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13 settembre 2015

Cambiamenti climatici. Il presidente delle Isole Kiribati scrive ai leader del mondo - Uniamoci come una comunità globale e agiamo ora : fermiamo il carbone

Tratto da Omissisnews

Cambiamenti climatici. Il presidente delle Isole Kiribati scrive ai leader del mondo: fermiamo il carbone


Il popolo delle Isole di Kiribati, nell’Oceano Pacifico è forse il meno responsabile dei cambiamenti climatici, e tuttavia è uno dei più esposti alle conseguenze ormai sotto gli occhi di tutti. Ogni alta marea porta ora con sé danni e allagamenti. 
Così, la gente delle Isole Kiribati sa di persona che il cambiamento climatico non è soltanto una crisi ambientale, un tema da trattare ai convegni o una remota paura; per loro è già un disastro, e lo è anche per i diritti umani.
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Anote Tong è il presidente di questa repubblica insulare dell’Oceania e assiste al lento affondamento della sua nazione sotto il livello del mare che cresce, proprio a causa dei cambiamenti climatici in corso.
Ha scritto ai leader mondiali per porre fine all’estrazione del carbone, per fermare i progetti di nuove miniere e ridimensionare quelle esistenti.
Nella lettera ha ribadito ciò che aveva già detto a Parigi in novembre: “Uniamoci come una comunità globale e agiamo ora. La costruzione di ogni nuova miniera di carbone mina lo spirito e l’intento di qualsiasi accordo si possa raggiungere nel prossimo Cop 21 di Parigi, mentre por fine a nuove miniere di carbone ora renderà qualsiasi accordo raggiunto a Parigi un traguardo veramente storico”.
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Il traguardo sarebbe, e non soltanto per il presidente Anote Tong, farla finita con il carbone.
Secondo il Fmi, le sovvenzioni per l’energia nel 2015 si aggireranno complessivamente attorno ai 5,3 miliardi di dollari, ma il costo per l’ambiente e le vite umane, a valutarlo sarebbe di gran lunga maggiore. A fronte di un sempre maggior impegno profuso da molti paesi ormai, nella ricerca e nella realizzazione di impianti che sfruttino risorse rinnovabili e non impattanti per l’ambiente, Indonesia, India, Sud Africa e Australia stanno cercando di aumentare le esportazioni di carbone, aumentando il pericolo di cambiamenti climatici nel pianeta.
57ddcc7f7a1cce83fe2284a0bc72e14bL’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (Ieefa) ha fatto sapere che la domanda di carbone è cresciuta a un tasso annuo di quasi il 4 per cento, ma potrebbe andare a picco già nel 2016. Ciononostante molti paesi stanno perseguendo attivamente una politica di espansione delle attività estrattive del carbone. Le stesse che siederanno a Parigi in dicembre portando con sé l’atteggiamento schizofrenico che le vuole impegnate nel combattere i cambiamenti climatici al tavolo delle trattative, per poi aumentare produzione e vendita di quello stesso carbone che i cambiamenti climatici provoca.
Cambiamenti che i 100.000 abitanti delle isole di Kiribati ha sotto gli occhi con crescente frequenza distruttiva.
Solo nel 2014 la repubblica ha acquistato oltre 2400 ettari di terra nelle isole Fiji, per far fronte alla richiesta interna di terreni agricoli, da sostituire a quelli erosi continuamente dal mare e provvedere all’alimentazione degli abitanti. Ma potrebbe non bastare: il Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Ipcc) afferma che livello del mare potrebbe aumentare ancora tra i 26 e gli 82 cm, oltre i 19 cm già erosi durante il Novecento.

19 novembre 2014

IN ATTESA DEL 25 NOVEMBRE ........COSA CI RISERVERA' IL FUTURO ?

Ripubblichiamo ,in questa settimana di...... attesa delle determinanti decisioni del  prossimo 25 novembre ,  il nostro  post del 7 dicembre 2013.....
con   uno stralcio  tratto dal comunicato della Rete Savonese Fermiamo il carbone  del  12 novembre 2012


..........I sindaci di Vado e Quiliano, in sede di conferenza AIA, avrebbero avuto la possibilità-per tutelare al meglio la propria cittadinanza- di dare come prescrizioni il rispetto delle norme di legge sui limiti in concentrazione delle emissioni secondo le migliori tecniche disponibili: perché nella sede deputata non hanno semplicemente chiesto il rispetto delle norme di legge?

Per di più non ci risulta (salvo smentite documentate) che i sindaci abbiano fatto nemmeno le dovute osservazioni o comunque alcuna opposizione in merito ai limiti in concentrazione concessi, anche se molto al di sopra delle prestazioni previste dalle Migliori Tecnologie Disponibili, e nemmeno ci risulta  che abbiano fatto osservazioni sull'utilizzo-che purtroppo pare diventare possibile- dell'olio combustibile denso e neppure sul gravissimo fatto che dal documento istruttorio si preveda per i tanto "magnificati" gruppi nuovi un limite in concentrazione per il CO  più del doppio di quanto previsto dalle MTD.


Quindi, non solo dovremo convivere con i gruppi vecchi ancora per anni con concentrazioni assai superiori alle MTD previste dalla normative europee ed italiane, ma addirittura anche i gruppi ancora da costruire potranno bruciare carbone con concentrazioni di CO superiori alle MTD. Questi a nostro parere sono i fatti veri ed oggettivi..........

Per quanto attiene all'attivare "subito e comunque" un'azione volta a perseguire ulteriori miglioramenti ambientali, considerando che i miglioramenti dovuti per legge, con l'applicazione delle migliori tecnologie, non ci risultano essere stati pretesi dalle amministrazioni, ci si può domandare se quel "subito e comunque" andava inteso come gli 8 (otto!) anni di vigenza dell'AIA "per il periodo transitorio".  

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Inoltre tratto da Uniti per la salute del 15 11 2012
  
"Se avessimo imposto i limiti di emissioni a 200 per gli SO2 la centrale Tirreno Power avrebbe chiuso i battenti il giorno dopo."dichiarazione tratta dal  Segno News  

 Sul sito del giornale on line del comune di Vado Ligure in   "LA GIUNTA FA QUADRATO SUI TEMI ROVENTI DELLA CITTA’
è riportata una frase del sindaco Caviglia..
"Per mesi i tecnici dei due comuni coinvolti hanno valutato le azioni fattibili e non fattibili sulla situazione. C’era da scegliere quali limiti dare restando entro le leggi vigenti e su due soli di essi c’era e c’è il nodo centrale della questione. Se avessimo imposto i limiti di emissioni a 200 per gli SO2 la centrale Tirreno Power avrebbe chiuso i battenti il giorno dopo."
Leggi l'articolo integrale 
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Ripubblichiamo   lo stralcio di un interessante articolo tratto da Siena News. 

Tratto da Sienanew

L’opinione: la salute dei cittadini ed il sindaco


Il Sindaco è il responsabile della condizione di SALUTE della popolazione del suo territorio. 
Il Consiglio Comunale condivide questa responsabilità.
   
Allo stato attuale, per una modifica della legge 833/78 non sono più i Sindaci a gestire il Servizio Sanitario ma i direttori generali delle Aziende Sanitarie, ai Sindaci sono affidati dal DLg 299/99 poteri di programmazione, di controllo e di giudizio sull’operato del direttore generale delle Aziende Sanitarie dei loro territori.
 
I compiti del sindaco sono ampi, soprattutto il Sindaco deve conoscere la condizione di SALUTE della popolazione e deve attivare/implementare iniziative/strategie di promozione della SALUTE stessa, deve, inoltre,  adottare provvedimenti se questa è minacciata (per es. emanare ordinanze contingenti ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica).


L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) già nel 1946 definisce la SALUTE come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto l’assenza di malattia o infermità”......

 Cioè, la SALUTE è un concetto dinamico, quindi questa può essere modificata in senso negativo dai fattori di rischio (ambientali, genetici, individuali non ereditari, comportamentali, etc.) o in senso positivo dai fattori  salutogenici .
In relazione ai fattori salutogenici da sviluppare, l’OMS nel documento di Ottawa del 1986 indica alcuni prerequisiti senza i quali è impossibile esercitare il diritto alla salute: la casa, la scuola, i trasporti, la salubrità ambientale, la cultura, la sanità pubblica, l’assistenza sociale, etc.
Non si tratta di opzioni, dipendenti dalla entità della finanza pubblica, ma di un diritto. 
.....E’ noto che a realizzare la condizione di SALUTE concorrono numerosi fattori determinanti raggruppati in categorie: determinanti sanitari, socio-economici, ambientali, individuali, comportamentali, etc. 
E’ altresì noto che il “peso” dei determinanti sanitari è da considerarsi minoritario (circa il 25%) rispetto a quello degli altri determinanti (circa il 75%). In altre parole questo significa che un eccellente servizio sanitario è in grado di contribuire solo per ¼  circa alla SALUTE dei cittadini, mentre il Sindaco e la Sua Amministrazione lo sono per i restanti ¾ o buona parte di essi.....
 Si ricorda che la promozione della SALUTE è quel processo che conferisce alla popolazioni i mezzi per assicurare il maggior controllo sulla propria condizione di SALUTE e di migliorarla (OMS 1998).......
  
La tutela e la promozione della SALUTE dei cittadini è da considerarsi come la missione del Sindaco e del Consiglio Comunale.......

Remo Severini-Cittadino, medico.
Leggi l'articolo integrale

 RESTIAMO ........IN ATTESA DEL
  25 NOVEMBRE

18 settembre 2014

1) ORE DECISIVE PER LA PROBLEMATICA TIRRENO POWER 2) CIMINIERE KILLER: l'inchiesta su "La nuova ecologia".

ORE DECISIVE PER LA 
PROBLEMATICA TIRRENO POWER
                              
Questa mattina, ALLE ORE 10, è fissato un nuovo  INCONTRO A ROMA  della commissione istruttoria per l’AIA......
Restiamo in attesa auspicando che "ANCHE LA SALUTE DEI CITTADINI VENGA POSTA SOPRA I TAVOLI.... "

Leggi anche su Il Secolo XIX

Tirreno Power, Arpal: «Aria più pulita con la centrale chiusa»


Pubblichiamo intanto un nuovo articolo 
tratto da LInfAlab.

Ciminiere Killer. 

La nostra inchiesta su La nuova ecologia



Il carbone è la fonte fossile utilizzata per produrre energia elettrica che emette più CO2. Secondo il dossier Stop al carbone 2013 di Legambiente per ogni kWh prodotto dalle centrali a carbone italiane vengono emessi 857,3 grammi di CO2 nell’atmosfera. 

 Ma la combustione rilascia anche molte altre sostanze dannose per la salute umana: arsenico, cromo, cadmio, mercurio, polveri sottili.Ne pagano le conseguenze soprattutto le popolazioni che vivono a ridosso delle zone contaminate dai fumi e dagli scarichi delle centrali. E in ognuno di questi luoghi, cittadini e associazioni combattono la loro strenua battaglia contro il killer silenzioso. 

Come a Vado ligure e Quiliano, dove dagli anni ‘70 i savonesi vivono all’ombra della Tirreno Power.
Sotto sequestro preventivo dall’11 marzo per ordinanza del gip di Savona Fiorenza Giorgi, la centrale sarebbe responsabile, secondo la procura, della morte di circa 442 persone fra il 2000 e il 2007, di 1.700-2.000 ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari e 450 ricoveri di bambini per patologie respiratorie e attacchi d’asma fra il 2005 e il 2012.


“La prova del disastro ambientale con conseguenza sulla salute dei cittadini starebbe nella rarefazione dei licheni e nell’aumento delle malattie provocate dalle emissioni dei camini, che raggiungerebbero ben 23 comuni della provincia” afferma il procuratore nelle pagine dell’ordinanza che accoglie la richiesta di sequestro formulata dal pm Francantonio Granero, dopo un’indagine di due anni, da giugno 2011 ad agosto 2013, e i risultati di due consulenze tecniche, una epidemiologica e l’altra ambientale. L’accusa è di disastro ambientale doloso e di omicidio colposo.

Sigillo in centrale
Oltre all’ex direttore generale della Tirreno Power Giovanni Gosio e all’ex direttore di centrale Pasquale D’Elia, sono iscritti nel registro degli indagati altri due ex capocentrale, Emilio Macci e Stefano La Malfa, e Gianni Biavaschi, direttore del personale proprio a Vado. Ad aggravare la situazione della società ci sarebbero anche una serie di violazioni all’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) e le sei pagine del verbale d’ispezione dell’Ispra che lo scorso febbraio ha notificato all’azienda irregolarità nel sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni in atmosfera.
L’Aia era stata concessa alla centrale il 14 dicembre 2012 direttamente dal ministero dell’Ambiente con il ministero della Salute, dello Sviluppo economico e dell’Interno, dopo ben 5 anni dalla richiesta inoltrata dalla società. Definita dal gip Fiorenza Giorgi “estremamente vantaggiosa e frutto di un sostanziale compromesso”, l’autorizzazione comprendeva anche una serie di misure che in passato erano state giudicate non assoggettabili alla Valutazione di impatto ambientale, quindi fino a quel momento negate a Tirreno Power. Il compromesso prevedeva la costruzione di un nuovo gruppo a carbone in linea con le migliori tecnologie disponibili e il rifacimento integrale, nel giro di pochi anni, dei due vecchi gruppi Vl3 e Vl4 ormai obsoleti. L’impianto ha sempre esercitato su livelli di emissioni vicini al massimo previsto per legge, ma distanti (limitatamente ad alcuni parametri) da quelli stabiliti dalle migliori tecnologie disponibili. “In definitiva, seppure non sia possibile affermare, che il gestore abbia violato i valori limite di emissione previsti dalla legge, va tuttavia rilevato – scrive il gip – che l’esercizio della centrale è stato caratterizzato da una sistematica violazione delle prescrizioni imposte nei provvedimenti autorizzativi”.

Norme disattese
Nell’ordinanza di chiusura dell’impianto della Tirreno Power – partecipata al 39% da Sorgenia, al 50% dal Gdf Suez e all’11 % tra Iren e Hera – sono indicate quattro irregolarità: la prima è la mancata installazione, nel termine di nove mesi dal rilascio dell’Aia, di un sistema di monitoraggio delle emissioni a camino, che una volta installato è stato posizionato in modo difforme alle prescrizioni (nella parte superiore del camino anziché all’interno), compromettendo i dati acquisiti dal sistema. L’ordinanza contesta inoltre l’uso di un olio per l’accensione dei forni con percentuali di zolfo (1%) tre volte superiori alla media stabilita (0,3%) e, terzo fatto grave, la mancata copertura dei carbonili. Si tratta delle aree in cui viene stoccata la fonte fossile di energia che con 50.000 m² di spazio ospita 300.000 m³ di carbone spesso soggetto a movimentazione e causa di ingenti dispersioni di emissioni diffuse.


Per ultime sono state anche registrate una serie di irregolarità nella gestione degli scarichi di produzione e dei rifiuti.
Ma i guai per la Tirreno Power non finiscono qui. Sono infatti indagate da metà giugno altre nove persone per traffico illegale di rifiuti: un’indagine collaterale che ha portato alla scoperta di 27.000 tonnellate di “ceneri leggere” trasportate nel cuneese in 15 mesi.
Destinate a impianti per cementifici, in realtà venivano portate prima in un capannone a Novello d’Alba e poi sotterrate nel territorio di Narzole, a pochi metri dal fiume Tanaro.

Cittadini controllori 

Le violazioni sono avvenute anche grazie all’indifferenza degli organi preposti al controllo, come è evidenziato esplicitamente nell’ordinanza.

«Sono stati infatti cittadini e associazioni, la rete savonese “Fermiamo il carbone”, a sottolineare le responsabilità di buona parte di politici e amministratori – racconta Annibale Biggeri, epidemiologo ambientale e docente di Statistica medica –. Per anni si è ignorata la situazione sanitaria e ambientale denunciata, a proprie spese, con perizie, denunce e diffide proprio dalla Rete». Nel 2010 le associazioni di cittadini hanno anche consegnato un esposto in procura, mossa che ha portato l’anno successivo all’avvio delle indagini da parte della magistratura. Nel marzo di quest’anno è partita una campagna di raccolta della documentazion sanitaria di coloro che ritengono essere stati colpiti dall’inquinamento di Tirreno Power.«Ma oggi, ciò che fa ancora più male, oltre al danno, è la beffa – aggiunge Biggeri – L’uso strumentale del ricatto occupazionale da parte dei maggiori responsabili di questa situazione».

Ambiente e lavoro

All’indomani della chiusura dei gruppi a carbone, infatti, è iniziato il tiramolla tra sindacati e azienda -
TP-NE-3 
Leggi l’intervista al presidente dell’ordine dei medici di Savona 
Sotto il video dell'intervista al Presidente dell' Ordine dei Medici Ugo Trucco  nel seminario "L'impatto sanitario del carbone. La funzione sociale del medico: promotore di salute e ambiente" a Savona del  15 luglio 2014.

05 novembre 2013

1) LA STAMPA :"DOVE ERA LA POLITICA MENTRE NOI COMBATTEVAMO QUESTA BATTAGLIA?"2) IL FATTO QUOTIDIANO:Tirreno Power, dieci indagati per disastro ambientale a Vado Ligure.

Tratto da "LA STAMPA"  di oggi pubblichiamo un significante  articolo sulla Prima Pagina di Savona (pag 45) interamente dedicata alla Problematica Tirreno Power .



"DOVE ERA LA POLITICA MENTRE NOI COMBATTEVAMO QUESTA BATTAGLIA?" 

Roberto Pavanello 

C'è quasi timore di  commentare gli ultimi sviluppi dell' inchiesta della Procura  tra gli attivisti della Rete Savonese contro il Carbone,quasi con la paura di rovinare tutto,dopo una battaglia che dura anni.
"NON CI SONO ANCORA I NOMI che cosa possiamo dire di altro che già non abbiamo detto"?
E però qualche sassolino i "NO CARBONE"lo vogliono comunque tirare fuori,in special modo nei confronti della politica,colpevole,a sentir loro,di non avere mai sostenuto la loro battaglia.

E' tutta una serie di perchè quella che viene lanciata:
"Perchè sono state sistematicamente ignorate le nostre diffide a tutti gli amministratori ?
Perchè tanto silenzio di fronte alle anomalie denunciate relative al funzionamento,ai controlli,alle autorizzazioni,alle emissioni della centrale a carbone?
Perchè tanto silenzio sugli allarmanti dati sanitari ed ambientali? 
PERCHE' MEDICI E CITTADINI SONO STATI LASCIATI SOLI?"
E ancora: "PERCHE'MINISTERI,REGIONE,PROVINCIA,COMUNI di VADO e QUILIANO,sono stati in silenzio di fronte alla miriade di dati allarmanti che provenivano dal nostro territorio? 
Perchè hanno ignorato le diffide legali e gli esposti di Comitati e Associazioni ,incentrati sulle normative a tutela della cittadinanza?"
Gli amministratori ,sono loro quelli nel mirino: 
"Perchè i Comuni di Vado e Quiliano hanno ignorato le inquietanti conclusioni della Perizia giurata (da loro stessi commissionata),che segnalava la grave situazione  ambientale del territorio?
Perchè la Regione ha concesso un potenziamento senza prima pretendere che venissero adeguati i vecchi gruppi a carbone?
Perchè sapendo della grave situazione sanitaria ,ha rilasciato l' intesa per la costruzione di un altro nuovo gruppo a carbone?Perchè non si è preteso con atti concreti l' immediato adeguamento dei gruppi?
Perchè ancora Regione e Ministeri hanno scelto di concedere un' Aia" transitoria "con valori emissivi molto superiori a quelli previsti dalle normative ?
"Più in generale ,perchè i principali partiti savonesi sono rimasti sistematicamente in silenzio di fronte all' uscita pubblica di dati estremamente allarmanti sullo stato sanitario e ambientale del nostro comprensorio?
Perchè è valsa la "consegna del silenzio"ogni volta che pubblicavamo studi (IST,ARPAL,STUDI AMBIENTALI,STUDI SULLA MORTALITA' DELLA POPOLAZIONE,come il più recente dell' UNIVERSITA' DI STOCCARDA che indica la centrale di Savona come la "maglia nera")?

UNO SFOGO,CHIARO,CHE PERO' VORREBBE DELLE RISPOSTE.


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Leggi anche su Il Fatto Quotidiano

 Tirreno Power, dieci indagati per disastro ambientale a Vado Ligure.

Riserbo sui nomi, ma non si esclude il coinvolgimento di tecnici e amministratori che non hanno eseguito i dovuti controlli.

 Aperto anche un filone per omicidio colposo, vista l'alta percentuale di tumori nella zona

  Qui l' articolo integrale
di | 5 novembre 2013

05 agosto 2013

FERMIAMO IL CARBONE IL 17 e IL 18 AGOSTO a ZINOLA



Il 17 e 18 Agosto sul lungomare di Zinola 

FERMIAMO IL CARBONE

I° FESTIVAL  con cucina,dibattiti, teatro ,musica,mostre,stand espositivi.
PER LA DIFESA DELLA SALUTE  ,DELL' AMBIENTE.PER UNA VERA DEMOCRAZIA DELLE SCELTE.

PASSATE PAROLA .
LA RETE SAVONESE  FERMIAMO IL CARBONE VI ATTENDE NUMEROSI.

PROGRAMMA

 Primo Festival contro il carbone, sabato 17 e domenica 18 agosto nel Lungomare di Zinola
 Per tutelare la salute e l’ambiente 
dando speranza al nostro futuro.
Per contrastare i cambiamenti climatici.

APERTURA STAND DALLE ORE 19  

Programma sabato 17 agosto.

Ore 20  Spazio Dibattiti:
Presentazione e visione del documentario   "L'età del ferro"
Come privatizzare i profitti e socializzare le perdite.
Partecipa l’autore     Diego Scarponi


Ore 21  Spazio Dibattiti:

"Inquinamento e reati ambientali"

Le nuove frontiere a tutela della salute nei posti di lavoro e nella vita quotidiana dei cittadini.

 Partecipano

 Il sostituto Procuratore di Torino  :dott. Raffaele Guariniello

 Lo storico e sociologo :Marco Revelli

 Il Medico epidemiologo dell'IST :dott. Valerio Gennaro


 Il Presidente dell'Ordine dei medici :dott. Ugo Trucco

 Introduce Giovanni Durante Presidente Provinciale ARCI



 Ore 21,30  Palco centrale:
“Un nemico del popolo” di Henrik Ibsen.
Spettacolo teatrale sui temi ambientali, a cura della Cantina teatrale dei Cattivi maestri


Ore 22,30  Arena sulla spiaggia:

The acoustic solo concert di   Claudio Bellato

Letture a cura di                        Mr. Puma

Concerto di                                Sergio Pennavaria
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           Programma domenica 18 agosto

Ore 20,30  Spazio Giardini:

"Enobrakadabra. Elogio del carbone"

Spettacolo per bambini e adulti contro il carbone, a cura di Anna Maria Bianchi e dell’Associazione Veganierranti
Ore 21  Spazio Dibattiti:

“Perché le istituzioni hanno preferito il carbone ad altre forme di energia ?”

Partecipano
Rappresentanti delle istituzioni (da definire),
Massimiliano Varriale  Consulente energetico di WWF Italia,

Santo Grammatico Presidente Legambiente Liguria,

Gianfranco Gervino  portavoce di Unitiperlasalute Onlus,

Carlo Freccero  opinionista e autore televisivo.

Introduce Giovanni Durante  Presidente Provinciale ARCI


Ore 21,30  Palco centrale:

Spettacolo con i comici di Zelig e Colorado Cafè


Daniele Raco e Enrique Balbontin


Ore 22,30  Arena sulla spiaggia:
Concerto di Pulin and the little mice  A Brigà Trio

Ore 22,30  Palco centrale:
“Storia di una ecatombe”
Spettacolo teatrale sul carbone


Hanno aderito i seguenti  61 comitati, associazioni e partiti:

ACLI provinciale Savona
Amici del Mediterraneo
API Savona
ARCI provinciale Savona
Associazione Italia Cuba
Associazione Nuova Solidarietà
Associazione Papà separati
Banca Etica
Blog 'Perchè la sinistra'
Bottega del commercio equo Finale
Briciole di solidarietà
Cantina teatrale dei Cattivi maestri
Casa della Legalità
Cittadinanza attiva Liguria
Comitati ambiente Valbormida
Comitato Albamare
Comitato MODA
Comitato OSTinati
Comitato savonese per l’acqua bene comune
Comitato Speziapolis via dal carbone
Comitato Spotorno Noli
Comunità dei mussulmani in Liguria
Coordinamento ligure gestione corretta rifiuti
CUB Comitato Unitario di base
Donne in Nero contro la guerra
Duevventi
FAI fondo ambiente italiano
Federazione dei Verdi
Forum ambientalista
Forum sulla finanza sociale
Fuoricontrollo
GASSA gruppi di acquisto solidale
ISDE Associazione Medici per l'Ambiente
Legambiente Liguria
Libera Savona
Libreria Ubik
Mamme della Margonara
Medicina democratica
Movimento 5 Stelle
Movimento consumatori Savona
NoiperSavona
Nuova Solidarietà Finale Ligure
Nuovo Filmstudio
Otherearth
Partito Comunista dei Lavoratori
Rete l’Abuso
Rifondazione Comunista
Società SMS Cantagalletto
Società SMS Leginese
Timoteoteatro
Ubuntu Finale
Unione Donne in Italia
Uniti per la salute onlus
USEI Unione Ecuadoriani in Italia
Veganierranti
Vento largo
WWF Liguria


Con il sostegno di:
Greenpeace nazionale
Legambiente nazionale
WWF nazionale
Arci nazionale















Tratto da "La Stampa" del
 13 Agosto.


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Tratto da Facebook del Medico Isde 
Giovanni Ghirga 

E' BENE SOTTOLINEARE CHE QUALSIASI INIZIATIVA CONTRO IL CARBONE NON PUO' CHE ESSERE LA BENVENUTA PERCHE', A PRESCINDERE DA OGNI COSA, IL CARBONE ACCORCIA LA VITA DELLA POPOLAZIONE E RIMANE UN OBIETTIVO DA NON PERDERE MAI DI VISTA SE IL FINE ULTIMO E' LA SALUTE PUBBLICA.




Le prime due immagini sono tratte da Facebook del Medico Isde Giovanni Ghirga ,l'ultima è tratta da Killer Silenziosi di Greenpeace.