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Visualizzazione post con etichetta diffida ministeriale. Mostra tutti i post
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24 novembre 2014

Tirreno Power La risposta della Sottosegretaria Silvia Velo all' interpellanza su Tirreno Power.

DOMANI 25 NOVEMBRE  CONFERENZA DEI SERVIZI  DELIBERANTE PER LA 
PROBLEMATICA TIRRENO POWER .
Tratto da youtube
Alcuni stralci della  recente risposta del Sottosegretario all' Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare On Silvia Velo all' interpellanza di Anna Giacobbe (http://youtu.be/AL2ONwTYvGI)

....Il Ministero dell' Ambiente con provvedimento di AIA n° 227 del 14 dicembre 2012 ha disciplinato l'esercizio della centrale di Vado Ligure .E' di dominio pubblico la notizia che la Magistratura competente  in data 11 marzo 2014 ha disposto il sequestro preventivo delle due sezioni a carbone VL3 VL4 per motivi sanitari e pertanto le stesse risultano spente a partire da tale data.
Successivamente è intervenuto l'atto di sospensione dell'efficacia del provvedimento AIA da parte del Ministero dell' Ambiente limitatamente all' esercizio delle due sezioni termoelettriche di cui sopra ed a oggi ovviamente  è consentito  l'esercizio solo di VL5 alimentata a gas naturale.
Le recenti vicende giudiziarie che hanno investito il polo energetico di Vado Ligure ,in aggiunta alla situazione di crisi della domanda che sta investendo il settore termoelettrico in generale,hanno dato luogo alla crisi occupazionale che attraversa appunto la centrale e relativo indotto.....
La vertenza coinvolge certamente più amministrazioni che in modo coordinato affrontano la problematica secondo i profili ciascuno di rispettiva competenza......

Per quanto concerne i limiti delle emissioni imposti alla centrale di Vado Ligure ,e la tempistica per l'adeguamento agli stessi non è possibile operare un raffronto con i limiti imposti ad impianti analoghi  sul territorio nazionale.
Infatti tale questione trova interpretazione nella normativa di cui al titolo 3 bis della parte II del decreto legislativo 152 / 2006 che si riporta ai principi  di prevenzione e riduzione integrata del'inquinamento stabilendo criteri organizzativi  determinati a valle delle analisi effettuate caso per caso e volte ad individuare le MTD  con le prestazioni connesse in ogni specifico contesto.
Alla luce di ciò  le condizioni fissate per l'impianto in questione si pongono all'interno e non ai margini di tale campo di variabilità  e verosimilmente diverranno condizioni definitive nel provvedimento di rinnovo anticipato richiesto dal gestore.

Su tale base pertanto non è possibile rilevare alcuna disomogeneità di trattamento per l'impianto con altri simili presenti sul territorio nazionale . Si ricorda che la centrale di Vado Ligure è già dotata   di Autorizzazione Integrata Ambientale  volta a disciplinare l'esercizio della stessa ATTRAVERSO  UNA SERIE DI ESERCIZI TRANSITORI:

IL GESTORE TUTTAVIA NON HA EFFETTUATO GLI INTERVENTI MIGLIORATIVI CHE AVEVA PROPOSTO IN SEDE DI ISTANZA DI AUTORIZZAZIONE  E DI CONSEGUENZA IL MINISTERO DELL' AMBIENTE ,PREVIA DIFFIDA ,HA DOVUTO PROCEDERE A SOSPENDERE LA VALIDITA'  DELL' AUTORIZZAZIONE.
Quest'ultimo provvedimento si distingue da quello assunto dalla Magistratura perchè volto ad impedire LA REITERAZIONE PRESUNTA DI REATI CONNESSI ALL' EFFETTO DELL' ESERCIZIO DELL' IMPIANTO SULLA SALUTE DELLA POPOLAZIONE........

La società Tirreno Power quindi ha chiesto il rinnovo anticipato dell' autorizzazione prospettando una diversa articolazione degli esercizi provvisori , dell' assetto finale  a regime che non prevede più la realizzazione del nuovo gruppo VL6 e delle prestazioni da traguardare.
Tale richiesta poichè dal punto di vista ambientale prevede sostanziali variazioni rispetto al quadro prestazionale ed emissivo già autorizzato è tuttora oggetto di una approfondita istruttoria tecnica che il 25 novembre prossimo sarà discussa in seno alla conferenza dei servizi.
NON SI ESCLUDE LA FISSAZIONE DI CONDIZIONI ORGANIZZATIVE PARTICOLARMENTE RIGOROSE STANTE LA TEMUTA CRITICITA' SANITARIA ED IL PARTICOLARE ASSETTO IMPIANTISTICO...

In sintesi il procedimento di rinnovo dell' Aia mira a delineare le condizioni  di un adeguamento ottimale della centrale di Vado Ligure  (......) 

Qui il link all' interpellanza e la risposta integrale del Sottosegretario Velo è dal minuto 9,20
___________________
 Leggi anche l'articolo del 1 aprile 2014


Il sottosegretario SILVIA VELO su Tirreno Power : "l'impatto ambientale interessa tutti".

Tratto da Savona News
Vado e Quiliano: parla il sottosegretario Velo 
"l'impatto ambientale interessa tutti".

"Tutte le richieste formulate e che riguardavano

 la tutela della salute erano state accolte dai due 

Sindaci”



Silvia Velo, sottosegretario di stato per l'ambiente alla
 Camera dei Deputati, interviene su Tirreno Power “le 
verifiche connesse all'effettivo impatto ambientale che la
 centrale ha sul territorio circostante non interessano
 esclusivamente il Ministero dell'Ambiente quale Autorità 
preposta al rilascio dell'AIA, ma devono necessariamente 
coinvolgere  tutti i soggetti pubblici titolari di specifici 
poteri in materia di tutela dell'ambiente e della salute.

Leggi qui l'articolo integrale

02 aprile 2014

Il Secolo XIX :Tirreno Power, ultimatum del Ministero......

Genova - Entro la metà di aprile Tirreno Power dovrà dare il via ai lavori per la realizzazione del nuovo gruppo a carbone che dovrà sostituire i due esistenti, attualmente chiusi su ordine della magistratura. In caso contrario, il ministero dell’Ambiente toglierà l’autorizzazione a produrre (l’Aia), concessa nel dicembre del 2012 proprio a condizione che la vecchia centrale fosse dismessa nel giro di 8 anni. È lo stesso ministero ad aver inviato una diffida a Tirreno Power  lo scorso 14 marzo, di cui si è avuta notizia solo oggi. Una diffida originata dall’iniziativa dei sindaci di Vado Ligure e Quiliano, che chiedevano il rispetto degli accordi.
Tirreno Power sta preparando una risposta e può giovarsi del sostegno della Regione Liguria, che sapeva benissimo che l’azienda non stava rispettando il cronoprogramma previsto dall’Aia. E prima che il gip imponesse lo stop della produzione a carbone aveva sollecitato - per due volte - il ministero dell’Ambiente a rivedere le condizioni dettate dall’Aia. ..... La premessa è che l’azienda non avrebbe avviato i lavori per la costruzione del nuovo gruppo - definita dal gip nel decreto di sequestro uno “specchietto per le allodole” - perché pendono i ricorsi presentati dai comuni di Vado e Quiliano e dai comitati ambientalisti al Tar del Lazio. Ricorsi che, dopo essere stati unificati, verranno discussi il prossimo 15 maggio a Roma. Proprio la Minervini propone al Ministero una revisione dell’Aia, chiedendo «un riesame dell’autorizzazione per poter consentire la revisione dei termini temporali».

Minacce di morte a Giovanni Durante 
L’ultimo, grave episodio collegato alle “due torri” di Vado si consuma su Facebook. Il vicesindaco di Quiliano, Antonio Tallarico, - che è anche un dipendente di Tirreno Power - scrive un post molto critico nei confronti degli ambientalisti e attacca, tra gli altri, il presidente dell’Arci, Giovanni Durante. I commenti che seguono danno l’idea del clima che si respira da circa un mese: qualcuno “consiglia” Durante di non farsi vedere a Quiliano perché «rischia la vita», altri arrivano persino ad augurare la morte al presidente dell’Arci.
Il tam tam dei dati 
Secondo Tallarico, che si scaglia contro «i capipopolo dell’Arci, della Ubik, della Rete Fermiamo il Carbone», definiti «tutti ambientalisti con stipendio garantito e pancia piena», si parla poco dei dati, accessibili a tutti sul portale regionale dell’Arpal, che farebbero notare un non sostanziale miglioramento della qualità dell’aria nelle due settimane successive al blocco imposto dalla magistratura alla produzione a carbone...........
Replica Gino Vestri, direttore del dipartimento Arpal di Savona: «Non so se qualcuno ha ritenuto di fare confronti sui nostri dati ma escludo che siano valutazioni fatte da Arpal. È certo che senza riferimenti meteo tali confronti sono completamente privi di senso
Così come valutazioni del genere necessitano senz’altro di periodi più lunghi per essere attendibili».
Su  Il Secolo XIX l'articolo integrale

Tratto da La Repubblica Genova

Il ministero scrive a Tirreno Power
in regola in 30 giorni o addio autorizzazioni

La diffida ha la data del 14 marzo: ultimatum scade tra due settimane


19 luglio 2013

Ilva, duello finale fra Enrico Bondi e il garante Aia. E' SCONTRO.

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Ilva, duello finale fra Enrico Bondi e il garante Aia

E’ scontro.
Il commissario dell’Ilva Enrico Bondi e il Garante dell’Ilva Vitaliano Esposito si sfidano a duello.
Il primo è un manager, il secondo è un magistrato.

Il nodo della contesa è la validità della diffida ministeriale del 14 giugno con la quale l’Ilva viene ufficialmente “accusata” di violare ripetutamente le prescrizioni dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) e quindi dichiarata passibile di sanzioni.
Ispra (l’organismo ministeriale di controllo ambientale centrale) il 16 luglio aveva motivato ufficialmente la richiesta di sanzionare l’Ilva incaricando il Prefetto di eseguire la sanzione stessa (può arrivare fino al 10% del fatturato dell’Ilva).  

Lunghissimo l’elenco delle violazioni dell’Aia evidenziate dall’Ispra.
E allora che succede di fronte alla procedura di sanzione messa in moto da Ispra?
Il giorno dopo (17 luglio) interviene Bondi per stoppare tutto dichiarando decaduta la diffida dopo il cosiddetto decreto Salva-Ilva-bis. Nella conversione in legge del decreto (il testo è ora passato dalla Camera all’esame del Senato) si mira esplicitamente
a rendere malleabile l’Aia per evitare che essa – da strumento salvifico per l’azienda al fine di evitare il sequestro senza facoltà d’uso degli impianti da parte della magistratura – divenga il cappio al collo per l’Ilva.
E così ormai è chiaro che si prospetta la soluzione all’italiana per cui quando una legge non viene rispettata viene cambiata, specie se non viene rispettata da chi è molto potente.
Il 18 luglio è intervenuto il garante per contestare Bondi e confermare la diffida/sanzione: il garante spiega in sostanza a Bondi che l’Ilva non può sottrarsi alla sanzione finché l’Aia non viene cambiata. La nuova legge lo consentirebbe ma non è stato ancora attivato il “grimaldello” in essa contenuto per “ammorbidire” l’AIA con deroghe e proroghe varie.
Riassumendo: le prescrizioni e le tempistiche dell’Aia sarebbero per Bondi un ricordo del passato, ma per Vitaliano Esposito (Garante dell’Aia Ilva) sono ancora in vigore. E quindi la diffida ministariale va confermata rispettata.
Ed è questa la vera ragione per cui stanno affrettandosi a convertire in legge il decreto 61/2013, vera e propria ciambella di salvataggio per Ilva tramite le norme che consentono l’“ammorbidimento” di quell’AIA che era stata “cristallizzata” con la legge 231/12, la quale avrebbe dovuto garantirne l’attuazione a tutti i costi: dura lex sed lex.
Ma così non è stato: l’Aia è rimasta in gran parte lettera morta.
Quell’Aia era l’ultima trincea – secondo la Corte Costituzionale – in quanto rappresentava un punto di equilibrio fra diritti costituzionalmente tutelati, un equilibrio da non rompere per evitare uno squilibrio a danno del diritto alla salute e alla vita.
Il garante nella sua lettera del 18 luglio al Governo parla di ”violazioni che impongono una reazione dell’ordinamento all’inosservanza di disposizioni posta a salvaguardia della vita per il tramite della tutela dell’ambiente e della salute”.  
E conclude con un appello alla responsabilità in cui evidenzia come si aggravi “la posizione di esposizione del nostro Paese nei confronti della Comunità internazionale (con conseguenze anche economiche inimmaginabili)”. 
La Commissione Europea ha già alzato le antenne da un pezzo.
Ha parlato di “diritto alla vita”. In ballo c’è la violazione di ben quattro articoli della Carta dei diritti fondamenti dell’Unione europea che ha valore giuridicamente vincolante per gli stati membri.
Che Bondi vada rimosso quanto prima è cosa ormai superflua da spiegare.  
Pd e Pdl lo salveranno, ma è indifendibile.
Molto più difficile è invece capire come mai i parlamentari di tutti gli schieramenti abbiano deciso di abolire il garante dell’Aia.
 Leggi  l'articolo integrale su  Il Fatto Quotidiano