COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta Iren. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Iren. Mostra tutti i post

17 giugno 2015

Vado Ligure, chiuse le indagini sulla Tirreno Power: gli indagati sono 86 domani mattina inizieranno le notifiche

Alla fine sono 86 gli indagati, tra dirigenti di Tirreno Power, amministratori locali e funzionari di comuni, Regione ed altri enti. Le accuse contestate, che vanno, tra le altre, dall’omicidio colposo al disastro ambientale per danno alla salute, sono state concretizzate in decine e decine di imputazioni racchiuse in una quarantina di pagine: domani mattina inizieranno le notifiche.

Tratto da IL Secolo XIX
Savona - Sono 86, le persone indagate nell’inchiesta sulla centrale Tirreno Power di Vado Ligure: oggi, dopo oltre un anno di accertamenti, la Procura ha depositato l’avviso di conclusione delle indagini.
Figurano iscritti nel registro degli indagati dirigenti di Tirreno Power, amministratori locali, ma anche funzionari di Comuni, Regione ed enti minori. Tra le ipotesi di reato avanzate dalla magistratura figurano l’omicidio colposo e il disastro ambientale per danno alla salute.
da aprile a dicembre 2013, tre articoli per ricostruire la vicenda:
L’inchiesta che era culminata con il sequestro della centrale di Vado Ligure l’11 marzo del 2014 per presunte violazione all’Aia; l’impianto è ancora sotto sequestro. Il gruppo Tirreno Power appartiene a Gdf-Suez (50%), Sorgenia (39%), Iren (5,5%) e Hera (5,5%) e la Procura indaga su 427 morti definite “anomale” e avvenute tra il 2000 e il 2007 per malattie respiratorie e cardiovascolari; secondo perizie in mano alla Procura, tra il 2005 e il 2012 sono stati oltre 2 mila i ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari, che i magistrati temono dovuti alle emissioni della centrale. Nello stesso periodo sarebbero stati 586, sempre secondo la Procura, i bambini ricoverati per patologie respiratorie.
Risultati immagini per tirreno power
Nei mesi scorsi erano finiti sotto inchiesta gli ex dirigenti Massimiliano Salvi, Pasquale D’Elia, Emilio Macci, Stefano La Malfa, Gianni Biavaschi, l’ex presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, gli ex assessori regionali alla Salute e allo Sviluppo economico, Claudio Montaldo e Renzo Guccinelli, il dirigente del settore Ambiente, Gabriella Minervini e i sindaci di Vado e Quiliano.
Intanto l’incontro fissato per domani a Palazzo Chigi con la Regione, i Comuni, i sindacati e l’azienda per cercare una strada per la riapertura dell’impianto è stato rinviato al 25 giugno su richiesta della Regione; da tempo i 250 dipendenti sono in cassa integrazione, ma il blocco della centrale coinvolge 800 persone impiegate in aziende dell’indotto.

28 gennaio 2014

Rinnovo ai vertici di Tirreno Power.

Tratto da Milano  Finanza

Rinnovo ai vertici di Tirreno Power. L'ex genco controllata al 50% da Gdf-SuezItalia e partecipata al 39% da Sorgenia (con il 5,5% a testa figurano anche Hera e Iren azioniste di Enegia Italiana), da pochi giorni nell'ambito dell'adeguamento dello statuto ha rinnovato il consiglio d'amministrazione.
In particolare, come emerge dai documenti consultati da milanofinanza.it, lo scorso 20 gennaio il board ampliato da 10 a 11 membri ha eletto come nuovo presidente Mario Franco Leone, già manager di Gdf Suez e Aceaelectrabel, al posto del dimissionario Aldo Chiarini, al quale andrà un emolumento annuo di 125 mila euro,oltre a un bonus variabile fino a un massimo di 50 mila euro.

Successivamente i soci di Tirreno Power hanno deciso di nominare un nuovo direttore generale del gruppo: l'incarico verrà ricoperto da Massimilano Salvi, già ai vertici di Acea Distribuzione, branch della multiutility romana già azionista dell'ex genco. 
Salvi prenderà il posto di Giovanni Gosio.
Nomine che in qualche modo si inseriscono nel piano di ristrutturazione e riorganizzazione del quale si sta discutendo da settimane con le banche esposte con la società per 750 milioni.


Leggi su Primo Canale 
Tirreno Power, si dimette l'amministratore delegato Gosio
Immagine tratta da Il Secolo XIX oggi in edicola

15 novembre 2013

1)Tirreno Power, Iren svaluta quota per 10,8 mln 2) Sorgenia, Tirreno Power: dieci indagati per “disastro ambientale”, superperizia in arrivoooooo

Tratto da Reuters Italia 

Tirreno Power, Iren svaluta quota per 10,8 mln

          

MILANO, 15 novembre"La partecipazione in Tirreno Power è stata svalutata per 10,8 milioni di euro attraverso Energia Italiana. Stiamo seguendo con attenzione questa partecipazione e poi vedremo come si comporteranno i francesi", ha detto l'Ad di Ienn, Nicola De Sanctis, parlando con gli analisti nel corso di una call sui risultati.
Alla domanda se, visto l'andamento non positivo delle centrali termoelettriche dell'azienda in questa fase sia possibile un'altra svalutazione il prossimo anno, il manager ha così risposto: "In questo momento stiamo facendo il nostro piano per il prossimo anno e al momento non ci sono decisioni né elementi specifici da questo punto di vista".
Tirreno Power è controllata al 50% dai francesi di Gdf Suez e per il restante 50% da Energia Italiana a sua volta controllata al 78% da Sorgenia (gruppo Cir ) e all'11% ciascuno da Hera e Iren.
________________________

Leggiamo su Bliz Quotidiano pubblicato questa mattina

Sorgenia, Tirreno power: dieci indagati per “disastro ambientale”, superperizia in arrivoooooo.

 Lo ha comunicato ieri il procuratore Francantonio Granero senza precisare però «quando» materialmente la corposa consulenza sarà trasmessa agli enti amministrativi. Il documento, frutto di due anni di lavoro dei consulenti, ha una parte epidemiologica in cui si valutano le conseguenze per la salute dei cittadini nel territorio di influenza della centrale, e una parte ambientale che analizza i dati sulle emissioni in atmosfera, ma non soltanto, dei residui di lavorazione”.Leggi  l'articolo integrale

22 ottobre 2012

Gaz de France avvia il riassetto della Genco con Sorgenia (Cir)........

Tratto da Savona News

Tirreno Power, tutto come previsto:dopo la

........nefandezza dell'AIA, la vendita ai francesi, che svolazzano....

Anche Tirreno Power, l'unica delle tre genco Enel che ha conservato i propri equilibri azionari sostanzialmente immutati dal 2003 ad oggi, si prepara ad affrontare un fisiologico riassetto.

Anche Tirreno Power, l'unica delle tre genco Enel che ha conservato i propri equilibri azionari sostanzialmente immutati dal 2003 ad oggi, si prepara ad affrontare un fisiologico riassetto.

Dopo che Endesa Italia è confluita nel gigante tedesco E.On e che Edipower, nell'ambito della riorganizzazione di Edison è stata rilevata da A2A, ora i riflettori si spostano sull'asset company che fa capo per metà a Gaz de France Suez e per l'altro 50% alla cordata italiana guidata da Sorgenia (con il 78%) e partecipata da Hera e Iren (entrambi con l'11%).
Proprio il controllo condiviso tra italiani e francesi è un elemento che ricorda la situazione della vecchia Edison-Edipower (anche se in Tirreno Power i rapporti tra soci sono molto meno tesi e anzi collaborativi) così come un elevato indebitamento, che presenta una scadenza di almeno 750 milioni di euro a metà 2014. Un nodo a prima vista non immediato che tuttavia, alla luce del forte peggioramento del mercato del gas e della conseguente erosione dei margini della società imporrà molto presto agli azionisti una riflessione approfondita sul proprio investimento che andrà al di là dell'eventuale rifinanziamento. 

Leggi l'articolo completo su IL SOLE24 ORE

Leggi anche 

Tratto da "Il  Sole 24 ore.com"
 
GdF-Suez: potremmo crescere in Tirreno Power se ce lo chiedono

Gruppo francese non esclude salire in ex Genco oltre il 50% (Il Sole 24 Ore Radiocor) -


Parigi, 22 set 

 -Il gruppo GdF-Suez, che in Italia detiene una partecipazione del 50% di Tirreno Power (ex Genco dell'Enel) non esclude di poter incrementare la sua quota del 50%qualora glie lo chiedessero. "Se ci chiedono di incrementare la nostra partecipazione - ha affermato Stephane Brimont, presidente e d.g. di GdF-Suez Energy Europe nel corso di un incontro con la stampa italiana nella sede parigina del gruppo - valuteremo la proposta". Brimont ha sottolineato l'importanza della presenza del gruppo francese in Tirreno Power dove condivide il controllo con Energia Italiana, controllata a sua volta per il 78% da Sorgenia (gruppo Cir) e per il restante 22% da Hera e da Iren.
 Proprio quest'ultima ha recentemente dichiarato la sua disponibilita' a cedere la sua quota nella ex Genco.

01 settembre 2012

1)Inceneritore di Parma, la Procura chiede il sequestro. Indagine per abuso d’ufficio 2) INCENTIVI DAL GOVERNO per combustibili solidi secondari bruciati in centrali a carbone,cementifici o termovalorizzatori.

Tratto da Il fatto Quotidiano

Inceneritore di Parma, la Procura chiede il sequestro. Indagine per abuso d’ufficio

La parola spetta ora al gip che dovrà decidere se accogliere la richiesta o meno. Il procuratore Laguardia ha mantenuto il massimo riserbo sui nomi degli indagati, ma nel mirino ci sono i vertici di Iren, Comune di Parma e Provincia, che hanno partecipato alla realizzazione e all’approvazione del progetto

inceneritore_parma2_er
Nel percorso verso l’accensione dell’inceneritore di Parma arriva un nuovo ostacolo. Il procuratore capo Gerardo Laguardia ha chiesto il sequestro preventivo del cantiere di Ugozzolo, dove l’impianto di Iren dovrebbe essere completato e attivato entro dicembre 2012. La notizia, diffusa dal Tg3 regionale, è un colpo di scena nell’intricata vicenda che vede contrapposto il sindaco Federico Pizzarotti e il Movimento 5 stelle, che hanno puntato la campagna elettorale anche sullo stop al forno, alla multiutility Iren, decisa a completare il progetto entro la fine dell’anno. 
Era stato lo stesso assessore all’Ambiente Gabriele Folli, dopo aver ingaggiato come consulente esterno l’ingegnere Paolo Rabitti, esperto in materia che avrebbe dovuto trovare falle nei documenti riguardanti la realizzazione del termovalorizzatore, ad auspicare che i numerosi esposti presentati in Procura portassero a qualche risultato dopo l’estate. Ed ecco, puntuale, l’indagine che vede coinvolte una decina di persone per il reato di abuso di ufficio e abuso edilizio.
Sulla richiesta della Procura della Repubblica, inoltrata il 30 luglio al pm Roberta Licci, l’ultima parola l’avrà il giudice per le indagini preliminari Maria Cristina Sarli, che dovrà decidere se accoglierla o meno. Per ora il procuratore ha mantenuto il massimo riserbo sui nomi degli indagati, ma nel mirino ci sono i vertici di Iren, Comune di Parma e Provincia, che hanno partecipato alla realizzazione e all’approvazione del progetto. L’ipotesi di abuso d’ufficio sarebbe data dal fatto che l’appalto per la costruzione dell’inceneritore è stato affidato a Iren senza procedura di gara pubblica, come evidenziato anche negli oltre dieci esposti presentati in Procura in questi anni......

Quello che è certo però è che con la richiesta di sequestro preventivo da parte della Procura, si rafforzano le speranze per il Movimento 5 stelle di fermare l’inceneritore, cavallo di battaglia della campagna elettorale di Pizzarotti che aveva avuto, proprio in virtù di questo punto del programma, l’appoggio dell’associazione Gestione corretta rifiuti e di molti cittadini. 

                                                
Tratto da Facebook del Dottor Ghirga Medico ISDE 

 
 INCENTIVI DAL GOVERNO  per combustibili solidi secondari bruciati in centrali a carbone,cementifici  o termovalorizzatori.

La vicenda del DM 6 luglio 2012 e dei suoi incentivi all'incenerimento dei rifiuti pare essersi avviata pubblicamente il 12 aprile 2012 con un intervento del ministro dell'ambiente Clini al convegno organizzato dall'associazione dei cementifici Aitec e dalla società Nomisma allo scopo di presentare lo studio Nomisma Energia sui combustibili solidi secondari (Css), ricavati dai rifiuti.
L'intervento lo si poteva trovare citato ampiamente in un comunicato-stampa ufficiale emesso quel giorno stesso dal ministero dell'Ambiente e intitolato "Entro fine mese il decreto per la trasformazione dei rifiuti in combustibile".

In particolare, Clini osservava che «l'uso come combustibile in centrali, cementifici o anche termovalorizzatori può essere una strada da seguire per risolvere il problema dei rifiuti» e aggiungeva che «il nostro obiettivo è quello di far uscire i rifiuti dal ciclo ordinario per portarli in un ciclo industriale, qualunque sia: raccolta differenziata, recupero di energia o recupero di materiali». Il ministro concludeva che «questa prospettiva [...] è quella delle direttive europee e delle leggi nazionali», indifferente al fatto che invece tanto le direttive europee quanto le leggi nazionali che le hanno recepite dicono inequivocabilmente tutt'altro, e cioè che esiste una rigorosa priorità tra i possibili modi di trattare i rifiuti: prima vengono la raccolta differenziata e il recupero dei materiali, mentre il recupero di energia (che è ciò che si ottiene con l'incenerimento) appare accettabile solo qualora non esistano quelle altre possibilità.

Se si considera che i più tipici componenti dei Css sono i pneumatici usati, le plastiche, gli scarti di gomma, i materiali tessili e calzaturieri e le frazioni secche dei rifiuti solidi urbani (Rsu), alla luce delle tecnologie attuali appare evidente che molti di questi componenti sarebbero riciclabili o per lo meno consentirebbero il recupero dei loro materiali costitutivi. In altri termini, gli intenti del ministro Clini erano palesemente in conflitto con le direttive dell'UE e con le parallele leggi italiane....


Nonostante le forti contestazioni di associazioni e comitati ambientalisti, si è poi arrivati - non in aprile, ma tre mesi dopo - al decreto ministeriale del
6 luglio 2012 sull'incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, emesso dal ministro dello Sviluppo Economico di concerto col ministro dell'Ambiente (rispettivamente, Passera e Clini). 
In questo decreto, che prevede costi pubblici di diversi miliardi di euro all'anno per una ventina d'anni, la contrapposizione tra le decisioni del governo Monti e la legislazione europea si è fatta ancor più palese e radicale, dal momento che si è inserito l'incenerimento di rifiuti tra le fonti rinnovabili e che tra i materiali considerati adatti all'incenerimento e alla sua incentivazione ve ne sono molti che potrebbero sicuramente dare luogo a riciclo o al recupero di materiali: ad esempio, gli scarti animali e vegetali (inclusi legno, segatura, paglia, farine animali, scarti di cucina, ecc.), le deiezioni animali, il letame, la carta e il cartone, le plastiche, i pneumatici.... 
Ovviamente, come spiegava Clini in aprile, gli stabilimenti in cui si prevedono tale incenerimento e la sua incentivazione con denaro pubblico possono essere di varia tipologia, per facilitare ancor di più la cosa.

Si tratta dunque di un decreto ministeriale che, per lo meno per quanto riguarda la questione dell'incenerimento, è in insanabile contrasto con fonti legislative di maggiore peso, significato e portata.  

La faccenda riguarda evidentemente anche le istituzioni europee, che per l'ennesima volta vedono prese in giro le loro direttive sui rifiuti dai governi italiani. In breve, anche col governo Monti si sta perpetuando il rapporto ferreo - e antieuropeo - che da decenni persiste ormai tra la politica italiana e i favori all'incenerimento dei rifiuti, a dispetto delle vere fonti rinnovabili, del riciclo effettivo, dei bilanci pubblici, della legalità, della tutela ambientale e della salute degli italiani.

Ci sarà qualche associazione o coordinamento ambientalista nazionale oppure qualche movimento politico nazionale che solleverà pubblicamente, a livello politico-culturale e giuridico-istituzionale, questa faccenda di grande significato appunto per la nostra salute, per l'ambiente dell'area mediterranea, per la lotta agli sprechi pubblici e per il ripristino di un'economia sana ed efficiente nel nostro paese?


Luca Benedini