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22 aprile 2015

L'Ilva chiede al ministero di patteggiare nel processo per disastro ambientale.

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Ilva chiede al ministero di patteggiare nel processo per disastro ambientale.

L’Ilva potrebbe chiedere il patteggiamento nel processo sul disastro ambientale causato, secondo la procura, dalle sue emissioni nocive. Per la prima volta l’azienda potrebbe quindi ammettere la sua colpevolezza portando a un punto di svolta l’inchiesta che la vede accusata di disastro ambientale, omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro e avvelenamento di sostanze alimentari. L’azienda, in amministrazione straordinaria, ha chiesto infatti al ministero per lo Sviluppo economico il permesso di avanzare richiesta di patteggiamento nell’ambito dell’udienza preliminare. È stato l’avvocato Angelo Loreto, che rappresenta in giudizio insieme a Filippo Sgubbi l’azienda, a comunicarlo al gup di Taranto Vilma Gilli, chiedendo il differimento della sua discussione in attesa della risposta del ministero.
Ambivalenti i commenti alla mossa dei legali. “Se da un lato la richiesta della struttura commissariale per il patteggiamento può essere considerata una vittoria nel processo Ambiente Svenduto perché presuppone un’ammissione di colpevolezza dall’altro rappresenta un’astuta mossa tattica per consentire allo Stato di acquisire lo stabilimento senza incorrere in eventuali procedure per aiuti di stato da parte dell’Unione europea”. Questo il commento del leader dei Verdi Angelo Bonelli, secondo il quale “in base a quanto previsto dalle leggi e dal codice penale un bene sequestrato per un reato che va ad una sentenza di condanna viene confiscato e una volta confiscato lo stabilimento potrà essere nazionalizzato o venduto dallo Stato. E’ di tutta evidenza – spiega – che il ministero darà il suo assenso al patteggiamento alla struttura commissariale nominata, lo ricordiamo, dal governo”.
Intanto il gup ha acquisito, su richiesta della Procura, la trascrizione integrale di una intercettazione ambientale che riguarda l’ex presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido (Pd) che risponde, in concorso con l’ex assessore provinciale all’Ambiente Michele Conserva, di concussione. Avrebbe fatto pressioni, insieme all’ex responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ilva Girolamo Archinà, su due dirigenti per facilitare il rilascio dell’autorizzazione di una discarica per rifiuti speciali nell’Ilva. Mentre nel processo con il rito abbreviato che si celebra per alcuni imputati, il sostituto procuratore Mariano Buccoliero ha chiesto la condanna a otto anni di reclusione per Roberto Primerano, funzionario di Arpa Puglia, accusato di falso ideologico, concorso in disastro doloso e avvelenamento di acque o sostanze alimentari.

09 gennaio 2013

Cina incidente industriale: avvelenata l’acqua di milioni di persone

 Tratto da Ecologiae

Cina, incidente industriale avvelena l’acqua di milioni di persone

Si è verificato un nuovo gravissimo incidente industriale in Cina: a Changzhi un impianto chimico ha riversato tonnellate di sostanze chimiche pericolose nel fiume Zhuozhang avvelenando l’acqua di milioni di persone, e quel che è peggio, le autorità hanno nascosto l’accaduto per 5 giorni, lasciando gli abitanti all’oscuro di tutto.

Si torna a parlare di gravi incidenti in Cina e questa volta il grave avvenimento, che ha portato all’avvelenamento dell’acqua utilizzata da milioni, è stato reso ancora più grave dal vergognoso silenzio delle autorità, che hanno tenuto la popolazione all’oscuro per 5 giorni consecutivi. 
E non si pensi che sia poi arrivata una comunicazione ufficiale: gli abitanti di Changzhi ne sono venuti a conoscenza solo quando la vicina città di Handan (che conta un milione di persone) ha deciso di troncare le forniture di acqua, mandando la popolazione, comprensibilmente, in preda al panico. Certo questo non è il primo caso di disastro ambientale nascosto dalla Cina, ma non può che muovere a sdegno come ogni altra volta: in Cina la quantità di acqua pro capite è già estremamente ridotta (approssimativamente un quarto della media del pianeta) e metà dei fiumi sono definiti, si badi bene dallo stesso governo cinese, “molto inquinati”. 
La rabbia è ovviamente esplosa fra i cittadini, mentre svariati paesi vicini all’impianto di Changzhi tentano di evitare a ogni costo di utilizzare l’acqua avvelenata (e molti hanno seguito l’esempio di Handan, chiudendo la fornitura dei servizi.

 In proposito si è espresso anche l’autore di China’s Water Crisis, Ma Jun, che ha ribadito come “il grande problema sia ancora una volta l’occultamento dei fatti”. Disastro ambientale, occultamento di gravi pericoli per milioni di persone e, giusto per peggiorare la situazione, recidività: perché non è la prima volta che accade e non sono in pochi a credere che non sarà nemmeno l’ultima.

16 luglio 2012

Taranto: processo Ilva:la perizia parla di “un eccesso di mortalità per patologia tumorale”

Tratto da Cronaca live

Taranto: processo Ilva, a rischio posti di lavoro

Le 800 pagine della perizia parlano di “un eccesso di mortalità per patologia tumorale”

ilva-taranto

TARANTO / Pessime notizie per l’Ilva di Taranto, il più grande stabilimento siderurgico d’Europa che la procura tarantina ha messo sotto accusa.  

Contro 5 fra ex vertici e funzionari sono ipotizzati i reati di disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, danneggiamento aggravato di beni pubblici, sversamento di sostanze pericolose, inquinamento atmosferico e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. 

E’ possibile che, in seguito alla chiusura dell’inchiesta, che sembra essere imminente, la procura chieda provvedimenti quali, ad esempio, il sequestro dell’area a caldo, la più inquinante dello stabilimento nella quale lavorano circa cinquemila persone. 

Le 800 pagine della perizia parlano di “un eccesso di mortalità per patologia tumorale”, di un “eccesso di ricoveri per cause tumorali, cardiovascolari e respiratorie” o di una “compromissione dello stato di salute degli operai”.