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Visualizzazione post con etichetta Commissione Ambiente della Camera. Mostra tutti i post
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11 novembre 2020

CENTRALI A TURBOGAS , UN PASSATO CHE NON VUOLE PASSARE

Tratto da Qualenergia 

Nuovo turbogas a Brindisi, un passato che non vuole passare
Rossella Muroni

Il progetto di Enel per la centrale Federico II ci ancorerebbe per altre decine di anni all’obsoleto modello fossile. Un intervento di Rossella Muroni, ecologista e vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera.


Lo ricorderemo per la pandemia, ma anche per il Green Deal e le rinnovabili. Nei primi sei mesi del 2020 infatti, grazie anche alle chiusure imposte dai lockdown, il 40% dell’elettricità dell’Ue è stata generata dalle rinnovabili.

I dati sono contenuti in un rapporto del think thank sul clima Ember e fanno segnare una prima assoluta nella storia visto che il contributo dell’energia pulita ha superato per la prima volta quello delle fossili, ferme al 34%.

Limitandoci alla sola Italia, nel mese di maggio il contributo delle Fer ha addirittura superato il 50% della domanda elettrica. L’Europa ha inoltre affermato con nettezza l’obiettivo della neutralità climatica al 2050, accompagnato da una forte priorità della transizione energetica. Un orizzonte oggi più vicino di ieri, grazie alle tecnologie, alle competenze, alla ricerca, all’innovazione e al calo sensibile dei costi dell’energia rinnovabile.

In questo quadro l’Enel ha chiesto e ottenuto di poter anticipare al prossimo anno la chiusura del gruppo 2 della centrale a carbone Federico II di Brindisi, fermo restando il phase out dal carbone entro il 2025. Potrebbe sembrare una buona notizia. Finalmente a Brindisi, città che ha pagato un alto prezzo al modello di sviluppo fossile, si potrà costruire un futuro all’insegna dell’energia pulita e di una nuova economia attenta alla salute e all’ambiente.

Ma le cose non stanno affatto così. L’Enel non intende fermare i gruppi produttivi a carbone per sostituirli con generazione rinnovabile, bensì con una produzione a turbogas. Una scelta miope, motivata con argomentazioni poco convincenti.

La prima è la necessità di garantire energia programmabile per la stabilità della rete. Peccato che con le tecnologie oggi disponibili combinando generazione rinnovabile ed efficienti sistemi di accumulo, come quelli elettrochimici e a sali fusi, si raggiungono gli stessi obiettivi. Senza inquinare.

La stessa Terna chiede un cambiamento del modello energetico verso una produzione di più piccola scala, ma rinnovabile e diffusa, dove quindi la produzione sia più vicina al luogo di consumo.

Una centrale termoelettrica alimentata a gas ancorerebbe la città per altre decine di anni al modello fossile e continuerebbe a produrre emissioni climalteranti, per alcuni gas l’impatto sarebbe persino maggiore rispetto a quello attuale.


Come se non bastasse Brindisi già produce una quantità di energia sensibilmente maggiore rispetto a quella che consuma e non si capisce per quale logica si debba mantenere questo squilibrio.

Considerato poi che il Paese è già dotato di un numero sufficiente di impianti a gas che potrebbero sopperire alla chiusura di quelli a carbone, viene il legittimo sospetto che si continuino a proporre nuove centrali a gas pensando più al nuovo sussidio del capacity market, che alle esigenze reali.

In più ora in molti cercheranno di conquistare parte delle ingenti risorse del Recovery Fund.

La stessa Commissione Europea ha criticato il nostro Piano nazionale integrato energia e clima proprio per la centralità del gas nel futuro mix energetico, una presenza prepotente che contraddice l’obiettivo di decarbonizzare la nostra economia.

Per essere realistici il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo sul clima di Parigi richiederebbe una riduzione dell’intensità carbonica del 7,5% annuo, mentre secondo il report PWC ‘Low Carbon Economy Index 2019’ in Italia siamo appena alla metà (dato riferito al 2018).

Non regge neanche la motivazione occupazionale: la prospettiva per la centrale e gas sarebbe di impiegare al massimo 70 persone, ma si potrebbe aspirare a ben altri numeri se invece, come chiedono associazioni ambientaliste e sindacati, si facesse di Brindisi un polo per l’energia pulitae la ricerca sulle rinnovabili innovative.

Considerazioni che si ritrovano nelle osservazioni inviate al ministero dell’Ambiente dalle associazioni cittadine Centro Turistico Giovanile, Forum Ambiente Salute e Sviluppo, I.S.D.E. – Medici per l’Ambiente, Italia Nostra, Legambiente, No al Carbone, Salute Pubblica e WWF e di cui la commissione Via chiamata a esprimersi sul progetto non potrà non tener conto.

04 marzo 2015

Per gli ecoreati, il Senato approva il ddl, ora torna alla Camera

Tratto da Ansa

Per gli ecoreati, il Senato approva  il ddl, ora torna alla Camera

Introdotti reati come inquinamento e disastro ambientale.

Ecoreati, Senato approva ddl, ora torna alla CameraEcoreati, Senato approva ddl, ora torna alla Camera
Il Senato approva con 165 voti favorevoli, 49 contrari e 18 astenuti il ddl sugli ecoreati. Il provvedimento dopo le modifiche apportate da palazzo Madama torna all'esame della Camera in terza lettura.
Il ddl introduce i nuovi reati di inquinamento ambientale, di disastro ambientale, i delitti colposi contro l'ambiente, il traffico e l'abbandono di materiale radioattivo, il reato di impedimento al controllo. 

Stop anche alle trivellazioni non conformi alla direttiva comunitaria. ....Il governo si impegna poi a non rilasciare nuove autorizzazioni relative alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione, stoccaggio di idrocarburi a mare e a non dare seguito ai procedimenti in corso di istruttoria.....

Wwf, più vicina effettiva tutela ambientale
"Dopo il voto di oggi al Senato, l'Italia è sulla buona strada per dotarsi finalmente di una normativa penale adeguata per l'effettiva tutela dell'ambiente".E' quanto afferma il Wwf auspicando "una rapida e definitiva approvazione della proposta di legge sui reati ambientali". L'introduzione nel codice penale dei nuovi delitti di 'disastro ambientale', 'inquinamento ambientale', 'delitti colposi contro l'ambiente', 'traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività', ricomprese nella proposta di legge approvata oggi, secondo il Wwf, mette a disposizione della magistratura e delle forze dell'ordine strumenti efficaci per tutelare il bene giuridico ambiente e rendere veramente efficace il contrasto degli illeciti ambientali. 
Continua a leggere sull'articolo integrale di Ansa

12 settembre 2013

LA COSCIENZA DEVE RIMORDERE :All'Italia il maggior numero di infrazioni europee in materia ambientale.

E' il ministro per gli Affari Europei, Enzo Moavero, a rilevarlo, nel corso dell'audizione in Commissione Ambiente della Camera

All'Italia il maggior numero di infrazioni europee in materia ambientale

A breve una legge europea-bis per far fronte a tutte le pendenze 

 Roma, 11 set. (Adnkronos) - L'Italia "ha il maggior numero di infrazioni Ue" sul "tema dell'ambiente", la "coscienza deve rimordere". E' il ministro per gli Affari Europei, Enzo Moavero, a rilevarlo, nel corso dell'audizione in Commissione Ambiente della Camera.

"C'è un'antologia pesante" ha detto Moavero ricordando che le procedure di infrazione Ue toccano dal "danno ambientale, alla valutazione dell'impatto ambientale, alla mancata prevenzione, alla governance dei rifiuti". Ma non solo.

 Moavero ha ricordato anche le infrazioni relative alle sostanze pericolose, alla gestione delle acque, alle emissioni dannose, alle mancate politiche di prevenzione per le alluvioni e alla caccia.
 
 Al 23 luglio scorso, l'Italia conta complessivamente 106 procedure d'infrazione -di cui 86 per violazioni di direttive e 20 per mancato recepimento di norme europee- e sul totale "ben 29 procedure sono su temi ambientali e sono il numero maggiore" ha detto ancora Moavero. 
 C'è "un forte impegno del Governo, il ministro Orlando ed io siamo fortemente motivati" a superare le procedure di infrazione dell'Ue sui temi ambientali. Ha affermato il ministro per gli Affari Europei. 
"Presenteremo a breve una sorta di legge europea-bis per far fronte a tutte le pendenze e metterci in regola con le direttive europee" ha aggiunto Moavero. 
Leggi l'articolo integrale

Notizie RadiocorLeggi anche su Borsa Italiana  

Ambiente: Realacci, attuare direttive costa meno di infrazioni Ue .
"Bisogna agire per tempo - continua Realacci - per evitare di incorrere in altre infrazioni alle norme europee, tanto piu' che i costi di tali procedure sono spesso piu' alti di quelli delle politiche da mettere in campo in positivo per evitare la messa in mora". Leggi qui

23 maggio 2013

SpeziaPolis: ANCORA CARBONE SENZA SE E SENZA MA........

Riceviamo da   SpeziaPolis

Questo è davvero l'ultimo round e non pare che Ministero e Comune vogliano troppo andare per il sottile: ANCORA CARBONE SENZA SE E SENZA MA.



Pubblichiamo il  comunicato del Comitato SpeziaViaDalCarbone che ben descrive cos'è accaduto ieri.
Riportiamo solo poche righe:
 Rimarchiamo 
l’omissione da parte del Ministero dell’Ambiente della convocazione per il Comitato a partecipare alla Conferenza dei Servizi, cui ha diritto......

il silenzio dell’amministrazione locale, ovvero di Regione Liguria, Provincia della Spezia, ed in particolar modo del Sindaco della Spezia Massimo Federici che, ricevuta la comunicazione, non l’ha resa nota alla cittadinanza ....


la distanza del nuovo Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, Spezzino, che un mese fa, ancora Deputato, aveva aperto un dialogo con il Comitato e oggi nel suo discorso programmatico alla Commissione Ambiente della Camera esalta l’importanza della partecipazione, ma che nella realtà dei fatti ha già tradito le aspettative in lui riposte dai concittadini, se non altro in termini di fiducia e trasparenza