Riportiamo due immagini tratte da Il Letimbro di Giugno,mensile cattolico di informazione della Diocesi di Savona - Noli.
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04 giugno 2014
30 ottobre 2012
LETTERA DI RINGRAZIAMENTO AL LETIMBRO, il giornale della Diocesi Savonese,
Comunico a tutti voi
di avere inviato la lettera aperta, che allego, a don Angelo Magnano,
direttore del Letimbro, e al Vescovo di Savona Noli mons Vittorio Lupi,
come risposta e ringraziamento per l'importante editoriale pubblicato
sul numero di ottobre del mensile Letimbro.
Essendo una lettera aperta, la potete divulgare liberamente, se lo
ritenete opportuno, e siete invitati a dichiarare la vostra adesione, se
ne condividete il contenuto.
Renata Vela
__________________________
A don Angelo Magnano –
direttore Letimbro
A mons. Vittorio Lupi – vescovo diocesi Savona – Noli
A mons. Vittorio Lupi – vescovo diocesi Savona – Noli
Desideriamo esprimere la
nostra gratitudine per l’editoriale di ottobre 2012 sul mensile cattolico di
informazione" Il Letimbro".
In questo periodo buio
che segue il rilascio dell’AIA transitoria ai vecchi gruppi a carbone della
centrale di Tirreno Power, udire una voce autorevole che si schiera dalla parte
della sofferenza, della salute, della vita delle persone, che chiede ad
esponenti del potere economico e politico di riflettere sinceramente sulle
proprie scelte, pone domande a tutti noi per farci crescere nella
responsabilità, è stato come un balsamo, ci ha fatto sentire meno soli e capiti
nella nostra esigenza di chiarezza, di onestà, di democrazia.Proviamo a rispondere
alle domande a noi rivolte come parte attiva della chiesa locale.
In questo periodo buio
che segue il rilascio dell’AIA transitoria ai vecchi gruppi a carbone della
centrale di Tirreno Power, udire una voce autorevole che si schiera dalla parte
della sofferenza, della salute, della vita delle persone, che chiede ad
esponenti del potere economico e politico di riflettere sinceramente sulle
proprie scelte, pone domande a tutti noi per farci crescere nella
responsabilità, è stato come un balsamo, ci ha fatto sentire meno soli e capiti
nella nostra esigenza di chiarezza, di onestà, di democrazia.Proviamo a rispondere
alle domande a noi rivolte come parte attiva della chiesa locale.
1)
si, abbiamo
trovato nel Letimbro un corretto interprete delle nostre preoccupazioni
relative al degrado sanitario e ambientale.
2)
si, pensiamo
che come diocesi, si poteva e si potrebbe fare molto di più: speriamo che
questo sia un segnale che preannunci ulteriori posizioni coraggiose da parte di
tutti
3)
si, la chiesa
ha il diritto-dovere di fare sentire la sua voce profetica su questi argomenti
che riguardano il comandamento dell’amore (che comprende il rispetto delle
persone) e di aiutare tutti a non cadere nel peccato di comprare o vendere salute e dignità
4)
non esistono
questioni spirituali e altre materiali: esiste un aspetto spirituale in tutte
le questioni che ogni giorno ci coinvolgono: sta a noi e quindi alla chiesa valorizzare
ciò che lo merita, facendo attenzione a non farci comprare da nessuno,
ridimensionando gli aspetti effimeri e illusori ed evitando la confusione tra
il successo economico e la crescita personale.
Ancora una precisazione
per chi non vuole schierarsi contro l'uso del carbone per non “fare politica”: pensiamo
che politica si faccia anche tacendo e diventando così complici di
organismi potenti e prepotenti, che decidono solo allo scopo di massimizzare i
propri guadagni, ignorando il diritto alla vita di decine di migliaia di
persone.
Politica è scegliere per
la polis, la comunità.
Bisogna scegliere da che
parte stare.
Grazie, anche a nome di
molti altri cristiani e di persone che non ritengono di appartenere ad alcuna
chiesa.
Renata Vela, Alba Chiesa,
Aurora Rossi, Cristina Vecchiato, Emilio Bolla, Francesco Queirolo, Luca
Penzio, Luciano Assereto, Marino Mastroviti, Perry Huesmann, Rosalba Cassalino,
Sergio Spina, Tiziana BonoraIl Letimbro scomunica il carbone. Domande dirette rivolte a amministratori e sindacati
“Perché avete sposato di fatto le ragioni dell’azienda? Dove è nei vostri interventi la preoccupazione per l’ambiente e la salute dei cittadini? Perchè far funzionare ancora per anni i gruppi senza gli adeguamenti alle migliori tecnologie?”
Nuovo affondo de “Il Letimbro”, giornale della Diocesi savonese, sul tema del carbone, attraverso l' editoriale di ottobre del suo Direttore Don Angelo Magnano . Il giornale, benchè abbia una certa sua autonomia editoriale rispetto alla Curia, è comunque un riferimento importantissimo delle critiche e dei fermenti del mondo cattolico savonese sul preoccupante tema dell’ampliamento della centrale di Vado.“Noi sinceramente pensiamo che la difesa di valori cristiani, quali la vita e la dignità dell’uomo, passi anche dalle preoccupazioni per la salute…” scrive Don Magnano, chiedendo ai cattolici se secondo loro “la Chiesa abbia il diritto dovere di fare sentire la sua voce su questi argomenti? O ritenete che la Chiesa debba occuparsi di altre questioni, più spirituali?…”
L’EDITORIALE DE IL LETIMBRO FIRMATO DA DON ANGELO MAGNANO
Leggi su l'articolo integrale su Savona News
Leggi anche su " La Stampa "
La Diocesi contro il carbone e la Tirreno Power
03 settembre 2010
La diocesi di Savona: "Tirreno Power, la prudenza non è mai troppa"

Tratto da Savona NewsNel numero di settembre del mensile diocesano “Il Letimbro”, in edicola da oggi, un’editoriale firmato dalla redazione esprime la posizione del giornale sulla vicenda della Tirreno Power, dopo il dibattito di questi giorni sollevato dalle domande della libreria Ubik.(omissis)
Di seguito il testo dell’editoriale
Tutela della vita umana, dell’ambiente e del lavoro. Correttezza e amore per la verità. Crediamo fermamente che un giornale cattolico come il nostro non debba mai dimenticare questi principi. Questo è il primo essenziale presupposto per affrontare il delicato tema legato alla centrale Tirreno Power di Vado Ligure. Ulteriore premessa è che il nostro mensile mai si è lasciato trasportare da posizioni preconcette o strumentali, in nessun caso e neppure in questo. Abbiamo sempre dato voce alle opinioni di tutti: cittadini, comitati, politici, sindacati, industriali, medici e la stessa azienda di cui, tempo fa, abbiamo anche ospitato un’inserzione pubblicitaria.
Ma dopo mesi di dibattiti e tante parole, riteniamo giusto far sentire anche la nostra voce.
Il tema è di estrema attualità per noi, in primis perché proprio il primo settembre la chiesa italiana ha celebrato la “quinta giornata per la salvaguardia del creato”, quindi perché nei giorni scorsi la questione del potenziamento della centrale termoelettrica è tornata prepotentemente alla ribalta.
una clamorosa iniziativa di contrasto al progetto infatti, la libreria Ubik ha raccolto numerose firme di personalità nazionali e del territorio in calce a una articolata lettera con dieci domande indirizzata all’ingegner De Benedetti (azionista della centrale). L’impatto mediatico è stato notevole: ripresa da molti quotidiani nazionali, la notizia ha suscitato enorme sensazione.
Le risposte non sono arrivate.
Le risposte non sono arrivate.
La direzione della centrale è intervenuta dichiarando, ancora una volta, che pur con il potenziamento a carbone è in grado di ridurre le emissioni. Un’affermazione duramente contestata dagli oppositori, tra cui il referente scientifico dell’Ordine dei medici. Non pretendiamo, non avendo conoscenze mediche e tecniche specifiche, di dare giudizi inappellabili a riguardo neppure di entrare nel dettaglio delle argomentazioni.
Tuttavia constatiamo che alle domande, pur con tono polemico, non è seguita alcuna spiegazione dettagliata, ma il solito refrain, che sa molto di slogan.
Inoltre prendiamo atto che, a fronte di un progetto di ulteriore considerevole utilizzo del carbone, le amministrazioni locali, in primis molti Comuni del territorio e la Regione Liguria, si sono già fermamente pronunciati con delibere formali contro il potenziamento. Pare evidente che il parere delle amministrazioni locali in una società civile e democratica debba avere peso determinante.Vero che il Ministero dell’ambiente ha espresso un parere positivo, ma il ministero è a Roma mentre il problema è qui, sul nostro territorio.
E proprio contro quella pronuncia ministeriale hanno prodotto formale ricorso la Regione Liguria, i Comuni di Vado e Quiliano, un’associazione di cittadini e, ad adiuvandum, il Comune di Savona.
Questa è la considerazione civile e sociale a cui, come anticipato, aggiungiamo anche quella più legata ai nostri valori introducendo il concetto di “prudenza”, necessaria davanti a una scelta così impattante su tanti cittadini e sul territorio.
Nella dottrina cattolica la prudenza è la prima delle virtù cardinali e consiste, con l’aiuto dello Spirito Santo, nella capacità di discernere il giusto dall’ingiusto, il bene dal male.Un concetto cristiano che trova singolare riproposizione in chiave di ordinamento civile. Nella stessa Costituzione Europea c’è un preciso richiamo al “principio di precauzione: la politica dell'Unione in materia ambientale mira a un elevato livello di tutela ed è fondata sui principi della precauzione e dell'azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente.
Non solo. Benedetto XVI , nell’enciclica “Caritas in veritate” ha posto in evidenza che lo sviluppo umano integrale è strettamente collegato ai doveri derivanti dal rapporto dell’uomo con l'ambiente naturale, il cui uso comporta una comune responsabilità verso l’umanità intera, in special modo verso i poveri e le generazioni future.
Non solo. Benedetto XVI , nell’enciclica “Caritas in veritate” ha posto in evidenza che lo sviluppo umano integrale è strettamente collegato ai doveri derivanti dal rapporto dell’uomo con l'ambiente naturale, il cui uso comporta una comune responsabilità verso l’umanità intera, in special modo verso i poveri e le generazioni future.
E nel messaggio del gennaio 2010 il Papa scrive: “Pur evitando di entrare nel merito di specifiche soluzioni tecniche, la Chiesa si premura di richiamare con forza l'attenzione sulla relazione tra il Creatore, l'essere umano e il creato…il degrado ambientale è spesso il risultato della mancanza di progetti politici lungimiranti o del perseguimento di miopi interessi economici, che si trasformano, purtroppo, in una seria minaccia per il creato”.
E ancora: “Auspico l'adozione di un modello di sviluppo fondato sulla centralità dell'essere umano, sulla promozione e condivisione del bene comune, sulla responsabilità, sulla consapevolezza del necessario cambiamento degli stili di vita e sulla prudenza, virtù che indica gli atti da compiere oggi, in previsione di ciò che può accadere domani”.
La prudenza dunque, come cristiani e come cittadini, impone di non sottovalutare, ma anzi di approfondire le problematiche evidenziate con i quesiti posti da tante personalità del mondo scientifico, politico, religioso e medico sulla pericolosità del carbone, sul possibile uso della centrale come inceneritore, sulla misurazione dell’inquinamento definita “insufficiente” e sulla effettiva quantità degli inquinanti previsti con il potenziamento.
Non dimentichiamo certamente le obiezioni di chi vede nel potenziamento un’occasione – pur da verificare – di posti di lavoro, ma proprio la prudenza ci impone di mettere davanti all’importante valore dell’occupazione quello assolutamente primario della tutela della vita umana.
Prudenza infatti non vuol dire passività o accettare compromessi, ma significa valutare con la massima attenzione i problemi e i rischi che riguardano il presente ed il futuro di tutto un territorio. prudenza, in ultima istanza, significa fare la scelta forse meno facile, ma anche meno pericolosa.
Venerdì 03 Settembre 2010
Pubblicato da
"Uniti Per La Salute " Associazione ONLUS- piazza della Chiesa 6, 17047 Valleggia
alle
05:32:00
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17 agosto 2004
IL LETIMBRO: "Se il carbone batte la prudenza"
Tratto da Il Letimbro:"Se il carbone batte la prudenza"
Tratto da "Il Letimbro" di agosto
Torniamo a parlare della questione legata alla centrale termoelettrica Tirreno Power, è la cronaca che ce lo impone. Come è noto, il 13 luglio scorso la conferenza dei servizi ha approvato il potenziamento del sito di Vado-Quiliano: la riunione di Roma, a cui hanno partecipato i Ministeri dell’Industria e dell’Ambiente, la Regione Liguria, la Provincia di Savona, i due Comuni e l’azienda, ha dato il via libera alla costruzione di un nuovo gruppo a carbone da 460 Mw e, una volta concluso il cantiere, la demolizione e ricostruzione di uno dei due gruppi da 330 Mw. Fra 9 anni dovrà infine essere demolito anche il secondo e ultimo gruppo originario da 330 Mw. Accettata quindi la proposta della giunta regionale guidata da Claudio Burlando, ma col voto contrario dei sindaci di Vado e Quiliano.
Fin qui la sintetica cronaca, ora, come detto, ci sentiamo di dire la nostra. E lo facciamo nel consueto stile che ci contraddistingue: libero, senza preconcetti, e tenendo sempre come bussola i principi cristiani. Stile che ci ha permesso di dare sempre un’informazione corretta e non schierata sul tema e di prendere quindi una posizione chiara a riguardo nell’editoriale del settembre scorso. Un’analisi che
concludevamo con un invito alla prudenza, che non vuol dire mancanza di coraggio, ma che è anzi una virtù che da tempi antichi ispira la filosofia e la cultura civile.
concludevamo con un invito alla prudenza, che non vuol dire mancanza di coraggio, ma che è anzi una virtù che da tempi antichi ispira la filosofia e la cultura civile.La prudenza poi è anche una delle quattro virtù cardinali che San Tommaso D’Aquino invoca ripetutamente, richiedendola soprattutto a coloro che hanno la responsabilità di provvedere al bene comune: "Spetta alla prudenza deliberare, giudicare e comandare rettamente i mezzi che servono per raggiungere il bene di tutta la collettività".
Tale "prudenza politica", deve rendere effettivamente ogni cittadino partecipe all’azione governativa della comunità. E questa partecipazione personale e quotidiana di tutti alla cosa pubblica è un principio basilare che precorre le più moderne idee di democrazia.
Oggi sul territorio savonese è invece presente una grave spaccatura che separa da un lato parte delle amministrazioni a livello nazionale e regionale e dall’altro molte amministrazioni locali, enti, associazioni e realtà politiche.
In questo quadro ha sorpreso infatti moltissimo la decisione della Regione Liguria. Ha sorpreso perché, aldilà di tutte le rassicurazioni piovute dopo la decisione, contraddice con forza le posizioni di alcuni partiti che sostengono la giunta Burlando i quali, in campagna elettorale, avevano ribadito il proprio "no" all’ampliamento a carbone, potenziamento che – al netto di tutte le altre considerazioni e prescrizioni – è invece stato concesso (460 più 330 megawatt sono maggiori degli attuali due gruppi da 330).
Ha sorpreso perché, solo pochi giorni prima, a proposito della vicenda TAV
in Val Susa, lo stesso Presidente regionale ha affermato "Perché forzare una popolazione a ospitare un’opera che non vuole?" Se infatti è vero che gran parte del territorio(almeno 18 comuni,peraltro di diversi colori politici) Ordine dei Medici;numerosissim
e associazioni,diversi partiti e raggruppamenti politici hanno manifestato ripetutamente la netta contrarietà nei confronti di altri impianti a carbone,se lo stesso Ordine dei Medici,segnalando la sofferenza del territorio,ha chiesto almeno la completa metanizzazione,se questa richiesta è stata avanzata con forza anche da importantissime realtà,
storicamente attente all'occupazione,quali Acli e Arci e anche dallo stesso sindaco di Savona Federico Berruti,riteniamo che la prudenza avrebbe dovuto consigliare al Ministero ,ma anche soprattutto alla Regione ,di seguire una strada più vicina al territorio.
in Val Susa, lo stesso Presidente regionale ha affermato "Perché forzare una popolazione a ospitare un’opera che non vuole?" Se infatti è vero che gran parte del territorio(almeno 18 comuni,peraltro di diversi colori politici) Ordine dei Medici;numerosissim
e associazioni,diversi partiti e raggruppamenti politici hanno manifestato ripetutamente la netta contrarietà nei confronti di altri impianti a carbone,se lo stesso Ordine dei Medici,segnalando la sofferenza del territorio,ha chiesto almeno la completa metanizzazione,se questa richiesta è stata avanzata con forza anche da importantissime realtà,
Avrebbe dovuto consigliare, prima di avviarsi su un percorso che renderebbe ancora per molti decenni il territorio savonese soggetto al carbone,di seguire la strada che riconduce a quel" principio di precauzione "adottato ufficialmente dall'Europa a tutela della salute e dell'ambiente.
La decisione avrebbe dovuto avvenire in ogni caso solo ed esclusivamente dopo l'adeguamento,secondo legge,degli attuali impianti alle moderne tecnologie e solo dopo aver compiuto preventivamente una indiscutibile valutazione di impatto sulla salute,bene primario e imprescindibile.Si parla infatti di indagini ambientali e monitoraggi agli scarichi,poichè finora risultano gestiti esclusivamente dalla stessa azienda(!),ma questo"contestualmente"all'ampliamento a carbone e non prima, come logica e prudenza vorrebbero.Perchè?
E non è il solo interrogativo a rimanere senza risposta.Si parla ,giustamente ,di difesa del territorio di investimento per l'economia del territorio,ma questo non sarebbe possibile comunque con la già citata metanizzazione ?Alcuni dicono sia una scelta diseconomica,ma-senza fare i conti in tasca a nessuno-l'azienda ha bilanci più che floridi,dunque perchè non si fa seguire questa linea?Perchè si sceglie ancora il carbone che ha prezzi più bassi .ma, secondo ampia letteratura scientifica internazionale,costi ben più elevati per la salute e l'ambiente?
"Sulla base che ogni decisione economica ha una conseguenza di carattere morale" è anche necessario che l'attività economica rispetti maggiormente l'ambiente.Quando ci si avvale delle risorse naturali,occorre preoccuparsi della loro salvaguardia,prevedendone anche i costi -in termini ambientali e sociali -da valutare come una voce essenziale degli stessi costi dell'attività economica".
Questo non lo diciamo noi, ma sono parole ,ben più autorevoli di Papa Benedetto XVI,che ha inoltre affermato :"Uno dei principali nodi da affrontare è quello delle risorse energetiche,individuando strategie condivise e sostenibili,per soddisfare i bisogni di energia della presente generazione e di quelle future....Al tempo stesso,occorre pomuovere la ricerca e l'applicazione di energie di minor impatto ambientale....Auspicando,pertanto,l'adozione di un modello di sviluppo fondato sulla centralità dell'essere umano,sulla promozione e condivisione del bene comune,sulla responsabilità,sulla consapevolezza del necessario cambiamento degli stili di vita e sulla prudenza,virtù che indica gi atti da compiere oggi ,in previsione di ciò che può accadere domani ". Chiaro il riferimento del Papa ALLA VIRTU'DELLA PRUDENZA, proprio nel caso specifico della produzione di energia,e soprattutto"alla centraltà dell'essere umano."
Il LETIMBRO.
Pubblicato da
"Uniti Per La Salute " Associazione ONLUS- piazza della Chiesa 6, 17047 Valleggia
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