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30 aprile 2015

Primo Maggio a Taranto .Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e pensanti "Sempre più combattivi"


Concertone di Taranto, non solo musica: "Giorno di lotta e riscatto"Sul palco Caparezza & Co. Messaggi forti su mafia, lavoro e ambiente. Parco archeologico preso d'assalto: duecentomila spettatori

Primo maggio Taranto 2015: la città in musica per salvare i lavoratori dell'Ilva

Tratto da Repubblica.it 
I MAGGIO A TARANTO

Comitato Cittadini e Lavoratori 

Liberi e pensanti 

 "Sempre più combattivi"

     SI  AI DIRITTI             NO   AI RICATTI


Arrivato alla terza edizione, il concerto del Primo Maggio a Taranto .Creato dal "Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e pensanti", gruppo di operai e cittadini che si è formato a seguito del sequestro degli impianti inquinanti dell'Ilva nel 2012. Obiettivo principale della manifestazione: "Legalità, quale giustizia?".

Cosa è cambiato in questi tre anni nello spirito della manifestazione?
«Rispetto allo spirito combattivo che avevamo nel primo anno, non è cambiato nulla. Anche perché nel corso degli anni la situazione a Taranto non è affatto migliorata, è anzi anche peggiorata: è sufficiente considerare che per l’ennesima volta è stato partorito dal Governo un decreto che il presidente del Consiglio definisce “salva-Ilva” ma noi chiamiamo con il suo vero nome, che è “ammazza-Taranto”».

Qual è il vostro tema per quest’anno?
«Quest’anno metteremo l’accento sui paradossi con i quali il Governo ci costringe a convivere. A cominciare da quello legato alla giustizia: che giustizia si può avere da un governo che stabilisce nuove regole e attraverso queste nuove leggi permette a un’azienda di continuare ad inquinare? L’Ilva continua ad inquinare e a produrre secondo i parametri che sono stati stabiliti prima dai Riva e oggi dal governo che è ne è a tutti gli effetti l’attuale proprietario. Dunque il tema non è la legalità ma capire quale giustizia. Io mi rifaccio a una canzone di Guccini che dice: “Cercavamo giustizia e invece abbiamo trovato una legge”. Il governo e il presidente del Consiglio con le leggi tutelano un’industria che produce veleni .....».

Quali i punti più criticabili del decreto Salva-Ilva?
«Gli investimenti decisi dal governo non riguarderanno la copertura dei parchi minerari, ovvero la fonte più inquinante che abbiamo nel nostro territorio; restano esclusi anche i lavori di sistemazione e ammodernamento degli altiforni; non sarà realizzato il promesso registro tumori; infine, la divisione in “bad” e “new company” renderà impossibili i risarcimenti chiesti attraverso le vertenze avviate dagli operai. I sindacati affrontano il tema solo dal punto di vista occupazionale dei 5 mila lavoratori dell’Ilva, noi invece poniamo l’attenzione su come i 130 mila tarantini che non hanno nulla a che fare con l’Ilva subiscono queste decisioni e si ammalano».

A proposito del concerto, arrivano i Subsonica, torna Caparezza.
«Siamo soddisfatti, anche perché tutti gli artisti oltre a venire gratuitamente aderiscono al nostro manifesto politico. Noi ospitiamo ma non paghiamo i musicisti, paghiamo invece tutti i tecnici e i lavoratori che rendono possibile questa giornata di spettacolo. Siamo anche molto felici di ospitare Marco Travaglio che dal palco ci spiegherà stati partoriti i vari decreti Salva Ilva, avremo Don Palmiro Prisutto che una volta al mese a Gela denuncia i morti di tumore a causa del petrolchimico, e il sindaco di Messina Renato Accorinti, primo oppositore del ponte sullo Stretto. Presenze significative soprattutto se paragonate al nostro sindaco Stefàno e alla Curia tarantina, tutti parte del processo “Ambiente svenduto”».

Leggi l'articolo integrale 

07 dicembre 2012

Alcune news da Taranto :Lunedì 10 dicembre si celebra il 'Funerale di Taranto. Giorgio Assennato: a Taranto effetto Sarajevo...


 Tratto da Giornale di Puglia.com

Ilva: lunedì  10 dicembre si celebra il 'Funerale di Taranto' 


 
TARANTO. Un corteo per celebrare il 'funerale di Taranto'. Lo sta organizzando per lunedì prossimo 10 dicembre il comitato 'Cittadini e lavoratori liberi e pensanti' che protesta contro il decreto legge sull'Ilva. Il corteo 'funebre' partirà da piazza Castello e giungerà a Palazzo di città "per un commosso saluto. Non fiori - osservano gli organizzatori - ma tanta partecipazione". 
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Tratto dal Blog del Comitato per Taranto

Assennato: a Taranto effetto Sarajevo

I tarantini sono «circondati da serbi armati contro di loro». Lo afferma in un'intervista all' Espresso - che ne dà un'anticipazione - il direttore dell' Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell' ambiente Puglia (Arpa), Giorgio Assennato, che parla di un «effetto Sarajevo» in seguito al decreto legge in vigore.
«Questo decreto - dice il dirigente - farà saltare completamente la coesione sociale a Taranto perchè contiene nuovi elementi di frattura fra le istituzioni». «Ci mancava solo il commissario - aggiunge - il premier Monti, i giornali, tutti parlano di "assenza di controlli" negli anni passati. Assenza un cavolo! È dal 2006 che monitoriamo più di quanto saremmo tenuti a fare. I nostri dati sono addirittura più severi di quelli dei pm. Ma noi non siamo che un organo tecnico: la Regione chiede e l'Arpa esegue. Sono le amministrazioni a decidere se dare retta ai nostri consigli oppure no. E l'arrivo del garante è un altro colpo alla credibilità della nostra agenzia».

Il problema - rileva Assennato - è «nelle decisioni politiche. 

Noi dell'Arpa diciamo dal 2008 che gli impianti dell'Ilva emettono nell'aria quantità eccessive di un sicuro cancerogeno, il benzo(a)pirene. Lo rileviamo ogni giorno con sette centraline. Ma nell'agosto del 2010 il Parlamento ha approvato una legge che rimanda al 2013 il rispetto dei limiti per questo inquinante. 
 Cosa possiamo fare noi? 
 Solo raccogliere dati, per dare a chi decide una pistola fumante contro l'azienda.
 Nel rilasciare un'autorizzazione ambientale - afferma - non si considera mai l'impatto sanitario della produzione, ma solo il rispetto di alcune soglie di emissione.  
Sull'Ilva la magistratura ha provato che esiste un pericolo attuale e permanente per la salute delle persone. Per risponderle non è sufficiente quindi firmare una nuova Aia, che si basa solo sui limiti di legge: bisogna dimostrare che non esiste un rischio sanitario per gli abitanti di Taranto. 
Il ministero - conclude - avrebbe potuto e dovuto riprendere in mano la questione ad agosto, quando glielo chiesi io stesso. In quel caso l'Arpa avrebbe avuto tempo per definire la tipologia di produzione più nociva e stabilirne i limiti, basandosi  sulle conseguenze per i cittadini, non su dei parametri teorici».
 
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STRALCIO da Peacelink

Non e' il momento di proporre dall'alto soluzioni di poche righe........

Questo e' il momento di difendere la Costituzione violata e di sostenere tutti i comitati italiani che si battono per la salute e le loro citta'

6 dicembre 2012 - Alessandro Marescotti (Presidente di Peacelink) 

....... Mi limito solo a sottolineare che l'area a caldo - lo dimostra l'esperienza di Genova - e' incompatibile con la presenza di una centro abitato a poca distanza. Sono proprio autorevoli studi scientifici e le stesse perizie della magistratura che rendono quanto mai azzardato sostenere una proposta di "ritorno all'acciaio" come la tua. Non e' tecnicamente fattibile e non ci sono i margini economici per fare una simile operazione.
 L'area a caldo viene chiusa ovunque nel mondo civile se essa e' accanto alle case.
Ci sono cose che prima o poi vanno fatte e lo stesso Regio decreto del 1934 - bada bene - imponeva di confinare le industrie insalubri (fra cui classificava quelle di produzione di ghisa e acciaio) isolate nelle campagne e lontane dai centri abitati.


Negli anni del boom economico - e non solo a Taranto - si sono fatte scelte assurde che oggi vanno radicalmente riviste. Nazionalizzare non basta e non serve. Un errore rimane un errore, anche se nazionalizzi.

A te, di cui apprezzo lo slancio sincero, e al tuo movimento chiedo di sostenere la nostra lotta per dare a Taranto un futuro completamente diverso, senza ciminiere e senza veleni, bonificando ambientalmente e moralmente una citta martoriata dai veleni e dalla malapolitica.
 

Questo e' il momento di lanciare una grande campagna nazionale perche' il decreto Monti-Clini-Napolitano sull'Ilva di Taranto non venga convertito il legge in quanto intende fermare non solo la Procura di Taranto ma tutte le procure d'Italia che indagano sui disastri ambientali e possono porre sotto sequestro impianti pericolosi per la salute pubblica.

Questo e' il momento di difendere la Costituzione violata e di sostenere tutti i comitati italiani che si battono per la salute e le loro citta'.  

Un decreto che tolga alla magistratura il potere di sequestrare e bloccate impianti cancerogeni e velenosi e' li', in Parlamento. Va bloccato.
 Subito. In nome del diritto alla vita e alla salute. In nome delle speranze e delle proposte dell'Italia pulita, moralmente pulita.....

Articolo di  Alessandro Marescotti tratto da Peacelink