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16 luglio 2016

Bruxelles Greenpeace: è il momento di interrompere i negoziati per il Ttip


Tratto da Eunews

L’accordo di libero scambio tra Ue e Stati Uniti per l’Ong non risponde alle emergenze ambientali e agli impegni emersi nell’ultimo vertice sul clima di Parigi
Bruxelles – Mentre i negoziati del Ttip, il trattato di libero scambio tra Usa e Ue sono arrivati al 14esimo round,  con le due parti che nonostante le difficoltà si dicono intenzionate a continuare le trattative, Greenpeace fa appello all’Unione affinché faccia un passo indietro. Secondo l’organizzazione internazionale che si batte per la difesa dell’ambiente “l’Unione europea deve riconoscere che il mondo è cambiato da quando tre anni fa sono iniziati i primi negoziati sul commercio”, ha dichiarato Jorgo Riss direttore dell’ufficio di Greenpeace a Bruxelles, “è arrivato il momento di fermare questo processo e iniziare a costruire un’Europa più giusta, democratica e verde”.
Il Ttip per l’organizzazione internazionale “nasce da un modo di fare politica non democratico e che non ha nessun interesse nella vita reale delle persone”. Ai negoziati del Ttip Greenpeace propone di sostituire un dibattito pubblico sulle politiche energetiche e ambientali e che sia aperto a tutti e non a “poche corporazioni di privilegiati”.
La sensibilità ambientalista negli anni è cresciuta sempre di più e oggi, secondo un recente Eurobarometro, il 67% degli europei vuole che l’Unione europea sia più attiva sul fronte della protezione dell’ambiente. Invece, secondo Greenpeace accordi come il Ttip o il Ceta (tra Unione europea e Canada) vanno nelle direzione opposta, perché “sono destinati a minare il sistema europeo di protezione dell’ambiente, della salute e del lavoro”.
La strada intrapresa dell’Unione andrebbe anche contro le emergenze ambientali e gli impegni emersi nell’ultimo vertice sul clima di Parigi, “da cui i capitoli dell’accordo relativi a energia e cambiamento climatici, diffusi giovedì scorso”, precisa la nota dell’organizzazione, “sono completamente lontani”.
Per quanto riguarda invece la parte dell’accordo relativa all’energia, secondo Greenpeace l’obiettivo principale del Ttip è quello di “liberalizzare il commercio dei combustibili fossili, in particolare importando il gas di scisto ad alto impatto ambientale dagli Stati Uniti verso i paesi dell’Unione europea”.
Sul fronte del cambiamento climatico il Ttip infine non risponderebbe alle preoccupazioni degli ambientalisti, perché invece di rafforzare “indebolisce il ruolo dell’Unione sulla graduale eliminazione dei sussidi per i combustibili fossili”.

12 dicembre 2013

E' USCITO IL DECRETO-LEGGE 10 dicembre 2013, n. 136

Tratto da Altalex

 DECRETO-LEGGE 10 dicembre 2013, n. 136 Disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali ed a favorire lo sviluppo delle aree interessate. (13G00180)
(GU n. 289 del 10-12-2013)
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 4, 9, 32, 41, 77 e 87 della Costituzione;
Considerata la estrema gravita' sanitaria, ambientale, economica e della legalita' in cui versano alcune aree della regione Campania;
Considerato che la sicurezza della continuita' del funzionamento produttivo di stabilimenti di interesse strategico costituisce una priorita' di carattere nazionale, soprattutto in considerazione dei prevalenti profili di protezione dell'ambiente e della salute e di salvaguardia dei livelli occupazionali;

Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di emanare disposizioni per una piu' incisiva repressione delle condotte di illecita combustione dei rifiuti, per la mappatura dei terreni della regione Campania destinati all'agricoltura e per una efficace organizzazione e coordinamento degli interventi di bonifica in quelle aree, nell'interesse della salute dei cittadini, dell'ambiente, delle risorse e della produzione agroalimentare, nonche' garantire la continuita' degli interventi di bonifica gia' avviati;

Rilevato che le attivita' di attuazione delle prescrizioni delle a.i.a. rilasciate per lo stabilimento Ilva di Taranto, pur tempestivamente avviate, hanno evidenziato profili di complessita' che richiedono un immediato intervento di semplificazione e di interpretazione autentica;
Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di intervenire con disposizioni finalizzate a superare le sopra esposte criticita';
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 3 dicembre 2013;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell'interno, del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro per la coesione territoriale;
Emana

il seguente decreto-legge: 


Chissa' se ...... ," l' immediato intervento di semplificazione e di interpretazione autentica" per  l' AIA di Taranto terra' nella massima considerazione da subito .......... i profili di protezione dell'ambiente e della salute dei cittadini ?

27 gennaio 2012

Per il WWF: I REATI AMBIENTALI NON SIANO PIÙ ‘DI SERIE B’

Tratto da  Imgpress.it
WWF: I REATI AMBIENTALI NON SIANO PIÙ ‘DI SERIE B’ 

(26/01/2012) - “I reati ambientali non siano più considerati ‘di serie B’ dalla normativa italiana nel 2012”. E’ la richiesta che il WWF Italia - reduce da un 2011 che ha visto i propri eco-avvocati ancora impegnati nei tribunali in difesa di salute e ambiente con circa 250 udienze, oltre 60 nuovi procedimenti penali e 40 nuovi ricorsi amministrativi – rivolge al nuovo Governo e, in particolare, al Ministro della Giustizia, Paola Severino, in una lettera inviatale oggi in occasione dell’inaugurazione del nuovo Anno Giudiziario.
Nella lettera l’Associazione chiede un incontro al Ministro per rappresentare l’urgenza di una riforma del codice penale che veda finalmente l’introduzione di sanzioni più severe per i reati ambientali, che attualmente, a causa di una normativa ‘debole’, non sono puniti adeguatamente e rendono sempre più difficile l’impegno delle associazioni per difendere in tribunale l’ambiente e la salute dei cittadini.
L’incontro dovrebbe poi essere l’occasione per analizzare anche il problema delle sempre maggiori spese legali a carico delle associazioni senza scopo di lucro impegnate in processi per la difesa del bene pubblico, cifre aumentate anche con le recenti manovre finanziarie.
Tra le emergenze ambientali per il 2012 (vedi scheda di approfondimento/1 in coda) il WWF segnala: il traffico illegale di specie protette, l’assenza di una legge che tuteli la biodiversità e il crescente consumo del suolo, soprattutto in materia di abusivismo edilizio. Tra le vittorie incassate dagli eco-avvocati del WWF nel 2011 (vedi scheda di approfondimento/2 in coda), invece, un primo no del Consiglio di Stato alla riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle, lo stop alle trivellazioni al largo delle Isole Tremiti e l’accordo con diverse Regioni per il divieto della caccia nei periodi di vulnerabilità della fauna selvatica.

Il WWF considera, infatti, il 2011 l’anno dell’occasione perduta, l’anno in cui l’Italia ha sì recepito la Direttiva 99/2008 sulla tutela penale dell’ambiente ma ha adottato un provvedimento troppo timido per essere efficace, in particolare nella lotta alle ecomafie.
Si rimane, infatti, nel solco delle fattispecie contravvenzionali, senza riuscire a individuare i delitti, con l’effetto di continuare a fornire armi spuntate a chi ha il difficile compito di indagare e reprimere: scarse possibilità di utilizzare le intercettazioni telefoniche e ambientali, impossibilità delle rogatorie internazionali, tempi brevissimi di prescrizione. ........
“Riteniamo - dichiara Silvia Fischetti, responsabile dell’Ufficio Legale del WWF Italia - che il nostro Legislatore non possa continuare a rimanere insensibile a queste istanze proprio nell’anno in cui le Nazioni Unite nel Rapporto 2011 sullo Sviluppo Umano hanno sostenuto che i danni all’ambiente sono la più grave minaccia per lo sviluppo mondiale, rivelando per la prima volta lo stretto legame tra fattore ambientale e crescita e invitando tutti i Paesi del mondo ad uno sviluppo più sostenibile”. 

Difendere in tribunale beni comuni come
l’ambiente e la salute è diventato sempre più difficile e costoso, soprattutto per i ricorsi in sede amministrativa: ormai da qualche anno, infatti, anche i ricorsi proposti da Associazioni a difesa dell’ambiente sono sottoposti al pagamento del contributo unificato, una tassa di diverse centinaia o migliaia di euro che si paga all’inizio del procedimento, il cui importo è stato gradualmente aumentato ed è diventato uno scoglio sempre più difficile da superare.


BENE COMUNE E INTERESSE PRIVATO: STESSO PREZZO IN TRIBUNALE. .........

L’APPELLO: UN TITOLO PER I DELITTI CONTRO L’AMBIENTE NEL CODICE PENALE. Il WWF vuole cogliere simbolicamente l’occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2012, per chiedere al ministro della Giustizia, Paola Severino, ed al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, di attuare finalmente, dopo oltre 15 anni di “giacenza” in Parlamento, la ormai improcrastinabile ed urgente riforma del Codice Penale per l’introduzione di un Titolo dedicato ai “Delitti contro l’Ambiente”. Devono essere previste nuove e più severe figure di “reato – delitto” quali, ad esempio, il disastro ambientale, l’inquinamento ambientale, l’alterazione del patrimonio naturale, della flora e della fauna, ed avere finalmente un sistema sanzionatorio efficace che possa servire concretamente da deterrente per prevenire o punire severamente i grandi disastri ambientali ed ogni genere di reato ed illecito che colpisce la salute, l’ambiente e la natura.
Leggi l'articolo integrale

01 gennaio 2011

1)"Il protagonista del 2011"2)CAPODANNO "FOREVER"!




Riportiamo questi articoli perchè molto interessanti e...... perfettamente condivisibili

Auguri per un 2011 all’altezza delle

nostre aspettative. E da protagonisti


E’ stato un anno difficile, tra emergenze ambientali persitenti, acute, latenti. Il 2010 è stato l’anno dell’incidente alla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, di inquinamenti di ogni tipo, ma anche della progressiva crescita della consapevolezza ambientale,dei risultati positivi sul fronte della tutela biodiversità, delle tenui speranze di Cancun, che, pur basate su basi fragili, lasciano aperto lo spazio ad una pur labile speranza che sul fronte dei cambiamenti climatici il mondo possa non scegliere la strategia dello struzzo.
Come sarà il 2011, dipendera da innumerevoli fattori, da scelte politiche e geopolitiche, dalla congiuntura economica. Ma tra questi fattori ci siete anche e soprattuto voi.
Le vostre scelte, contano e conteranno.
Mettete anche l’ecologia tra le vostre priorità, e non solo su di una base etica, ma pratica. Il mondo, il nostro fragile mondo, ne ha un dannato bisogno.
Scegliete, non subite. E quindi, come consumatori, fate scelte eco-logiche. Come cittadini pretendete il rispetto delle leggi che tutelano l’ambiente e promuovono la sostenibilità e premete per l’approvazione di normative più rigorose. Come elettori chiedete lo stesso al vostro partito di riferimento. E se non avrete risposta, cambiatelo. I partiti dovrebbero essere al vostro servizio, vostra espressione, non viceversa.
Siate attori, non sudditi. Siate attivi, non passivi. Se sarete in tanti, conterete. E il mondo, questo meraviglioso, complesso, affascinante pianeta _ che nella famosa immagina scattata dalla superficie lunare appare in tutta la sua delicata e preziosissima unicità _ sarà un pò migliore.
Sarebbe un gran cosa. E noi, nel nostro piccolo, saremo al vostro fianco.
____________________

Tratto da Uomini Liberi
CAPODANNO "FOREVER"!
Forse i savonesi che hanno la fortuna di abitare in quella parte della provincia "toccata" dal pennacchio di Tirrenopower non lo sanno, ma la notizia e' degna della massima attenzione,anche perché proviene dall'Arpa Lombardia, che risulta essere tra le più attrezzate d'Italia in tema di rilevazione delle microparticelleleggi...
Quindi, secondo l'autorevole fonte, i "botti" di Capodanno triplicherebbero i valori della miscela tossica, a Milano ed in Lombardia. Per fortuna i "superi" durano poche ore, nella notte di San Silvestro, giusto in attesa della dispersione del vento e della pioggia (ammesso e non concesso che sopravvengano). Anche uno sfondamento così circoscritto nel tempo, aggiungono i medici, rileva pesanti conseguenze sulla salute di bambini ed anziani, il che conferma che la minaccia al benessere fisico non e' proprio questione di "limiti di emissioni".
Cosa concludere, allora?
Intanto che gli uffici della regione Lombardia dispongono di oltre 150 stazioni di rilevamento, mentre l'Arpa ligure, di poche decine. Quindi, già sul piano della prevenzione i liguri sono assai meno garantiti dei lombardi, anche se possono vantare un clima migliore. Se poi aggiungiamo che una parte dei rilevatori e' gestito dagli inquinatori, e che nello stretto "arcobaleno" da Savona a La Spezia, stanno operando ben 3 centrali (in parte a carbone), se ne deduce facilmente che da noi, oltre i picchi provocati saltuariamente dai fuochi d'artificio, esiste un "fondo" velenoso che ci riconduce ad una condizione di "capodanno continuato" e che senza innovare sul combustibile, bandendo il carbone in via definitiva, non può esistere risanamento vero, ma solo pseudo innovazioni, inganni di parole, ipocrisie sindacali e padronali, lauti guadagni per pochi e danni permanenti per tutti gli altri.
Ovvero, la solita storia di privatizzare i profitti, pubblicizzando il danno. Se è questa la soluzione che ha in mente il "complesso politico-sindacal-industriale
" la risposta non può essere che un "no" grande come le due ciminiere!!!!