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09 aprile 2020
Altraeconomia Il costo dei combustibili fossili
16 febbraio 2020
Tratto da Futuro Prossimo
Perchè l’industria dei combustibili fossili crollerà in 10 anni
Il grande pubblico non si rende conto della velocità con cui cambiano le cose: i combustibili fossili stanno per crollare a velocità supersonica sotto i colpi di un cambiamento inarrestabile. Ecco perchè.
Cosa sta guidando queste dinamiche di mercato?
- i miglioramenti in accelerazione dell’efficienza energetica rinnovabile,
- il passaggio verso la sostenibilità tra gli investitori istituzionali
- l’adozione di politiche pubbliche volte a mitigare i cambiamenti climatici e altre preoccupazioni ambientali.
18 giugno 2018
Focus: Il costo in vite umane delle politiche ambientali di Trump
Tratto da Focus
Il costo in vite umane delle politiche ambientali di Trump
L'annullamento di una sessantina di precedenti riforme sull'uso di combustibili fossili e sulla tutela di aria e acqua rischia di provocare 80 mila morti in più per decennio. E le stime sono conservative.

24 settembre 2017
Dopo Harvey & Irma: Intervista a Naomi Klein sui cambiamenti climatici
Dopo Harvey & Irma: Intervista a Naomi Klein

28 luglio 2017
Qualenergia;Eliminare i sussidi alle fossili salverebbe in Italia 3.200 vite ogni anno
Eliminare i sussidi alle fossili salverebbe in Italia 3.200 vite ogni anno
16 luglio 2016
Bruxelles Greenpeace: è il momento di interrompere i negoziati per il Ttip
09 gennaio 2016
1000PROROGHE E TANTO SMOG
1000 Milleproroghe e tanto smog.
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12 gennaio 2013
È tempo di agire.È tempo di muoversi .Quando i paesi cominceranno ad adottare iniziative serie per ridurre le emissioni di gas serra?
È tempo di agire per il clima
Stephen Leahy
In tutto il mondo, il 2012 è stato l’anno delle condizioni climatiche estreme, l’anno in cui abbiamo inequivocabilmente imparato che l’energia derivata da combustibili fossili che alimenta le nostre società le sta distruggendo.
Accettare questa realtà è la grande sfida del nuovo anno.
Riprogettare le nostre società e stili di vita in funzione dell’energia verde è l'ultima sfida del decennio.
Sarà fondamentale per tutti noi impegnarsi in questo compito, perché il clima influisce su tutto, dal cibo alla disponibilità d’acqua.
Diversi studi scientifici hanno dimostrato che abbiamo già la tecnologia per ri-progettare la nostra società in modo da dare
impulso all’energia
verde. Il più recente è stato pubblicato a inizio gennaio sulla
prestigiosa rivista Nature: si afferma chiaramente che il vero ostacolo è
la politica, non la tecnologia o i costi. (Agire costa molto meno che
non fare niente). Riuscire a mantenere il riscaldamento globale al di sotto di due gradi centigradi dipenderà soprattutto da “quando i paesi cominceranno ad adottare iniziative serie per ridurre le emissioni di gas serra”, secondo quanto si legge nello studio “Probabilistic cost estimates for climate change mitigation” (Stime probabilistiche dei costi per la mitigazione del cambio climatico).
Continuare a ritardare il passaggio alle fonti di energia rinnovabile è molto costoso: aspettare fino al 2020 per frenare le emissioni globali costerà il doppio paragonato alle massime emissioni entro il 2015, come dimostra l’analisi di Nature.
Di fronte al fallimento della capacità di agire della politica, si nasconde un’industria di combustibile fossile molto ricca e potente: così come l’industria del tabacco, anche questa spende centinaia di milioni di dollari per diffondere informazioni sbagliate sul cambio climatico, e i lobbisti combattono contro ogni iniziativa per ridurre l’uso dei combustibili fossili.
L’unico modo per cambiare
le cose, e l’unico modo per far sì che si agisca, è che le persone si
facciano carico del futuro e manifestino nelle capitali chiedendo
azione, rifiutando d’andarsene finché la richiesta non viene accolta. Perché qualcuno agisca, tutti dobbiamo agire.
Molte altre manifestazioni sono assolutamente essenziali.
È tempo d’agire. È tempo di muoversi.
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08 marzo 2012
L'eolico a prezzi stracciati verso il sorpasso delle fossili
Leggi su QualEnergia
L'eolico a prezzi stracciati verso il sorpasso delle fossili
25 ottobre 2010
“ECOBALLE da.......".di Antonia Briuglia
Tratto da Trucioli Savonesi“ECOBALLE”DA IPS E DAL POLO UNIVERSITARIO
Di Antonia Briuglia
Pensate “Savona potrebbe diventare un centro di ricerca e sviluppo dell'energia sostenibile!”. Non è fantascienza ma è una dichiarazione di Ruggeri che, da poco, è ha alla guida dell’Ips.
........Scelta strategica che spinge l’uomo di forte creatività, appena insediato, a cogliere l’occasione del forte fermento intorno alle problematiche energetiche per cavalcarle, sfruttando l’occasione di poter gestire i cinque milioni di euro finalizzati alla fondazione di Poli di energia.
Tutto regolare, con i 5 milioni di euro si avvierà il polo dell’energia che dovrebbe “ mettere in rete 33 imprese operanti nel comparto energetico” al quale sarà collegato un secondo bando di 17 milioni di euro sempre nel comparto energetico da gestire in un secondo tempo
“Nel polo dell’energia di Savona si ospiteranno infrastrutture di ricerca, centri prova e laboratori di calcolo per le attività d’innovazione del comparto energetico”, dove, si dichiara, siano già in corso iniziative legate ai temi dell'energia rinnovabile.
Questo potrebbe giustificare il fatto che recentemente il Campus di Savona abbia ricevuto 2 milioni e 400mila euro come Centro di ricerca “Energia 2020”, promosso dalla facoltà d'ingegneria di Genova, da inquadrarsi negli obiettivi della strategia di Lisbona che prevede il conseguimento del 20%in più di energie rinnovabili e la riduzione del 20%delle immissioni diCo2.
Tra gli obiettivi del Polo saranno:” l'utilizzo di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili ; la riduzione dell'impatto ambientale di sistemi di produzione d'energia a combustibile fossile.”
....ma sembra alquanto sconcertante che questo si affermi con tale naturalezza e con tale tempistica proprio in un territorio in grave fermento e in aperto contrasto con le richieste di maggiore produzione energetica da fonti fossili come il carbone, proprio quello che nulla a che fare con gli obbiettivi di Lisbona, con l’abbattimento di Co2 e con la sostenibilità degli impianti da fonti rinnovabili posti al centro del progetto Ips e tanto più con l’innovazione del comparto energetico.
Sembra altresì sconcertante che si parli d’iniziative già in atto a Savona legate alle energie rinnovabili ( se non ci si riferisce a progettate e contestate centrali a biomasse),
proprio dove Tirreno Power chiede di ampliare con un nuovo gruppo a carbone di 460 Mw, una centrale che inquina indisturbata da 40 anni con due gruppi obsoleti a carbone da 660 Mw e uno a ciclo combinato da 460 Mw.
Dove neanche la stessa azienda che gestisce la centrale è richiamata dalle amministrazioni locali a rispettare la quota di investimento dei suoi profitti sulle energie rinnovabili;
dove non si fanno politiche energetiche in modo sistematico sugli immobili in continua costruzione
e dove si utilizzano dati poco attendibili per dichiarare che il territorio non è in emergenza sanitaria proprio per la produzione di energia da fonti fossili in una centrale che non risponde ormai da troppo tempo alle normative di legge.
L’occasione però è ghiotta, i denari molti e oggi parlare di rinnovabili anche per chi pensa siano ancora argomenti da fanatici ambientalisti o da “anime belle”, può tornare utile:
un nuovo business che non ci deve illudere e che non porterà ad alcun cambiamento.
Il polo Universitario, chi lo gestisce, chi vi studia, chi vi fa riferimento per i propri obbiettivi, sembra vivere ancora in un’altra dimensione, in un altro pianeta.
Noi invece viviamo su quello, dove mentre si chiedono nuovi monitoraggi, l’agenzia cui tutti gli Enti locali fanno riferimento, l’ARPAL, fornisce dati sulle poveri sottili (PM10) che ritornano magicamente normali dal 2008 in poi, e permette che l’unica centralina che misura cin metodo più scientifico le polveri, quella di Via Zunini, sia inattiva da nove mesi.
Dove si ........... i dati in modo da risultare al 7° posto tra i capoluoghi di provincia per l’aria pulita nella classifica di Legambiente( azionista di Sorgenia , comproprietaria di Tirreno Power).
Dove si riempiono discariche con i rifiuti delle provincie vicine e si comincia a parlare con insistenza d’inceneritori,magari nella stessa centrale a carbone.
Tutto mentre da quarant’anni le malattie cancerogene e cardiovascolari aumentano in modo esponenziale rispetto alla media nazionale e il ricatto occupazionale è ancora barattato in cambio della salute dei cittadini.
MA IL CIELO E’ SEMPRE PIU’ BLU!
Eppure chi si ammala o peggio muore non ha istituzioni, né sindacati, né Ordini professionali a ricordarsi di lui, a sostenere il suo dramma che diventa personale.
La salute della gente e i livelli d’inquinamento del territorio impongono un po’ di serietà e un cambio di politica amministrativa. Impongono la chiusura dei gruppi a carbone , senza ulteriori proroghe, ripensamenti, bugie sull’ambientalizzazione , perché sono palesemente incompatibili ....
Leggi l'articolo integrale di Antonia Briuglia







