COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta natura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta natura. Mostra tutti i post

05 settembre 2020

ANSA : Pievani, distruzione ambiente si ritorce su di noi

Tratto da Ansa 

Pievani, distruzione ambiente si ritorce su di noi

(ANSA) - TRIESTE, 04 SET - La distruzione dell'ambiente si ritorce contro la nostra salute. È questa la 'lezione darwiniana' che ci ha insegnato il Covid-19 secondo Telmo Pievani, professore di Filosofia delle Scienze Biologiche all'Università di Padova, intervenuto durante una conferenza di Esof 2020 a Trieste.

"Dobbiamo temere i virus perché sono più antichi di noi e mutano velocemente", ha spiegato Pievani.


L'homo sapiens "non solo è un ospite molto buono per i virus perché è una specie sociale e mobile", ma a ciò aggiunge anche "comportamenti sconsiderati che favoriscono le pandemie".

Pievani è convinto che "troveremo un vaccino il prima possibile, ma bisogna essere intelligenti e lungimiranti per evitare altre pandemie e quindi lavorare sugli aspetti ambientali ed ecologici"....

Leggi anche  

"La distruzione della Natura è alla base della crisi coronavirus"

21 maggio 2020

Patrizia Gentilini: Coronavirus, ‘non si può uscire dalla crisi con quel modello di sviluppo che ha contribuito a crearla’

Tratto da  Il Fatto Quotidiano
Patrizia Gentilini:

Coronavirus, ‘non si può uscire dalla crisi con quel modello di sviluppo che ha contribuito a crearla’

La fase 2 in cui ci troviamo, e che dovrebbe farci uscire gradualmente dall’emergenza causata da Covid-19, è particolarmente delicata e complessa e richiede non solo una attenta riflessione, ma anche partecipazione, confronto e condivisione da parte di tutti. Da più parti si levano voci sulla necessità di un cambiamento e sul fatto che “nulla torni come prima”, ma si profila il concreto rischio che il cambiamento ci sia, ma non nella direzione auspicata e che, sulla spinta della crisi economica e sociale, si facciano passi indietro sul fronte della tutela ambientale.
In momenti di crisi è infatti forte la tentazione di cercare scorciatoie che rischiano però di peggiorare ulteriormente le cose. Pessimo segnale in questo senso è, ad esempio, la recente deroga al clorpirifos, insetticida organofosforico messo al bando in Europa, perché estremamente dannoso per il neurosviluppo, ma subito riautorizzato dalla ministra Teresa Bellanova.
Se partiamo dal presupposto che anche questa pandemia, come pure le precedenti, sia il segnale della rottura del complesso e difficile equilibrio fra uomo e natura, aggravare questa frattura continuando a spargere veleni non potrà che porre le basi per ulteriori disastri, ancor più devastanti data anche la crisi climatica in atto.
Lo stretto legame fra salute e ambiente è fortunatamente sempre più percepito e a questo proposito assume grande rilievo il documento congiunto fra la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO) e l’Associazione Medici per l’Ambiente Isde Italia: Covid-19: le lezioni da imparare, gli sbagli da non fare.
Nel documento, già sottoscritto dal Gruppo Unitario per le Foreste Italiane (Gufi), Navdanya International, Federbio e altri, si elencano in modo stringato ma efficace gli errori da non ripetere e le lezioni che il Covid, nostro malgrado, ci impartisce.
Si afferma innanzitutto che il porre la salute al di sopra degli interessi economici – come ripetutamente dichiarato in questi mesi – valga non solo per la pandemia, ma anche per il complesso delle malattie cronico-degenerative, responsabili del 91% della mortalità in Italia e il cui legame con l’inquinamento è fuori dubbio.
Si ribadisce che il depotenziamento dell’assistenza sanitaria, i drastici tagli, l’introduzione di logiche privatistiche e prestazioni a pagamento ha messo a nudo le carenze di un sistema sanitario che va quindi riformato radicalmente e ripensato a partire dai servizi territoriali, fondamentali per soddisfare i reali bisogni di salute.
Altro punto cruciale è la “fragilità” della popolazione, specie anziana, che ha pagato il prezzo più elevato al coronavirus. A tal proposito un recentissimo articolo illustra come la “fragilità” sia dovuta a patologie cronico-degenerative che iniziano sempre più precocemente, a volte addirittura già in età pediatrica, e dimostra come inquinamento atmosferico, interferenti endocrini, mancanza di verde, pesticidi, cambiamenti climatici e innumerevoli altre aggressioni ambientali compromettano i principali meccanismi molecolari che regolano la vulnerabilità individuale e siano alla base della “fragilità” della popolazione.
Il concetto di “One health”, “una sola salute” ovvero che la salute umana è un tutt’uno con quella degli altri ecosistemi e dell’intero pianeta, è il concetto fondamentale da cui ripartire e fortunatamente sempre più condiviso.
Nel documento vi sono non solo attestazioni di massima, ma anche concrete indicazioni quale quella di approvare rapidamente la legge sull’agricoltura biologica da due anni ferma in Senato, la richiesta del blocco totale del consumo di suolo, della messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti (strade, ponti etc.), nonché la bonifica delle aree inquinate e la rigenerazione urbana.
Si afferma che l’energia deve provenire da fonti “realmente” rinnovabili, dove “realmente” sottende che siano sostitutive di quelle fossili, fondate su criteri di sostenibilità e a basso o nullo impatto ecologico, ambientale e paesaggistico e che ovviamente si cessi di incentivare l’energia prodotta da processi di combustione, biomasse incluse....
Con altrettanta fermezza si chiede anche “una moratoria sull’implementazione di tecnologie digitali non ancora adeguatamente testate”considerazione più che mai attuale a fronte dell’implementazione del 5G su cui la comunità scientifica e non solosolleva dubbi più che legittimi.
Il documento conclude che: “Non si può pensare di uscire dalla crisi sanitaria, economica e sociale indotta dalla pandemia rimanendo ancorati o addirittura prigionieri dello stesso modello di sviluppo e di consumo che ha contribuito a crearla”. Questo il forte messaggio che si leva dalla classe medica italiana e che la classe politica non può più continuare ad ignorare!

20 giugno 2019

Anna Pigot :È IL CAPITALISMO CHE STA UCCIDENDO LA NATURA, NON L’UMANITÀ


Interessante articolo tratto da The Vision 

È IL CAPITALISMO CHE STA UCCIDENDO LA NATURA, NON L’UMANITÀ

L’ultimo rapporto Living planet del WWF è una lettura piuttosto dura: la fauna selvatica è diminuita del 60% dal 1970, alcuni ecosistemi stanno collassando e c’è una buona possibilità che la specie umana non abbia vita lunga. La relazione sottolinea continuamente come la colpa di questa estinzione di massa sia da attribuire all’uomo e a ciò che consuma, e i giornalisti si sono precipitati a diffondere questo messaggio. Il Guardian ha titolato: “L’umanità ha distrutto il 60% delle specie animali”, mentre la Bbc ha scelto: “Il consumismo ha causato una grossa perdita di fauna selvatica”. Non c’è di che stupirsi: nelle 148 pagine del rapporto la parola “umanità” appare 14 volte, e “consumismo” 54 volte.


C’è un termine, però, che non compare nemmeno una volta: capitalismo. Si potrebbe dire che, ora che l’83% degli ecosistemi di acqua dolce stanno collassando (un’altra delle statistiche inquietanti del rapporto), non abbiamo tempo di disquisire di semantica. Eppure, come ha scritto l’ecologista Robin Wall Kimmerer, “trovare le parole giuste è il primo passo per iniziare a capire.”

Nonostante il rapporto del WWF si avvicini al concetto, parlando del problema come di una questione culturale, economica e di modello produttivo insostenibile, non riesce a identificare il capitalismo come ciò che lega in maniera cruciale (e a volte casuale) tutte queste cose. In questo modo ci impedisce di vedere la reale natura del problema e, se non lo nominiamo, non possiamo affrontarlo perché è come puntare verso un obiettivo invisibile.

Il rapporto del WWF fa bene a evidenziare “il crescente consumo da parte dell’uomo”, e non la crescita della popolazione, come la causa primaria dell’estinzione di massa, e si sforza in maniera particolare di illustrare il legame tra la perdita di biodiversità e il consumismo. Però si ferma lì, non dice che è il capitalismo a imporre questo modello sconsiderato di consumo. Questo –  in particolar modo nella sua forma neoliberista – è un’ideologia fondata sull’idea di una costante e perenne crescita economica, spinta proprio dai consumi: un assunto semplicemente fallace......
Il Guardian, per esempio, riporta che “la popolazione globale sta distruggendo la rete della vita.” Questa frase è totalmente fuorviante: il rapporto del WWF riporta effettivamente che non è tutta l’umanità ad essere consumista, ma non sottolinea abbastanza che è solo una piccola minoranza della popolazione mondiale a causare la maggior parte dei danni.


Dalle emissioni di anidride carbonica all’impronta ambientale, è il 10% più ricco della popolazione ad avere l’impatto maggiore. Inoltre, non si dice che gli effetti del cambiamento climatico e della perdita di biodiversità abbiano maggiore impatto sulle persone più povere – le persone che contribuiscono al problema in maniera minore. Sottolineare queste differenze è importante perché sono queste il problema, e non l’umanità per sé, e perché le disuguaglianze sono endemiche nei sistemi capitalisti, specialmente per via della sua eredità razzista e colonialista.




“Umanità” è una parola ombrello che tende a coprire tutte queste crepe, impedendoci di vedere la situazione per come è. .....
Ma cosa succederebbe se questa sorta di auto-critica la rigirassimo verso il capitalismo? Non solo sarebbe un target più corretto, ma potrebbe anche darci la forza di vedere l’umanità come una forza benevola.......
Parlare del capitalismo come di una causa fondamentale del cambiamento climatico, al contrario, ci aiuta a identificare tutta una serie di idee e abitudini che non sono né permanenti né fanno parte del nostro essere umani. Così facendo possiamo imparare che le cose non devono andare necessariamente così. Abbiamo il potere di indicare un colpevole ed esporlo.......
Il rapporto del WWF lancia un appello a trovare una “voce collettiva, cruciale se vogliamo invertire il trend della perdita di biodiversità”. Ma una voce collettiva è inutile se non usa le parole giuste. Fin quando noi, e organizzazioni come il WWF, non riusciremo a nominare il capitalismo come la causa principale dell’estinzione di massa, saremo incapaci di contrastare questa tragedia.                             Leggi l'articolo integrale su The Vision 
Questo articolo è stato tradotto da The Conversation.

02 settembre 2016

Wwf: da Papa Francesco parole straordinarie a tutela della natura,

Tratto da Greenreport

Wwf: da Papa Francesco parole straordinarie, quasi un undicesimo comandamento

papa francesco natura animali
.........«Alle tradizionali opere di misericordia corporali e spirituali, Papa Francesco ne ha aggiunta un’altra: “la cura della casa comune”. Lo ha fatto nel messaggio per la giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, celebrata il 1° settembre. Raccogliendo i punti fondamentali dell’enciclica Laudato si’, il Pontefice ha rivolto un pressante invito a “ogni persona che abita questo pianeta”, sollecitando tutti ad ascoltare “tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri” e a fare un serio esame di coscienza riguardo al nostro modo di vivere il mondo che abitiamo».
Secondo la presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi, «le parole di Papa Francesco hanno una forza straordinaria e possono essere considerate un monito per tutti, quasi un undicesimo comandamento. Siamo davvero grati al Santo Padre che con grande lucidità, chiarezza e straordinaria perseveranza pone il valore della natura, la Nostra Casa Comune, anche come elemento fondamentale per costruire un futuro migliore per l’intera umanità».
La Bianchi aggiunge che «dopo la profonda e poetica Enciclica Laudato Si’il Papa chiarisce che il ruolo attivo nella salvaguardia della natura da parte dei cristiani non è né secondario né opzionale e nel messaggio di oggi dice esplicitamente che chi danneggia il Creato commette un vero e proprio peccato: questo ha grande rilevanza dal punto di vista morale per tutti, anche per i non credenti. Così come è importante il forte richiamo alla equità verso i poveri e alla giustizia intergenerazionale perché una natura sana è la base per il benessere di tutti. Di qui il richiamo agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile approvati dall’Onu lo scorso anno e all’Accordo di Parigi sul Clima, sui quali il Papa richiama i Governi al “dovere di rispettare gli impegni che si sono assunti” e le imprese a “fare responsabilmente la loro parte”. 
Ma esorta anche i cittadini alla mobilitazione per esigere che questo avvenga, “anzi che si miri a obiettivi sempre più ambiziosi”».
La presidente del Wwf Italia sottolinea che «il Santo Padre richiama all’impegno all’esercitare concretamente, tutti i giorni, un profondo rispetto per la natura ed un concreto impegno a salvaguardarla e tutelarla: è lo stesso impegno che il WWF, da anni, porta avanti in tutto il mondo sollecitando cittadini, imprese, istituzioni e governi a fare la propria parte – conclude la Bianchi -.
Adesso le parole del Santo Padre devono trovare ascolto ed è compito di tutti far sì che il suo messaggio trovi attuazione nelle azioni quotidiane dei cittadini come dei governi per salvare il pianeta e con esso l’umanità”».......

14 ottobre 2015

Naomi Klein: Quando il capitalismo distrugge l'ambiente

Tratto da Espresso.Repubblica 

Naomi Klein dal libro al documentario choc Quando il capitalismo distrugge l'ambiente

Il problema è di natura etica: questi signori vengono qui, si prendono tutto ciò che possono senza curarsi delle conseguenze e si lasciano alle spalle il deserto. Qui si può capire tutta la dimensione del problema ambientale. Guardando come la natura viene trattata insieme alla città e ai suoi abitanti, si arriva al cuore del problema: il capitalismo". 
Così un'abitante di Halkidiki, nella Grecia settentrionale, parla del progetto della canadese Eldorado di sfruttare il sottosuolo per estrarre l'oro, con un piano da 1 miliardo di euro, nello scioccante documentario This Changes Everything, tratto dall'omonimo best seller di Naomi Klein (uscito in Italia col titolo Una rivoluzione ci salverà), e appena presentato in anteprima mondiale al festival di Toronto.....

Ciò che si può notare è che la classe politica ovunque sembra ancorata a vecchi modelli, come quello dei combustibili fossili, forse perché come avviene in America è finanziata dalle società che li producono o perché non riesce a immaginare una soluzione che superi una visione della politica come l'arte di ciò che è possibile. Nel frattempo la gente comune scende in piazza per chiedere un cambiamento di paradigma, come dimostra la nascita di movimenti quali Occupy, Syriza, Podemos o il Movimento 5 Stelle in Europa, che magari hanno vedute non sempre coincidenti, ma hanno in comune la voglia di mettere alle strette il sistema politico, di costringerlo ad agire.
In questo senso per me e Naomi era molto importante mostrare l'esempio della Germania (che ormai produce circa il 30 per cento del proprio fabbisogno energetico con energie rinnovabili, ndr.) perché i risultati di oggi vengono dalle lotte del passato dei movimenti di attivisti contro il programma nucleare  prima e poi contro il carbone, e in favore dell'energia pulita. Che ha portato anche moltissimi posti di lavoro".

Il documentario attraversa varie zone della Terra in cui la sete di denaro ha finito per prosciugare le risorse naturali e le vite delle persone stabilite in quelle aree: dalle foreste dell'Alberta letteralmente stuprate per ricavare petrolio dalle sabbie bituminose alla Grecia in cui gli investimenti per estrarre l'oro vanno a braccetto con il bisogno della gente di uscire dalla crisi economica, dallo sfruttamento del carbone che rischia di distruggere le comunità di pescatori Indiani, alla Cina in cui l'inquinamento atmosferico è talmente asfissiante da avere sollevato proteste molto violente in tutte le grandi metropoli.

"Questo film è nato insieme al libro cinque anni fa", spiega il regista "ed è un progetto che trasuda tutta la passione che Naomi ed io abbiamo per il tema dell'ambientalismo. Per noi era importante mostrare la lotta delle persone e l'impegno che ciascuno di loro mette nel combattere le multinazionali estrattive, soprattutto per cercare di dare una risposta a tutti quelli che si chiedono: io cosa posso fare per cambiare le cose? La grande sfida è stata quella di coniugare una lucida analisi dei fatti con gli elementi della storia basata sui personaggi, su chi lotta tutti i giorni per un mondo migliore".
Naomi Klein dal libro al documentario choc Quando il capitalismo distrugge l'ambiente
Nonostante abbiano da poco finito il film Naomi Klein e il marito non hanno certo intenzione di concedere pause al proprio attivismo: "Oggi lanceremo in Canada un manifesto politico chiamato Leap, che vuol dire balzo e include le proposte da abbracciare sia in materia ambientale che economica per costruire un futuro che non sia più basato sui combustibili fossili. 
Naturalmente riguarda il nostro Paese ma è facilmente applicabile anche agli altri. La speranza è che ciò avvenga al più presto".

16 giugno 2015

Papa Francesco:"Salvate il Pianeta dall'uomo"

Tratto da Tgcom24mediaset

"Laudato si'": l'ecologia al centro dell'Enciclica di Papa Francesco

La cura della casa comune, cioè la Terra, è il fulcro della lettera papale che uscirà fra tre giorni. 

 - "Salvate il Pianeta dall'uomo" è l'appello del Pontefice nell'enciclica dedicata alla natura. Forte il richiamo a quel Santo di cui Francesco porta il nome e che ebbe un rapporto così speciale con la terra e con gli animali, a partire dal titolo: "Laudato si'", come l'incipit del Cantico dei Cantici. Sei capitoli e due preghiere finali per la Casa Comune, la nostra Terra che, scrive il Papa, "protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei".
Il Papa e l'Enciclica verde
di Alessandra Buzzetti


Stralcio da Il Fatto Quotidiano
Enciclica Laudato si’, Bergoglio: “Non è intoccabile il diritto a proprietà privata”
......Cambiamento climatico. L’allarme di Bergoglio è serio: “Se la tendenza attuale continua, questo secolo potrebbe essere testimone di cambiamenti climatici inauditi e di una distruzione senza precedenti degli ecosistemi, con gravi conseguenze per tutti noi”. Francesco non nasconde che “molti di coloro che detengono più risorse e potere economico o politico sembrano concentrarsi soprattutto nel mascherare i problemi o nasconderne i sintomi, cercando solo di ridurre alcuni impatti negativi di cambiamenti climatici. Ma molti sintomi indicano che questi effetti potranno essere sempre peggiori se continuiamo con gli attuali modelli di produzione e di consumo. Perciò è diventato urgente e impellente lo sviluppo di politiche affinché nei prossimi anni l’emissione di anidride carbonica e di altri gas altamente inquinanti si riduca drasticamente, ad esempio, sostituendo i combustibili fossili e sviluppando fonti di energia rinnovabile”.
Gas serra. Sui cambiamenti climatici, per il Papa, “i progressi sono deplorevolmente molto scarsi. La riduzione dei gas serra richiede onestà, coraggio e responsabilità, soprattutto da parte dei Paesi più potenti e più inquinanti. La Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile denominata Rio+20 ha emesso un’ampia quanto inefficace Dichiarazione finale. I negoziati internazionali non possono avanzare in maniera significativa a causa delle posizioni dei Paesi che privilegiano i propri interessi nazionali rispetto al bene comune globale. Quanti subiranno le conseguenze che noi tentiamo di dissimulare, ricorderanno questa mancanza di coscienza e di responsabilità”.