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11 novembre 2011

1)A PROPOSITO DI RIDUZIONI:LA PERIZIA GIURATA TERRA METTE IN DISCUSSIONE IL 70 % DI EMISSIONI IN MENO PROMESSO DALL'AZIENDA 2)Cina, venti vittime nella miniera di carbone per fuga di gas.

A PROPOSITO DI RIDUZIONI.....
Tratto integralmente  da "IL SECOLO XIX " di oggi

"INATTENDIBILI I DATI DI TIRRENO POWER"

LO STUDIO TERRA METTE IN DISCUSSIONE IL 70% DI EMISSIONI IN MENO PROMESSO DALL'AZIENDA .
Silvia Simoncelli


Vado Ligure."VOGLIAMO CAPIRE COSA RESPIRANO I NOSTRI CITTADINI". 
Con questo obiettivo i sindaci di Vado e Quiliano,Attilio Caviglia e Alberto Ferrando,hanno commisionato un'analisi critica sulla documentazione presentata da Tirreno Power sull'ultima versione del progetto di potenziamento.


Se infatti dalla centrale arrivano affermazioni  che parlano del 70% di emissioni in meno ,secondo lo studio firmato dall' esperto di valutazioni ambientali Marco Stevanin dello Studio Terra,tale dato non sarebbe attendibile.
"Con la ristrutturazione che prevede un nuovo gruppo e il rifacimento integrale di quelli esistenti -scrive Tirreno Power-si registrerà un miglioramento della sostenibilità ambientale.Il progetto presentato ridurrà le emissioni del 70% rispetto a quelle odierne già a norma.
E proprio su tali dichiarazioni si è concentrato il lavoro di Stevanin che con una perizia giurata ha concluso che "LA DIMOSTRAZIONE PRESENTATA CIRCA LA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI INQUINANTI TRADIZIONALI NON E' ATTENDIBILE."
La seconda mossa dello studio di Stevanin è stata quella di dimostrare la necessità di un monitoraggio sulla qualità dell'aria  dei due Comuni interesssati.
"PER QUANTO RIGUARDA LA SALUTE-HA AGGIUNTO STEVANIN-LA DOCUMENTAZIONE PRESENTATA PER L'AMPLIAMENTO E' ASSOLUTAMENTE INADEGUATA.SONO STATE AFFRONTATE IN MODO SUPERFICIALE SITUAZIONI DI CRITICITA' EVIDENTI.
IN TALE CONTESTO SEMBRA OPPORTUNA UNA CAMPAGNA DI MONITORAGGIO CHE DEFINISCA IN MODO OGGETTIVO E COMPLETO LA SITUAZIONE D'INQUINAMENTO DEL TERRITORIO."
Caviglia e Ferrando hanno poi trovato conferma dallo Studio Terra  in merito alla necessità di allargare il ventaglio delle sostanze prese in considerazione per stabilire il livello d'inquinamento dell'aria.
"DALL' INVENTARIO DELLE DIVERSE SORGENTI EMISSIVE PRESENTI SUL TERRITORIO-SI  LEGGE SULLE CONCLUSIONI DELL'ANALISI-SI EVINCE CHE ESISTONO BEN 104 DIFFERENTI FONTI INQUINANTI.CIO' CONSIDERANDO LA COMPLESSA REALTA' PRODUTTIVA ED INDUSTRIALE.
DA QUESTE ARRIVA UN 10%DELLE EMISSIONI,MENTRE IL RESTANTE 90% LO PRODUCE LA CENTRALE.ALLA LUCE DI CIO' DIVENTA INDISPENSABILE TENERE IN CONSIDERAZIONE ,OLTRE AGLI INQUINANTI PREVISTI DALLA LEGGE,ANCHE ALTRI ELEMENTI TOSSICI.

 LA DENUNCIA.
LETTERA DI CAVIGLIA E FERRANDO  AL MINISTERO:"MODIFICATO IL VERBALE"


Intanto ieri è stata resa pubblica una lettera in cui Caviglia e Ferrando segnalano che quanto scritto  nel verbale definitivo della conferenza dei servizi del 13 luglio 2011 per l'ampliamento della centrale di Vado  rappresenta "UNA VERSIONE NON CONFORME  A QUANTO EFFETTIVAMENTE DISQUISITO IN MERITO NELLA SEDUTA".
E ANCORA:E' EVIDENTE-SCRIVONO I SINDACI-COME NELLA VERSIONE DEFINITIVA DEL VERBALE ALCUNI INTERVENTI SIANO STATI  MODIFICATI."    
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Tratto da NOALCARBONE ALTO LAZIO

Solita carneficina nelle miniere di carbone cinesi:

Cina, venti vittime nella miniera per la fuga di gas

A poche ore dalla tragedia precedente, ci giunge la notizia di una nuova. Il teatro è il solito: le miniere di carbone cinesi.
"Venti minatori sono morti e altri 23 sono ancora intrappolati sottoterra dopo un'improvvisa fuga di gas nella miniera di carbone nella quale stavano lavorando nella provincia dello Yunnan, nella Cina del sudovest. L'agenzia Nuova Cina, citando le autorità locali, afferma che 30 pompieri, 100 «soccorritori professionali» e 300 tra medici e infermieri sono impegnati nel tentativo di raggiungere i sopravvissuti.
In base alle prime indagini l'incidente si è prodotto alle 6.30 locali della mattina (le 23,30 di martedì in Italia), quando una fuga di gas si è prodotta in una galleria. Il gas avrebbe poi raggiunto una galleria vicina, intrappolando un totale di 43 minatori...Le miniere di carbone della Cina sono le più pericolose del mondo e ogni anno vi perdono la vita migliaia di operai. Nel 2009, 2.600 minatori sono morti in Cina in incidenti provocati da esplosioni, frane e inondazioni. "


04 luglio 2011

1)Con la prevenzione sull'inquinamento si ridurrebbero spese e malattie dei savonesi 2)Miniera di carbone, morti in Cina

Tratto da Savona News

Sanità lacrime e sangue per i cittadini, ma con la prevenzione sull'inquinamento si ridurrebbero spese e malattie dei savonesi

Così il MoDA di Savona (Movimento Difesa Ambiente): "A proposito di "lacrime e sangue" (vedi articoli recenti della stampa locale), con 36 milioni di tagli nella sanità che dovranno pagare i malati con diminuzione dei servizi e aumento dei costi, noi del MODA siamo convinti che agire sulla prevenzione, come da decenni sosteniamo, sia l’arma vincente per evitare tagli nella sanità ma soprattutto sia indispensabile per la salute dei savonesi in un territorio come quello savonese devastato da un industrialismo di terz’ordine, vedi industria chimica (ACNA Stoppani) centrali a carbone, cokeria di Cairo, discariche di rifiuti urbani e industriali..."

"Vogliamo ancora una volta ricordare che anche solo la centrale a carbone come quella di Tirreno Power a Vado "centrale in città" comporta costi esterni relativi ai danni sull’ambiente locale, coltivazioni, clima, salute e danni materiali materiali di circa 140 milioni di euro ogni anno (vedi allegato) di cui circa 40 milioni relativi ai costi sanitari per malattie tumorali, cardiache e degenerative nonché per mortalità precoce (vedi criteri della Comunità Europea, fonte ExternE - UE, scaricabile QUI)

Se in più permettiamo la combustione di CDR (combustibile derivato dai rifiuti) come approvato dalla passata Provincia e dalla Regione, i danni da diossine e metalli pesanti sicuramente aumenterebbero significativamente. Per questo ribadiamo DEPOTENZIAMENTO E METANIZZAZIONE PER LA CENTRALE Tirreno POWER DI VADO coerentemente con quanto già sostenuto autorevolmente dall’Istituto Superiore di Sanità (Convegno di Spotorno) e dall’Ordine dei Medici della Provincia di Savona .

SE AVESSIMO SEGUITO LE CONCLUSIONI DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ QUANTE CENTINAIA DI MILIONI DI EURO LA COMUNITÀ SAVONESE AVREBBE RISPARMIATOIN TUTTI QUESTI ANNI DI COMBUSTIONE DEL CARBONE?

Al contrario siamo invece andati contro la legge italiana ed europea (vedi normativa IPPC – AIA) pur di lasciare libera la Tirreno Power di continuare a bruciare carbone sugli obsoleti gruppi risalenti agli anni ’60 che non rispettano i valori limite di emissione al camino fissati per i paesi membri della Unione Europea (vedi conferenza di Siviglia) inquinando così in maniera davastante il nostro territorio che ha pregevoli bellezze naturalistiche, attività agricole di nicchia e che si basa principalmente sul turismo.

In ultimo siamo fortemente sconcertati per la decisione della Provincia di Savona di ampliare ancora una volta la discarica Ecosavona del Boscaccio a Vado, avallata anche dalla inspiegabile astensione del PD, quando la raccolta differenziata in Provincia (che eviterebbe le discariche) è "fuorilegge" ferma al 29% (anno 2009) mentre la Legge ha posto un obiettivo oggi di almeno il 45% e al 2012 del 65%

Infine poniamo e ci poniamo 3 domande:

1) Cosa ne pensano i partiti della pericolosa combustione del CDR per smaltire i rifiuti in centrale prevista dal Piano Rifiuti della passata Provincia e approvato dalla attuale Regione?


2) Cosa ne pensano i partiti della "faccenda" riguardante Ecosavona, proprietaria della discarica del Boscaccio, di capitale misto pubblico con i Comuni di Vado e di Savona e privato, secondo cui la proprietà avrebbe esportato illegalmente i propri capitali alle isole Vergini evadendo il fisco, mentre ai cittadini viene imposto dal Comune di Savona ancora un aumento sulla tassa dei rifiuti?


3) Cosa farà il Presidente Regionale Burlando alla prossima conferenza dei servizi a Roma il 13 Luglio? Proporrà ancora il pericoloso ampliamento a carbone della centrale come vuole T. Power in contrasto con il territorio che ne chiede invece l’immediata metanizzazione?"

Dr. Virginio Fadda (biologo)
Dr. Agostino Torcello (medico)
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Tratto da Noalcarbone

Si allaga miniera di carbone, morti e dispersi in Cina

Fonte: ChinaDaily

Ennesimo annuncio di ennesima tragedia legata all'attività estrattiva del carbone che qualcuno osa chiamare "pulito". 40 dispersi e 3 morti il bilancio provvisorio a Niupeng, Cina

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TRATTO DA" LA VOCE DELL'EMERGENZA"

Processo Eternit: chiesti 20 anni per i vertici della multinazionale

“Eternit, una tragedia immane”. Guariniello chiede vent’anni. Alla cinquantesima udienza del processo Eternit, il pm ha fatto richieste pesantissime per i vertici dell’azienda: “Non avevo mai visto un dramma come questo, che ha colpito popolazioni di lavoratori e cittadini e che continua a seminare morti. E continuerà a seminarli chissà fino a quando”

Vent’anni di carcere per il barone belga Louis de Cartier e per Stephan Schmidheiny. Li ha chiesti il procuratore Raffaele Guariniello, alle ultime battute del clamoroso processo che ha portato in tribunale i vertici dell’Eternit, che sarebbero responsabili di oltre tremila vittime, tra operai e familiari, nei quattro stabilimenti italiani di Cavagnolo, Casale Monferrato, Rubiera di Reggio Emilia e Bagnoli, nel Napoletano.

A uccidere era la micidiale polvere bianca di fibra di amianto che continua a mietere vittime. “Chiedo vent’anni per questa immane e sconvolgente tragedia – ha detto Guariniello – Non avevo mai visto un dramma come questo, che ha colpito popolazioni di lavoratori e cittadini e che continua a seminare morti. E continuerà a seminarli chissà fino a quando. Una tragedia che si è consumata sotto un’unica regia in Italia e in altri paesi del mondo, senza che mai nessun tribunale abbia chiamato a risponderne i reponsabili per l’enorme danno cagionato”.

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Tratto da La Voce dell'emergenza

USA: alluvione, cede la barriera della centrale nucleare Fort Calhoun

Sfiga atomica 2011, un pericolo si allontana e un altro diventa minaccioso. I giapponesi sono riusciti ad estrarre il corpo estraneo di tre tonnellate dal reattore nucleare di Monju ma i generatori elettrici diesel di emergenza – praticamente la scialuppa di salvataggio prima della catastrofe – sono entrati in funzione poco fa a Fort Calhoun, la centrale nucleare del Nebraska assediata dal’inondazione. L’acqua ha travolto le barriere poste a protezione dell’impianto e non c’è più l’allacciamento alla corrente elettrica.

Non c’è dispersione di radioattività. Ma ci sono preoccupazioni: i generatori diesel di emergenza sono esattamente quelli che hanno fatto cilecca a Fukushima. Anche lì il problema era l’acqua: non un’alluvione ma lo tsunami.

E’ il paradosso delle centrali nucleari: producono energia elettrica ma hanno assoluto bisogno di elettricità non proveniente dal reattore. E ora cosa accadrà a Fort Calhoun?

Circa 60 centimetri di acqua del Missouri – una piena senza precedenti – ora circondano gli edifici di Fort Calhoun e zone di importanza cruciale per l’impianto.

Sulla centrale nucleare americana alluvionata è in vigore il divieto di sorvolo: cosa che impedisce di avere immagini e video aggiornati. La foto, una delle più recenti, è di una settimana fa (aggiornata al 30 giugno, ndr9): e da allora l’acqua ha continuato a crescere.

Ora circonda anche i trasformatori della centrale nucleare, ragion per cui, per motivi precauzionali, è stato deciso il distacco dalla rete elettrica (si lavora per ripristinare l’allacciamento) e l’entrata in funzione dei generatori diesel di emergenza. Leggi tutto »

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Tratto da Aduc.it
U.E. - Smog. Commissione: consultazione pubblica per obiettivi non raggiunti


La meta' degli europei (49%) vive in aree dove gli obiettivi di qualita' dell'aria dell'Unione europea non sono stati ancora raggiunti. Bruxelles ha deciso quindi di lanciare una consultazione pubblica online sulla sua politica su questo fronte, per stabilire nuovi obiettivi di lungo termine oltre l'orizzonte del 2020.
Nel corso dei prossimi tre mesi la Commissione europea chiede quindi un parere ai cittadini sui punti di forza e di debolezza dell'attuale quadro legislativo e sui progressi compiuti nella sua attuazione. Un riesame delle norme europee e' infatti previsto entro il 2013.
'Se guardiamo ai risultati ottenuti dall'Europa nel miglioramento della qualita' dell'aria - afferma il commissario Ue all'Ambiente, Janez Potocnik - possiamo esserne orgogliosi.
Tuttavia di fronte ai 500.000 casi di decessi prematuri dovuti all'elevato livello di inquinamento atmosferico provocato da particolato, c'e' chiaramente ancora molto lavoro da svolgere.
Dobbiamo avviare subito una discussione sulla prossima generazione di obiettivi di qualita' dell'aria'.
Bruxelles invita tutte le parti interessate a condividere il proprio punto di vista sul miglior modo per migliorare la legislazione dell'Ue in materia di qualita' dell'aria. Si suddivide in due parti: un breve questionario per il grande pubblico e una sezione piu' articolata riservata ad esperti e operatori di amministrazioni nazionali, enti locali o regionali, ricercatori, imprese, stakeholder, soggetti responsabili in campo sanitario, ambientale e altri gruppi coinvolti nell'attuazione della legislazione dell'Ue in materia di qualita' dell'aria.

22 novembre 2010

E... il carbone continua a mietere vittime innocenti sottoterra e ....non solo


Tratto da Savona news

Savona: alla Ubik "Il Racconto del Fiume Rubato" contro il raddoppio della Centrale a carbone Tirreno Power

A Savona presso la libreria Ubik mercoledì 24 novembre alle 18

A Savona presso la libreria Ubik mercoledì 24 novembre alle 18 "Il Racconto del Fiume Rubato" contro il raddoppio della Centrale a carbone Tirreno Power.

"A Vado Ligure una Centrale a carbone, non allineata alle leggi europee e ai parametri dell’Organizzazione mondiale della Sanità, continua da 40 anni a emettere 30 tonnellate al giorno di polveri sottili (avete idea cosa vuol dire una tonnellata di polveri invisibili a occhio nudo), senza un controllo pubblico sulle emissioni, polveri che ricadono sulla popolazione sottostante (case, negozi, scuole…).

La ditta Tirreno Power riferisce (con comunicati stampa, ma senza mai aver accettato un contraddittorio da anni con l’ordine dei medici e con la popolazione) che la Centrale è a norma, che l’aria è respirabile, ma stranamente a Savona muoiono migliaia di persone in piu’ rispetto alla media regionale. Probabilmente ritengono che i savonesi sono più cagionevoli di salute. Ma questo scempio non gli basta.

Ora vogliono addirittura ampliare la Centrale, nonostante la contrarietà dell’85% della popolazione, di tutti i Comuni interessati (hanno tutti deliberato contro l’ampliamento), delle Circoscrizioni, di tutte le Associazioni, dellOrdine dei medici, della Curia, delle principali personalità della società civile"

queste le parole dell' UC Unione comitati, associazioni e cittadini per la tutela della salute e dell’ambiente in provincia di Savona.


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Tratto da wwwrassegna.it
Sardegna

Miniere, i moicani del Sulcis

I minatori sardi della Carbosulcis sono gli unici rimasti in Italia a estrarre carbone dalle viscere della terra.

Una miniera dove lavorano 484 operai (prima erano 600), che picconano, estraggono, rinforzano pareti a 400 metri sotto il livello del mare, più altri 200 metri di galleria.....
Il 60 per cento dei minatori d’Italia si trova in Sardegna. Alla Carbosulcis, a scavare nel sottosuolo, ci sono anche tre donne: i minatori sono divisi in 4 turni al giorno che si intersecano, perché la miniera non può mai essere lasciata sola, altrimenti si sviluppano gas a combustione.
Su quello che è successo in Cile i lavoratori della Carbosulcis hanno da dire la loro: “Di quella storia non ci hanno fatto vedere tutto – commenta Carta –, e chi lavora in miniera lo sa. Certo il nostro ambiente di lavoro è pericoloso, perché liberi spazio alle frane. Quella del Cile però è una miniera come la nostra, e doveva essere attrezzata per le frane.Loro invece avevano solo un pozzo dove passavano merci e uomini, mentre noi abbiamo due pozzi di servizio e poi abbiamo i pozzi di ventilazione che fungono anche da vie di fuga"

La malattia professionale è molto comune tra chi fa questo mestiere:
dei 15.000 minatori del Sulcis che alla fine degli anni cinquanta lavoravano nel cosiddetto pozzo Gordon, a 672 metri sotto il livello del mare,
nemmeno uno ha superato i 48 anni di vita.

La prima malattia resta la carboniosi, che colpisce le vie respiratorie, mentre l’aria ad alta pressione usata per la perforatrice provoca l’angenerosi, che interessa le mani e le terminazioni nervose. Alle malattie si aggiungono gli infortuni.

Leggi l'articolo integrale su www.rassegna.it
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Tratto da Rainews24.it

Salvi i minatori cinesi intrappolati

Shangai, 22-11-2010

Sono tutti in buone condizioni i 29 minatori intrappolati ieri mattina in una miniera di carbone allagata nel sud est della Cina e tratti in salvo nella notte. La televisione cinese ha mostrato le immagini dei minatori che uscivano dalla Batian Coal Mine a Weiyuan, nell'omonima contea della provincia su orientale del Sichuan. ...I soccorritori giunti sul posto hanno cominciato a pompare acqua fuori dalla miniera, riuscendo cosi' a portare in salvo prima 13 e poi i restanti 16 minatori. Secondo il racconto dei lavoratori, l'acqua aveva raggiunto il collo di alcuni di loro.

Le miniere di carbone in Cina sono tristemente note per l'elevato numero di incidenti, spesso mortali, che si sono verificati negli ultimi anni, dovuti in gran parte a inadeguate misure di sicurezza. Lo scorso anno sono stati oltre 2.600 i minatori che hanno perso la vita sul lavoro.

Le autorita' cinesi e l'osservatorio per la sicurezza sul lavoro hanno chiesto ai proprietari delle miniere di raddoppiare i loro sforzi per migliorare le condizioni lavorative dei minatori e per adottare piu' stringenti misure di prevenzione per evitare altri incidenti.


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TRATTO DA WWW CORRIERE.IT

LA POLIZIA PER LA PRIMA VOLTA AMMETTE: «POTREBBERO NON ESSERE SOPRAVVISSUTI»

Nuova Zelanda, 29 in trappola in miniera Le speranze si affievoliscono

Dramma nella miniera di carbone di Pike River: ancora impossibile tentare un salvataggio

MILANO - La polizia neozelandese ha ammesso per la prima volta che i 29 minatori intrappolati sottoterra da venerdì scorso nella miniera di carbone di Pike River potrebbero non essere sopravvissuti all’esplosione di gas.
Il comandante di polizia Gary Knowles ha dichiarato lunedì che i soccorritori sono pronti a ogni eventualità «e ci stiamo preparando alla possibilità che siano morti dopo quanto successo sottoterra». I gas tossici hanno impedito finora alle squadre di soccorso di calarsi nella miniera, per cui finora non c’è stato alcun contatto con i dispersi.
In giornata verrà inviato un robot telecomandato in un tunnel della miniera per stabilire il livello dei gas a tre giorni dall’esplosione e trasmettere immagini. Il foro di 15 cm di diametro dovrà raggiungere la profondità di 160 metri, dove si ritiene che si trovino i minatori. Sarà quindi possibile prelevare campioni di aria per analizzare i livelli di gas tossico nel tunnel e usare un cavo a fibra ottica per vedere le condizioni nell'area.
I familiari dei minatori si sono riuniti sul luogo dell’incidente, che è stato vietato ai giornalisti e al pubblico (Apcom).

21 novembre 2010(ultima modifica: 22 novembre 2010)