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03 giugno 2013

ETERNIT - WWF: SODDISFAZIONE PER LA SENTENZA CHE RICONOSCE IL DISASTRO AMBIENTALE .

Tratto da Img press

ETERNIT - WWF: SODDISFAZIONE PER LA SENTENZA CHE RICONOSCE IL DISASTRO AMBIENTALE .

  Il WWF Italia accoglie con soddisfazione la conferma della sentenza di condanna a 18 anni di reclusione per disastro doloso all'imprenditore elvetico Stephan Schmidheiny, imputato a Torino nel processo Eternit, che in primo grado era stato condannato a 16 anni, oltre ai numerosi risarcimenti per le vittime e alla conferma del risarcimento per il WWF definito in primo grado.

L'Avvocato Valentina Stefutti, esprime soddisfazione per la sentenza che conferma il primo grado per quanto riguarda la posizione del WWF e inoltre riconosce pienamente la penale responsabilità dell'imputato anche per quanto riguarda i gravissimi reati ambientali commessi.

“Il WWF Italia, parte civile nel processo iniziato nel dicembre 2009, è presente anche oggi nell’affollatissima aula della Corte d’appello di Torino alla lettura della sentenza che ha confermato quanto faticosamente dimostrato dal lavoro eccezionale del pool del PM Guariniello, grazie a cui si è arrivati all’accertamento della verità e ad una sentenza che ha reso giustizia alle centinaia di morti e malati causati dall’amianto” dichiara Patrizia Fantilli Direttore ufficio legale -legislativo WWF Italia.

Il WWF ricorda che si tratta del più grande processo, in tema di sicurezza del lavoro e di inquinamento ambientale provocato da amianto mai celebrato in Europa, contro un gigante multinazionale come Eternit. La sentenza conferma la gravità del disastro ambientale e sanitario con danni ambientali e sofferenze umane inenarrabili, in un’area molto vasta che ha interessato Casale Monferrato e 48 comuni limitrofi con oltre 2000 vittime accertate dall’esposizione al’amianto, e un indeterminato numero di lavoratori e popolazione colpita.

Il processo di Torino non costituisce solo la risposta dovuta dallo Stato nei confronti di una situazione così grave, ma anche un monito per tutti coloro che continuano ad ignorare i doverosi criteri di precauzione che devono sempre essere adottati quando non si è in grado di escludere scientificamente che determinate sostanze possano compromettere la salute e l’ambiente. Ora l’impegno deve passare dalla Magistratura a Governo e Parlamento che devono trovare le risorse economiche per avviare un rapido e serio piano di bonifiche nelle aree contaminate dall’amianto....
L’amianto è stato messo al bando in Italia dal 1992 e solo dal 1998 sono state individuate le prime aree da bonificare, oltre 20 anni dopo la sua massima diffusione sia negli insediamenti industriali che civili. Questo lascia una pesantissima eredità tanto che il picco di forme tumorali dovute all’amianto è previsto dalla letteratura scientifica tra il 2015 e il 2020.

14 maggio 2013

PM Guariniello: «L’Eternit come l’Ilva»

 Tratto da La Gazzetta di Reggio

Guariniello: «L’Eternit come l’Ilva» 

di Daniele Valisena

RUBIERA. «L’ex Icar di Rubiera come l’Ilva di Taranto, dietro al disastro c’erano delle scelte strategiche volute dall’alto»
Queste le parole usate dal pubblico ministero Raffaele Guariniello nella nuova udienza del processo Eternit di Torino, giunto al secondo grado di giudizio dopo che nel primo i due magnati del cemento-amianto, Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier, erano stati condannati a 16 anni, senza che però i familiari e le vittime reggiane del disastro venissero incluse nei risarcimenti. In appello il pubblico ministero Guariniello ha chiesto che anche i lavoratori degli stabilimenti di Rubiera (60 persone decedute) e di Bagnoli, in provincia di Napoli, venissero inclusi nel risarcimento.

Nella sua requisitoria Guariniello ha evocato l’esempio dell’Ilva di Taranto per tracciare un parallelo fra i due casi e ha sottolineato la spregiudicatezza degli imputati. «Grazie ai parenti delle vittime ho potuto individuare la strada da prendere – afferma all’Ansa il pm torinese -dietro a questo immane disastro c’erano delle scelte strategiche prese dal vertice. C’era un’unica regia».
Il pubblico ministero tenterà dunque di dimostrare che dietro alle malattie e alle morti che hanno colpito più di 6mila operai delle filiali della multinazionale in Italia c’erano le scelte e le strategie aziendali della società, che hanno deliberatamente messo in grave pericolo la vita dei lavoratori.
Secondo la Magistratura sono oltre duemila le vittime dell’amianto, ammalatisi o uccisi dalle patologia asbesto e dalle patologie a essa correlate.
Si tratta di patologie che colpiscono soprattutto i polmoni, in cui le microfibre di amianto si depositano arrivando a ostruire completamente gli alveoli, fino a che la vittima non riesce più a respirare.


Schmidheiny e De Cartier sono accusati di disastro ambientale doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche negli stabilimenti italiani del gruppo.

  In contrapposizione alla volontà di giustizia dei lavoratori, dei familiari e delle parti civili, il barone belga De Cartier e il magnate svizzero Schidheiny sono ricorsi in appello allo scopo di annullare il processo e sfuggire ai 16 anni di carcere a cui sono stati condannati.
«Non siamo solo di fronte al tentativo di sfuggire alle proprie responsabilità – hanno affermato i rappresentanti dei familiari delle vittime, che sono presenti al processo – ma si tenta di cancellare la verità sulla pericolosità dell’amianto per poter continuare a lavorarlo all’estero, esponendo scientemente ignari lavoratori a una fibra killer che purtroppo non perdona.  
Da qui l’importanza del processo di appello, per difendere il principio che non si può utilizzare la vita dei lavoratori e dei cittadini per i propri profitti».

14 maggio 2012

Processo Eternit, i giudici: “Conoscevano il pericolo. Scelte sciagurate.

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Processo Eternit, i giudici: “Conoscevano il pericolo. Scelte sciagurate. No attenuanti”

I dirigenti Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier sono stati condannati di Torino a 16 anni accusati per disastro ambientale doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche. I magistrati nelle oltre 700 pagine di motivazione scrivono:"Cercarono di nascondere e minimizzare effetti nocivi"

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“Emerge tutta l’intensità del dolo degli imputati perché nonostante tutto hanno continuato e non si sono fermati né hanno ritenuto di dover modificare radicalmente e strutturalmente la situazione al fine di migliorare l’ambiente di lavoro e di limitare per quanto possibile l’inquinamento ambientale”. Sono state depositate poco dopo le 12 al Tribunale di Torino le motivazioni della sentenza del processo Eternit. Il primo commento del pm Raffaele Guariniello: E’ una pietra miliare della giurisprudenza perché afferma dei principi che non valgono solo nel singolo caso ma anche per il futuro. Come il dolo e il disastro ambientale, anche dell’ambiente esterno. Sono tutti principi che spero siano preziosi per i giudici italiani ma anche per tutto il mondo perché  purtroppo queste tragedie si sono verificate e si stanno ancora verificando in tutto il mondo”.
Il documento spiega, in 733 pagine, le ragioni della condanna in primo grado dei due ex manager della multinazionale dell’amianto, Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier, a 16 anni di carcere pronunciata lo scorso 13 febbraio. I due dirigenti erano accusati di disastro ambientale doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche. Il processo con l’Eternit, il più grande mai celebrato in Italia per il disastro dell’amianto, conta migliaia di casi tra morti e malati per malattie connesse. “Non può essere riconosciuta alcuna attenuante – scrive il giudice Giuseppe Casalbore – mentre risulta evidente che gli imputati hanno agito in esecuzione del medesimo disegno criminoso. Le motivazioni della sentenza raccontano le fasi del più grande dibattimento mai celebrato per questioni legate alla nocività dell’amianto: fra morti e malati sono stati presi in esame diverse migliaia di casi. Inoltre secondo i magistrati gli imputati “hanno cercato di nascondere e minimizzare gli effetti nocivi” del minerale killer.  
Ecco le motivazioni della sentenza Eternit
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13 febbraio 2012

Guariniello: "Eternit, un processo storico".Eternit: condannati a 16 anni i vertici dell'azienda

Tratto da Agi

Eternit: condannati a 16 anni i vertici dell'azienda


(AGI) Torino - Il tribunale di Torino ha condannato Stephan Schmidheiny e Jean Louis de Cartier a 16 anni di carcere nell'ambito del processo 'Eternit' per le vittime dell'amianto.
  Gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli di entrambi i reati di disastro ambientale doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche. Il dispositivo fa pero' una distinzione tra gli stabilimenti italiani, dichiarandoli colpevoli per quanto riguarda Casale Monferrato e Cavagnolo (Torino), mentre il reato sarebbe estinto per prescrizione per gli stabilimenti di Rubiera, in Emilia Romagna, e Bagnoli, in Campania. Il Tribunale di Torino ha accolto le ipotesi dell'accusa secondo cui i vertici dell'azienda hanno omesso di adottare i provvedimenti tecnici, organizzativi, procedurali, igienici necessari per contenere l'esposizione all'amianto.
  Mancavano, ad esempio, gli impianti di aspirazione localizzata, una adeguata ventilazione dei locali o le procedure di lavoro atte a evitare la manipolazione manuale delle sostanze e sistemi di pulizia degli indumenti in ambito industriale.
  Omisero anche di curare la fornitura e l'effettivo impiego di apparecchi di protezione, di sottoporre i lavoratori ad adeguato controllo sanitario, di informarsi e informare i lavoratori circa i rischi specifici derivanti dall'amianto e le misure per ovviare a tali rischi .

Tratto da Rainews 24

Guariniello: "Eternit, un processo storico" 

.... "Comunque vada e' un processo storico",

  ha detto il Pm Raffaele Guariniello, che insieme ai sostituti Gianfranco Colace e Sara Panelli, ha portato avanti l'accusa. 

  Alcune parole tratte dal Video:

C'e bisogno di una risposta delle Istiuzioni dappertutto...Questo processo dimostra che si può fare...... 

Da oggi potrebbe cambiare molto "la tutela della salute in tutto il Mondo."


19 dicembre 2011

Casale Monferrato: i danni ambientali e il valore della vita umana.

Tratto da Ambienteambienti
Casale Monferrato: i danni ambientali, il valore delle attività industriali e il valore della vita umana.


Il Consiglio Comunale di ha fatto una scelta importante: quella di chiudere con la propria costituzione a parte civile nel processo che si sta celebrando per la strage dell, un’azienda su cui, a Casale soltanto, pesa la responsabilità di circa 3000 persone, tra ammalati e deceduti. 
Qua’è il valore di un atto simile? Competeva moralmente al Consiglio comunale o ai cittadini? Questi avrebbero potuto decidere attraverso una pubblica consultazione sulla volontà del proprio Comune di porre fine a tale costituzione, o avrebbero potuto decidere di proseguire, credendo nella giustizia e lasciando alla stessa la chiusura di un annoso problema.
Stabilimento Eternit di Casale Monferrato

Innanzitutto è sbagliata la decisione di ritirarsi e di rinunciare per sempre al ruolo per il quale ci si era inizialmente costituiti. Poi, solo in ultima istanza, si sarebbe dovuto parlare di monetizzazione della vita umana, pesandola con attenzione ed orientandola al vero danno cagionato alla collettività e per il quale il Comune deve chiedere il giusto risarcimento. Il danno alla persona spetta alle famiglie, che hanno perso i loro cari, oltre a qualcosa di monetizzabile con riferimento solo ad alcuni aspetti. Non è mai monetizzabile, infatti, il valore della vita umana.  
Un conto economico banale porta ad evidenziare che 18 milioni di euro sono il prodotto di 3000 vittime per un valore di circa 600 euro per vita umana.
È difficile accettare questo atteggiamento, non solo il valore......


Non possiamo noi giudicare, ma senz’altro noi possiamo riflettere.... Ma riteniamo che ciò significa anticipare un giudizio finale che spetta ad altri e che magari potrà essere differente.  .....La transazione incide negativamente e sembra l’anticipazione di una pena mite per i colpevoli.
..........riteniamo che il Comune dovesse condividere i momenti difficili a fianco dei propri cittadini e non puntare al solo ristoro, fra l’altro di qualcosa di non quantificato.  .. Non si hanno certezze sul reale , come sulla gravità ed estensione dello stesso. Il passato in Italia, e purtroppo a volte anche il presente, è caratterizzato da scelte e comportamenti deprecabili ed incoscienti, a causa dei quali l’ non è ancora conosciuto realmente perché anche lo smaltimento veniva fatto di nascosto (con ciò evidenziando di conoscerne il rischio ed il costo) e violando non solo la legge, ma le principali norme, e provocando effetti indiretti di enorme gravità.
Insomma principi nobili, ma che vediamo con occhi diversi e con il terrore che possano essere estesi ad altre situazioni in Italia e nella nostra regione. 
Anche in Puglia l’inquinamento è ampio, non ancora noto, colpevole per atteggiamenti illegittimi da parte di coloro che l’hanno provocato conoscendone i rischi reali, nascondendolo e negandolo ancora oggi. 

Ma è colpevole anche un parte del sistema di potere e di controllo inefficiente o a volte complice, che ha nascosto e continua a nascondere la reale portata dei disastri ambientali. Eppure quando si dismettono o vendono gli stabilimenti, gli specialisti fanno attente valutazioni: giungono ad un valore di decremento delle attività industriali e prevedono rimborsi per i danni cagionati dalle stesse, accollandosi a volte i costi di ripristino ambientali.
Poi queste valutazioni rimangono nei cassetti una volta utilizzate a scopo economico, richiudendo negli stessi le informazioni sulla presenza degli inquinanti, sulla loro estensione, sul rischio associato. 
In quei cassetti c’è tutta la storia dei disastri annunciati e della gente che soffre, oltre alla ricchezza portata a chi era delegato a proteggerci e che ha fatto commercio della vita, della storia e della salute della povera gente.
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12 luglio 2011

OGGI CONFERENZA DEI SERVIZI Al MINISTERO/CARBONE,SEMPRE CARBONE ANCORA CARBONE :PERCHE' FORZARE LA POPOLAZIONE AD OSPITARE UN 'OPERA CHE NON VUOLE!

OGGI AL MINISTERO CONFERENZA DEI SERVIZI

La notte porta consiglio e il nuovo giorno porterà decisioni importanti per il Territorio savonese .

Chissà se tra i convocati al Ministero dello Sviluppo Economico "qualcuno" ha realmente presente l' importanza delle decisioni che si stanno prendendo
per il futuro del nostro territorio e se a parte i Sindaci di Quiliano e di Vado Alberto Ferrando e Attilio Caviglia,a cui va il nostro incoraggiamento a rappresentare sino in fondo le istanze del nostro territorio,

QUALCUNO SI RICORDERA' CHE SOTTO QUELLE CIMINIERE VIVONO E RESPIRANO DA
INNUMEREVOLI ANNI MIGLIAIA DI PERSONE ,CON CONTROLLI AGLI SCARICHI IN ARIA E ACQUA ASSAI FUMOSI......
,E CON CITTADINI
ORMAI CONSAPEVOLI E INFORMATI E PER QUESTO MOLTO TIMOROSI PER IL LORO FUTURO,MA FERMAMENTE DECISI A NON DEMORDERE DAL FAR RISPETTARE IL PROPRIO DIRITTO A VIVERE IN UN'AMBIENTE TUTELATO A NORMA DI LEGGE.




E' stato chiesto alla nostra associazione un commento sulla delibera della Giunta Regionale di oggi a proposito di nuovi gruppi a carbone .
Rispondiamo utilizzando le parole dell'autorevole Senatore del PD Della Seta, nella dichiarazione rilasciata proprio oggi e ripresa da" Agenzia parlamentare".
Senatore che, se non sbagliamo, appartiene allo stesso partito del Presidente della Regione Liguria.

Tratto da Agenzia Parlamentare

DELLA SETA (PD), TENTATIVO DISPERATO PER RICONVERSIONE CENTRALI A CARBONE

(AGENPARL) - Roma, 12 lug -
.........Una scelta profondamente sbagliata perchè il carbone è, in tutti i paesi europei più avanzati, una fonte presa in considerazione solo nella misura in cui possa essere accompagnata dal sequestro dell'anidride carbonica nel sottosuolo, processi di Ccs, e non è il caso della centrale di Porto Tolle. Aumentare il contributo del carbone alla produzione di elettricità per un paese come l'Italia - incalza il senatore Pd - è una scelta tanto più grave perchè noi siamo già inadempienti rispetto agli obiettivi del protocollo di Kyoto e siamo lontani dagli obiettivi del pacchetto clima.
Il carbone non va demonizzato - spiega Della Seta -
però tra tute le fonti fossili è sicuramente quella che ha il potenziale clima - alterante maggiore. E' una fonte accettabile, soprattutto nel caso di riconversione, soltanto nel caso in cui contemporaneamente ci siano i Ccs.

Al contrario si tratta di fare una scelta contro l'interesse nazionale, contro l'interesse del nostro paese
. L'Italia ha interesse a camminare molto più velocemente verso l'innovazione energetica.
Oltretutto la riconversione di Porto Tolle è paradossale visto che a pochi km da quel sito, da pochi mesi, è entrato in funzione il più grande gassificatore italiano.
Quindi, semmai, lì ci si sarebbe dovuti muovere verso una riconversione della centrale a gas, non certamente a carbone - afferma il senatore democratico che conclude - Sono favorevole a che in italia vengano realizzati dei gassificatori, ma se poi questi non vengono utilizzati per ridurre l'inquinamento non si capisce a cosa servono".
Leggi l'articolo integrale




L'italia ha interesse a camminare molto più velocemente verso l'innovazione energetica......MA LA LIGURIA E' ... IN ITALIA?

ANCHE ......LA REGIONE EMILIA ROMAGNA SE NON SBAGLIAMO E' GUIDATA DA ESPONENTI DEL PARTITO DEMOCRATICO

Tratto da "Il Fatto Quotidiano"

L’Emilia Romagna dice no alla riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle

Questo pomeriggio, la Regione ha approvato la risoluzione promossa dal Movimento 5 Stelle, che impegna l’Emilia Romagna a bloccare, in sede di conferenza Stato-Regioni, il progetto di riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle, respingendo così il progetto nel Delta del Po fortemente voluto dalla Regione Veneto.


Una legge regionale (n.36/1997) istitutiva del Parco del Delta del Po, vietava la costruzione di centrali elettriche che non fossero “a metano o combustibile di pari o inferiore impatto ambientale” all’interno del parco. Con il tentativo di modifica di un comma, sulla scia della presunta esistenza di un “carbone pulito”, l’amministrazione veneta guidata del governatore Luca Zaia, “spianerebbe la strada alla riconversione a carbone della centrale Enel Spa di Porto Tolle-Polesine Camerini, assecondando i progetti presentati da Enel Spa e creando notevoli ricadute negative sia per i territori della provincia di Rovigo anche per i vicini territori delle province di Ferrara e Ravenna”, come recita la risoluzione.

Il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza il 10 maggio 2011 dando ragione ai comitati ed associazioni ambientaliste, confermando la legge in vigore e i suoi presupposti, in quanto “è facilmente dimostrabile anche utilizzando le normative europee – prosegue la relazione – che il carbone inquina più del metano”.

Il primo firmatario è proprio il Consigliere Regionale del Movimento, Giovanni Favia, che grazie a una falla nel piano energetico regionale 2011-2013, ha potuto portare in aula la questione: “Le leggi prevedono infatti che per il nuovo Piano si faccia una Valutazione Ambientale Strategica, per capire gli effetti che avrà sull’ambiente, anche se si tratta della conferma di progetti precedenti. Per farlo, ovviamente, servono dati aggiornati. Purtroppo la Regione s’è ‘scordata’ di fare una nuova Vas, con dati 2010 – prosegue – e s’è limitata a riproporre tout court la vecchia, fondata su dati 2007. La legge quindi è stata infranta, e il Piano 2011-2013 non ha fondamento cogente.”....

Favia spiega: “La pesantezza a livello ambientale e sanitario di questo intervento al confine con la Regione, danneggerebbe seriamente il territorio. Noi dobbiamo, se non altro, far valere i diritti degli abitanti di quella zona. La Regione Emilia Romagna deve far sentire la sua voce, sul piano giuridico legale nei confronti di Enel-Spa, come del governo”.
Ilaria Giupponi
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Stralcio da Savona News

Tirreno Power: la giunta regionale approva l'ampliamento a carbone. No al terzo gruppo, ma si agli altri due

Salvo errori, la potenza installata a carbone passerebbe dagli attuali 660 Megawatt a 790 MegaWatt con un incremento del 20%, portando la centrale di Vado a 1590 MW, probabilmente la più grossa centrale termoelettrica italiana in un centro abitato. Ferrante e Della Seta (PD) “Il carbone – continuano i senatori - è il meno caro dei combustibili fossili ma anche il più sporco in assoluto.Parliamo dunque di livelli di inquinamento elevatissimi”. Se lo dicono loro...

La giunta regionale benedice il nuovo maxigruppo a carbone da 460 Megawatt in affiancamento ad un altro di 330 MegaWatt. Burlando possibilista persino su un terzo gruppo afferma che sosterrà l'Autorizzazione di Impatto Ambientale (obbligatoria).

Tra le prime reazioni registriamo quella della Libreria Ubik, da sempre impegnata sul fronte della tutela della salute da possibili conseguenze della combustione del carbone:

"La delibera della giunta Burlando, concedendo due nuovi gruppi a carbone e la possibilità di trattare tra qualche anno per un terzo gruppo, non è un allontanamento ma purtroppo un avvicinamento alle esigenze di Tirreno Power, concedendo la costruzione di nuovi gruppi a carbone che avranno per altri 50 anni effetti devastanti per la comunità savonese, e prefigurando peraltro la possibilità di avere tra qualche anno anche il terzo gruppo, e quindi una Centrale a carbone di addirittura di 1120 Mw (più i gruppi a metano), come richiesto dalla controproposta di Tirreno Power.

Diversi Comitati e Partiti savonesi si raduneranno nei prossimi giorni per valutare tutte le azioni legali da adottare in difesa del diritto alla salute della cittadinanza.

Questa sciagurata scelta va in controtendenza rispetto all’Ultimatum di questi giorni della Commissione Europea all’Italia sulle normative europee che disciplinano le sanzioni penali contro i reati ambientali e l’inquinamento: il nostro paese avrà altri due mesi per recepire in maniera adeguata le norme, altrimenti la Commissione potrà adire la Corte di giustizia dell'Unione europea (dato che l’Italia per molti reati ambientali prevede sanzioni scarsamente deterrenti, tempi di prescrizione bassissimi, insufficiente tutela dell’ambiente, ecc)

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Leggi anche:Reati ambientali: ultimatum della Ue all’Italia
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Tratto da "La Voce dell'emergenza"
Processo Eternit, Regione Piemonte chiede maxirisarcimento

Per la bonifica del territorio e la cura dei malati. GUARDA IL VIDEO: “NOI CI AVVELENAVAMO”, LA TESTIMONIANZA DEGLI OPERATI DI CASALE MONFERRATO

Nella maxi aula 1 del tribunale di Torino campeggia un timer che scandisce un conto alla rovescia: quindici minuti di tempo per ogni avvocato.
Quindici minuti per condensare una vita stroncata, il dolore dei familiari o cinquant’anni di vita delle istituzioni a stretto contatto con la letale polvere d’amianto e i suoi costi. Una ghigliottina temporale che livella tutto e tutti, cinica ma necessaria perché il processo Eternit non diventi infinito con le sue 6.392 parti civili.

Al banco si alternano i legali per le richieste di risarcimento danni, operazione che continuerà anche oggi. Una spoon river che coglie appena un brandello di vita (e non potrebbe essere altrimenti) di quelle tremila vittime dell’amianto decedute o ammalatesi in questi anni. Le storie di Teresina, Francesco, Giovanni intrecciate a quelle di Medicina Democratica, della Cgil regionale, della Provincia e altri. Di chi, insomma, ha cercato di affrontare l’emergenza. Famiglie e istituzioni accomunati dal dramma. Un disastro umano e sociale prima che nel senso giudiziario del termine. Leggi tutto »

04 luglio 2011

1)Con la prevenzione sull'inquinamento si ridurrebbero spese e malattie dei savonesi 2)Miniera di carbone, morti in Cina

Tratto da Savona News

Sanità lacrime e sangue per i cittadini, ma con la prevenzione sull'inquinamento si ridurrebbero spese e malattie dei savonesi

Così il MoDA di Savona (Movimento Difesa Ambiente): "A proposito di "lacrime e sangue" (vedi articoli recenti della stampa locale), con 36 milioni di tagli nella sanità che dovranno pagare i malati con diminuzione dei servizi e aumento dei costi, noi del MODA siamo convinti che agire sulla prevenzione, come da decenni sosteniamo, sia l’arma vincente per evitare tagli nella sanità ma soprattutto sia indispensabile per la salute dei savonesi in un territorio come quello savonese devastato da un industrialismo di terz’ordine, vedi industria chimica (ACNA Stoppani) centrali a carbone, cokeria di Cairo, discariche di rifiuti urbani e industriali..."

"Vogliamo ancora una volta ricordare che anche solo la centrale a carbone come quella di Tirreno Power a Vado "centrale in città" comporta costi esterni relativi ai danni sull’ambiente locale, coltivazioni, clima, salute e danni materiali materiali di circa 140 milioni di euro ogni anno (vedi allegato) di cui circa 40 milioni relativi ai costi sanitari per malattie tumorali, cardiache e degenerative nonché per mortalità precoce (vedi criteri della Comunità Europea, fonte ExternE - UE, scaricabile QUI)

Se in più permettiamo la combustione di CDR (combustibile derivato dai rifiuti) come approvato dalla passata Provincia e dalla Regione, i danni da diossine e metalli pesanti sicuramente aumenterebbero significativamente. Per questo ribadiamo DEPOTENZIAMENTO E METANIZZAZIONE PER LA CENTRALE Tirreno POWER DI VADO coerentemente con quanto già sostenuto autorevolmente dall’Istituto Superiore di Sanità (Convegno di Spotorno) e dall’Ordine dei Medici della Provincia di Savona .

SE AVESSIMO SEGUITO LE CONCLUSIONI DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ QUANTE CENTINAIA DI MILIONI DI EURO LA COMUNITÀ SAVONESE AVREBBE RISPARMIATOIN TUTTI QUESTI ANNI DI COMBUSTIONE DEL CARBONE?

Al contrario siamo invece andati contro la legge italiana ed europea (vedi normativa IPPC – AIA) pur di lasciare libera la Tirreno Power di continuare a bruciare carbone sugli obsoleti gruppi risalenti agli anni ’60 che non rispettano i valori limite di emissione al camino fissati per i paesi membri della Unione Europea (vedi conferenza di Siviglia) inquinando così in maniera davastante il nostro territorio che ha pregevoli bellezze naturalistiche, attività agricole di nicchia e che si basa principalmente sul turismo.

In ultimo siamo fortemente sconcertati per la decisione della Provincia di Savona di ampliare ancora una volta la discarica Ecosavona del Boscaccio a Vado, avallata anche dalla inspiegabile astensione del PD, quando la raccolta differenziata in Provincia (che eviterebbe le discariche) è "fuorilegge" ferma al 29% (anno 2009) mentre la Legge ha posto un obiettivo oggi di almeno il 45% e al 2012 del 65%

Infine poniamo e ci poniamo 3 domande:

1) Cosa ne pensano i partiti della pericolosa combustione del CDR per smaltire i rifiuti in centrale prevista dal Piano Rifiuti della passata Provincia e approvato dalla attuale Regione?


2) Cosa ne pensano i partiti della "faccenda" riguardante Ecosavona, proprietaria della discarica del Boscaccio, di capitale misto pubblico con i Comuni di Vado e di Savona e privato, secondo cui la proprietà avrebbe esportato illegalmente i propri capitali alle isole Vergini evadendo il fisco, mentre ai cittadini viene imposto dal Comune di Savona ancora un aumento sulla tassa dei rifiuti?


3) Cosa farà il Presidente Regionale Burlando alla prossima conferenza dei servizi a Roma il 13 Luglio? Proporrà ancora il pericoloso ampliamento a carbone della centrale come vuole T. Power in contrasto con il territorio che ne chiede invece l’immediata metanizzazione?"

Dr. Virginio Fadda (biologo)
Dr. Agostino Torcello (medico)
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Tratto da Noalcarbone

Si allaga miniera di carbone, morti e dispersi in Cina

Fonte: ChinaDaily

Ennesimo annuncio di ennesima tragedia legata all'attività estrattiva del carbone che qualcuno osa chiamare "pulito". 40 dispersi e 3 morti il bilancio provvisorio a Niupeng, Cina

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TRATTO DA" LA VOCE DELL'EMERGENZA"

Processo Eternit: chiesti 20 anni per i vertici della multinazionale

“Eternit, una tragedia immane”. Guariniello chiede vent’anni. Alla cinquantesima udienza del processo Eternit, il pm ha fatto richieste pesantissime per i vertici dell’azienda: “Non avevo mai visto un dramma come questo, che ha colpito popolazioni di lavoratori e cittadini e che continua a seminare morti. E continuerà a seminarli chissà fino a quando”

Vent’anni di carcere per il barone belga Louis de Cartier e per Stephan Schmidheiny. Li ha chiesti il procuratore Raffaele Guariniello, alle ultime battute del clamoroso processo che ha portato in tribunale i vertici dell’Eternit, che sarebbero responsabili di oltre tremila vittime, tra operai e familiari, nei quattro stabilimenti italiani di Cavagnolo, Casale Monferrato, Rubiera di Reggio Emilia e Bagnoli, nel Napoletano.

A uccidere era la micidiale polvere bianca di fibra di amianto che continua a mietere vittime. “Chiedo vent’anni per questa immane e sconvolgente tragedia – ha detto Guariniello – Non avevo mai visto un dramma come questo, che ha colpito popolazioni di lavoratori e cittadini e che continua a seminare morti. E continuerà a seminarli chissà fino a quando. Una tragedia che si è consumata sotto un’unica regia in Italia e in altri paesi del mondo, senza che mai nessun tribunale abbia chiamato a risponderne i reponsabili per l’enorme danno cagionato”.

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Tratto da La Voce dell'emergenza

USA: alluvione, cede la barriera della centrale nucleare Fort Calhoun

Sfiga atomica 2011, un pericolo si allontana e un altro diventa minaccioso. I giapponesi sono riusciti ad estrarre il corpo estraneo di tre tonnellate dal reattore nucleare di Monju ma i generatori elettrici diesel di emergenza – praticamente la scialuppa di salvataggio prima della catastrofe – sono entrati in funzione poco fa a Fort Calhoun, la centrale nucleare del Nebraska assediata dal’inondazione. L’acqua ha travolto le barriere poste a protezione dell’impianto e non c’è più l’allacciamento alla corrente elettrica.

Non c’è dispersione di radioattività. Ma ci sono preoccupazioni: i generatori diesel di emergenza sono esattamente quelli che hanno fatto cilecca a Fukushima. Anche lì il problema era l’acqua: non un’alluvione ma lo tsunami.

E’ il paradosso delle centrali nucleari: producono energia elettrica ma hanno assoluto bisogno di elettricità non proveniente dal reattore. E ora cosa accadrà a Fort Calhoun?

Circa 60 centimetri di acqua del Missouri – una piena senza precedenti – ora circondano gli edifici di Fort Calhoun e zone di importanza cruciale per l’impianto.

Sulla centrale nucleare americana alluvionata è in vigore il divieto di sorvolo: cosa che impedisce di avere immagini e video aggiornati. La foto, una delle più recenti, è di una settimana fa (aggiornata al 30 giugno, ndr9): e da allora l’acqua ha continuato a crescere.

Ora circonda anche i trasformatori della centrale nucleare, ragion per cui, per motivi precauzionali, è stato deciso il distacco dalla rete elettrica (si lavora per ripristinare l’allacciamento) e l’entrata in funzione dei generatori diesel di emergenza. Leggi tutto »

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Tratto da Aduc.it
U.E. - Smog. Commissione: consultazione pubblica per obiettivi non raggiunti


La meta' degli europei (49%) vive in aree dove gli obiettivi di qualita' dell'aria dell'Unione europea non sono stati ancora raggiunti. Bruxelles ha deciso quindi di lanciare una consultazione pubblica online sulla sua politica su questo fronte, per stabilire nuovi obiettivi di lungo termine oltre l'orizzonte del 2020.
Nel corso dei prossimi tre mesi la Commissione europea chiede quindi un parere ai cittadini sui punti di forza e di debolezza dell'attuale quadro legislativo e sui progressi compiuti nella sua attuazione. Un riesame delle norme europee e' infatti previsto entro il 2013.
'Se guardiamo ai risultati ottenuti dall'Europa nel miglioramento della qualita' dell'aria - afferma il commissario Ue all'Ambiente, Janez Potocnik - possiamo esserne orgogliosi.
Tuttavia di fronte ai 500.000 casi di decessi prematuri dovuti all'elevato livello di inquinamento atmosferico provocato da particolato, c'e' chiaramente ancora molto lavoro da svolgere.
Dobbiamo avviare subito una discussione sulla prossima generazione di obiettivi di qualita' dell'aria'.
Bruxelles invita tutte le parti interessate a condividere il proprio punto di vista sul miglior modo per migliorare la legislazione dell'Ue in materia di qualita' dell'aria. Si suddivide in due parti: un breve questionario per il grande pubblico e una sezione piu' articolata riservata ad esperti e operatori di amministrazioni nazionali, enti locali o regionali, ricercatori, imprese, stakeholder, soggetti responsabili in campo sanitario, ambientale e altri gruppi coinvolti nell'attuazione della legislazione dell'Ue in materia di qualita' dell'aria.