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28 gennaio 2021

Mortalità prematura causa inquinamento, i medici di ISDE Modena: "Agire subito"

Tratto da Modena Today
Mortalità prematura per inquinamento, i medici di ISDE Modena: "Agire subito"

Una recente pubblicazione scientifica dal titolo “Premature mortality due to air pollution in European cities: a health impact assessment” (Khomenko S, et al, 2021 Lancet) mette in evidenza le pesanti ripercussioni sulla Salute Pubblica dell’inquinamento atmosferico, con particolare attenzione alla mortalità evitabile, se venissero rispettate le direttive delle linee guida Europee e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La sezione di Modena di ISDE - Medici per l’Ambiente ha analizzato i dati, riassumendo alcuni punti chiave: "L'inquinamento atmosferico è uno dei principali fattori di rischio per mortalità e morbosità in tutto il mondo. In Europa l’inquinamento ambientale riduce in media l’aspettativa di vita di 2,2 anni, con un tasso di mortalità annua attribuibile di 133 casi/anno per 100.000 abitanti. L'esposizione all'inquinamento atmosferico, sia a breve che a lungo termine, può portare a un'ampia gamma di malattie, come ad esempio malattie cardiovascolari (infarti ed ictus), patologie croniche polmonari (esempio bronchite cronica ed asma), patologie metaboliche (diabete mellito tipo II) e infezioni respiratorie (sindromi da raffreddamento e polmoniti). L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato l'inquinamento atmosferico, in particolare il PM2,5, come una delle principali cause di cancro".

L'Emilia Romagna in generale, ma soprattutto Modena e provincia ( Carpi e Sassuolo), spiccano per livelli assolutamente allarmanti. Le principali città della nostra Provincia, infatti, si collocano, in posizione significativamente “elevata” in questa speciale classifica delle città Europee della mortalità legata all’inquinamento.

"Lo studio stima che nella nostre città si sarebbero potute salvare diverse centinaia di vite rispettando i limiti di inquinanti raccomandati dall’OMS. La consapevolezza di questi dati scientifici deve rappresentare una chiamata all’azione da parte delle amministrazioni locali e regionali, che sono responsabili della salvaguardia della Salute Pubblica, dei Medici e del personale sanitario che sono chiamati a prendersi cura della Salute dei cittadini. Occorre agire, sulle noxae ambientali che minacciano la salute stessa e tutti gli attori della società civile devono creare i presupposti perché si possa finalmente vivere in un ambiente più sano e sostenibile".

07 aprile 2013

IL M5S FARA' RICORSO AL TAR: É inaccettabile bruciare CCS nei cementici, è un costo altissimo in termini ambientali e per la salute..




Tratto da  Beppe Grillo.it
MOVIMENTO 5 STELLE
Gruppo Parlamentare Senato della Repubblica
COMUNICATO STAMPA
 
IL MOVIMENTO 5 STELLE DICHIARA DURA OPPOSIZIONE ALLA ENTRATA IN VIGORE DEL DECRETO CHE FACILITA L' INCENERIMENTO DEI RIFIUTI NEI CEMENTIFICI
L'UTILIZZO DEL "COMBUSTIBILE SOLIDO SECONDARIO" E' DANNOSO E SUPERATO.
CON LE MODERNE TECNOLOGIE SI POSSONO RICICLARE TUTTI GLI SCARTI PLASTICI E CARTACEI.
IL FUTURO E' RIFIUTI ZERO


Già bocciato, e cacciato dalla porta, dalla commissione Ambiente della Camera o della scorsa legislatura, il decreto Clini sui cementifici rientra dalla finestra. E' stato infatti approvato a febbraio ed è entrato in vigore il giorno di venerdì Santo, ad opera di un governo dimissionario che dovrebbe occuparsi solo di questioni ordinarie.
Quindi il decreto su l'utilizzo di combustibili solidi secondari (CSS) nei cementifici è ora legge vigente.
La posizione del Movimento 5 Stelle è chiara.
  
É inaccettabile bruciare rifiuti, è uno spreco di risorse ed un costo altissimo in termini ambientali e per la salute; è inaccettabile consentire ancora di inquinare, è inaccettabile contravvenire ancora alle disposizioni Europee sul recupero della materia che è prioritario nella gerarchia d'intervento, e violare ancora la Direttiva 96/62/CE, sulle polveri sottili fin anche dopo la condanna all'Italia della Corte di Giustizia del 19 dicembre scorso.
 

Dal punto di vista tecnologico, l'incenerimento del cosiddetto CSS (già "Combustibile da Rifiuti" ex Cdr) nei cementifici è totalmente superato. Oggi è possibile recuperare e riciclare anche scarti plastici e cartacei fino a qualche anno fa difficilmente trasformabili in nuova materia.
Lo si può fare avviando nei fatti strategie alternative che creano più posti di lavoro, se sono più sostenibili a livello economico ed ambientale. Incredibilmente il decreto Clini peggiora ancora la nostra situazione dato che i cementifici hanno limiti di legge da rispettare molto superiori a quelli degli inceneritori, ossia possono inquinare di piû di questi e il tutto a norma di legge.  
Nella relazione Monti, appare inoltre chiaro che potranno essere bruciati nei cementifici anche i rifiuti speciali, con incalcolabili conseguenze dannose del residuo da combustione che verrà miscelato al cemento, in quanto tutto il residuo viene inglobato nella materia cementizia, e quindi finirà nelle nostre abitazioni, nelle scuole, negli ospedali. È gravissimo consentire, ancora, di bruciare i rifiuti, ed è ancora più grave consentire di bruciarli nei cementifici, industrie insalubri di classe 1.
Non consentiremo che il decreto produca i suoi effetti dannosi. Lo faremo con proposte concrete su sistemi alternativi atti a superare questa situazione.
Sarà fatto al più presto ricorso al TAR.

Le 53 cittadine/i al Senato della Repubblica per il Movimento 5 Stelle

Leggi anche:
Cementifici e rifiuti come combustibile, la rabbia dei medici contro Clini
Tratto da Greenreport

Clini continua a ricevere critiche   per il provvedimento che permette ai cementifici di bruciare

rifiuti solidi secondari
(i cosiddetti Css). 

 In particolare sono i Medici dell’Associazione Medici per l’Ambiente a puntare il dito contro le emissioni degli impianti. 

Continua a leggere

17 maggio 2012

I BAMBINI SONO QUELLI CHE PIU' RISENTONO DEI DANNI CAUSATI DALLA COMBUSTIONE DEI FOSSILI

  Tratto da Facebook del Dottor Giovanni Ghirga

Medico ISDE
Pediatra Portavoce Coordinamento dei Comitati dei Medici del

Comprensorio di Civitavecchia per l’Ambiente e la Salute

 

I BAMBINI SONO QUELLI CHE PIU' RISENTONO DEI DANNI CAUSATI DALLA COMBUSTIONE DEI FOSSILI.Environmetal Perspectives



"I bambini soffrono di più dei danni da combustioni di fossili.
Noi dobbiamo difenderli, come genitori,come medici,come adulti come persone oneste."
(Dott G. GHIRGA)

 Tratto dal nostro  blog  4 maggio 2010

ECCO GLI EFFETTI DEL 

 

CARBONE SUI BAMBINI

Intervento del Dr. Giovanni Ghirga


Dopo circa 20 anni che seguo bambini affetti da asma bronchiale non riesco a nascondere la delusione più completa verso questa società.

La scienza ha fatto progressi enormi nella cura delle patologie infantili riducendo la mortalità nei paesi più sviluppati a livelli impensabili fino a poco tempo fa. I reparti ospedalieri di ricovero per bambini, una volta affollati per l’elevato numero di piccoli malati, oggi hanno pochi pazienti.

Di fronte a questo successo della Medicina la risposta della società è ripugnante: l’uso del carbone come combustibile. 
In una città come Civitavecchia dove è già molto alta l’incidenza delle patologie respiratorie infantili, dove l’inquinamento industriale ha inciso fortemente sullo stato di salute della popolazione,
  i responsabili vedono senza guardare, odono senza ascoltare, si nascondono e imperano, tiranni, seguendo un unico obbiettivo: il lucro.
Cos’altro può suscitare nell’animo una notizia come quella da poco pubblicata sugli effetti del carbone nei bambini.

Uno studio effettuato dal Prof. Dubnov ha dimostrato che l’inquinamento dell’aria causato da una centrale a carbone, sebbene nei limiti di legge, ha un effetto negativo sulla maturazione e la crescita polmonare dei bambini che vivono nella stessa area (Environ Res 2006,4).
Il tessuto polmonare sin dalla nascita è in via di accrescimento e rimodellamento. L’80 % degli alveoli polmonari si forma durante la crescita e lo sviluppo del polmone continua fino all’adolescenza.
L’inibizione dello sviluppo completo dei polmoni comporta una riduzione del tessuto polmonare, indispensabile per un corretto scambio di ossigeno ed anidride carbonica.
Ricercatori dell’Università della California hanno scoperto che un minor sviluppo del polmone può causare alterazioni secondarie a livello del sistema nervoso centrale (Children at Risk http://www.clnatf.org/publications/reports/children_at_risk.html ).
La preoccupazione per i risultati di questo studio si aggiunge a quella per le conclusioni di altre recenti ricerche. Alcuni noti scienziati hanno preso in esame un gruppo di bambini, senza alcun sintomo a carico delle vie respiratorie, tra i quali alcuni di appena 3 mesi di età ed hanno dimostrato che tutti questi innocenti avevano un deposito carbonioso nei polmoni (Thorax 2001;56-12;932).
A Roma è stato dimostrato che il numero dei ricoveri di bambini affetti da polmonite aumenta in rapporto all’innalzamento dei livelli di inquinamento atmosferico (Eur Respir J 2001;17;1143-50).
Come si rimane dopo essere a conoscenza di queste ricerche.
Molti scrolleranno le spalle, ignavi, mormorando “Tanto non c’è più niente da fare”; altri si chiederanno 
“Ma cosa possiamo fare?”; pochi, ma onesti, continueranno a lottare ed a difendere quella dignità che, aimè, molti hanno svenduto. 
Dr. Giovanni Ghirga - Pediatra Portavoce Coordinamento dei Comitati dei Medici di Civitavecchia per l’Ambiente e la Salute .

Tratto  Uniti Per La Salute  . Tratto da  Asca

SALUTE: INQUINAMENTO INNALZA RISCHIO PARTI PREMATURI              

Roma, 7 ott - L'inquinamento atmosferico delle citta' e' associato ad un aumento delle nascite pretermine del 30%.

Lo dice uno studio condotto su 100.000 neonati dall'Universita' della California che ha preso in esame la qualita' dell'aria e i  pericoli per i nascituri.
 
 ''L'inquinamento e' noto per essere un fattore di rischio associato a nascite sottopeso e parti prematuri'', ricorda Beate Ritz, autrice dello studio pubblicato su Environmental Health.
  I dati si riferiscono ai nuovi nati nella contea di Los Angeles nel 2004, i cui dati clinici sono stati incrociati con le informazioni sulla qualita' dell'aria delle stazioni di monitoraggio piu' vicine ai luoghi di nascita dei bambini.
 Sotto accusa i combustibili fossili, petrolio e carbone, e i loro derivati durante la combustione, come gli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), una famiglia di 500 sostanze che se inalate, spiegano i ricercatori, ''sono risultati associati ad aumento del 30% delle nascita pretermine''.




Immagini tratte dalla Relazione del "Dottor GIOVANNI   GHIRGA Medico ISDE in Video  Conferenza da  Parigi " al Teatro Chiabrera il 18 febbraio 2011

 Pubblichiamo alcuni  stralci di  Nostri Post del 2008

 01/8/2008. BAMBINI E INQUINAMENTO AMBIENTALE


Bambini e inquinamento ambientale
11/06/2007 - Silvia Gambi e Mimmo Tringale .Tratto da" Terra Nuova"

Oggi i bambini sono sottoposti al rischio dell’esposizione di più di 15 mila sostanze chimiche sintetiche, senza contare l’inquinamento dell’aria, il traffico, la contaminazione di acqua e cibo, le radiazioni. Una vera e propria giungla di insidie, non sempre tenuta nella giusta considerazione.

Sono i bambini di oggi, gli adulti di domani, a fare le maggiori spese per l’attuale situazione ambientale attuale. Nell’aria di casa e in quella esterna, nei cibi, nell’acqua e persino nei giocattoli sono presenti sostanze che quotidianamente mettono a rischio la loro salute. A lanciare il grido d’allarme questa volta sono l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Agenzia Europea per l’Ambiente, con la pubblicazione del rapporto Children’s Health and Environment "A review of evidence" dove vengono analizzati i diversi fattori di rischio per la salute dei bambini, prendendo spunto da una serie di studi effettuati sull’argomento nei diversi paesi europei. Quello che ne viene fuori è un quadro della situazione molto poco incoraggiante.
Oltre il 40 per cento delle patologie causate da fattori ambientali colpisce bambini di età inferiore ai 5 anni. I bambini sono particolarmente vulnerabili all’inquinamento ambientale, in parte perché la loro esposizione precoce a determinati fattori può avere ripercussioni anche a lungo termine, in parte perché in proporzione al loro peso corporeo i bambini respirano, bevono e mangiano più degli adulti, con una conseguente maggiore assimilazione delle sostanze potenzialmente tossiche.
I pericoli a carico dei bambini

.......Ma il fattore da tenere in maggiore considerazione è l’accumulo di inquinamento. Stiamo ormai accantonando delle riserve di inquinamento di varia natura che necessariamente penalizzeranno gli adulti di domani. La loro esposizione a certi fattori è notevolmente più rilevante di quella delle generazioni precedenti. Questo avrà necessariamente una ripercussione negativa sulla loro vita futura”.
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  17/8/2008 BAMBINI: IL CARBONE PULITO SPORCA IL CERVELLO


Accorato appello dei Medici per l’Ambiente 
BAMBINI: IL CARBONE PULITO SPORCA IL CERVELLO

Allarme nel Mar Tirreno, soprattutto in Toscana e nel Lazio dov’è in corso la riconversione a carbone di Torre Valdaliga Nord, ma anche nelle altre regioni italiane che ospitano centrali a carbone, a seguito dello studio presentato al Congresso Annuale dell’American Public Health Association, svoltosi a Washington D.C.

I preoccupanti risultati degli scienziati mettono in guardia contro il consumo di pesce proveniente da acque vicine a centrali a carbone. Oltre alle possibili ed enormi perdite economiche per l’Industria Ittica Italiana  il carbone causa gravi danni alla risorsa più preziosa: IL CERVELLO dei BAMBINI

Lo studio è stato effettuato a Pittsburgh, Pennsylvania, USA, in un’area situata lungo la direzione dei venti prevalenti rispetto ad una centrale a carbone. Gli studiosi hanno trovato nel tessuto dei pesci di questa zona un alto contenuto di mercurio e selenio, due ben noti inquinanti emessi dalla combustione del carbone.  ......I ricercatori hanno messo in evidenza come l’ingestione di pesce contaminato da mercurio avrebbe aumentato di molto il rischio di danni neurologici nei bambini quali ritardo mentale, difficoltà di apprendimento, ritardo dello sviluppo neurologico, deficit del linguaggio, della funzione motoria, dell’attenzione e della memoria. L’ingestione di pesce “al mercurio” può causare oltre a danni neurologici, malattie cardiocircolatorie e malformazioni congenite. Non è possibile valutare la quantità di mercurio che, in seguito alla combustione del carbone, una delle fonti più importanti di inquinamento da mercurio, verrà immessa nell’aria in forma ossidata ed in forma elementare. La prima porrà un rischio di inquinamento da mercurio per le popolazioni che risiedono in un raggio di centinaia di km dalla centrale a carbone; le emissioni di mercurio in forma elementare causeranno invece un danno su scala mondiale  

..........

2008/10/08 "Polveri fini dannose anche per i feti,"


07.10.08
Tratto da ticinonews.it

Polveri fini dannose anche per i feti, studio Uni Berna


Una concentrazione eccessiva di polveri fini nell'aria è dannosa anche per i feti nel grembo materno. Questa la conclusione di uno studio effettuato all'Inselspital di Berna, i cui risultati sono stati presentati oggi ad un congresso in corso a Berlino.

Finora i ricercatori ritenevano che l'inquinamento dell'aria potesse creare problemi ai bambini, ma soltanto a partire dall'età scolastica. Lo studio condotto dell'istituto di pneumologia dell'ospedale bernese, sotto la direzione di Philipp Latzin, ha preso in esame 241 neonati.

I ricercatori hanno misurato la qualità dell'aria - ossia le concentrazioni di ozono, diossido d'azoto e polveri fini - respirata dalle gestanti ed ha in seguito controllato, cinque settimane dopo il parto, le funzioni respiratorie dei neonati mentre dormivano.

I bambini le cui madri sono state esposte a forte concentrazioni di particolato negli ultimi tre mesi di gravidanza hanno inoltre sviluppano con maggior frequenza delle infiammazioni alle vie respiratorie........


26 luglio 2010

Sindacati e ......Ampliamento Tirreno Power

Consigliamo ai sindacati "Fim, Fiom e Uilm di Genova che rilanciano il progetto di ampliamento della centrale Tirreno Power sempre a carbone" (leggi su Ivg) prima di fare delle affermazioni intorno al rilancio di un progetto di una certa politica industriale sul nostro territorio " sempre ricorrendo al solito, vecchio,obsoleto carbone"
di leggersi i numerosi articoli della letteratura Medica e Scientifica presenti sul nostro e su altri siti e di leggersi con molta attenzione le dichiarazioni dell'Ordine dei Medici di Savona e dei Medici ISDE a livello locale e nazionale.

Come sicuramente ben sanno ...... vi sono altri sistemi per creare più occupazione e per fornire "energia"più rispettosi dell'ambiente e della salute dei cittadini.



Riportiamo le dichiarazioni tratte da "Uomini Liberi"che ben rappresentano il pensare di molti cittadini preoccupati per i propri figli.

La casta sindacale e Tirreno Power
Scritto da uominiliberi
SENZA VERGOGNA!

Questo comunicato della "triplice sindacale" che sposa le tesi di Tirrenopower e della Sogea di Carlo De Benedetti,chiedendo a voce spiegata l'ampliamento a carbone della centrale di Vado-Quilianoleggifornisce un pessimo servizio sia ai lavoratori, sia ai giovani disoccupati, sia ai cittadini che hanno la sfortuna di risiedere nel raggio delle ricadute delle emissioni di tale impianto

Gli scriteriati estensori di questa presa di posizione non solo sembrano ignorare tutta la letteratura scientifica mondiale che ha posto in relazione la combustione del fossile con l'aumento delle morti dovute a patologie tumorali e cardiovascolari, ma anche le recentissime posizioni della unione europea che tendono a disincentivare l'uso del carbone nella produzione di energia.
Ed allora, dopo le posizioni dei comitati, dell' Ordine dei Medici, dei Comuni, della Regione Liguria, tutte concordi nel rifiuto di una proposta "indecente" quale quella caldeggiata dalla triplice, ci viene spontaneo chiedere loro e domandare a noi stessi, quale cupidigia di servilismo li abbia indotti ad assumere atteggiamenti tanto pericolosi quanto sprezzanti del comune sentire dei cittadini!!!!
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IN aggiunta AL SOPRACITATO ARTICOLO RIPUBBLICHIAMO UN PRECEDENTE POST CHE non ha bisogno di commenti.......


Riportiamo il post del 20 aprile che riporta le posizioni della

" CGIL di Civitavecchia "

La Cgil Funzione Pubblica: "No, noi non ci stiamo"

Tratto da TRCgiornale.it


"Le nubi che si addensano sulla nostra città e sul comprensorio sono estremamente più pericolose di quelle vulcaniche che hanno paralizzato i voli nel nord Europa. In un territorio già gravemente compromesso dall’insistenza in loco da mezzo secolo di centrali termoelettriche ed espansione portuale, che ormai copre tre quarti dello specchio marino civitavecchiese, le Istituzioni che considerano questo comprensorio servitù e la sua popolazione solo un intralcio, sferrano un attacco multiplo alla salute pubblica"

"Se si realizzasse, il combinato disposto dei progetti di incenerimento rifiuti a TVN, Carbone anche a TVS, mega discarica ad Allumiere e da ultima l’ipotesi, (ahinoi non tanto ipotetica), di ampliare il sito di smaltimento delle armi Chimiche e Batteriologiche ... costituirebbe un progetto di utilizzo del territorio che non ha eguali in scala nazionale e forse anche Europea..

Ci pare singolare, che ad oggi, la Politica continui ad esaminare tale realtà per segmenti, come dire che nel caso di uno tsunami ci si deve preoccupare di un’onda alla volta e che i resoconti che i Medici impegnati/illuminati periodicamente diffondono sulle insorgenze di malattie/allergie, ben oltre le medie nazionali, sono solo piccole scosse di assestamento….


Sarebbe interessante mescolare in laboratorio contemporaneamente tutte le sostanze chimiche che tali impianti immettono nell’aria che respiriamo... la chimica è una scienza esatta e Seveso qualcosa dovrebbe insegnare.

Ma forse la vera strategia è di catapultare sul territorio tutte le jatture possibili, per poi fingere mediazioni ed accoglierne solo alcune… come dire che il carbone inquinava meno….. di cosa ancora è da definire.

No, noi non ci stiamo. Ed in questo caso saremo orgogliosi di far parte del partito del no, tanto in auge nella dialettica di chi vuol fare senza regole e a proprio comodo.

Saremo del partito del no perché viviamo questo territorio, ma soprattutto perché sappiamo, con coscienza, che si può fare altro, a partire dalla differenziazione dei rifiuti, che oltretutto porta occupazione stabile e di qualità.
Siamo e saremo per le energie rinnovabili, per le stesse motivazioni.
Siamo e saremo con tutti i cittadini e con quella parte della politica che guarda soprattutto alla vivibilità ed alla salute pubblica come diritto Costituzionale, non sacrificabile agli altari degli interessi,siano essi di imprenditoriali o politici, troppo spesso mascherati da interessi Nazionali.

Da subito inizieremo a confrontarci con tutti i soggetti che vorranno contrastare l’ennesimo scempio al nostro territorio a partire dalla ricerca di una posizione univoca nella CGIL.

Faremo la nostra parte, anche" per destare la cittadinanza resa narcolettica" da una politica che appare orientata verso la autocelebrazione, spesso narcisistica e “distratta” ed incurante dei reali bisogni dei giovani e dei cittadini in generale.....

Sappiamo già che, come in passato, i falchi riproporranno i bisogni occupazionali; questa musica l’abbiamo già ascoltata
. Ad oggi mancano circa 4000 lavoratori edili e metalmeccanici a TVN.

Dopo la riconversione, restano nella memoria solo dolore decessi ed infortuni, di sviluppo e occupazione duratura nessuna traccia
e qui la crisi non c’entra nulla, era già previsto che andasse così, con nessuna impresa in grado di acquisire connotati industriali, nessuna crescita nell’indotto,
solo palate di briciole, anzi… solo palate.
Il grande sogno è durato appena pochi anni… il carbone brucerà a TVN per altri 20. E intanto le centraline che dovrebbero informarci sulla qualità dell’aria sono stranamente ferme da tempo…".

Il Segr. Gen. Fp CGIL Civitavecchia Diego Nunzi



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Ripubblichiamo inoltre uno stralcio di un articolo di Di Maurizio Portaluri

Come si quantificano i danni delle Centrali a carbone.

La Scuola di Salute Pubblica della prestigiosa Università statunitense di Harvard a Boston ha recentemente pubblicato un interessante articolo sulla quantificazione dei danni correlati alla salute ed all’ambiente negli impianti di produzione elettrica degli USA che bruciano carbone.
Lo studio muove dalla constatazione che le centrali a carbone producono danni esterni agli impianti ma che esiste una variabilità ed una incertezza nella loro determinazione legate a diversi fattori.
Tra questi la quantità di sostanze inquinanti emesse, la loro distribuzione dovuta alle condizioni atmosferiche e la distribuzione della popolazione rispetto agli impianti medesimi.
Per questo i ricercatori di Harvard hanno voluto monetizzare il danno prodotto da 407 centrali a carbone sulla base della mortalità prematura nella popolazione connessa a queste attività ed hanno stimato che il danno prodotto varia da 30.000 $ a 500.000 $ per tonnellata di polveri sottili (PM 2.5), quelle cioè che entrano nell’albero respiratorio e nel circolo sanguigno, da 6000 $ a 50000 $ per tonnellata di SO2 emessa, da 500 $ a 15000 $ per tonnellata di NOx e da 0,02 $ a 1,57 $ per kilowattora di energia generata.
N
el modello utilizzato la mortalità della popolazione aumenta del 1.2% per ogni
aumento di microgrammo/m3 della media annuale di emissione del PM 2,5 (tipo polvere che qui da noi neppure viene misurato).

Alla luce di questo studio è lecito domandarsi
se le istituzioni locali ed i loro tecnici, al tavolo delle trattative con le aziende elettriche per definire i termini delle convenzioni e, a prescindere da queste, quando prendono decisioni sullo sviluppo locale e sui controlli ambientali e sanitari, tengano conto di queste valutazioni.
Se applicassimo i numeri del lavoro citato alla realtà locale risulterebbe che per 100.000 tonnellate di NOx emesse ogni anno il danno esterno è quantificabile tra i 50 milioni di dollari a 1,5 miliardi di dollari.
Danni che vengono pagati solo dalla collettività la quale continua comunque ad acquistare la stessa energia elettrica per la cui produzione riceve un detrimento.
___________________

Alleghiamo infine uno stralcio tratto da "Energia alternativa non fonte di morte" pubblicato sul "Quotidiano di Sicilia"

........
Comprendiamo la preoccupazione dei sindacati. Ma essi devono ricordarsi che non possono scambiare la salute dei lavoratori con uno stipendio, peraltro necessario.
"Sindacati illuminati "dovrebbero chiedere alla Regione piani strategici per attirare investimenti verso l’industria verde (energie alternative da fonti rinnovabili e biocarburanti) e verso l’industria blu (turismo).