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02 novembre 2019

Isde:Cambiamenti climatici , Salute e Democrazia

Tratto da Isde 
Il 25 Novembre 1990 nasceva International Society of Doctors for the Environment – ISDE.
Da allora l’ISDE ha svolto una rilevante attività di formazione e informazione in tema di ambiente e salute, ha contribuito all’approfondimento culturale e scientifico di molti aspetti di questo rapporto complesso e indissolubile, in particolare in collaborazione la Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, società medico-scientifiche, Istituzioni, organizzazioni non aagovernative e più in generale cittadini.
ISDE è stata ed è punto di riferimento per coloro, non solo medici, che vivono con responsabilità e coraggio ogni giorno quanto ben sintetizzato e testimoniato da Lorenzo Tomatis, medico, già Direttore dell’Agenzia Internazionale di Ricerca sul cancro (I.A.R.C.) dal 1981 al 1994 e primo Presidente del Comitato Scientifico Internazionale dell’ISDE ovvero che: “Tutti gli uomini sono responsabili dell’ambiente, i medici lo sono due volte”.
E’ con l’eredità morale e scientifica di Lorenzo Tomatis e con l’impegno di tutti gli iscritti che ISDE Italia promuove anche quest’anno la Giornata Internazionale dei Medici per l’Ambiente con varie iniziative locali che si svolgeranno il prossimo 25 Novembre o in date contigue e che avranno come tema per l’anno 2019 due importanti campagne che vedono la nostra associazione tra i promotori: la campagna nazionale “Giudizio Universale” e l’alleanza per il clima, la Terra e la giustizia social Alleanza Laudato si 

18 maggio 2018

Gli Ordini dei Medici in Italia, protagonisti delle tematiche ambiente-salute e democrazia.

COMUNICATO STAMPAAlla Conferenza nazionale su clima, inquinamento atmosferico e salute di Taranto il lancio di una campagna nazionale su Clima e Salute

Gli Ordini dei Medici in Italia, protagonisti delle tematiche ambiente-salute e democrazia.
Si è conclusa questa mattina la due giorni su Clima, inquinamento atmosferico e salute organizzata, a Taranto, dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, l’Associazione Medici per l’Ambiente e l’Ordine dei Medici di Taranto, con la collaborazione del Ministero della Salute, il supporto tecnico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e il patrocinio del Comune di Taranto.
La prima giornata ha visto protagonisti gli studenti e le studentesse della provincia di Taranto, in particolar modo gli Istituti tarantini Archita, Aristosseno, Battaglini, Cabrini e Mondelli di Massafra. Scuole che hanno partecipato al percorso scolastico coordinato dalla referente nazionale del progetto scuola di ISDE, Maria Grazia Serra.
La seconda giornata, tenutasi presso il Comune di Taranto, è stata l’occasione per il lancio della campagna nazionale su Clima, Inquinamento atmosferico e salute. Una campagna realizzata con la collaborazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che, oltre a lanciare un appello nazionale in vista sia della COP24 di Katowice che della prima conferenza internazionale dell’OMS su inquinamento atmosferico e salute, punta a costruire una strategia di formazione per i medici italiani sulle correlazioni tra salute, ambiente e cambiamenti climatici.
Il percorso formativo troverà le sue basi scientifiche nel position paper di ISDE, anticipato questa mattina,  su cambiamenti climatici, salute, agricoltura e alimentazione.
I medici formati potranno così essere formatori su queste stesse tematiche nei confronti dei colleghi e svolgere un ruolo di raccolta di segnalazioni inerenti criticità sanitarie ambiente-correlate, e coinvolgere i cittadini assistiti nelle informazioni su ambiente e salute.
“ Gli Ordini dei Medici in Italia- ha dichiarato Filippo Anelli, Presidente delle Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici –  dovranno lavorare per essere il punto di riferimento degli Enti Locali per tutto ciò che riguarda le tematiche ambiente-salute e la loro correlazione con la democrazia”.
Taranto, 16 Maggio 2018

25 maggio 2017

Storica decisione del Tribunale UE: i cittadini hanno il diritto di dire NO a CETA e a TTIP

Tratto da Timesicilia

Storica decisione del Tribunale UE: i cittadini hanno il diritto di dire NO a CETA e aTTIP

Storica decisione del Tribunale UE: i cittadini hanno il diritto di dire NO a CETA e TTIP

Democrazia contro Commissione europea: per una volta, vince la prima. Il Tribunale dell’UE ( che insieme alla Corte di giustizia è uno degli organi giurisdizionali che compongono la Corte di giustizia dell’Unione europea) ha, infatti, annullato la decisione del braccio esecutivo europeo che dichiarava inammissibile la proposta di iniziativa popolare  «Stop TTIP». Parliamo del famigerato trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico negoziato in gran segreto tra Commissione UE e Governo USA (ve ne abbiamo parlato qui) e che ha suscitato proteste in tutta Europa.
La stessa proposta prevede anche lo stop ad un altro famigerato trattato: il CETA, l’accordo con il Canada approvato anche dal Parlamento di Strasburgo e che i singoli stati dovrebbero ratificare. Anche questo ha suscitato una marea di proteste per i rischi che correrebbe la nostra agricoltura e la nostra alimentazione (qui la presa di posizione di Slowfood contro il trattato, qui i nomi degli europarlamentari siciliani che hanno detto sì).
La proposta di iniziativa popolare va dunque a toccare i fili dell’alta tensione: i 28 commissari europei sono abituati a prendere decisioni senza tenere conto della volontà popolare e con questi due accordi, molto favorevoli alle multinazionali, hanno pensato di fare lo stesso.
Per inciso, probabilmente continueranno a farlo: il Tribunale dell’Ue è un organo di primo grado (la Commissione quindi potrà fare ricorso) e, comunque, la proposta non è vincolante. Ma il segnale che è arrivato oggi da Lussemburgo sembra accogliere l’appello di una maggiore democrazia nelle istituzione europee.
Come nasce il caso? Lo spiega un comunicato ufficiale:
“Nel luglio del 2014, un comitato di cittadini, di cui faceva parte il sig. Michael Efler, domandava alla Commissione di registrare una proposta di iniziativa dei cittadini europei1 denominata «Stop TTIP». In sostanza, tale proposta invita la Commissione a raccomandare al Consiglio di annullare il mandato che esso le aveva conferito per negoziare il TTIP2 e, in definitiva, di astenersi dal concludere il CETA3.
La proposta intende quindi:
– ostacolare il TTIP e il CETA poiché i progetti di accordo conterrebbero vari aspetti critici (procedure di risoluzione delle controversie tra investitori e Stati, disposizioni sulla cooperazione normativa che costituiscono una minaccia per la democrazia e lo Stato di diritto)
 evitare che (i) negoziati poco trasparenti conducano ad un indebolimento delle norme sulla tutela del lavoro, sulla protezione sociale, sulla tutela dell’ambiente, sulla tutela della vita privata e sulla protezione dei consumatori e che (ii) i servizi pubblici (come la fornitura d’acqua) e la cultura siano deregolamentati, e
– sostenere «una politica commerciale e di investimenti diversa nell’Unione europea”.
Con decisione del 10 settembre 20144, la Commissione rifiutava di registrare tale proposta.  Il comitato dei cittadini ha dunque presentato ricorso dinanzi al Tribunale dell’Unione europea per ottenere l’annullamento della decisione della Commissione.
Con la sua sentenza odierna, il Tribunale accoglie il ricorso e annulla la decisione della Commissione.
Interessante leggere le motivazioni:
“Il Tribunale respinge la tesi difesa dalla Commissione, secondo la quale la decisione volta a revocarle l’autorizzazione ad avviare negoziati finalizzati alla conclusione del TTIP non potrebbe costituire l’oggetto di un’iniziativa dei cittadini europei. Secondo la Commissione, una simile decisione esulerebbe dalla nozione di «atto giuridico», poiché l’autorizzazione stessa non sarebbe riconducibile a tale nozione a causa del suo carattere preparatorio e dell’assenza di effetti nei confronti dei terzi.
A tal proposito, il Tribunale osserva in particolare che il principio di democrazia, che fa parte dei valori fondamentali su cui poggia l’Unione, così come l’obiettivo sotteso alle iniziative dei cittadini europei (vale a dire migliorare il funzionamento democratico dell’Unione attribuendo a qualunque cittadino un diritto generale a partecipare alla vita democratica) impongono di adottare un’interpretazione della nozione di atto giuridico che includa atti giuridici come una decisione di avvio di negoziati finalizzati alla conclusione di un accordo internazionale che (come il TTIP o il CETA) mira incontestabilmente a modificare l’ordinamento giuridico dell’Unione.
Il Tribunale constata, inoltre, che non è giustificata l’esclusione da tale dibattito democratico degli atti giuridici volti alla revoca di una decisione che autorizza l’avvio di negoziati finalizzati alla conclusione di un accordo internazionale, così come degli atti volti ad impedire la firma e la conclusione di tale accordo.
Il Tribunale respinge l’argomento della Commissione secondo il quale gli atti previsti dalla proposta in questione condurrebbero ad un’ingerenza inammissibile nello svolgimento di una procedura legislativa in corso. L’obiettivo perseguito dall’iniziativa dei cittadini europei, infatti, è quello di permettere ai cittadini dell’Unione di partecipare maggiormente alla vita democratica dell’Unione, in particolare, esponendo in dettaglio alla Commissione le questioni sollevate con l’iniziativa, invitando detta istituzione a sottoporre una proposta di atto giudico dell’Unione dopo aver, se necessario, presentato l’iniziativa in un’audizione pubblica organizzata presso il Parlamento, e, pertanto, suscitando un dibattito democratico senza dover attendere l’adozione dell’atto giuridico del quale è in definitiva auspicata la modifica o l’abbandono.
Ammettere una simile possibilità non viola neppure il principio dell’equilibrio istituzionale, poiché spetta alla Commissione decidere se dare o meno seguito ad un’iniziativa dei cittadini europei registrata e dotata delle firme necessarie esponendo, in una comunicazione, le proprie conclusioni giuridiche e politiche sull’iniziativa, l’eventuale azione che intende intraprendere e i suoi motivi per agire o meno in tal senso”.
Lo ripetiamo: probabilmente la Commissione farà ricorso e sicuramente farà quello che ha sempre fatto. Ma sentire parlare di democrazia all’interno delle istituzioni europee è già di per sé una notizia

19 ottobre 2016

LUSSEMBURGO Greenpeace in azione alla UE: "Il Ceta va respinto"

Tratto da Dazebao news
LUSSEMBURGO  – Questa mattina quattordici climber di Greenpeace hanno aperto uno striscione di oltre 70 metri quadrati con il messaggio: "Non svendete la democrazia - #StopCETA" sul centro congressi europeo di Lussemburgo, dove i ministri dei Paesi Ue si stanno per incontrare. 
Greenpeace e altre organizzazioni della società civile si oppongono alla ratifica del CETA, accordo commerciale tra Ue e Canada, perché si tratta di una minaccia per la democrazia, per le politiche ambientali europee e i servizi pubblici.
«Il messaggio per il governo italiano e l’Unione europea è molto chiaro: il CETA va fermato», dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura e progetti speciali di Greenpeace Italia. «Se oggi i ministri dovessero firmare l'accordo, compierebbero un gesto contrario al volere della maggioranza dell'opinione pubblica europea. Le relazioni commerciali tra l’Ue e gli altri Paesi dovrebbero seguire i basilari principi democratici e contribuire a tutelare clima, ambiente, politiche sociali, oltre che raggiungere obiettivi di carattere economico. Il CETA invece, così com’è, antepone gli interessi delle multinazionali a quelli delle persone e del Pianeta».
Nel corso delle negoziazioni la Commissione europea non ha condotto un’adeguata consultazione con la società civile e i Parlamenti nazionali, perciò l'opposizione all’accordo Ue-Canada è cresciuta nel tempo. I negoziatori hanno quindi cercato di rassicurare i critici del CETA con una dichiarazione pubblica, mossa che però non ha chiarito alcuni aspetti fondamentali.
Un punto di particolare preoccupazione consiste nell’inclusione nel CETA dell’ICS - un sistema per la protezione degli investimenti - che dà agli investitori stranieri particolari privilegi. Ogni multinazionale con sede o filiale in Canada potrà utilizzare questo sistema per sfidare leggi e standard dell'Ue. L’ICS, al pari di altre disposizioni previste dal CETA, mina il diritto dei governi di adottare e far rispettare leggi di interesse pubblico, ad esempio per proteggere l'ambiente o la salute pubblica.
Il CETA contiene anche una versione annacquata del principio di precauzione, che rischia di aprire la strada a un indebolimento degli standard ambientali europei. Inoltre l’accordo permetterebbe alle aziende canadesi di avere accesso agli appalti per tutti i servizi pubblici, compresi quelli legati all'acqua. La dichiarazione congiunta non chiarisce il fatto che a causa del CETA, qualora le autorità pubbliche decidano di riportare i servizi pubblici sotto il controllo delle autorità pubbliche locali, rischierebbero di ricevere richieste di risarcimento da parte degli investitori canadesi.

«Un buon accordo sul commercio non dovrebbe entrare in conflitto con altri provvedimenti di interesse collettivo, come l'accordo sul clima di Parigi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite», continua Ferrario. «Qualsiasi accordo che metta a rischio standard ambientali, di salute pubblica e del lavoro, per concedere poteri privilegiati alle multinazionali, servirà invece ad alimentare le disuguaglianze a scapito dei cittadini», conclude Ferrario.....

19 agosto 2016

Greenpeace:Aiutaci a fermare il TTIP

 Tratto da Greenpeace

FERMA IL TTIP

Il TTIP è una minaccia per la nostra democrazia e per l'ambiente. Insieme possiamo fermarlo: diritti, natura e beni comuni non sono delle merci. Scrivi subito ai Parlamentari europei per continuare a far pressione contro l'approvazione del Trattato!

I DIRITTI E L'AMBIENTE NON SONO IN VENDITA!

165978 PERSONE

HANNO SCRITTO AI PARLAMENTARI EUROPEI

 SCRIVI ANCHE TU!!

 PER ADERIRE VAI AL SITO DI



12 agosto 2016

I trattati sul commercio internazionale TTP, TTIP, TISA e CETA: Un esperto dell’ONU li definisce illegali

TTIP, TTP, TISA and CETA: U.N. Legal Expert Calls Proposed Trade Deals “Illegal”
DI ERIC ZUESSE

Tratto da Comedonchisciotte

Ad Alfred de Zayas , esperto indipendente dell'ONU per la Promozione di un Ordine Internazionale Equo e Democratico, è stato assegnato il compito di verificare se i trattati sul commercio internazionale proposti tra i paesi atlantici (TTIP, TISA, e CETA) siano o meno in accordo con il diritto internazionale. Venerdì, 24 giugno de Zayas ha pubblicato il suo resoconto, arrivando alla stessa conclusione di un altro rapporto pubblicato in precedenza il 2 febbraio scorso sul TPP, il trattato di libero scambio tra le nazioni del Pacifico e cioè che tali trattati violano le leggi internazionali, e sono incompatibili con la democrazia.



Il resoconto sui trattati atlantici li condanna affermando che "accordi commerciali preparati e negoziati in segreto, escludendo le principali parti interessate, quali sindacati, associazioni dei consumatori, operatori sanitari, esperti ambientali e i rispettivi Parlamenti, non hanno alcuna legittimità democratica".
Questo dice molto sulla natura dei trattati proposti dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che comprendono appunto il TPP, il TTIP, il TISA, ed anche il CETA, il trattato proposto tra l'UE e il Canada.
Egli ha inoltre osservato che "escludere il pubblico dalla partecipazione a questo importante dibattito è antidemocratico e manifesta un profondo disprezzo per la voce del popolo."
Un comunicato stampa delle Nazioni Unite datato 24 giugno, emesso dall' Ufficio dell'Alto Commissario per i Diritti Umani (OHCHR), nota in particolare:
Una consultazione precedente condotta dalla Commissione Europea nel 2014 registro il 97% degli intervistati provenienti da tutta Europa esprimere un parere contrario all'inclusione della protezione asimmetrica degli investimenti nel Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) con gli Stati Uniti. "Lo stesso varrebbe per il CETA, tuttavia nessuna consultazione è mai stata avviata".
"La Protezione asimmetrica degli investimenti" si riferisce al potere che questi trattati concedono alle società internazionali di citare in giudizio (per presunta perdita dei loro profitti) nazioni che aumentano i regolamenti per proteggere la sicurezza del pubblico da prodotti tossici, e da danni ambientali e che proteggono diritti dei lavoratori e altri diritti umani che possono anche, in alcune circostanze, ridurre i profitti aziendali. "Asimmetrico" si riferisce all’assenza nel trattato proposto di qualsiasi potere simmetrico concesso a un governo, di citare in giudizio a protezione del pubblico, una società internazionale che violi le sue leggi.
De Zayas va oltre la sola condanna di asimmetria, aggiungendo che, "In caso di conflitto tra gli accordi commerciali e trattati sui diritti umani, sono questi ultimi che devono prevalere. Gli Stati non devono stipulare accordi che ritardino, eludano, ostacolino o rendano impossibile l'adempimento di obblighi derivanti dal trattato sui diritti umani ".

In una dichiarazione al Consiglio d'Europa, il 19 aprile, de Zayas aveva inoltre affermato: «Due ontologie sembrano essere state perse nella narrazione ideologica aziendale. In primo luogo, l'ontologia dello Stato, la sua ragion d'essere, di legiferare nell'interesse del popolo, comprese le misure preventive per scongiurare potenziali danni alla popolazione. In secondo luogo, l'ontologia del business, che è quella di assumersi rischi calcolati per il profitto.". De Zayas intendeva dire che i trattati proposti consentono agli investitori internazionali di ignorare la sovranità delle nazioni democratiche, e imporrebbero un proprio sistema di “arbitraggio” che non è tenuto a rispettare le leggi e la costituzione delle rispettive nazioni, violando di fatto il diritto internazionale.
Il comunicato stampa dell' OHCHR conclude:
   "Gli accordi commerciali devono essere ratificati solo dopo una valutazione del loro impatto sui diritti umani, la salute e l'ambiente, cosa che non accaduta nel caso del CETA e del TTIP".
"La ratifica del CETA e del TTIP farebbe iniziare una “corsa al ribasso”, sui diritti umani e comprometterebbe seriamente lo spazio normativo degli Stati. Questo è in contrasto con i fini ed i principi della Carta delle Nazioni Unite e costituirebbe un serio ostacolo al raggiungimento di un ordine internazionale equo e democratico", ha concluso l'esperto indipendente delle Nazioni Unite.
Queste dichiarazioni di de Zayas non lasciano scampo ai trattati proposti. Come consulente legale indipendente nominato dall’ONU, egli sta dicendo che indipendentemente dal fatto che essi diventino effettivamente legge in un determinato Paese, sono comunque in palese violazione del diritto internazionale.

Fonte: http://www.globalresearch.ca                                                Link

16 luglio 2016

Bruxelles Greenpeace: è il momento di interrompere i negoziati per il Ttip


Tratto da Eunews

L’accordo di libero scambio tra Ue e Stati Uniti per l’Ong non risponde alle emergenze ambientali e agli impegni emersi nell’ultimo vertice sul clima di Parigi
Bruxelles – Mentre i negoziati del Ttip, il trattato di libero scambio tra Usa e Ue sono arrivati al 14esimo round,  con le due parti che nonostante le difficoltà si dicono intenzionate a continuare le trattative, Greenpeace fa appello all’Unione affinché faccia un passo indietro. Secondo l’organizzazione internazionale che si batte per la difesa dell’ambiente “l’Unione europea deve riconoscere che il mondo è cambiato da quando tre anni fa sono iniziati i primi negoziati sul commercio”, ha dichiarato Jorgo Riss direttore dell’ufficio di Greenpeace a Bruxelles, “è arrivato il momento di fermare questo processo e iniziare a costruire un’Europa più giusta, democratica e verde”.
Il Ttip per l’organizzazione internazionale “nasce da un modo di fare politica non democratico e che non ha nessun interesse nella vita reale delle persone”. Ai negoziati del Ttip Greenpeace propone di sostituire un dibattito pubblico sulle politiche energetiche e ambientali e che sia aperto a tutti e non a “poche corporazioni di privilegiati”.
La sensibilità ambientalista negli anni è cresciuta sempre di più e oggi, secondo un recente Eurobarometro, il 67% degli europei vuole che l’Unione europea sia più attiva sul fronte della protezione dell’ambiente. Invece, secondo Greenpeace accordi come il Ttip o il Ceta (tra Unione europea e Canada) vanno nelle direzione opposta, perché “sono destinati a minare il sistema europeo di protezione dell’ambiente, della salute e del lavoro”.
La strada intrapresa dell’Unione andrebbe anche contro le emergenze ambientali e gli impegni emersi nell’ultimo vertice sul clima di Parigi, “da cui i capitoli dell’accordo relativi a energia e cambiamento climatici, diffusi giovedì scorso”, precisa la nota dell’organizzazione, “sono completamente lontani”.
Per quanto riguarda invece la parte dell’accordo relativa all’energia, secondo Greenpeace l’obiettivo principale del Ttip è quello di “liberalizzare il commercio dei combustibili fossili, in particolare importando il gas di scisto ad alto impatto ambientale dagli Stati Uniti verso i paesi dell’Unione europea”.
Sul fronte del cambiamento climatico il Ttip infine non risponderebbe alle preoccupazioni degli ambientalisti, perché invece di rafforzare “indebolisce il ruolo dell’Unione sulla graduale eliminazione dei sussidi per i combustibili fossili”.

26 maggio 2016

Arriva il TTIP:Trattato Usa-Ue sul commercio, “giova alle multinazionali ma nuoce alla salute”

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Trattato Usa-Ue sul commercio, “giova alle multinazionali ma nuoce alla salute”

  

Pubblichiamo l'intervento di Roberto De Vogli, professore associato in salute globale e politica economica presso il Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università della California Davis, honorary senior lecturer presso l’University College di Londra e associato del dipartimento di Psicologia dello sviluppo e della socializzazione all'università di Padova

Il trattato di libero commercio tra Usa e Ue chiamato Transatlantic Trade and Investment Partnership (Ttip) è il più importante accordo commerciale mai discusso nella storia. Se approvato, avrà effetto su nazioni che rappresentano circa il 50% del prodotto interno lordo (Pil) mondiale. I sostenitori del TTIP affermano che l’accordo rappresenta uno stimolo importante per la crescita economica e l’occupazioneGli oppositori dicono invece che l’accordo favorirà le corporazioni transnazionali e nuocerà alla salute dei cittadini. Chi ha ragione?
Al fine di valutare i potenziali effetti futuri del Ttip sulla salute, ci si è affidati all’analisi delle evidenze storiche dell’impatto sanitario dei trattati di libero commercio simili al Ttip approvati in passato. In un recente articolo, apparso su Epidemiologia & Prevenzione, abbiamo esaminato la letteratura pubblicata su riviste scientifiche internazionali concluso che il Ttip può influenzare negativamente la salute pubblica.
Il Ttip potrebbe influenzare l’accesso ai farmaci. Riducendo gli ostacoli tecnici agli scambi commerciali (Technical Barriers to Trade, TBT), quest’accordo potrebbe promuovere maggiore cooperazione scientifica tra agenzie come la European Medicine Agency (EMA) e la Food and Drug Administration (FDA), e ridurre quindi la duplicazione dei processi.
 Il Ttip, tuttavia, contiene una clausola sulla proprietà intellettuale(Intellectual Property) e una sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuali (Trade-Related Intellectual Property Rights) che, espandendo ed estendendo i monopoli sui brevetti, avrà l’effetto di ritardare la disponibilità di farmaci generici e causare un sottoutilizzo di farmaci essenziali tra le popolazioni più vulnerabili come i poveri e gli ammalati. 
Oltre a limitare l’accesso ai farmaci, il Ttip potrebbe anche ridurre l’accesso alle cure sanitarie: la regola sull’accordo dei servizi sul commercio (Trade in Services Agreement, TIS) comprende una clausola “anti-arretramento” (ratchet clauseche preclude la possibilità che servizi sanitari pubblici, che sono già stati privatizzati, possano tornare a essere gestiti dallo Stato. Questa è una grave violazione contro la volontà dei cittadini di scegliere il proprio servizio sanitario nazionale.
Il Ttip potrebbe influenzare negativamente le politiche finalizzate a ridurre il consumo di tabacco e alcol.
La clausola del Ttip chiamata arbitrato privato per la risoluzione delle controversie tra investitori e Stati (Investor to State Dispute Settlement, ISDS) consente alle corporazioni transnazionali di citare in giudizio, di fronte a tribunali internazionali privati, gli Stati che abbiano approvato una legge in grado di ridurre il valore del loro investimento. L’ISDS, già incluso in trattati di libero commercio approvati in passato, è stato ampiamente utilizzato dalle corporazioni transnazionali. La Philip Morris, ad esempio, ha già citato in giudizio l’Uruguay e l’Australia per delle leggi sull’apposizione di avvertenze grafiche sui pacchetti di sigarette finalizzate alla protezione della salute, rifacendosi a potenziali violazioni dell’accordo di libero commercio.
Un altro gruppo di determinanti della salute che potrebbero essere influenzati dal Ttip sono le malattie legate alla dieta e all’agricoltura...... Il Ttip potrebbe causare un indebolimento delle norme nel settore alimentare e agricolo soprattutto nella Ue. Il Ttip rischia di causare l’aumento delle importazioni di carne bovina trattata con ormoni e polli trattati con il cloro, oltre a facilitare le importazioni di cibi geneticamente modificati (GM), entrambi illegali o soggetti a restrizioni all’interno dell’Ue, ma permessi negli Stati Uniti.
Discutibilmente, il più grave effetto sulla salute del Ttip riguarda la sua capacità di scoraggiare o bloccare politiche ambientali. Il cambiamento climatico è ampiamente considerato la più importante minaccia del secolo per la salute globale, in grado di provocare il collasso della civiltà moderna. Le disposizioni ISDS sono state sfruttate dalle grandi corporazioni transnazionali di combustibili fossili per citare in giudizio quei governi che cercano di limitare l’estrazione e l’esportazione dei combustibili stessi. ......
Nel complesso, il Ttip non è solo un potenziale fattore di rischio per la salute, ma anche una minaccia alla democrazia. È curioso notare l’assoluta mancanza di reciprocità all’interno del progetto dell’arbitrato: le corporazioni transnazionali possono citare in giudizio i governi, ma non il contrario.......
E voi da che parte state? Dalla parte dei colossi privati transnazionali che difendono il loro diritto al profitto o dalla parte dei cittadini che difendono il loro diritto alla salute? 
Qualcuno, comprensibilmente, potrebbe non scegliere, ma come scrisse Howard Zinn “non è possibile essere neutrali in un treno in corsa”: o fermiamo il “treno del Ttip”, o corriamo verso un futuro nel quale gli Stati dovranno inginocchiarsi di fronte al potere privato transnazionale. In realtà è già un po’ così.

Leggi su L' Espresso

Ttip, la trasparenza degli atti ridotta all'osso

A partire dal 30 maggio, deputati, senatori e funzionari governativi che ne facciano richiesta avranno un’ora 
di tempo per «prendere visione» di centinaia di pagine dal contenuto complesso 
e tecnico. 
In nessun modo però potranno riferirne all’opinione pubblica 
i contenuti.

Trasparenza sì, ma solo per i parlamentari. E con le rigide condizioni dettate 
dal segreto di Stato imposto sui documenti relativi al Ttip. A partire dal 30 maggio, deputati, senatori e funzionari governativi che ne facciano richiesta avranno un’ora 
di tempo per «prendere visione» di centinaia di pagine dal contenuto complesso 
e tecnico.

Nessuna possibilità però di riprodurre i testi, 
né in forma elettronica né trascrivendone singole parti. Dovranno accontentarsi solo di qualche eventuale nota, presa a mano, rigorosamente diversa dal testo originale e comunque non divulgabile.

Sono queste le regole della direttiva firmata del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, per l’accesso ai documenti del trattato. 

In nessun modo i nostri parlamentari potranno infatti riferire all’opinione pubblica 
il contenuto dell’accordo. Anche di quel poco che riusciranno a leggere e capire 
nella sola ora di tempo che ognuno di loro avrà a disposizione.
Continua a leggere su L' Espresso.
Ecco il Ttip