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10 marzo 2016
Eni di Gela, "disastro ambientale": chiesto giudizio per 22 dirigenti
12 ottobre 2015
Tirreno Power, interrogato in procura l'ex sindaco di Vado Ligure, Attilio Caviglia. Domani sarà la volta del sindaco di Quiliano, Alberto Ferrando
Tirreno Power, interrogato in procura l'ex sindaco di Vado Ligure, Attilio Caviglia: per lui l'accusa è disastro colposo

Domani sarà la volta del sindaco di Quiliano, Alberto Ferrando che dovrà rispondere di disastro colposo e abuso d’ufficio.
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06 ottobre 2015
Iniziano gli interrogatori Tirreno Power, Monica Giuliano apre le fila......
Tratto da Savona News
Iniziano gli interrogatori Tirreno Power, Monica Giuliano apre le fila: sarà ascoltata giovedì in procura.Il primo cittadino di Vado dovrà rispondere di abuso d'ufficio. A seguirla sarà l'ex sindaco, Attilio Caviglia che sarà ascoltato il prossimo 12 ottobre per l’accusa di disastro colposo aggravato.
13 ottobre 2014
Alluvione a Genova, la Procura indaga per disastro colposo
Tratto da Tmnews
Alluvione Genova, la Procura indaga per disastro colposo
Inquirenti avevano già aperto un fascicolo per omicidio colposo
Genova, 13 ott. (TMNews) - La Procura di Genova ha aperto un'inchiesta per disastro colposo a carico di ignoti dopo la terribile alluvione che ha colpito il capoluogo ligure nei giorni scorsi, causando la morte di una persona e danni per oltre 300 milioni di euro.
Nel mirino degli inquirenti, che avevano già aperto un fascicolo per omicidio colposo, le opere fatte e quelle non realizzate in ambito idraulico, la manutenzione degli alvei dei torrenti e la catena di attività degli organi amministrativi, dalla mancata allerta alla gestione dell'emergenza fino al piano di protezione civile del Comune.
La Polizia giudiziaria ha acquisito i rilievi fotografici aerei fatti dal nucleo Aeronavale della Guardia di finanza.
19 settembre 2012
TARANTO:Il Ministro Clini e "quelli senza dignita' che non sanno di cosa parlano".
Il Ministro Clini e "quelli senza dignita' che non sanno di cosa parlano".
Allegati
- Informativa del Ministro Clini alla Camera dei Deputati (28 Kb - Formato pdf)Informativa alla Camera dei Deputati del ministro dell’Ambiente e tutela del territorio e del mare del primo agosto 2012
- Perizia Epidemiologica sull'ILVA (973 Kb - Formato pdf)Le conclusioni della Perizia epidemiologica acquisita agli atti nell'azione giudiziaria a carico dei vertici ILVA
- Perizia chimico-ingegneristica sull'ILVA (6043 Kb - Formato pdf)Le conclusioni della Perizia chimico-ingegneristica acquisita agli atti nell'azione giudiziaria a carico dei vertici ILVA
ma sicuramente non si poteva negare che Taranto ha un ambiente compromesso sul piano dell’inquinamento.
________________Leggi su Toghe Verdi
I numeri misteriosi dei morti di Taranto.
In pratica, il segreto di Pulcinella
...........Quindi dal dicastero della Salute (sic! Cambiamo nome, please) fanno sapere che il rapporto sarà presentato il 12 ottobre.
Dunque è vero? Avevate questi numeri?
Non si disturbi signor ministro, glielo dico io quante sono le vittime dell’inquinamento a Taranto e nel resto d’Italia: troppe.
(Leggi qui l'articolo integrale)
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Tratto da Agoràmgazine
Taranto / Non si vive di Ilva, andare oltre i dati sanitari verso un futuro differente per la città
20 settembre 2012 del Dottor Patrizio Mazza ex direttore del reparto di Ematologia a Taranto
Il tutto andava legato al monitoraggio che ARPA e le Autorità sanitarie avevano in animo di effettuare. Certamente a suffragio di tutta battaglia sanitaria ormai ci sono le perizie chimiche ed epidemilogiche, a suffragio dell’encomiabile lavoro operato dalla magistratura di Tarato.Oggi, come allora,, ribadisco che l’inquinamento industriale è motivo principale dell’aumento dei tumori sull’area metropolitana di Taranto. Ma la considerazione che purtroppo faccio è questa: invece di fossilizzarci su argomentazioni e provare il provato, che non sarà smentito dalla comunità scientifica, per quanto insidiata da intromissioni politiche, guardiamo oltre o sarà troppo tardi , diciamo ora noi come vogliamo il nostro futuro differente che non preveda mai più il disastro sanitario ed ambientale a Taranto.L’ecocompatibilità è provato che è un mito irraggiungibile se si vogliono condizioni sanitarie rispettose del diritto alla vita; , anche questo sempre ribadito a chiunque anche ai media nazionali. Mi rivolgo agli ambientalisti alla città che ora conosce, e che fino ad ora ha patito e che ama veramente Taranto, ai lavoratori ILVA stessi, andiamo oltre quello che accade per mano della magistratura che tutela i nostri diritti, proponiamo noi il futuro differente, quello che vogliamo per Taranto e la sua provincia........Leggi tutto
16 luglio 2012
Taranto: processo Ilva:la perizia parla di “un eccesso di mortalità per patologia tumorale”
Tratto da Cronaca live
Taranto: processo Ilva, a rischio posti di lavoro
Le 800 pagine della perizia parlano di “un eccesso di mortalità per patologia tumorale”
TARANTO / Pessime notizie per l’Ilva di Taranto, il più grande stabilimento siderurgico d’Europa che la procura tarantina ha messo sotto accusa.
Contro 5 fra ex vertici e funzionari sono ipotizzati i reati di disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, danneggiamento aggravato di beni pubblici, sversamento di sostanze pericolose, inquinamento atmosferico e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.
14 novembre 2010
"L'Ilva di Taranto avvelena le tavole italiane"Riva indagato.2)Numerose interrogazioni parlamentari mettono in luce la gravità dell’inquinamento
Tratto da "La Repubblica"
"L'Ilva avvelena le tavole italiane"Riva indagato: disastro doloso.
Quattro periti sono stati incaricati di verificare i danni a persone e ambiente delle diossine.I pm vogliono sapere se sia necessario chiudere lo stabilimento
Questo qualcuno sarebbe Emilio Riva, il padrone delle acciaierie Ilva, il primo azionista di Alitalia, che insieme a suo figlio Nicola, il direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso e il responsabile di uno dei reparti dello stabilimento siderurgico, Angelo Cavallo è accusato dalla procura di Taranto di disastro doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, getto e sversamento pericoloso di cose, più una serie di altri reati sugli infortuni del lavoro. A muovere la nuova accusa è il procuratore capo di Taranto, Franco Sebastio, che sull'Ilva indaga ormai da vent'anni.
Per la prima volta però nella lunga storia di battaglia ambientale, dopo un'udienza del 27 ottobre, l'8 novembre scorso un giudice, il gip Patrizia Todisco, ha deciso di capire se realmente tutti i problemi di Taranto arrivino dalle ciminiere dell'Ilva, dai quei minareti industriali che dominano e ammorbano, a credere alle colonne di fumo e alla puzza, la città.
I tecnici dovranno verificare se "dallo stabilimento Ilva si diffondano gas, vapori, sostanze aeriformi e solide (polveri), contenenti sostanze pericolose per la salute dei lavoratori e per la popolazione del vicino centro abitato di Taranto".
In particolare dovranno essere cercate le diossine, il benzoapirene, sostanze fortemente cancerogene per le quali Taranto ha l'indice di emissione più in alto di Europa.
Il giudice però va oltre. Chiede infatti per la prima volta "se i valori di emissione di tali sostanze eventualmente ritenute nocive per la salute di persone e animali, nonché dannose per cose e terreni, determino situazioni di danno o di pericolo inaccettabili".
In sostanza, il tribunale vuole sapere se l'Ilva sia la causa di tutto.
Tratto da PeacelinkNumerose interrogazioni parlamentari mettono in luce la gravità dell’inquinamento a Taranto
Dieci anni. In 10 anni il problema “diossina” sarebbe stato risolto all’interno dei paesi dell’Unione Europea, se solo fosse stata applicata la strategia avviata nel 2001 e illustrata in una Comunicazione della Commissione alle istituzioni comunitarie.
Gli anni sono passati. La popolazione che vive a Taranto e nel vicino comune di Statte non è stata neppure informata dell’emissione nell’aria di quantità imponenti di diossine, più consistenti di quelle disperse dalla nuvola che il 10 luglio del 1976 si sprigionò dall’ICMESA di Seveso, in Lombardia (in un incidente causato da un aumento incontrollato di temperatura nel reattore dello stabilimento chimico).
Non è stata informata e neanche protetta.
RITARDI GRAVISSIMI
Nella sconfinata area industriale di Taranto ci sono 6 importanti impianti (l’acciaieria ILVA, Edison, Enipower, ENI, Sanac, AMIU e Cementir). Si pensava che le istituzioni vigilassero sull’incolumità e sul benessere di quella comunità.
Molte istituzioni hanno invece mancato di svolgere il loro importantissimo ruolo (un tempo molto rispettato in questa parte del Meridione).
Una miscela di sostanze tossiche e di polveri, di ritardi e di inefficienze - terreno di coltura di abusi e di reati - ha offeso per anni la natura e la gente di questo territorio, insieme ai tanti che in questi anni si sono spostati nella città e nei paesi più vicini da altre regioni, grazie all’antica presenza di una base navale, di una scuola sottoufficiali e di uno dei tre grandi arsenali militari della Marina Italiana. E’ indubitabile il ritardo con il quale le istituzioni si sono mosse, dopo le associazioni e soltanto dopo alcune inchieste giornalistiche. Ma si può dire che oggi il ritardo sia stato recuperato?
La popolazione di quei territori può contare su un’informazione corretta e ritenere di essere (finalmente) protetta?
Non è escluso che qualcuno possa trovare argomenti formali per giustificare inerzie persino oggi, oppure argomenti che giusticano scelte dilatorie tutto sommato non vietate dalla legge.
Non è escluso, però, che molti all'interno delle istituzioni siano inconsapevoli di quanto sta continuando ad accadere.
Tutti dovrebbero leggere l'interessantissima COMUNICAZIONE del 17 gennaio 2001 della Commissione Europea, che descrive i danni procurati dalla diossina:
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2001:0593:FIN:IT:PDF
Ma i motivi per reagire e cambiare sono anche altri.
Nel 1998 l'Accordo internazionale chiamato "Protocollo di Aahrus" - qui citato - proponeva un approccio globale per ridurre la produzione di alcune sostanze e la tutela della salute, e uno dei passaggi principali della sua strategia riguarda anche oggi la sensibilizzazione del pubblico e la circolazione di informazioni.
Quell'Atto infatti riconosce i diritti degli individui e dei gruppi in funzione di autodifesa, ma intende soprattutto innescare un processo virtuoso a tutti i livelli istituzionali e civili, un processo di autodifesa, di conoscenza e di sviluppo a vantaggio dell'intera collettività.
LE INTERROGAZIONI DEGLI ULTIMI 3 ANNI E LE INCHIESTE GIORNALISTICHE
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Tratto da Agoramagazine
Il Ministero dell’Ambiente condona gli inquinatori
domenica 14 novembre 2010 di Erasmo Venosi
Il Protocollo d’Intesa, predisposto dal Ministero dell’Ambiente per la sottoscrizione di Accordi Transattivi, tra soggetti inquinatori su cui dovrebbe pendere l’onere della bonifica , dovrebbe riguardare come prima applicazione, il sito di interesse nazionale di Priolo.
Una sorta di condono ambientale non dichiarato.
Riportiamo solo il finale consigliandovi la lettura del dettagliato e molto incisivo articolo integrale LEGGI
Appare evidente che nel nostro Paese, la politica considera l’ambiente un costo da scaricare sulle pubbliche finanze e sul benessere ambientale che significa benessere sia fisico che psichico.
I reiterati e apparentemente veementi richiami alla sostenibilità, all’ambiente, alla economia verde, sono vacue declamazioni che si scontrano con un potere legislativo che approva norme, la cui ambivalenza, tortuosità e scarsa comprensibilità , determinano le condizioni atte all’assolvimento degli inquinatori.
Retrospettivamente e malinconicamente , si può tranquillamente affermare che 30 anni di politica a tutela dell’ambiente , sul piano reale non hanno prodotto assolutamente nulla. I costi sanitari, ambientali, sociali e finanziari sono di dimensioni colossali ma si continua diabolicamente come se nulla fosse successo.
Differenziati su base territoriale e di “colore “ politico del Governo regionale inoltre, gli interventi e l’assenza di volontà e di risorse finanziarie: a Priolo si prevedono due milioni di euro per le valutazioni epidemiologiche e afasia totale per un analogo studio nella inquinata Taranto!




