizzo di questo combustibile fossile ad alta intensità di carbonio, ritenuto colpevole in quasi 800.000 morti premature all’anno, è in rapido declino.
Infatti, nel mondo per ogni nuova centrale a carbone che viene costruita ne vengono chiuse o annullate due, con liveli di chiusura significativamente più alti in Europa, Asia meridionale, America Latina e Africa e con punte di chiusura di centrali ed annullamenti di progetti che in India nel 2012 hanno raggiunto i 6 casi per ogni nuova centrale a carbone. Nel 2014 il consumo di carbone è diminuito anche in Cina, anche se l’economia è continuata a crescere del 7,3%. 
Negli Stati Uniti d’America, l’altro grande inquinatore del mondo, sono stati messi fuori gioco o stanno per andare in pensione più di 77.000 megawatt di energia prodotta con il carbone,ma anche qui senza nessun problema per la ripresa economica in corso negli Usa.
John Coequyt, direttore della Federal Climate Campaign di Sierra Club, sottolinea: «Abbiamo notato più volte che il carbone è un investimento rischioso e costoso per chiunque, in particolare per i Paesi in via di sviluppo che sono in prima linea della crisi energetica globale. L’inquinamento derivante da questo combustibile fossile sporco è un problema importante da affrontare per questi Paesi ed i dati di questo nuovo rapporto semplicemente rafforzano  quello che abbiamo sempre detto tutti: bisogna allontanarsi dal carbone ed andare verso le soluzioni energetiche pulite che aspettano solo di essere attuate adesso, alimentando sempre  più il mondo di energia in un modo affidabile, economicamente efficiente e salutare».
Ted Nace, direttore esecutivo di CoalSwarm, ha detto che «La cosa che colpisce è la rapidità con la quale il  clima del business si è rivoltato contro il carbone dal 2012. Dato che questi progetti richiedono grandi spese in conto capitale, sono vulnerabili alla crescente percezione del rischio. Se si guarda alla numero di progetti annullati e accantonati, soprattutto in posti come l’India che stavano progettando un enorme aumento capacità di generazione di energia da carbone, è quasi come se la musica improvvisamente avesse smesso di suonare e tutti si fossero diretti verso le porte».
Lauri Myllyvirta, senior global campaigner di Greenpeace che si occupa di carbone ed inquinamento atmosferico, evidenzia che «Lo spostamento dei nuovi investimenti dalla produzione di energia dal carbone all’energia pulita eviterà decine di migliaia di morti per inquinamento atmosferico ed eliminerà la principale fonte di crescita delle emissioni globali di CO2. Fortunatamente, come dimostra il rapporto Boom and Bust, il cambiamento sta avvenendo molto più velocemente del previsto, prima negli Usa e nell’Ue, quindi in Cina, e ora stiamo vedendo i segnali del raffreddamento degli investimenti nel carbone anche altrove».
Un segnale che arriva anche da uno dei più influenti giornali del mondo, The Guardian, che ha aderito alla campagna di 350.org per il disinvestimento dalle fonti fossili.
Ma Sierra Club, CoalSwarm e Greenpeace ricordano che non basta che l’incantesimo che ha provocato il boom del carbone sia stato svelato e che l’industria più climalterante sia nei guai: «I trends attuali devono accelerare se vogliamo evitare distruzioni climatiche catastrofiche. Mentre il mondo rivolge la sua attenzione ai prossimi negoziati sul clima della COP21 a Parigi, i Paesi devono impegnarsi a porre fine ai sussidi ed alle  politiche che favoriscono il carbone, invece concentrarsi sui tagli alle soluzioni energetiche pulite all’avanguardia che non solo creano posti di lavoro e tutelano la salute pubblica, ma mandano anche in pensione la tecnologia obsoleta ed inquinante che si frappone tra noi ed un significativo accordo globale»
Per finire i ricercatori ricordano che «I dati nel rapporto saranno continuamente aggiornati sul sito Global Coal Plant Tracker».


Tratto da Climatenewsnetwork 

Old King Coal è malato - ma non vuole ancora morire


ByAlex Kirby

La costruzione di centrali elettriche a carbone in gran parte del mondo è in declino, ma la tendenza non è sufficiente per evitare il rischio che i cambiamenti climatici raggiungano livelli pericolosi.

LONDRA, 17 marzo 2015 - Un'indagine globale su tutte le centrali elettriche a carbone proposte negli ultimi cinque anni mostra che solo una su tre di loro è stata effettivamente costruita.
I ricercatori dicono che per ogni nuovo impianto costruito da qualche parte nel mondo, altri due sono stati accantonati o annullati. Dicono che questo tasso è significativamente più alto in Europa, Asia del Sud, America Latina e Africa. 
In India, dal 2012 sei impianti sono stati annullati per ciascuno costruito.


L' Uso del carbone e' stato anche ridotto in modo significativo. In Cina è sceso nel 2014 per la prima volta da 14 anni, mentre l'economia è cresciuta del 7,3%. Dal 2003-2014 la quantità di capacità di generazione a carbone mandata in pensione negli Stati Uniti e nell'Unione europea ha superato la nuova capacità installata del 22%.
Il rapporto dice: "La quantità di nuova capacità di generazione a carbone in cantiere proposta in tutto il mondo è sceso da 1.401 GW nel 2012 a 1.080 GW nel 2014, un calo del 23%"......


Il Mercato del carbone si contrae.....
Ted Nace di CoalSwarm , una rete di ricercatori sugli impatti del carbone e sulle alternative ad esso, ha detto: "La cosa che colpisce è la rapidità con cui il mondo degli affari si è rivoltato contro il carbone dal 2012. Dato che questi progetti richiedono grandi spese in conto capitale, sono vulnerabili all'aumento della percezione di rischio. "
I risultati del rapporto Boom and Bust...,suggeriscono che il mercato del carbone si sta  contraendo , ma gli autori riconoscono che la tendenza dovrà accelerare se il mondo vuole evitare di superare  la soglia concordata a livello internazionale che si ritiene in grado di prevenire cambiamenti climatici pericolosi.

L' Agenzia internazionale per l'energia è tra coloro che stanno avvertendo che, per far in modo che il riscaldamento globale non salga oltre il massimo concordato di 2 ° C rispetto ai livelli pre-industriali, non più di un terzo delle riserve accertate di combustibili fossili può essere bruciato prima del 2050.

Un recente rapporto dell' University College di Londra ha scoperto che, a livello globale, per rimanere all'interno di 2 ° C, l' 82% delle  riserve di carbone devono essere lasciate sotterra, il 49% del  gas e il 33% delle riserve di petrolio. "Questo significa che gli investitori devono valutare la loro esposizione nelle centrali a carbone che sono più a rischio di venire  bloccate  a causa del carbonio, ed evitare di finanziare del tutto eventuali nuove centrali a carbone ."

L' Analisi di Carbon Tracker ha anche identificato i principali rischi finanziari per gli investitori nella  produzione di carbone in tutto il mondo, ................ visto  le previsioni di una domanda in calo per il carbone .
Il Sierra Club e CoalSwarm dicono che, ora l'attenzione si sta concentrando sui negoziati sul clima delle Nazioni Unite a Parigi nel mese di dicembre, e i nuovi progetti di centrali a carbone devono essere totalmente eliminati...... I paesi dovrebbero impegnarsi a porre fine ai sussidi e  alle politiche che favoriscano il carbone e  dovranno concentrarsi invece sull' energia pulita.
Il rapporto dice che non solo è il carbone il modo di produrre energia con più intensità di carbonio della produzione di energia elettrica, ma l'inquinamento da particelle fini che provoca uccide circa 800.000 persone prematuramente ogni anno,....... - Climate News Network

08 aprile 2014

Rimbalzo a gatto morto del carbone ? Quelle centrali a carbone che sono state costruite si sono trasformate in un disastro economico per i loro proprietari.

Tratto da Sustainability

..... Il carbone   è davvero in aumento in Europa?

                  
Jeremy Leggett, fondatore della sede nel Regno Unito Century Solar e presidente della Carbon Tracker | 7 Aprile 2014 

.........Nonostante la leadership per il clima tanto decantata dell' UE, l'uso del carbone per generare energia è apparentemente in aumento.

......'il carbone sta morendo e' l'idea  che si sta diffondendo dai circoli degli attivisti del clima nel cuore di Wall Street e della City di Londra.

Ma le voci della rinascita del carbone sono esagerate? Da una osservazione più dettagliata i fatti mostrano ad investitori ed osservatori che, piuttosto che l'inizio di un mercato toro per il carbone, questo è un rimbalzo a gatto morto per il questo carburante sporco?

.....Ma un esame più attento mostra invece che , per il probabile sviluppo delle tendenze dei prezzi, ed a causa  dei nuovi regolamenti,che il futuro del settore del carbone nell' UE rimane desolante.

 In primo luogo, l'aumento della produzione da carbone è stata di breve durata Secondo i dati Eurostat .....
L'attrattiva del carbone in questo periodo di 18 mesi è stato guidato da fattori a breve termine. Il primo  erano  gli elevati prezzi del gas nell'UE. L'altro era che le utilities americane che hanno troppo carbone che non potevano usare a fronte dell' espansione del gas - hanno tagliato il prezzo sui mercati di esportazione.

Il carbone è stato favorito anche dai prezzi bassi delle emissioni di carbonio. .....Così, poichè  i prezzi del carbonio sono bassi - sono diminuiti del 90% tra il 2008 e il 2013 - il carbone diventa relativamente più attraente per i generatori di energia rispetto al gas.


                       
Ma i prezzi del carbonio sono in aumento. La Commissione europea, gli Stati membri e il Parlamento hanno concordato misure per affrontare la sovrabbondanza dell'offerta nel sistema di scambio di emissioni dell'UE ritardando l'asta di 900 milioni di quote fino al 2019-20. Nei primi due mesi del 2014, i prezzi erano saliti del 40%, a € 7/tonne.

E la Commissione ha piani a lungo termine per sostenere il mercato del carbonio,....... Se approvate, queste misure porteranno ad un prezzo medio del carbonio di 35 € / t di CO2 tra il 2019 e il 2030 , secondo la società di analisi Thomson Reuters Point Carbon.

Un altro fattore è stata l'introduzione, nell' aprile 2013, nel Regno Unito del 'prezzo minimo del carbonio' ​​- effettivamente equivalente ad una  carbon tax di 13 € / t di carbone. Questo ha incoraggiato i generatori del Regno Unito a far lavorare molto le loro centrali a carbone prima che il prezzo minimo fosse  entrato in vigore......... e poi molte vecchie centrali a carbone nel Regno Unito hanno raggiunto il loro limite e avevano chiuso da marzo 2013.


Per quanto riguarda l'enorme ondata di 
nuove centrali a carbone? Si è trasformato in un rivolo. Dei 118 impianti annunciati, solo quattro hanno raggiunto la fase di costruzione, secondo la ricerca dalla European Climate Foundation. E nonostante quelle 19 centrali storiche ormai entrate a regime, in termini netti la capacità a carbone dell'UE è infatti scesa di 19 GW dal 2000.

Quelle centrali a carbone che sono state costruite si sono trasformate in un disastro economico per i loro proprietari.
Vattenfall, EON, RWE e Steag hanno tutte annunciato svalutazioni, di tagliare i dividendi o messo in guardia gli i azionisti circa le perdite legate alle centrali elettriche a carbone. Il nuovo impianto a carbone di Trianel a Lünen , per esempio, non ha nemmeno lavorato durante il fine settimana, mettendo in forse se essa potrà mai recuperare i suoi costi di costruzione.


Poiché le centrali vecchie e nuove di carbone sono ora molto in difficoltà , le utilities si sono  lanciate in  un lobbying frenetico, avvertendo di black-out, a meno che possano ottenere sovvenzioni 'capacity payment' dai contribuenti o contributi per mantenere i loro vecchi, impianti inquinanti aperti.

Tali sovvenzioni sarebbero in contraddizione direttamente lo scopo del prezzo del carbonio. Dovrebbero semplicemente servire a mantenere le centrali a carbone sporco aperte ,centrali che sono in eccedenza rispetto al fabbisogno energetico , avvelenando i cittadini europei , e vanificando gli sforzi per affrontare i cambiamenti climatici. Il carbone non può ancora essere morto nella UE, ma gli investitori stanno vedendo la scritta sul muro ed è tempo che i responsabili politici dell'UE si sveglino ......




Il "rimbalzo del gatto morto" o "Dead Cat Bounce" è una frase che circola negli ambienti del trading da diversi anni e fa il verso a un vecchio proverbio: "anche un gatto morto rimbalza quando cade da una grande altezza."


Rischio 'bolla Carbon' per la stabilità finanziaria, i parlamentari avvertono

Un nuovo rapporto del Comitato per il Controllo Ambientale ha messo in guardia l'eccessiva valutazione delle attività di combustibili fossili potrebbe essere gonfiare una 'bolla di carbonio'
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