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14 novembre 2011

1)Obama blocca l'oleodotto Keystone2)Ciao ciao Berlusconi, ma non è il momento di festeggiare3) Cina: si continua a morire nelle miniere di carbone


Tratto da La Stampa
Obama blocca l'oleodotto Keystone

Vittoria storica del movimento per il clima americano

Veronica Caciagli
  Possono un manipolo di appassionati per il clima, armati di social network e flash mob, riuscire a sconfiggere la potente lobby del petrolio? Ebbene, questo è avvenuto negli USA. L'oggetto del contendere era la proposta di costruzione di un oleodotto, il Keystone XL, che avrebbe dovuto trasportare il petrolio estratto dalle sabbie bituminose del Canada fino alle raffinerie texane.

La disputa, all’arma bianca, ha visto da una parte, la TransCanada e l'industria petrolifera al gran completo. Dall'altra, il movimento per il clima, capitanato da Bill McKibben, attivista ambientale fondatore di 350.org e lo scienziato del clima James Hansen. Più migliaia di aderenti, firmatari, manifestanti, che hanno combattuto una battaglia a colpi di petizioni, occupazioni e campagne su Facebook e Twitter. Ultimo approdo il giardino della Casa Bianca, a cui sono seguiti centinaia di arresti, tra cui lo stesso Bill McKibben.

Eppure a decidere sulla contesa, è stato proprio il presidente Barack Obama. Dopo molte indecisioni, giovedì 10 novembre, Obama ha deciso di bloccare la costruzione dell'oleodotto per permettere “ulteriori studi”; con il risultato che la revisione del progetto posticiperà l'inizio almeno fino al 2013.

 Gli analisti suggeriscono che, in realtà, questo rimando si tradurrà automaticamente nell’abbandono definitivo del progetto di costruzione del gasdotto. “Il Presidente ha esplicitamente dichiarato che la questione dei cambiamenti climatici, insieme alla rotta del gasdotto, sono alcuni dei fattori che il nuovo report dovrà passare. Non c'è nessun modo. In un report onesto, che un gasdotto che aiuta a togliere il tappo al secondo serbatoio di carbonio del mondo possa passare questo esame ambientale”, ha dichiarato gioioso e incredulo Bill Mc Kibben, che ha ammesso “quanto improbabile fosse questa vittoria”. 
Il discorso non è ancora chiuso, in quanto la decisione finale è attesa nel corso del 2013. Ma Obama ha affermato: “La decisione finale dovrà essere guidata da un processo aperto e trasparente, dalla comunità scientifica e dalle voci del popolo americano. Allo stesso tempo, la mia amministrazione costruirà un progresso senza precedenti verso il rafforzamento della sicurezza energetica nazionale per continuare a sviluppare un'economia basata su energia pulita.” Bill Mc Kibben e i suoi marcheranno stretto il presidente.  Leggi tutto
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Uno Stralcio tratto da Il Cambiamento

Mario Monti nuovo premier. Verso l'economia del "suicidio deliberato"?

di Paolo Ermani - 14 Novembre 2011

mario monti
L'economista Mario Monti ha ricevuto l'incarico di formare il nuovo Governo
Dal cilindro è uscito Mario Monti.
Nominato dai mercati e mercanti europei, Monti è visto come l'Arcangelo Gabriele, colui che farà piazza pulita e rimetterà le cose a posto cioè farà qualsiasi cosa per il rilancio dell'economia intesa come crescita........


Mario Monti lavorerà affinché si proceda a tutta forza verso la direzione della crescita senza freni......
Non vorremo infatti mica essere contro i nostri interessi? Ma sono veramente i nostri interessi o gli interessi di chi ci ha ridotto in questa situazione?
Trovo veramente inaccettabili gli appelli al senso di responsabilità ad unirsi intorno al salvatore della patria che altro non è che un efficiente impiegato nelle mani della BCE e dei nostri alleati europei più forti economicamente, i quali avevano puntato su Berlusconi......Adesso vogliono andare sul sicuro e puntano sul cavallo vincente attorno al quale stanno convergendo tutti in nome della salvezza del paese. Salvezza del paese o definitivo affossamento dell'Italia?
Tra l'altro questa adesione ampia e incondizionata pone le basi per avere le mani libere di fronte a chiunque abbia l'ardire di contestare alcunché.
 Stia attento quindi chi, per esempio, si permette di essere in disaccordo sul fatto che gli buchino montagne e gli distruggano la valle per farci passare inutili treni. Stia attento chi protesta perché non vuole essere cancro-valorizzato da inceneritori vari e inquinato da centrali a carbone e altre simili schifezze.
Tutto ciò di cui si parla in questi giorni in merito all'investitura del nuovo messia dell'economia non ha niente a che vedere con l'economia reale che si basa su tre elementi fondamentali: sole, acqua e terra. Sono i fondamenti della nostra vita, da lì inizia e finisce la vera economia umana, tutto il resto viene eventualmente dopo.
Chi sta al timone, datogli purtroppo da noi, si sta occupando degli elementi base della nostra esistenza? Drammaticamente no.
inquinamento
Di fronte all'aumento vertiginoso dell'inquinamento e relativi cambiamenti climatici che tipo di provvedimenti seri si stanno prendendo?
Di fronte al problema del picco del petrolio che provvedimenti si stanno prendendo? Nessuno.
Di fronte alla conseguente scarsità di cibo che ne deriverà, che provvedimenti si stanno prendendo? Nessuno. 
Di fronte all'aumento vertiginoso dell'inquinamento e relativi cambiamenti climatici che tipo di provvedimenti seri si stanno prendendo? Nessuno.
...... Questa crisi infatti ci sta dimostrando chiaramente che non si può più continuare a insistere a fare quello che abbiamo fatto fino ad oggi e che evidentemente non funzionaBisogna quindi invertire la rotta, tra l'altro la posta in palio è la sopravvivenza nostra e dei nostri figli e nipoti, quindi credo ne valga la pena.
Basta con l'economia della devastazione, basta con le Sante Alleanze per una crescita ferale.
Si lavori finalmente per il reale benessere nostro e dell'umanità intera.
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Leggi su Il Cambiamento

Ciao ciao Berlusconi, ma non è il momento di festeggiare.

.....è pur vero che forse non è ancora giunto il momento di festeggiare.
Leggi l'articolo integrale

Leggi  anche su  Il Cambiamento

Si vota sul 'ddl Stabilità', lacrime e sangue?

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 Tratto da Newsliberoreporter

Cina: si continua a morire nelle miniere di carbone

 Sembra non avere fine le situazioni di precarietà e di morte sul lavoro in Cina. I media cinesi oggi riferiscono dell’ennesima tragedia consumatasi in una miniera. Il bilancio stavolta è di almeno 34 morti e 9 dispersi. La causa sembra essere stata una fuga di gas. E’ questa infatti, una delle principali cause di incidenti negli impianti di estrazione cinesi.. L’incidente si è verificato lo scorso giovedì in una miniera a cui era stata revocata la licenza un anno fa. Questo è il secondo incidente in miniera in pochi giorni e si verifica all’indomani dei controlli a livello nazionale ordinati da Luo Lin, il direttore della Sicurezza sui luoghi di lavoro. Luo aveva denunciato ieri gli scarsi standard di sicurezza visitando una miniera di carbone dello Yunnan dove le squadre di soccorso hanno recuperato i corpi di 30 sfortunati minatori e stanno ancora cercando quelli di altri 13 dispersi in seguito a una esplosione avvenuta tre giorni fa.
La scorsa settimana poi, erano stati 8 i minatori morti in un altro incidente avvenuto nel sud del Paese.... Dopo tutti questi incidenti finalmente sembra che il governo centrale abbia messo in atto un giro di vite contro gli amministratori delle miniere e le autorità locali, nell’impegno di combattere la corruzione che si cela dietro ai disastri avvenuti.

In Cina gli incidenti nelle miniere di carbone sono molto frequenti. Secondo dati ufficiali ogni anno muoio almeno 3mila minatori. Dati questi molto inferiori a quelli reali. Secondo statistiche indipendenti i morti in miniera sono circa 20 mila all’anno.
La Cina non è tra i firmatari della Convenzione internazionale sulla sicurezza nelle miniere stilata dall’International Labour Organization nel 1995. Pertanto, garantire la sicurezza è prerogativa del governo centrale e degli amministratori locali.
I minatori sono costretti a lavorare minimo 14 ore al giorno, con un solo giorno di riposo al mese. Moltissimi minatori soffrono di gravi danni alla salute oltre la metà degli affetti nel mondo da pneumoconiosi una malattia dei polmoni causata dall’inalazione di polveri, vive in Cina. Nel Paese asiatico si registrano oltre 15mila casi ogni anno e almeno 200mila malati non sono in grado di curarsi per l’estrema povertà....
Ferdinando Pelliccia
Leggi l'articolo integrale 

29 luglio 2011

1)Ucraina/ Incidenti in due miniere: 25 morti e 12 dispersi 2)Enel, i medici: "Dal carbone effetti lesivi sulla salute

Ancora vittime innocenti.........per il carbone
Tratto da Tmnews
Ucraina/ Incidenti in due miniere: 25 morti e 12 dispersi
Kiev, 30 lug.


(TMNews) - Sono almeno 25 i minatori morti e 12 quelli dispersi in due incidenti avvenuti nello stesso giorno, venerdì, in due miniere ucraine: nel primo, un'esplosione provocata da una fuoruscita di gas metano, in una miniera di Lugansk, nella parte orientale dell'Ucraina, ha provocato 18 morti e 12 dispersi. Altri due minatori sono stati estratti vivi ma con ustioni gravissime. L'incidente ha avuto luogo nella miniera di carbone "Sukhodolskaia orientale", dove già a giugno s'era prodotto un incendio, che aveva provocato l'evacuazione dei minatori.

In un altro incidente, dovuto al crollo di un pozzo nella miniera di Bajanova, nella regione di Donetsk, hanno perso la vita sette minatori, mentre altri quattro risultano dispersi. Circa 500 minatori sono stati evacuati.

Le miniere ucraine, concentrate principalmente nella parte orientale del paese, sono spesso teatro d'incidenti mortali a causa di sistemi di sicurezza obsoleti.

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Tratto da Città della Spezia

Enel, i medici: "Dal carbone effetti lesivi sulla salute"

. Anche in considerazione delle dichiarazioni fatte in conferenza stampa dalle amministrazioni, impegnate nel confronto per la concessione dell’Aia alla centrale "E. Montale", la commissione Ambiente dell’ordine dei Medici intende ribadire la propria posizione in merito. Intendiamo in questa occasione sottolineare nuovamente, come fatto fin dagli anni ’80, gli effetti lesivi sulla salute di centrali termoelettriche a carbone o prevalentemente a carbone come la nostra (visto lo scarsissimo utilizzo dei 2 gruppi a turbogas della stessa), tanto più ubicate in prossimità del centro abitato ed in un sito che, oltretutto esposto ad altre fonti particolari di inquinamento, presenta caratteristiche idrogeografiche e metereologiche del tutto inadatte a tale insediamento, come già riconosciuto e giudicato negli anni ’90.
Ricordiamo allora che i dati della letteratura scientifica ci dimostrano un sicuro effetto lesivo per la salute della combustione di fossili anche quando anche si dispongano misure di abbattimento delle emissioni che, come nel caso delle prescrizioni in oggetto, ridurranno alcuni parametri ma non possono raggiungere i limiti proposti dall’Organizzazione mondiale della sanità.
Sempre dai dati della ricerca si evince poi che anche l’uso dei più moderni filtri non è in grado di fermare le particelle ultrafini che, unitamente ai microinquinanti metallici e organici, sono responsabili, oltre che di specifiche tumoralità, di un incremento di svariate malattie, tra tutte quelle broncopolmonari e ischemiche.

Riteniamo che a tali elementi si debba la necessaria considerazione tanto
più che i dati epidemiologici sulla mortalità e morbilità per tali malattie ci parlano sempre di tristi record per la nostra città
. Oltre agli eccessi di mortalità per mesotelioma pleurico (dovuto all’amianto) e tumore polmonare, oltre all’incremento di incidenza di linfomi e altri tumori ambiente correlati (in particolare per alcuni distretti), dobbiamo ricordare come nella nostra provincia vi siano tassi di mortalità per infarti, ictus e broncopneumopatie cronico-ostruttive molto più alti rispetto alle medie nazionali. Anche i tassi di ricovero ed il consumo di farmaci per tali disturbi sono sempre ai vertici delle classifiche nazionali e regionali. Non essendo stati sviluppati in passato i necessari studi che avrebbero dovuto essere intrapresi per stabilire le correlazioni tra le varie fonti di inquinanti (traffico, centrale termoelettrica, attività portuale ecc.) e tali ricadute sanitarie, riteniamo doveroso sostenere che ovunque si prendano decisioni su aspetti legati a tali emissioni si considerino tali questioni, tanto più che anche nella procedura di concessione dell’Aia è previsto un parere sanitario da parte del sindaco o potrebbe, in ogni caso, essere richiesta una VIS (Valutazione di impatto sanitario).
Ultimo motivo di preoccupazione il tema riproposto dalle recenti acquisizioni sulla vertenza Acam-Hera circa l’eventualità di smaltimento di rifiuti o derivati (Cdr) nella centrale Enel.

Su tale scelta ricordiamo il parere assolutamente negativo già espresso dall’ordine dei Medici.
La permanenza della combustione del carbone e l’autorizzazione data di recente per quella di biomasse,
precondizioni per l’utilizzo del Cdr, non possono non costituire quindi una ulteriore possibile minaccia in tal senso.
29/07/2011
Commissione Ambiente dell'ordine dei Medici chirurghi e odontoiatri della Spezia
Tratto da Speziapolis


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"Tutta la storia ci insegna

che un risoluto movimento di uomini

che lottano senza tregua per i loro diritti

disintegra sempre il vecchio ordine,

come un oceano in subbuglio
sbriciola una grande scogliera."

Martin Luther King






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Tratto da Qualenergia

L’etica dell’energia nella visione di Hermann Scheer

La questione energetica è troppo strategica per essere lasciata ad economisti e tecnici; è una questione morale e politica, prima che tecnologica, diceva Hermann Scheer. In questo articolo di Marco Morosini del Politecnico di Zurigo, pubblicato sulla rivista QualEnergia, ricordiamo le sue idee, in attesa della pubblicazione in Italia del suo ultimo libro.

La prospettiva di creare un sistema energetico basato al 100% sulle fonti rinnovabili che viene oggi analizzata in diversi studi e documenti porterà nei prossimi anni a ricordare di Hermann Scheer, l’unico politico che per primo e sicuramente in tempi non sospetti, negli anni ’80, aveva già indicato questa strada con una visione lucida e concreta, ma spesso tacciata di integralismo dai suoi critici. Ad ottobre uscirà in Italia il suo ultimo libro "Der EnergeEtische Imperativ”, l’Imperativo energEtico, che affronta proprio la questione di un transizione energetica verso un’economia solare, come la chiamava Scheer. Se ne parlerà a Roma, il prossimo 6 ottobre, nel corso di un convegno organizzato da Edizioni Ambiente e Kyoto Club.

Etica e sussidiarietà: questi furono i pilastri dell’approccio di Scheer alla questione energetica, un ambito in cui il perdurante dominio di economisti e tecnologi forse pare legittimo a più di un lettore. Eppure troppo alta è la posta energetica per lasciarla in mano ai tecnici. Le diverse opzioni energetiche hanno infatti tali conseguenze sulle generazioni presenti e future e sulla natura da farne una questione morale e politica, prima che tecnologica. Infatti, mentre i benefici delle energie fossili e dell’energia atomica si concentrano maggiormente nella parte più benestante della popolazione mondiale, i loro costi umani – per esempio il cambiamento climatico - ricadono sproporzionatamente su coloro che meno o punto profittano dei benefici, cioè sulla parte meno abbiente e più debole dell’umanità e specialmente sulle generazioni future.

La sussidiarietà (se un ente più “in basso” è capace di fare qualcosa, l’ente più “in alto” deve lasciargli tale compito e sostenerne l’azione) era la seconda idea guida che Scheer applicò alla questione energetica: mentre le fonti fossili (carbone, petrolio e gas) e atomiche implicano la concentrazione in grandi impianti centralizzati e in potenti oligopoli privati o statali, una buona parte delle energie rinnovabili (solari, eoliche, da biomassa, geotermiche) sono per loro natura decentralizzate, locali e polverizzate in milioni di piccoli produttori.

Questa differenza ha profonde conseguenze politiche perché nel primo caso è favorita la concentrazione di potere e ricchezza, mentre nel secondo caso è favorita la loro distribuzione diffusa tra i cittadini, sia in una nazione sia sul Globo. Per questo l’opzione solare sarebbe importante anche per prevenire i conflitti, non solo per ridurre i danni ambientali.

Secondo Scheer la politica ha un compito limitato ma fondamentale: quello di accelerare un cambiamento che è già in atto nella società ma che è troppo lento, creando sistemi di incentivazione individuale verso le opzioni che danno benefici collettivi o che riducono i danni e i rischi collettivi (per esempio l’alterazione del clima).

Proprio sulla velocità di questo cambiamento riemerge l’etica: ormai da molti anni la questione non è sul “se” ma sul “quando” la società umana passerà completamente alle energie rinnovabili. “L’imperativo energEtico” questo il titolo dell’ultimo libro di Scheer – sarebbe quello di attuare questo cambiamento in pochi decenni invece che in secoli, cioè prima che i rischi e i costi umani delle attuali tecnologie fossili e atomiche crescano in modo esponenziale. Anche tuttora molti di coloro che propugnano l’espansione delle tecnologie fossili e atomiche dicono che si tratta di “tecnologie ponte” verso una futura economia solare, in attesa che le tecnologie per questa diventino “mature”. Per Scheer invece il momento di questa trasformazione è adesso, cioè nei prossimi due o tre decenni.

Non conosco un altro politico che abbia svolto quest’azione di catalizzatore più intensamente di lui......

A metà degli anni ‘80 si convinse che il controllo delle risorse energetiche era uno dei principali campi di conflitto tra i popoli. La svolta verso un’economia energetica solare, decentrata e locale gli sembrò uno dei compiti principali della politica per la pace.

Leggi su Qualenergia L'articolo integrale di Marco Morosini del Politecnico di Zurigo

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Tratto da Noalcarbone

29 luglio 2011

LA CONVERSIONE ECOLOGICA

La conversione ecologica si costruisce dal basso “sul territorio”: fabbrica per fabbrica, campo per campo, quartiere per quartiere, città per città.
Chiamando per cominciare a confrontarsi in un rinnovato “spazio pubblico”, tutti coloro che nell’attuale situazione non hanno avvenire: gli operai delle fabbriche in crisi, i giovani senza lavoro, i comitati di cittadini in lotta contro gli scempi ambientali, le organizzazioni di chi sta già provando a imboccare strade alternative: dai gruppi di acquisto ai distretti di economia solidale. E poi brandelli di amministrazioni locali, di organizzazioni sindacali, di associazioni professionali e culturali, di imprenditoria ormai ridotta alla canna del gas; e nuove leve disposte a intraprendere, e a confrontarsi con il mercato, in una prospettiva sociale e non solo di rapina.

La conversione ecologica del sistema produttivo e del modello di consumo dominanti è un’utopia?
Sì, è un’utopia concreta nel senso che aveva dato a questo termine Alex Langer. È cioè un progetto praticabile, ma al tempo stesso radicalmente alternativo allo stato di cose esistente.
Il liberismo, la tesi fantasiosa che il mercato trova da sé il rimedio ai danni che affliggono il pianeta e i suoi abitanti, inchioda i suoi fautori a un eterno presente senza passato né futuro; fermo, in politica, al giorno per giorno; in economia, ai conti delle “trimestrali”; nelle consorterie accademiche, alle lotte di potere: rendendo tutti incapaci di un approccio prospettico.

There is no alternative (non si puo' fare altrimenti) e' la sentenza con cui il liberismo e tutti coloro che ne sono succubi, giustificano l'assalto alle condizioni di vita e di lavoro di miliardi di uomini e donne. Ma la crisi economica e quella ambientale si sono incaricate di rovesciare questa tesi. Senza un radicale cambiamento di rotta il pianeta e chi lo abita non hanno futuro.
Verità e capacità di pensare il futuro sono rimaste appannaggio di chi si ribella allo stato di cose esistente. Chi guarda al futuro dal punto di vista di un mondo diverso sa ormai, in termini generali, molte cose su come deve cambiare il mondo per sopravvivere e permettere a tutti di vivere meglio.
Sono “cose” che riguardano l’energia (l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili),
l’agricoltura (biologica, multiculturale, multifunzionale, di piccola taglia) e la sovranità alimentare, il recupero integrale degli scarti e dei rifiuti, la salvaguardia del territorio.


28 aprile 2011

1)OGGI Beppe Grillo in piazza a Savona 2)Cosa deve essere l’Italia al 2050 dal punto di vista energetico?3)CINA:nuovo incidente in miniera di carbone

TRATTO DA SAVONA NEWS

Oggi Beppe Grillo a Savona.

Centrale a carbone

, cementificazione, sviluppo sostenibile t

ra i temi

Organizzato dagli Amici di Beppe Grillo, in collaborazione con la libreria UBIK

Grillo viene a Savona per parlare dei temi ambientali della nostra città (in particolare del devastante progetto di ampliamento della Centrale a carbone Tirreno Power di Savona), di cementificazione, di sviluppo sostenibile, di politica dal basso, del ‘fare rete’

Guarda le due interessanti interviste di Beppe Grillo sulla Tirreno Power di Vado:

www.beppegrillo.it/2010/10/de_benedetti_e.html

www.youtube.com/watch

..La salute è ormai qualcosa che ce la dobbiamo conquistare giorno per giorno...”

LEGGI L'ARTICOLO INTEGRALE

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Tratto da Qualenergia
La tragedia di Fukushima deve diventare un’ulteriore occasione per riflettere sullo scenario energetico di medio e lungo periodo per il nostro paese. Il primo passo è al 2020, rivedendo da subito il Piano d’Azione Nazionale per le rinnovabili. L'opinione di Gianni Silvestrini a Ecoradio.

È stupefacente, quasi imbarazzante, la dichiarazione di Berlusconi secondo cui il referendum non si farà perché c’è il rischio perderlo e, di conseguenza, di rinviare sine die il ritorno al nucleare. Una soluzione che viene ancora vista dal premier come una scelta strategica.

Dobbiamo tenere gli occhi aperti e soprattutto cogliere l’occasione di una approfondita riflessione, presentatasi a livello mondiale dopo la tragedia di Fukushima, sul futuro scenario energetico nel nostro paese nel medio e lungo periodo.

Anni fa il governo aveva annunciato una Conferenza nazionale sull’energia che non si è mai tenuta e che forse si farà solo nei prossimi mesi. Ma sarà comunque importante capire quale futuro ci aspetta da qui al 2050 per il paese. L’Europa ci ha chiesto di rivedere il Piano d’Azione Nazionale sulle fonti rinnovabili al 2020. Questa rappresenta un’importante occasione anche perché ad esempio il fotovoltaico sta dimostrando di poter dare risultati maggiori rispetto a quelli che il Governo aveva indicato un anno fa.

Potremo quindi raggiungere l’obiettivo al 2020 senza ricorrere a importazioni di energia da rinnovabili dall’estero. Ma il 2020 rappresenta solo un primo step: dobbiamo guardare oltre, così come fanno gli altri paesi europei che delineano uno scenario in cui le rinnovabili hanno un ruolo centrale nel panorama energetico nazionale. Fondamentale sarà importante capire come sarà l’Italia del 2050. Siamo convinti che per la produzione di energia elettrica a metà secolo il nostro paese potrà essere completamente autosufficiente, dipendendo solo dalle fonti rinnovabili.

Leggi l'articolo integrale

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INTANTO IL CARBONE CONTINUA AD ALLUNGARE LA LUNGA SEQUENZA DELLE VITTIME INNOCENTI
TRATTO DA AGI CINA
Cina: allagamento di una miniera di carbone, 8 minatori intrappolati
La sera del 24 aprile una miniera di carbone situata nel distretto Pan della città di Liupanshui, nella provincia meridionale del Guizhou, è stata inondata da una grande quantità di acqua, lasciando intrappolate otto persone. Fino alla mezzanotte del 25 aprile i soccorsi erano in pieno svolgimento, ma non sono ancora chiare le condizioni dei minatori rimasti intrappolati.
TRATTO DA AGI CINA 2011-04-26
Guizhou: 2 morti e 6 dispersi nell'incidente dell'inondazioni della miniera di carbone
Dopo oltre 30 ore si soccorsi, la mattina del 26 aprile sono stati trovati i corpi di due vittime dell' inondazione della miniera di carbone a Panxian, della provincia del Guizhou, mentre altre sei persone sono ancora disperse nel pozzo.

La sera del 24 aprile, l'acqua ha invaso la miniera di carbone Xiaoaozi, a Panxian, nella provincia del Guizhou. 37 persone sono state tratte in salvo, mentre otto persone erano rimaste intrappolate