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13 agosto 2013

1)ENEL CERANO E I VELENI SVERSATI NEL MARE.2) Ilva, dove finiscono le acque piovane?

Tratto da Noalcarbone Brindisi


ENEL CERANO E I VELENI SVERSATI NEL MARE.                                            12 agosto 2013 

Tra qualche giorno ci sarà il secondo -NacAttack-, cioè il secondo manifesto 6x3 che sarà esposto negli spazi preposti in via Ponte Ferroviario a Brindisi. Ne approfittiamo e lo introduciamo dedicandogli questo post.



Sempre più numerose sono le segnalazioni che ci arrivano da pescatori e da gente che "vive il mare", allarmata per lo stato di salute dei fondali, della flora e della fauna marina, nel tratto di costa che va dal porto di Brindisi fino a Lido Cerano e oltre. 

In effetti spesso si parla di emissioni inquinanti della centrale Enel di Cerano, riferendosi alle miglioni di tonnellate annue di CO2, alle tonnellate di monossido di Carbonio e particolato immesse nell'atmosfera.  Quasi mai però si parla  di emissioni al suolo o in acqua.
Forse perchè si crede che gli scarichi in mare dell'impianto di Cerano siano solo quelli di raffreddamento, cioè il ciclo di acqua che viene prelevata dal mare, viene usata per raffreddare gli impianti e viene riversata in mare ovviamente a temperature più alte. Forse si crede che questo sistema di raffreddamento, che ha distrutto l'ecosistema della fascia di mare antistante la centrale, sia solo l'unica violenza, l'unico soppruso che subisce il nostro mare. 
In realtà la centrale termoelettrica Enel Federico II sversa ogni anno nel nostro mare un grande quantitativo di sostanze inquinanti. Sostanze pericolosissime che anno dopo anno si sommano, si accumulano nel nostro mare.
Consultando i dati sul sito del Registro Europeo delle Emissioni (E-PRTR) si può leggere che nel mare di Cerano in 4 anni sono stati sversati oltre 180 Kg di Arsenico, oltre 300 kg di Nichel , oltre un quintale di Piombo e circa una decina di Kg di Mercurio.  
E poi svariati kg di Cadmio, Cloro e altre sostanze.
Insomma se l'aria e i terreni sono inquinati, lo stesso si può dire del nostro mare!

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Leggi anche su Peacelink

Ilva, dove finiscono le acque piovane? E quelle dei fog cannon?

Arpa conferma: "Ilva non ha un sistema di raccolta delle acque di prima pioggia"
12 agosto 2013 - Alessandro Marescotti
 Che fine fa l'acqua che cade sull'Ilva? E l'acqua con cui vengono bagnati i parchi minerali? In Italia persino un parcheggio per essere autorizzato deve essere dotato di un sistema di trattamento delle acque di prima pioggia. E la più grande acciaieria d'Europa possiede o no un sistema di trattamento delle acque di prima pioggia?
Spinti da questo dubbio abbiamo chiesto al Garante dell'AIA se Ilva fosse in regola. Il Garante ha chiesto lumi ad Arpa.
E finalmente abbiamo la risposta ufficiale che alleghiamo a questo comunicato.
(riportata qui sotto e in allegato nelle note)

Oggi giunge infatti la risposta ufficiale dell'ARPA alla richiesta di PeaceLink. Eccola:
"Si comunica che attualmente la struttura del sistema fognario asservito allo stabilimento Ilva spa di Taranto non consente la raccolta delle acque di prima pioggia, le quali vengono fatte confluire insieme agli altri scarichi dello stabilimento nei canali di scarico (canali Primo e Secondo), che l'azienda considera sedimentatori longitudinali".
Leggi l'articolo integrale
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Noi riportiamo ancora un solo diagramma, questo, che riguarda le IPA totali:


Lo riportiamo perché è particolarmente interessante quel numerino (53,7) in alto, accanto alla linea rossa: significa che, se questa linea fosse stata riprodotta interamente per il valore riportato, sarebbe occorso un foglio TRE VOLTE PIU’ GRANDE di quello previsto per il diagramma.
E naturalmente vi invitiamo ancora una volta ad osservare dove sta la linea orizzontale, quella dei limiti previsti dalla legge. E anche dove stanno i valori relativi al torrente Lerone, quello dell’”inquinamento da record”.
- See more at: http://unitiperlasalute.blogspot.it/2010/12/valeria-rossi-come-profondo-il-livello.html#sthash.q6g7Yzfy.dpuf
VALERIA ROSSI :Com’è profondo il (livello di inquinamento) del Nostro mare Ligure - See more at: http://unitiperlasalute.blogspot.it/2010/12/valeria-rossi-come-profondo-il-livello.html#sthash.q6g7Yzfy.dpuf
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20 agosto 2011

Mercurio nei terreni e intorno alle centrali elettriche a carbone e nei pesci .


Tratto da Zeroemission

Mercurio nei terreni intorno alle centrali elettriche a carbone


Negli Stati Uniti, l’analisi di campioni di terreno nelle aree circostanti le centrali mostra gli effetti locali di un inquinamento estremamente pericoloso per la salute dell’uomo.
Indianapolis, St. Louis, Detroit, Buffalo, Richmond e Providence sono città degli Stati Uniti orientali che hanno in comune il fatto di ospitare una centrale a carbone. Uno studio condotto dai ricercatori della Indiana University-Purdue University Indianapolis (IUPUI) ha mostrato un altro tratto in comune: un elevato inquinamento da mercurio dei terreni.
L’articolo comparso nel numero di luglio della rivista
Water, Air & Soil Pollution indica che quantità misurabili di mercurio emesse dalle centrali a carbone si depositano nel terreno e di conseguenza entrano nei bacini idrografici fino a contaminare i pesci e a renderli dannosi per l’alimentazione umana.
Si tratta di un inquinamento molto pericoloso, come sottolinea Gabriel M. Filippelli, professore di scienze della terra alla School of Science della IUPUI e autore dello studio. «Il mercurio prodotto dalle centrali a carbone – spiega Filippelli – è già stato rinvenuto nei ghiacci del Polo Nord e del Polo Sud, così era già noto che l’impatto di questo inquinante si estende a livello globale; prima d’ora però non si erano mai approfondite le conseguenze ambientali nelle città, nei sobborghi e nelle aree rurali nelle vicinanze di specifiche centrali».
Ora abbiamo un quadro più preciso di questo tipo di inquinamento e una migliore conoscenza dei pericoli che corrono le popolazioni locali.
Questa consapevolezza, secondo lo studioso, dovrebbe portare a riconsiderare l’utilizzo di questa fonte energetica. Apparentemente si tratta di energia prodotta a basso costo, ma nessuno considera l’impatto di queste centrali sulla salute umana. Filippelli boccia questo approccio miope e lo bolla, senza mezzi termini, come «falsa economia». (r.t.)


Leggi anche su Montagna Tv
Mercurio, l’ambiente ha un nemico in più

........Negli anni, gli studi sulle conseguenze sull’ambiente e la vita umana della contaminazione da mercurio hanno messo in allarme gli scienziati di tutto il mondo. Tanto che, non più tardi di qualche mese fa, è stato deciso di creare il Global Mercury Observation System (Gmos), un osservatorio mondiale in grado di monitorare l’inquinamento provocato dall’elemento.
Tutti siti saranno collegati in tempo reale al centro di acquisizione ed elaborazione dati presso la sezione di Rende dell’Iia-Cnr, che coordina il progetto e fornirà i dati alla Commissione Europea e alle maggiori istituzioni internazionali.”Si realizzerà il primo osservatorio al mondo per studiare le dinamiche del mercurio atmosferico a scala globale, direttamente o indirettamente riconducibili alle emissioni inquinanti di centrali termoelettriche, inceneritori, impianti siderurgici e industriali” .....



Tratto da Piero Ianelli

Centrali a carbone: mercurio e radioattività

Il mercurio è un metallo molto tossico per l’uomo anche perché tende ad accumularsi negli organismi viventi. I suoi danni si esplicano principalmente a livello del sistema nervoso. Il 90% degli elementi radioattivi emessi dalle centrali a carbone è costituito dal 210 Polonio e dal 210 Piombo. I prodotti alimentari più significativi ai fini della valutazione della dose di radiazioni sono i cereali e gli ortaggi.
Centrale a carbone di Brindisi

18 ottobre 2009 – Maurizio Portaluri (Medicina Democratica)
Mentre si definiscono le convenzioni tra gli enti elettrici e le amministrazioni locali, argomenti di carattere economico vengono giustamente ed ampiamente trattati nelle dichiarazioni dei soggetti istituzionali e delle parti sociali.

Al contrario il tema della salute collettiva, della popolazione e dei lavoratori, con le sue ricadute economiche non sembra per ora aver trovato sinora uno spazio proporzionale alla sua importanza.

È in corso un’indagine della magistratura sulla deposizione di polveri di carbone nei terreni prossimi al nastro trasportatore. Le poveri di carbone sono state largamente studiate per i loro effetti sui lavoratori delle miniere di carbone. Se ne conosce perfettamente la composizione, peraltro molto complessa, costituita da una parte organica ed una minerale.
Nella parte organica oltre la componente tipica (lignite piuttosto che bituminoso o antracite) vi sono metano, fenoli, benzene, idrocarburi policiclici aromatici. La parte minerale è costituita prevalentemente da ossidi di silicio (quarzo) che si ritengono i principali responsabili degli effetti dannosi a carico del sistema respiratorio. Un lungo elenco di metalli è presente in tracce e tra questi l’arsenico, il nickel ed il berillio ed il mercurio.
Dalle cronache non sembra che il mercurio sia stato ricercato nelle diverse analisi condotte. A differenza degli altri minerali è difficile che, se presente, possa essere attribuito a fonti diverse dalle attività energetiche.
Il mercurio è un metallo molto tossico per l’uomo anche perché tende ad accumularsi negli organismi viventi. I suoi danni si esplicano principalmente a livello del sistema nervoso.
Il carbone impiegato come combustibile ne contiene mediamente 0.3 mg per ogni chilogrammo. Dal 15-30% del mercurio viene emesso in atmosfera mentre la restante percentuale rimane nelle ceneri pesanti che vengono generalmente impiegate per la produzione di materiale edilizio. Altri componenti degni di nota delle emissioni da combustione del carbone sono gli elementi radioattivi.
Il 90% degli elementi radioattivi emessi dalle centrali a carbone è costituito dal 210 Polonio e dal 210 Piombo.
Il primo impiega più di quattro mesi a dimezzare la propria radioattività, il secondo 22 anni. Il che significa che quando una particella di 210-Piombo, trasportata dalle polveri emesse dalle centrali, si deposita nei polmoni o in qualsiasi parte del nostro organismo, irradierà le nostre cellule per buona parte della nostra vita.
Non devo ricordare a nessuno che le radiazioni sono cancerogene.

Secondo uno studio dell’agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (APAT), la via principale di ingresso nell’organismo umano delle sostanze radioattive emesse dalle centrali a carbone è l’ingestione, cioè l’alimentazione, che complessivamente rappresenta il 78 – 98% di tutte le possibili vie di contaminazione, se si utilizzano, secondo alcuni modelli di simulazione, solo prodotti locali. “I prodotti alimentari più significativi ai fini della valutazione della dose di radiazioni sono i cereali e gli ortaggi. In funzione della distanza il contributo alla dose dovuta all’alimentazione diminuisce leggermente, mentre aumenta sensibilmente il contributo dovuto all’inalazione (cioè alla respirazione, ndr) dalla nube. Si noti che, data l’altezza delle ciminiere degli impianti a carbone, il contributo dovuto all’inalazione risulta trascurabile (meno dello 0.1%) a 500 m, ma cresce rapidamente con la distanza raggiungendo circa il 20% a 10 km. Tranne il contributo dovuto all’irraggiamento gamma dai radionuclidi depositati al suolo (1.3-1.8%), le altre vie d’esposizione non danno un contributo significativo”.

Ma qualcuno ha misurato la radioattività al suolo e nei prodotti agricoli?



Tratto da Doctor 33
MERCURIO CARBONE E DANNI NEUROLOGICI AI BAMBINI
Di Giovanni Ghirga

I risultati di uno studio presentato il 7 novembre scorso al Congresso Annuale dell’American Public Health Association, svoltosi a Washington, D.C., mettono in guardia contro il consumo di pesce proveniente da acque vicine a centrali a carbone. Lo studio è stato effettuato a Pittsburgh, Pennsylvania, USA, in un’area situata lungo la direzione dei venti prevalenti rispetto ad una centrale a carbone. Gli studiosi hanno trovato nel tessuto dei pesci di questa zona un alto contenuto di mercurio e selenio, due ben noti inquinanti emessi dalla combustione del carbone.
Di particolare interesse è il fatto che, nel caso di emissioni importanti, l’inquinamento interessava anche aree verso le quali non spiravano i venti prevalenti.
I ricercatori hanno messo in evidenza come l’ingestione di pesce contaminato da mercurio avrebbe aumentato di molto il rischio di danni neurologici nei bambini quali ritardo mentale, difficoltà di apprendimento, ritardo dello sviluppo neurologico, deficit del linguaggio, della funzione motoria, dell’attenzione e della memoria. L’ingestione di pesce “al mercurio” può causare oltre a danni neurologici, malattie cardiocircolatorie e malformazioni congenite
.
Non è possibile valutare la quantità di mercurio che, in seguito alla combustione del carbone, una delle fonti più importanti di inquinamento da mercurio, verrà immessa nell’aria in forma ossidata ed in forma elementare. La prima porrà un rischio di inquinamento da mercurio per le popolazioni che risiedono in un raggio di centinaia di km dalla centrale a carbone; le emissioni di mercurio in forma elementare causeranno invece un danno su scala mondiale (U.S. Department of Energy National Energy Technology Laboratory – Five Year Research Plan on Fine Particulate Matter in the Atmosphere. FY2001-FY2005).


18 giugno 2011

1)Veleni alla foce del Quiliano, Caviglione: "L'assessore Briano cade dal pero ma... " 2) Lettera aperta del Comitato di Spotorno-Noli

Tratto da Savona News

Veleni alla foce del Quiliano, Caviglione: "L'assessore Briano cade dal pero ma..."


Ora che i grandi giornali pubblicano gli studi sui veleni "dimenticati" nella rada di Vado, la pioggia di pere è un'alluvione....

Così dichiara il consigliere provinciale Marco Caviglione (Medico, IdV) "La Briano cade (o finge di cadere) dal pero, ma nel consiglio provinciale dello scorso febbraio (8/2/2011) avevo esposto un'interpellanza in proposito (con lo studio Arpal in allegato), preparata oltre 2 mesi prima, alla quale come al solito, Paolo Marson ha dato una "non risposta", confondendo inoltre l'acqua di scarico di Tirreno Power (sotto accusa) con quelle di raffreddamento, e scambiando la foce del Quiliano con quella del torrente Segno."
Va aggiunto per la cronaca che l'argomento era stato pubblicamente illustrato nel merito e dettagliatamente anche durante l'ultimo pubblico convegno al Teatro Chiabrera, organizzato della Onlus Uniti per la Salute

Guarda il video su You tube
Della serata e dei suoi contenuti,
diversi giornali offrirono al pubblico dovuto resoconto, anche quelli minori e semisconosciuti al Grande Pubblico degli assessori regionali "all'ambiente" come Striscia La Notizia, e Savonanews.it con un pezzo del 19 febbraio 2011 titolato "Uniti per la Salute" consultabile QUI. Just in case of pears.
A proposito: che fine ha fatto l'inchiesta su Arpal?
Leggi l 'articolo integrale su Savona News e le news collegate


Leggi anche la lettera del Comitato di Spotorno-Noli del 13 mrzo 2011

LETTERA APERTA del 13/03/2011 all' Assessore all'Ambiente della Regione Liguria e p. c. al Presidente della Regione Liguria "

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Se REAMENTE ci volgiamo all'efficienza energetica e affidiamo il nostro futuro alle energie rinnovabili altri 50 anni di carbone non ci servono proprio.....Anche perchè in Liguria produciamo già oggi un surplus di energia

Tratto da Agi

ENERGIA: REGIONE LIGURIA, 21 MLN PER NUOVI IMPIANTI RINNOVABILI


(AGI) - Genova, 17 giu. - Ammontano a 21 milioni di euro le risorse messe a disposizione dalla Regione Liguria per incentivare la produzione di energie da fonti rinnovabili e promuovere l'efficienza energetica. Lo hanno comunicato oggi il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, insieme agli assessori allo Sviluppo Economico e all'Ambiente, rispettivamente Renzo Guccinelli e Renata Briano, il giorno prima dell' inaugurazione a Stella, nel savonese, del nuovo campo eolico e all'indomani del referendum sul nucleare. "Il divario tra la Liguria e le altre regioni - ha chiarito l'assessore Guccinelli - e' significativo anche per la conformazione del nostro territorio, ma nei prossimi anni assisteremo ad un forte recupero, grazie anche agli investimenti attivati e a una nuova politica di semplificazione delle procedure per fare in modo che le aziende abbiano meno vincoli".
A questo proposito, la Giunta regionale sta rivedendo le norme tecniche della VIA, la valutazione di impatto ambientale, per innalzare la soglia di applicazione per gli impianti fotovoltaici situati sui tetti e nelle pertinenze degli edifici, dagli attuali 20 kW a 200.
Anche sul fronte dei procedimenti abilitativi per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, verranno introdotte modifiche per snellire l'iter autorizzativo.......Leggi l'articolo integrale
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...... E IL CARBONE CONTINUA A MIETERE VITTIME INNOCENTI


Tratto da Noalcarbone

Bambini come ratti nelle miniere di carbone, documentario di Pierre Monégier

"Les enfants rats des mines", documentario vince il Premio Luchetta 2011, "Per aver descritto con la forza delle immagini e l’efficacia del linguaggio il dramma dei bambini costretti a lavorare nelle miniere di carbone otto ore al giorno per meno di un euro.

Clicca qui per vedere un estratto

E’ la storia dei “bambini talpa” di Meghalaya, una remota provincia del nord est dell’india. E’ il lato oscuro della nuova fiorente economia Indiana.
In questo territorio dimenticato, circa 70.000 bambini dai 9 ai 14 anni vengono costretti a lavorare nelle miniere di carbone in condizioni estremamente pericolose. Le stime delle ONG riferiscono che circa una cinquantina di bambini hanno perso la vita nelle miniere nel 2009. Lavorano sette giorni su sette, otto ore al giorno, 70 metri sotto terra in tunnel strettissimi che i minatori chiamano le “tane dei topi”. Questi bambini provengono dalle aree più povere del Nepal e del Bangladesh e vengono portati a Meghalaya (India) da intermediari che promettono loro di guadagnare molti soldi, ma poi invece rischiano la vita per 1 euro al giorno. La presenza di organizzazioni internazionali come l’Unicef in quest’area è vietata, c’è soltanto una piccola organizzazione locale che sta lottando per i loro diritti e ha portato il caso davanti alla Corte Suprema dell’India."
Fonte

17 giugno 2011

«Veleni nel torrente Quiliano» L’Arpal ha rilevato presenze di arsenico superiori ai limiti e altre sostanze tossiche

Tratto da Il Secolo IX

«Veleni nel torrente Quiliano»

L’Arpal ha rilevato presenze di arsenico superiori ai limiti e altre sostanze tossiche

Savona - Veleni e sostanze tossiche abbondano sui fondali alla foce del torrente Quiliano, al confine tra Vado e Savona. Un inquietante cocktail di arsenico, idrocarburi, metalli pesanti, quasi sicuramente residui delle lavorazioni industriali. Il dubbio è se la loro presenza sia imputabile alle attività odierne delle aziende o se si tratti di una pesante eredità del boom del secolo scorso.

Sul fondale davanti alla foce del torrente sono state riscontrate concentrazioni di sostanze pericolose per la salute e cancerogene in molti casi superiori ai limiti di legge. E, nei grafici di raffronto con altri torrenti della Liguria, alcuni valori vanno addirittura fuori scala.

Il dato più eclatante riguarda la presenza degli Ipa totali, gli idrocarburi policiclici aromatici, dei quali è stata calcolata nei sedimenti una concentrazione di 53,7 milligrammi per chilo, quando il limite di legge è di quasi cento volte inferiore.

Consistente anche la presenza di metalli pesanti, in particolare mercurio, piombo e cadmio, per i quali i grafici evidenziano valori molto superiori ai limiti e, in molti casi, addirittura superiori ai valori riscontrati alla foce del torrente Lerone di Cogoleto, tristemente famoso per la presenza dello stabilimento Stoppani. Il piombo riscontrato in profondità nei sedimenti alla foce del Quiliano supera i 150 mg/kg, quando il limite di legge si avvicina ai 30 mg/kg e nel Lerone (in un quadro già fortemente inquinato) non oltrepassa i 100. Notevolmente superiore ai limiti anche il mercurio, di cui sono stati trovati 3,5 mg/kg in profondità e 1,6 in superficie, quando il limite è 0,3.

Va addirittura fuori scala il benzo(a)pirene, un idrocarburo (Ipa) di cui è stata accertata da tempo la cancerogenicità. Il limite è inferiore a 0,1 mg/kg, tra Vado e Savona ne sono stati trovati 4,56 mg/kg. Proporzioni simili anche per le diverse varianti di benzoforantene. Gli Ipa sono prodotti della combustione di fonti fossili e per questo i Comuni di Vado, Quiliano e Savona vogliono vederci chiaro. Il sospetto dei comitati di cittadini è che la presenza di queste sostanze possa essere ricondotta all’attività della centrale termoelettrica di Tirreno Power, l’industria più grande del comprensorio ed anche quella che brucia più combustibile.

Ma spetterà alla magistratura, che ha aperto un fascicolo contro ignoti, accertare l’origine delle sostanze inquinanti e in quali termini la salute della popolazione ne abbia risentito. L’Arpal, nella sua relazione, sottolinea infatti che i dati rilevati potrebbero derivare da attività industriali, ma non esclude la possibilità che si tratti di sostanze presenti storicamente sul fondale, ossia depositatesi nel corso dei decenni.

Giovanni Vaccaro

Leggi anche sul nostro BLOG IL POST DEL 4 DICEMBRE 2010 con l'articolo tratto dal Blog di Valeria Rossi:

Com’è profondo il (livello di inquinamento) del Nostro mare Ligure

Ne riportiamo uno stralcio

Un altro po’ di “terrorismo ambientalista”? Eh, sì. Ci tocca.
Non riusciamo proprio a farne a meno, dopo aver visto la relazione dell’ARPAL sul monitoraggio effettuato nel 2008-2009 lungo le coste liguri allo scopo di rilevare il livello di inquinamento delle acque.
La relazione è del gennaio di quest’anno, ma come al solito nessuno ne ha parlato, nessuno ce l’ha mostrata, i giornali hanno bellamente taciuto: quindi arriviamo con molto ritardo (e solo grazie all’Associazione Uniti per la Salute Onlus, che ci ha fornito i dati ufficiali) a presentarli anche a voi. Ma in fondo non è mai troppo tardi.

Più semplice ancora identificare il LIMITE DI LEGGE, rappresentato dall’unica linea orizzontale rossa presente nel diagramma.
Lo so che stenterete un po’ a trovarla: dovete guardare in basso. A volte molto in basso.
Ma per quanto possa sembrare incredibile, il limite di legge sta proprio lì.
Dove stiano i livelli di inquinamento, invece, lo lasciamo osservare a voi.

Anche con tutte le modifiche salva-industriali di questa terra, però, è difficile credere che livelli come quelli sotto riportati possano essere accettati in tutta serenità.

Basta così: la parola alle immagini(il documento è consultabile nella sua interezza cliccando qui):



Non andiamo oltre: se volete vedere tutti i livelli dei vari inquinanti, vi consigliamo di scaricarvi l’intero documento come da link più sopra e di guardarveli uno per uno.
Noi riportiamo ancora un solo diagramma, questo, che riguarda le IPA totali:


Lo riportiamo perché è particolarmente interessante quel numerino (53,7) in alto, accanto alla linea rossa: significa che, se questa linea fosse stata riprodotta interamente per il valore riportato, sarebbe occorso un foglio TRE VOLTE PIU’ GRANDE di quello previsto per il diagramma.
E naturalmente vi invitiamo ancora una volta ad osservare dove sta la linea orizzontale, quella dei limiti previsti dalla legge. E anche dove stanno i valori relativi al torrente Lerone, quello dell’”inquinamento da record”.

Come può succedere?
Come può andare tutto avanti così, tranquillamente?

Semplice: si va avanti così perché nessuno dice niente.
Ma se qualcuno tenta di aprir bocca (ovviamente i soliti “terroristi ambientalisti”, i pazzi fanatici........), le istituzioni li prendono per i fondelli.

Se si parla di aria, ti rispondono che stanno"predisponendo le zonizzazioni per prevedere la localizzazione di nuove centraline"; se si parla di acqua, ti dicono che devono ancora capire bene se i termini di legge sono riferiti all’acqua di fiume o a quella di mare, perché ovviamente una foce è al confine tra i due e quindi ci vuole un po’ di tempo per chiarirsi le idee.

E se non hai le idee chiare non puoi neppure pensare SE e COME (eventualmente, MOLTO eventualmente) intervenire, dicendo magari qualcosina a chi scarica in quelle zone........


Ci devono pensare su.

Poi ci daranno una risposta, eh… ma con calma.

Bene: sono trent’anni che ci pensano su.

Leggi tutto il post

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Tratto da Agi
.it

AMBIENTE: UE BACCHETTA ITALIA E ALTRI STATI SU "INQUINAMENTO MARI"

Bruxelles, 16 Giu - La Commissione europea richiamera' oggi formalmente l'Italia per la mancata applicazione di due normative europee che stabiliscono sanzioni penali per l'inquinamento dei mari, secondo una nota ottenuta da Ae/Agi. Il commissario Ue alla Giustizia Viviane Reding ha inviato all'Italia due lettere di messa in mora che precedono il deferimento alla Corte europea di Giustizia qualora uno stato non dovesse adeguarsi ai richiami di Bruxelles. La Commissione Ue richiede l'applicazione di norme che impongono che certi tipi di reati ambientali "siano puniti in modo efficace, proporzionato e dissuasivo," ma l'Italia non fa abbastanza al riguardo, secondo la nota. La Commissione lamenta in particolare il mancato recepimento da parte dell'Italia di una direttiva europea del 2008 che impone sanzioni penali per diversi crimini ambientali incluso l'inquinamento dei mari, il trasporto marittimo di rifiuti illegali o il traffico di specie a rischio. L'Italia, insieme ad altri dieci stati Ue, non ha ancora approvato le norme di applicazione della direttiva. Bruxelles richiama inoltre l'Italia per il mancato adeguamento alle norme Ue in materia di inquinamento derivante dalle navi.
Una direttiva del 2009 stabilisce l'imposizione di severe sanzioni penali contro lo scarico illegale di sostanze inquinanti da parte di imbarcazioni.
Anche in questo caso l'Italia non ha tradotto la normativa Ue in leggi nazionali.
Altri sette stati Ue riceveranno oggi lo stesso richiamo.
(AGI)

04 dicembre 2010

VALERIA ROSSI :Com’è profondo il ivello di inquinamento del Nostro mare Ligure


Pubblichiamo un articolo di Valeria Rossi sull' inquinamento dei nostri fondali.

Mettetevi calmi ,leggete attentamente e poi traete le conclusioni che ritenete più opportune .
Conclusioni che dovrebbero trarre prima di tutto coloro che da anni danno le autorizzazioni agli Scarichi alle "Ditte" e soprattutto gli " Enti preposti ai controlli "


BUONA LETTURA A TUTTI.............
MA CI SORGE UN DUBBIO: IL SANTUARIO DEI CETACEI NON POTREBBE SUBIRNE LE CONSEGUENZE ?
.... SE NON SI PREOCCUPANO PER TALI DATI E DIAGRAMMI ........E PER LE RICADUTE SUL NOSTRO MARE SPERIAMO ALMENO ABBIANO UN OCCHIO DI RIGUARDO PER GLI ANIMALI ?

Tratto da Savona e Ponente



Com’è profondo il (livello di inquinamento del) mare di VALERIA ROSSI

– Un altro po’ di “terrorismo ambientalista”? Eh, sì. Ci tocca.
Non riusciamo proprio a farne a meno, dopo aver visto la relazione dell’ARPAL sul monitoraggio effettuato nel 2008-2009 lungo le coste liguri allo scopo di rilevare il livello di inquinamento delle acque.
La relazione è del gennaio di quest’anno, ma come al solito nessuno ne ha parlato, nessuno ce l’ha mostrata, i giornali hanno bellamente taciuto: quindi arriviamo con molto ritardo (e solo grazie all’Associazione Uniti per la Salute Onlus, che ci ha fornito i dati ufficiali) a presentarli anche a voi. Ma in fondo non è mai troppo tardi.

Si tratta di una lunga serie di diagrammi, sigh, che noia.
Ma state tranquilli, non vi chiediamo di star lì a consultarli con troppa attenzione. Vi interessi solo sapere che per ogni elemento preso in considerazione troverete due colonnine, una verde e una rossa.
La verde si riferisce alla presenza di quell’elemento in superficie,
la rossa si riferisce alla sua presenza nello strato più profondo dell’acqua.
E’ semplicissimo.

Più semplice ancora identificare il LIMITE DI LEGGE, rappresentato dall’unica linea orizzontale rossa presente nel diagramma.
Lo so che stenterete un po’ a trovarla: dovete guardare in basso. A volte molto in basso.
Ma per quanto possa sembrare incredibile, il limite di legge sta proprio lì.
Dove stiano i livelli di inquinamento, invece, lo lasciamo osservare a voi.

Ah, ancora una cosa: le sigle.
IMPS significa Imperia
VADS significa foce del torrente Quiliano, a Vado Ligure
LERS significa foce del torrente Lerone: e i dati relativi vanno osservati con grande attenzione, perché il torrente Lerone, come tutti saprete, è quello che è stato interessato dagli scarichi della Stoppani: quello sul quale il Secolo XIX, nell’anno 2000, titolava “Inquinamento da record!” e che veniva equiparato al Bormida ai tempi dell’ACNA.
MESS significa Punta Mesco (nel parco delle 5 terre)
MARS significa foce del torrente Marinella.


Basta così: la parola alle immagini 

 Ecco il link  al programma di monitoraggio integrale
http://old.arpal.gov.it/Temi/Mare/Doc/Relazione%20Monit%20Minist%202010.pdf 

ATTENZIONE: da adesso in poi si comincia a vedere la linea rossa che si spezza.

Perché? Perché va FUORI SCALA.Il livello di inquinamento è così elevato che non sta dentro al foglio previsto per il diagramma.
E per quale sostanza, a Vado ligure, andiamo così allegramente fuori scala (per non parlare dei valori di legge, che stanno sempre laggiù, in fondo in fondo…)?
Per il benzo(a)pirene, potentissimo cancerogeno classificato dallo IARC (Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro) nella categoria 1, quella di massima pericolosità, a proposito del quale il nostro governo, sempre interessatissimo alla nostra salute, alla vigilia del Ferragosto di quest’anno ha modificato la legge favorendo gli inquinatori.
Ne avevamo scritto in questo articolo, probabilmente sfuggito a molti.
Anche con tutte le modifiche salva-industriali di questa terra, però, è difficile credere che livelli come quelli sotto riportati possano essere accettati in tutta serenità.


Non andiamo oltre: se volete vedere tutti i livelli dei vari inquinanti, vi consigliamo (sempre se avete lo stomaco abbastanza forte) di scaricarvi l’intero documento come da link più sopra e di guardarveli uno per uno.
Noi riportiamo ancora un solo diagramma, questo, che riguarda le IPA totali:




Lo riportiamo perché è particolarmente interessante quel numerino (53,7) in alto, accanto alla linea rossa: significa che, se questa linea fosse stata riprodotta interamente per il valore riportato, sarebbe occorso un foglio TRE VOLTE PIU’ GRANDE di quello previsto per il diagramma.
E naturalmente vi invitiamo ancora una volta ad osservare dove sta la linea orizzontale, quella dei limiti previsti dalla legge. E anche dove stanno i valori relativi al torrente Lerone, quello dell’”inquinamento da record”.

Come può succedere?

Come può andare tutto avanti così, tranquillamente?

Semplice: si va avanti così perché nessuno dice niente.Ma se qualcuno tenta di aprir bocca (ovviamente i soliti “terroristi ambientalisti”, i pazzi fanatici........), le istituzioni li prendono per i fondelli.

Se si parla di aria, ti rispondono che stanno “predisponendo le zonizzazioni per prevedere la localizzazione di nuove centraline“; se si parla di acqua, ti dicono che devono ancora capire bene se i termini di legge sono riferiti all’acqua di fiume o a quella di mare, perché ovviamente una foce è al confine tra i due e quindi ci vuole un po’ di tempo per chiarirsi le idee
E se non hai le idee chiare non puoi neppure pensare SE e COME (eventualmente, MOLTO eventualmente) intervenire, dicendo magari qualcosina a chi scarica in quelle zone (nella fattispecie, la Tirreno Power).
Ci devono pensare su.

Poi ci daranno una risposta, eh… ma con calma.

Bene: sono trent’anni che ci pensano su.

E sono esattamente trent’anni che andiamo avanti così… con una calma pressoché infinita, ovvero quella che serve a NOI per non saltare in aria, sprizzando scintille dalle orecchie e lingue di fuoco dalla bocca, quando qualcuno ci dà dei “terroristi”.
Perché SE mai sprizzassimo anche solo una scintillina, avrebbero gioco facile: “ahhhh! Visto? L’avevamo detto che erano pazzi furiosi, incontenibili, pericolosissimi!”
E allora cerchiamo di restare sempre calmi ed equilibrati…col risultato che non ci fila nessuno, perché tanto “siamo innocui”.
Abbaiamo un po’, ma non mordiamo.


Cari lettori, QUESTA è la verità.

E se i dati relativi all’aria non possiamo mostrarveli con immagini altrettanto palesi, perché NON sono pubblici… quelli sull’acqua sono lì, chiari e tondi e limpidi come il sole.
Dati ARPAL, eh! Non targati “Savona e Ponente”, o “Valeria Rossi”, o “Uniti per la Salute”.
ARPAL: ovvero “Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente ligure”.
L’ENTE ISTITUZIONALE incaricato di fornire dati ufficiali sull’inquinamento costiero, oltre che su quello dell’aria.
Pensate solo che questi dati li hanno resi pubblici, ma quelli sull’aria no.
Questi dati, così come li avete appena visti, sono stati giudicati “guardabili” dai comuni cittadini: quelli sull’aria, evidentemente, no.
Lasciamo a voi qualsiasi conclusione su quello che potrebbero contenere. Dopodiché ci pregheremo di cominciare a capire, magari, perché siamo un filino inca..ati.

E perché, se finora siamo stati calmi, tranquilli e innocui, saremo costretti a cominciare a mordere (legalmente, sia chiaro) ora che si parla addirittura di volere RADDOPPIARE le emissioni della centrale di Vado.

Perché anche alla calma (e alle prese per i fondelli) c’è un limite.



01 novembre 2010

Tratto da D'orsogna.blogspotUN COMMENTO DA OLTREOCEANO ....DALLA CALIFORNIA della Prof. Maria Rita d'Orsogna
La Gabanelli e Report sul petrolio in Italia

Sono contenta che il programma della Gabanelli si sia occupato della questione petrolio in Italia. Oggi Repubblica racconta anche la storia della petroliera Haven, che incagliata nei mari antistanti Genova nel 1991 dopo essersi incendiata, continua ancora adesso a tirare fuori veleni e a inquinare pesci, mari e gente.

Era gia' tutto scritto - ricercatori sia francesi che italiani ne avevano gia' parlato tante volte, e io stessa lo sapevo........ma ci e' voluta la televisione e poi le telecamere per dare ampio risalto a questa faccenda.

Chissa' dove erano nel frattempo gli accademici genovesi e liguri? Chissa' perche' non hanno dato l'allarme, non hanno sensibilizzato la cittadinanza.
Una persona di scienza, a mio avviso, ha una certa responsabilita' verso la societa' , come ce l'hanno i medici e gli insegnanti, di fare il meglio che possono per il bene comune, nell'informarla, nel curarla, nel educarla al senso del dovere.

Ma la storia di Arenzano e' la stessa di Terzigno ......e delle navi radioattive in Calabria.

E' la storia del paese occidentale piu' corrotto del mondo - l'Italia - dove l'ambiente che non si vede, non si sente.... e' sempre trascurato e bistrattato, e dove chi governa e' piu' interessato al bunga bunga, alle ville in giro per il mondo, alle leggi ad personam, agli affari per i suoi amici.

E non e' solo Berlusconi, e' tutta la classe politica.......

Ma prima o poi la natura presenta il conto. Sono le leggi semplici e lineari della fisica e della causa e dell'effetto - veleni mi dai, veleni ti riprendi.

Non sono solo i pesci ad ammalarsi di cancro, sei tu che ti ammali perche' in mezzo a quei veleni ci vivi e non fai niente.

Il disastro della Haven e' accaduto 19 anni fa. Si e' succeduta una serie di politici, di amministratori, di commissioni, possibile che nessuno prima della Gabanelli abbia mai potuto indagare, porsi domande, studiare, denunciare?

Alla fine e' la storia degli italiani, un popolo cosi eccellente nei suoi individui talora, ma allo stesso tempo cosi poco curante del bene comune, delle generazioni future, del darsi da fare disinterssato, del prossimo, della giustizia vera.....
e.......occorre ricordarsi di Arenzano e dei 20 anni di veleni.
Guarda i due video

Report, inchiesta "Il mare nero": il petrolio è per sempre...




Tratto da "La Repubblica"

Il petrolio della Haven nei nostri piatti

di CATERINA PASOLINI

ROMA -.... Davanti alle coste tra Genova e Savona più di 50mila tonnellate di greggio giacciono sui fondali. Dimenticate da chi avrebbe dovuto bonificare la zona, inquinano l'acqua, intossicano e ricoprono di una melma grigiastra i pesci che si ammalano di cancro.Solidificato dal tempo fino ad apparire come massi lunari, il petrolio affolla le reti dei pescatori liguri nonostante vadano a gettarle lontano dalla zona off limits. Eppure, secondo le autorità, qui non dovrebbe esserci traccia del più grande disastro ecologico del Mediterraneo. Quello della superpetroliera Haven, inabissatasi davanti ad Arenzano con 144mila tonnellate di greggio dopo un esplosione che provocò la morte di cinque marinari l'11 aprile del 1991.

Da allora sono passati quasi vent'anni ma gli effetti di incuria o disattenzione, burocrazia o superficialità che denuncia Report in un documentario di Sigfrido Ranucci sono evidenti tra quei pesci morenti incatramati dai fondali. ... Un disastro che continua nell'indifferenza, nonostante ricercatori, pagati dallo Stato, abbiamo messo in allerta governo e ministeri della gravità della situazione.

Il petrolio sul fondo del mare sembra non interessare, dalla riva non si vede, sulla superficie dell'acqua neanche.

Tanto che i 60 miliardi che vanno a risarcire i Comuni vengono impiegati per rifare la passeggiata a mare di Arenzano, mettere a posto le fogne o la zona dell'ex ferrovia....

"Il problema è che i residui degli idrocarburi sono capaci di indurre cancro. Abbiamo trovato pesci che vivono a stretto contatto col fondo e notato come una specie in particolare, mostrasse sintomi, segni di tumore al fegato". Reazioni? "Si è deciso di fare finta di nulla, come se il problema non esistesse", racconta Ezio Amato, allora responsabile scientifico del governo per la bonifica Haven.

Da allora nulla è cambiato, i pescatori nelle loro reti trovano pezzi di catrame come massi, pesce ricoperto di greggio che devono ripulire con l'olio se vogliono venderlo ma dalla Protezione civile e dal presidenza del Consiglio, dicono a Report, considerano chiusa la vicenda. ..

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