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13 gennaio 2016

L’Eni a processo a Gela per l' inquinamento sott’accusa anche per i bimbi nati malformati

Tratto da La Sicilia 

L’Eni a processo a Gela per inquinamento sott’accusa anche per i bimbi nati malformati


GELA - L’Eni è comparso sul banco degli imputati, oggi, nel tribunale di Gela, alla prima udienza del processo che vede accusato l’ente «dell’inquinamento ambientale prodotto, in oltre 50 anni di attività, dal suo petrolchimico, con conseguenze pesanti sull’ecosistema e sulle persone», come sostengono i Pm. A chiederne la condanna sono le famiglie di una trentina di bambini nati malformati, che ritengono l’ente petrolifero di Stato responsabile delle patologie genetiche dei loro figli. 
Ne è convinta anche l’amministrazione comunale di Gela che, a nome della città, si è costituita parte civile, chiedendo la creazione di un primo fondo risarcitorio di 80 milioni di euro.

Cinque periti nominati dal tribunale di Gela hanno sancito il nesso di causalità esistente tra inquinamento industriale e malformazioni neonatali riscontrate sui bambini gelesi (spina bifida, palatoschisi, ecc.), e hanno parlato di “disastro ambientale permanente” i cui effetti nocivi giungerebbero all’uomo attraverso la catena alimentare.

L’avvocato dei ricorrenti, Giuseppe Fontanella, ha chiesto, con un ricorso cautelare d’urgenza firmato da 500 persone, il sequestro e il blocco dei pozzi petroliferi e degli impianti ancora in esercizio nella raffineria di Gela.

04 novembre 2013

“Malformazioni neonatali legate all’inquinamento.E ciò rende più vischiosa l’insidia”

Riportiamo un importante Post del  Gennaio 2013  pubblicato 

su  Il Fatto Quotidiano

Brindisi come Taranto: “Malformazioni neonatali legate all’inquinamento”.

Ha assunto validità scientifica l’indagine che, nel capoluogo pugliese, correla le troppe anomalie congenite dei bimbi nati in città con i veleni delle fabbriche     di  
...C’è una novità, ora, a togliere il sonno 
anche a chi crede di aver visto abbastanza.
Dal 27 dicembre, ha assunto validità 
scientifica l’indagine sul rapporto tra inquinamento industriale e malformazioni neonatali. 


Ricercatore  E. A. Luca Gianicolo
Lo studio, condotto dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Lecce,
 ha ottenuto la pubblicazione sulla rivista BMC Pregnancy and Childbirth ed è entrato a far parte 
delle banche dati della letteratura
 mondiale. Dimostra che, su 8.503
 nuovi nati da madri residenti
a Brindisi,194 hanno avuto anomalie congenite. 

Una media di 228,2 ogni 10mila bambini a fronte di quella europea di 165,5.
 Sono le malattie coronariche le più preoccupanti.
 In 83 casi, infatti, sono stati riscontrati disturbi congeniti
 al cuore. Un tasso di 97,6 ogni 10mila neonati, un terzo 
al di sopra di quello europeo. E con un 10,8% di 
probabilità media di morte perinatale.

C’entrano i veleni industriali?  
“I fattori di rischio ambientali – è scritto nella 
ricerca – possono giocare un ruolo importante nella nascita dei disturbi cardiaci congeniti.
Inquinanti di interesse per l’impatto sulla salute comprendono il biossido di azoto, biossido di zolfo, monossido di carbonio,
 l’ozono, il particolato, metalli pesanti 
e composti organici, in particolare diossine
 e furani, policlorobifenili, idrocarburi policiclici aromatici (Ipa)”.     
C’è tutto questo nell’aria, nel suolo e nel sottosuolo di  Brindisi,città che dal 1986 è inclusa 
tra quelle ad elevato rischio  di crisi ambientale, dal 1997 è
 tra i 57 Siti di interesse nazionale, dal 1998 è nel Piano nazionale di disinquinamento,     nel 2007 ha visto vietare la 
coltivazione dei terreni vicini alla centrale di Cerano.....
Città in cui, stando al rapporto dell’
Agenzia Europea sull’Ambiente, 
ogni anno si producono danni 
sanitari per 700milioni di euro, ma

 che, per sapere cosa sputano fuori le ciminiere, deve affidarsi alle autocertificazioni delle industrie, non ha sistemi di monitoraggio in continuo dei camini, non ha enti terzi che ispezionino il combustibile bruciato,dispone di una sola centralina per rilevare gli Ipa.
Falle che fanno il paio con quelle che dovrebbero 
fotografare lo stato di salute. Mancano gli accertamenti
 sulla popolazione lavorativa dei grandi impianti.
Per le incidenze tumorali, l’indagine è stata diluita 
Dottor Maurizio Portaluri
su tutta la provincia e ridotta a un solo anno.
“Continuare a presentare così i dati – spiega il dottor Portaluri – favorisce il formarsi di una idea per cui si può abitare intorno o sopra aree inquinate,
senza che la popolazione subisca alcuna conseguenza.

 Possono crederci solo gli ingenui. 
Abbiamo interi quartieri a ridosso delle fabbriche, divisi dall’
area del Sito nazionale da una stradina. Non sono mai stati 
fatti rilievi mirati, come quelli disposti dalla magistratura 
per i Tamburidi Taranto”. 60km separano Brindisi dalla città dell’Ilva.
Un abisso in termini di presa di coscienza, perché “lì le polveri rosse danno un colore
 al problema, costringono tutti a guardarlo.
 Qui i segni visibili sono ridotti.


E ciò rende più vischiosa l’insidia.

Dottor Giuseppe  Latini

 Leggi l'articolo integrale su  Il Fatto Quotidiano

01 ottobre 2013

Passeggino Rosso : Malformazioni neonatali a Brindisi, l’ambiente è una delle cause primarie

 Tratto da Brindisi Report

Malformazioni neonatali a Brindisi, l’ambiente è una delle cause primarie.


di Giuseppe Latini . 30 settembre 2013
Nel corso degli anni io ed i miei collaboratori avevamo notato una incidenza elevata di bambini che nascevano affetti da malformazioni congenite nel nostro Ospedale (Antonio Perrino di Brindisi). Per questo motivo io contattai alcuni ricercatori dell’Unità di Epidemiologia dell’Istituto di Fisiologia Clinica di Pisa (sezione di Lecce) del Consiglio Nazionale delle Ricerche – struttura con cui da diversi anni ho una collaborazione di ricerca – ed insieme iniziammo uno studio sull’argomento.
Grazie al database della nostra Unità di Terapia Intensiva Neonatale, che contiene i dati di tutti i bambini ricoverati dal 1 luglio 1986 ad oggi, alle Schede di Dimissione Ospedaliera ed alle cartelle cliniche abbiamo valutato l’incidenza di bambini nati da madri residenti a Brindisi con malformazioni congenite dal 1 gennaio 2001 al 31 dicembre 2010.
I dati ricavati da questo studio hanno dimostrato una incidenza superiore in maniera statisticamente significativa (+ 18%) di bambini nati con malformazioni congenite nel nostro Ospedale in confronto ai dati del Registro Europeo delle malformazioni
congenite. Particolarmente elevata era l’incidenza delle cardiopatie congenite (+49%).
A tale proposito, siamo lieti che la Regione Puglia abbia deciso l’istituzione del Registro delle Malformazioni Congenite. Ovviamente, sarà necessario fare ogni sforzo per capire quali sono stati i fattori che hanno determinato questi dati così preoccupanti. Per questo motivo, abbiamo contribuito alla raccolta di firme con le quali si chiedeva alle istituzioni locali una indagine epidemiologica che ci permettesse di raggiungere l’obbiettivo.
Va, inoltre, tenuto presente che i dati della letteratura riportano che fattori genetici ed ambientali sono i principali fattori di rischio per lo sviluppo di tali patologie. A questo riguardo, tenendo presente che Brindisi è considerata dal Ministero dell’ Ambiente sin dagli anni ’80 una zona ad alto rischio ambientale, vi è il forte sospetto che questa possa essere quantomeno una delle cause se non la causa principale.