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16 novembre 2011

1)Confermato CORRADO CLINI AL MINISTERO DELL'AMBIENTE: Bye-Bye Ministro Prestigiacomo.2)Esposto alla procura: Mercurio, un atto dovuto


Confermato Corrado Clini   al Ministero dell'Ambiente.

Stralcio da Zeroemission

.......Sono altresì note da tempo anche le sue posizioni critiche sul Protocollo stesso, che, sostiene, non dovrebbe essere rinnovato nel 2012. "Sono un servitore dello Stato che aspetta ordini. Mi preparo a un impegno che onorerò nel modo migliore". Queste le prime parole da ministro pronunciate dal nuovo titolare dell'Ambiente, Corrado Clini. "I primi passi -ha aggiunto- saranno gli ultimi del governo che c'è stato lasciato.(.......) C'è un calendario di impegni, obblighi derivanti da direttive europee su cui lavorare. Non vedo segni di discontinuità, ma dobbiamo lavorare molto di più.
Tratto da Il Fatto Quotidiano
Il neo ministro dell’Ambiente  che fu indagato per inquinamento......
Corrado Clini ha attraversato quasi tutti gli episodi controversi della storia dei tanti disastri ambientali in Italia. Leggi tutto

  Leggi anhe su Il Manifesto:

Goldman Sachs:Speculare sulla crisi

Tratto da Ansa

Corrado Clini ministro dell'Ambiente

Di lunga esperienza al ministero, e' un convinto sostenitore di uno sviluppo sostenibile........

Corrado Clini e' stato designato Ministro dell'Ambiente dal premier Mario Monti.

 E' il negoziatore climatico per l'Italia in campo internazionale (nell'ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite4 sui cambiamenti climatici), ma e' anche l'uomo che tiene insieme le aziende intorno all'idea di sviluppo sostenibile.
Leggi tutto

 Bye-Bye Ministro Prestigiacomo l'Ambiente non risentirà certo della sua mancanza.......

Tratto da Ecoblog

Corrado Clini al Ministero dell'Ambiente?


In queste ore di toto nomi per il Governo Monti, trapela quello di Corrado Clini come nuovo Ministro all’Ambiente. Sarà lui, molto probabilmente, il tecnico incaricato di risollevare l’Italia dal degrado ambientale, non inferiore a quello economico, in cui versa da anni. 
Più che di un tecnico, dopo la Prestigiacomo, avremmo bisogno di un supereroe.
Ad ogni modo, Clini, classe 1947, è laureato in medicina e chirurgia. Non è un volto nuovo al Ministero dell’Ambiente, dal momento che lo dirige dal 1990. Vanta numerose collaborazioni con l’Agenzia Europea dell’Ambiente e l’ONU. Inoltre, ha collaborato alla stesura del Piano nazionale per la riduzione delle emissioni di gas serra. Qui il curriculum vitae completo.

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Leggi su  Arpat Toscana

Costruire una migliore politica ambientale, cercando nel futuro

Un nuovo rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (EEA) mostra alcuni esempi di successo di come i paesi europei stanno dando sempre maggiore attenzione all'utilizzo di approcci lungo termine al momento di formulare politiche ambientali.
Un nuovo rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (EEA), intitolata ' BLOSSOM - Colmare scenario di lungo periodo e analisi strategia: organizzazione e metodi 'riassume i risultati di un progetto triennale, che ha esaminato le politiche ambientali di 12 Stati membri dell'UE. Esso mostra alcuni esempi di successo di come i paesi europei stanno dando sempre maggiore attenzione all'utilizzo di approcci lungo termine, come la costruzione di scenario, al momento di formulare politiche ambientali.
Leggi tutto
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Riceviamo e pubblichiamo
 
Comunicato stampa - Esposto alla procura di Civitavecchia: Mercurio, un atto dovuto



Depositato presso la Procura della Repubblica di Civitavecchia l’esposto con il quale quattro membri di Tarquinia Democratica, in qualità di cittadini, chiedono al Procuratore di accertare le responsabilità sulla nota vicenda della mancata diffusione dei dati sugli inquinanti “allo stato di vapore” tra i quali, i richiesti e mai ottenuti, dati sul temibile mercurio.
Venerdì 11 novembre 2011, i firmatari della prima istanza, che fu  rivolta al sindaco già nel mese di febbraio 2011, hanno consegnato presso l'ufficio querele del Tribunale di Civitavecchia un esposto indirizzato al Procuratore della Repubblica nel quale sono riportati, con dovizia di dettagli ed allegati, tutti i passaggi della battaglia che l'Associazione insieme a numerosi concittadini sta portando avanti da quasi un anno.
"L’iniziativa dalla quale tutto è iniziato, come si ricorderà, era in origine volta a conoscere - come previsto dalle norme - i dati sulle emissioni di mercurio della centrale TVN di Civitavecchia. Attraverso un percorso “istituzionale” siamo giunti alla presentazione autonoma dell’esposto poiché, nonostante la precisione e l’insistenza delle richieste e degli appelli, nessun dato relativo al mercurio emesso dalla ciminiera di TVN, dopo l’avvio della centrale riconvertita a carbone, è stato ancora oggi diffuso o reso noto.  
Un atto dovuto, perciò, verso gli 830 cittadini tarquiniesi che alcuni mesi fa, con la propria firma, avevano chiesto all'Amministrazione comunale e al Sindaco di compierlo in rappresentanza dell’intera cittadinanza; atto a cui, nei fatti, il primo cittadino, adducendo giustificazioni non convincenti, non ha voluto dar seguito.”
L'impatto inquinante del mercurio emesso dalla centrale è potenzialmente molto dannoso per i cittadini delle località limitrofe, nonché per i terreni e le acque circostanti alla centrale e, naturalmente, la pericolosità è proporzionale alla quantità immessa nell’atmosfera.
  I primi a preoccuparsi di questo problema legato alla combustione del carbone furono proprio gli stessi tecnici che redassero la Valutazione d'Impatto Ambientale, i quali, perplessi sull' effettiva capacità della centrale TVN a contenere le emissioni di mercurio e nickel entro i valori indicati, prescrissero le misurazioni “al camino” e l'obbligo di campagne di monitoraggio, nonché la pubblicazione e la diffusione annuale di un report contenente i dati delle misurazioni di tali elementi.

La documentazione fatta pervenire al Procuratore dimostra come "ancora oggi, nonostante i reiterati sforzi, le svolte richieste e la fiducia nelle leggi, non è stato possibile reperire alcun dato relativo alle emissioni di mercurio allo stato di vapore riferibile alla centrale TVN di Civitavecchia, sebbene espresso obbligo e prescrizioni chiaramente previste sia nel citato Decreto V.I.A. che nel Dlgs 195/2005 (accesso del pubblico all'informazione ambientale)".

"Alcuni hanno scelto la strada del silenzio e della sottomissione per ciò che riguarda la tutela del territorio ed il diritto all'informazione dei cittadini: noi proseguiamo, invece, e siamo fiduciosi del fatto che il Procuratore vorrà verificare se le procedure siano state o meno compiute in modo conforme alle prescrizioni normative, soprattutto per quanto concerne l'obbligo di diffusione degli specifici dati e rilevamenti sopra indicati, con individuazioni dei relativi eventuali responsabili".

26 giugno 2010

2010/06/26 "Medici contro il carbone"/ Terra, Aia e Salute

"Tratto da Terra" Medici contro il carbone

Diego Carmignani
IL CASO. A Vado Ligure, Tirreno Power cerca di tranquillizzare la popolazione sul progetto per l’ampliamento della centrale: usiamo le migliori tecnologie. Ma il dottor Franceschi smentisce e spiega i danni sanitari.

La centrale a carbone di Vado Ligure garantisce di usare le “tecnologie più avanzate” per non nuocere ad ambiente e salute. Ma i Medici per l’ambiente smentiscono e chiedono la chiusura dei gruppi 3 e 4 dell’impianto. È un tutti contro uno eclatante quello che sta andando in scena in questi ultimi tempi a Vado Ligure, nel savonese.

Al centro c’è la vecchia, vecchissima, centrale a carbone Tirreno Power, per il cui futuro i proprietari vorrebbero un doppione, anziché una riconversione.


Ma gli abitanti, da anni ricoperti da emissioni, non ci stanno. Per mettere le cose in chiaro, lo scorso 19 giugno nella località ligure l’Unione dei Comitati e cittadini per l’Ambiente e la salute della provincia di Savona (con manifestazioni congiunte anche a Brindisi e Tarquinia)
hanno detto il loro “no” all’ampliamento della centrale e al carbone come fonte di energia, a fronte di alternative che non sacrificano la salute e la vita stessa degli abitanti. Il presidio, di protesta e di informazione, si è attivato proprio davanti alla centrale, in concomitanza con l’”Open day” organizzato dalla Tirreno Power per far capire alla gente, una volta per tutte, quali siano le effettive modalità produttive dell’impianto.

Il direttore generale Giovanni Gosio ha sottolineato in quell’occasione «il rispetto per l’ambiente e per la società» garantito dalle “tecnologie più avanzate”. «I valori delle emissioni sono a norma e controllate – ha dichiarato il dg -. Per noi, le emissioni non sono il punto di uscita di un processo, ma sono il punto di riferimento su cui si imposta tutto il processo». E intanto ai “no carbone” in piazza assicurava: «La preoccupazione è infondata, soprattutto dopo la riqualificazione degli impianti a carbone esistenti».

A stretto giro, le parole di Gosio si polverizzano dietro ai fatti.

Come ci spiega infatti il dottor Paolo Franceschi, referente scientifico della Commissione salute e ambiente dell’Ordine dei medici di Savona, «gli attuali gruppi 3 e 4 a carbone non utilizzano affatto “le tecnologie più avanzate”: emettono oltre il quadruplo degli ossidi di zolfo, e oltre il triplo degli ossidi di azoto e del particolato di quanto potrebbero fare se veramente utilizzassero “le tecnologie più avanzate”.
Le acquisizioni scientifiche dimostrano che i danni sanitari causati alla popolazione dalle centrali termoelettriche sono direttamente proporzionali alle emissioni: danni che potrebbero essere da 3 a 4 volte maggiori rispetto a quanto sarebbe consentito dall’applicazione delle migliori tecnologie disponibili, come dettato dal decreto legislativo 59/2005».


Alla Tirreno Power, gli ambientalisti del Moda ribadiscono l’opposizione all’ampliamento della centrale, spingendo con fermezza sulla possibilità di chiudere i gruppi obsoleti a carbone, che producono emissioni assai elevate, di molto superiori a quelle prodotte dai gruppi della stessa centrale a turbogas, di potenza superiore ed alto rendimento.

Un depotenziamento, invece del raddoppio, che eviterebbe anche di bruciare il rifiuto Cdr (possibile solo sui gruppi a carbone), causa dell’emissione di pericolose fuoriuscite di metalli pesanti.
Una cortina fumogena che oscura la trasparenza del patetico “Open day”.
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Terra, Aia e Salute

Tratto da Agoramagazine


sabato 26 giugno 2010 di Erasmo Venosi


Il degrado ambientale e i modelli di vita, sono le cause principali di numerose gravi patologie che colpiscono bambini, donne e uomini. Molte malattie trovano la loro causa nell’accumulo in aria, acqua e suolo d’inquinanti, provenienti dal settore industriale e dal traffico veicolare.

Ambiente inquinato, esposizioni occupazionali a sostanze nocive e modelli di vita scorretti sono responsabili del 75% delle patologie e delle cause di morte.

Esistono numerose norme di origine comunitaria e interna, di tutela ambientale ma scarsamente o di fatto inapplicate.

Gli Enti che dovrebbero monitorare la presenza d’inquinanti e il rispetto dei limiti di legge, sono svuotati da sottili provvedimenti che agiscono sulle risorse assegnate e sulla composizione delle professionalità. Casi emblematici di come è gestito il rapporto ambiente –salute è costituito dal caso dell’Ispra, dalla mancata applicazione dello strumento principale di gestione delle situazioni di inquinamento ambientale , l’AIA (autorizzazione integrata ambientale) e dal “congelamento” della Commissione per la revisione del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica.

La disapplicazione delle leggi di tutela dell’ambiente è da imputare al legislatore e alla pubblica amministrazione. In tal modo sono contenti , sia quelli che volevano le leggi di tutela che potranno affermare di averle ottenute e sia quelli che non le volevano, perché "tanto le norme non saranno applicate".

La gente si ammala per esposizioni abnormi a inquinanti e le leggi che disciplinano le emissioni sovente, sono prive di sanzioni e con sicuri, periodici condoni o amnistie.

A onor del vero la “guerra “ all’ambiente viene da lontano. Nel novembre 1993, il Governo Ciampiiniziò una serie lunghissima di decreti reiterati dai successivi Governi, e basati sul convincimento che per rilanciare la ripresa dell’economia, fosse necessario eliminare il più possibile vincoli e sanzioni penali previste dalle leggi di tutela ambientale. Il tasso medio annuo di sviluppo del PIL, 0,6% nel decennio dimostra quanto sia stato inutile “disarticolare “ le norme di tutela ambientale.

Noi invece crediamo che sia possibile coniugare a un livello di minimizzazione del rischio, sviluppo e ambiente.

In un Paese normale la mancata validazione dei dati sulle emissioni da fonte industriale nel 2008, da ISPRA , avrebbe dovuto suscitare reazioni sociali e politiche.
La causa è costituita dalla non dichiarata voglia di smobilitazione dell’Ispra da parte del Governo. L’industria è responsabile (dati 2007) del 26% delle famigerate polveri che entrano nei bronchi (PM10), del 29% degli ossidi di zolfo, del 60% del pericoloso cadmio , del 74% di mercurio, del 89% di cromo , del 70% di diossine.
La grande maggioranza degli impianti italiani esistenti al 1999 doveva possedere l’AIA entro l’aprile 2004.

Le AIA concesse dal Ministero dell’Ambiente sono 44 e ne mancano all’appello altre 147 ! La maggioranza riguarda centrali termoelettriche di cui molte nuove e quindi di facile istruttoria.

Senza AIA gli impianti più inquinanti: 39 impianti chimici tra i quali Priolo (zona a elevato rischio di crisi ambientale ai sensi del DPR 1995) e Mantova (primato per polveri sottili e ossidi di zolfo), 17 raffinerie ( tra le quali quella di Gela dove è insediata anche l’unica centrale termoelettrica che usa anche il pet-coke!) e due grandi acciaierie Taranto e Piombino.

Alle AIA di competenza statale si sommano le AIA non rilasciate di competenza regionale, che spesso riguardano discariche, inceneritori e cementifici come quello di Guidonia.

E il Ministro dell’Ambiente adempia l’art 13 dlgs 59/2005, nominando l’Osservatorio nazionale sulle AIA, che consente di conoscere le autorizzazioni statali e regionali rilasciate.
Non un adempimento burocratico l’Osservatorio , ma lo strumento di elezione che attraverso il monitoraggio delle AIA rilasciate da Stato e Regioni , consente di tutelate la salute e le imprese.