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10 luglio 2016
Il Fatto Quotidiano :Inceneritori e grandi opere, “con decreto taglia burocrazia tutti i poteri al premier. Rischio cementificazione e inquinamento”.
08 marzo 2014
Ilva: Comune Taranto chiede 3,3 miliardi di risarcimento danni per inquinamento.
Tratto da Agi.it
Ilva: Comune Taranto chiede 3,3 miliardi di risarcimento per inquinamento.
(AGI) - Taranto, 8 mar. - Per i danni di inquinamento provocati dall'Ilva alla citta' di Taranto e per i conseguenti oneri che la pubblica amministrazione ha dovuto fronteggiare, il Comune di Taranto ha chiesto un risarcimento danni di 3,3 miliardi di euro nei confronti dell'Ilva spa, di Riva Fire, la capogruppo a cui fa capo la stessa Ilva, e a Emilio Riva, presidente della stessa Riva Fire, nonche' al vertice del gruppo dell'acciaio.
E' quanto scrive oggi "La Gazzetta Del Mezzogiorno" facendo riferimento all'atto di citazione depositato a Palazzo di Giustizia dagli avvocati del Comune di Taranto. Documenti, perizie, fotografie......In base al Testo unico ambientale e ad una condanna definitiva in Corte di Cassazione subita dai vertici societari dell'Ilva e di Riva nell'ottobre 2005, il Comune di Taranto chiede il risarcimento dei danni materiali - imbrattamento di fumi e polveri - causati dal grave inquinamento industriale con particolare riferimento alle strutture di proprieta' dell'Amministrazione comunale come uffici e scuole, ma anche ai mezzi dell'Amiu e dell'Amiu (sono le aziende che si occupano, rispettivamente, dell'igiene urbana e del trasporto pubblico in citta') che appartengono al patrimonio pubblico.
La richiesta risarcitoria avanzata dal Comune di Taranto verso l'Ilva, Riva Fire ed Emilio Riva si collega ad un procedimento giudiziario gia' definito. In base alle norme, infatti, l'azione risarcitoria puo' essere formalizzata dopo la conclusione del giudizio. Quanto rivendicato dai legali del Comune, quindi, nulla a che vedere con le richieste di rinvio a giudizio che giovedi' scorso il pool della Procura di Taranto ha deposito all'ufficio del giudice per l'udienza preliminare.
In quest'ultimo caso si tratta di 50 persone, indagate a vario titolo, dall'associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale all'omissione di atti d'ufficio, e di tre societa': Ilva, Riva Fire e Riva Forni Elettrici. Nelle richieste di rinvio a giudizio oltre a Emilio Riva e ai suoi figli Nicola e Fabio, anch'essi al vertice dell'Ilva e del gruppo Riva, ci sono anche alcuni amministratori pubblici tra cui il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, accusato di concussione aggravata per aver fatto pressioni sull'Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) a proposito dei controlli sull'inquinamento del siderurgico, e il sindaco di Taranto, Ezio Stefano, cui la Procura contesta l'omissione di atti d'ufficio.
Il sindaco, secondo la Procura, pur essendo a conoscenza della gravita' dell'inquinamento dell'Ilva tanto da averla denunciata alla stessa Magistratura nel maggio 2010, nulla avrebbe poi fatto, nell'ambito dei suoi poteri di autorita' sanitaria, per contrastare lo stesso fenomeno denunciato. .
Su Agi.it l'articolo integrale
15 maggio 2013
OPERAZIONE AMBIENTE SVENDUTO :Ilva, quattro arresti a Taranto
Il Corriere del Mezzogiorno
Operazione ambiente svenduto .
ILVA, QUATTRO ARRESTI A TARANTO
In manette anche il presidente Florido
Coinvolti ex assessore Conserva, il manager Archinà. «Forte inclinazione ad asservire il pubblico ufficio»
TARANTO - Terremoto politico-giudiziario a Taranto. Il presidente della Provincia, Giovanni Florido, è stato arrestato dai militari della guardia di finanza nell'ambito dell'inchiesta su presunti favori all'Ilva denominata «Ambiente svenduto».Insieme a Florido sono stati eseguiti altri tre arresti. Si tratta dell'ex assessore provinciale di Taranto all'Ambiente, Michele Conserva, l'ex dirigente dell'Ilva, Girolamo Archinà, e l'ex segretario della Provincia di Taranto, Vincenzo Specchia. ..........ad Archinà l'ordinanza di custodia cautelare è stata notificata nella stessa casa circondariale dove l'ex dirigente Ilva è detenuto da alcuni mesi nell'ambito della stessa inchiesta che ha preso il via con il terremoto iniziato a novembre
LE ACCUSE - Florido è accusato di concussione in relazione alla gestione da parte dell'Ilva della discarica «Mater Gratiae». Sono accusati di concussione anche Conserva e l'ex segretario generale della Provincia Specchia, che è finito invece ai domiciliari. Archinà, che era già detenuto dal novembre 2012, è accusato di concorso nel reato contestato ai pubblici ufficiali. Florido e Conserva sono accusati di aver indotto, dal 2006 al 2011, dirigenti del settore ecologia e ambiente della Provincia di Taranto a rilasciare autorizzazioni per la discarica gestita dall'Ilva «in carenza dei requisiti tecnico-giuridici».
«Florido,
Conserva e Specchia, operando in piena unità di intenti, hanno rivelato
una inquietante, forte inclinazione comportamentale ad asservire il
pubblico ufficio, i pubblici poteri rispettivamente esercitati, al
conseguimento di obiettivi di favore economico a beneficio di
determinati soggetti (ovviamente, non di soggetti qualunque...), in
spregio dei principi di buon andamento ed imparzialità della pubblica
amministrazione». Il gip Todisco lo scrive nell'ordinanza di custodia cautelare.
Ai quattro arrestati viene contestato un tentativo di concussione per costrizione nei confronti di un ex dirigente del settore Ecologia della Provincia, Luigi Romandini, per indurlo a firmare (cosa che non fece, nonostante la minaccia di licenziamento) autorizzazioni in favore dell'Ilva. .......
Leggi l'articolo integrale
04 ottobre 2012
Stop alle trivellazioni: il TAR del Lazio blocca quelle alle Tremiti.
Tratto da GreenMe
Stop alle trivellazioni: il TAR blocca quelle alle Tremiti. Ancora a rischio la Puglia
22 gennaio 2012
MONITORAGGI AMBIENTALI CURIOSI.......A VADO LIGURE PER IL BIOSSIDO DI ZOLFO? STRANA SERIE DI 1 1 1 1 1 2
Non tutti ancora validati ma si sa ci vuole tempo per mettere tutto in linea.......
CURIOSI.......A VADO LIGURE PER IL BIOSSIDO DI ZOLFO.Come al solito il nostro detective ambientale continua a tenere un occhio impegnato sui monitoraggi ambientali visibili su Ambiente in Liguria.
E come potrebbero i sindaci informarci con efficienza ed efficacia in tempo utile se c'è qualche problema per le persone a rischio (anziani e bambini) se i dati vengono messi in rete tre giorni dopo?Forse dovrebbero fare un corso di fiuto per valutare l'aria a naso.......!
E' possibile a Vado Ligure nei giorni 18 e 19 gennaio questa lunga serie di 1 del biossido di zolfo (due giorni interi di valori uguali a 1 o al massimo uguali a 2 ),con bassa pressione,mancanza assoluta di pioggia,pochissimo vento, centrale a carbone in piena attività, riscaldamenti delle abitazioni in funzione e macchine in circolazione..........Biossido di zolfo
Sorgenti .Le principali emissioni di biossido di zolfo derivano dai processi di combustione che utilizzano combustibili di tipo fossile (gasolio, olio combustibile, carbone), in cui lo zolfo è presente come impurità.Le fonti di emissione principali sono dunque gli impianti fissi di combustione (produzione di energia, riscaldamento, …) ed alcuni particolari processi industriali (settore metallurgico). A conferma di ciò, si riscontra che la concentrazione in atmosfera di biossido di zolfo presenta una variazione stagionale molto evidente, con i valori massimi nella stagione invernale, laddove sono in funzione gli impianti di riscaldamento domestici.
Una percentuale minore di biossido di zolfo nell’aria (6-7%) proviene dal traffico veicolare, in particolare dai veicoli con motore diesel.
Ecco i valori tratti da Ambiente in Liguria del Biossido di Zolfo della stazione Varaldo a Savona del 19 gennaio
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| 19/01/2012 09:00 | 19/01/2012 10:00 | 10 | Si | No |
| 19/01/2012 10:00 | 19/01/2012 11:00 | 5 | Si | No |
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| 19/01/2012 12:00 | 19/01/2012 13:00 | 25 | Si | No |
| 19/01/2012 13:00 | 19/01/2012 14:00 | 46 | Si | No |
| 19/01/2012 14:00 | 19/01/2012 15:00 | 23 | Si | No |
| 19/01/2012 15:00 | 19/01/2012 16:00 | 15 | Si | No |
| 19/01/2012 16:00 | 19/01/2012 17:00 | 35 | Si | No |
| 19/01/2012 17:00 | 19/01/2012 18:00 | 15 | Si | No |
CI SONO DEI PROBLEMI ALLA CENTRALINA?
SIAMO IN ATTESA DEI NUOVI VALORI AGGIORNATI.
| 18/01/2012 14:00 | 18/01/2012 15:00 | 2 | Si | No |
| 18/01/2012 15:00 | 18/01/2012 16:00 | 1 | Si | No |
| 18/01/2012 16:00 | 18/01/2012 17:00 | 1 | Si | No |
| 18/01/2012 17:00 | 18/01/2012 18:00 | 1 | Si | No |
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| 18/01/2012 22:00 | 18/01/2012 23:00 | 1 | Si | No |
| 18/01/2012 23:00 | 19/01/2012 00:00 | 1 | Si | No |
| 19/01/2012 00:00 | 19/01/2012 01:00 | 1 | Si | No |
| 19/01/2012 02:00 | 19/01/2012 03:00 | 2 | Si | No |
| 19/01/2012 03:00 | 19/01/2012 04:00 | 2 | Si | No |
| 19/01/2012 04:00 | 19/01/2012 05:00 | 1 | Si | No |
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20 ottobre 2011
TUTELA DELLA SALUTE? SERVE IL TAR PER AFFERMARE LA SUA PRIORITA' 2)Energia, il vecchio allo scontro col nuovo
Tratto da Greenreport
Tutela della salute? Serve il Tar per affermare la sua priorità rispetto all’acquisizione di finanziamenti
di Eleonora Santucci
...Lo afferma il Tribunale amministrativo della Sardegna (Tar), sottolineando che l'interesse alla percezione di finanziamenti è "sicuramente recessivo" rispetto al rischio, anche solo potenziale, per la salute umana.
La tutela della salute nell'ordinamento italiano è garantita dalla stessa costituzione (articolo 32), ed è intesa sia come diritto soggettivo della persona, sia come interesse della collettività a un ambiente salubre.
La salubrità dell'ambiente dovrebbe essere intesa non solo come assenza di danno, ma anche e soprattutto come assenza di alterazione irreversibile o comunque permanente di fattori ambientali.
Fattori la cui cura è affidata alla pubblica amministrazione in modo prioritario rispetto ad altri interessi.
Leggi l'articolo integrale
Leggi anche su Savona News
Burlando dopo aver approvato il potenziamento a carbone, solo oggi si accorge della mancanza dell'autorizzazione AIA
Leggi anche su Unitiperlasalute
Tirreno Power, il sindaco Ferrando:"Burlando ha ascoltato per il 20% il territorio e per l’80% l’azienda”
Fattori la cui cura è affidata alla pubblica amministrazione in modo prioritario rispetto ad altri interessi!!!!!!!
Leggi su Il Fatto Quotidiano
Energia, il vecchio allo scontro col nuovo
Il vecchio mondo cerca di bloccare il nuovo.
Confindustria e produttori tradizionali di energia elettrica chiedono una moratoria allo sviluppo delle fonti rinnovabili e agli impianti di accumulo.
Enel rilancia il carbone a Porto Tolle (dove il 29 ottobre si svolgerà una manifestazione nazionale) e chiede di potenziare le linee di trasmissione sulla dorsale adriatica per accogliere l’elettricità profusa dai nuovi impianti a lignite in gestazione in Kosovo o immessa dai reattori nucleari gestiti in compartecipazione nell’Europa dell’Est. Il suo Ad, Fulvio Conti, minimizza la vittoria dei sì antinucleari confermando l’intenzione di aumentare il peso del settore atomico dell’ente in Slovacchia, Spagna e Francia grazie alla collaborazione con Edf.Dopo il 12 e 13 giugno, nonostante l’indicazione di 27 milioni di votanti, ha quindi ripreso vigore la battaglia dei produttori e dei grossi consumatori di energia contro i produttori di elettricità da fonti rinnovabili....
Ma attenzione! Ipotecare il futuro col passato è ciò che di peggio possiamo fare in questo momento.
Carbonizzare l’economia, bloccare le nuove fonti, ritardare gli interventi sulla rete significa condannare il Paese a una crisi ancora più profonda dell’attuale.
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26 giugno 2010
2010/06/26 "Medici contro il carbone"/ Terra, Aia e Salute
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"Tratto da Terra" Medici contro il carbone
La centrale a carbone di Vado Ligure garantisce di usare le “tecnologie più avanzate” per non nuocere ad ambiente e salute. Ma i Medici per l’ambiente smentiscono e chiedono la chiusura dei gruppi 3 e 4 dell’impianto. È un tutti contro uno eclatante quello che sta andando in scena in questi ultimi tempi a Vado Ligure, nel savonese.
Al centro c’è la vecchia, vecchissima, centrale a carbone Tirreno Power, per il cui futuro i proprietari vorrebbero un doppione, anziché una riconversione.
Ma gli abitanti, da anni ricoperti da emissioni, non ci stanno. Per mettere le cose in chiaro, lo scorso 19 giugno nella località ligure l’Unione dei Comitati e cittadini per l’Ambiente e la salute della provincia di Savona (con manifestazioni congiunte anche a Brindisi e Tarquinia) hanno detto il loro “no” all’ampliamento della centrale e al carbone come fonte di energia, a fronte di alternative che non sacrificano la salute e la vita stessa degli abitanti. Il presidio, di protesta e di informazione, si è attivato proprio davanti alla centrale, in concomitanza con l’”Open day” organizzato dalla Tirreno Power per far capire alla gente, una volta per tutte, quali siano le effettive modalità produttive dell’impianto.
Il direttore generale Giovanni Gosio ha sottolineato in quell’occasione «il rispetto per l’ambiente e per la società» garantito dalle “tecnologie più avanzate”. «I valori delle emissioni sono a norma e controllate – ha dichiarato il dg -. Per noi, le emissioni non sono il punto di uscita di un processo, ma sono il punto di riferimento su cui si imposta tutto il processo». E intanto ai “no carbone” in piazza assicurava: «La preoccupazione è infondata, soprattutto dopo la riqualificazione degli impianti a carbone esistenti».
A stretto giro, le parole di Gosio si polverizzano dietro ai fatti.
Come ci spiega infatti il dottor Paolo Franceschi, referente scientifico della Commissione salute e ambiente dell’Ordine dei medici di Savona, «gli attuali gruppi 3 e 4 a carbone non utilizzano affatto “le tecnologie più avanzate”: emettono oltre il quadruplo degli ossidi di zolfo, e oltre il triplo degli ossidi di azoto e del particolato di quanto potrebbero fare se veramente utilizzassero “le tecnologie più avanzate”.Le acquisizioni scientifiche dimostrano che i danni sanitari causati alla popolazione dalle centrali termoelettriche sono direttamente proporzionali alle emissioni: danni che potrebbero essere da 3 a 4 volte maggiori rispetto a quanto sarebbe consentito dall’applicazione delle migliori tecnologie disponibili, come dettato dal decreto legislativo 59/2005».
Alla Tirreno Power, gli ambientalisti del Moda ribadiscono l’opposizione all’ampliamento della centrale, spingendo con fermezza sulla possibilità di chiudere i gruppi obsoleti a carbone, che producono emissioni assai elevate, di molto superiori a quelle prodotte dai gruppi della stessa centrale a turbogas, di potenza superiore ed alto rendimento.
Un depotenziamento, invece del raddoppio, che eviterebbe anche di bruciare il rifiuto Cdr (possibile solo sui gruppi a carbone), causa dell’emissione di pericolose fuoriuscite di metalli pesanti.Una cortina fumogena che oscura la trasparenza del patetico “Open day”.
Ambiente inquinato, esposizioni occupazionali a sostanze nocive e modelli di vita scorretti sono responsabili del 75% delle patologie e delle cause di morte.
Esistono numerose norme di origine comunitaria e interna, di tutela ambientale ma scarsamente o di fatto inapplicate.
Gli Enti che dovrebbero monitorare la presenza d’inquinanti e il rispetto dei limiti di legge, sono svuotati da sottili provvedimenti che agiscono sulle risorse assegnate e sulla composizione delle professionalità. Casi emblematici di come è gestito il rapporto ambiente –salute è costituito dal caso dell’Ispra, dalla mancata applicazione dello strumento principale di gestione delle situazioni di inquinamento ambientale , l’AIA (autorizzazione integrata ambientale) e dal “congelamento” della Commissione per la revisione del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica.
La disapplicazione delle leggi di tutela dell’ambiente è da imputare al legislatore e alla pubblica amministrazione. In tal modo sono contenti , sia quelli che volevano le leggi di tutela che potranno affermare di averle ottenute e sia quelli che non le volevano, perché "tanto le norme non saranno applicate".
La gente si ammala per esposizioni abnormi a inquinanti e le leggi che disciplinano le emissioni sovente, sono prive di sanzioni e con sicuri, periodici condoni o amnistie.
A onor del vero la “guerra “ all’ambiente viene da lontano. Nel novembre 1993, il Governo Ciampiiniziò una serie lunghissima di decreti reiterati dai successivi Governi, e basati sul convincimento che per rilanciare la ripresa dell’economia, fosse necessario eliminare il più possibile vincoli e sanzioni penali previste dalle leggi di tutela ambientale. Il tasso medio annuo di sviluppo del PIL, 0,6% nel decennio dimostra quanto sia stato inutile “disarticolare “ le norme di tutela ambientale.
Noi invece crediamo che sia possibile coniugare a un livello di minimizzazione del rischio, sviluppo e ambiente.
In un Paese normale la mancata validazione dei dati sulle emissioni da fonte industriale nel 2008, da ISPRA , avrebbe dovuto suscitare reazioni sociali e politiche.La causa è costituita dalla non dichiarata voglia di smobilitazione dell’Ispra da parte del Governo. L’industria è responsabile (dati 2007) del 26% delle famigerate polveri che entrano nei bronchi (PM10), del 29% degli ossidi di zolfo, del 60% del pericoloso cadmio , del 74% di mercurio, del 89% di cromo , del 70% di diossine.
La grande maggioranza degli impianti italiani esistenti al 1999 doveva possedere l’AIA entro l’aprile 2004.
Le AIA concesse dal Ministero dell’Ambiente sono 44 e ne mancano all’appello altre 147 ! La maggioranza riguarda centrali termoelettriche di cui molte nuove e quindi di facile istruttoria.
Senza AIA gli impianti più inquinanti: 39 impianti chimici tra i quali Priolo (zona a elevato rischio di crisi ambientale ai sensi del DPR 1995) e Mantova (primato per polveri sottili e ossidi di zolfo), 17 raffinerie ( tra le quali quella di Gela dove è insediata anche l’unica centrale termoelettrica che usa anche il pet-coke!) e due grandi acciaierie Taranto e Piombino.
Alle AIA di competenza statale si sommano le AIA non rilasciate di competenza regionale, che spesso riguardano discariche, inceneritori e cementifici come quello di Guidonia.
E il Ministro dell’Ambiente adempia l’art 13 dlgs 59/2005, nominando l’Osservatorio nazionale sulle AIA, che consente di conoscere le autorizzazioni statali e regionali rilasciate.Non un adempimento burocratico l’Osservatorio , ma lo strumento di elezione che attraverso il monitoraggio delle AIA rilasciate da Stato e Regioni , consente di tutelate la salute e le imprese.






