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31 marzo 2014

Oggi la sentenza : Enel, condannati Scaroni e Tatò per il disastro ambientale di Porto Tolle

Tratto da Legambiente 

PORTO TOLLE AMBIENTALISTI APPREZZANO SENTENZA, ORA BASTA PARLARE DI CARBONE.

CONDANNATI I VERTICI ENEL PER PORTO TOLLE  
Oggi il tribunale di Rovigo ha condannato in primo grado di giudizio i vertici ENEL per il ‘grave inquinamento’ derivato dal funzionamento della centrale termoelettrica di Porto Tolle.
La condanna prevede una pena di 3 anni di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni per gli ex ad Scaroni e Tatò. E' stato assolto, invece, "per mancanza di elemento soggettivo", l’attuale amministratore e direttore generale Fulvio Conti.

Greenpeace, Legambiente e WWF esprimono soddisfazione per la sentenza che ha riconosciuto ciò che le tre associazioni hanno denunciato per anni, ossia che la centrale di Porto Tolle ha continuato a funzionare in mancanza delle autorizzazioni ambientali, causando gravi danni alla salute della popolazione residente e all’ambiente.
Ora il nesso tra le emissioni di quella centrale e l'aumento di patologie nella popolazione locale appare provato, come pure l'impatto sul fragile ecosistema del Delta del Po che ospita l'impianto; ed Enel sarà chiamata a rifondere danni per 3,6 miliardi di euro.

Le associazioni ambientaliste auspicano che la sentenza odierna rappresenti anche l'archiviazione definitiva per i progetti di riconversione a carbone della Centrale di Porto Tolle. L'impianto, che sorge nel bel mezzo del Parco del Delta del Po, era già costato ad Enel la condanna in due processi precedenti. La volontà di trasformarlo per poterlo alimentare con la fonte energetica più inquinante e dannosa per il clima, il carbone appunto, è sbagliata: non risponde ad alcuna necessità energetica del Paese, non ha fondamento in termini di strategia industriale e consegnerebbe il Polesine a un modello di sviluppo già dimostratosi perdente e dannoso.

Greenpeace, Legambiente e WWF chiedono ad Enel di fare chiarezza e di dire cosa intende fare. Poche settimane addietro la Commissione VIA del Ministero per l’Ambiente ha nuovamente bocciato la proposta di conversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle. Enel è pronta a rinunciare al progetto o tornerà a presentarlo e promuoverlo, dimostrando di non saper apprendere dai propri errori e neppure dalle sentenze?

Roma, 31 marzo 2014
Ufficio stampa Greenpeace – 348-3988615
Ufficio stampa Legambiente – 06-86268376, 349-0597187
Ufficio stampa WWF Italia – 06-84497213, 02-83133233, 329-8315725


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Nuovo rapporto IPCC, Greenpeace: i cambiamenti climatici sono una minaccia per l’umanità

Greenpeace chiede ai capi di Stato e di governo di accelerare il passaggio a fonti energetiche pulite e sicure. Il nuovo rapporto dell’ IPCC, l’organismo dell’Onu sui cambiamenti climatici, sottolinea come gli impatti del riscaldamento globale siano già evidenti in tutti i continenti e negli oceani e la tendenza sia di un rapido peggioramento. L’entità di questo peggioramento dipenderà dalle scelte a breve termine che compiremo.
IPCC-Logo
“Stiamo camminando sul filo, ma se agiamo con fermezza e tagliamo le emissioni di CO2 immediatamente possiamo ancora evitare le peggiori conseguenze e conservare ecosistemi marini e terrestri, fondamentali per l’esistenza dell’uomo sulla Terra” afferma Luca Iacoboni, responsabile Campagna Clima e Energia di Greenpeace Italia.
Il rapporto IPCC mostra come i cambiamenti climatici siano una minaccia crescente per la sicurezza dell’umanità, dal momento che portano a una crescente scarsità di cibo e acqua ed aumentano così il rischio di migrazioni e conflitti.
Dovremmo ‘disarmare’ le centrali a carbone.......(Leggi l'articolo integrale  QUI)


Enel, condannati Scaroni e Tatò per il disastro ambientale di Porto Tolle.
Immagine tratta da facebook del Medico Isde G.Ghrga.



Il Tribunale di Rovigo ha accolto le tesi dell'accusa secondo cui gli ex vertici di Enel non avrebbero installato adeguati dispositivi per monitorare l'inquinamento provocato dalla centrale. Chiesta l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Danni per 3,6 miliardi di euro


Enel, condannati Scaroni e Tatò per il disastro ambientale di Porto Tolle
MILANO - Una sentenza che farà sicuramente discutere. E che sarà letta con attenzione anche in altre parti d'Italia, dove negli ultimi anni si stanno combattendo battaglie simili nelle aule dei tribunali  
Il Tribunale di Rovigo ha condannato a tre anni di reclusione per disastro ambientale gli ex vertici dell'Enel, al termine del processo di primo grado per quanto avvenuto alla centrale di Porto .
 La sentenza è stata emessa nei confronti di Franco Tatò e Paolo Scaroni, i due manager che ricoprivano la carica di amministratori delegati all'epoca dei fatti sotto accusa. Per entrambi è scattata anche la pena accessoria di cinque  anni di interdizione dai pubblici uffici. Assolto Fulvio Conti, attuale ad, per mancanza di elemento soggettivo. 

In sostanza, la corte del capoluogo veneto ha recepito la tesi avanzata dal pubblico ministero Manuela Fasolato: il magistrato ha sostenuto un rapporto tra le emissioni in eccesso della centrale e i danni alla salute e all’ambiente. 
In particolare, il pm nel corso delle sue indagini ha rilevato come sia stata omessa l'installazione di apparecchiature che avrebbero potuto misurare l'impatto dele emissioni della vecchia centrale Enel alimentata a olio combustibile, causa dell'aumento delle malattie respiratori dei bambini così come evidenziato dalle analisi successive dell'Istituto dei Tumori del Veneto. Secondo una stima dell'istituto Ispra, i danni stimati sono di 3,6 miliardi di euro, documento che è servito al ministero per l'Ambiente di costituirsi parte civile contro gli imputati.

Nonostante l'accoglimento della tesi accusatoria, il Tribunale ha dato ragione solo in parte alle richieste dell'accusa.........

In attesa dei ricorsi in Appello, Porto Tolle non esce comunque dalla cronaca giudiziaria. L'impianto è coinvolto in un processo di trasformazione dei vecchi gruppi a olio combustibile in modo che l'energia venga prodotta bruciando carbone. Anche con le nuove tecnologie del cosiddetto "carbone pulito", la quota di emissioni è comunque superiore a una centrale a gas. Ambientalisti e associazioni locali avevano ottenuto lo stop davanti al Tar e al Consiglio di Stato, ma la regione Veneto ha modificato le regole che governano il parco del delta del Po con l'intento di eliminare gli ostacoli alla riconversione del progetto: l'impianto (uno dei più grandi d'Europa). Ora Enel potrebbe procedere con l'investimento, ma la sentenza contro gli ex vertici potrebbe riaprire la battaglia.

13 febbraio 2014

’Meno carbone e più soluzioni intelligenti’ . Porto Tolle: stop della conversione da centrale elettrica ad una a carbone

Tratto da Tuttogreen

Porto Tolle: stop della conversione da centrale elettrica ad una a carbone


 La conversione al carbone ’non s’ha da fare’.  
Dopo quasi dieci anni di un lungo iter costellato di via libera, ricorsi e bocciature, il progetto che prevede tale operazione nella centrale elettrica Enel di Porto Tolle (RO), si è di nuovo incagliato di fronte al parere “interlocutorio-negativo” della Commissione VIA del ministero dell’Ambiente.
Tutto da rifare, dunque, per Enel, che insiste a ribadire l’importanza strategica del sito di Porto Tolle, ma è ora costretta a ripresentare un nuovo progetto ed una nuova valutazione di impatto ambientale, poiché l’organismo tecnico del Ministero ha rilevato gravi carenze e contradditorietà in tutta la procedura.

Esultano i comitati locali e le associazioni ambientaliste WWF, Greenpeace e Legambiente, che in seguito al provvedimento governativo hanno emanato una nota congiunta dove dichiarano che la conversione a carbone, la fonte più inquinante e dannosa per il clima e la salute umana, di una centrale nel bel mezzo di un parco naturale, in un ecosistema fragile e prezioso, è un’enorme sciocchezza. Lo è doppiamente nell’area padana, la regione con la peggior qualità dell’aria in Europa; e lo è ancor più in un Paese come il nostro, che già dispone di un parco di generazione elettrica praticamente doppio rispetto alle necessità di consumo nazionali e non ha bisogno di nuove centrali alimentate con fonti fossili”.
Molti dei pareri degli ambientalisti sono stati fatti propri dalla Commissione, che ha così bloccato il progetto risalente al 2005, che prevedeva la conversione dell’impianto di Porto Tolle con la realizzazione di tre nuove caldaie da 600 Mwe, alimentate a carbone e biomassa, al posto delle quattro originarie ad olio combustibile denso, e della stessa potenza, realizzate tra il 1980 e il 1984. Il tutto per un investimento salito negli anni a ben 2,7 miliardi di euro.
Secondo gli ambientalisti, la centrale di Porto Tolle non ha mai rappresentato un fattore di crescita per una delle aree economicamente più depresse del Nord, ma ha anzi compromesso l’integrità ambientale di un ecosistema fragile come quello del Delta del Po, inquinando, alterando il clima, causando malattie e nuocendo alla pesca ed al turismo.
Intanto, in relazione al funzionamento a olio combustibile della centrale di Porto Tolle, è in via di conclusione il processo denominato “Enel bis”. Qui, una perizia depositata dall’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra) quantifica in ben 3,6 miliardi di euro i danni sanitari-ambientali che il colosso energetico dovrebbe rifondere allo Stato, per l’eccesso di emissioni verificatosi nel periodo 1998-2009, in seguito al mancato adeguamento della centrale agli standard tecnologici previsti dalle normative.
Dopo lo stop al progetto di conversione, le tre associazioni ambientaliste chiedono a gran voce all’Enel di non insistere sulla strada nociva del carbone, per trasformarsi invece in un’azienda moderna, sostenibile e compatibile con lo sviluppo del Paese. D’altronde, la stessa Enel ha abbandonato pochi mesi fa un progetto in Romania, dichiarando di volersi sviluppare con ’meno carbone e più soluzioni intelligenti’.  
Che speriamo vengano presto adottate anche in Italia.
su  Tuttogreen l'articolo integrale

16 gennaio 2014

«CARBONE BOCCIATO : Dopo una lenta e lunga agonia, si è spenta lacentrale Enel di Porto Tolle».

Tratto da La Repubblica

      Carbone bocciato

Sta bene una centrale a carbone in un parco? C’è chi riteneva che per la risposta a una domanda del genere bastasse il buon senso e non occorresse mobilitare gli esperti. Ma visto che, anche all’interno del governo, ci sono stati ministri che hanno chiesto di portare il carbone vicino agli aironi e ai cormorani del delta del Po, sono arrivati gli esperti. Prima la bocciatura del Consiglio di Stato (2011), ora il parere interlocutorio negativo della Commissione VIA del ministero per l’Ambiente.

La conversione a carbone, la fonte più inquinante e dannosa per il clima e la salute umana, di una centrale nel bel mezzo di un parco naturale, in un ecosistema fragile e prezioso, è una enorme sciocchezza”, chiosano Greenpeace, Legambiente e Wwf. 

Lo è doppiamente nell’area padana, la regione con la peggiore qualità dell’aria in Europa; e lo è ancor più in un paese come il nostro, che già dispone di un parco di generazione elettrica praticamente doppio rispetto alle necessità di consumo nazionali e non ha bisogno di nuove centrali alimentate con fonti fossili”.

Tratto da Corriere del Veneto.

Centrale Enel di Porto Tolle, la Via è da rifare .............Dopo una lenta e lunga agonia,si è' spenta la centrale Enel di Porto Tolle.

ROVIGO — «Dopo una lenta e lunga agonia, si è spenta la centrale Enel di Porto Tolle». È il «triste annuncio» dei dipendenti e dei lavoratori della centrale elettrica dopo aver appreso della determina del ministero dell'Ambiente che ha bloccato l'iter di riconversione a carbone
Documento arrivato dopo il parere interlocutorio negativo della commissione di Valutazione di impatto ambientale (Via), del novembre scorso. 
Per la commissione, troppo pochi gli elementi per verificare l'impatto ambientale della futura centrale e rilasciare quindi un eventuale giudizio di compatibilità. Tutto da rifare, insomma, e se Enel vorrà portare avanti il progetto dovrà «Esibire tutta la documentazione necessaria - si legge nella determina - ai fini del riavvio del procedimento Via»; le alternative: il ricorso al Tar o al Capo dello Stato. 
Esulta il mondo ambientalista. Greenpeace, Legambiente e Wwf hanno accolto con soddisfazione il parere; Enel prende atto del parere del ministero...............
 Dopo lo stop del Consiglio di Stato nel 2011, la rinuncia da parte dell'azienda ai fondi europei (100 milioni di euro) per il progetto di cattura e stoccaggio dell'anidride carbonica, la chiusura dell'iter allontana ancor più la riconversione a carbone.