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02 dicembre 2013

Eppure le forze e gli spazi per reagire sono alla nostra portata..........e richiedono la nostra partecipazione.

Tratto da Il Cambiamento

Terra dei fuochi, la furbizia italiana non paga più

Le notizie di sempre peggiori e occultati inquinamenti ambientali di intere aree del nostro paese si infittiscono ogni giorno che passa e delineano una situazione molto grave ma a cui sembra ci stiamo abituando supinamente. Eppure le forze e gli spazi per reagire sono ancora alla nostra portata e richiedono urgentemente la nostra partecipazione partendo innanzi tutto da noi stessi e dalle nostre azioni e scelte quotidiane

di Paolo Ermani - 2 Dicembre 2013

Terra dei fuochi
Le notizie incredibili dello sversamento di rifiuti in varie località della Campania  decretano la fine dello stereotipo dell'italiano che ritiene di essere il più furbo del mondo.
Dietro a questo disastro di dimensioni veramente impressionanti non c’è solo la malavita o la politica, ma una mentalità che parte da lontano e cioè da quell’adagio per cui siamo tristemente noti dal Nord al Sud del paese senza esclusioni di colpi, i8º Con queste due paroline, declinate nei vari dialetti e idiomi italici, è riassunta la tragedia di un popolo. Il “tengo famiglia” è giustificazione di tutto e tutti. 
“Tengo famiglia” significa anche fare affari con e/o lavorare in luoghi che producono merci che inquineranno in maniera pesantissima l’ambiente e tutto questo quando di alternative di lavoro e produzione ce ne sarebbero eccome.

Tanti sapevano, tanti sanno cosa succede in Italia, tanti erano e sono collusi, tanti votano sempre gli stessi volti, a destra o a sinistra cambia poco. Tragiche e terribili sono state definite dai media le risate di Vendola con il suo compare dell’Ilva che ha irriso il giornalista che con estremo coraggio faceva il suo mestiere.
Di sicuro c’è chi da sempre ha protestato, ha combattuto, è stato deriso, minacciato, ucciso, messo a tacere e questi sono i veri eroi del nostro tempo, non certo i giocatori di calcio.
Ma alla stragrande maggioranza andava e va bene bene così. Mai devastazione sarebbe così imponente senza la complicità e il silenzio dei “tengo famiglia”......
Di fronte a notizie così sconvolgenti, avremmo dovuto assitere a manifestazioni di piazza e a dimissioni di massa di politici di ogni tipo, dai sindaci e dagli assessori locali fino ai membri del parlamento. Invece non è accaduto nulla di tutto questo e ciò può indurre il sospetto che tanti, troppi siano forse conniventi o assolutamente incoscienti. 
E ora che arriveranno i miliardi della “bonifica”, è molto probabile che scompariranno anche quelli inghiottiti nel nulla macchinoso del sistema di risanamento. È triste immaginare che probabilmente non ci sarà alcuna soluzione reale e si continuerà a vivere come sempre, ma soprattutto a morire, fra rifiuti tossici e acque avvelenate senza arresto degli sversamenti che al massimo migreranno in altre regioni o nazioni.
Nessun concreto cambiamento sarà possibile senza una mutazione direi genetica che arrivi a far comprendere agli italiani che la loro presunta proverbiale furbizia e corsa al'inganno del proprio prossimo nell'interesse personale non porta da nessuna parte o al massimo, come in questo caso, solo al cimitero, luogo decisamente del pari poco salubre.

19 novembre 2013

Rifiuti tossici, allarme dei pediatri, lettera al governo: “Rischio cancro inaccettabile. Incidenza alta”

Tratto da Il fatto Quotidiano

Rifiuti tossici, allarme pediatri: “Rischio cancro inaccettabile. Incidenza alta”

Lettera al governo e al Garante per i diritti dell'infanzia per chiedere la bonifica immediata dei siti inquinati e il controllo delle fonti di inquinamento. In Puglia sono 12mila i bimbi che rischiano di sviluppare una malattia e in Campania non esiste un registro dei tumori per studiare il rapporto di causa-effetto

Ilva
Dopo tante parole e impegni, la realtà non sembra essere cambiata per chi vive nella cosiddetta ‘Terra dei fuochi‘ tra Napoli e Caserta o a Taranto: il rischio di ammalarsi di cancro per queste persone, tra cui tanti bambini, è sempre molto alto. Solo nella cittadina pugliese, secondo i dati dell’Arpa Puglia, sono ben dodicimila coloro che rischiano di sviluppare un tumore a causa delle emissioni nocive dell’Ilva, anche dopo gli interventi previsti dal Governo sugli impianti dell’acciaieria e che saranno completati, salvo ritardi, nel 2016. E si tratta di un dato sottostimato. Numeri che meritano un intervento tempestivo, senza dover aspettare i risultati di studi che confermino quello che già si sa ora, e cioè che queste sostanze fanno male. A denunciarlo sono i pediatri italiani, che hanno scritto una lettera al governo e al Garante per i diritti dell’infanzia per chiedere la bonifica immediata dei siti inquinati e il controllo delle fonti di inquinamento.
“Nonostante quanto sia stato detto alla popolazione – spiega al fattoquotidiano.it Annamaria Moschetti, referente Ambiente e salute dell’Associazione culturale pediatri (Acp) per Puglia e Basilicata – e gli interventi previsti nell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale), nel 2016 continuerà ad esserci un rischio cancerogeno inaccettabile a causa delle emissioni”. .... Ci è stato assicurato l’impegno a garantire salute e produzione, ma di fatto si accetta di mettere in pericolo la vita di tutte queste persone, che principalmente vivono a ridosso degli impianti e con un livello socio-economico più basso. Non sono importanti queste persone per il nostro governo? Nessuno può essere esposto al rischio di perdere la propria vita per la produzione dell’acciaio. E’ una scelta eticamente inaccettabile”.....
 Dello stesso parere anche Paolo Siani, presidente dell’Acp, che punta l’attenzione sulla Terra dei fuochi. “Se ci sono dei veleni nel terreno – ragiona – allora va bonificato subito. .... ”I bambini non devono essere considerati l’indicatore del danno alla salute. Si proceda immediatamente alla bonifica dei siti inquinati e al controllo delle fonti d’inquinamento. L’esposizione a sostanze tossiche – hanno scritto al governo – è contro il diritto alla salute e all’uguaglianza, sanciti dalla Costituzione.
I bambini dei territori contaminati hanno diritto al futuro. E’ necessario adottare il principio di precauzione. La comunità scientifica internazionale ha individuato da molti anni le sostanze certamente dannose per la salute. Pertanto, non vi è alcun bisogno di ulteriormente dimostrare, con onere della prova a carico delle vittime, il danno alla salute determinato dall’esposizione a queste sostanze”.
 .....il territorio va ripulito. 
Non farlo è colpevole”.

25 agosto 2013

Carmine Schiavone a Sky Tg24:"I rifiuti tossici uccideranno in basso Lazio" . Don Maurizio Patriciello È giunta l’ora del coraggio e della verità.



Tratto da Ecoblog

Carmine Schiavone a Sky Tg24:"I rifiuti tossici uccideranno in basso Lazio"

Scritto da: -
Dice Schiavone: "Interravamo rifiuti tossici e fanghi nucleari a Latina e in Campania da ditte che venivano da Pisa, Milano, Germania, Austria e Francia"

Carmine Schiavone pentito dei Casalesi a Sky Tg24:
Carmine Schiavone,l’esperto di finanza del clan dei Casalesi, l’uomo che muoveva i miliardi degli affari illeciti dell’associazione camorristica si apre alle telecamere di Sky Tg24 e alla maniera sua avverte che ancora tanta gente è destinata a morire a causa dei rifiuti tossici che giacciono nel sottosuolo del basso Lazio e Campania, finanche nella loro stessa terra, Casal di Principe......


L’intervista dura 9 minuti e è agghiacciante per due motivi: per il messaggio che manda alle istituzioni, ovvero che non sono migliori della camorra e perché avverte che una bomba a orologeria di veleni e scorie nucleari è destinata a esplodere a breve nel basso Lazio a Latina dove nelle cave sono interrati fusti con rifiuti nucleari.......

 Ma si stanno a rendere conto che ci stanno 5 milioni di persone a morire?.........

Caso ha voluto che proprio il giorno prima su Avvenire don Maurizio Patriciello il prete di Caivano che si batte contro l’omertà e la strage nella Terra dei fuochi scrivesse:
Vedere morire i figli è qualcosa di orrendo, insopportabile. Soprattutto se si poteva evitare. Il popolo semplice non riesce a capire il motivo di tanti ritardi e omissioni, di questo lasciar mano libera a chi viola la legge, a chi uccide. E comincia a serpeggiare il pensiero che, in realtà, non si voglia proprio intervenire. Che sia in atto una strategia per non arrivare a soluzioni. Che si voglia nascondere qualcosa o qualcuno. Che questa situazione «faccia comodo» a tanti.
Non ha tutti i torti, la povera gente. Si sente presa in giro. ....
Queste morti sono sempre più dolorose e insopportabili. Si muore per motivi vergognosi ed evitabili. Per silenzi omertosi. Per denaro e per potere.
Ma chi se non lo Stato, nel quale continuiamo caparbiamente a credere e a sperare, deve prendere di petto la situazione?
Come risponderanno, se risponderanno, politica e istituzioni?
Leggi l'articolo integrale su  Ecoblog
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 Tratto da Ecoblog

La  lettera di Don Maurizio Patricello per Carmine Schiavone  dalla Terra dei fuochi.....

  È giunta l’ora del coraggio e della verità.

Una lettera scritta da don Maurizio Patricello pochi minuti fa e indirizzata al boss pentito Carmine Schiavone chiede dove siano stati interrati i rifiuti tossici tra basso Lazio e Campania.....

........Insieme ce la possiamo fare a salvare la nostra terra martoriata e bella. Non per noi. 

Credo che per noi ormai sia già tardi.Lo facciamo per le future generazioni.Per i nostri figli. Per i figli dei loro figli. Perché non abbiano a  vergognarsi dei loro padri. Perché non abbiano a maledirci.

 Ridiamo un poco disperanza ai nostri giovani....

Leggi la lettera integrale

06 giugno 2013

1)La Campania dei veleni: ecco come avere un registro tumori 2) A proposito di Bossarino e dei fanghi napoletani

La Campania dei veleni: ecco come avere un registro tumori a costo (quasi) zero per le istituzioni

Giugliano, Villaricca, Mugnano, Melito, Marano, Qualiano, giù verso le coste di Pozzuoli. Milioni di abitanti, un'area che fino a qualche decennio fa era conosciuta per la salubrità dell'aria e la qualità dei prodotti agricoli. Tutto distrutto nel giro di vent'anni. Da quando le campagne sono diventate comodo sversatoio abusivo per i rifiuti industriali di tutta Italia.
Napoli Nord e Caserta Sud: un'area dove, paradossalmente, non esiste ancora alcun registro tumori ufficiale, che mostri la correlazione fra patologie tumorali e presenza di rifiuti tossici. Prima il governo Monti e poi la Corte Costituzionale hanno bocciato l'istituzione del registro perché in contraddizione con il piano di rientro sanitario previsto per la Regione Campania. Tradotto: non si possono adoperare nuovi mezzi e nuovo personale (e quindi nuovi costi) per istituire il registro.  
Nasce così l'idea di “farlo in casa”.
 Leggi «IL REGISTRO TUMORI CE LO FACCIAMO DA SOLI»

registro tumori
L'obiettivo è quello di fare rete, creare una mappatura quanto più dettagliata dell'area per poi procedere alla correlazione con l'emergere e il diffondersi delle patologie tumorali.


 I medici di famiglia, in tal senso, sono i primi a trovarsi di fronte all'evidenza dei fatti: «Nel mio distretto – dice Luigi Costanzo, medico che opera a Frattamaggiore le richieste di esenzione dal ticket su codice 048 per le cure ospedaliere sono aumentate del 300 percento». Il codice 048 è quello che indica, appunto, la presenza di un tumore. Dal 2008 al 2012 queste richieste sono passate da 136 a 420: «Non dimostra nulla ufficialmente – dice Costanzo – ma è un dato da cui partire.
In quest'ottica si inserisce il progetto promosso dalla Co.Me.F, la Cooperativa dei Medici di Famiglia, presieduta dal dottor Aniello Cecere: «Già nel 2006 noi conducemmo uno studio sull'incidenza dei tumori a Giugliano – afferma Cecere – i risultati parlano chiaro: la concentrazione è molto alta nella zona centrale della città». Dati che sono stati reperiti in proprio, per l'inerzia delle istituzioni che ancora non hanno certificato con “bollino” l'ufficialità di queste ricerche.
Eppure proprio queste esperienze dimostrano un dato evidente: creare un registro tumori a costi minimi per gli enti locali è possibile. Le spese maggiori verrebbero, difatti, sostenute dai promotori del progetto, che utlizzano, peraltro, strumentazione e personale già esistente, senza il fardello di nuove strutture e nuove figure professionali da istituire a costi altissimi per la collettività. 
Servizio di Enrico Nocera   

Leggi anche su Corriere del Mezzogiorno

Nella terra dei fuochi e dei veleni
dove il cancro si chiama «048»

CAIVANO - La sentenza di morte è un numero a tre cifre: «048». In burocratese corrisponde al codice di esenzione ticket previsto per le neoplasie che l'Asl assegna ai pazienti colpiti dal «brutto male». Leggi

I rifiuti di Napoli  ora interessano ed influenzano  anche noi.........

Leggi su UOMINI LIBERI
Interpellanza di Marco Caviglione

Scritto da Marco Caviglione, consigliere Provinciale   
  
Tratto da Uomini Liberi

Scritto da ALESSANDRO FOFFI e ANDREA GHIAZZA da il Segnonwes
 
 

24 febbraio 2013

1)“Bormida” La vera storia della lotta contro l’Acna 2)In Cina, il Governo ammette l'esistenza dei "villaggi del cancro"

Tratto da Savona News

“Bormida” La vera storia della lotta contro l’Acna





 C’era una volta l’acqua del fiume Bormida, nera, coperta di schiuma. C’era il popolo di una vallata da 117 anni in lotta per il diritto alla salute e ad un lavoro sostenibile. E poi c’è stato un piccolo grande quindicinale, Valle Bormida Pulita, diretto dall’ex giornalista dell’Unità Renzo Fontana e scritto da volontari, diventato il portavoce di un movimento.

Oggi che l’Acna è chiusa, la storia è ricostruita nel romanzo “Bormida” della scrittrice francese Patricia Dao...


Il libro ripercorre gli anni della battaglia ambientalista, e affronta con lucidità e forza la tragedia dell’inquinamento, il diritto alla salute e il diritto al lavoro che sono al centro di vive polemiche sia nel Mondo che in Italia (vedi la lotta dei savonesi contro la centrale a carbone), con da un lato le popolazioni vittime di gravi problemi di salute in un ambiente degradato che non lascia speranze a nessun altro tipo di sviluppo economico, e dall’altro lato le “lobbies” industriali, politiche e sindacali unite nella difesa di interessi spesso privati che utilizzano lo scudo della difesa dei posti di lavoro.


Il libro, pubblicato in italiano e in francese dalla casa editrice francese “Oxybia Editions”, è stato selezionato dal Comune di Parigi per il premio “Città di Parigi”.

Leggi l'articolo integrale su  Savona News

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Tratto da International business times

Cina, il Governo ammette l'esistenza dei "villaggi del cancro"

Di Giovanni Tortoriello | 23.02.2013 17:54
Dopo anni di censura, il governo cinese ha finalmente ammesso l'esistenza dei famigerati "villaggi del cancro". In un documento redatto dal ministro della Protezione Ambientale di Pechino e allegato al nuovo piano quinquennale di lotta all'inquinamento si legge: "Negli ultimi anni il rilascio di sostanze chimiche, tossiche e pericolose ha causato parecchi disastri ambientali e l'interruzione delle forniture di acqua potabile, potando a gravi danni alla salute e problemi sociali come i villaggi del cancro".

Secondo Wang Canfa, avvocato specializzato in tematiche ambientali che dirige a Pechino un centro per le vittime dell'inquinamento (Enviromental and Natural Resources Law Research Institute della China University of Political Science and Law), questa è la prima volta che in documento ufficiale viene utilizzato il termine "villaggi del cancro". 
L'espressione è nata in Cina a seguito dell'inchiesta del giornalista Deng Fei che nel 2009, utilizzando Google Maps, ha tracciato una prima mappa delle zone del paese con il maggior tasso di malattie tumorali.
Negli ultimi decenni l'industrializzazione ha causato in Cina un aumento vertiginoso dell'inquinamento di acqua, aria e suolo. Molte fabbriche sono state costruite nei pressi dei fiumi e, secondo il sito TheLeafNation, oltre metà delle falde acquifere è compromessa. Il Governo di Pechino, inoltre, è stato costretto ad ammettere che in Cina vengono utilizzate sostanze chimiche velenose vietate nei Paesi occidentali. Come ricorda la ricercatrice Shelley Yang, negli ultimi trent'anni la mortalità da cancro è cresciuta dell'80% e oggi è la prima causa di morte del Paese
Mentre l'attivista cinese Ma Jung ha parlato di uno "sviluppo positivo" perchè "il riconoscimento dell'esistenza dei problemi è il primo passo e il presupposto per iniziare davvero a risolverli", Wang Canfa ha ricordato come il principale problema da affrontare sia l'inadeguatezza delle misure legislative attualmente vigenti nel Paese.
"Per esempio- ha dichiarato Canfa- accade che le persone giudicate responsabili dell'inquinamento delle falde acquifere con rifiuti tossici ricevono solo una multa, ma non affrontano cause penali, in quanto non abbiamo le leggi in materia. 
 Quindi lo scarico illecito è più economico per le aziende, rispetto al costoso trattamento chimico dei rifiuti".
[Via: Agi]

11 ottobre 2012

Obbligo di intervento degli organi di vigilanza

 Tratto da Peacelink
Rifiuti Tossici

 

Obbligo di intervento degli organi di vigilanza

11 ottobre 2012 - Coordinamento Regionale Rifiuti
Fonte: Assise della città di Napoli e del mezzogiorno d'Italia
Libretto, pubblicato dalle Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia nel 2006, sull'obbligo di intervento da parte degli organi di vigilanza. E' scritto dal giudice Raimondi e può essere determinante per la buona riuscita degli esposti che si intendono presentare.

Allegati

  • Raffaele Raimondi
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13 gennaio 2012

Campania, dall'emergenza rifiuti all'emergenza tumori e i rifiuti andranno in Olanda

Tratto da Affari Italiani.it

Campania, dall'emergenza rifiuti all'emergenza tumori

rifiuti
di Francesco Bertolucci
Aumento del 20 per cento delle patologie oncologiche dovute all'inquinamento, aspettativa di vita di due anni inferiore al resto d'Italia, tumori alla mammella registrati anche sotto i 20 anni: questa è Napoli e la Campania. Spenti i riflettori sull'emergenza rifiuti – eccezion fatta per le news sullo smaltimento che avverrà in Olanda – dei problemi napoletani si è smesso di parlare. E soprattutto, di cosa abbia comportato l'emergenza rifiuti e il conseguente inquinamento nella popolazione, si è detto poco.
Per capire il danno che l'inquinamento ha causato ai cittadini campani, abbiamo chiesto lumi al professor Antonio Marfella, tossicologo e oncologo dell'Ospedale Pascale di Napoli. “Soltanto negli ultimi anni le patologie oncologiche dovute con ogni probabilità agli sversamenti tossici sono aumentate del 20 per cento spiega il professore – i cancri alla mammella nelle donne sono il doppio rispetto al resto d'Italia come sono aumentati in modo esponenziale i carcinomi al testicolo negli uomini campani che detengono ora il triste primato di avere il minor numero di spermatozoi di tutti i maschi del Belpaese. Le donne campane non hanno alcun vantaggio nel fare lo screening alla mammella sopra i 40 anni visto che più di una donna su 7 ha il cancro prima dei 40 anni e spesso addirittura sotto i 20 anni. A questo proposito trovo vergognoso che oncologi come Umberto Veronesi inneggino alle grandi capacità della medicina e non piangano sul fatto di dover registrare questi dati a causa dell'inquinamento”.
I dati non finiscono qui visto che le percentuali di tumori infantili sono il doppio rispetto ad esempio alle medie degli Stati Uniti mentre di quelli al polmone, così come dei tumori alla vescica, la città ne detiene il triste primato italiano insieme al Piemonte. “Studi eseguiti e conclusi nel giugno del 2011 dal professore Antonio Giordano della Sbarro Healt Research Organization di Philadelfia – osserva Marfella – hanno sottolineato come l'aumento di tumori nel napoletano sia correlato ai rifiuti tossici. Il ricercatore del Cnr di Pisa Alfredo Mazza lo aveva già detto nel 2004 e nell'ottobre dello scorso anno il dottor Fusco dell'Istituto Superiore di Sanità ha confermato la correlazione tra le discariche illegali e l'aumento di tumori. Questi studi sono conferme. Già 3 anni fa i rapporti dell'Istituto Superiore di Sanità confermavano un aumento sino all’83 per cento delle malformazioni neonatali ad apparato urogenitale e sistema nervoso nei cittadini campani residenti in prossimità di discariche sia autorizzate che abusive.......
Già anni fa dicevamo che c'era un problema ma nessuno ci ascoltava e non potevamo affidarci ai dati dato che non avevamo un registro dei tumori regionale né laboratori per misurare la diossina o analizzare il patrimonio zootecnico come la mozzarella”.
L'accordo con l'Olanda per bruciare i rifiuti nei Paesi Bassi può far migliorare la situazione. “E' una amara considerazione ma è vero – ammette – dato che i fumi tossici che avrebbero appestato la Campania ora se ne andranno nelle cittadine olandesi. In più, azzera il gioco della camorra di sversare e bruciare i rifiuti negli inceneritori campani. 
Insomma, posso solo dire 'Viva l'Olanda'”.Leggi l'articolo integrale

22 luglio 2011

1)Operazione"POISON".:"VELENO" 2)Fino in Svizzera per dire No alla centrale a carbone 3)"Occorre un approfondimento sui lavoratori esposti ....

SEMPRE PER LA SERIE "CARBONE PULITO"..... ECCO TORNA ALLA RIBALTA UN' ALTRA FACCIA DELLA CRUDA REALTA':"OPERAZIONE VELENO"

Tratto da Unonotizie

ENEL, RIFIUTI TOSSICI PER FARE MATTONI . In Calabria,scarti industriali provenienti da Centrali termoelettriche.18 indagati..

Operazione “Poison”. «Veleno». Veleno come quello che ha scoperto, al termine di una lunga indagine, il comando provinciale della Guardia di finanza con il coordinamento del procuratore Mario Spagnuolo. Un mostro di veleno: 135mila tonnellate di rifiuti tossici stoccati nel sito industriale dismesso della Fornace tranquilla srl, a San Calogero. ....Le fiamme gialle, dopo aver individuato il sito, una spianata trasformatasi in montagna, hanno avviato un’attività - col supporto di un pool di consulenti tecnici - che ha chiarito come quei fanghi industriali contenessero elevate percentuali di nichel, selenio, vanadio, stagno, solfuri, fluoruri e cloruri, destinati a disperdersi sia nel suolo che per via aerea.

Indagati cinque dirigenti della centrale Enel “Federico II” di Brindisi , il legale rappresentante della Fornace Tranquilla srl unitamente ai suoi dipendenti , quindi i legali rappresentanti delle imprese che hanno proceduto dal trasporto dei rifiuti tossici .... Sul registro della Procura anche due funzionari dell’Amministrazione provinciale di Vibo Valentia , che con presunte false attestazioni avrebbero favorito lo stoccaggio ed il sotterramento degli scarti industriali ad alta concentrazione di metalli pesanti nel sito di San Calogero.
Gli inquirenti, inoltre, hanno scoperto come quegli stessi rifiuti provenissero - «fra l’altro», annotano - dalle centrali termoelettriche di Brindisi, Priolo Gargallo (Siracusa) e Termini Imerese (Palermo)
.
......
Due anni dopo la Procura chiude il cerchio sull’intera filiera: dalla sorgente alla foce, vettori compresi. E dietro vi sarebbe un giro d’affari per «svariati milioni di euro». Anzi, il valore del vilipendio di un’area di circa 100mila metri quadri, si aggira a «più di 18 milioni di euro», perché tanto - alle centrali Enel di Brindisi, Priolo Gargallo e Termini Imerese - sarebbe costato il «regolare smaltimento, in sicurezza, a termini di legge». Un prezzo che si alimenta visti i provvedimenti che, ad indagini ancora in corso, il prefetto di Vibo Valentia Luisa Latella, dovette assumere: con una sua ordinanza, sin dal 21 luglio 2010, ha imposto di procedere all’immediata distruzione dei prodotti agricoli coltivati nelle immediate vicinanze dell’area interessata vietandone il consumo e la commercializzazione.
I reati contestati vanno dall’associazione a delinquere, finalizzata al traffico e all’illecito smaltimento di oltre 135.000 tonnellate di rifiuti pericolosi, al disastro ambientale con conseguente pericolo per l’incolumità pubblica, dall’avvelenamento di acque e di sostanze alimentari alla falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale e alla falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, nonché dalla attività di gestione dei rifiuti non autorizzata, alle attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. Tutti contestati in concorso tra gli indagati.....
Pietro Comito
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Tratto da Ntacalabria

Fino in Svizzera per dire No alla centrale a carbone di Saline Joniche

Sabato 27 agosto a Coira, nel cantone dei Grigioni (Svizzera), si svolgerà una manifestazione contro il progetto della centrale a carbone di Saline Joniche. A promuovere l’iniziativa è l’associazione Zukunft Statt Kohle (Futuro invece di carbone) con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione locale tentando di bloccare gli investimenti di Repower (socio di maggioranza del progetto SEI)....

Il tema della manifestazione, autorizzata e pacifica, sarà “Nessun danno al clima dai Grigioni: centrali a carbone Repower ADDIO” e servirà ad opporsi alla costruzione dei due impianti progettati dalla multinazionale svizzera sui territori di Saline e Brunsbüttel in Germania.

La popolazione grigionese non vuole essere responsabile dei danni al clima e all’ambiente che sarebbero provocati dalla costruzione di una centrale a carbone. La manifestazione, quindi, è un valido aiuto alla battaglia del Coordinamento delle associazioni dell’area grecanica e di tutti i movimenti che si battono per la difesa della salute e del territorio. La lotta coinvolge tutti coloro che vogliono un futuro diverso dal carbone, basato invece sulle energie rinnovabili, sulla salvaguardia dell’ambiente, delle attività di pesca e agricoltura già esistenti.

Per rimanere aggiornati è possibile inoltre visitare il sito web del Coordinamento al seguente indirizzo www.nocarbonesaline.it

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Coordinamento Associazioni Area Grecanica


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Tratto da PeaceLink:

"Occorre un approfondimento sui lavoratori esposti ai cancerogeni. I dati sanitari dei lavoratori per legge vanno raccolti e conservati per 40 anni. Dove sono?"
19 luglio 2011 - Alessandro Marescotti (Presidente Peacelink)

La presentazione dei dati del registro tumori costituisce solo il primo passo di un percorso ancora lungo da percorrere. Va dato atto del lavoro svolto con abnegazione da chi, con pochissime risorse, ha dovuto elaborare una grande mole di dati arretrati.

Ma ciò che emerge è solo una informazione preliminare che necessita di approfondimenti per capire l’impatto che gli inquinanti hanno avuto sulle aree di popolazione più esposta.

Mancano infatti i dati disaggregati di coloro che quotidianamente per motivi di lavoro entrano a contatto in modo più frequente e massiccio con i cancerogeni industriali. Gli operai "esposti" a Taranto sono “invisibili” nella mappa del cancro. Eppure la legge prevede che vi sia un Registro dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni.

Chiediamo alle autorità competenti se abbiano ottemperato alle prescrizioni di legge, emanate con Decreto Ministeriale 155/07 del Ministero della Salute (Regolamento attuativo dell'articolo 70, comma 9, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626. Registri e cartelle sanitarie dei lavoratori esposti durante il lavoro ad agenti cancerogeni, G.U. 18 settembre 2007, n. 217).

Il Registro dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni (previsto dall'articolo 70, comma 1, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni) deve essere istituito dal datore di lavoro e inviato agli organi preposti alla prevenzione e alla sicurezza.

Questo prevede il comma 3 dell’articolo 2 del DM 155/07 che istituisce il Registro dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni:

“Il datore di lavoro invia in busta chiusa, siglata dal medico competente, la copia del registro di cui al comma 1 all'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL) e all'organo di vigilanza competente per territorio entro trenta giorni dalla sua istituzione”.

L'ISPESL, è stato recentemente sciolto e incorporato nell'INAIL, e tuttavia il DM 155/07 andava e va attuato, e chi doveva attuarlo deve dare conto di ciò che è stato fatto a Taranto.

Il DM 155/07 prescrive: “La conservazione dei dati sanitari raccolti deve essere assicurata per 40 anni dalla cessazione del lavoro comportante esposizione ad agenti cancerogeni” (art.3 comma 6).

Quindi le autorità sanitarie dovrebbero essere in possesso di una consistente quantità di dati che possono consentire di effettuare calcoli statistici sull’impatto che i cancerogeni industriali hanno avuto e hanno attualmente sui lavoratori dell'Ilva.

Dove sono le “cartelle sanitarie e di rischio” dei lavoratori Ilva in pensione? Tali cartelle sono previste dal dlgs 626/94 e consentono di documentare gli effetti dell’esposizioni dei lavoratori agli agenti cancerogeni.

Sono decine di migliaia le "cartelle sanitarie e di rischio" su cui si possono compiere indagini, sia per capire l'incidenza dei tumori sui lavoratori in attività sia per verificare se quelli in pensione hanno avuto delle conseguenze dopo l'esposizione.

Chiediamo alla Procura della Repubblica di farsi carico, nell’ambito dell’incidente probatorio, di un’indagine specifica sull’esposizione dei lavoratori agli agenti cancerogeni, anche per verificare se il Registro dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni sia stato effettivamente attivato e se sia disponibile per effettuare elaborazione statistiche per verificare quanti decessi e quanti ammalati vi siano stati in questi anni nei reparti a più alto rischio....
LEGGI TUTTO


Leggi anche su Il BLOG DEL COMITATO PER TARANTO

E' Taranto la capitale meridionale dei tumori

IL CASO. Presentato a Palazzo di Città il nuovo Registro Tumori. I dati elaborati dalla Asl locale fino al 2006 evidenziano il triste primato del capoluogo ionico. L’allarme del sindaco Stefàno.
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Leggi su La Voce Dell' EMERGENZA

Smog e malattie: a Milano la prima class action

Class action per l’inquinamento dell’aria:in arrivo nuove cause. In 175 hanno già chiesto un risarcimento. Prima udienza a novembre. Ora altri mille seguiranno la stessa strada

«Se nell’aria di Milano i livelli di particolato fossero inferiori del 10%, i decessi sarebbero ogni anno 210 in meno. E si eviterebbero 27 morti per tumori ai polmoni su 997». I dati sono frutto di una ricerca svolta da Paolo Crosignani, medico dell’Istituto dei tumori, che spiega: «A Milano 1.178 decessi l’anno sono attribuibili all’inquinamento.
AZIONI LEGALI FOTOCOPIA – Per queste ragioni è stata avviata dai Verdi nel maggio scorso una class action dei cittadini milanesi contro il Comune e la Regione: in 175 residenti l’hanno firmata consentendone la notifica e mettendo in moto il meccanismo che porterà all’udienza l’8 novembre prossimo. Intanto sono arrivati altri mille firmatari pronti ad attivare nuove azioni legali fotocopia.

CLASS ACTION – Chi ha sottoscritto la class action, dimostrando di risiedere a Milano da più di dieci anni, imputa all’amministrazione – la Regione e la giunta comunale guidata dall’ex sindaco Moratti – il mancato raggiungimento degli obiettivi Ue....Ma la salute non ha prezzo. «Riduzione delle funzioni respiratorie, bronchiti croniche, infezioni all’apparato respiratorio, asma e anche tumori: il 10 per cento dei firmatari ha portato documentazione medica», spiega l’avvocato Claudio Linzola, che ha raccolto i ricorsi...

RISCHIO SANZIONI
E la Ue ci multerà perché i limiti di legge sono stati superati per anni», conclude Enrico Fedrighini, consigliere comunale e capogruppo dei Verdi. «A quanto ammonterà la sanzione? Devono quantificarla, ma si tratterà di 800 milioni di euro per ogni anno di sforamento.
Una montagna di soldi, che potevano essere usati diversamente».
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