COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta Hollande. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Hollande. Mostra tutti i post

14 novembre 2015

Attacco a Parigi, attentati in vari punti della città: oltre 120 morti.

Attacco a Parigi che chiude le frontiere a 15 giorni dal "summit sul Clima COP21"

Tratto da   Repubblica

Parigi, attentati in vari punti della città: oltre 120 morti. Stato d'emergenza
Oltre cento vittime nella sala concerti Bataclan, dove un centinaio di persone sono state tenute in ostaggio fino a quando non sono intervenute le teste di cuoio. Esplosioni nei pressi dello Stade de France, dove si giocava Francia-Germania. Hollande annuncia lo stato d'emergenza, 1.500 militari nelle strade della capitale. La condanna della Santa Sede

Un'offensiva terroristica che colpisce al cuore della Francia, la seconda in meno di un anno, di fronte alla quale il presidente François Hollande annuncia lo stato d'emergenza e il ripristino dei controlli alle frontiere, oltre alla mobilitazione di 1.500 militari a Parigi.
                LIVEBLOG La cronaca da Parigi in diretta



Tratto Radiovaticana

Santa Sede: attentati a Parigi attacco alla pace di tutta l'umanità

"Si tratta di un attacco alla pace di tutta l'umanità che richiede una reazione decisa e solidale da parte di tutti noi per contrastare il dilagare dell'odio omicida  in tutte le sue forme". Così il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi sugli attentati di matrice islamista a Parigi che hanno fatto oltre 120 i morti e più di 200 feriti.

"In Vaticano - afferma padre Lombardi - stiamo seguendo le terribili notizie da Parigi. Siamo sconvolti da questa nuova manifestazione di folle violenza terroristica e di odio che condanniamo nel modo più radicale insieme al Papa e a tutte le persone che amano la pace. Preghiamo per le vittime e i feriti e per l'intero popolo francese".



05 ottobre 2015

Nella Francia della Cop 21, Hollande sotto accusa: si batte per l’ambiente e costruisce centrali a carbone.

 Articolo pubblicato il 21-05-2015 su Lifegate

Francia, Hollande sotto accusa: si batte per l’ambiente e costruisce centrali a carbone

Un rapporto di Oxfam e Les Amis de la Terre punta il dito contro Parigi: “Ipocriti: parlano di clima e inquinano il pianeta bruciando carbone”
La Francia ospiterà tra pochi mesi la conferenza mondiale sul clima Cop21, nel corso della quale al mondo intero sarà chiesto di agire per evitare una catastrofe annunciata. Eppure, la stessa nazione controlla due colossi dell’energia – Edf e Gdf Suez (ribattezzata di recente Engie) – che possiedono quarantasei centrali a carbone in tutto il mondo. Da sole, emettono 151 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno: circa la metà dell’inquinamento totale prodotto dal Paese europeo entro i propri confini.

François Hollande presidente Francia

A denunciare l’incoerenza tra gli atti diplomatici e quelli pratici sono state nei giorni scorsi due Ong transalpine, Oxfam e Les Amis de la Terre, che hanno pubblicato un rapporto – intitolato “Emissioni di Stato” – redatto in collaborazione con l’università di Oxford. Nel testo, le associazioni spiegano che il carbone rappresenta la prima causa del cambiamento climatico: “Benché la sua combustione non garantisca più del 41 per cento della produzione di energia globale, essa è responsabile del 72 per cento delle emissioni totali”. ....

Un mercato alimentato, dunque, anche dalle due grandi imprese francesi. Per Edf, ancora oggi il carbone rappresenta il 9,1 per cento della propria produzione elettrica mondiale. L’azienda possiede infatti cinque centrali in Cina e undici in Europa: di queste ultime, due (presenti nel Regno Unito) figurano tra le trenta più inquinanti del continente, secondo uno studio realizzato, tra gli altri, dal Wwf e dall’Ufficio Europeo per l’Ambiente. E se il gruppo sta chiudendo alcune centrali a carbone in Francia, riflette al contempo su nuovi investimenti nel settore in Cina e in Europa orientale.

Deposito di carbone in Cina

Allo stesso modo, con trenta centrali sparse in tutto il mondo, Engie emette ogni anno 81 milioni di tonnellate di CO2, e ha di recente vinto un appalto per la costruzione di un nuovo impianto a Thabametsi, in Sudafrica. Un progetto da 1,5 miliardi di euro, accolto con soddisfazione dal presidente François Hollande in persona. Un comportamento che, secondo le Ong, smaschera “l’ipocrisia della Francia, che da una parte moltiplica gli appelli all’azione per lottare contro il cambiamento climatico e, dall’altra, inquina allegramente all’estero con le sue imprese a capitale pubblico”.

21 maggio 2015

“Emissioni di Stato” -Francia, Hollande sotto accusa: si batte per l’ambiente e costruisce centrali a carbone

Tratto da Lifegate
Francia, Hollande sotto accusa: si batte per l’ambiente e costruisce centrali a carbone

                            François Hollande presidente Francia
Un rapporto di Oxfam e Les Amis de la Terre punta il dito contro Parigi: “Ipocriti: parlano di clima e inquinano il pianeta bruciando carbone”.
Un comportamento che, secondo le Ong, smaschera “l’ipocrisia della Francia, che da una parte moltiplica gli appelli all’azione per lottare contro il cambiamento climatico e, dall’altra, inquina allegramente all’estero con le sue imprese a capitale pubblico”.

La Francia ospiterà tra pochi mesi la conferenza mondiale sul clima Cop21, nel corso della quale al mondo intero sarà chiesto di agire per evitare una catastrofe annunciata. Eppure, la stessa nazione controlla due colossi dell’energia – Edf e Gdf Suez (ribattezzata di recente Engie) – che possiedono quarantasei centrali a carbone in tutto il mondo. Da sole, emettono 151 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno: circa la metà dell’inquinamento totale prodotto dal Paese europeo entro i propri confini.

A denunciare l’incoerenza tra gli atti diplomatici e quelli pratici sono state nei giorni scorsi due Ong transalpine, Oxfam e Les Amis de la Terre, che hanno pubblicato un rapporto – intitolato “Emissioni di Stato” – redatto in collaborazione con l’università di Oxford. Nel testo, le associazioni spiegano che il carbone rappresenta la prima causa del cambiamento climatico: “Benché la sua combustione non garantisca più del 41 per cento della produzione di energia globale, essa è responsabile del 72 per cento delle emissioni totali”. Ciò nonostante, la domanda mondiale della fonte fossile è cresciuta del 3,4 per cento all’anno tra il 2007 e il 2012, secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, e continuerà ad aumentare fino al 2018.

Un mercato alimentato, dunque, anche dalle due grandi imprese francesi. Per Edf, ancora oggi il carbone rappresenta il 9,1 per cento della propria produzione elettrica mondiale. L’azienda possiede infatti cinque centrali in Cina e undici in Europa: di queste ultime, due (presenti nel Regno Unito) figurano tra le trenta più inquinanti del continente, secondo uno studio realizzato, tra gli altri, dal Wwf e dall’Ufficio Europeo per l’Ambiente. E se il gruppo sta chiudendo alcune centrali a carbone in Francia, riflette al contempo su nuovi investimenti nel settore in Cina e in Europa orientale.
Deposito di carbone in Cina
Allo stesso modo, con trenta centrali sparse in tutto il mondo, Engie emette ogni anno 81 milioni di tonnellate di CO2, e ha di recente vinto un appalto per la costruzione di un nuovo impianto a Thabametsi, in Sudafrica. Un progetto da 1,5 miliardi di euro, accolto con soddisfazione dal presidente François Hollande in persona. 
Un comportamento che, secondo le Ong, smaschera “l’ipocrisia della Francia, che da una parte moltiplica gli appelli all’azione per lottare contro il cambiamento climatico e, dall’altra, inquina allegramente all’estero con le sue imprese a capitale pubblico”.

17 gennaio 2013

PrincipeCarlo:"non lasciamo un pianeta rotto ai nostri nipoti"

Tratto da Ecologiae

Principe Carlo ai nonni di tutto il mondo: “non lasciamo un pianeta rotto ai nostri nipoti”

Ho lottato per anni per l’importanza di pensare a lungo termine in relazione al danno ambientale, i cambiamenti climatici e tutto il resto.
Noi, in un mondo sensibile, non possiamo desiderare di lasciare un mondo che non funziona più ai nostri nipoti, significherebbe lasciare loro il vero problema.
Io non voglio mettermi di fronte a mio nipote in futuro e sentirmi dire: ‘Perché non hai fatto qualcosa?’ Quindi ora che avrò un nipote, diventa ancora più importante cercare di fare in modo di lasciare qualcosa che non sia un calice totalmente avvelenato.
Queste le parole di Carlo d’Inghilterra. Delle parole totalmente condivisibili e che dovrebbero arrivare alle orecchie direttamente di coloro che stanno distruggendo la Terra, e che per età dovrebbero più o meno essere tutti nonni esattamente come lui. 

Quello che viene da chiedersi in questi casi è se queste persone si sentono a posto con la loro coscienza, sapendo di lasciare alle future generazioni, e quindi anche ai propri figli e nipoti, un mondo decadente, in cui nulla funziona più per il verso giusto ed in cui non sarà più possibile vivere serenamente.

 Lo sanno e non vogliono crederlo, o lo sanno ma non gli interessa, perché il profitto è più importante anche dei loro nipoti? 
Ognuno trovi la propria conclusione.



TRATTO DA RINNOVABILI.IT
  • Aprendo il World Future Energy Summit ad Abu Dhabi

    Hollande: investire nelle rinnovabili per evitare una catastrofe

    Dal palco internazionale del World Energy Forum ad Abu Dhabi, Hollande ha lanciato un chiaro avvertimento: “Se non agiamo, se non facciamo nulla, se non investiamo nulla, possiamo essere certi che andremo  incontro ad una catastrofe”. 

    Per il capo della Francia non ci sono dubbi: per evitare il surriscaldamento globale e preparasi all’era del post-petrolio, l’unica soluzione possibile è investire nelle fonti energetiche alternative....


      E’ nostro dovere promuovere questo tipo di energie, e noi siamo obbligati a rendere il nostro pianeta vivibile per la prossima generazione”......