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16 febbraio 2021

IVG: Processo Tirreno Power,nel mirino licheni e olio combustibile

Tratto da IVG 
Processo Tirreno Power, proseguono le deposizioni dei tecnici: nel mirino licheni e olio  combustibile .


Savona. Proseguono le deposizioni dei tecnici in Tribunale a Savona nell’ambito del processo a carico di Tirreno Power per il quale sono imputati 26 persone, tra vertici e dirigenti dell’azienda, rinviati a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo.

Dopo la deposizione, martedì scorso, di Fabrizio Minichilli, epidemiologo dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa e autore di un articolo, pubblicato nel 2019 sulla rivista Science of the Total Environment, incentrato proprio sulla possibile correlazione tra le emissioni di Tirreno Power e le patologie tra i residenti, oggi è toccato ad altri tre tecnici delle parti civili sviscerare dati e numeri sul possibile impatto della centrale.

Il primo ad essere ascoltato è stato il professor Gianni Tamino, docente dell’Università di Padova nel dipartimento di Biologia: il testimone ha relazionato i giudici sui risultati dell’attività di biomonitoraggio nell’area circostante la centrale di Vado realizzata mediante analisi dei licheni nel periodo 2006/07. La diffusione dei licheni è infatti ritenuta dall’accusa e dalla comunità scientifica un utile indicatore dal punto di vista ambientale per accertare una eventuale correlazione tra le emissioni della centrale e l’inquinamento dell’aria.

Quello dei licheni è un argomento già emerso nel corso del processo, quando nel 2019 Marco Mazzoni, coordinatore del gruppo istruttore che ha rilasciato l’Aia a Tirreno Power, fu chiamato a esprimersi proprio in merito agli studi sul tema. In quell’occasione Mazzoni affermò che il biomonitoraggio lichenico ‘non ha ragion d’essere dal punto di vista della certificazione della qualità dell’aria‘ sostenendo che si trattasse di ‘sensori che sono stati abbandonati da tutti‘”; una posizione contestata in seguito da Uniti per la Salute (anche in relazione alla presunta competenza di Mazzoni a esprimersi in merito, dato che non è un biologo).

Dopo Tamino è toccato all’ingegner Alfredo Pini, funzionario Ispra, chiamato a deporre in relazione all’attività di controllo svolta sulla centrale e sul monitoraggio delle emissioni della stessa. Pini si è soffermato soprattutto sulla vicenda dell’olio combustibile impiegato per l’accensione degli impianti: il 13 dicembre 2013 il Ministero dell’Ambiente vietò l’uso di olio con tenore di zolfo fino all’1% (come prescritto già dall’Aia del 2012) con effetto immediato.

Tirreno Power, inizialmente, non aveva recepito la prescrizione dell’Aia sulla riduzione del tenore di zolfo: sostenendo che avesse un impatto ambientale irrilevante, e non ricevendo risposta dal ministero, non la attuò (comportamento consentito dalla legge in caso di modifiche non sostanziali). In seguito l’intervento dell’Ispra spinse il Ministero a chiarire, dichiarando “non illegittimo” il comportamento dell’azienda fino a quel momento (13 dicembre 2013) ma imponendo da quel momento un adeguamento immediato. La centrale dovette quindi approvvigionarsi urgentemente di olio combustibile a basso tenore di zolfo (sotto lo 0,3%).

Nella sua deposizione Pini ha contestato proprio l’utilizzo dell’olio all’1% da parte di Tirreno Power prima del chiarimento del 13 dicembre 2013: secondo il testimone si sarebbe trattato (al contrario di quanto sostenuto dall’azienda) di una modifica sostanziale e quindi la centrale avrebbe dovuto fin da subito attenersi a quanto prescritto dall’Aia del 2012.



08 febbraio 2020

Ripubblichiamo le considerazioni di Gianni Tamino, docente di Biologia all’Università di Padova, in merito al biomonitaraggio circostante la Centrale elettrica di Vado Ligure


Gianni Tamino

Gianni Tamino è docente di Biologia generale all’Università degli Studi di Padova, dove attualmente svolge attività di ricerca nel campo dei rischi legati alle applicazioni biomolecolari. È stato membro della Camera dei Deputati e del Parlamento europeo, dove ha seguito in particolare la normativa comunitaria in tema di biotecnologie. È attualmente membro del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e della Commissione Interministeriale per le Biotecnologie. Sulle biotecnologie ha pubblicato numerosi lavori scientifici e divulgativi. ...

Il Prof. Gianni Tamino, biologo di fama internazionale e professore ordinario presso l’Università di Padova, e’ membro del comitato scientifico dell’Associazione Italiana medici per l’ambiente (International Society of Doctors for the Environment ) Isde.
Tamino si è sempre occupatato di problemi ambientali, di energie rinnovabili, di sostenibilità, di biotecnologie, di ricerca nell'ambito degli inquinanti ambientali, pubblicando libri e scrivendo numerosi articoli su riviste scientifiche, culturali e divulgative. Si è interessato allo studio di centrali elettriche e inceneritori e il loro impatto ambientale, e alla possibilità di rischi biologici e di effetti mutageni e cancerogeni causati dalle attuali biotecnologie e dai campi elettromagnetici.

Pubblichiamo le  Considerazioni di Gianni Tamino, docente di Biologia all’Università di Padova, in merito al biomonitaraggio circostante la Centrale elettrica di Vado Ligure

sotto  lo riportiamo integralmente :
Considerazioni di Gianni Tamino, docente di Biologia all’Università di Padova, in merito al biomonitaraggio circostante la Centrale elettrica di Vado Ligure, realizzato mediante analisi dei licheni nel periodo 2006-2007, in ottemperanza alle prescrizioni del Ministero dell’Ambiente (provvedimento 10541/VIA/A.O.13.B DEL 08.10.2001)..



Da una prima analisi dei dati riportati nella relazione tecnico-scientifica, risulta una situazione particolarmente allarmante per quanto riguarda lo stato dell’ambiente circostante la centrale. Infatti nella stessa relazione si afferma a pag. 141 “È stato così stabilito che le concentrazioni nel materiale vegetale di mercurio, zinco, cadmio e rame, risentono di una considerevole influenza antropica.” E a pag. 66 si afferma: “Sembra esistere quindi una discreta componente antropica responsabile delle concentrazioni degli stessi sul territorio”. Quello che però non è evidenziato nella relazione è che, nell’area di maggior influenza da parte della centrale (la cosiddetta area C di pag. 66), vi sono concentrazioni di metalli, in particolare di mercurio molto preoccupanti: valori compresi tra 1,61 e 2,61 parti per milioni (ppm) per il mercurio (con punte di 13,06 poco più a sud dell’area in questione); valori tra 159 e 1210 ppm per lo zinco, valori tra 0,75 e 12,46 ppm per il cadmio e, infine valori compresi tra 3,47 e 2611 per il rame.  È doveroso far notare che nella tabella di Nimis e Bargagli del 1999 (lavoro preso in considerazione dagli autori della relazione tecnico-scientifica) i massimi valori riscontrati, considerando tre diverse aree del paese per un totale di 100 misurazioni, sono 1,84 ppm per il mercurio, 358 ppm per lo zinco, 9,04 ppm per il cadmio e 161 ppm per il rame: come si può notare, tutti valori decisamente inferiori a quelli massimi riscontrati attorno alla centrale di Vado Ligure. Per confronto è utile ricordare che, in un recente rapporto sulla laguna di Marano e Grado e aree limitrofe (Biomonitoraggio del mercurio aerodisperso tramite licheni come bioaccumulatori nella laguna di Marano e Grado e Basso Bacino scolante, del 30 aprile 2012), il valore massimo riscontrato per il mercurio vicino all’area industriale di Torviscosa è pari a 0,40 ppm, molto inferiore sia a 13,06, ma anche a 2,61 e 1,61 ppm. Analogamente nell’area molto inquinata di Fusina e Porto Marghera (VE), nell’attività di biomonitoraggio del 2000 (realizzato dallo studio agroforestale “Terra Viva” di Vigevano), si riporta, come valore massimo riscontrato nei licheni, per il mercurio 0,09 ppm, per il cadmio 2,6 ppm e per il rame 44 ppm (lo zinco non è stato analizzato). Anche in questo caso i valori sono ben al di sotto addirittura dei valori minimi per il mercurio e dei valori massimi per cadmio e rame, riscontrati nell’area C attorno alla centrale di Vado Ligure. Tutto ciò, fermo restando la necessità di ulteriori approfondimenti e di ulteriori indagini, indica un forte inquinamento antropico della zona, causato, se non esclusivamente, sicuramente in parte rilevante dalla centrale di Vado Ligure
___________________________
Rete Savonese Fermiamo il Carbone :risultati del biomonitoraggio lichenico..


Il testo della lettera inviata dalla  Rete Savonese Fermiamo il Carbone  
il giorno 11 luglio 2012

Al
- Sig. Sindaco Comune di Quiliano

- Sig. Sindaco Comune di Vado L.

- Sig. Presidente Provincia di Savona

- Sig. Presidente Regione Liguria 

Oggetto: autorizzazione integrata ambientale (AIA) centrale termoelettrica Vado Ligure Quiliano- risultati del biomonitoraggio.

Nel ribadire che riteniamo assolutamente improponibile qualsiasi ipotesi di AIA (più o meno transitoria) che non disponga da subito l’adeguamento degli attuali impianti alle migliori tecnologie,  sottolineiamo che è nostra convinzione che il funzionamento dei suddetti impianti nella configurazione attuale abbia sottoposto da almeno 5 anni il territorio e i cittadini ad un inquinamento molto maggiore di quanto previsto dalle norme che impongono l’utilizzo delle migliori tecnologie .

Quindi riteniamo preciso dovere segnalare quanto è venuto a nostra conoscenza a seguito della pubblicazione sul sito del Ministero dell’Ambiente 
 (http://aia.minambiente.it/DomandeAIADocumenti.aspx?id=114 andando poi su "documentazione del gestore" poi "integrazioni" poi "prima richiesta" apparirà una serie di pdf cliccare sul terzo "integrazioni" da 60,23 MB).

Si tratta del biomonitoraggio trasmesso dalla Centrale di Vado ligure Quiliano per ottemperare ad una precisa prescrizione del Ministero
( provvedimento 10541/VIA/A.O.13.B DEL 08.10.2001)  punto 3c.
Tale documento risulta essere stato inoltrato  in data 15/10/2007 con nota prot. N. 7552, acquisita  dal Ministero Ambiente con prot. N. DSA-2007-27160 DEL 18/10/2007.
Il documento risulta essere stato inoltrato anche ad 
ARPA Liguria .
Riteniamo che se questo biomonitoraggio è stato prescritto con queste modalità, evidentemente si è voluto dare specifica  importanza anche ai rilevamenti sui licheni e su questi prioritariamente abbiamo indirizzato la nostra attenzione.

Segnaliamo quindi solo alcune delle risultanze apprese da questo documento che hanno destato in noi enormi preoccupazioni  e che ci hanno indotto a rivolgerci ad alcuni esperti  affinché ci possano confermare (o, sperabilmente per il territorio,  smentire)  quelli che noi riteniamo valori di inquinanti eccezionalmente elevati, tanto che in molti casi parrebbero di gran lunga i più elevati mai riscontrati in Italia confrontandoli alla tabella A “Nimis” (allegata).

DI SEGUITO SI ELENCANO SOLO ALCUNI VALORI MASSIMI
 ( che si sono messi a confronto  con quelli della allegata tabella  A   tratta da  un documento dell'università della TUSCIA  reperibile su http://www.ambientale.org/pdf/RelBiomonit_TVN.pdf  pag 20).
Nella tabella 3.2 a pag 44 del  citato documento pdf scaricato  dal sito del Ministero Ambiente ( pag 20 del documento biomonitoraggio) troviamo:(si consideri che  μ/g  = ppm)
CADMIO POSTAZIONE UCP 29  valore riscontrato   12,46 μ/g 
 ( nell’allegato tab A “Nimis” indica come valore naturalità media  0,8  ppm  e il val max in Italia 9,04 ppm )
ARSENICO POSTAZIONE UCP 7 CON VALORE  13,80 μ/g  (nell’allegato tab A “Nimis” indica come valore naturalità media 1,2ppm e il valore max  riscontrato in Italia   5,53 ppm  )
MERCURIO  POSTAZIONE UCP 41 VALORE
13,06 μ/g  (nell’ allegato tab A “Nimis” indica come valore naturalità media 0,20 ppm e il valore max  riscontrato in Italia   1,84  ppm  )
CROMO POSTAZIONE UCP 40 VALORE 
330,20 μ/g  (nell’allegato tab A “Nimis” indica come valore naturalità media 4 PPM  e il valore max riscontrato in Italia  60,5 ppm )



Nelle pagine successive del documento viene fatto un riepilogo di dettaglio per ogni inquinante: per esempio per l'arsenico nello schema a pag 54 del pdf (pag 30 del biomonitoraggio) sono indicati i valori  sui licheni (anche valore medio e massimo) ma nel commento sottostante si parla solo delle foglie e non risultano menzionati i dati riferiti ai licheni e specialmente non è citata  l'enormità del valore massimo (13,80) e anche quella del valore medio (5,66) sempre a confronto con la tabella A di Nimis!
Nelle pagine di seguito sono evidenziati gli specchietti con gli altri inquinanti dove si ripete sostanzialmente la stessa cosa con enormi valori numerici di inquinanti per i licheni che non risultano evidenziati nel commento. 
Ad esempio per il mercurio  ( pag 57/58  del pdf,)  alla fine del commento è scritto "Secondo Lindt T.J. il limite naturale non supera lo 0.1 mg/Kg, nell’area di studio il valore medio risulta essere moderatamente superiore" . Se si intende nel terreno  secondo noi nella tabella soprastante il valore medio nel terreno è 0,31 e cioè di ben 3 volte quanto indicato come limite naturale, se si intende nelle foglie, 0,61 cioè 6 volte. 
 Per i licheni, prendendo come riferimento un valore di naturalità media indicato nella tab A di 0,2, nelle tabella riassuntiva del mercurio come valore medio è indicato 2,49 (cioè oltre 10 volte !)

Questi sono solo alcuni tra i valori assoluti o medi che ci paiono veramente enormi confrontandoli appunto con la tabella di Nimis: sottolineiamo che a fronte di questi valori numerici indicati, il commento scritto non ci pare che ne sottolinei quella che secondo noi è una grandissima anomalia nel quantitativo di inquinanti misurati.

Poiché abbiamo appreso dagli organi di informazione che è imminente la Conferenza ufficiale dell’AIA, e poiché riteniamo che in quella sede gli aspetti di questo monitoraggio dovranno essere uno dei punti cardine, abbiamo ritenuto nostro preciso dovere manifestare le gravi preoccupazioni suscitate in noi dalla lettura di questi dati e quindi comunicarle alle S.L. affinché ne abbiano conoscenza e consapevolezza nell’affrontare le gravi responsabilità che loro derivano in queste importantissime decisioni(citiamo  a titolo non esaustivo gli articoli 216 e 217 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, - art 29 quater del D. Lgvo 29 giugno 2010, n. 128- ed anche in particolare l’art  29-septies  dello stessoD. Lgvo 29 giugno 2010, n. 128.).
Nel ringraziare per l’attenzione, chiediamo cortesemente alle S.L. di volerci comunicare il Loro pensiero su quanto segnalato e le azioni concrete che intendono intraprendere a fronte di una situazione di inquinamento come appare dal citato biomonitoraggio.
Savona 11 luglio 2012

Rete Savonese Fermiamo il Carbone
Articolo su "Il Secolo XIX  "di oggi 19 luglio



03 febbraio 2020

19 luglio 2012 Rete Savonese Fermiamo il Carbone :risultati del biomonitoraggio lichenico

 Perche' e' sempre utile ricordare riportiamo uno stralcio del post 19 luglio 2012

Rete Savonese Fermiamo il Carbone :risultati del biomonitoraggio lichenico..



Il testo della lettera inviata dalla Rete Savonese Fermiamo il Carbone il giorno 11 luglio 2012

Al - Sig. Sindaco Comune di Quiliano

     - Sig. Sindaco Comune di Vado L.

     - Sig. Presidente Provincia di Savona

     - Sig. Presidente Regione Liguria 
Oggetto: autorizzazione integrata ambientale (AIA) centrale termoelettrica Vado Ligure Quiliano- risultati del biomonitoraggio.
Nel ribadire che riteniamo assolutamente improponibile qualsiasi ipotesi di AIA (più o meno transitoria) che non disponga da subito l’adeguamento degli attuali impianti alle migliori tecnologie, sottolineiamo che è nostra convinzione che il funzionamento dei suddetti impianti nella configurazione attuale abbia sottoposto da almeno 5 anni il territorio e i cittadini ad un inquinamento molto maggiore di quanto previsto dalle norme che impongono l’utilizzo delle migliori tecnologie .

Quindi riteniamo preciso dovere segnalare quanto è venuto a nostra conoscenza a seguito della pubblicazione sul sito del Ministero dell’Ambiente:

Si tratta del biomonitoraggio trasmesso dalla Centrale di Vado ligure Quiliano per ottemperare ad una precisa prescrizione del Ministero( provvedimento 10541/VIA/A.O.13.B DEL 08.10.2001) punto 3c.
Tale documento risulta essere stato inoltrato in data 15/10/2007 con nota prot. N. 7552, acquisita dal Ministero Ambiente con prot. N. DSA-2007-27160 DEL 18/10/2007.
Il documento risulta essere stato inoltrato anche ad ARPA Liguria .
Riteniamo che se questo biomonitoraggio è stato prescritto con queste modalità, evidentemente si è voluto dare specifica importanza anche ai rilevamenti sui licheni e su questi prioritariamente abbiamo indirizzato la nostra attenzione.

Segnaliamo quindi solo alcune delle risultanze apprese da questo documento che hanno destato in noi enormi preoccupazioni e che ci hanno indotto a rivolgerci ad alcuni esperti affinché ci possano confermare (o, sperabilmente per il territorio, smentire) quelli che noi riteniamo valori di inquinanti eccezionalmente elevati, tanto che in molti casi parrebbero di gran lunga i più elevati mai riscontrati in Italia confrontandoli alla tabella A “Nimis” (allegata).

DI SEGUITO SI ELENCANO SOLO ALCUNI VALORI MASSIMI ( che si sono messi a confronto con quelli della allegata tabella A tratta da un documento dell'università della TUSCIA reperibile su http://www.ambientale.org/pdf/RelBiomonit_TVN.pdf pag 20).
Nella tabella 3.2 a pag 44 del citato documento pdf scaricato dal sito del Ministero Ambiente ( pag 20 del documento biomonitoraggio) troviamo:(si consideri che μ/g = ppm)
CADMIO POSTAZIONE UCP 29 valore riscontrato 12,46 μ/g ( nell’allegato tab A “Nimis” indica come valore naturalità media 0,8 ppm e il val max in Italia 9,04 ppm )
ARSENICO POSTAZIONE UCP 7 CON VALORE 
13,80 μ/g (nell’allegato tab A “Nimis” indica come valore naturalità media 1,2ppm e il valore max riscontrato in Italia 5,53 ppm )
MERCURIO POSTAZIONE UCP 41 VALORE 13,06μ/g
 (nell’ allegato tab A “Nimis” indica come valore naturalità media 0,20 ppm e il valore max riscontrato in Italia 1,84 ppm )
CROMO POSTAZIONE UCP 40 VALORE 
330,20 μ/g
(nell’allegato tab A “Nimis” indica come valore naturalità media 4 PPM e il valore max riscontrato in Italia 60,5 ppm )
Nelle pagine successive del documento viene fatto un riepilogo di dettaglio per ogni inquinante: per esempio per l'arsenico nello schema a pag 54 del pdf (pag 30 del biomonitoraggio) sono indicati i valori sui licheni (anche valore medio e massimo) ma nel commento sottostante si parla solo delle foglie e non risultano menzionati i dati riferiti ai licheni e specialmente non è citata l'enormità del valore massimo (13,80) e anche quella del valore medio (5,66) sempre a confronto con la tabella A di Nimis!
Nelle pagine di seguito sono evidenziati gli specchietti con gli altri inquinanti dove si ripete sostanzialmente la stessa cosa con enormi valori numerici di inquinanti per i licheni che non risultano evidenziati nel commento.......


Poiché abbiamo appreso dagli organi di informazione che è imminente la Conferenza ufficiale dell’AIA, e poiché riteniamo che in quella sede gli aspetti di questo monitoraggio dovranno essere uno dei punti cardine, abbiamo ritenuto nostro preciso dovere manifestare le gravi preoccupazioni suscitate in noi dalla lettura di questi dati e quindi comunicarle alle S.L. affinché ne abbiano conoscenza e consapevolezza nell’affrontare le gravi responsabilità che loro derivano in queste importantissime decisioni(citiamo a titolo non esaustivo gli articoli 216 e 217 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, - art 29 quater del D. Lgvo 29 giugno 2010, n. 128- ed anche in particolare l’art 29-septies dello stessoD. Lgvo 29 giugno 2010, n. 128.).
Nel ringraziare per l’attenzione, chiediamo cortesemente alle S.L. di volerci comunicare il Loro pensiero su quanto segnalato e le azioni concrete che intendono intraprendere a fronte di una situazione di inquinamento come appare dal citato biomonitoraggio.
Savona 11 luglio 2012

Rete Savonese Fermiamo il Carbone

Articolo su "Il Secolo XIX  "di oggi 19 luglio

 


Articolo su "La Stampa "di oggi 19 luglio
Leggi  su La Stampa

La Rete fermiamo il carbone definisce molto preoccupanti i risultati del biomonitoraggio.....

Roberto Pavanello

POST DEL 20 LUGLIO

Alcune immagini  relative all'anno 2006 tratte da 
 "REALIZZAZIONE E GESTIONE DI UNA RETE DI BIOMONITORAGGIO TERRESTRE NEL TERRITORIO CIRCOSTANTE LA CENTRALE TERMOELETTRICA VADO LIGURE"  dal Sito del "Ministero dell' Ambiente".
Per noi cittadini le immagini sono più eloquenti di tante  troppe parole .......


Riportiamo la tabella  di Nimis


05 agosto 2017

Da IL SECOLO XIX - La Centrale Tirreno Power : dopo l'addio al carbone sono tornati i " licheni ".

Immagine tratta da Il Secolo XIX  del 3 agosto

Dopo l'addio al carbone tornati i licheni.

La principale sentinella ambientale, usata dalla stessa Procura come " cartina tornasole " sul livello di inquinamento dell'area.

Tratto da Rsvn

Tirreno Power demolirà anche i serbatoi ad olio combustibile

 

Vado Ligure. Non solo una delle due torreggianti ciminiere, ma anche tutta una serie di impianti non più funzionali all’attività sono finiti nella lista delle demolizioni prossime venture all’interno del sito Tirreno Power di Vado Ligure. Nei giorni scorso la Regione Liguria ha approvato la definizione dell’intesa con il ministero dello Sviluppo Economico finalizzata al rilascio dell’autorizzazione a dismettere parte del parco serbatoi della centrale termoelettrica, a suo tempo utilizzati per le scorte di olio combustibile per alimentare i gruppi di generazione elettrica. La richiesta era stata avanzata già alle fine del 2013 e ribadita lo scorso anno. Venute meno le esigenze produttive, l’abbattimento dei serbatoi contribuisce a migliorare sia gli aspetti ambientali sia quelli della sicurezza industriale del sito. Sarà ora un provvedimento del ministero a dare efficacia alla decisione.

13 maggio 2017

Il Fatto Quotidiano: "Vado Ligure ,tornano i licheni"



La sottostante immagine e' tratta dalla
prima pagina  de 
Il Fatto Quotidiano  di oggi 13 maggio 


                    Articolo di Ferruccio Sansa 
        Vado  Ligure,tornano i licheni.

          
Sotto l'articolo di pag 13      
 Centrale a carbone spenta 
 e ritornano i licheni.


Leggi anche l'articolo del 19 luglio 2012


Rete Savonese Fermiamo il Carbone :risultati del biomonitoraggio lichenico..




Articolo su "La Stampa " sempre del 19 luglio
Leggi  su La Stampa

La Rete fermiamo il carbone definisce molto preoccupanti i risultati del biomonitoraggio.....

QUI  l'ARTICOLO INTEGRALE

21 luglio 2012

Biomonitoraggio lichenico :quando i valori parlano da soli

La Tabella inviataci dall' Ing. Paolo Forzano  sui valori degli inquinanti nei licheni appresi dal biomonitoraggio  non ci pare "distorta" nè "parziale" ma semplicemente clamorosa  nella evidenza nei numeri.

 Tratto dal  Comunicato 
dell'Ing. Paolo Forzano

E' indubbio che ogni analisi debba essere fatta da "esperti" del settore, ma alle volte non sarebbe neppure necessario scomodarli, quando i dati sono evidenti oltre un certo livello.

Inquinamento nell'area savonese: possiamo farci molte domande, ma  queste tabelle parlano da sole.... 

(Considerando  che 5,5 volte significa 550% ;
10,3 volte significa 1030% ; 16,2 volte significa 1620% ;    29 volte 2900%     e così via....)

Trasparenza è comunicare i dati a "tutti" in modo "accessibile" e "comprensibile"......

......Intanto leggiamo la tabella dei rilievi sui licheni sul rapporto sull'inquinamento realizzato da Tirreno Power. 

...Che nella nostra area ci sia una fortissima "sofferenza" dei licheni è cosa nota. I licheni sono dei misuratori naturali di inquinamento.
 Non mentono! 
Che dire di 17 volte più cromo medio rispetto al valore di naturalità media, e di 5,5 volte più cromo massimo rispetto al più alto valore italiano?  
 Comunque il valore massimo di cromo rilevato è superiore di 82 volte rispetto al valore del cromo come naturalità media. La voce agli esperti!
CR = Cromo, CD = Cadmio, HG = Mercurio, 
AL = alluminio, CU = Rame, V = Vanadio, ZN = Zinco, 
 AS = Arsenico,PB = Piombo

Ing. Paolo Forzano
Presidente  del Comitato Casello Albamare
Aderente alla

Rete Savonese Fermiamo il Carbone
 
 Leggi l'articolo integrale su Savona News

Leggi anche su Trucioli Savonesi l'articolo di Antonia Briuglia:DENTRO QUALI CASSETTI?