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26 marzo 2013

Italia:Strategia Energetica Nazionale fuori legge....

 Tratto da Qualenergia

La Strategia Energetica Nazionale fuori legge

Non esiste una norma primaria che espressamente si occupi della SEN, che è un 'atto di indirizzo strategico'. Questo vizio di origine era stato segnalato al Governo anche dall'Autorità per l'Energia. Come si arrivati ad ignorare questo passaggio fondamentale? Un’analisi di Antonio Sileo dello IEFE – Università Bocconi.




Quasi sicuramente il governo Monti sarà ricordato per altro, ma alla fine è arrivata anche la versione finale della Strategia Energetica Nazionale (SEN); che ha suscitato più che altro l’interesse degli addetti ai lavori, almeno fino a oggi. 
La non troppa considerazione rivolta alla SEN probabilmente è spiegabile anche con la sua tardiva approvazione, arrivata quasi venti giorni dopo la celebrazione delle elezioni e a quasi quattro mesi dal termine della XVI Legislatura, che si è conclusa il 22 dicembre 2012.
Tale circostanza, oltre a generare una discreta incertezza sugli effetti concreti dell’iniziativa, ha provocato le prime proteste sulla legittimità di un atto promulgato da un Governo tenuto a sbrigare solo l’ordinaria amministrazione, quando la SEN vorrebbe tratteggiare le scelte energetiche dei prossimi decenni.
Il decreto interministeriale che l’approva definisce, infatti, la SEN un «atto di indirizzo strategico», che stando anche alle dichiarazione formulante pure in Parlamento dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, cofirmatario insieme a Corrado Clini del decreto, sarebbe per l’appunto un «atto di programmazione e indirizzo».
La questione, in verità, non è di poco conto; e, a modesto avviso di chi scrive, è ben più dirimente della tempistica o del mancato rispetto dell’iter procedurale che il ministro Passera s’era (autonomamente) dato. Proprio gli addetti ai lavori non possono, infatti, dimenticare che l’approvazione della SEN sarebbe stata preceduta da una Conferenza nazionale sull’energia.... 

08 gennaio 2013

Solo per Enel il 'regalo' alle centrali a olio combustibile

Tutto per Enel il 'regalo' alle centrali a olio combustibile

Circa 250 milioni di euro dalle bollette degli italiani per rendere solo disponibili dal 1° gennaio al 31 marzo 2013, e con un preavviso di 48 ore, la produzione di vecchie e inquinanti centrali a olio combustibile. Obiettivo è fronteggiare un'eventuale emergenza gas. Dall'elenco dell'Autorità risulta che il 'monopolista' di questi impianti è Enel.




Il 'regalo' alle centrali a olio combustibile, denaro spalmato sulle nostre bollette, sarà incassato interamente da Enel, che in pratica a oggi detiene il monopolio di queste centrali obsolete e inquinanti. Un'evoluzione ampiamente prevedibile, ma solo in questi giorni è arrivata la conferma, con  una delibera in cui l'Autorità per l'Energia dà parere positivo, pur con qualche osservazione, alla lista delle centrali a olio combustibile che saranno remunerate per la disponibilità a entrare in funzione contro possibili nuove emergenze gas (vedi allegato, pdf).
Stiamo parlando del provvedimento introdotto lo scorso luglio alla Camera, nel convertire in legge il decreto sviluppo, con un emendamento firmato dall‘ex sottosegretario Pdl Stefano Saglia e dal collega di partito Maurizio Bernardo (Qualenergia.it, Il Decreto Sviluppo e quegli incentivi alle centrali a olio). Una misura nata per prevenire eventuali emergenze gas come quella verificatasi nell'inverno 2011, evento eccezionale e circoscritto, che va però a inquadrarsi in un contesto in cui i consumi di gas, causa crisi, diminuiscono e la disponibilità cresce. Alla fine il provvedimento si traduce in un grande favore a chi possiede queste centrali a olio combustibile.

Per prevenire le "situazioni di emergenza gas",  infatti, si prevedono incentivi per le centrali a olio combustibile (cioè a petrolio) e per rimettere in funzione questi impianti vecchi, inquinanti e spesso posizionati in zone ad alto densità abitativa, sono previste "deroghe alla normativa sulle emissioni in atmosfera o alla qualità dei combustibili" e le centrali "sono esentate dall'attuazione degli autocontrolli previsti nei piani di monitoraggio, con deroga alle prescrizioni nelle autorizzazioni integrate ambientali", addirittura superando "gli obblighi relativi alla presentazione di piani di dismissione”.

“Un vero e proprio regalo alle lobby del petrolio con i soldi dei cittadini”, secondo Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente. Tanto più grave perché questi soldi, presi dalle bollette dei consumatori, Enel li otterrà sia che le centrali a petrolio debbano essere messe in funzione per diminuire i consumi di gas, sia nel caso in cui restino spente allorché non si verificasse alcuna emergenza gas.
A fine novembre un decreto del ministero dello Sviluppo Economico aveva stabilito i dettagli: le centrali “alimentate a combustibili diversi dal gas naturale” devono garantire 4.470 MW, una potenza “necessaria a ottenere un'equivalente riduzione dei consumi di gas nella generazione elettrica pari ad almeno 18 milioni di metri cubi/giorno”. I proprietari delle centrali a olio combustibile si devono limitare a fornire con un “impegno non rinunciabile”, dal 1° gennaio al 31 marzo 2013, la produzione con un preavviso di 48 ore. La remunerazione per questa concessione sarà attorno ai 250 milioni di euro.
Lo scorso 17 dicembre Terna ha trasmesso al Ministero dello Sviluppo Economico e all'Autorità la lista delle centrali a olio combustibile ammissibili al regime speciale, ora rimodulata dalla delibera AEEG. Come evidenziato dalla delibera dell'Autorità, tutti gli impianti interessati sono riconducibili all'Enel, che quindi risulta "monopolista del servizio di contenimento dei consumi gas nel settore termoelettrico", dice il documento. L'azienda, controllata dal Ministero dell'Economia per il 31,2%, trarrà sicuramente giovamento da questi milioni corrisposti 'solo' per la disponibilità a tenere in funzione centrali altrimenti inutilizzate.
08 gennaio 2013

31 maggio 2012

1)ENERGIA SOLARE. La Germania segna il record mondiale:Sabato scorso un tedesco su due ha utilizzato energia pulita.2)Di Pietro, investire come in Germania su fonti alternative

 Tratto da Il Cambiamento

ENERGIA SOLARE: la Germania segna il record mondiale

solare germania
Sabato scorso un tedesco su due ha utilizzato energia pulita
Lo scorso fine settimana in Germania l'energia dal sole ha segnato un record mondiale: tra venerdi e sabato scorso gli impianti solari tedeschi hanno prodotto 22 gigawatt di energia elettrica, pari a 20 centrali nucleari a pieno regime.
La potenza solare immessa nella rete nazionale è riuscita a soddisfare un terzo del fabbisogno energetico del Paese durante una normale giornata lavorativa, il venerdì. La percentuale è poi salita al 50% il sabato, quando le fabbriche e gli uffici sono rimasti chiusi. In altre parole, sabato scorso un tedesco su due ha utilizzato energia pulita.
A riferire questi dati è stato il direttore del Forum economico internazionale per le energie rinnovabili (IWR) Norbert Allnoch il quale ha spiegato che sino ad ora nessun Paese al mondo ha prodotto tanta energia elettrica fotovoltaica. Allnoch ha aggiunto che un paio di volte nelle ultime settimane la Germania è stata vicina al traguardo dei 20 gigawatt ma questa è la prima volta che viene raggiunto un obiettivo del genere.
Secondo Allnoch il record raggiunto lo scorso fine settimana dimostra che la Germania è in grado di soddisfare una quota rilevante del suo fabbisogno di elettricità con l’energia solare e che il Paese può fare a meno delle centrali elettriche a carbone, a gas e degli impianti nucleari.
L’impegno della Germania nella produzione di energia da fonti rinnovabili è diventato sempre più forte da quando, in seguito al disastro di Fukushima, la nazione ha deciso di disattivare gradualmente le centrali nucleari presenti sul territorio. Il Paese al momento produce il 20% dell’elettricità sfruttando fonti energetiche alternative alle fossili. Se la Germania continuerà su questa strada, è prevista una riduzione dei gas serra di circa il 40% entro il 2020.
Nei giorni scorsi il cancelliere Angela Merkel ha sottolineato l'importanza che la diffusione delle energie rinnovabili, il loro trasferimento attraverso le reti e la sicurezza dell’approvvigionamento vengano supportate da finanziamenti.
Per raggiungere tale obiettivo è necessario un investimento di 30 miliardi di euro nei prossimi dieci anni che serviranno ad estendere e modernizzare la rete elettrica per trasferire le energie rinnovabili in sostituzione a nucleare e carbone.
Pur non sapendo ancora se il record tedesco dello scorso fine settimana si ripeterà, il dato ha certamente un forte valore simbolico in quanto dimostra come sia possibile che anche una delle principali nazioni industriali del mondo, abitata da più di 80 milioni di persone, possa essere alimentato dalle rinnovabili.
Quali risultati potrebbe allora raggiungere l'Italia, ben più soleggiata della Germania, con un deciso impegno nella promozione delle fonti energetiche pulite?

A.P.   
31 Maggio 2012


Leggi su QualEnergia

Effetto rinnovabili. E la bioraria va in pensione

Il confronto rinnovabili/fossili sta facendo abbassare i prezzi sulla Borsa elettrica di giorno e salire di sera al punto da rendere obsoleta la tariffa bioraria. L'Autorità propone di cambiare sistema tariffario. Nel suo documento spiega come le fonti pulite stiano cambiando il mercato elettrico e cosa potrà succedere in futuro.Leggi


    Tratto da Asca.it

 Rinnovabili: Di Pietro, investire come in Germania su fonti alternative

30 Maggio 2012 - 15:12


(ASCA) - Roma, 30 mag - ''Sulle energie rinnovabili l'Italia segua la strada tracciata dalla Germania. L'Idv, che ha promosso il referendum per fermare il nucleare, da sempre sostiene la necessita' di investire in fonti alternative, che creano non solo energia pulita e sicura, ma anche nuovi posti di lavoro'', scrive Antonio Di Pietro nella sua pagina facebook.

''Siamo al centro del Mediterraneo e potremmo vivere delle risorse offerte dalla natura. L'energia solare e' un'opportunita' per l'ambiente e per l'economia: gli impianti tedeschi hanno prodotto 22 gigawatt di energia elettrica, pari a 20 centrali nucleari a pieno regime. Fino ad oggi in tanti hanno favorito gli interessi delle lobby e non quelli dei cittadini. L'Idv continua a chiedere un cambio di rotta'', conclude il presidente dell'Italia dei Valori.

Considerazioni di Uniti per la Salute 

Apprezziamo le affermazioni dell' Onorevole  Antonio di Pietro ,è da tempo che anche la nostra associazione "Uniti per la Salute" sostiene 
  • la necessita' di investire nelle  fonti alternative che creano non solo energia pulita e sicura, ma anche nuovi posti di lavoro'' 
  • che "Fino ad oggi in tanti hanno favorito gli interessi delle lobby e non quelli dei cittadini" 
  •  e continuiamo inascoltati a chiedere ai partiti politici ed anche all' IDV UN CONCRETO  CAMBIO DI ROTTA .

MA NON SONO  FORSE LA STESSA  IDV ..... CHE  INSIEME AL PD IN  REGIONE LIGURIA ,INCURANTI DELLE ISTANZE DEI CITTADINI E DEI LORO TIMORI ,  HANNO PROMOSSO UN  ULTERIORE POTENZIAMENTO A CARBONE DELLA CENTRALE TIRRENO POWER CHE CI CONDANEREBBE AD ALTRI  50 ANNI DI CARBONE ! ......NONOSTANTE  LA REALE NECESSITA' ,PER UN FUTURO SOSTENIBILE,DI INVESTIRE NELLE  ENERGIE RINNOVABILI....
Infatti L'Idv fa parte della stessa giunta Burlando che ha votato, con uno stucchevole voltafaccia rispetto alle posizioni sostenute in campagna elettorale, a favore dell'ampliamento a carbone della centrale Tirreno Power. 

  MA  L' IDV  E  IL PD  LIGURI....... SONO CONTRARI AL POTENZIAMENTO A CARBONE  SOLO A PAROLE E NELLE PROMESSE  ELETTORALI....
 MA PER NOI  E PER IL NOSTRO  TERRITORIO  LIGURE  CONTINUANO A PROMUOVERE  SEMPRE ......TANTO CARBONE .

28 aprile 2012

Transizione alle rinnovabili, che succede in Germania?E cosa succede in Italia?

 Tratto da Qual'Energia

Transizione alle rinnovabili, che succede in Germania?

In Germania, ancor più che in Italia, le rinnovabili stanno diventando protagoniste del sistema energetico. In Baviera pesano per il 40% della produzione elettrica, a livello nazionale nel 2011 hanno tagliato del 10% il prezzo del kWh e stanno colmando parte del vuoto lasciato dal nucleare. Andiamo a vedere cosa accade.

Siamo nel bel mezzo dell'era in cui le rinnovabili, da fonti un tempo marginali, stanno cominciando a diventare protagoniste. Una transizione non indolore, come mostra lo scontro tra le fonti pulite e il sistema energetico precostituito in atto nel nostro Paese. Come evolverà la situazione? La risposta non la si può certo avere guardando all'estero, dato che dipenderà in gran parte da scelte nazionali, ma è interessante osservare quel che sta succedendo in Germania, nazione che sembra essere un passo avanti rispetto a noi nel cammino verso il nuovo sistema energetico.


Conforta per esempio il recente comunicato in cui il ministro dell'Ambiente, Norbert Röttgen, tira le somme di come sta procedendo la trasformazione del sistema energetico tedesco. Nonostante la crescita economica e il buco energetico, lasciato dall'atomo dopo che il Paese nel post-Fukushima ha deciso di accelerare l'uscita dal nucleare, la Germania nel 2011 ha tagliato significativamente le proprie emissioni: si è sulla traiettoria per una riduzione di oltre il 40% al 2020 e il merito è in gran parte del crescente contributo delle rinnovabili, spiega Röttgen.
Nel primo trimestre 2011 la produzione da eolico è cresciuta del 35% rispetto all'anno precedente arrivando a 15.682 GWh e quella da fotovoltaico del 40% raggiungendo circa 3.900 GWh. Nel 2011 si sono installati oltre 7,5 GW di fotovoltaico e oltre 2 di eolico (senza contare l'off-shore). Tre anni fa il FV in Germania copriva l'1% del fabbisogno energetico. Ora siamo già al 4% e nei week end estivi il sole arriva a fornire oltre il 50% dell'elettricità. I numeri delle rinnovabili in Germania, insomma, iniziano a essere relativamente importanti: in Baviera - 12,5 milioni di abitanti per 4,3 GW di potenza da fotovoltaico installata - le rinnovabili forniscono già il 40% del fabbisogno elettrico.
..........
Veniamo infine ai costi che l'esplosione delle rinnovabili scarica sulle bollette dei tedeschi: al momento gli incentivi portano a un rincaro in bolletta di 3,6 centesimi di euro/kWh e si prevede ovviamente che questo peso aumenti. Il fardello però grava solo in misura ridotta sull'industria nazionale: le 250 aziende che consumano più elettricità in Germania sono praticamente esenti dagli oneri pro-rinnovabili in bolletta.

In compenso l'effetto di contenimento del prezzo dell'energia a opera delle rinnovabili in Germania sta raggiungendo proporzioni importanti: nel 2011 ha ridotto il prezzo del kWh in Borsa del 10% e ora succede addirittura che in certi giorni l'elettricità, grazie al contributo del fotovoltaico, che produce a costi marginali nulli, costi meno alle 2 del pomeriggio che di notte (la stessa tendenza si sta verificando in Italia, si veda Qualenergia.it, Un cartello delle fossili per difendersi dal fotovoltaico? e Quei 400 milioni che il fotovoltaico fa risparmiare in bolletta).
C'è poi un altro effetto economico che le rinnovabili stanno producendo in Germania: creano occupazione e democratizzano l'energia. Oggi nel Paese gli occupati nel settore dell'energia pulita hanno superato quelli del carbone e del nucleare messi assieme e, mentre nelle energie convenzionali le quattro utility più grandi pesano per tre quarti della potenza, nelle rinnovabili la loro quota di mercato si ferma al 7%: il restante 93% è gestito da aziende più piccole, privati cittadini, agricoltori e comunità locali.

Cosa succede in Italia  ?
 Tratto da Il sole 24 Ore

Bolletta della luce più cara: da maggio aumento del 4,3%


Aumenta il costo dell'elettricità a partire da maggio, con un rincaro della bolletta del 4,3%. Lo comunica l'Autorità per l'energia, affermando che per la famiglia tipo ci sarà una maggiore spesa di altri 21,44 euro su base annua. L'Authority ha approvato infatti l'adeguamento della componente tariffaria a copertura dei costi per gli incentivi diretti alle fonti rinnovabili e assimilate (la componente A3 degli oneri generali di sistema)per tutte le categorie di utenti.(leggi Bollette, quei 2,4 milioni al giorno sprecati per le fossili (19 aprile 2012)
L'adeguamento è in linea con le stime indicate dall'Autorità il 30 marzo, quando ha approvato l'aggiornamento del secondo trimestre 2012 .......
Dal primo maggio, quindi, il prezzo di riferimento dell'energia elettrica sarà di 19,09 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse. La spesa media annua della famiglia-tipo residente, con consumi di 2.700 Kilowattora e potenza impegnata di 3 Kilowatt, sarà pari a 515 euro.

Leggi l'articolo integrale su Il sole 24 Ore
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