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22 maggio 2013

Addio Don Gallo,Continueremo la nostra, la tua battaglia.

 Riceviamo dalla Libreria UBIK
 Addio Don Gallo, prete di strada, servo degli ultimi.
Ti eri battuto con noi contro il carbone.
Continueremo la nostra, la tua battaglia.
Con le tue parole: “i nuovi Partigiani 
quelli che si battono contro la centrale 
a carbone di Vado Ligure!"
 
Don Andrea Gallo un anno fa alla Libreria Ubik aveva fatto dichiarazioni contro l'ampliamento della centrale a carbone di Savona,"un progetto dai dannosi effetti su persone e ambiente che viene imposto alla comunità, contro il volere dei cittadini e delle istituzioni".
Don Gallo aveva terminato l'incontro dicendo:
"Volete sapere chi sono i nuovi partigiani a Savona?
Sono quelli che si battono contro la centrale a carbone di Vado Ligure!"


Già nella prefazione del libro “All' ombra delle Ciminiere” di
Giovanni Borrello, Don Gallo aveva scritto:“Sto seguendo il movimento che combatte contro il carbone della centrale di Savona. 
Per chi mi chiede aiuto, io sono pronto a servire, quindi in questo momento sono con i cittadini e i comitati contro il raddoppio della centrale.
A me sembra fondamentale una presa di coscienza dal basso,attraverso una trasparenza totale, per organizzarsi e snidare quei determinati interessi economici che proliferano a danno dell’ambiente e delle persone.
 Solo i movimenti come quello savonese ne possono prendere coscienza e tentare l’unica strada percorribile...”.

Vedi il video di "Che tempo che fa" di Fabio Fazio dove
Don Gallo si dichiara vicino ai comitati savonesi
contro la centrale a carbone (all'inizio):
http://www.youtube.com/watch?v=dEQeJM3Hhzw

12 settembre 2012

1)Ilva Taranto, quasi 100 morti l’anno per l’aria inquinata 2)LAVORARE PER VIVERE E NON PER MORIRE… DON ANDREA GALLO,


Tratto  da Ecologiae                                                  

Ilva Taranto, quasi 100 morti l’anno per l’aria inquinata

Il Gip Patrizia Todisco ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale ha deciso la chiusura dello stabilimento Ilva di Taranto finché non verranno apportate migliorie che lo renderanno più salubre. La motivazione principale per cui ha preso quella decisione è che l’acciaieria di fatto sta “ammazzando” i tarantini. Secondo le ultime stime infatti, ogni anno nel capoluogo pugliese si registrano una media di 83 morti legati allo stabilimento, che salgono a 91 nei rioni Tamburi, Paolo VI e Borgo che sono più vicini alla fabbrica.

Che l’aria fosse inquinata, questo ormai lo sapevano anche le pietre. E che a Taranto si morisse di neoplasie polmonari ed altre malattie delle vie respiratorie causate dall’Ilva pure. Ma nonostante questo, era l’unica fonte di lavoro per metà della popolazione, indotto compreso, e si sopportava. Ad aggravare la situazione c’è che ai quasi 500 decessi che si possono attribuire all’aria inquinata, vi si devono aggiungere una media di 648 casi di ricovero l’anno per cause cardio-respiratorie, sempre collegate ai fumi dell’Ilva.

Come dire che o si muore o si vive male.

A pagare il prezzo più alto, come si sa, sono i bambini. Oltre al fatto che Taranto ha una media di leucemie infantili doppia rispetto al resto d’Europa, è stato registrato un “effetto statisticamente significativo per i ricoveri ospedalieri per cause respiratorie” nei bambini al di sotto dei 14 anni. 
Per non parlare degli ex lavoratori dell’Ilva che dopo aver inalato per decenni i fumi (l’azienda ha cominciato a funzionare negli anni ’70) hanno fatto registrare dei livelli record di tumore.
Il record infatti è stato quello di tumore della pleura con un +135% rispetto alla media nazionale, come quello all’encefalo (+111%) o allo stomaco, tutti più del doppio rispetto al normale. Ma non dimentichiamo che l’Ilva è ritenuta responsabile di una serie di neoplasie impressionante come quelle alla prostata o alla vescica, ed altre altre patologie neurologiche.
Si spiega così dunque la sentenza di chiusura dell’impianto, e di fronte a questi numeri siamo curiosi di vedere se ci sarà ancora un politico che spinge per la riapertura senza che la situazione ambientale cambi di una virgola.

Tratto da Peacelink

LAVORARE PER VIVERE E NON PER MORIRE
DON ANDREA GALLO, PER NON DIMENTICARE.

23 aprile 2012

Don Gallo :"I nuovi partigiani combattono il carbone"




Tratto da Trucioli Savonesi 
La tesi di Davide Pesce presentata all'esame orale da giornalista professionista superato venerdì 16 marzo 2012




“Volete sapere chi sono i nuovi partigiani a Savona? Sono quelli che si battono contro la centrale a carbone di Vado Ligure!”
La frase senza ambiguità, pronunciata da don Andrea Gallo, proprio in una città medaglia d’oro per la Resistenza ha scatenato polemiche e reazioni a catena.
Dall’immigrati clandestini, alle prostitute, perché un “prete comunista” come si definisce lui stesso, adesso scende in campo in modo così polemicamente violento su un tema delicato e controverso che tiene banco nella vita dei savonesi da almeno 40 anni?


 In Italia sono attive 13 centrali a carbone sparse in 8 regioni e ben 3 di queste 13 sono in Liguria: una a La Spezia, una a Genova (che fra cinque anni verrà dismessa) ed una nel Savonese a Vado, più potente di quelle di Genova e La Spezia messe assieme ed in assoluto l’impianto più potente di tutto il Nord-Italia, unico nel suo genere, poiché è costruito in pieno centro abitato, una vera e propria centrale in città.
La proprietà della centrale è di Tirreno Power che oggi è uno dei principali produttori di energia elettrica del Paese ed è presente sul territorio nazionale con le centrali termoelettriche di Civitavecchia e di Napoli....

Le centrali di Napoli e Civitavecchia economicamente non sono in perdita, tutt’altro, ed il carbone è totalmente assente.
Semplicemente produrre energia col carbone anche se è molto più inquinante, costa di meno e quindi comporta maggiori profitti, di qui la predilezione dei produttori per il carbone.
Tirreno Power, addirittura, ha cercato anche altrove di costruire impianti a carbone, ma ha trovato sulla propria strada politici locali che hanno innalzato barricate, sostenuti da popolazione e ambientalisti.

A Vado Ligure, accanto ad un moderno impianto a metano da 800 megawatt, entrato in funzione nel 2007, sono attive due unità a carbone, ciascuna da 330 megawatt, per un totale di 660 megawatt, che sono un vero e proprio esempio di archeologia industriale: i due gruppi sono in servizio dal lontano 1971. Hanno cioè “festeggiato” i 40 anni ed hanno ancora pochi anni di vita davanti perchè stanno letteralmente cadendo a pezzi, inquinano moltissimo e da almeno cinque anni funzionano senza l’obbligatoria AIA (Autorizzazione Ambientale Integrata), la cui concessione è vincolata obbligatoriamente all’impiego delle BAT (migliori tecnologie disponibili), attuabili solo con il totale rifacimento dei gruppi esistenti.
Tirreno Power ha però collegato la ristrutturazione dei gruppi esistenti alla costruzione di un nuovo gruppo a carbone da 460 mw, che si andrebbe ad unire ai 660 mw esistenti, per un totale di 1.120 mw.
Unitiperlasalute un comitato di cittadini, coadiuvato da un team di avvocati e avvalendosi di perizie giurate e studi scientifici, ha presentato alla Procura della Repubblica di Savona un esposto...

Alcuni dati oggettivi che emergono sono davvero stupefacenti: la centrale produce ogni anno ben il quintuplo del fabbisogno energetico dell’intera provincia di Savona ed ogni giorno sono bruciate, secondo l’ingegner Prelati della Tirreno Power, ben 5.000 tonnellate di carbone, per un totale di 1.825.000 tonnellate di carbone all’anno.
Il processo combustivo del carbone riversa nell’ambiente, per un raggio di oltre 50 km, cospicue quantità di agenti inquinanti, che, favoriti dai venti, frequenti in Liguria, ricadono in acqua, nell’aria e nel suolo.
Una centrale a carbone emette sostanze ad attività cancerogena per l’uomo in quantità enorme: arsenico, cromo, mercurio, cobalto, radon (presente nelle ceneri del carbone e considerato la seconda causa di morte del cancro al polmone dopo il fumo), benzene, diossine, polveri sottili. Sostanze che sono le principali responsabili di neoplasie, infarti, ictus, emorragie cerebrali.
Ma non è tutto. Diciamo è solo una parte. Il problema sono le polveri sottili, le cosiddette pm 2,5 (quelle sotto i 2,5 micron); si tratta di polveri frutto della combustione del carbone che non riescono ad essere abbattute da nessun filtro, neppure da quelli di ultima generazione e che veleggiano nell’atmosfera a distanze anche superiori ai 50 km. Sono polveri più pericolose di quelle grossolane, poiché passano indisturbate la barriera emato-polmonare, col risultato così di provocare ancora maggiori casi di malattie trombotiche (infarti ed ictus), nonché tumorali.
Non sono quindi le macropolveri sollevate per il vento dai depositi di carbone (che non sono neppure oggi, dopo 40 anni di attività, coperti leggi qui) il maggior pericolo per la salute dei cittadini, semmai lo sono per i poggioli e i davanzali, con relativa biancheria stesa, come succedeva anni fa quando i filtri delle ciminiere liberavano il particolato più grossolano (PTS). Ora invece i filtri lasciano passare le polveri più sottili possibili, le quali, a differenza delle loro antenate, non vanno a cozzare contro le difese delle nostre vie respiratorie e i filtri degli alveoli polmonari, ma, penetrano in essi per andare a minare all’interno, “sottilmente”, subdolamente la salute dell’organismo.
Il progetto della comunità europea Externe ha dimostrato che il costo di produzione di elettricità dal carbone e dall’olio combustibile raddoppierebbe se fossero conteggiati i costi esterni, come i danni all’ambiente, la mortalità e soprattutto la morbilità (il rapporto tra il numero di giornate di assenza dal lavoro per malattia e il numero di giornate lavorative previste), corrispondenti a circa 140 milioni di euro ogni anno, gravanti quasi interamente sulla comunità del Savonese e della Val Bormida.
Il risparmio attuato rispetto alla produzione col metano risulta vanificato da questo studio; il problema è che i danni dell’inquinamento non ricadono su chi produce energia elettrica, ma sull’intera collettività.
A pagare sono sempre i cittadini: in Provincia di Savona, fra il 1988 ed il 2004, la mortalità dell’intera provincia è risultata significativamente più elevata rispetto alla media regionale in entrambi i sessi, con un eccesso di circa 3.000 decessi
 Non dobbiamo stupirci quindi se don Gallo, salesiano, prete degli ultimi, dei perdenti, quelli che convivono quotidianamente con la sofferenza, ispirato dalla predicazione di don Milani, a quasi 84 anni, dall’angiporto di Genova sia andato a Savona per tuonare contro chi avvelena per profitto la gente indifesa. Industriali e politici legati al carrozzone dell’occupazione a tutti i costi anche a dispetto della salute, non hanno gradito ed hanno replicato di sofismi. 
Don Gallo è andato avanti di randello, ma il carbone, scortato da politici zelanti, anche.


versione in pdf

Leggi anche

1) Don Gallo: è uno scontro tra economia e democrazia 

Tratto da" La Stampa di oggi"


"Caro Di Tullio è uno scontro tra economia e democrazia".

Caro di Tullio considero valida la risposta di Stefano Milano (leggi )della libreria Ubik. La ritengo esaustiva.

Tuttavia ,considero sempre valido il confronto,l'ascolto reciproco.Pertanto sarebbe importante un' assemblea aperta a te,al Pd e a chiunque voglia scegliere da che parte stare.

Il virus del fascismo è nuovamente in libera uscita.
Non escluderei i tecnici,gli esperti ,i medici e i 8 Comuni della provincia savonese.

LO SCONTRO E' TRA ECONOMIA E DEMOCRAZIA(RISPETTARE I DIRITTI ESSENZIALI DEI CITTADINI E LA SALUTE HA LA PRIORITA'.Art 3 Costituzione Repubblicana:E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli....).

Tanti saluti.

DON ANDREA GALLO

2)"LETTERA ai GIORNALI del Comitato Spotorno-Noli


   Ecco,sì, siamo partigiani, come ha detto don Gallo, partigiani di un'idea di sviluppo che considera le alternative reali, verso le quali si sta orientando il mondo col fine di rispettare veramente l'ambiente e la salute degli stessi lavoratori, con la previsione addirittura di un aumento dell'occupazione; siamo partigiani perché stiamo dalla parte della salute collettiva, perché ci opponiamo al degrado  di un territorio che non appartiene solo a noi, ma anche alle  future  generazioni.
  1° marzo 2012
                                                           
 Comitato "Ambiente e Salute" di Spotorno-Noli

 _______________

Leggi anche su QualEnergia

Uno stop del Consiglio di Stato alla centrale a carbone di Porto Tolle


Venerdì 20 aprile è stata emessa la sentenza dalla Sesta sezione del Consiglio di Stato, che respinge per inammissibilità il ricorso con cui la Regione Veneto ha chiesto di revocare la sentenza dello stesso Consiglio di Stato del 17 maggio 2011. 
  
Con quel pronunciamento fu dichiarato illegittimo il decreto del ministero dell'Ambiente che stabiliva la compatibilità ambientale del progetto Enel di conversione a carbone della centrale termoelettrica a olio combustibile di Porto Tolle, in provincia di Rovigo (Qualenergia.it, Il soccorso della manovra al carbone di Porto Tolle - Porto Tolle, priorità strategica, ma solo per Zaia ed Enel).

26 marzo 2012

A chi serve il carbone?"Quali interessi dietro la centrale a carbone?"

 Tratto da Savona News

A chi serve il carbone?

Oggi sul Secolo XIX è chiaramente spiegato quanto ci serva l'ampliamento della centrale di Vado Ligure, con un gruppo per altri 460 MW a carbone. Appare quanto mai attuale evidenziare quanto è scritto sul manifesto con la foto di don Gallo "Quali interessi dietro la centrale a carbone?"

L’Italia scopre di produrre troppa energia. Consumi a picco e boom delle rinnovabili: oggi l’eccedenza supera il 20%.
Recessione e rinnovabili. Se negli ultimi dieci anni e nei prossimi dieci il mercato elettrico italiano è molto cambiato e molto ancora cambierà lo si deve a questi fenomeni. La recessione ha ridotto i consumi, trascinando il sistema in una spirale di over capacity di produzione dalla quale, stando alle previsioni, l’Italia non ne sarà uscita definitivamente nemmeno nel 2021.
L’exploit delle rinnovabili, invece, non ha solo implicazioni positive per l’ambiente, ma sta costringendo il parco italiano di impianti termoelettrici a dotarsi di nuove forme di flessibilità rese possibili dalla tecnologia e da nuovi modelli di organizzazione aziendale.
Recessione. Nel decennio 1997 2007 la richiesta di energia in rete in Italia è salita da 270 Terawatt ora a 340 Twh, facendo registrare un incremento del 25%. Nel 2009 la crisi ha preso forma più che concreta, facendo crollare i consumia 320 Twh,
con un calo nell’ordine del 7% rispetto al 2008, la peggiore contrazione degli ultimi 40 anni. Il 2010 è stato l’anno di una modesta ripresa, con 330 Twh e un +3% rispetto all’anno precedente.............

Quando ancora la recessione non era prevedibile tutti i gruppi industriali hanno avviato una corsa alla costruzione di nuovi impianti, perlopiù a ciclo combinato a gas, che per la lentezza delle procedure autorizzative e l’irrinunciabilità dei programmi impostati non ha potuto essere stoppata nemmeno quando la crisi si è manifestata.
Morale: oggi il parco di produzione italiano ha una potenza teorica totale di oltre 100.000 Megawatt installati (rinnovabili incluse), ma nel giorno di punta del 2011 le richieste in rete si sono fermate a 54.000 Mw. 
Al netto di fattori tecnici (alla potenza teorica vanno sottratti un certo numero di Mw in considerazione dei fermi per manutenzione e dei guasti), il sistema evidenzia una eccedenza di capacità produttiva pari al 25%, destinata a ridursi sono parzialmente nel prossimo decennio, quando le stime parlano di domande di punta a 69.000 73.000Mw.
Leggi tutto su Savona news
di Gilda Ferrari da Il Secolo XIX

06 marzo 2012

Lucio Dalla, un amico dell’Ambiente e dell’Ecologia,,,, L'ultima canzone per la comunita'di Don Gallo

Lucio Dalla visto  da Milo Manara

Tratto da Ecologiae

 Omaggio a Lucio Dalla, un amico dell’Ambiente e dell’Ecologia

La morte di Lucio Dalla è stata per tutti un grande lutto, una sofferenza perché con lui se ne va un pezzo della musica italiana, di quella vera, fatta con il cuore; ma anche un uomo sensibile, umile e generoso; un uomo che spesso si è battuto per le cause ambientaliste, a difesa della natura e del territorio: un concerto contro le trivelle nelle isole Tremiti, sua patria d’adozione, era in programma ad agosto. Lucio non potrà esibirsi, ma le sue idee e la sua grinta possono continuare a combattere contro gli scempi di uno dei più bei paesaggi naturali del nostro Paese.
Come per i grandi artisti, solo dopo la morte si vengono a scoprire i lati più intimi, più umani, più generosi. Così, veniamo a sapere del grande impegno che Lucio Dalla aveva per l’ambiente e l’ecologia, un impegno che spesso non ha fatto notizia perché quando si fanno le cose con il cuore non serve pubblicità: sono le convinzioni profonde a motivare gli animi nobili, non il resoconto economico o la notorietà che ne può scaturire. Il suo nome è a fianco della LIPU nel 1997 quando scrive la canzone “Le rondini” in sostegno della campagna a salvaguardia degli uccelli che annunciano la primavera; è con il Wwf nel 2005 nell’asta di beneficenza per raccogliere fondi per l’Oasi Ghirardi, sull’appennino parmense. Lucio ad ottobre aveva sostenuto la campagna FAI “Ricordati di salvare l’Italia” con concerti il cui ricavato è stato devoluto interamente alla salvaguardia del patrimonio artistico e ambientale. Veniamo a scoprire anche il calendario futuro dei suoi impegni: un concerto a maggio per salvare il parco del Ticino, ad agosto per fermare le trivelle nelle isole Tremiti. E poi ci sono le sue canzoni che parlano di amore per la natura, per il futuro......  
Ciao, Lucio.

Tratto da Ansa

Lucio Dalla: ultima canzone per la comunita'di Don Gallo

 (ANSA) - GENOVA, 5 MAR - ''Lucio Dalla ha inciso la sua ultima canzone dieci giorni fa e questa canzone sara' nel cd con altri brani di cantautori italiani'' destinato alla Comunita' di San Benedetto al Porto di don Gallo. E' stato lo stesso prete a riferirlo stamani a margine della conferenza stampa di presentazione di un accordo tra tribunale dei Minori di Genova e associazione Libera. ..... (ANSA).

03 marzo 2012

1) Don Gallo: è uno scontro tra economia e democrazia 2)"LETTERA ai GIORNALI del Comitato Spotorno-Noli


Tratto da" La Stampa di oggi"


"Caro Di Tullio è uno scontro tra economia e democrazia".

Caro di Tullio considero valida la risposta di Stefano Milano (leggi )della libreria Ubik. La ritengo esaustiva.

Tuttavia ,considero sempre valido il confronto,l'ascolto reciproco.Pertanto sarebbe importante un' assemblea aperta a te,al Pd e a chiunque voglia scegliere da che parte stare.

Il virus del fascismo è nuovamente in libera uscita.

Non escluderei i tecnici,gli esperti ,i medici e i 8 Comuni della provincia savonese.

LO SCONTRO E' TRA ECONOMIA E DEMOCRAZIA(RISPETTARE I DIRITTI ESSENZIALI DEI CITTADINI E LA SALUTE HA LA PRIORITA'.Art 3 Costituzione Repubblicana:E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli....).

Tanti saluti.



DON ANDREA GALLO
Riceviamo e pubblichiamo  la lettera del Comitato  Spotorno Noli- pubblicata integralmente su "La Stampa "di oggi
Spett.le REDAZIONE,
 da giorni si leggono su "LA STAMPA" dichiarazioni e commenti in merito al problema dell'occupazione nel Savonese, che viene inevitabilmente collegato con quello del potenziamento della Centrale di Vado-Quiliano. Addirittura si usano le comprensibili preoccupazioni dei disoccupati  presenti o prevedibili, per rievocazioni e deduzioni non riferibili a quanto detto da don Gallo sui nuovi partigiani, in lotta contro il carbone.
In una situazione ambientale critica come la nostra, ammessa anche da autorevoli rappresentanti delle Istituzioni, documentata da dati ed evidenze, con gli allarmi sanitari dell'Ordine dei Medici, stupisce che si torni a parlare di interventi sui vecchi gruppi a carbone per “ulteriori” miglioramenti ambientali, di monitoraggi e studi epidemiologici: essi da tempo avrebbero dovuto essere condotti in modo completo e serio perché i Cittadini potessero conoscere la reale qualità dell'ambiente in cui vivono, dell'aria che respirano da 40 anni, non ancora, ad oggi, chiarita.
Gli interventi di cui si parla sono tutti espressione di una presunta volontà di salvaguardia dell'ambiente e della salute, perché, certo, ambiente e salute non possono non interessare e non sia mai che gli Enti preposti alla loro tutela li sacrifichino ad esigenze di occupazione o addirittura di mercato...
Ma molte sottili considerazioni che girano in questi giorni, le esperienze passate e lo sconcertante iter di questa vicenda ci inducono a non esserne così sicuri e a unirci al coro di chi manifesta viva preoccupazione per l'avvenire  del nostro territorio.
  Chi difende a spada tratta la combustione dell'attuale e del futuro  carbone dovrebbe rispondere con altrettanta passione a qualche domanda, doverosa per il tipo di valori in gioco, salute, ambiente ed  anche economia che riguardano beni di tutti:

-  gli elevati tassi standardizzati di mortalità che in provincia di Savona supera la media nazionale e regionale, risalenti a fonti ufficiali, sono forse
    stati collegati, negli  anni, ad un adeguato e pubblico monitoraggio ambientale per stabilire la verità sui rischi sanitari? Sono forse  stati  smentiti?
- I vecchi gruppi hanno o non hanno l'obbligatoria Autorizzazione Integrata Ambientale, sono o no adeguati alle normative nazionali e comunitarie sulle emissioni?   
E i Sindaci locali, chiamati in causa addirittura come coloro che frenano, con le loro titubanze, iniziative di sviluppo, non corrono invece il rischio di frenare doverose iniziative di precauzione e tutela  con posizioni possibiliste quando è più che mai urgente decidere da che parte stare, specie se si hanno responsabilità di tutela? Crediamo non sia più il tempo di prescrizioni e compensazioni, sul copione di qualcosa già visto e che ci ha lasciato sempre senza risposte. Le più positive compensazioni, quand'anche avverabili, non possono permettere un baratto tra lavoro e salute. Lo stesso abbattimento del 1°gruppo che avverrà fra 6 anni (!),( del 2°,fra 9!!) e la sua ricostruzione ancora a carbone, ci rendono molto perplessi sul proseguo dei tempi di funzionamento e non sono garanzie accettabili di  "miglioramento ambientale" : intanto, su  tali vecchi gruppi vengono esaltati ora interventi (v. La Stampa di domenica scorsa) che avrebbero dovuto essere attivati da tempo per legge,  mentre sembrano molto 
difficili ulteriori miglioramenti proprio a causa della loro obsolescenza.
    Inoltre, le più moderne tecnologie, applicate al nuovo gruppo e a quelli rifatti, sono in grado di trattenere, con filtri che non esistono, la grande percentuale di polveri fini e ultrafini, dalle PM 2,5 fino alle 0,1, penetranti e correlate, secondo la letteratura medica, a patologie tumorali,cardio e cerebrovascolari? Se, col potenziamento, aumenta la quantità di carbone bruciato, è inevitabile il loro aumento e la conseguente impossibilità di migliorare l'ambiente, come è stato dimostrato dalla Perizia tecnica dello Studio Terra, mai contestata.
- L'Arpal, il 9 febbraio scorso, in un incontro pubblico presso il Comune di Noli, ha dichiarato di non avere mai avuto l'incarico dalla Provincia di Savona di misurare gli inquinanti della Centrale in questione. Quali risposte hanno quindi avuto i Cittadini dalle Istituzioni in tutti questi anni in merito alle effettive emissioni della Centrale? Leggiamo che Tirreno Power ancora nel novembre scorso dichiara in un documento di risposta al Ministero, di misurare le PTS, cioè le polveri più grossolane per le quali esistono i filtri, mentre il DM.60, già dal 2002 imponeva la misurazione delle PM10 che, insieme a quelle fini,  portate dai venti, hanno un raggio di ricaduta di circa 50 Km. cioè l'intera  provincia. Abbiamo sentito parlare di una previsione di riduzione del 60% delle emissioni, ma il 60% di quali, di quelle  grossolane che possono essere filtrate o di quelle reali, non filtrabili: forse non esistono perché non si vedono e non si misurano?

   A quegli Esponenti  sindacali che tanto difendono i posti di lavoro bisognerebbe chiedere se usano lo stesso zelo per difendere le migliaia di posti che si continueranno a perdere nel settore agroalimentare, ittico e turistico, quest'ultimo voce  economica primaria dell'intera costa e ci risulta che la Liguria sia una regione a prevalente vocazione turistica: 3 centrali a carbone più una cokeria su un territorio così limitato è un caso unico in Italia e sembra loro un esempio di sviluppo sostenibile? E così pure una centrale in città come quella di Vado e in zona densamente popolata che si vuole ampliare  a carbone è conciliabile con l'offerta turistica dei vicini centri balneari?
          Ed inoltre, chi si prende la responsabilità di assicurarci che nel nuovo gruppo non verrà bruciato CDR, il combustibile da rifiuti, possibilità prevista nelle centrali a carbone dal Piano Provinciale dei rifiuti? Non abbiamo ragione di allarmarci davanti alla prospettiva di aggiungere alle sostanze tossiche della combustione del carbone, diossine e altri pericolosi inquinanti?
   E' sostenibile, che per il guadagno di pochi privati, la collettività debba pagare  costi altissimi per conseguenze all'ambiente, alla salute, agli ecosistemi, al clima, all'economia ? Per sanzioni che già stanno arrivando a causa delle emissioni di CO2 non in linea con gli impegni di riduzione sottoscritti dall'Italia e per i mancati adeguamenti alle BAT'? E' sostenibile, visto che esistono alternative meno impattanti sull'ambiente?

   Ecco,sì, siamo partigiani, come ha detto don Gallo, partigiani di un'idea di sviluppo che considera le alternative reali, verso le quali si sta orientando il mondo col fine di rispettare veramente l'ambiente e la salute degli stessi lavoratori, con la previsione addirittura di un aumento dell'occupazione; siamo partigiani perché stiamo dalla parte della salute collettiva, perché ci opponiamo al degrado  di un territorio che non appartiene solo a noi, ma anche alle  future  generazioni.
  1° marzo 2012
                                                           
 Comitato "Ambiente e Salute" di Spotorno-Noli

29 febbraio 2012

Don Gallo.L’antifascismo di oggi: diritti, confronto, bene comune

 Riceviamo e Pubblichiamo da Giovanni Durante.

Un saluto a tutti,
sono Giovanni Durante, presidente provinciale dell'Arci savonese, e scrivo a voi tutti quali parti interessate, a vario titolo, alla vicenda riguardante il progetto d'ampliamento a carbone della centrale Tirreno Power di Vado Ligure.
Vi allego, per correttezza d'informazione, l'accorata lettera che Livio Di Tullio, segretario provinciale del PD, scrive a Don Andrea Gallo, ed oggi pubblicata sui quotidiani locali.(Leggi su IVG)
La lettera, dal taglio molto personale è tuttavia un "sottile" intervento politico. Livio, bisogna riconoscerlo, è prima di tutto un politico astuto ed esperto.

La sua lettera "lancia" lo sciopero savonese dell'industria di domani come la vera risposta "antifascista" ai bisogni dei lavoratori della nostra provincia, ma soprattutto il sostegno "obtorto collo" alla realizzazione di tre nuovi gruppi a carbone a Vado Ligure-Quiliano come la soluzione ai problemi occupazionali del nostro territorio.
In questo periodo drammatico, dal punto di vista occupazionale diventa -purtroppo- una tentazione irresistibile "incanalare" la disperazione di chi perde il lavoro per sostenere gli interessi dell'azienda Tirreno Power, azienda che ovviamente non può e non potrà assolutamente risolvere i problemi (come sappiamo tutti..) occupazionali della nostra provincia, oggi appunto davvero drammatici.

Don Andrea Gallo ha affermato che i "nuovi partigiani" sono da ricercare tra coloro che si battono contro un futuro di inquinamento pesante e mortifero proveniente da una centrale a carbone che inquinerà, se verrà ampliata, per i prossimi 40-50 anni le nostre comunità e le nostre vite.

Don Andrea Gallo mi pare che in questo modo non intenda dare dei fascisti agli "altri" (come attacca invece Livio Di Tullio), ma riconosce in chi si batte in modo disinteressato contro enormi interessi economici, contro la concentrazione di poteri politici-finanziari e lobbistici, lo spirito impavido di Davide contro Golia, del "partigiano", di chi si schiera per verità e giustizia, ricercandole quotidianamente nello studio e nella ricerca, attraverso il diritto, il rispetto della legge, la scienza, la razionalità.
I valori della Resistenza e della Costituzione vanno attualizzati, non possono essere cristallizzati solo alle forme del fascismo conosciute nel passato, ma imparare a  riconoscere nella vita sociale, economica e politica di oggi i rischi concreti di arretramento della democrazia reale del nostro paese e delle nostre comunità.
Il parallelismo (come se fosse scritto da Calamandrei..) tra gli scioperi del 1° marzo 1944 e quello di domani mi sembra dunque forzato e ingiusto.

Da noi, nel savonese, pare evidente chi usa con forza la "pressione" politica, sociale  ed economica per promuovere interessi di parte, contro il volere della maggioranza dei cittadini.
Le amministrazioni comunali interessate sono state, anche ultimamente, pesantemente attaccate, i sindaci eletti democraticamente dai cittadini sono quotidianamente sotto assedio (ed oggettivamente, mi pare, persino intimoriti), indicati come i responsabili di una crisi industriale ed economica perchè si battono contro l'attacco speculativo al territorio e all'ambiente. Mentre i responsabili di questa crisi globalizzata sono da ricercare altrove...
 
Molte delle persone che ho conosciuto in questi mesi e anni che lottano tenacemente contro un futuro a carbone delle nostre comunità sono persone miti, sinceramente democratiche, rispettose della Costituzione e delle Leggi della Repubblica.
Molti di loro hanno parenti che hanno fatto la Resistenza, un passato prossimo d'impegno politico a sinistra, proveniente in molti casi dalla storia del PCI, oggi molti sono elettori del PD, di Rifondazione Comunista o di SinistraEcologiaLibertà.
Tutti quelli che ho conosciuto hanno grande, grandissimo rispetto per i lavoratori, in primis per quelli che lavorano in centrale a Vado.
Ma proprio  per questo tutte queste persone impegnate nei movimenti, nelle associazioni, imputano alla politica e alle istituzioni il dovere di tutelare "tutti" i cittadini, applicando prima di tutto le leggi a protezione delle popolazioni, queste persone si aspettano quello slancio democratico e costituzionale da chi dovrebbe rappresentarli.

Queste persone, e sono davvero tante, ogni giorno di più, si sentono tradite dai partiti politici locali e dai loro dirigenti, che a livello nazionale hanno spesso posizioni completamente diverse, e hanno deciso di impegnarsi direttamente, di studiare, di approfondire, e poi di organizzarsi e lottare per il diritto alla salute e alla vita, soprattutto dei propri figli e dei propri nipoti, visto che il livello di assorbimento di metalli pesanti e PMI sottili ormai per noi adulti sono-purtroppo- dato certo.

Don Andrea Gallo evidentemente in questo ha trovato tanto dello spirito dei partigiani che ha conosciuto da ragazzino, e lo ha espresso pubblicamente.
Quello spirito è l'impegno civile e politico che ci muove, anche per prevenire l'antipolitica, e per promuovere l'impegno dal basso, della buona politica per il bene comune.

Vi scrivo perchè credo sia giusto che chi sente il dovere di esprimersi lo faccia, subito, perchè lasciare cadere nel silenzio le argomentazioni usate dal segretario provinciale del PD non credo sia giusto. Scriviamo dunque, per dovere civile e sociale, politico e culturale, perchè chi si sente partigiano non può rimanere silente.
Un cordiale saluto
coraggio..
 

L’antifascismo di oggi: diritti, confronto, bene comune

"Don Gallo non risponderà alle accuse del Segretario PD Di Tullio, per chi lo conosce sa che è troppo occupato a curarsi quotidianamente degli altri. Non siamo sicuri che Di Tullio possa dire altrettanto.....Leggi tutto

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