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24 gennaio 2015

Tirreno Power ,il ciclone si abbatte sulla Regione Liguria........e non solo

Tirreno Power, il ciclone si abbatte sulla Regione


 






Genova - Mezza giunta regionale, i sindaci di Vado e Quiliano delle ultime due legislature e i vertici dell’Ist di Genova sono indagati dalla procura di Savona per la vicenda Tirreno Power di Vado Ligure. Si tratta dei primi dieci nomi trapelati dalla lunghissima lista (47 in tutto) di persone iscritte nel registro degli indagati per concorso in disastro ambientale doloso e reati amministrativi. Dopo i nomi del presidente Claudio Burlando e dell’assessore Renzo Guccinelli, anticipati ieri da Il Secolo XIX, nella lista degli indagati risultano anche il vicepresidente ed assessore alla sanità Claudio Montaldo e l’ex assessore all’ambiente Renata Briano, oggi parlamentare europea del Pd. Nei guai sono finiti poi il sindaco di Quiliano, Alberto Ferrando (al suo secondo mandato), l’ex primo cittadino di Vado, Attilio Caviglia e l’attuale (eletta a maggio) Monica Giuliano. Gli ultimi nomi trapelati dalla fitta maglia di riserbo della procura sono infine Paolo Bruzzi, direttore del dipartimento di epidemiologia e prevenzione dell’istituto per la ricerca sul cancro di Genova e Domenico Franco Merlo, oncologo e dirigente dell’Ist di Genova.
Questi ultimi due sarebbero gli autori della valutazione dei possibili effetti sanitari in relazione alla qualità dell’aria nella provincia di Savona ed i firmatari della missiva inviata a fine novembre all’assessore Montaldo con le contestazioni, punto per punto, tendente a smontare il castello accusatorio della consulenza della procura. Lettera firmata da Paolo Bruzzi e “smentita” dal collega Merlo all’audizione di alcuni mesi fa davanti al procuratore Francantonio Granero
È un autentico ciclone quello che si sta abbattendo sui vertici politici e dirigenziali delle amministrazioni locali che negli ultimi anni hanno partecipato attivamente alle decisioni sulle autorizzazioni per la produzione delle centrale termoelettrica di Vado.
Secondo il procuratore Granero e la sua sostituta Chiara Maria Paolucci ognuno di loro avrebbe contribuito a non impedire le conseguenze sulla salute pubblica provocate dall’inquinamento delle ciminiere dei due gruppi a carbone (VL3 e VL4) della centrale di Tirreno Power, concorrendo quindi alla commissione del reato insieme ai vertici dell’azienda e ai direttori dell’impianto vadese nell’ultimo decennio. 
Finora sono infatti quindici i nomi conosciuti degli indagati.Ai nove politici si aggiungono il dirigente regionale Gabriella Minervini, i quattro capi centrale che si sono succeduti dal 1999 al 2012 (Emilio Macci, Stefano La Malfa, Gianni Biavaschi e Pasquale D’Elia) e l’ex direttore generale di Tirreno Power Giovanni Gosio, che rappresentano i primi presunti responsabili del disastro ambientale doloso provocato dai fumi della centrale di Vado e Quiliano a rispondere.
Nella lunga lista delle persone che nelle prossime settimane dovranno essere sentite a palazzo di giustizia dal pool inquirente ci sono anche dirigenti e tecnici ministeriali oltre ai responsabili dei vari organismi che a titolo differente hanno firmato o votato delibere ritenute inidonee a tutelare la salute pubblica. O fornito anche pareri e studi. Secondo l’accusa tutti sapevano, ma in pochi sarebbero intervenuti per bloccare un sistema che avrebbe provocato 427 morti e oltre 2500 ricoveri, tra cui 586 bambini per problemi respiratori. 
Dopo quasi quattro anni di indagine la procura savonese sarebbe arrivata alla resa dei conti chiamando alle proprie responsabilità l’azienda, ma soprattutto coloro che avrebbero permesso il disastro
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Tratto da IVG 

Tirreno Power, interrogazione di Della Bianca in Regione: “Informi dei passaggi che hanno coinvolto l’Ente”


Vado Ligure. L’inchiesta sulla Tirreno Power, la centrale a carbone di Vado Ligure, si avvia alla stretta decisiva, e la consigliera regionale Raffaella Della Bianca punta il dito sull’iscrizione del presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e degli assessori Guccinelli, Briano e Montaldo nel registro degli indagati dalla procura di Savona per concorso in disastro ambientale doloso, oltre, a quanto sembra, al coinvolgimento di società partecipate della Regione come l’Arpal.
“Chiedo attraverso un’interrogazione – conclude la Della Bianca – di avere un’informativa generale e necessaria sulla situazione e i vari passaggi che hanno coinvolto l’Ente regione, perché sulla Tirreno Power oltre al disastro ambientale è stata messa in serio repentaglio la salute delle persone”. Leggi tutto su IVG 

PRESIDENTE BURLANDO : "Non decidere avrebbe significato UN DANNO AMBIENTALE COLOSSALE....."

Non decidere avrebbe significato UN DANNO AMBIENTALE COLOSSALE:TENERE DUE GRUPPI A CARBONE VECCHI DI 40 ANNI E MOLTO INQUINANTI."


Riportiamo  integralmente il post del 


Tratto da Panorama del 6 Novembre

                      


AIA, QUELLA LICENZA NON CONVINCE PROPRIO!!!!!!

L' inchiesta sulla centrale  a carbone di Vado Ligure punta sull' Autorizzazione integrata ambientale."Il ministero dell' Ambiente ha impiegato 5 anni per dare il placet ai vetusti gruppi a carbone : CHE ANCORA FUNZIONANO.

Un criptico  acronimo potrebbe riservare sorprese nell' inchiesta sulla centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure,di cui è azionista anche la Sorgenia della famiglia di Carlo De Benedetti.
Questo versante investigativo , che coinvolge politici e burocrati ,ruota attorno a tre lettere : AIA.Sigla che sta per autorizzazione integrata ambientale:il processo che certifica se e emissioni  e il funzionamento di un impianto  siano adeguati agli standard europei.
Una domanda che la Tirreno Power aveva presentato al ministero dell' ambiente ,guidato dal verde Pecoraro Scanio,nel febbraio del 2007.La società chiedeva quindi una sorta di "licenza di esercizio 

"per i vetusti gruppi a carbone del 1970. 
Gli stessi che ipotizzano,i consulenti tecnici della Procura di Savona,avrebbero causato un significativo eccesso di morti  e malattie sotto le ciminiere di Vado Ligure.

La legge è chiara :bisognerebbe rilasciare l' Aia entro 5 mesi dall' istanza.invece,nel caso della centrale di Vado Ligure,si è tirato avanti per 5 anni ,fino al dicembre 2012 ,quando il Ministero dell' Ambiente ha autorizzato emissioni superiori ai limiti voluti dall' UE.
Sei mesi prima, a marzo 2012 , il ministero dello Sviluppo economico aveva intanto dato il via libera alla costruzione di un nuovo gruppo a carbone.
I lavori dovrebbero durare tra i 6 e gli 8 anni Nel mentre i vecchi  impianti  continueranno a funzionare,GRAZIE ALLA DEROGA CONCESSA.
Un rinvio che ha permesso alla Tirreno Power di ritardare i cospicui investimenti,oggi quantificati in 1,2 miliardi di Euro ,necessari per l'ammodernamento.
Anomalie denunciate dalle associazioni ambientaliste con un articolato esposto,firmato dall' Avvocato Mateo Ceruti che mette sotto accusa,oltre alla procedura dell' Aia, anche il potenziamento della centrale:richiesta su cui la giunta della Regione Liguria, guidata dal pd Claudio Burlando,sia nel 2007 che nel 2009 aveva dato parere contrario. Fino all 'inversione a U  del Luglio 2011.
"la scelta più difficile del mio mandato" la definì Burlando .

Non decidere avrebbe significato UN DANNO AMBIENTALE COLOSSALE:TENERE DUE GRUPPI A CARBONE VECCHI DI 40 ANNI E MOLTO INQUINANTI."
GLI STESSI CHE CONTINUERANNO A FUNZIONARE ALMENO SINO AL 2020,TRA OSCURI RITARDI E INCOMPRENSIBILI ANOMALIE.(A R)

20 marzo 2014

Presidente Burlando ,Carlo De Benedetti,e i loro ruoli in TirrenoPower. Dove sta la verità?



 


E' stata sequestrata l’11 marzo dalla Procura di Savona, perché i suoi fumi tossici avrebbero causato 427 morti in dieci anni: è la centrale di Vado Ligure della Tirreno Power di cui è comproprietaria la Sorgenia. Carlo De Benedetti ha sempre dichiarato la sua estraneità: «Noi con la centrale della Tirreno Power non c’entriamo nulla».
 Ma Panorama rivela che a smentire l’Ingegnere è addirittura il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando: « Spiegai di persona all’ingegner Carlo De Benedetti che avrebbero avuto dei rischi se fossero andati avanti solo con i permessi del governo» ha detto il governatore «e Tirreno Power a quel punto cambiò idea». 

Leggi su Il Secolo XIX :

Tirreno Power, Burlando: «Innovazione frenata anche dai ricorsi»

Per concludere pubblichiamo uno stralcio del Comunicato della Rete Savonese Fermiamo il carbone in risposta a tale articolo.

COMUNICATO STAMPA  DELLA   RETE SAVONESE FERMIAMO IL CARBONE 

E' grave che il governatore Burlando dichiari che l'ammodernamento è stato frenato dai ricorsi dei cittadini.

Burlando,
 gli assessori regionali Montaldo e Briano, e i funzionari del Ministero a nostro avviso dovranno rispondere alla nostra comunità della carenza  per anni di controlli, dovranno rispondere  politicamente, moralmente (e se anche giuridicamente lo dirà la Magistratura) sul perchè si è preferito in modo ottuso e arrogante chiudere un occhio e continuare una produzione estremamente dannosa, eseguita spesso in regime di autocontrollo e per troppi anni senza senza autorizzazione ambientale all'esercizio, salvo poi accordarsi au un'Autorizzazione AIA con diversi valori emissivi ben sopra i livelli consentiti dalle normative MTD.


 E' la stessa Magistratura che   parla delle responsabilità di amministratori a vari livelli.Ricordiamo che in un primo tempo la Regione si oppose al progetto di ampliamento avvalendosi di significative e forti motivazioni, quindi non riusciamo a capire perché  le Regione abbia concesso poi l'accordo per l’ampliamento, data che permanevano  forti ed evidenti motivazioni che avevano fatto respingere in un primo tempo il potenziamento......

E infine un aspetto che riteniamo estremamente importante:
Tirreno Power ha sottolineato ancora nel 2012 come “sia del tutto inesatto e strumentale presentare il progetto di Vado Ligure come un’iniziativa dell’ing. De Benedetti, che non ha alcun ruolo in Tirreno Power.” 
Oggi invece Burlando parla di ripetuti colloqui con De Benedetti per definire il futuro dell'azienda. Dove sta la verità? Ma soprattutto vorremmo sapere a che titolo e in quale ruolo l'ing. De Benedetti sia stato coinvolto dal Presidente della regione: gli incontri sono avvenuti in un contesto istituzionale, amicale o di partito?  Essendo l’argomento di enorme rilevanza industriale, economica e ambientale presumiamo che ne esistano i verbali: chiediamo siano subito resi pubblici.

Leggi il  comunicato  integrale della 
RETE SAVONESE FERMIAMO IL CARBONE
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IL GRUPPO DEGLI AMICI DEL "20%-80%" PARREBBE AVERE AVUTO ALTRI PROSELITI.......

Il 26 settembre 2012 pubblicavamo un post dal titolo.......

Tirreno Power, il sindaco Ferrando: “Burlando ha ascoltato per il 20% il territorio e per l’80% l’azienda” ......

20 giugno 2012

ALTRO CHE RIO + 20 IN BRASILE !!!La Centrale a Carbone di Saline Joniche si farà. Regione Calabria permettendo.


ALTRO CHE RIO + 20 IN BRASILE !!! ALTRO CHE RIFLETTERE SULLO SVILUPPO  SOSTENIBILE!!!

...La Conferenza Rio+20 rappresenta ............un'occasione per riflettere sullo sviluppo sostenibile, con particolare riguardo ai temi dell'economia verde e della governance, non solo a livello internazionale ma anche a livello nazionale.

 Inoltre, la Conferenza può contribuire a facilitare in Italia la transizione verso modelli di consumo e produzione sostenibili perseguendo l'obiettivo di una crescita economica più attenta alle istanze sociali e ambientali. .........


E dopo tante belle parole  (un'occasione per riflettere sullo sviluppo sosenibile...... sull'economia verde- una crescita economica più attenta alle istanze sociali e ambientali...)

  Parole ,parole ,parole   ma ecco  aldilà  delle parole e dei buoni propositi (che non durano neanche il tempo della  conferenza Rio+20 ) la cruda realtà......continua a farsi strada

IN  ITALIA " IL GOVERNO DEI TECNICI"CI VORREBBE   RIPORTARE A LUNGHE FALCATE IN PIENO PALEOLITICO DEL CARBONE.

MONTAGNE DI CARBONE INCOMBERANNO ANCORA  SUL NOSTRO FUTURO?SULLA SALUTE DEI CITTADINI ESPOSTI A TALI  INSOSTENIBILI ECOMOSTRI?


  ......Il carbone rappresenta la più grande fonte di inquinamento da CO2, e l’UE si è impegnata a ridurre" entro il 2020" le emissioni di gas serra del 30% e  l’OMS ha  rimarcato più volte che “le centrali a carbone sono una delle cause principali dell’emissione delle polveri sottili che ogni anno nel mondo causano la morte di 2 milioni di persone”.

 NONOSTANTE CIO ' IN ITALIA(che ci risulta sia ancora  nella  UE  )    AVREMO ANCORA  PIU' ........ENERGIA DAL CARBONE?CI VORREBBERO LEGARE A DOPPIO FILO ALLA SUA PREISTORIA ENERGETICA?

Il governo Monti e il ministero all’Ambiente dicono di “sì” alla centrale a carbone di Saline Joniche (Rc)

La Centrale a Carbone di Saline Joniche si farà. Regione Calabria permettendo. Intanto  il governo guidato dal premier Mario Monti oggi pomeriggio ha dato l’ok al progetto che ha ottenuto il Decreto VIA......

Il parere favorevole del Ministero dell’Ambiente è parte integrante di un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, firmato dal Presidente Mario Monti, il quale sancisce, proprio alla luce del parere emesso dal Ministero dell’Ambiente, “la compatibilità ambientale e l’autorizzazione al successivo esercizio relativamente al progetto proposto dalla società SEI Spa”. 

Il lungo iter di approvazione del progetto della centrale a carbone di Saline, a questo punto, si sposta dal livello nazionale a quello locale. Adesso, infatti, la palla passa alla Regione Calabria che possiede, addirittura, diritto di veto sul decreto VIA. Sostanzialmente da oggi, il futuro della centrale di Saline è tutto in mano alla Regione.(Leggi Qui)

Benché il Ministero dell’Ambiente, la Regione Calabria, le Soprintendenze Regionali e i comuni dell’Area Grecanica, abbiano dato un parere negativo, SALINE JONICHE è stata prescelta per attuare il PROGETTO SEI, una nuova Centrale a Carbone, che renderebbe vani i programmi di sviluppo locale basati sul turismo sostenibile, sul rispetto dell’ambiente e sulla valorizzazione del patrimonio culturale dei Greci di Calabria......


Il Ministero dell’Ambiente ha quindi già cambiato parere! E LA REGIONE CALABRIA COSA FARA'? 
 Il Presidente  della Calabria Scopelliti  farà  come 
il "Nostro  Presidente della Liguria  Burlando" che ha preso i voti "contro il potenziamento a carbone della centrale"  per poi firmare ,ad elezioni avvenute, per il potenziamento..........?

 Tratto da Rinnovabili .it

ONU: “integrare i diritti umani alla tutela ambientale”

  il Programma Ambientale delle Nazioni Unite hanno presentato oggi, nella cornice di Rio+20, un nuovo rapporto dal titolo Human Rights and the Environment”. Il documento sostiene che integrare i due temi a livello normativo potrebbe favorire lo sviluppo sostenibile e un’economia più verde che riconosca che gli ecosistemi sani sono il presupposto necessario per la riduzione della povertà. 

 Questo rapporto descrive come i diritti umani e l’ambiente possano svolgere un ruolo integrato e indivisibile nella realizzazione dello sviluppo sostenibile e nell’accesso equo ai beni primari, dimostrando come ambiente e politiche dei diritti dell’uomo si influenzino a vicenda”, ha spiegato il sotto segretario Onu e direttore esecutivo dell’Unep Achim Steiner. 

 Secondo il rapporto, questo approccio è in grado di far una maggiore chiarezza sugli impatti base di varie attività economiche e di aumentare la legittimità di attività, programmi e politiche, integrando preoccupazioni sociali con obiettivi ambientali. 

Potrebbe inoltre costituire uno strumento efficace per garantire la responsabilità dei governi e del settore privato per ciò che concerne l’impatto delle loro attività sull’ambiente e i diritti umani.

 

11 maggio 2012

LETTERA APERTA Al PRESIDENTE della Regione Liguria........


Riceviamo dal Comitato Noli Spotorno
 LETTERA APERTA.

     Al PRESIDENTE della Regione LiguriaClaudio Burlando 
     All'ASSESSORE Regionale all'AMBIENTE,  Renata Briano
     All'ASSESSORE Regionale allo SVILUPPO ECONOMICO, Renzo Guccinelli
     Ai CONSIGLIERI Regionali, Antonino Miceli e Michele Boffa
     Al SEGRETARIO Provinciale del PD, Livio Di Tullio

Su IL SECOLO XIX del 30 aprile scorso appariva una notizia, meritevole in effetti di un'evidenza maggiore (articoletto su pagina della Valbormida),  proveniente da GreenPeace e concernente le morti legate alla combustione del carbone  delle Centrali italiane e, in particolare, per quel che  riguarda il nostro territorio, di  "54 morti premature l'anno a causa della centrale a carbone di Vado ligure"; l'articolo informava che GreenPeace si era rifatta alle proiezioni della Fondazione olandese Somo,( leggi qui) applicando i parametri dell'Agenzia Europea per l'Ambiente che valuta anche i costi ambientali stimabili per la centrale in questione, "in 248 milioni di euro,tra inquinamento ed emissioni di CO2". 
 E' l'ennesima conferma di una situazione critica che i Cittadini della provincia di SV vanno denunciando da tempo, con presentazione di documentazione scientifica, sollecitazioni, diffide ed Esposti.

I loro appelli si sono rivolti anche alla Regione, a Lei, Presidente, a cui la popolazione ha demandato il compito di governare il territorio; Le abbiamo chiesto tutela, quella tutela che va oltre la difesa del lavoro, quando esso, nei casi come il nostro - che Lei, in due mandati, ha avuto modo di conoscere -  sembra non coniugarsi più con la salute collettiva. Se quest'ultima, diritto previsto dalla  nostra Costituzione come fondamentale, viene barattata, sia pure con l'occupazione e  rischia di non essere garantita, allora il cosiddetto "sviluppo" rischia, a sua volta, di non essere più tale.
 L'ovvietà di questa considerazione non ci sembra sia stata ben colta, considerando quanto scritto sul numero 1/2012 della vostra rivista PD, riguardo alla recente Intesa sull'ampliamento della centrale Tirreno Power di Vado Ligure.
Non ci stupisce che sia il PD a difendere la scelta di detto ampliamento: del resto, alle primarie abbiamo assistito ad una raccolta firme contro di esso e poi al capovolgimento della posizione, ma ci lascia esterrefatti che siano i nostri Amministratori, sia pure del PD,  con la motivazione che il Progetto approvato non è più quello iniziale, anzi è migliorativo  dell' impatto ambientale -  motivazione sostanzialmente scardinabile, come in realtà ha fatto la Perizia giurata dello Studio TERRA, commissionata dai Comuni di Vado e Quiliano, supportata dai dati sulla mortalità nella nostra provincia e dagli allarmi medici  generali sui danni della combustione del carbone.

Attraverso la citata rivista PD, voi cercate di giustificare la bontà e l'ineluttabilità delle vostre scelte.
E' bene  spendere  ancora qualche parola per chiamare le cose col loro nome e chiarire questo tipo di messaggio che viene divulgato.

Voi, Consiglieri Miceli e Boffa,dichiarate che "avremmo continuato ad avere per lungo tempo un'azienda altamente inquinante e sempre più obsoleta", con i carbonili "così esposti al vento di mare" che "devono essere totalmente coperti". 
 Vi fa eco l'Assessore all'Ambiente: "senza accordo, l'impianto avrebbe continuato a inquinare ai livelli odierni", aggiungendo che  i carbonili "saranno coperti da subito".
Il Presidente Burlando conferma: "non sarebbe stata sicura la possibilità di bloccare le attuali emissioni, né di coprire i parchi carbone".

A tutti chiediamo: e le normative? dal DM 60/02 ai Dlgs 59/05 e 128/10, alle Direttive europee sottoscritte dall'Italia, all'AIA obbligatoria che ancora oggi non è stata rilasciata, (termine ultimo: marzo 2008) mentre i due gruppi a carbone hanno continuato a funzionare senza l'adeguamento alle norme sulle emissioni? e l'ottemperanza a tutte le prescrizioni? Bastava pretendere il rispetto delle leggi in vigore e degli impegni sottoscritti !

Voi stessi ammettete l' inquinamento, ma evidentemente è stato permesso, attraverso l'insufficiente applicazione delle norme, l'inadeguata verifica della sua reale portata, i mancati interventi, nel corso degli anni: il problema andava risolto a prescindere da qualsiasi potenziamento, senza  affidare alla combustione di nuovo carbone e a tecnologie moderne, non in grado di garantirci,come è stato dimostrato, i"dovuti miglioramenti".
Quanto ai carbonili, ve lo ricordate che avete concesso attraverso la vostra DGR 1569/11 ulteriori tre anni perché siano coperti? Eppure, anni fa, l'Azienda si era impegnata per un progetto volto alla loro copertura, ma  i 43.000 mq di parco carbone  sono ancora oggi  a cielo aperto !!!   A parole, ci sono i venti  che diffondono le polveri e la necessità di coprire "subito", ma perché avete permesso l' inadempienza per tutti questi anni e ora la premiate, prolungando i tempi? E non ci sono solo i parchi carbone: la mancata ottemperanza di alcune prescrizioni, definite condizionanti nel 2001 dal Ministero  per ottenere l'esenzione dalla VIA del gruppo a gas, partito nel 2007,  non ci sembra  abbia impedito  una nuova autorizzazione, ovvero, un nuovo premio.

 Dott.ssa Briano, come fa ad affermare che "non esistono strumenti giuridici per chiudere la centrale esistente"? Non si è mai chiesta la chiusura della centrale, semmai dei vecchi gruppi, maggiormente inquinanti per la loro obsolescenza e considerati dalla stessa Commissione tecnica ministeriale di Via non più migliorabili, mentre voi vi ostinate a parlare di miglioramento sull'esistente: si voleva solo il  rispetto delle regole, con tutte le conseguenze del caso.

Del resto, il gruppo a gas è in grado di fornire energia a sufficienza, anzi richiamiamo precedenti posizioni del Presidente Burlando (nota  n°66082/850 del 16/05/07 e  seduta dell'Assemblea legislativa ligure - 10/03/2009) che ammettono  l'eccedenza di energia prodotta dalla centrale in questione, sia a livello regionale che nazionale.

La metanizzazione, inaccettabile dall'Azienda, secondo i Consiglieri Miceli e Boffa, (ma è solo l'Azienda che detta le condizioni al territorio?!)  è stata più volte proposta, sia dalla Provincia, sia dal Comune di Savona che nel 2007 l'ha votata all'unanimità.
 Poteva essere considerata una fase transitoria per mantenere i posti di lavoro e arrivare alla produzione di energia pulita attraverso le rinnovabili:  oggi  queste sembrano venir considerate da alcuni di voi di limitata efficienza e di lenta attuazione, mentre abbiamo esempi di una marcia veloce, redditizia e inarrestabile, con aumento dell'occupazione, da parte di Paesi che hanno condizioni ambientali meno favorevoli di Italia e Liguria.  

Di rinnovabili si fa un gran parlare sulla vostra citata Rivista;  si richiama il Piano Energetico Regionale, che "prevede coerentemente un costante aumento dell'energia prodotta dalle fonti rinnovabili", ma bisogna cominciare, incoraggiare, investire: a fronte di un  investimento della Tirreno Power, in tale campo, esiguo in rapporto a quello per l'impiego di combustibili fossili,
si autorizza ancora il carbone, senza dubbio più conveniente, per i privati, ma si sottopone la collettività che l'ha subito per 40 anni a subirlo per altri 40, in barba alle medie provinciali di mortalità  che superano, secondo l'Ordine dei Medici,  quelle regionali e nazionali, alle perizie tecnico-scientifiche presentate, alle normative.
Ai fini della tutela ambientale, non è vero che non c'erano alternative, ma quanto sono state portate avanti con forza dalle Istituzioni?

Eppure è noto - e ve lo abbiamo scritto - che secondo Studi internazionali, la dannosità di una centrale dipende: -  dalla sua ubicazione (la nostra è una centrale in città), - dall' entità delle sue emissioni (quantificabili,se brucia sulle 5.000 tonn.al giorno  di carbone) - dal tipo di inquinanti (ossidi di azoto e zolfo, metalli pesanti, particolato fine primario e secondario + CO2), - dalla densità demografica (è in zona densamente popolata).

 Aggiungiamo la vicinanza alla costa che vive di turismo e ai siti vincolati e protetti, (uno dei quali,  il prestigioso Santuario dei Cetacei) per chiedervi se in una regione  dalle peculiarità ambientali uniche,  a prevalente vocazione turistica, il valore del lavoro in campo turistico

non abbia peso.  Con un inquinamento che si stima interessi un raggio di 50 Km, con quello dei fondali marini davanti a Vado destinato a diffondersi, che ne fa il sito più inquinato della Liguria (v.tabelle Arpal), la situazione potrebbe diventare irreversibile, sia per l'ambiente che per l'economia.

Assessore Guccinelli, è questa la crescita, lo sviluppo  tanto esaltati? Possiamo definirlo sviluppo sostenibile?

Vi sentite tranquilli istituendo un Osservatorio Ambientale il quale inserirà una VIS (Valutazione Impatto Sanitario), che avrebbe dovuto essere effettuata da tempo o per lo meno, prima di ogni autorizzazione, secondo la richiesta dei Sindaci di Vado- e Quiliano, per verificare la reale qualità ambientale presente e  metterla in rapporto con le patologie diffuse in zona, attraverso un serio Studio epidemiologico?

Vi sentite tranquilli sulla  presunta riduzione del 70% delle emissioni? Il 70% di quali emissioni, quando l'Azienda dichiara ancora a novembre del 2011 (v. risposta al Ministero) di misurare le polveri più grossolane, le PTS, meno nocive e filtrabili, a fronte della grande percentuale di quelle fini e ultrafini, non filtrabili, penetranti e correlate, secondo la letteratura medica a patologie tumorali e cardiovascolari? Ricordiamo che il DM 60, dal 2002, aveva imposto ben altre misurazioni! E le decantate tecnologie  ultrasupercritiche di cui parla la dott.ssa Briano non sembrano in grado di trattenere tali micropolveri né dei vecchi gruppi, che pare siano destinati a funzionare ancora per anni, né di quelli futuri .
  
Lei, dottoressa, si dichiara per il superamento del carbone. Ma afferma decisa che"oggi purtroppo la realtà è un'altra.C'è un impianto che esiste e che senza Intesa avrebbe continuato a inquinare ai livelli attuali".

Non sappiamo davvero come interpretare questa presenza ineluttabile,  bisognosa di grande considerazione e che tutti voi vi impegnate a difendere e a potenziare per tutti noi, per 50 nuovi posti di lavoro, più 200 nell'indotto, come si legge nel Progetto dell'Azienda.
Tuttavia," la salute è la prima preccupazione e il primo obiettivo" del nostro  Presidente regionale, ma "il lavoro e il benessere dei Cittadini sono obiettivi comunque irrinunciabili che bisogna perseguire con tutti i mezzi possibili, in ogni scelta": di più quindi non avreste potuto fare per il nostro benessere, concetto che reputiamo ricco di ben altre connotazioni, da riconsiderare meno riduttivamente e magari attraverso un confronto pubblico.
Dite di essere giunti al superamento delle contraddizioni, coniugando ambiente, lavoro e crescita e per arrivare a questo, avete avuto davanti a voi un percorso difficile.

Pensate quanto è stato difficile e quanto lo sarà ancora quello della popolazione, alle prese con un costo ambientale e sanitario insostenibile: a ognuno le sue valutazioni e le sue responsabilità.

            9/05/2012
                                                     Il Comitato "Ambiente e Salute" di SPOTORNO-NOLI
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Da    questa  sera,venerdì 11 maggio, tutti i gruppi della centrale sia il turbogas che i due gruppi a carbone "sono contemporaneamente  in funzione" e questa notte hanno emesso evidenti e copiose fumate notturne........ 

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 Grondacci: «In Italia non sta affatto diminuendo l'uso del carbone»
.........l’Agenzia Internazionale per l’Energia, non Greenpeace, ci spiega che investire per ammodernare le centrali a carbone non solo non risolve l’inquinamento dei gas serra ma addirittura costituisce un costo strategico enorme per le nostre società e non tra 100 anni ma a partire dal 2020 cioè in termini di politica industriale non domani ma oggi!»