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03 giugno 2018

Prof Paul Connett sabato 9 giugno a Genova :I DIECI PASSI VERSO RIFIUTI ZERO

Riceviamo da Zero Wast Genova.
  Convegno a Genova a Palazzo Tursi  sabato 9 ottobre dalle ore 9,30 
con la partecipazione del 
Prof. Paul Connett  promotore della Strategia Rifiuti Zero 

25 settembre 2016

Il 27 Settembre Paul Connett a Livorno- No inceneritori

Tratto dall' Evento Facebook 

 Il 27 Settembre Paul Connett a Livorno- No inceneritori

Il Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Livorno ed il presidente di Zero Waste Italy, Rossano Ercolini, ospiteranno il prossimo 27 settembre (ore 21, Circoscrizione 1 via Gobetti) a Livorno il prof. Paul Connett, lo scienziato che ha sconfitto la lobby degli inceneritori in USA, per un incontro con la cittadinanza, dopo la presentazione del piano Aamps che prevede un aumento di rifiuti importati da incenerire a Livorno.

Il sindaco di Livorno è invitato.

"Paul Connett è uno scienziato statunitense.
Professore di chimica e tossicologia (St. Lawrence University) ed attivista ambientale tra i fondatori della strategia Rifiuti Zero.
Laureato alla Cambridge University, ha conseguito un Ph.D. presso il Dartmouth College, professore alla St. Lawrence University dal 1983 al 2006 ed oggi professore Emerito. Si è impegnato sulle indagini scientifiche contro la pratica della fluorizzazione dell'acqua.
Connett si è opposto all'incenerimento come metodo di gestione dei rifiuti solidi urbani, basandosi sull'analisi chimica dei sottoprodotti del processo:
la sua attività di attivista lo ha condotto a fare oltre 1700 presentazioni pubbliche in 49 Stati degli Stati Uniti, cinque province canadesi e in 44 altri paesi del mondo.
Sul tema ha scritto molti articoli sulla diossina. 
In Italia è presidente del comitato scientifico della commissione Rifiuti Zero di Capannori, primo comune in Italia ad adottare tale strategia di gestione del servizio. Direttore esecutivo della Fluoride Action Network e del progetto American Environmental Health Studies, è autore con James Beck e H. Spedding Micklem del libro "The case against fluoride".
È stato ospitato da Beppe Grillo per il terzo Vday svolto a Genova il 1º dicembre 2013 per parlare ed informare di sostenibilità e Rifiuti Zero".
https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Connett)

http://rifiutizerolivorno.blogspot.it/p/eventi.html


21 aprile 2016

Linda Maggiori:Sviluppo sostenibile, ‘se il governo non si interessa all’ambiente, devo farlo io?’

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Sviluppo sostenibile, ‘se il governo non si interessa all’ambiente, devo farlo io?

“In questo paese molto spesso vince il cinismo, piuttosto che il civismo”. Così diceva Rossano Ercolini, coordinatore del Centro Rifiuti Zero, e vincitore del premio Goldman (Nobel alternativo per l’ambiente), parlando delle famiglie rifiuti zero, che ieri “compivano” un anno. Presente anche Paul Connett, di Zero Waste International. Si riferiva alla scarsa attenzione che viene data ai tanti esempi di civismo in Italia: comuni virtuosi, famiglie che rendono più sostenibile il loro stile di vita, negozi che vendono equo, sfuso e senza imballaggio… Purtroppo è vero. E il risultato del referendum lo dimostra. Renzi è un cinico ma non è il solo. E’ in buona compagnia.
Ogni giorno sento attaccare e denigrare la speranza di un cambiamento, l’impegno per uno stile di vita alternativo: nei commenti sui siti, per la strada, nelle riunioni, in Tv (anche se non la guardo e non ce l’ho nemmeno in casa). Sembra che la gente, ormai viziata e ottusa dal consumismo, abbia piacere a crogiolarsi nel cinismo: tanto niente si può cambiare, tanto il mondo non si può salvare, tanto non è mai colpa nostra, ...........”L’indifferenza è il peso morto della storia” diceva Gramsci.
Però… però non voglio perdere la speranza. Il civismo esiste, va praticato, va diffuso, va studiato e applicato. Continuo a testimoniare con la mia vita, a parlare di rifiuti zeromobilità sostenibileenergia alternativaconsumo criticosobrietàcontinuo a girare come una trottola tra parrocchie, scuole, centri sociali… e come me tanti altri. Al di là di ogni religione, nazione, orientamento politico o sessuale, tutti siamo uniti dal fatto di essere in questo mondo. E’ il messaggio di Papa Francesco. Questo è l’unico mondo che abbiamo e dobbiamo averne cura. Non possiamo solo pensare ad arricchirci la casa, la pancia e le tasche. Dobbiamo imparare a camminare leggeri, fare sacrifici, qualche rinuncia, per poter vivere tutti dignitosamente. E la dignità è data da un’impronta ecologica non troppo pesante ...........
La dignità è data dalla “sobrietà, che non è meno vita, non è bassa intensità, ma tutto il contrario” dice Papa Francesco.
Ma perché devo impegnarmi?” mi chiedeva ieri una mamma “se il governo non si interessa all’ambiente, mi devo interessare io? Non posso far cambiare idea ai potentati economici”.
Se i potenti vedono che i cittadini sono appagati e apatici, che lavorano, comprano, consumano e buttano, ordinatamente, secondo i loro interessi, non avranno motivo di cambiare.
Se i cittadini iniziano ad essere critici, ridurre i consumi, protestare, boicottare, fare pressione, informarsi e partecipare, allora qualcosa cambierà. Guardate San Franciscodove stanno vietando le bottiglie di plastica, grazie anche alla pressione del movimento dal basso “Rifiuti Zero”, guardate al successo di tanti boicottaggi che hanno messo con le spalle al muro le multinazionali, guardate al fiorire di quartieri senz’auto in tante città d’Europa e nel mondo, guardate al continuo sviluppo dell’energia rinnovabile che nonostante tutto va avanti.
E’ questo l’unico futuro possibile. Nell’atmosfera c’è già una quantità di Co2 tale da provocare un pericoloso e inesorabile innalzamento climatico. Anche ai livelli attuali di CO2 siamo già a rischio. Dobbiamo ridurne le emissioni, a partire da subito, lasciare le fonti fossili sotto terra, spegnere le centrali a carbone e gli inceneritori, e ognuno nel suo piccolo fare scelte sostenibili (ridurre uso dell’auto, abbassare i riscaldamenti d’inverno e spegnere i condizionatori d’estate, mangiare sano, locale, ridurre i rifiuti, la plastica, investire nelle energie rinnovabili…). 
E’ faticoso, non lo nego, andare controcorrente, ma è necessario. Se continuiamo di questo passo gli effetti saranno catastrofici. Magari il nostro sforzo non avrà successo ora, non avrà risultati che potremo vedere noi, ma sarà utile ai nostri figli, ai figli dei nostri figli. 
E anche se perderemo, almeno non ci saremo resi complici.

26 agosto 2011

Sporchi da morire - Filthy to the core



Sporchi da morire

DIFFICILMENTE LE NUOVE GENERAZIONI CI PERDONERANNO QUESTO SUICIDIO AMBIENTALE


Il progetto

Primafilm, distretto creativo e tecnologico indipendente, presenta una nuova grande sfida:

un viaggio nel mondo delle polveri sottili, delle nano-particelle e delle possibili alternative.

Il film-documentario nasce da alcune domande.

È vero che gli inceneritori fanno male?

Perché in Italia si continuano a costruire questi impianti mentre nel resto del mondo si stanno smantellando?

Quali sono i rischi concreti per la salute?

Quali sono i danni provocati dalle micro- e nano-particelle?

Quali sono le possibili alternative?


Con queste domande in testa è iniziata la ricerca online di Carlo Martigli, un viaggio virtuale che diventa reale, video presenti in rete si alternano improvvisamente ad esclusivi reportage realizzati in varie parti del mondo.

Sporchi da morire è il film-documentario che ci farà riflettere su un problema non solo nostro ma soprattutto dei nostri figli legato alle invisibili nanoparticelle da molti indicate come il più pericoloso strumento d'inquinamento del presente e del prossimo futuro.


"Se dunque è possibile evitare queste inutili e costose fabbriche di veleni senza il ricatto occupazionale, ma anzi creando lavoro e ricchezza, è facile capire perché non solo cittadini e comitati si sono mobilitati, ma anche centinaia di migliaia di medici in Europa - dal Consiglio Nazionale degli Ordini dei Medici Francese, ai Medici Irlandesi, alla Federazione degli Ordini dell' Emilia Romagna - sono scesi in campo per chiedere una moratoria sulla loro costruzione".

Vai al Sito Sporchi da Morire

Negli Stati Uniti d'America, invece, non si costruiscono più inceneritori dal 1996. Questo anche grazie alle battaglie di un grande nome della Scienza come Paul Connett, autorità mondiale nel campo della gestione dei rifiuti e teorico della strategia "Zero Rifiuti", che promuove l'attenzione per la gestione dei rifiuti, il riciclaggio e l'innesco di sistemi virtuosi dello smaltimento della spazzatura con delle precise strategie e dei tempi di risoluzione prefissati. A questa strategia stanno aderendo tante realtà nel mondo.


Leggi anche su Caffè news

È prevista per l’autunno di quest’anno l’uscita del docufilm “Sporchi da morire”(vedi anteprima) che denuncia i danni irreversibili dell’incenerimento dei rifiuti alla salute e all’ambiente. L’inchiesta nasce dall’urgenza di Carlo A. Martigli, scrittore e giornalista, di capire gli effetti dell’incenerimento nel lungo periodo, andando oltre i confini dell’Italia.
Il progetto, di respiro internazionale, è stato realizzato da Marco Carlucci, filmmaker indipendente, già noto per “Il punto rosso”, e con la collaborazione di numerosi specialisti, tra cui
il professor Paul Connett, teorico della strategia “Zero Rifiuti”; il dott. Stefano Montanari e la dott.ssa Antonietta Gatti, esperti e scopritori delle nano-particelle; la dott.ssa Patrizia Gentilini, oncologa e membro dell’Associazione Medici per l’Ambiente; il biologo prof. Gianni Tamino; dott. Valerio Gennaro medico oncologo epidemiologo ISDE Italia; il dott. Federico Valerio Responsabile Chimica Ambientale IST di Genova; i sindaci delle città virtuose della Silicon Valley, Palo Alto, Barkeley; il sindaco di San Franciso Gavin Newson...

- Tutto si crea e nulla si distrugge-
Questa è la grande legge che dovrebbe guidare qualsiasi processo di smaltimento dei rifiuti, ma in Italia l’incenerimento è una delle pietre miliari su cui si ergono i piani di gestione dell’immondizia. In Italia le aziende esercenti gli inceneritori rivendono a prezzo maggiorato l’energia elettrica prodotta, rivalendosi direttamente sui consumatori. Il Cip6 è il prezzo insulso di quest’affare, che assimila l’energia prodotta dalla combustione dei rifiuti a quella derivata da fonti rinnovabili. Com’è la situazione lontano dal Belpaese?...
LEGGI TUTTO
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Riportiamo a termine di questo post sugli "inceneritori" un nostro grido d'allarme del 5 novembre 2009 che riportiamo integralmente poichè la possibilità di bruciare CDR nelle centrali a carbone incombe sempre sulla nostra già martoriata ITALIA......e sui territori su cui insistono centrali a carbone.( BRINDISI , CENTRALE DI CERANO DOCET)


2009/11/05 "Centrali a Carbone e cdr "



Vorremmo fare fare una piccola puntualizzazione su due articoli tratti da Nocoke di Brindisi,da noi appena pubblicati che secondo noi sono di basilare importanza ed avrebbero bisogno certamente di una lettura approffondita perchè sono un brutto presagio di quello che potrebbe stare dietro l'angolo delle centrali a carbone .
E' giusto che i cittadini a Taranto ,come a Civitavecchia e a Savona e in tutti i siti dove sono locate" centrali a carbone "sappiano cosa ci potrebbe riservare il futuro e si organizzino per far comprendere alle istituzioni che il territorio non è d'accordo con simili forme di smaltimento di rifiuti,che non tengono assolutamente in considerazione la nostra salute ed il futuro dei nostri territori.
Siamo noi che dobbiamo richiedere a chi di competenza un serio potenziamento della raccolta differenziata e del riciclo che sono sicuramente anche un volano per lo sviluppo, poichè creano occupazione, ma primariamente sono l'unico mezzo valido per tenere nella debita considerazione i futuri dei nostri territori.
2009/11/01 "Comunicato Stampa Dei "No Coke di Brindisi " sulle Convenzioni e sul Cdr
2009/11/04 Nocoke di Brindisi:Bozza di convenzione
Tratto da Nocoke Di Brindisi

Ma l’elemento più inquietante e che potenzialmente potrà aggravare la drammatica situazione ambientale e soprattutto sanitaria a danno di tutti è la possibilità di poter bruciare all’interno di Cerano 70.000 tonnellate di CDR, ovvero combustibile da rifiuti.
La combustione dei rifiuti produrrà DIOSSINE, FURANI ed IPA sostanze altamente tossiche e cancerogene per l’uomo.
E gli effetti negativi non terminano qui.

Consentendo infatti ai territori della provincia che conferiscono i propri rifiuti alle Ato BR/1 e BR/2 di chiudere il ciclo degli stessi bruciandoli,si inibirà il potenziamento della raccolta differenziata e del riciclo che può essere un volano per lo sviluppo, creando occupazione.

La bozza del protocollo d'intesa da quì al 2019 tra la Regione Puglia, il Comune di Brindisi ed Enel prevede tra i vari punti LO SVILUPPO DI PROGRAMMI FINALIZZATI ALLA RIDUZIONE DEL RILASCIO DI CO2 IN ATMOSFERA ATTRAVERSO IMPIEGO SOSTITUTIVO DI FONTI RINNOVABILI, FORESTAZIONE, AGRITERMIA E
"COMBUSTIONE DI CDR IN CENTRALE".
CDR sta per COMBUSTIBILE DA RIFIUTI(Da Ricordare Bene)

La combustione combinata di carbone e CDR in grossi impianti tradizionali già esistenti è di particolare interesse, per la possibilità di utilizzare minori quantità di combustibile fossile.

Alcuni aspetti che richiedono particolari attenzioni:

1. la pezzatura del CDR influisce nella percentuale di incombusti nelle ceneri pesanti
2. la concentrazione di cloro e la presenza di composti metallici e alogenati nel CDR possono causare maggiori rischi di corrosione e sporcamento
3. per quanto concerne le emissioni in atmosfera, alcuni composti sono maggiori (ad esempio HCl e HF), altre diminuiscono (ad esempio SO2 e particolato solido)

E’ dimostrato da studi del Ministero dell’Ambiente che con il CDR in centrali a carbone (trattandosi di impianti “non dedicati” ai rifiuti) si producono più diossine, furani e metalli pesanti, come “nanopolveri” che sfuggono ai sistemi di filtraggio, di quelli che vengono emessi dai “famigerati” inceneritori.

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Sta a noi cittadini decidere se è giunto il momento , terminata la tattica dello struzzo, di aprire finalmente gli occhi ,e dare un segno tangibile che siamo cresciuti ed non siamo disposti a scendere a compromessi e che vogliamo che siano tenuti nella massima considerazione il futuro dei nostri territori e dei nostri figli .
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30 aprile 2010

2010/04/30 La marea nera è in Louisiana il petrolio ha toccato la costa/INCENERITORI DI BRESCIA E PARMA

Tratto da "La Repubblica "

La marea nera è in Louisiana il petrolio ha toccato la costa

La marea nera è in Louisiana
il petrolio ha toccato la costa

Le prime lingue del greggio fuoriuscito da un deposito sotterraneo delle Bp sono arrivate a lambire lo Stato americano. Obama mette a disposizione ogni risorsa disponibile. Un disastro ambientale forse peggiore della Exxon-Valdez. C'è una terza falla nell'impianto (FOTO)
BLOG Disastri marini, coazione a ripetere di A.CIANCIULLO

Tratto da Unonotizie

INCENERITORI DI BRESCIA E PARMA :impianti talmente tecnologici e moderni che è severamente vietato tutto nei terreni circostanti

Inceneritore di Parma come quello di Brescia, ultime notizie: terreni intorno agli inceneritori sono talmente inquinati che è vietato fare qualsiasi cosa
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Il nuovo inceneritore di Parma ci regalerà cartelli come quello nella foto, installati dal comune attorno all'inceneritore di Brescia, l'impianto migliore al mondo, quello con le tecnologie ultra moderne che fanno sì che l'impatto sull'ambiente sia uguale a zero? Uno zero un po' troppo pieno di cose, come quelle che si possono immaginare leggendolo. Per una volta, caso raro in Italia, un cartello è chiaro e inequivocabile e non lascia alcun dubbio a chi legge. C'è scritto infatti sull'avviso: “Comune di Brescia, divieto di pascolo. E' severamente vietato sfalciare, asportare o utilizzare o disperdere l'erba giacente nel terreno. Erba? Dalle parole impresse come fuoco sembra si tratti invece di una qualche sostanza tossica, da cui prendere le distanze, da non toccare, a cui non avvicinarsi nemmeno. E' l'erba attorno all'inceneritore, quella che nel 2008 ha portato il latte delle mucche bresciane oltre il limite di diossina ammesso per la vendita del prodotto. E alle mucche ovviamente quel foraggio non è stato mai più offerto. Potrebbe essere l'erba delle casetta in campagna che il presidente di Enia Allodi consiglia come investimento per il futuro: “Abitare a un passo dall'inceneritore? Meglio che l'aria del centro città”.
Nonno Allodi investe sul futuro e racconta favole, non solo ai nipoti, ma anche ai parmigiani adulti, anche se sono ormai troppo grandi per abboccare. Così neanche Barilla se la sente di continuare nella strategia del silenzio e la butta sul marketing e sulla percezione dei consumatori, poco avvezzi ad acquistare un prodotto del mulino bianco se troppo vicino a un mulino nero. Più esplicito Greci, che messo il naso nei dati e negli altri impianti già attivi in altre parti d'Italia, intravede l'impossibilità di rendere sicuri gli inceneritori, perché comunque le emissioni sono certe e le coltivazioni ne subiscono le conseguenze.
Due sassi gettati nello stagno, i cui cerchi continuano ad allargarsi senza posa.
Erba nera, condita con una miscela complicata di sostanze chimiche che trova nel forno dei rifiuti una perfetta fucina, dove si forgiano composti innaturali e venefici. Metalli pesanti e diossine in larga misura, sostanze che portate a spasso, in un raggio di almeno 30 km, dalle piccole infinitesime particelle di emissione entrano in qualunque organismo che incontrano senza uscirne più. E' lo scenario del futuro di Ravadese, una terra da cui tenersi alla larga,dove il valore delle case sta scemando giorno per giorno, dove in tanti stanno pensando alla diaspora, se davvero arriverà il mostro che incenerisce ogni cosa, anche il futuro. “Parma ultimo posto al mondo dove costruire un inceneritore” sono le parole del chimico inglese Paul Connett, una sentenza che verrà pronunciata all'Onu a maggio, il mese di Cibus,
la vetrina di una terra felice che per mantenere il sorriso deve indossare una maschera, quella per proteggersi dall'inquinamento arrogante e inutile di un inceneritore, utile ai pochi che ci faranno soldi, a spese dei molti che ne subiranno i veleni.
Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti e Risorse
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J. Cameron, regista di Avatar: "le lobby del petrolio e del carbone investono in DISINFORMAZIONE"

Riprendiamo questo interessante articolo da Ecologiae.com.

"Il dibattito annoso tra “catastrofisti” e “negazionisti” si sa, spesso è incentrato sulle compagnie petrolifere e quelle del carbone, accusate di star finanziando una campagna di disinformazione per confondere il pubblico sulla scienza del clima. Fino a questo punto, niente di rivoluzionario, come non sorprende il fatto che purtroppo, in molti casi, sembra abbiano successo, come sta avvenendo in Italia ed in altre parti del mondo.

Ed è per questo che è incoraggiante vedere un’elegante figura che trasmette il messaggio della scienza al pubblico con una certa autorevolezza come James Cameron, che ha appena messo questa storia nel suo film campione d’incassi Avatar, il quale ora si schiera in favore degli ambientalisti e ha cominciato una sorta di “tour” televisivo per controbattere alle illazioni di pseudo-scienziati di parte.

Cameron è stato intervistato da CNN International per uno speciale intitolato “Frontiera Terra: il futuro dell’energia”. Al dibattito hanno preso parte anche Mohamed Nasheed, il presidente delle Maldive, e Wu Changhua, direttore del Greater China Director of the Climate Group e altri. Ovviamente però la voce più ascoltata, ed anche più ad effetto, è stata quella del regista americano, grazie anche a frasi come questa:

Quello che vedo negli Stati Uniti è la lobby del petrolio e del carbone spendere enormi cifre di denaro per una campagna di disinformazione che viene utilizzata per screditare le scienze e orientare l’opinione del pubblico lontano dal senso di responsabilità sociale sui cambiamenti climatici.

Leggi l'articolo integrale