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06 febbraio 2016

Tra il dire e il fare…c'e' di mezzo il mare.....

Tratto da Gallottiblog.it 

Tra il dire e il fare…


Non era certo necessario il Convegno di Parigi per capire che, se vogliamo salvare il nostro pianeta e la salute, dobbiamo rinunciare alle fonti energetiche che inquinano e rivolgerci a quelle rinnovabili. Bene comunque che Parigi abbia solennemente sottolineato il tutto e che molti Paesi, tra cui l’Italia, abbiano aderito e deciso interventi in tal senso. Però purtroppo tra il dire e il fare… Così l’Agenzia delle Entrate, con la nuova circolare 2/E, ha deciso di andare controcorrente, togliendo dalla stima catastale alcune tipologie di impianti, come quelle che interessano le raffinerie, ed inserendo i pannelli fotovoltaici. Sintetizza bene il fatto Angelo Bonelli: “L’Agenzia delle entrate premia che inquina: tassa il fotovoltaico e dichiara esentasse centrali a carbone e raffinerie. E’ assurdo. Hanno deciso che gli impianti fotovoltaici negli immobili urbani entrano nella determinazione della stima catastale, mentre gli impianti delle raffinerie e delle centrali elettriche sono esclusi dalla tassazione”. Ci sembra molto chiaro. Lo stesso comportamento assurdo è appena stato adottato dal Parlamento europeo, che ha modificato il regolamento sugli ossidi di azoto, elevandone il livello. Qualcuno ha parlato chiaramente di una sanatoria nei confronti delle lobby automobilistiche e di un favore alla Merkel, invece di punire gli imbrogli delle case automobilistiche. 
Si tratta di una scelta assurda, che va contro la salute e l’ambiente, un condono che premia i soliti furbi e potenti.

21 maggio 2014

QualEnergia -Contro la crisi, tassare più chi inquina e meno chi lavora



Tratto da QualEnergia

Contro la crisi, tassare più chi inquina e meno chi lavora

Il sistema fiscale oggi in Italia avvantaggia fonti fossili e inquinanti e penalizza il lavoro. Ci sono 10 miliardi di euro tra rendite e sussidi anti-ecologici da cancellare e spostare su investimenti in efficienza energetica e qualità ambientale. Legambiente e Radicali italiani presentano il 'Manifesto comune sulla fiscalità ambientale'.
Il sistema fiscale oggi in Italia avvantaggia l’uso di risorse ambientali non rinnovabili e l’inquinamento. Al contempo il nostro Paese tassa il lavoro molto più della media UE. Superare questo paradosso è possibile e necessario nell'interesse generale. Si tratta di una direzione di cambiamento su cui c’è ampio consenso teorico a livello internazionale e che può contribuire a spingere l'innovazione in settori industriali promettenti. Nel fisco italiano infatti, nelle regole di sfruttamento di molte risorse naturali, nelle bollette dell’energia si annidano costosi sussidi o sconti ingiustificati al consumo di ambiente.
Il Manifesto sulla fiscalità ambientale di Legambiente e Radicali Italiani, presentato oggi a Roma nel corso di una conferenza stampa (allegato in basso), propone di correggere queste distorsioni eliminando sussidi e sconti fiscali alle fonti fossili e introducendo regole di tutela, di tassazione e di assegnazione trasparenti in tutta Italia per cave, acque minerali, concessioni balneari, consumo di suoli.
“Questa iniziativa comune tra Legambiente e Radicali Italiani nasce dalla convinzione che oggi i temi della legalità, della tutela dell’ambiente, della green economy siano profondamente legati  - ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -. Dalla crisi si deve uscire attraverso idee nuove,  investimenti in riqualificazione e innovazione ambientale. Trovare le risorse è possibile: nel Manifesto abbiamo individuato 10 miliardi tra rendite e sussidi anti-ecologici che devono essere cancellati e spostati su investimenti in efficienza energetica e qualità ambientale, senza dimenticare i benefici di un ripristino della legalità e della trasparenza in settori importanti come le cave e il demanio marittimo, il consumo di suolo, lo sfruttamento delle risorse idriche”.

“Anche in ambito ambientale l’Italia vìola i principi presenti nelle giurisdizioni internazionali. Nello specifico il trattato fondativo dell’Unione Europea fa riferimento al principio “chi inquina paga”. In Italia chi inquina e chi consuma l’ambiente viene invece premiato – sottolinea il Tesoriere di Radicali Italiani Valerio Federico –  .....
Il Manifesto indica modifiche da realizzare in campo energetico, perché sono individuabili esenzioni alle accise sui consumi energetici pari ad almeno 5,7 mld/a nel 2014, quasi tutte a vantaggio del consumo di fonti fossili, in gran parte nei trasporti. Nelle bollette dell’energia pesano sussidi alle fonti fossili pari a oltre 2 miliardi di Euro (dato relativo al 2012),  inoltre, gli oneri generali di sistema non sono caricati in modo proporzionale bensì con un sussidio incrociato a favore soprattutto dei consumatori di taglia più grande e di quelli con più grande incidenza dei costi energetici.....
La proposta di Legambiente e Radicali Italiani in campo energetico prevede quindi l’abolizione di tutte le esenzioni alle accise sui prodotti energetici, la rimodulazione delle accise sui prodotti energetici, a parità di aliquota media, con una componente proporzionale al contenuto energetico e una proporzionale alle emissioni climalteranti; l’eliminazione dalle bollette dell’energia dei sussidi alle fonti fossili e dei sussidi incrociati a favore dei grandi consumatori e dei consumatori energivori, la riduzione dei sussidi agli impianti di generazione da fonti rinnovabili in misura del recupero di competitività determinato dalla riduzione dei sussidi alle fonti fossili.....
“Questi interventi – hanno sottolineato Legambiente e Radicali Italiani – possono sortire effetti positivi orientando i mercati verso modi di produzione e consumi più sostenibili e disincentivando l’uso delle fonti fossili. Aumenterebbero la trasparenza e la concorrenza grazie all’eliminazione di sussidi nascosti e rendite dovute ad assegnazioni senza gare. Ma soprattutto, genererebbero una concreta riduzione delle imposte sui redditi delle persone, aumentando la tutela delle risorse naturali non rinnovabili”.

19 maggio 2012

AVAAZ:Un nuovo piano per salvare il pianeta

 Un nuovo piano per salvare il pianeta
 
Cari amici,



Tra tre giorni, i leader mondiali potrebbero trovare un accordo su un piano per fermare il cambiamento climatico! Il piano trasferirebbe alle energie rinnovabili mille miliardi di dollari all'anno che i nostri governi assegnano attualmente a chi inquina. I principali leader inclusi il Presidente Obama sostengono la fine di questi assurdi sussidi, e proprio quest'ultimo ospiterà questo weekend l'incontro del G8. Diamo vita ad un'enorme campagna pubblica affinché Obama guidi questo piano che potrebbe letteralmente salvare il nostro pianeta! Firma la petizione urgente:

Questo weekend, gli otto leader più potenti del mondo si incontreranno per il G8 e potrebbero trovare un accordo su un piano che potrebbe letteralmente fermare il cambiamento climatico!

E' pazzesco, ma in questo momento, i nostri governi regalano ogni anno circa mille miliardi di dollari delle nostre tasse ai grandi del petrolio e del carbone che distruggono il nostro pianeta.

I principali leader del mondo, incluso il Presidente Obama che ospita il G8, sono già d'accordo per fermare questi finanziamenti a chi inquina. Proprio per questo, se gli chiediamo di mantenere le loro promesse e di dirottare questa incredibile quantità di soldi sulle energie rinnovabili, secondo gli esperti potremmo riuscire davvero a salvare il pianeta!

Il tempo delle interminabili discussioni è finito tanto più che i nostri leader hanno già dichiarato di essere d'accordo. Facciamo pressione e costringiamo il Presidente Obama a guidare le più grandi economie del pianeta a far diventare verdi i sussidi che attualmente sostengono chi inquina. Firma la petizione urgente qui sotto e girala a tutti: una enorme campagna li può costringere a prendere una decisione concreta:
http://www.avaaz.org/it/a_new_plan_to_save_the_planet/?vl
L'unica ragione per cui riempiamo di soldi i forzieri dei grandi del petrolio è che i loro lobbisti tengono i nostri governi in una stretta mortale. Ma se chiederemo ai nostri leader di investire nell'energia verde i soldi delle nostre tasse, aumenteremo gli investimenti globali in energie rinnovabili nel mondo del 400% rendendo l'energia solare e l'energia eolica più economiche del petrolio e del carbone: in questo modo salveremmo il pianeta mettendo i potenti del petrolio fuori mercato!

Stiamo rapidamente raggiungendo un punto di non ritorno sul cambiamento climatico e ci vorranno anni per ottenere un trattato per prevenire la catastrofe.
 Fortunatamente, si sta creando una forte attenzione su questo nuovo piano per salvare il pianeta. La Nuova Zelanda, il Messico e la Svizzera stanno insistendo per trovare subito un accordo, e i responsabili delle politiche di ben 20 paesi inclusi gli Stati Uniti, il Brasile e Cina hanno appena espresso il loro supporto. Tutti i leader del G8 si sono impegnati pubblicamente a mettere fine a questi sporchi sussidi, e proprio ora il Presidente Obama sta promuovendo una legge per fermarli negli Stati Uniti.

Stanno distruggendo il nostro pianeta ad una velocità terrificante e questa è la nostra migliore possibilità di fermare tutto ciò. E' il momento per entrare in azione, ma senza un supporto pubblico, i potenti che inquinano potrebbero far fallire la proposta. Abbiamo il compito di contrastare i lobbisti con una straordinaria mobilitazione dei cittadini. Abbiamo tre giorni per costringere Obama a guidare questo processo. Firma la petizione:
http://www.avaaz.org/it/a_new_plan_to_save_the_planet/?vl

Per troppo a lungo, progressi sulla soluzione globale al cambiamento climatico sono stati messi da parte per interessi personali e il profitto dei Grandi del Petrolio, del Carbone e del Gas. Ma finalmente i governi si stanno rendendo conto che tagliare i sussidi darebbe benefici al clima e aiuterebbe a bilanciare l'economia globale. 

Se alziamo la voce ora, assieme, il nostro movimento può costringere i nostri leader all'azione e liberare il mondo dalla tirannia dei carburanti fossili.

Con speranza,

Iain, Joseph, Alice, Ricken, Diego, Kya e tutto il team di Avaaz

10 gennaio 2012

Tassare l'inquinamento farebbe bene all'ambiente e all'economia 2)Birmania. Stop a progetto centrale carbone per "motivi ambientali"


Tratto da Teleborsa

Tassare l'inquinamento farebbe bene all'ambiente e all'economia

Può una riforma fiscale sull'ambiente aiutare l'economia generale della Zona Euro? L'Agenzia europea per l'ambiente (UNEP) crede di sì.

Dai risultati di due relazioni sulla riforma della fiscalità ambientale è emerso infatti che introducendo tasse sull'ambiente ad hoc e re immettendo i proventi nel sistema economico, i

Governi europei potrebbero ridurre le imposte sul reddito, incrementare l'innovazione e ridurre l'inquinamento. Tre buone azioni con un solo provvedimento, in pratica.

Per riforma fiscale ambientale, spiega l'UNEP, si intende una riforma del sistema fiscale nazionale che sposti il carico delle tasse, per esempio, dal lavoro ad attività dannose per l'ambiente.  

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  Tratto da "La Repubblica"

di Antonio Cianciullo

80 % di energia pulita

 Quasi l’80% del fabbisogno mondiale di energia coperto dalle fonti rinnovabili entro la metà del secolo. E’ questo lo scenario considerato possibile dall’Ipcc a una condizione: un sostegno offerto da ”politiche pubbliche corrette”.  

Lo afferma lo Special report on renewable energy sources and climate change mitigation, l’ultimo studio sulle energie rinnovabili dell’Intergovernmental panel on climate change.

Il rapporto precisa che in questo modo si otterrebbe al 2050 un risparmio cumulativo di gas serra che vale tra 220 e 560 miliardi di tonnellate di CO2. E non è uno scenario proiettato solo al futuro: 140 dei circa 300 gigawatt di nuova capacità di generazione elettrica installati tra il 2008 e il 2009 viene dalle rinnovabili.

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Tratto da La Stampa

Birmania. Stop a progetto centrale carbone per "motivi ambientali"

‎Roma, 9 gen. (TMNews) - Il governo della Birmania ha annunciato oggi che cancellerà un progetto di centrale a carbone, menzionando "problemi ambientali". Lo ha riferito oggi il ministro dell'Elettricità Khin Maung Soe, citato da un alto funzionario della società elettrica di Yangon. Si tratta della seconda decisione di retromarcia su progetti di grande impatto ambientale, dopo quella dell'anno scorso relativa a una mega-diga sostenuta dalla Cina.  Secondo Maung Soe la decisione di bloccare il progetto di centrale, che fa parte dell'enorme "Progetto di sviluppo Dawei" nell'estremo sud del Paese al confine con la Thailandia, è stata presa "dopo aver ascoltato la voce del popolo"......