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16 maggio 2014

Petizione on line di 350.ORG :BASTA TRAGEDIE CON IL CARBONE .

Riceviamo da 350.org e pubblichiamo
BASTA TRAGEDIE CON IL CARBONE 

PETIZIONE ON LINE
Vorrei non aver dovuto  inviare  questo messaggio oggi, ma non ho altra scelta - qui in Turchia, 
 l' esplosione e incendio in una miniera di carbone  ha ucciso 283 minatori, tra cui almeno un lavoratore bambino ed ne  ha lasciato centinaia intrappolati sottoterra. Inutile dire che siamo tutti molto tristi e scossi. Ma questa non è la prima volta che questo accade, e se il governo continua a sfruttare i combustibili fossili come il carbone, questo potrebbe non essere l'ultimo. E 'tempo che noi chiediamo  al governo della Turchia di  uscire  dal carbone:
Dite al governo turco di assumersi la responsabilità di  smetterla con le tragedie dovute al carbone.



La morte nelle miniere di carbone è un evento così comune nel nostro paese che il nostro attuale Primo Ministro è andato così lontano da etichettarlo come " destino " . Ma se o nei pozzi minerari o attraverso il cambiamento climatico , la morte causata dal carbone non è un  destino . E 'il  risultato diretto di una scelta di una  fonte energetica terribilmente sbagliata  .....

In questo momento , la Turchia prevede di costruire qualcosa come 50-80 nuove centrali a carbone , che richiederebbero  più estrazione di carbone .
Potete immaginare quante vite ci potrebbero essere a rischio nelle  in miniere di carbone se questi piani procedono ?

Diciamo al governo della Turchia di  fermare lo sfruttamento e la sovvenzione dei combustibili fossili e dell'energia sporca e di  migliorare l'efficienza energetica e iniziare ad investire in sicurezza , energia pulita ,in modo che  eventi tragici come  quello che abbiamo visto questa settimana non possano accadere di nuovo :

Dite al governo turco di  fermare tali rischi per le vite umane  e di  chiudere con  il carbone .

Non una  vita di  più deve essere essere sacrificata in quei pericolosi pozzi neri .

Mahir

350.org is building a global climate 
movement.

16 marzo 2014

Il Gigante energetico GDF Suez ha grossi problemi a Savona .....per l'impatto sulla salute del carbone.


LA NOTIZIA RIMBALZA  DA OLTRE CONFINE.......


Traduzione  da The Tree

Il Gigante energetico GDF Suez ha grossi problemi a Savona per l'impatto sulla salute del carbone.


La polizia italiana ha preso il controllo di una centrale elettrica a carbone di Savona, per sospenderne la produzione (a carbone)  dopo che un giudice   ha  fatto un decreto di  sospensione  dei gruppi a carbone  dato  che l'impianto è ritenuto  responsabile di 442 morti premature tra il 2000 e il 2007, e ulteriori 2.000 casi di malattie cardiache e polmonari .
 Il proprietario dell'impianto, Tirreno Power, che è controllata anche dalla francese GDF Suez, è considerato come colpevole di  " negligenza "da parte del giudice, che ha anche detto che i dati sulle emissioni provenienti dallo stabilimento sono da ritenersi " inaffidabili "
 Le emissioni da impianti a carbone pongono rischi per la salute ben noti , e GDF Suez è già sotto tiro per il suo coinvolgimento in una grave catastrofe per il carbone in Australia, dove una miniera di carbone a cielo aperto ha preso fuoco e bruciato per oltre un mese, portando ad evacuazioni e gravi ripercussioni sulla salute dei residenti . La chiusura della centrale a carbone in Italia e la problematica dell' incendio in Australia hanno costituito  un brutto inizio d'anno per GDF Suez, che ha svalutato 14900000000 € in beni fossili sui suoi libri a causa della forte concorrenza da fonti rinnovabili.

Punti chiave


Un giudice italiano ha ordinato alla polizia di sequestrare e chiudere una centrale a carbone a Savona, dopo la sentenza a favore degli  argomenti dell'accusa che è responsabile di 442 morti premature e fino a 2.000 casi di malattie cardiache e polmonari. La decisione riconosce un nesso di causalità tra le emissioni, la morte e le malattie, che è sempre più riconosciuta globalmente.

L'impianto italiano non è il solo problema alla  salute con il carbone , non e' l'unico mal di testa per colosso energetico francese GDF Suez, che ha anche grossi problemi con un disastroso incendio a cielo aperto in una  miniera di carbone in Australia.

L'incendio nella miniera di carbone Morwell, adiacente alla centrale a lignite Hazelwood in Victoria , in Australia,ha  bruciato per oltre un mese ed  ha causato gravi rischi per la salute per i residenti in una città vicina. Peggio ancora, il taglio dei costi da parte della società e il suo fallimento nel  ripristinare  il sito minerario sembrano essere tra le principali cause dell'incendio e la conseguente crisi di salute pubblica.
Quanto più impariamo a conoscere l'impatto sulla salute del  carbone più  riusciamo a comprendere  circa il vero costo di questa fonte di energia che è responsabile di 18.200 morti premature e oltre 4 milioni di giorni di lavoro persi in tutta Europa da solo ogni anno .
 L' Energia pulita sta diventando sempre più la scommessa più sicura per gli investitori, come  pure le energie rinnovabili stanno diventando un  costo competitivo con il carbone sporco .
 Inoltre .
 .......Il Proprietario dell'impianto GDF Suez sostiene di non "capire la logica di questa decisione ", sostenendo di aver sempre rispettato gli obblighi di legge.

Un recente rapporto di una ONG europea Salute e Ambiente Alliance (HEAL), ha rivelato che le emissioni dalle centrali elettriche a carbone in Europa contribuiscono in modo significativo al carico di malattia da inquinamento ambientale. Più di 18.200 decessi prematuri, circa 8.500 nuovi casi di bronchite cronica, e oltre 4 milioni di giorni lavorativi persi ogni anno può essere attribuito alle emissioni delle centrali elettriche a carbone, secondo lo studio. Questo si aggiunge ai costi economici fino a € 42800000000 all'anno.......



13 agosto 2013

Energia e diritti in Germania

 E LA GUERRA AL CARBONE CONTINUA 
ANCHE IN GERMANIA.
Tratto da  Valori.it
Energia e diritti

Germania, tra i “deportati” del carbone nella Ruhr

Circa 7.600 abitanti di una serie di villaggi tedeschi nel bacino della Ruhr stanno traslocando: le loro cittadine saranno rase al suolo per fare spazio ad una gigantesca miniera di carbone. Berlino, così, abbandona il nucleare e invece di puntare sulle energie pulite, rilancia le pericolose fonti fossili. Mentre la Corte costituzionale valuta la legittimità del progetto.
 
 La cittadina rurale di Immerath e i comuni vicini, racchiusi tra il bacino della Ruhr ed il confine con i Paesi Bassi, in Germania, spariranno dalle carte. Già oggi, infatti, i centri abitati assomigliano a villaggi-fantasma: strade vuote, finestre chiuse, negozi abbandonati. Il motivo? Consentire al colosso dell’energia RWE di ingrandire la già immensa miniera di carbone a cielo aperto di Garzweiler. 
A raccontare la storia è l’agenzia AFP che sottolinea come - visto l’andamento attuale del mercato dei certificati CO2 (le quote di emissione di gas ad effetto serra) - la vendita di carbone sia tornata ad essere particolarmente lucrativa. 
 Per la RWE, inoltre, la lignite estratta a Garzweiler è doppiamente utile, dal momento che alimenta direttamente le centrali di proprietà della stessa azienda. Per questo la miniera Garzweiler I, aperta nel 1983 ed ormai in via di esaurimento, sarà rimpiazzata dalla Garzweiler II, che avrà una superficie pari a 48 chilometri quadrati (l’estensione di una città come Lione). E per fargli spazio, saranno costretti a traslocare circa 7.600 abitanti: molti di loro saranno i primi insediati a Immerath-Neu (Nuova Immerath), cittadina edificata ad hoc per ospitare i residenti del vecchio comune. Che sarà raso al suolo. 


A finanziare l’intera operazione è la stessa RWE (il che lascia intendere quali possano essere i guadagni futuri). Il crollo dei “diritti” ad inquinare (i certificati CO2, appunto), è infatti un elemento che l’industria vuole sfruttare appieno. Così che la scelta del governo di Berlino di rinunciare al nucleare, anziché diventare unicamente un volano per lo sviluppo delle energie rinnovabili
e pulite, potrebbe trasformarsi in un paradossale boomerang, essendo il carbone una delle fonti in assoluto più inquinanti e pericolose per la salute umana. 
Già oggi, infatti, esso continua a rappresentare il 40% della produzione elettrica complessiva della Germania, contro il 25% in media del resto d’Europa......
Nel mezzo di tali imperanti “ragioni” economiche, c’è però - forse - un piccolo spiraglio giuridico. 
Dall’inizio dello scorso mese di giugno, infatti, la Corte costituzionale tedesca (la più alta giurisdizione del Paese) sta valutando la legittimità dello spostamento della popolazione. Il tutto è nato dalla denuncia di un abitante di Immerath e di un’associazione ambientalista, secondo i quali lo sfruttamento del carbone non costituisce una «necessità imperativa» per la Germania, tale da giustificare il trasloco di migliaia di persone. 
 La fonte fossile, dunque, non è indispensabile per assicurare alla prima economia europea l’approvvigionamento di energia di cui ha bisogno: un punto di vista condiviso anche dall’istituto di ricerca economica DIW (che ha pubblicato un rapporto sulla questione). 
In attesa della decisione della Corte, che arriverà in autunno, i cittadini devono abbandonare i loro villaggi....

Leggi l'aticolo integrale su Valori.it
8 Agosto 2013
Andrea Barolini 
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Leggi anche su Squat.net

Hambacher Forst: resistenza contro la centrale elettrica a carbone.

http://it.squat.net/uploads/2013/07/Rheinisches_Braunkohlerevier_mit_Camp2_01.jpg
Hambacher Forst è un’antichissima foresta (12mila anni!) che originariamente comprendeva 5500 ettari di terreno (oggi ne restano solo 1100), situata nella regione tedesca della Renania Settentrionale-Westfalia. Già dal XVI Secolo esisteva una rigida regolamentazione a salvaguardia della foresta, ma nell’epoca contemporanea, specialmente dal 1978 in poi, l’industria mineraria del carbone ha portato alla parziale distruzione dell’aera boschiva. Quel che rimane di Hambacher Forst, con i suoi alberi secolari ed alcune specie animali e vegetali in pericolo d’estinzione, è oggi minacciato dal progetto di costruzione di una centrale elettrica a carbone ad opera dell’azienda RWE, il più grosso produttore di CO2 su scala europea
 Mentre in Germania si parla tanto di svolta a favore di energie “pulite” e rinnovabili prevedendo l’addio definitivo, almeno teoricamente, a fonti di energia inquinanti e pericolose, esistono ancora colossi del settore energetico che mettono in pericolo l’ambiente e la salute umana in nome del profitto.  
La distruzione della foresta per far posto ad una centrale elettrica a carbone è legale: le leggi tedesche dicono che si può fare, in barba alle specie animali e vegetali che popolano Hambacher Forst, alla faccia della salute degli/lle abitanti delle città che sorgono in prossimità della futura miniera, nonostante anche i costi economici dell’inquinamento non ricadano su chi lo produce. 
 È illegale invece resistere contro un simile progetto, chi lo fa rischia di scontrarsi con la violenza della polizia e di beccarsi denunce, processi, sanzioni economiche e carcere. 
 La differenza tra ciò che è legale e ciò che è giusto è sotto gli occhi di tutti, chi decide di opporsi a simili progetti di devastazione ambientale compie una scelta in base alla propria coscienza, a ciò che ritiene legittimo e necessario- anche per il bene della comunità e dell’ambiente.
È per questo che la resistenza alla distruzione di Hambacher Forst non manca, nonostante chi la porta avanti sappia quali siano i rischi ai quali va incontro. ...
Le attività intraprese per salvare quella che ormai può essere definita l’ultima foresta millenaria d’Europa continuano, per evitare l’ennesimo scempio ambientale i cui costi in materia di inquinamento, danni alla salute e impoverimento della biodiversità ricadranno inevitabilmente su tutti, soprattutto sulle future generazioni.
 



“Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto,
l’ultimo fiume avvelenato,
l’ultimo pesce pescato,
ci accorgeremo che non si potrà mangiare il denaro.
La nostra terra vale più del denaro......

10 luglio 2012

1)Cina, avventuroso salvataggio di 4 minatori 2)Miniere di carbone, ai confini della vita

 Tratto da Ansa

Cina, avventuroso salvataggio di 4 minatori

Intrappolati da giorni nei cunicoli invasi dall'acqua. Fuga di gas in un'altra miniera,7 morti

09 luglio,
PECHINO - Proseguono le ricerche in una miniera a Leiyang - nella provincia di Hunan, in Cina - che mercoledi' scorso e' rimasta allagata. Una dozzina di minatori risultano ancora dispersi, mentre quattro sono stati tratti in salvo e altri 24 - secondo la tv di Stato - sono riusciti a fuggire.
Intanto un'esplosione per una fuga di gas in un'altra miniera di carbone ha provocato sette morti: secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Xinhua, altri 39 minatori - nella miniera di Lianyuan - sono riusciti a mettersi in salvo.
 

Tratto da Ansa

Miniere di carbone, ai confini della vita

10 luglio, 

La vita quotidiana fatta di stenti e fatica di un gruppo di operai della miniera di carbone di  Nalaikh , in  Mongolia
Sono frequenti gli incidenti mortali  per mancanza di misure di sicurezza......

07 luglio 2012

CINA:Hunan, 16 uomini intrappolati in una miniera di carbone

Tratto da Asia News
Hunan, 16 uomini intrappolati in una miniera di carbone dell'Hunan

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Almeno 16 persone sono intrappolate in una miniera di carbone dell'Hunan (Cina centrale), dopo che una galleria è stata allagata. Questo è l'ennesimo incidente nell'industria mineraria cinese che ogni anno uccide migliaia di vite. Le squadre di soccorso sono all'opera da ieri sera ma finora non sono riusciti a salvare i minatori intrappolati.

Non è chiaro finora il motivo dell'allagamento, anche se forse è da legare all'inizio della stagione delle piogge.
L'Hunan è una delle province dove più accadono incidenti in miniera. Solo nei medi scorsi vi sono stati disastri costati la vita a decine di operai delle miniere di carbone.
Secondo le ultime statistiche fornite dal governo, lo scorso anno sono morte 1973 persone per incidenti in miniere di carbone, con un abbassamento del 19% rispetto all'anno precedente. Ma gruppi per i diritti umani e privati studiosi cinesi affermano che la cifra è molto più alta: i padroni delle miniere, infatti, non denunciano molti incidenti per timore di perdite economiche, multe, chiusure degli impianti.

11 novembre 2011

1)A PROPOSITO DI RIDUZIONI:LA PERIZIA GIURATA TERRA METTE IN DISCUSSIONE IL 70 % DI EMISSIONI IN MENO PROMESSO DALL'AZIENDA 2)Cina, venti vittime nella miniera di carbone per fuga di gas.

A PROPOSITO DI RIDUZIONI.....
Tratto integralmente  da "IL SECOLO XIX " di oggi

"INATTENDIBILI I DATI DI TIRRENO POWER"

LO STUDIO TERRA METTE IN DISCUSSIONE IL 70% DI EMISSIONI IN MENO PROMESSO DALL'AZIENDA .
Silvia Simoncelli


Vado Ligure."VOGLIAMO CAPIRE COSA RESPIRANO I NOSTRI CITTADINI". 
Con questo obiettivo i sindaci di Vado e Quiliano,Attilio Caviglia e Alberto Ferrando,hanno commisionato un'analisi critica sulla documentazione presentata da Tirreno Power sull'ultima versione del progetto di potenziamento.


Se infatti dalla centrale arrivano affermazioni  che parlano del 70% di emissioni in meno ,secondo lo studio firmato dall' esperto di valutazioni ambientali Marco Stevanin dello Studio Terra,tale dato non sarebbe attendibile.
"Con la ristrutturazione che prevede un nuovo gruppo e il rifacimento integrale di quelli esistenti -scrive Tirreno Power-si registrerà un miglioramento della sostenibilità ambientale.Il progetto presentato ridurrà le emissioni del 70% rispetto a quelle odierne già a norma.
E proprio su tali dichiarazioni si è concentrato il lavoro di Stevanin che con una perizia giurata ha concluso che "LA DIMOSTRAZIONE PRESENTATA CIRCA LA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI INQUINANTI TRADIZIONALI NON E' ATTENDIBILE."
La seconda mossa dello studio di Stevanin è stata quella di dimostrare la necessità di un monitoraggio sulla qualità dell'aria  dei due Comuni interesssati.
"PER QUANTO RIGUARDA LA SALUTE-HA AGGIUNTO STEVANIN-LA DOCUMENTAZIONE PRESENTATA PER L'AMPLIAMENTO E' ASSOLUTAMENTE INADEGUATA.SONO STATE AFFRONTATE IN MODO SUPERFICIALE SITUAZIONI DI CRITICITA' EVIDENTI.
IN TALE CONTESTO SEMBRA OPPORTUNA UNA CAMPAGNA DI MONITORAGGIO CHE DEFINISCA IN MODO OGGETTIVO E COMPLETO LA SITUAZIONE D'INQUINAMENTO DEL TERRITORIO."
Caviglia e Ferrando hanno poi trovato conferma dallo Studio Terra  in merito alla necessità di allargare il ventaglio delle sostanze prese in considerazione per stabilire il livello d'inquinamento dell'aria.
"DALL' INVENTARIO DELLE DIVERSE SORGENTI EMISSIVE PRESENTI SUL TERRITORIO-SI  LEGGE SULLE CONCLUSIONI DELL'ANALISI-SI EVINCE CHE ESISTONO BEN 104 DIFFERENTI FONTI INQUINANTI.CIO' CONSIDERANDO LA COMPLESSA REALTA' PRODUTTIVA ED INDUSTRIALE.
DA QUESTE ARRIVA UN 10%DELLE EMISSIONI,MENTRE IL RESTANTE 90% LO PRODUCE LA CENTRALE.ALLA LUCE DI CIO' DIVENTA INDISPENSABILE TENERE IN CONSIDERAZIONE ,OLTRE AGLI INQUINANTI PREVISTI DALLA LEGGE,ANCHE ALTRI ELEMENTI TOSSICI.

 LA DENUNCIA.
LETTERA DI CAVIGLIA E FERRANDO  AL MINISTERO:"MODIFICATO IL VERBALE"


Intanto ieri è stata resa pubblica una lettera in cui Caviglia e Ferrando segnalano che quanto scritto  nel verbale definitivo della conferenza dei servizi del 13 luglio 2011 per l'ampliamento della centrale di Vado  rappresenta "UNA VERSIONE NON CONFORME  A QUANTO EFFETTIVAMENTE DISQUISITO IN MERITO NELLA SEDUTA".
E ANCORA:E' EVIDENTE-SCRIVONO I SINDACI-COME NELLA VERSIONE DEFINITIVA DEL VERBALE ALCUNI INTERVENTI SIANO STATI  MODIFICATI."    
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Tratto da NOALCARBONE ALTO LAZIO

Solita carneficina nelle miniere di carbone cinesi:

Cina, venti vittime nella miniera per la fuga di gas

A poche ore dalla tragedia precedente, ci giunge la notizia di una nuova. Il teatro è il solito: le miniere di carbone cinesi.
"Venti minatori sono morti e altri 23 sono ancora intrappolati sottoterra dopo un'improvvisa fuga di gas nella miniera di carbone nella quale stavano lavorando nella provincia dello Yunnan, nella Cina del sudovest. L'agenzia Nuova Cina, citando le autorità locali, afferma che 30 pompieri, 100 «soccorritori professionali» e 300 tra medici e infermieri sono impegnati nel tentativo di raggiungere i sopravvissuti.
In base alle prime indagini l'incidente si è prodotto alle 6.30 locali della mattina (le 23,30 di martedì in Italia), quando una fuga di gas si è prodotta in una galleria. Il gas avrebbe poi raggiunto una galleria vicina, intrappolando un totale di 43 minatori...Le miniere di carbone della Cina sono le più pericolose del mondo e ogni anno vi perdono la vita migliaia di operai. Nel 2009, 2.600 minatori sono morti in Cina in incidenti provocati da esplosioni, frane e inondazioni. "


02 novembre 2011

1)FERMIAMO IL CARBONE:BISOGNA LOTTARE SENZA SOSTA 2)Valori....PM 2,5 VADO LIGURE

Tratto da Brundisium
Fermiamo il carbone: piena riuscita per l'evento del 29Ottobre

Italia Nostra, Legambiente e WWF Brindisi esprimono la propria soddisfazione per l’adesione della cittadinanza all’iniziativa “FERMIAMO IL CARBONE”....
L’uso scellerato del carbone rappresenta per il nostro territorio un nodulo canceroso creatosi da una discutile simbiosi tra tessuto economico e politico che, nel 2003, mandò al macero una precedente convenzione che conteneva precise garanzie di tutela per il nostro territorio.
Ed è un peccato che in molti dimentichino questo ultimo aspetto nel tentativo di difendere strenuamente il sistema carbone a Brindisi in quanto non sono le presunte “menzogne” delle associazioni ambientaliste ad avvelenare l’aria ma la memoria corta di chi ritiene legittimo uno stato di degrado ambientale, economico e sociale causato dalla malizia di un sistema industriale che aveva trovato fertile terreno nella politica mutando i diritti di un territorio in guadagno economico per una parte di se stesso.

Il carbone inquina, la sua combustione rilascia un cocktail di

inquinanti micidiali (Arsenico, Cromo, Cadmio e Mercurio, per esempio) che coinvolgono un’area molto più vasta di quella intorno alla centrale. L’Anidride solforosa emessa, combinandosi con il vapore acqueo, provoca le piogge acide, per non parlare dei danni alla salute derivanti dalle polveri sottili e senza dimenticare la gravosa emissione di CO2 causa dei disastrosi mutamenti climatici che, come nel recente caso delle alluvioni in Liguria e Toscana, risultano sempre più distruttivi su ampie fasce di territori continentali senza dimenticare le nostre coste su sui si scagliano mareggiate sempre più violente che si stanno progressivamente portando via ampie fasce delle stesse.
E’ deprimente assistere alle polemiche di espressioni minoritarie impegnate a ostacolare la richiesta di ripristino della legalità a tutela del territorio, un sistema di produzione alternativo che

valorizzi le vocazioni e risorse locali. Per non parlare della salute dei cittadini sempre più compromessa e svenduta da uno inaccettabile sviluppo monoculturale dell’industria energetica. Inoltre riteniamo assolutamente contestabile il programma di sequestro della CO2 che viene da tempo sbandierato dalle aziende come la via d'uscita dal problema emissioni di gas serra. .......

Il carbone ha inquinato ampie fasce del nostro territorio agricolo, ha inquinato la versatilità del nostro porto, ha inquinato la democraticità delle sale consiliari, ha inquinato la nostra salute, ha inquinato la società creando contrapposizioni nonostante vi sia una conclamata maggioranza di cittadini che ne vorrebbe una drastica riduzione.

La manifestazione di sabato  è stata una evidente dimostrazione di un’assoluta contrarietà alla politica del carbone e della necessità di un cambiamento da parte delle aziende energetiche che dovranno ridurre drasticamente e senza alcun tipo di compensazione l’uso di tale combustibile.   

Leggi anche

In tremila per dire no al carbone

Tratto da GreenReport

Valanga di ceneri di carbone nel lago Michigan

[ 2 novembre 2011 ]
Un'ampia sezione di un deposito di ceneri di carbone è crollata il 31 ottobre accanto alla centrale elettrica di We Energies Oak Creek, producendo una valanga lunga 120 yard e larga tra le 50 e le 80 yard di scorie, fango e cenere di carbone che ha raggiunto la costa del lago Michigan, trascinando con se un pickup, un rimorchio  materiale di dragaggio ed altri detriti nel lago (vedi foto). ...La stessa azienda ammette che solo per un caso non ci sono state vittime. Solo pochi minuti prima del crollo nell'area lavoravano un centinaio di lavoratori edili di imprese a contratto.

L'Environmental protection agency (Epa) sta lavorando a norme più rigide sulle ceneri di carbone dal 2008 quando nel Tennessee un lagunaggio di ceneri di carbone ha ceduto, provocando un devastante  disastro ambientale.
Il  disastro nel 2008 ha evidenziato la necessità di avere norme coerenti a livello nazionale e una maggiore regolamentazione dove questi materiali sono stoccati, su come sono monitorate e su come vengono messe vicino a fonti di acqua potabile. Il lago Michigan svolge il ruolo di fonte di acqua potabile per oltre 40 milioni di persone».... La valanga di ceneri e scorie nel lago Michigan imbarazza non poco la politica Usa: solo poche settimane fa la Camera ha votato un legge per impedire che l'Epa protegga gli americani dalle ceneri di carbone....Siamo molto grati che nessuno sembra essersi ferito.  La combustione del carbone è una minaccia per la salute pubblica. Questo episodio sottolinea che finché faremo ancora miniere e bruceremo carbone, da qualche parte qualcuno ne paga il prezzo»..

Tratto da Terra

«Occupazione? Molto meglio il conto energia»


«Stanno assassinando la madre terra». Queste le parole di Carmen Ramirez Boscan, la giovane colombiana venuta fino a Saline per gridare la rabbia di chi vive in un paese su cui pesa il macigno di una delle più grandi miniere di carbone.
«Nella mia terra, la gente muore per il carbone; non possiamo permettere che altro sangue sia versato, per una energia sostituibile dalle rinnovabili». 
Carmen Boscan sta girando il mondo per urlare “basta carbone”; a questa vergogna che porta solo danni all’uomo e al pianeta. «Se aumenteranno le centrali a carbone aumenterà la domanda di fossile anche nella mia terra così le morti cresceranno nel mio paese e là dove si respirerà aria contaminata. Bisogna lottare senza sosta». ....
  Nell’estremo sud è giunto anche Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente il quale ha affermato che gli ipotetici posti ottenibili dal carbone fanno sorridere rispetto alle centinaia di migliaia di posti di lavoro che il sistema delle rinnovabili potrà dare. 
Un esempio concreto viene già dall’Italia, ha affermato, dove con il conto energia, in quattro anni sono stati generati dai 100 ai 150 mila posti di lavoro.
  Nuccio Barillà del direttivo nazionale di Legambiente, ha affermato che la storia del “No” al carbone e l’opposizione a questo “folle progetto” andrà avanti perché non si può barattare la salute né la dignità. «Chiediamo che la Sei si confronti pubblicamente con i cittadini». Beatrice Barillaro del Wwf ha affermato che «l’unità espressa è già segno di vittoria. Il territorio non è in svendita; è nostro e vogliamo uno sviluppo compatibile. La Sei torni indietro». Maria Grazia Midulla, responsabile Clima del Wwf Italia, ha ribadito l’impatto devastante del carbone sulla salute e a livello globale. Tra l’altro, per dire “no” al carbone basterebbe leggere gli studi scientifici in merito o forse soffermarsi sull’incisiva frase dello scienziato James Hansen il quale ha affermato che «ogni centrale a carbone avvelena il clima».Leggi tutto

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Senza Commenti...
Sempre tratto da Ambiente in Liguria , media giornaliera di Vado Ligure delle PM 2,5

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30/10/2011 00:00
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31/10/2011 00:00
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01/11/2011 00:00
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