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02 novembre 2010

1)CENTRALE ENEL DI ROSSANO: IL MINISTERO RIFIUTA DI VALUTARE IL PROGETTO DI RICONVERSIONE2)OSSERVAZIONI AIA del MODA del 2/11 INVIATE AL MINISTERO

Tratto da Sibarinet.it
CENTRALE ENEL DI ROSSANO: IL MINISTERO RIFIUTA DI VALUTARE IL PROGETTO
INTEGRATO DI RICONVERSIONE
DAL COMUNE ESULTANO

Rossano - Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha riconfermato il proprio parere n. 438 dell’08 aprile 2010 circa il progetto di riconversione a carbone della centrale termoelettrica di Rossano ritenendo che le valutazioni espresse all’epoca mantengono integralmente la loro validità. Pertanto il Ministero decreta il pronunciamento interlocutorio negativo circa la compatibilità ambientale del progetto di riconversione prevalentemente a carbone della centrale presentata dalla Società Enel Produzioni S.p.A.

In sostanza il Ministero dell’Ambiente ha valutato le integrazioni progettuali trasmesse dall’Enel il 23 aprile 2010 come un nuovo progetto. Sulla base di ciò, scrive il dottor Mariano Grillo, Direttore Generale del Ministero, non si ritiene di dover procedere alla valutazione del nuovo progetto, nell’ambito della procedura di VIA avviata in data 26/04/05, ritenendo che siano bastevoli le valutazioni espresse nel parere dell’08 aprile 2010. Lo stesso Direttore Generale notifica chiaramente all’Enel il concetto che la nuova documentazione, definita integrativa, configurerebbe un nuovo progetto. In conseguenza di ciò l’Enel dovrà, secondo le norme in vigore, attivare formalmente un nuovo procedimento ai fini della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale). Viene messo a segno in questo modo un primo risultato positivo in favore della battaglia che il Comune di Rossano sta conducendo insieme ai cittadini, ai comitati, alle associazioni di categoria, ai 57 Comuni del territorio, alla Provincia e alla Regione e che ha come condizione esclusiva il “no al carbone”.
Il Sindaco Franco Filareto nel manifestare la propria soddisfazione per l’atteggiamento del Ministero dell’Ambiente rilancia sull’immediata attivazione di un tavolo interistituzionale in grado di definire il destino dell’importante sito produttivo di Rossano. Un impianto del quale non si disconosce l’importanza nell’ambito del sistema energetico nazionale. Occorre approfittare dello stop imposto dal Ministero dell’Ambiente per riannodare i fili di un dialogo che il Comune non ha mai voluto interrompere e che l’Enel ha stoppato sull’arroccamento di un’alimentazione prevalentemente a carbone.
Ci sono tutte le condizioni per l’attivazione del tavolo e sono convinto – ha dichiarato il Sindaco Filareto – che Regione, Provincia, i 57 Comuni e tutti i soggetti interessati non si sottrarranno ad un confronto che accantoni per sempre ogni pretesa neocolonialista di trasformazione dell’Enel a carbone e avvii un processo concertativo di riconversione del sito elettrico basato su energie pulite e rinnovabili.
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Breve aggiornamento sulla centrale Tirreno Power di Vado-Quiliano
Questa mattina "fumata nera "è partito un gruppo a carbone e
questa mattina 3 ottobre prima consultazione per il rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale della Centrale AL MINISTERO DELL'AMBIENTE a ROMA.
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Riceviamo e Pubblichiamo del MODA
Savona. 02/11/2010
Al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del
territorio e del Mare

OGGETTO: OSSERVAZIONI DELL’ASSOCIAZIONE AMBIENTALISTA M.O.D.A. DI SAVONA RIGUARDO ALLA DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE A.I.A. RICHIESTA DALLA SOCIETA’ TIRRENO POWER PER LA CENTRALE TERMOELETTRICA DI VADO –QUILIANO PER RISPETTARE I PARAMETRI UE PER LE MIGLIORI TECNOLOGIE (BAT) GLI OBSOLETI GRUPPI 3 E 4 A CARBONE DEVONO ESSERE CHIUSI E NON PUO’ ESSERE CONCESSA L’AUTORIZZAZIONE A.I.A.

OSSERVAZIONI :
1) ....RISULTA CHE GLI OBSOLETI GRUPPI A CARBONE 3 E 4 SONO DA SOLI RESPONSABILI ATTUALMENTE DI PIÙ DELL’80% DELL’INQUINAMENTO DELL’INTERA CENTRALE:
(a) 100 % dell’anidride solforosa SO2 (5.800 tonnellate l’anno)
(b) 77 % degli ossidi di azoto NOx (3.100 tonnellate/anno su 4.000 di t/a totali)
(c) 70% dell’ anidride carbonica .( 3,8 milioni t/anno su 5,4 milioni di t/anno totali
Sottolineamo come i gas inquinanti SO2 e NOx portano alla formazione in atmosfera di pericolose
polveri sottili secondarie cancerogene e cardiotossiche stimate per la centrale attuale, secondo i criteri stabiliti della Unione Europea( 88% degli NOx e 54% della SO2), in quantità di circa 6.000
tonnellate/anno di PM10 di cui circa 5.000 tonnellate/anno di PM 2,5.

2) Il PIANO REGIONALE DI RISANAMENTO E TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA DELLA REGIONE LIGURIA 2006 a PAG. 1072-1073 E 1074 per La sottozona 2b) che comprende i Comuni di Savona, Quiliano e Vado Ligure, quando non era ancora entrato in funzione il gruppo a gas da 760 MWe (anno 2007) e la centrale funzionava a metà potenza di quella attuale con i “soli” gruppi 3 e 4 a carbone, documenta che
la combustione nell’industria dell’energia e quindi essenzialmente la centrale termoelettrica, è la prioritaria responsabile delle emissioni di Ossidi di azoto (68,3%); PM10 (34,9%), SOx (89,7%) e di COV (37,9%).

3) I TABULATI ARPAL RELATIVI ALLE POLVERI SOTTILI PM10 MONITORATE PER LAZONA 2B NEL COMUNE DI SAVONA E I DATI SATELLITARI EVIDENZIANO SUPERI DEI LIMITI DI LEGGE PER GLI ANNI 2005, 2006, 2007, 2008:

GLI STUDI SUI LICHENI (anche Regionali) dimostrano come la centrale a carbone sia la principale
responsabile per la emissione oltre che di gas fitotossici (SO2 e NOx) anche di metalli pesanti come Hg,
Cd , Cr e Ni che superano i valori di background naturale e che seguono il modello diffusionale del
Vanadio prodotto solo dalla combustione del carbone.

4) MORTALITA’ PREMATURE E RELATIVI COSTI
Uno studio del "Public Citizen’s Texas Office and the Sustainable Energy and Economic Development (SEED) Coalition."( November 2006) ha
valutato le mortalità precoci causate da alcune centrali a carbone e relativi costi in base alle emissioni di
SO2 e NOx.

Per la centrale Tirreno Power Vado L.: SO2 5.500 t/a e NOx 4.000 t/a oggi quindi si potrebbero
stimare almeno 20 morti ogni anno, una stima prudenziale se consideriamo l’alta densità di
popolazione del savonese rispetto al Texas

5) IL TOTALE DEI COSTI ESTERNI DELLA CENTRALE TIRRENO POWER di Vado, stimati
secondo i criteri della Comunità Europea, AMMONTA AD ALMENO 145 MILIONI DI EURO
ALL’ANNO di cui 40 milioni di euro per danni alla salute e alle cose e 105 milioni di euro per danni agli
ecosistemi e riscaldamento globale

6) SUGLI OBSOLETI GRUPPI 3 E 4 A CARBONE INOLTRE ESISTE LA POSSIBILITÀ DI
BRUCIARE I RIFIUTI SOLIDI URBANI COME CDR in contrasto con quanto consentito dalla
normativa europea ( Direttive 2000/76/CE E 75/442/CEE) , ma come previsto pericolosamente oggi a
pag.170 dal piano dei rifiuti della Provincia di Savona appprovato dalla Regione Liguria con il rischio di
un ulteriore e grave peggioramento delle emissioni per la formazione di diossine e metalli pesanti nei
fumi maggiori addirittura di quelle prodotte con un moderno inceneritore.

GRUPPI A CARBONE IN CONTRASTO CON LA NORMATIVA ITALIANA ED EUROPEA
1) I documenti della Commissione Ue di Siviglia 2005 sulle BREF (Linee guida per le BAT), che
sono punto di riferimento della normativa vigente (art. 29-bis, comma 1 del D.lgl. 128/2010),
pongono precisi valori di emissione a camino per poter considerare un impianto esistente a carbone
rispettoso delle BAT.
2)Come si evince dalla seguente tabella oggi non vengono rispettati dai gruppi 3 e 4 i valori
tabellari per le BAT che non verrebbero nemmeno rispettati (soprattutto per la SO2) dai gruppi 3 e
4 a carbone ancorchè ristrutturati secondo il progetto di Tirreno Power.......

A. PER TUTTI QUESTI DOCUMENTATI MOTIVI OSSERVIAMO CHE OGGI NON E'
ASSOLUTAMENTE POSSIBILE CONCEDERE A TIRRENO POWER L'A.I.A.
(Autorizzazione Integrata Ambientale) IL CUI RILASCIO È VINCOLATO AL
RISPETTO DELLE BAT PER GLI IMPIANTI ESISTENTI.

B. PER QUESTI STESSI DOCUMENTATI MOTIVI GLI OBSOLETI GRUPPI A
CARBONE 3 e 4, CHE NON POSSONO NEMMENO ESSERE RISTRUTTURATI NEL
RISPETTO DELLE NORMATIVE VIGENTI (BAT) VANNO IN OGNI CASO DISMESSI
IN TEMPI CERTI come peraltro era già stato richiesto ufficialmente a Tirreno Power e al
Ministero dell'Ambiente dai Sindaci di Vado e di Quiliano nel Marzo 2009.

Savona 2 Novembre 2010
Dott. Agostino Torcello (Medico pneumologo)
Dr. Virginio Fadda (Biologo)

Leggi le osservazioni integrali su
Uomini Liberi

01 novembre 2010

1)LE CENTRALINE,I DETECTIVE URBANI E I BUCHI NERI 2)Da rivedere le stime dei livelli di ozono atmosferico.

LE CENTRALINE,I DETECTIVE URBANI E I BUCHI NERI

SEMPRE PER QUANTO RIGUARDA I MONITORAGGI AMBIENTALI VORREMMO FAR PRESENTE AGLI ORGANI COMPETENTI CHE A QUILIANO SEDE DELLA CENTRALE A CARBONE TIRRENO POWER (......CENTRALE PER CUI IL 3 NOVEMBRE VI SARA' IL PRIMO INCONTRO AL MINISTERO DELL'AMBIENTE PER IL RINNOVO DELL'AIA.....)
A QUILIANO ,ricordiamo,SI MISURANO SOLO TRE INQUINANTI.
VERIFICHIAMO SUL SITO DI AMBIENTE IN LIGURIA sono

...LA MISURAZIONE DELL' BIOSSIDO DI ZOLFO E' FERMA AL
01 APRILE 2010
(RICORDIAMO CHE TRA QUILIANO E VADO LIGURE IN MEZZO ALLE CASE E' IN PIENA ATTIVITA' UNA CENTRALE A CARBONE)
01/04/2010 00:0001/04/2010 01:006.67SiNo
01/04/2010 02:0001/04/2010 03:005.76SiNo
01/04/2010 03:0001/04/2010 04:007.11SiNo
01/04/2010 04:0001/04/2010 05:006.25SiNo
01/04/2010 05:0001/04/2010 06:007.2SiNo
01/04/2010 06:0001/04/2010 07:0015.24SiNo
01/04/2010 07:0001/04/2010 08:0016.19SiNo
Dati letti:1823
Dati validi:1823
Dati validati COP:1823
Dati certificati:0

DOPO IL PRIMO APRILE NON ABBIAMO PIU' DATI:
BUCO NERO...

e.......PER LA MISURAZIONE DEGLI ALTRI INQUINANTI (BENZENE,P,M 2,5.......):
QUANTO DOVREMO ANCORA ASPETTARE PER UNA MISURAZIONE ADEGUATA A TERMINE DI LEGGE CON CENTRALINE TECNOLOGICAMENTE AVANZATE?

A VADO LIGURE SI MISURANO:
SEMPRE DAL SITO SEMPRE DI AMBIENTE IN LIGURIA
IL BENZENE
29/10/2010 00:0029/10/2010 01:005.46NoNo
29/10/2010 01:0029/10/2010 02:006.94NoNo
29/10/2010 02:0029/10/2010 03:006.86NoNo
29/10/2010 03:0029/10/2010 04:006.94NoNo
29/10/2010 04:0029/10/2010 05:007.84NoNo
29/10/2010 05:0029/10/2010 06:007.02NoNo
29/10/2010 06:0029/10/2010 07:009.31NoNo

Guarda gli altri valori del 29 ottobre 2010

ALTRI BUCHI NERI :OZONO E MONOSSIDO DI CARBONIO A
VADO LIGURE BLOCCATI DAL PRIMO APRILE

E ..COME MAI TUTTI I MONITORAGGI DEGLI INQUINANTI SONO STOPPATI A VADO LIGURE AL 29 OTTOBRE MENTRE A SAVONA I DATI SONO GIA' AL 31 OTTOBRE'?

C'E' QUALCHE PROBLEMA A PUBBLICARE I DATI?
CONSIDERANDO CHE SIA IL BENZENE CHE LE PM SONO VALORI NOTEVOLI.......

NON VORREMMO ESSERE POLEMICI CON L'ARPAL PRESENTE IN QUESTI GIORNI AL FESTIVAL DELLA SCIENZA A GENOVA CHE PUBBLICIZZA SUL SITO AMBIENTE IN LIGURIA:

"Il Detective Urbano sulle tracce dell'invisibile
Il visitatore può scoprire l'inquinamento e la contraffazione, superando il limite della semplice osservazione con la vista, il tatto o l'udito: radioattività, inquinamento acustico a cui siamo quotidianamente esposti...Ad aiutare in questo difficile compito concorrono sofisticate strumentazioni che non siamo abituati a vedere in mano agli agenti, ma che possiamo conoscere e toccare in questo laboratorio. In collaborazione con la Polizia Municipale di Genova, Arpal presenta le indagini relative alle misure della radioattività, sia naturale, sia derivata da manufatti artificiali........."


CONSIDERANDO CHE IL MONDO VA AVANTI E LA TECNOLOGIA PURE .....(ma non a Savona)
QUANTI ANNI DOVRANNO ANCORA PASSARE PERCHE' SUL NOSTRO TERRITORIO POSSIAMO AVERE DEI DATI REALMENTE CERTIFICATI PRODOTTI DA CENTRALINE TECNOLOGICAMENTE ALL'AVANGUARDIA "CON SOFISFISTICATE STRUMENTAZIONI" E NON CENTRALINE FUORI PRODUZIONE ,OLTREMODO DATATE....E CON DATI NON CONTINUATIVI .

ED AVERE INOLTRE FINALMENTE DELLE REALI E PUNTUALI MISURAZIONI ANCHE DELLA RADIOATTIVITA',A NORMA DI LEGGE,
NON CI SEMBRA CHIEDERE TROPPO!!!!!!!

......... DEI VERI DETECTIVE URBANI SIAMO COSTRETTI A DIVENTARLO NOI CITTADINI ( CHE AVREMMO BEN ALTRO DA FARE ).... PER CERCARE DI FAR TUTELARE ,DA CHI DI COMPETENZA,IL NOSTRO SACROSANTO DIRITTO DI VIVERE IN UN AMBIENTE SANO!!!!
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Tratto da Le Scienze
Inquinamento dell'aria

Da rivedere le stime dei livelli di ozono atmosferico


I risultati di uno studio potrebbero avere un piccolo ma significativo impatto sui modelli usati per valutare la qualità dell’aria, regolamentare le emissioni e stimare l’impatto sulla salute dell’inquinamento
Una ricerca svolta presso il California Institute of Technology (Caltech) e il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA ha permesso di caratterizzare in modo completo una reazione chimica cruciale che influenza la formazione degli inquinanti nell’aria.

"I risultati ottenuti – ora pubblicati sulla rivista Science - suggeriscono per esempio come per le aree più inquinate di una città come Los Angeles gli attuali modelli sottostimino i livelli di ozono del 5-10 per cento e potrebbero avere un piccolo ma significativo impatto sugli attuali modelli computerizzati utilizzati per valutare la qualità dell’aria, regolamentare le emissioni e stimare l’impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico”, ha commentato Mitchio Okumura, docente di fisica chimica del Caltech e principal investigator della ricerca.

La reazione chiave in questione è quella che coinvolge il biossido di azoto (NO2) e il gruppo ossidrile (OH): in presenza della radiazione solare, questi due composti, insieme ad altri composti organici volatili (denominati VOC), rivestono un ruolo importante nella formazione dell’ozono.
Leggi

Tratto da D'orsogna.blogspotUN COMMENTO DA OLTREOCEANO ....DALLA CALIFORNIA della Prof. Maria Rita d'Orsogna
La Gabanelli e Report sul petrolio in Italia

Sono contenta che il programma della Gabanelli si sia occupato della questione petrolio in Italia. Oggi Repubblica racconta anche la storia della petroliera Haven, che incagliata nei mari antistanti Genova nel 1991 dopo essersi incendiata, continua ancora adesso a tirare fuori veleni e a inquinare pesci, mari e gente.

Era gia' tutto scritto - ricercatori sia francesi che italiani ne avevano gia' parlato tante volte, e io stessa lo sapevo........ma ci e' voluta la televisione e poi le telecamere per dare ampio risalto a questa faccenda.

Chissa' dove erano nel frattempo gli accademici genovesi e liguri? Chissa' perche' non hanno dato l'allarme, non hanno sensibilizzato la cittadinanza.
Una persona di scienza, a mio avviso, ha una certa responsabilita' verso la societa' , come ce l'hanno i medici e gli insegnanti, di fare il meglio che possono per il bene comune, nell'informarla, nel curarla, nel educarla al senso del dovere.

Ma la storia di Arenzano e' la stessa di Terzigno ......e delle navi radioattive in Calabria.

E' la storia del paese occidentale piu' corrotto del mondo - l'Italia - dove l'ambiente che non si vede, non si sente.... e' sempre trascurato e bistrattato, e dove chi governa e' piu' interessato al bunga bunga, alle ville in giro per il mondo, alle leggi ad personam, agli affari per i suoi amici.

E non e' solo Berlusconi, e' tutta la classe politica.......

Ma prima o poi la natura presenta il conto. Sono le leggi semplici e lineari della fisica e della causa e dell'effetto - veleni mi dai, veleni ti riprendi.

Non sono solo i pesci ad ammalarsi di cancro, sei tu che ti ammali perche' in mezzo a quei veleni ci vivi e non fai niente.

Il disastro della Haven e' accaduto 19 anni fa. Si e' succeduta una serie di politici, di amministratori, di commissioni, possibile che nessuno prima della Gabanelli abbia mai potuto indagare, porsi domande, studiare, denunciare?

Alla fine e' la storia degli italiani, un popolo cosi eccellente nei suoi individui talora, ma allo stesso tempo cosi poco curante del bene comune, delle generazioni future, del darsi da fare disinterssato, del prossimo, della giustizia vera.....
e.......occorre ricordarsi di Arenzano e dei 20 anni di veleni.
Guarda i due video

Report, inchiesta "Il mare nero": il petrolio è per sempre...




Tratto da "La Repubblica"

Il petrolio della Haven nei nostri piatti

di CATERINA PASOLINI

ROMA -.... Davanti alle coste tra Genova e Savona più di 50mila tonnellate di greggio giacciono sui fondali. Dimenticate da chi avrebbe dovuto bonificare la zona, inquinano l'acqua, intossicano e ricoprono di una melma grigiastra i pesci che si ammalano di cancro.Solidificato dal tempo fino ad apparire come massi lunari, il petrolio affolla le reti dei pescatori liguri nonostante vadano a gettarle lontano dalla zona off limits. Eppure, secondo le autorità, qui non dovrebbe esserci traccia del più grande disastro ecologico del Mediterraneo. Quello della superpetroliera Haven, inabissatasi davanti ad Arenzano con 144mila tonnellate di greggio dopo un esplosione che provocò la morte di cinque marinari l'11 aprile del 1991.

Da allora sono passati quasi vent'anni ma gli effetti di incuria o disattenzione, burocrazia o superficialità che denuncia Report in un documentario di Sigfrido Ranucci sono evidenti tra quei pesci morenti incatramati dai fondali. ... Un disastro che continua nell'indifferenza, nonostante ricercatori, pagati dallo Stato, abbiamo messo in allerta governo e ministeri della gravità della situazione.

Il petrolio sul fondo del mare sembra non interessare, dalla riva non si vede, sulla superficie dell'acqua neanche.

Tanto che i 60 miliardi che vanno a risarcire i Comuni vengono impiegati per rifare la passeggiata a mare di Arenzano, mettere a posto le fogne o la zona dell'ex ferrovia....

"Il problema è che i residui degli idrocarburi sono capaci di indurre cancro. Abbiamo trovato pesci che vivono a stretto contatto col fondo e notato come una specie in particolare, mostrasse sintomi, segni di tumore al fegato". Reazioni? "Si è deciso di fare finta di nulla, come se il problema non esistesse", racconta Ezio Amato, allora responsabile scientifico del governo per la bonifica Haven.

Da allora nulla è cambiato, i pescatori nelle loro reti trovano pezzi di catrame come massi, pesce ricoperto di greggio che devono ripulire con l'olio se vogliono venderlo ma dalla Protezione civile e dal presidenza del Consiglio, dicono a Report, considerano chiusa la vicenda. ..

Leggi l'articolo integrale

1)Petrolchimico: la faccia delle aziende, delle istituzioni e la salute dei lavoratori2)L’inquinamento triplica il rischio di infarto ....

TRATTO DA NOALCARBONE

Petrolchimico: la faccia delle aziende, delle istituzioni e la salute dei lavoratori

A distanza di quasi dieci anni arriva un altro provvedimento di sequestro a carico del petrolchimico di Brindisi.
Allora si trattava di un impianto dismesso, quello di produzione di CVM e PVC, oggi di impianti in marcia.
Allora le ipotesi di reato riguardavano le malattie ed i decessi dei lavoratori. Poi il tutto fu archiviato a differenza di Venezia. Ma le malattie ed i decessi dei lavoratori non cessano di manifestarsi e gli interessati continuano a vedersela da soli contro l’INAIL e contro le aziende chimiche.
Neppure la Regione Puglia ha risposto all’appello di Salute Pubblica e della figlia di una vittima, per una rianalisi della coorte dei lavoratori che a Venezia, dove è stata condotta, ha dato forza alle vittime in sede giudiziaria civile.
Ma tutti tacciono, politica e sindacato.

Se non fosse stato per i finanzieri intossicati, per la Digos e soprattutto per il precedente presidente della Provincia, Michele Errico, defenestrato dal suo partito, il PD, per fare spazio ad un presidente di Confindustria, neppure questa vicenda di inquinamento e di smaltimento illegale di rifiuti sarebbe emersa.
Vicenda beffarda perché per anni, mentre le centraline dell’Arpa misuravano picchi elevatissimi di benzene in coincidenza con l’accensione delle torce, ci veniva propinata la storiella dell’emergenza, poi del topo intrappolato.
Ora il Sindaco dice flebilmente che lui aveva chiesto spiegazioni. I sindacati, dopo che avevano spergiurato sulla sicurezza dell’impianto, sono atterriti dallo spettro del fermo. Noi tutti siamo atterriti da questo pericolo, ma evidentemente senza questo spauracchio non c’è possibilità di un esercizio salubre dell’attività industriale.
Se non si è fermi sulla sicurezza interna ed esterna accade puntualmente che le attività si fermano.
Niente paura per i dirigenti. Le pene previste per i reati contestati sono irrisorie, sono tutte ammendabili ed arrivano ad un massimo di ventiseimila euro.
Chi paga sono i lavoratori ed i cittadini. Come sempre.
Certo le aziende ci perdono la faccia.

Ma di fronte a tutto ciò cambierà qualcosa? Intendo, si cominceranno a misurare i danni?
La falda dell’area industriale è inquinata, ma gli enti locali quando chiederanno i risarcimenti, quando sarà sopraggiunta la prescrizione?
Perché non si misurano i danni in termini di salute sui lavoratori e sulle popolazioni? Perché ci vuole tanto a mettere in piedi un registro tumori?


Maurizio Portaluri
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Tratto da Savona e Ponente

Uno studio italiano dà ragione all’OMS: l’inquinamento triplica il rischio di infarto anche SOTTO i livelli di legge

Ad (ennesimo) sostegno della nostra campagna a difesa della salute, riportiamo integralmente questo articolo tratto da Salute del Corriere della Sera di domenica 24 ottobre (pag. 58) e già riportato da www.cardionet.it :

Inquinamento, quantità minime triplicano il rischio di infarto – Studio italiano riscontra effetti negativi nei soggetti a rischio anche sotto i livelli legali di PM10

Che l’inquinamento faccia male alla salute e che riesca, tra le altre cose, a mettere in difficoltà il nostro cuore, non era certo una novità.
Ma che bastasse un breve tempo di esposizione a quantità anche modeste, ben al di sotto dei limiti imposti per legge in Italia, per far triplicare il rischio di infarto, questo ancora non si sapeva.
Lo ha scoperto uno studio della Fondazione Gabriele Monasterio in collaborazione con il Cnr della Regione Toscana e l’Istituto di fisiologia del Cnr di Pisa, e presentato al congresso della European society of cardiology.

«Abbiamo utilizzato i dati biologici, strumentali e demografici di 134 pazienti che hanno avuto un infarto – spiega la coordinatrice dello studio Cristina Vassalle – Poi abbiamo verificato i livelli di monossido di carbonio, particolato fine PM10, biossido di azoto e ozono nelle 24 ore precedenti all’infarto. Ebbene, quando il giorno prima dell’infarto i pazienti erano stati esposti all’inquinamento, anche di livello moderato, avevano il triplo delle probabilità di morire nei 19 mesi successivi. Stando ai dati biologici raccolti sugli stessi pazienti, la causa sarebbe il riflesso dell’aumentata infiammazione a livello cardiovascolare».

Già da tempo diversi studi avevano messo in evidenza la pericolosità dell’aria inquinata per il nostro cuore e per la circolazione sanguigna. Irritazioni dell’endotelio – la membrana che ricopre le pareti interne dei vasi sanguigni – irrigidimento delle arterie, ridotto afflusso di sangue al cuore e un crescente numero di infarti sono solo i più importanti tra i comprovati effetti negativi dell’aria inquinata sul nostro sistema cardiovascolare. Ora, lo studio toscano ha aggiunto un altro gradino alla crescente scala di allarme.

«L’Oms stima che l’inquinamento sia responsabile di circa tre milioni di morti – conclude Vassalle – In particolare, sempre più dati indicano l’esistenza di una relazione fra l’inquinamento atmosferico e le malattie cardiovascolari.
Tutto questo suggerisce che potrebbe non esistere una soglia al di sotto della quale non c’è un effetto dell’inquinamento sulla salute.
Nel nostro studio abbiamo dimostrato che ciò è sicuramente vero per le persone a rischio cardiovascolare, ma future ricerche potrebbero scoprire minacce a qualunque livello anche per le persone sane»
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