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18 ottobre 2023

Quiliano, il fermo NO dal Consiglio comunale al rigassificatore:

 Tratto da IVG

Quiliano, il fermo NO dal Consiglio comunale al rigassificatore: “Danno ambientale per la nostra comunità”


Il Consiglio Comunale di Quiliano ha approvato con voto unanime la deliberazione relativa alle determinazioni in merito al procedimento della Conferenza dei Servizi asincrona riguardante il progetto di ricollocazione nell’Alto Tirreno della nave Golar Tundra, il nuovo collegamento alla rete nazionale di trasporto del gas naturale e la realizzazione di un impianto PDE nella piana di Valleggia.

Sulla base delle motivazioni espresse nel testo deliberativo e nell’allegata “Analisi critica dello studio di impatto sanitario (VIS) e delle ricadute in atmosfera” (predisposta da Studio T.ER.R.A. s.r.l. di San Donà di Piave (VE)), il Consiglio comunale ha espresso quindi il proprio dissenso al progetto depositato da SNAM FRSU. Questa posizione di netta contrarietà deriva dalle carenze rilegate in sede istruttoria, nonché dall’incompatibilità del suddetto intervento con le previsioni urbanistiche comunali, con il disegno di sviluppo economico-ambientale e la sicurezza dell’ambito territoriale. Inoltre gli elaborati del progetto evidenziano forti criticità di carattere sanitario e di sicurezza, in danno alla pubblica incolumità del territorio comunale, e contrastano in modo palese con le scelte pianificatorie, di sviluppo economico, ambientale e strategico programmate dal Comune di Quiliano.

La seduta monotematica è stata quindi aperta dal sindaco Nicola Isetta, il quale ha dato lettura dell’intera proposta di deliberazione, nella quale sono evidenziati i percorsi progettuali sviluppati dall’amministrazione comunale, finalizzati al rilancio e valorizzazione territoriale di Quiliano in una visione di sostenibilità ambientale e urbanistica, al recupero delle sue tipicità correlate all’entroterra, alla produzione delle sue eccellenze alimentari (viticoltura, albicocche, formaggi, broccoli, cavoli, ecc.), alla vocazione dell’outdoor, allo sviluppo sentieristico confluito nell’adesione all’accordo di programma “Val Bormida Outdoor”, al portale turistico e ai percorsi inseriti nella REL (Rete Escursionistica della Liguria), in un’ottica progettuale di programmazione condivisa della crescita economica dell’ente.

Il progetto va quindi a contrastare in modo evidente e radicale con questa linea progettuale complessiva e la sua attuazione comporterà il radicale stravolgimento in termini ambientali, sociali ed economici di una larga parte del territorio quilianese. Ciò è comprovato dalla relazione tecnica dello studio T.E.R.R.A. s.r.l., contenente numerosi dati e informazioni dettagliate che dimostrano in maniera evidente e inequivocabile come l’intervento della ricollocazione nell’Alto Tirreno della nave Golar Tundra, del nuovo collegamento alla rete nazionale di trasporto del gas naturale e, per quanto riguarda il territorio di Quiliano, della realizzazione di un impianto PDE nella piana di Valleggia rappresentino davvero un elemento di gravissimo squilibrio e di danno ambientale per la comunità locale..

Al termine degli interventi, il primo cittadino quilianese ha posto la pratica in votazione, ottenendo il voto unanime di tutti i consiglieri comunali presenti…

“Il nostro impegno costante sul piano amministrativo” dichiara il sindaco Nicola Isetta “non verrà meno, ma anzi viene rinforzato dalla posizione unanime di totale condivisione, da parte di tutti i gruppi consiliari, di questa delibera importantissima assunta dal Consiglio Comunale, e che conferma la posizione (motivata e comprovata da dati tecnici puntuali e dettagliati) di contrarietà agli interventi di posizionamento della nave Golar Tundra nel litorale di Vado Ligure, di realizzazione del collegamento alla rete nazionale di trasporto del gas naturale e in particolare della creazione di un impianto PDE nella piana di Valleggia: interventi, questi, che sono inaccettabili, insostenibili, contrastanti con la storia, la vocazione territoriale e lo sviluppo urbanistico, economico e sociale del territorio di Quiliano”. 

“Questa nostra posizione di contrarietà nasce peraltro da un percorso progettuale e condiviso sia in ambito locale con i gruppi consiliari sia in ambito macro-territoriale attraverso la partecipazione al tavolo comune coordinato dal Comune di Savona, e che ci vede uniti e compatti in una comune azione di partecipazione ai procedimenti in corso, e di perseguimento in tutte le sedi istituzionali, nel rispetto delle disposizioni legislative, dei diritti soggettivi e dell’interesse pubblico generale del nostro Comune”.

19 novembre 2014

IN ATTESA DEL 25 NOVEMBRE ........COSA CI RISERVERA' IL FUTURO ?

Ripubblichiamo ,in questa settimana di...... attesa delle determinanti decisioni del  prossimo 25 novembre ,  il nostro  post del 7 dicembre 2013.....
con   uno stralcio  tratto dal comunicato della Rete Savonese Fermiamo il carbone  del  12 novembre 2012


..........I sindaci di Vado e Quiliano, in sede di conferenza AIA, avrebbero avuto la possibilità-per tutelare al meglio la propria cittadinanza- di dare come prescrizioni il rispetto delle norme di legge sui limiti in concentrazione delle emissioni secondo le migliori tecniche disponibili: perché nella sede deputata non hanno semplicemente chiesto il rispetto delle norme di legge?

Per di più non ci risulta (salvo smentite documentate) che i sindaci abbiano fatto nemmeno le dovute osservazioni o comunque alcuna opposizione in merito ai limiti in concentrazione concessi, anche se molto al di sopra delle prestazioni previste dalle Migliori Tecnologie Disponibili, e nemmeno ci risulta  che abbiano fatto osservazioni sull'utilizzo-che purtroppo pare diventare possibile- dell'olio combustibile denso e neppure sul gravissimo fatto che dal documento istruttorio si preveda per i tanto "magnificati" gruppi nuovi un limite in concentrazione per il CO  più del doppio di quanto previsto dalle MTD.


Quindi, non solo dovremo convivere con i gruppi vecchi ancora per anni con concentrazioni assai superiori alle MTD previste dalla normative europee ed italiane, ma addirittura anche i gruppi ancora da costruire potranno bruciare carbone con concentrazioni di CO superiori alle MTD. Questi a nostro parere sono i fatti veri ed oggettivi..........

Per quanto attiene all'attivare "subito e comunque" un'azione volta a perseguire ulteriori miglioramenti ambientali, considerando che i miglioramenti dovuti per legge, con l'applicazione delle migliori tecnologie, non ci risultano essere stati pretesi dalle amministrazioni, ci si può domandare se quel "subito e comunque" andava inteso come gli 8 (otto!) anni di vigenza dell'AIA "per il periodo transitorio".  

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Inoltre tratto da Uniti per la salute del 15 11 2012
  
"Se avessimo imposto i limiti di emissioni a 200 per gli SO2 la centrale Tirreno Power avrebbe chiuso i battenti il giorno dopo."dichiarazione tratta dal  Segno News  

 Sul sito del giornale on line del comune di Vado Ligure in   "LA GIUNTA FA QUADRATO SUI TEMI ROVENTI DELLA CITTA’
è riportata una frase del sindaco Caviglia..
"Per mesi i tecnici dei due comuni coinvolti hanno valutato le azioni fattibili e non fattibili sulla situazione. C’era da scegliere quali limiti dare restando entro le leggi vigenti e su due soli di essi c’era e c’è il nodo centrale della questione. Se avessimo imposto i limiti di emissioni a 200 per gli SO2 la centrale Tirreno Power avrebbe chiuso i battenti il giorno dopo."
Leggi l'articolo integrale 
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Ripubblichiamo   lo stralcio di un interessante articolo tratto da Siena News. 

Tratto da Sienanew

L’opinione: la salute dei cittadini ed il sindaco


Il Sindaco è il responsabile della condizione di SALUTE della popolazione del suo territorio. 
Il Consiglio Comunale condivide questa responsabilità.
   
Allo stato attuale, per una modifica della legge 833/78 non sono più i Sindaci a gestire il Servizio Sanitario ma i direttori generali delle Aziende Sanitarie, ai Sindaci sono affidati dal DLg 299/99 poteri di programmazione, di controllo e di giudizio sull’operato del direttore generale delle Aziende Sanitarie dei loro territori.
 
I compiti del sindaco sono ampi, soprattutto il Sindaco deve conoscere la condizione di SALUTE della popolazione e deve attivare/implementare iniziative/strategie di promozione della SALUTE stessa, deve, inoltre,  adottare provvedimenti se questa è minacciata (per es. emanare ordinanze contingenti ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica).


L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) già nel 1946 definisce la SALUTE come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto l’assenza di malattia o infermità”......

 Cioè, la SALUTE è un concetto dinamico, quindi questa può essere modificata in senso negativo dai fattori di rischio (ambientali, genetici, individuali non ereditari, comportamentali, etc.) o in senso positivo dai fattori  salutogenici .
In relazione ai fattori salutogenici da sviluppare, l’OMS nel documento di Ottawa del 1986 indica alcuni prerequisiti senza i quali è impossibile esercitare il diritto alla salute: la casa, la scuola, i trasporti, la salubrità ambientale, la cultura, la sanità pubblica, l’assistenza sociale, etc.
Non si tratta di opzioni, dipendenti dalla entità della finanza pubblica, ma di un diritto. 
.....E’ noto che a realizzare la condizione di SALUTE concorrono numerosi fattori determinanti raggruppati in categorie: determinanti sanitari, socio-economici, ambientali, individuali, comportamentali, etc. 
E’ altresì noto che il “peso” dei determinanti sanitari è da considerarsi minoritario (circa il 25%) rispetto a quello degli altri determinanti (circa il 75%). In altre parole questo significa che un eccellente servizio sanitario è in grado di contribuire solo per ¼  circa alla SALUTE dei cittadini, mentre il Sindaco e la Sua Amministrazione lo sono per i restanti ¾ o buona parte di essi.....
 Si ricorda che la promozione della SALUTE è quel processo che conferisce alla popolazioni i mezzi per assicurare il maggior controllo sulla propria condizione di SALUTE e di migliorarla (OMS 1998).......
  
La tutela e la promozione della SALUTE dei cittadini è da considerarsi come la missione del Sindaco e del Consiglio Comunale.......

Remo Severini-Cittadino, medico.
Leggi l'articolo integrale

 RESTIAMO ........IN ATTESA DEL
  25 NOVEMBRE

25 agosto 2013

L’opinione: la Salute dei cittadini , il Sindaco ed il Consiglio Comunale.....

Un interessante articolo tratto da Siena News.  Ne pubblichiamo uno stralcio

Tratto da Sienanew

L’opinione: la salute dei cittadini ed il sindaco


Il Sindaco è il responsabile della condizione di SALUTE della popolazione del suo territorio. 
Il Consiglio Comunale condivide questa responsabilità.
   
Allo stato attuale, per una modifica della legge 833/78 non sono più i Sindaci a gestire il Servizio Sanitario ma i direttori generali delle Aziende Sanitarie, ai Sindaci sono affidati dal DLg 299/99 poteri di programmazione, di controllo e di giudizio sull’operato del direttore generale delle Aziende Sanitarie dei loro territori.
I compiti del sindaco sono ampi, soprattutto il Sindaco deve conoscere la condizione di SALUTE della popolazione e deve attivare/implementare iniziative/strategie di promozione della SALUTE stessa, deve, inoltre,  adottare provvedimenti se questa è minacciata (per es. emanare ordinanze contingenti ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica).


L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) già nel 1946 definisce la SALUTE come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto l’assenza di malattia o infermità”. Attualmente tale definizione è tuttora valida, si è passati, però, dal vecchio concetto di “stato di salute” al concetto attuale di “condizione di salute”. 

 Cioè, la SALUTE è un concetto dinamico, quindi questa può essere modificata in senso negativo dai fattori di rischio (ambientali, genetici, individuali non ereditari, comportamentali, etc.) o in senso positivo dai fattori  salutogenici (che generano salute, benessere: fattori comportamentali, ambientali, libertà, indipendenza, autostima, relazioni interpersonali, coesione sociale, etc. e che vanno individuati e sviluppati in ciascuna comunità).
In relazione ai fattori salutogenici da sviluppare, l’OMS nel documento di Ottawa del 1986 indica alcuni prerequisiti senza i quali è impossibile esercitare il diritto alla salute: la casa, la scuola, i trasporti, la salubrità ambientale, la cultura, la sanità pubblica, l’assistenza sociale, etc.
Non si tratta di opzioni, dipendenti dalla entità della finanza pubblica, ma di un diritto. 
 Per lavorare su questo è necessario che vi sia il coinvolgimento e la partecipazione delle forze sociali organizzate. I movimenti e le associazioni sono i principali soggetti di partecipazione alla vita di un Comune.
E’ noto che a realizzare la condizione di SALUTE concorrono numerosi fattori determinanti raggruppati in categorie: determinanti sanitari, socio-economici, ambientali, individuali, comportamentali, etc. 
E’ altresì noto che il “peso” dei determinanti sanitari è da considerarsi minoritario (circa il 25%) rispetto a quello degli altri determinanti (circa il 75%). In altre parole questo significa che un eccellente servizio sanitario è in grado di contribuire solo per ¼  circa alla SALUTE dei cittadini, mentre il Sindaco e la Sua Amministrazione lo sono per i restanti ¾ o buona parte di essi.....
 Si ricorda che la promozione della SALUTE è quel processo che conferisce alla popolazioni i mezzi per assicurare il maggior controllo sulla propria condizione di SALUTE e di migliorarla (OMS 1998).
  
E’ altresì utile ricordare che la SALUTE può essere misurata. Come? Tramite appropriate indagini epidemiologiche che ci consentono di quantificare indicatori del tipo: demografici, bio-fisiologici,  sanitari, socio-sanitari, socio-economici, etc.  La quantificazione numerica di tali indicatori è condizione essenziale per la programmazione, il controllo e la implementazione di qualsiasi intervento di promozione della SALUTE......
La tutela e la promozione della SALUTE dei cittadini è da considerarsi come la missione del Sindaco e del Consiglio Comunale, la visione strategica per tale missione non può prescindere dal concetto dinamico e dal concetto olistico della SALUTE, nè dalla collaborazione con le altre Istituzioni coinvolte (Regione, ASL, etc.).

Remo Severini-Cittadino, medico.
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26 aprile 2013

Montebello Jonico (RC), sciolto il consiglio comunale della centrale a carbone.

 Tratto da Ntacalabria

Montebello Jonico (RC), sciolto il consiglio comunale della centrale a carbone.

E’ stato sciolto il consiglio comunale del territorio dove dovrebbe sorgere la centrale a carbone. La notizia della fine dell’amministrazione Guarna assume una duplice veste che adesso, più di prima, deve far riflettere.

Questo scioglimento potrebbe cambiare le carte in regola per quanto concerne il placet all’iter per la costruzione della centrale a carbone.

L’opposizione delle forze politiche comunali, provinciali e regionali calabresi rappresenterebbe un motivo di diniego alla realizzazione del progetto della società svizzera Sei.

Nei giorni scorsi era arrivata la notizia ufficiale dell’esito positivo da parte del Ministero dell’Ambiente circa la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. 
 Un altro parere positivo espresso dalla commissione Via il 21 ottobre 2010. 59 le prescrizioni ai quali la società deve provvedere per migliorare il progetto.
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Sulla centrale a carbone di Saline Joniche (Melito Porto Salvo, Reggio Calabria), Dalila Nesci e Federica Dieni, giovani deputate del Movimento 5 stelle Leggi qui
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Interrogazione dei parlamentari Calabresi del PD sulla Centrale a carbone di Saline Joniche


  • il Governo ed i ministri in indirizzo siano a conoscenza di tutte le questioni relative alla costruzione della centrale termoelettrica di 1.320 MVe lordi tra Saline Joniche e Montebello Jonico e delle controversie di ordine giuridico-amministrativo e ambientale che hanno accompagnato sin dall’inizio il progetto della S.E.I. S.p.A.;

  • quali provvedimenti urgenti, il Governo ed i ministri in indirizzo, intendano assumere per bloccare la costruzione della centrale, dal momento che la Regione Calabria presenta un saldo elettrico positivo, ed in considerazione dello scarso impatto ­a fronte dei vistosi problemi che si verranno a creare­  che la mega-opera avrà sul reddito e l’occupazione regionali, delle negative ripercussioni di carattere ambientale e paesaggistico legate alla realizzazione delle infrastrutture ed anche in considerazione del parere contrario espresso dal Ministero per i beni e le attività culturali per la realizzazione dell’opera;

  • se il Governo ed i ministri in indirizzo siano a conoscenza, nella loro specificità e puntualità, dei fatti predetti, della grande quantità di adempimenti, richieste di approfondimenti, integrazioni progettuali richiesti alla SEI SpA;

  • se il Governo ed i ministri in indirizzo siano a conoscenza dei potenziali conflitti istituzionali e amministrativi che potrebbero insorgere in sede di implementazione della mega-struttura (tra Governo e Ministeri da un lato e Regione Calabria, Comuni e comunità locali che hanno già manifestato la loro netta contrarietà alla mega struttura, dall’altro);

  • quali misure e provvedimenti urgenti (tra cui il ritiro del DPCM del 15 giugno 2012) il Governo ed i ministri in indirizzo intendano assumere per evitare la costruzione di un’opera che oltre ad inscriversi nell’ambito di obsoleti modelli di industrializzazione si presenta assolutamente priva delle necessarie garanzie in merito alle ricadute ambientali, paesaggistiche, naturalistiche e sulla salute dei cittadini

 Leggi l'articolo integrale


09 gennaio 2011

BENE L'INTESA CON I COMUNI VICINI NEL NO ALL'AMPLIAMENTO A CARBONE DELLA CENTRALE. UN GRAZIE ANCHE A DON GALLO

PROMEMORIA IN QUESTO INIZIO DEL 2011. COGLIAMO L'OCCASIONE PER RINGRAZIARE LE AMMINISTRAZIONI DI QUILIANO E DI VADO LIGURE PER LA COERENZA E LA SINERGIA DIMOSTRATE NEL MANIFESTARE LA LORO NETTA CONTRARIETA' AL POTENZIAMENTO A CARBONE DELLA CENTRALE TIRRENO POWER.

RINGRAZIAMO INOLTRE DON ANDREA GALLO PER LA SUA DICHIARAZIONE SABATO 8 GENNAIO 2011 A "CHE TEMPO FA " IN CUI SI E' DICHIARATO CONTRARIO AL POTENZIAMENTO A CARBONE DELLA CENTRALE.GRAZIE PER ESSERE REALMENTE "AL SERVIZIO"DELLA COLLETTIVITA'.


Tratto da Savona news del 15 DICEMBRE 2010

Quiliano: l'ordine del giorno del Consiglio Comunale ribadisce il dissenso per ampliamento Tirreno Power

"Inoltre si rileva una marcata difformità in merito alla programmazione territoriale e alle politiche di sviluppo e valorizzazione turistiche e agricole" si legge nell'ordine del giorno

L’ordine del giorno del Consiglio Comunale raccoglie i pronunciamenti contrari all’ampliamento con una nuova unità a carbone da 460 MW della Centrale Termoelettrica di Vado Ligure - Quiliano espressi da amministrazioni di centrosinistra e di centrodestra del comprensorio savonese e più precisamente dai Consigli Comunali di Spotorno, Celle Ligure, Savona, Albisola Superiore, Bergeggi, Vezzi Portio, Carcare, Finale Ligure, Noli, Cairo Montenotte, Altare, Albissola Marina, Balestrino, Pietra Ligure e Calice Ligure che concordemente hanno manifestato il proprio dissenso al progetto di costruzione ed esercizio di una nuova sezione a carbone nella centrale, motivandolo principalmente con l’incompatibilità con gli strumenti di pianificazione nazionali e regionali sulla riduzione dell'inquinamento e delle emissioni in atmosfera, anche in considerazione dell’esubero di produzione di energia derivante da fonti fossili in ambito provinciale e regionale rispetto all’effettivo fabbisogno.

Ulteriore elemento di contrarietà è rappresentato dall’ incongruenza con gli obiettivi di miglioramento del Piano regionale di risanamento e tutela della qualità dell’aria e per la riduzione dei gas serra e dalla forte preoccupazione che questa incongruenza suscita rispetto alla salute dei cittadini.

Inoltre si rileva una marcata difformità in merito alla programmazione territoriale e alle politiche di sviluppo e valorizzazione turistiche e agricole. A tale proposito si fa riferimento ai ricorsi ad adjuvandum del novembre 2010 presentati da parte dei Comuni di Spotorno, Noli, Vezzi Portio e Bergeggi. Per quanto di interesse del Comune di Quiliano, si ritiene di fare presente che lo stesso si è dotato del Piano Urbanistico Comunale, cui peraltro non è mai stata richiesta variante da parte dell’azienda, con lo scopo di portare avanti la programmazione del territorio in maniera partecipata e conforme a quella degli enti sovraordinati, investendo sulla valorizzazione delle tipicità locali, in stretta sinergia con il lavoro delle numerose aziende agricole attive a titolo esclusivo o in modo complementare, nonché sulla crescita di un’offerta turistica e ricettiva che va a coprire in modo capillare tutte le zone del territorio, inserendosi a pieno titolo sul mercato con proposte mirate al pubblico dello sport outdoor, del turismo enogastronomico, dell’escursionismo estivo e invernale.

La proposta di Tirreno Power non tiene in alcun conto la prevedibile ricaduta negativa che l‘ampliamento avrebbe sull’esistente e ancor più sui suoi sviluppi futuri. Appare evidente come un orientamento in tal senso sia prodromico, se correttamente gestito e supportato, di un incremento occupazionale di gran lunga superiore alle unità dell’organico esistente presentate da Tirreno Power, quali contropartita all’ampliamento, soprattutto se si considera che i previsti inserimenti seguono a un’esponenziale diminuzione del personale, avvenuta nel corso degli ultimi anni e le cui motivazioni ufficiali di riorganizzazione aziendale appaiono fondate più sul mero interesse economico che sulla volontà di dare impulso al livello occupazionale del territorio.

Il prevedibile aumento nel consumo di acqua potabile, legato all’ampliamento proposto, rappresenta un elemento di forte criticità anche perché l’ipotesi di utilizzo delle acque reflue del Consorzio Depurazione SpA, per quanto auspicabile, appare priva di qualsiasi fondamento, non esistendo allo stato alcuna analisi di fattibilità tecnica ed economica.

Ancora rispetto alle preoccupazioni di carattere ambientale è opportuno far rilevare come diverse campagne di biomonitoraggio abbiano accertato nella Provincia di Savona un indice di biodiversità lichenica molto basso, a testimonianza di un’insoddisfacente qualità dell’aria e come le analisi di emissioni complessive non considerino l’aumento di inquinamento in termini di polveri fini (PM 2,5) primarie e secondarie, così come evidenziato dalla relazione su “Inquinamento e salute in Provincia di Savona” redatta dall’Ordine dei Medici di Savona (allegata alla delibera).

La “Relazione sull’attività di monitoraggio e risultati ottenuti - Gennaio 2010” dell’ARPAL, riferita al periodo di controllo agosto 2008 – luglio 2009 segnala inoltre un elevato livello di compromissione dei fondali marini: sembra lecito supporre che un eventuale implementazione dello scarico a mare dell’acqua utilizzata per il raffreddamento degli impianti possa enfatizzare lo stato di sofferenza in atto, compromettendo in via definitiva l’ecosistema marino.

In relazione alla qualità dell’aria, preme sottolineare come l’Amministrazione Comunale e il Gruppo di lavoro consiliare abbiano richiesto alla Regione Liguria e alla Provincia di Savona un adeguamento della rete di monitoraggio che prevedesse la predisposizione di rilevatori delle polveri sottili e ultrasottili sul territorio del Comune di Quiliano; l’utilità di tale provvedimento è evidente, se si pensa che ancor prima dell’avvio dei gruppi a metano, la situazione ambientale della sottozona 2b (Savona, Vado Ligure e Quiliano) si trovava a livelli di guardia.

Se a ciò si aggiunge il fatto che su un territorio di estensione limitata verrebbero a insistere più interventi dalla ricaduta globale non ancora prevedibile, che a oggi ci si trova in una condizione di non certezza circa l’ottemperanza delle prescrizioni condizionanti l’esclusione dalla VIA del gruppo a ciclo combinato e infine che non appare in alcun modo accettabile che l’utilizzo di nuove tecnologie sui gruppi esistenti possa attuarsi solo a condizione di un ampliamento della centrale a carbone, non sembra possibile l’assunzione di una posizione differente rispetto a quella del Consiglio Comunale con cui si ribadisce la netta contrarietà al progetto di ampliamento.

Tratto da Ivg del 15 dicembre 2010

tirrenopower














Vado, approvato odg contro ampliamento Tirreno Power

Vado L. Il Comune di Vado Ligure conferma la propria posizione di rifiuto al progetto di ampliamento della centrale Tirreno Power. Lo ha fatto con un ordine del giorno presentato oggi in Consiglio comunale votato ad ampia maggioranza, con la sola eccezione del voto contrario espresso dal consigliere Pdl Matteo Debenedetti.

In vista della conferenza dei servizi in sede deliberante di domani a Roma, Vado Ligure conferma quindi la posizione, sottolineando anche i ricorsi e pronunciamenti di altri Comuni costieri e dell’entroterra, come lo stesso capoluogo Savona, ma anche Cairo Montenotte, Spotorno e Noli. Anche Quiliano ha ribadito la propria contrarietà.

L’ordine del giorno del Consiglio comunale raccoglie i pronunciamenti espressi da amministrazioni di centrosinistra e di centrodestra del comprensorio savonese che congiuntamente hanno manifestato il proprio dissenso al progetto di costruzione e esercizio di una nuova sezione a carbone nella centrale: l’incompatibilità degli strumenti di pianificazione nazionali e regionali sulla riduzione dell’inquinamento e delle emissioni in atmosfera, l’incongruenza con gli obiettivi di miglioramento del Piano regionale di risanamento e tutela della qualità dell’aria e per la riduzione dei gas serra e la conseguente preoccupazione per la salute dei cittadini, queste le motivazioni contenute del documento che sarà portato in Conferenza dei servizi.

05 febbraio 2010

2010/11/05Com’è difficile essere cittadini/Temperatura delle acque di raffreddamento .../Consiglio Comunale di Varazze :Centrale a Carbone ...

Tratto da CronacaQui

Com’è difficile essere cittadini

- Che vitaccia essere cittadini. Soprat­tutto se si chiede di essere ascoltati, di po­ter far giungere la propria voce a chi di dovere.
Guardiamoci attorno: la nostra è la società della democrazia allargata, una società in cui abbondano i mezzi con cui i semplici cittadini possono met­tersi in contatto con le istituzioni. Ep­pure, per essere ascoltati, ci si deve arrangiare nel creare comitati, asso­ciazioni, aderire a class action... Per­ché alla fin fine il cittadino è esposto a qualunque disgrazia che possiate im­maginare: l’inquinamento atmosferico e acustico - in Lombardia proprio per queste ragioni hanno indagato gli am­ministratori locali, considerati respon­sabili del benessere dei propri cittadini -, la criminalità di strada, la disor­ganizzazione delle ferrovie, i disagi negli uffici pubblici e chi più ne ha più ne metta. Ma per salvarsi vediamo cen­tinaia di persone che rinunciano al proprio tempo libero per fondare co­mitati, tolgono spazio alla propria fa­miglia per frequentare le riunioni di quartiere......... E lo stupore, nuovo ogni volta, di scoprire di non avere una voce abbastanza forte da essere udita ai livelli più alti, con la beffa che troppe volte lo Stato, o chi per lui, si manifesta solo sotto forma di una società di riscossioni.

La strada dell’esposto in procura, o della class action, dovrebbe essere una soluzione estrema, quella cui si ricorre quando non si sa più a che santo vo­tarsi. Invece, in questo nostro paese, in queste nostre città, sta diventando la consuetudine: quasi che il riunirsi, il farsi forza a vicenda fosse l’unica ma­niera di difendersi. Rinunciando a ore, giorni della propria vita perché non soccomba anche la speranza di poter cambiare le cose.
No, davvero non è facile essere cittadini oggi.

(Essere cittadini oggi è "UNA STRADA TUTTA IN SALITA"come nell' immagine ) _____________________________________________________________________
Tratto da http://www.youtube.com/watch?v=Pnby-9UfdiE

Video su YOU TUBE Misurazione empirica e puramente indicativa della temperatura delle acque di raffreddamento della centrale termoelettrica a carbone di Vado Ligure (SV), con comparazione alla temperatura della superficie marina adiacente..

Guardate il molto interessante video e ci auguriamo che chi di competenza ............veda e verfichi.
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centrale TP 00

Tratto da "Albenga Corsara"


Convocato in sessione straordinaria e in seduta pubblica per sabato 6 febbraio alle ore 9 il Consiglio Comunale di Varazze. ........ spazio anche alla centrale a Carbone TP di Vado-Quiliano: “Tirreno Power, potenziamento e riconversione – Effetti sulla qualità dell’aria e della vita nei comuni limitrofi ed in particolare nel Comune di Varazze”. Di seguito il primo punto dell’Odg.

ORDINE DEL GIORNO

1. Richiesta di convocazione del Consiglio comunale presentata in data 19 gennaio 2010 dai Consiglieri sigg.ri: A. Bozzano, M. Baccino, L. Pierfederici, R. Calcagno, E. Patrone, M. Dagnino e S. Vallerga sul seguente argomento: “Tirreno Power, potenziamento e riconversione – Effetti sulla qualità dell’aria e della vita nei comuni limitrofi ed in particolare nel Comune di Varazze”.

Considerazioni di Uniti per la Salute

L' Informazione è come le polveri sottili quando si propaga riesce difficile poi contenerla.

Speriamo che ulteriori comuni si pronuncino "nel merito" e capiscano" l'Importanza del Problema" per i nostri territori Infatti La ricaduta delle polveri emesse da una centrale a carbone si possono estendere per decine di chilometri!- Le conseguenze sulla salute sono facilmente immaginabili