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09 marzo 2018

Inquinamento atmosferico : particolato nelle urine dei bambini

Tratto da InformaSalus

Inquinamento: particolato nelle urine dei bambini


CATEGORIE: Denuncia sanitaria

inquinamento

Per la prima volta nell'urina dei bambini sono state rilevate particelle nanometriche provenienti dall'inquinamento atmosferico.

Lo studio (Oct 01, 2017)“Children’s Urinary Environmental Carbon Load. A Novel Marker Reflecting Residential Ambient Air Pollution Exposure?” pubblicato su ATS Journal e condotto da un team di ricercatori belgi fornisce la prova diretta che il particolato conosciuto come come black carbon, che inaliamo con la fuliggine e i fumi ha superato la barriera polmonare ed è nel nostro sistema circolatorio.

I ricercatori hanno analizzato l’urina di 300 bambini e hanno scoperto che più un bambino viveva vicino a una strada principale, più il black carbon era presente nelle sue urine. I polmoni sono rivestiti da una membrana che permette all’ossigeno di diffondersi nel sangue, ma che finora si pensava impedisse il passaggio di altre sostanze e di piccole particelle, in modo da filtrare l’inquinamento atmosferico.

Lo studio smentisce questa convinzione dimostrando che “le particelle più piccole superano davvero la barriera polmonare e se le trovi nelle urine significa che entrano nella circolazione sanguigna e penetrano in ogni sistema di organi”, spiega l'epidemiologo ambientale Tim Nawrot, tra gli autori dello studio.

INQUINAMENTO......... COSÌ PRENDE IL CONTROLLO DEL NOSTRO DNA

Tratto da il Fatto Quotidiano

INQUINAMENTO, COSÌ PRENDE IL CONTROLLO DEL NOSTRO DNA

Inquinamento, così prende il controllo del nostro Dna aprendo la strada a malattie

INQUINAMENTO, COSÌ PRENDE IL CONTROLLO DEL NOSTRO DNA APRENDO LA STRADA A MALATTIE

Dall’analisi del Dna raccolto da campioni di sangue, sono stati individuati gli effetti di polveri sottili, biossido di azoto e biossido di zolfo. Per il genetista Giuseppe Novelli, rettore dell’università di Roma Tor Vergata, “la ricerca è molto interessante perché ci dice quanto pesa il contributo dell’ambiente sul rischio di sviluppare determinate malattie”
di F. Q.
Che le polveri sottili siano pericolose ormai è un dato di fatto. Ora una ricerca pubblicata su Nature sostiene che gli inquinanti presenti nell’ambiente “possono prendere il controllo” del Dna, accedendo in questo modo alcuni geni piuttosto che altri e aprendo la strada a malattie cardiache e respiratorie. Si tratta della prima indagine basata sull’analisi del Dna di oltre mille individui ed è stata condotta in Canada, dal gruppo dell’Ontario Institute for Cancer Research guidato da Philip Awadalla.
L’impatto dei gen sul Dna
Dall’analisi del Dna raccolto da campioni di sangue, sono stati individuati gli effetti di polveri sottili, biossido di azoto e biossido di zolfo. Per il genetista Giuseppe Novelli, rettore dell’università di Roma Tor Vergata, “la ricerca è molto interessante perché ci dice quanto pesa il contributo dell’ambiente sul rischio di sviluppare determinate malattie”. Queste ultime ha aggiunto, “sono la conseguenza dell’interazione tra Dna, ambiente e casualità, ma non è facile determinare il peso di ognuno dei tre fattori”. Ora si può fare grazie a studi sui grandi numeri, come quello condotto nel Quebec sul Dna di 1.007 persone che vivono a Montreal, Quebec City e la regione poco urbanizzata Saguenay-LacSaint-Jean. “L’impatto dell’ambiente sui geni – ha detto Novelli – è paragonabile a un vestito che il Dna può mettere o togliere: ma mentre il Dna è scritto a penna e non si può cambiare, il vestito è scritto a matita e si può cambiare o con farmaci, o modificando ambiente e stili di vita”.
Diesel addio
C’è da ricordare che negli ultimi tempi alcune case automobilistiche – tra cui Fca –  hanno virato sulla svolta green con l’annuncio dello stop ai motori diesel nei prossimi anni. La sindaca di Roma Virginia Raggi ha annunciato che dal 2024 i diesel non entreranno più in centro. Ci sono stati come la Germania che pensano a offrire gratuitamente il servizio di trasporto pubblico proprio per diminuire l’impatto sull’ambiente e di conseguenza sulla salute ed è di pochi giorni fa la notizia che il Tribunale amministrativo di Lipsia ha stabilito che è legale il divieto di circolazione dei diesel per tutelare la qualità dell’aria. 
I danni agli organi, 9 milioni di morti l’anno
Sono il cuore e polmoni i principali bersagli delle malattie causate dall’inquinamento, ma subiscono danni anche intestino, reni, ossa e cervello, al punto che una morte su sei a livello globale è dovuta al cattivo stato di salute dell’ambiente. Secondo il più completo studio, pubblicato sulla rivista The Lancet, circa 9 milioni di morti l’anno sono dovuti all’inquinamento. In particolare, l’inquinamento dell’atmosfera è responsabile di 6,5 milioni di morti l’anno, per malattie cardiovascolari e respiratorie; l’inquinamento dell’acqua di 1,8 milioni di decessi, per infezioni gastrointestinali; l’inquinamento legato all’ambiente di lavoro, cioè da sostanze chimiche, è responsabile invece di 0,8 milioni di morti annui, soprattutto dovuti ai tumori. Infine l’inquinamento da piombo è responsabile di mezzo milione di morti legati a ipertensione, insufficienza renale, malattie cardiovascolari.
Lo smog indebolisce anche le ossa, come ha mostrato la ricerca pubblicata sulla rivista The Lancet Planetary Health, e provoca danni al cervello, al punto che fino a un caso su dieci di Alzheimer potrebbe essere imputabile a questa causa, secondo uno studio pubblicato dalla rivista Lancet. C’è un collegamento anche tra malattie renali e ambiente: i ricercatori dell’americano Clinical Epidemiology Center hanno calcolato che oltre 10,7 milioni di casi di malattie renali croniche si possono attribuire ogni anno all’inquinamento dell’aria. Ingenti anche i danni economici: i costi delle vittime e delle malattie da inquinamento sono pari all’1,3% del Pil nei paesi a basso reddito e allo 0,5% nei paesi ricchi.
E poi stando a una ricerca pubblicata recentemente su Psychological Science “l’esposizione a inquinamento atmosferico” “è associata a comportamenti meno etici, più disonesti e a maggiore frequenza di criminalità”. “Questa ricerca rivela che l’inquinamento – sostengono gli scienziati – ha potenzialmente dei costi etici che vanno al di là del ben noto fardello che esso pone su salute e ambiente”.

08 marzo 2018

L'inquinamento provoca malattie e cambia il Dna

L'inquinamento provoca malattie e cambia il Dna: alcuni dettagli in una ricerca
Tratto da Blastingnews
Che l'Inquinamento fosse un fattore molto pericoloso per la salute del nostro organismo è cosa risaputa ormai da tempo. Quello però che non tutti sanno, è quanto lo smog possa influire così in profondità nel corpo umano fino ad andare a modificare l'espressione dei geni. L'effetto che lo smog ha su chi lo respira è veramente molto grave. Particolati fini e gas influiscono a livello cardiometabolico e possono addirittura modificare il nostro Dna. L'inquinamento influisce sulla salute del nostro corpo più di quanto possano farlo gli avi della propria famiglia.
Lo studio canadese
A rivelare la gravità della situazione è uno studio canadese pubblicato sulla famosa rivista scientifica 'Nature Communication'. Secondo quanto riporta lo studio in questione, il posto dove si vive e l'aria che si respira conta più della storia salutare dei propri nonni e bisnonni.....
Lo studio ha a sua disposizione più di un milione di dati, riferiti a mille cittadini tra i 40 e i 70 anni. Le persone in considerazione abitano in cittadine diverse del Quebec. Alcuni provengono infatti da Montreal, dove c'è un maggiore centro urbano con 4500 abitati per chilometro quadrato, altri arrivano da Quebec City che è meno abitata rispetto a Montreal ed infine altri dati provengono Saguenay-Lac- Saint-Jean, regione di boschi e laghi.
Il livello di inquinamento
Il livello di inquinamento varia molto a seconda del luogo di residenza di ogni cittadino, ma i soggetti che si sono sottoposti allo studio sono tutti dei discendenti di coloni francesi che si sono insediati in Canada nel '600. Dunque, mentre la genetica è più o meno simile tra i cittadini in questione, il luogo dove questi vivono cambia e dunque si possono capire le modifiche del Dna provocate dall'inquinamento. Gli studiosi hanno misurato il livello di proteine nel sangue e dunque i geni che ne derivano, facendo un incrocio anche con il livello di inquinamento nel posto dove vivono i vari pazienti in questione.
Gli studiosi hanno dunque riscontrato che il posto in cui si vive conta davvero molto a livello salutare. Tra una regione ed un'altra sono state ritrovate delle differenze sostanziali nell'incidenza delle malattie e dell'asma. Questo tipo di studio ne conferma tanti altri, come quello di Escape, ricerca a livello europeo che ha unito 22 ricerche su 360 mila cittadini che sono stati seguiti dagli studiosi per ben 14 anni per capire come lo smog ha influito sulla loro vita. 

Leggi anche su Metronews Ecco come lo smogs'impossessa del Dna

ROMA -  Possono prendere il controllo del Dna, innestarsi nel nostro patrimonio genetico e farci ammalare. Sono le “molecole” dell’inquinamento, per la prima volta fotografate nei loro nefasti effetti in uno studio appena pubblicato su Nature Communications. Lo studio è stato condotto in Canada, dal gruppo dell’Ontario Institute for Cancer Research.
Questi inquinanti interagiscono con i nostri geni e aprono la strada a malattie respiratorie e cardiache. Che, tra l’altro, sono proprio le malattie indicate dall’Oms causate dallo smog. Qualche anno fa per la prima volta furono definite con precisione numerica le conseguenze sulla salute dell’inquinamento urbano: oggi sappiamo che almeno 8mila morti premature l’anno in Italia sono dovute proprio a gas di scarico e smog.
Ora dall'analisi del Dna raccolto da campioni di sangue, sono stati individuati e mostrati empiricamente proprio gli effetti di polveri sottili, biossido di azoto e biossido di zolfo. .....Continua qui 

06 marzo 2018

Salute,il premio nobel Luc Montagnier: “Si rispetti il principio di precauzione”

Inquinamento, nuove caratteristiche dell'acqua, campi elettromagnetici e nuove particelle. Questi i principali temi affrontati nel corso del convegno “Nuove Frontiere della Biologia” tenutosi il 2 marzo a Roma. Tra gli interventi, quello del premio Nobel Luc Montagnier che richiama il mondo della medicina al rispetto del principio di precauzione.


Prevenzione, predizione, personalizzazione e partecipazione. Questi i quattro principi che dovrebbero guidare la gestione della salute secondo il premio nobel Luc Montagnier, intervenuto al convegno “Nuove Frontiere della Biologia”, organizzato dall’Ordine dei Biologi e tenutosi il 2 marzo a Roma.
Una platea di biologi, medici, biotecnologi e fisici ha assistito alla presentazione di diversi programmi di ricerca su cui si indaga e quali evidenze, pubblicazioni e metodologie scientifiche, caratterizzano tali studi.

Si è parlato molto di autonomia e libertà della ricerca stessa, delle logiche di finanziamento, del rapporto con la scienza istituzionale. Risulta diffusa la difficoltà, per chi studia il “nuovo”, di essere ascoltato dalla cultura scientifica dominante ortodossa. È emerso poi al convegno che chi ricerca nell’ambito dei rischi per la salute dovuti all’inquinamento chimico, alla diffusione di nuove tecnologie e alla produzione di massa di cibo, si scontra con lo strapotere dell’industria.

Montagnier ha insistito sul concetto che l’inquinamento chimico ed elettromagnetico sta rendendo il nostro Sistema Immunitario meno forte. Studioso di autismo, ci ha mostrato come l’aumento vertiginoso dei casi sia proporzionale all’aumento dell’uso del glifosato ma ha esortato a studiare anche la presenza di alluminio, anche nei vaccini, ed i campi elettromagnetici. Montegnier ha poi denunciato la medicina iatrogena (patologie derivate da atti medici e farmacologici) come una delle prime cause di morte al mondo e sottolineato la necessità dell’uso del Principio di Precauzione: primum non nuocere.

Gli oggetti di ricerca presentati dai relatori del convegno sono stati tre: le nuove caratteristiche dell’acqua, i campi elettromagnetici e le nanoparticelle.
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Chairman del convegno il Prof. Giuliani, ricercatore sulle nuove tecniche terapeutiche dei Campi Elettromagnetici a bassa frequenza. Ha spiegato le novità della biofisica medica e della fisica informazionale partendo dalle ricerche sui Domini di Coerenza, sulla IV fase dell’acqua fino alle nuove proprietà e funzioni dell’acqua..........
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Al convegno ha preso parte anche il Prof Soffritti, ricercatore e presidente dell’Istituto Ramazzini, che ha raccontato l’iter che ha portato lo IARC (Associazione Internazionale della Ricerca sul Cancro) a classificare l’Aspartame come “possibile cancerogeno”. I campi elettromagnetici a bassa frequenza (50-60 hz), sono stati definiti dallo IARC come “possibile cancerogeno per l’uomo”, dopo molti anni dalle prime evidenze epidemiologiche che correlavano le leucemie alle esposizioni croniche. Eppure, ha ricordato Soffritti, l’Istituto Ramazzini da anni porta evidenze del fatto che le radiazioni provenienti da induttori di calore, radar, trasmittenti ed elettrodotti non sono innocui. Ma conclude il professore: “chi denuncia subisce attacchi dall’industria e dalla letteratura scientifica orientata”.

In merito alle nanoparticelle i ricercatori hanno evidenziato come le metodologie per valutare l’impatto sull’ambiente e sull’uomo necessitino di una tossicologia più realistica perché i metodi standardizzati di quella classica sono inadeguati.

La Professoressa Gatti, che studia con la microscopia elettronica la tossicità nei tessuti patologici dell’uomo, con tante fotografie, ci ha mostrato come le particelle, di molto inferiori ai 10 micron (quelle di 10 si fermano nei polmoni), possono passare nel sangue, se ingerite o inalate, reagire con le proteine, scatenare reazioni infiammatorie, immunologiche e cancerose arrivando ai linfonodi, ai vari organi e al cervello.

Le nanoparticelle ingegnerizzate sono presenti soprattutto nei prodotti di personal care ma provengono anche dalla lavorazione delle schede elettroniche, dai materiali bellici e dalla combustione ad alte temperature. Come ha spiegato Gatti, già varie pubblicazioni scientifiche stanno evidenziando la correlazione tra patologie autoimmuni, cancro e linfomi e le nanoparticelle.

Il presidente dell’Ordine dei Biologi D’Anna interviene contro le industrie perché dovrebbero aggiornare, a loro spese, le catene di produzione sia dei farmaci che degli alimenti e dei prodotti tecnologici. Lo Stato, invece, dovrebbe salvaguardare la salute e investire sulla ricerca......
Continua su Italia che Cambia

05 marzo 2018

ISDE:Congresso Nazionale AMBIENTE E SALUTE nel 3° Millennio

Tratto da Isde 
Fra inquinamento, cambiamenti climatici e disuguaglianze economiche....
FORLÌ, Venerdì 23 e Sabato 24 marzo 2018

COMPRENDERE LA REALE IMPORTANZA DELLA
PREVENZIONE PRIMARIA

L’inizio di questo 3° Millennio si presenta in maniera inquietante per la presenza di guerre subdole o latenti, di disuguaglianze sociali che permettono lo sfruttamento delle risorse energetiche inquinanti a basso costo e per i cambiamenti climatici disastrosi che rischiano di condurre il mondo a conseguenze forse irrimediabili.
L’economia “circolare”, che ha creato la vita sulla terra, è basata sulla energia solare catturata dalle piante grazie alla sintesi clorofilliana, secondo il concetto per cui “nulla si crea e nulla si distrugge”.
Da oltre due secoli, invece, stiamo utilizzando una economia “lineare”, in cui bruciamo risorse (inquinando) senza alcun recupero di materia, usando “tecnologie” che invece di rispettare la natura la sottopongono ad un uso spesso sconsiderato di veleni.L’ambiente in cui viviamo sta cambiando rapidamente per il riscaldamento, per l’inquinamento per l’impoverimento di quantità sempre maggiori di popolazione e gli effetti negativi sulla salute, purtroppo, non tardano ad arrivare. L’aumento dell’incidenza tumorale e delle malattie croniche degenerative che si registra negli ultimi decenni nelle aree più inquinate e che riguarda spesso le età più giovani (bambini, adolescenti e giovani adulti) è l’aspetto più eclatante del legame fra un ambiente sempre più contaminato e la nostra salute.Le più recenti conoscenze di biologia molecolare, con l’introduzione del concetto di Epigenetica, ci mostrano come le influenze ambientali possano modulare l’espressione genica e condizionare il nostro stato di salute, specie nelle fasi più precoci della vita. La sempre peggiore qualità dell’aria che respiriamo è responsabile di gravi patologie (per lo più cardiocircolatorie e respiratorie) che provocano eccessi di morti premature.
 La diffusione, la persistenza e l’accumulo nelle piante e nelle carni animali di prodotti chimici impiegati in agricoltura, comportano pericolosi aspetti di contaminazione del cibo. L’inquinamento dell’aria, dell’acqua del suolo e dei cibi è causa di un crescente pericolo di malattie degenerative compreso il cancro e di gravi effetti endocrini che riguardano soprattutto patologie della riproduzione (infertilità, parti prematuri, aborti, malformazioni, etc).




01 marzo 2018

ISDE ITALIA …. PER UN AMBIENTE SALUBRE E PULITO IN ITALIA

Tratto da Isde 

Pubblicato su  

Nelle giornate del 9-10-11 Febbraio a Sansepolcro (AR),....si sono svolte le riunioni di vari organi dell’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia.........

E’ emersa la necessità di un forte impegno nell’advocacy in relazione agli effetti dell’inquinamento ambientale e dei cambiamenti climatici sulla salute dell’uomo e del pianeta.
Di fronte a situazioni di inquinamento ambientale con importanti effetti negativi sulla salute degli individui e delle comunità (come nelle realtà della Terra dei Fuochi e di Taranto, Torino, Vicenza, ecc.), nel ribadire con forza come sia necessario privilegiare politiche di prevenzione primaria ambientale e sanitaria, ISDE Italia ritiene che sia importante ricercare una stretta collaborazione tra agenzie governative, società civile e comunità scientifica. Ritiene inoltre indispensabile realizzare iniziative rivolte alla formazione e all’aggiornamento dei medici, degli altri operatori della salute e dell’ambiente, di ogni professione intellettuale e dei cittadini . Reputa inoltre fondamentale promuovere forme di partecipazione alla didattica con iniziative rivolte all’educazione alla salute nelle scuole (Progetto “Ambiente è salute – parliamone a scuola”).
L’impegno deve essere massimo e orientato alla promozione di una società sostenibile ed integrale dove tutti si sentano responsabilmente coinvolti in un radicale mutamento delle abitudini e dei costumi, per il futuro dell’ umanità.
A questo fine ISDE Italia si appella altresì a tutte le forze politiche affinché il binomio Ambiente-Salute sia uno dei punti fondamentali dei programmi elettorali per un concreto impegno rivolto al superamento delle molteplici criticità oggi presenti e indirizzato verso scelte ed azioni per un futuro di salute, di benessere e di equità con le proposte elaborate in vista delle elezioni del 4 marzo 2018.

28 febbraio 2018

Patrizia Gentilini :Padova, salgono i casi di sclerosi multipla nelle zone più inquinate. Ne parliamo?

TRATTO DA IL FATTO QUOTIDIANO

Padova, salgono i casi di sclerosi multipla nelle zone più inquinate. Ne parliamo?

Risultati immagini per sclerosi multipla
In questi giorni è comparso sulla stampa veneta un articolo sulla diffusione della sclerosi multipla in provincia di Padova ,  che  offre spunti di grande interesse per tutti. Nell’articolo si riportano i dati del Centro regionale ad alta specializzazione dedicato a tale patologia diretto dal professor Paolo Gallo, ed emerge che nel territorio indagato i casi di sclerosi multipla sono in preoccupante aumento.
I dati sono stati raccolti con il contributo delle Neurologie dell’ospedale Sant’Antonio di Padova e degli ospedali di Cittadella, Camposampiero, Piove di Sacco e Monselice. L’incidenza della sclerosi multipla è passata da 0,9 nuovi casi l’anno ogni 100mila abitanti negli anni Sessanta, a 6,5 casi nel 2015, mantenendo costante la differenza di genere che vede le donne più colpite degli uomini (7,9 contro 4,1). I malati sono passati in 50 anni da 16 ogni 100mila abitanti a 182, aumentando di 11,4 volte, con costi sociali ed assistenziali elevatissimi. Come affermato dal professor Gallo il costo medio di un paziente è di circa 40mila euro l’anno e dato che si stima che i malati in Italia siano oltre centomila, se ne deduce che la malattia costa allo Stato circa 4 miliardi di euro, lo 0,21% del Pil.

Nell’indagine padovana tutti i casi sono stati georeferenziati e, tramite satellite in grado di monitorare il PM2.5 con la collaborazione del Cnr e del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, è stato possibile sovrapporre la mappa dell’inquinamento da PM 2.5 con la distribuzione dei pazienti. Si è così evidenziato che nelle aree dove l’inquinamento atmosferico è maggiore c’è anche il maggior numero di malati. Questo dato non è che una ulteriore conferma dei rischi per la salute rappresentati dalla cattiva qualità dell’aria, problema come ben noto originato dai processi di combustione e specie in questa stagione ricorrente.
Tuttavia, per quanto annoso, tale problema è ben lungi dall’essere risolto visto che sono circa 60.000 le morti premature che ogni anno si registrano in seguito ad esso. E se gli effetti a carico del sistema cardiocircolatorio e respiratorio sono fra i primi ad essere stati studiati, quelli al sistema nervoso – specie in via di sviluppo –  sono sempre più documentati. In questa recentissima revisione, studi condotti in varie parti del mondo (Usa, Polonia, Cina, Spagna, Italia, Corea) confermano che per esposizione ad alcuni comuni inquinanti dell’aria (Idrocarburi Policiclici aromatici IPA, PM2,5, PM10, NO2, NOx) negli adulti si registra incremento della demenza, della depressione, alterazioni della memoria e Parkinson e nei bambini alterazioni del comportamento e dello sviluppo cerebrale, diminuzione del quoziente intellettivo, aumento del deficit di attenzione ed iperattività (ADHD), riduzione della sostanza bianca dell’emisfero sinistro e della BDFN (brain-derived neurotrophic factor), fondamentale fattore protettivo dello sviluppo cerebrale.
E dovrebbe destare allarme il pericoloso aumento dei disturbi del linguaggio che si segnala in Italia, ma sulle cui cause non sembra ci si interroghi in modo adeguato.
I motivi di preoccupazione sono più che fondati anche perché a tali rischi se ne aggiungono altri quali malformazioni cardiache, infertilità, abortività spontanea, diabete, patologie tutte in drammatico aumento e gravate da alti costi umani e sociali. D’altro canto aumentano anche le evidenze che ad un miglioramento della qualità dell’aria si associano rapidamente benefici per la salute quali la diminuzione di pericolosi inquinanti nel cordone ombelicale e migliori performance neurocognitive nei nati dopo chiusura di centrale a carbone in Cina o miglioramento della funzione polmonare e riduzione dell’asma in bambini in California in seguito a riduzione di PM2,5, PM10 e biossido di azoto.
Queste tematiche dovrebbero essere centrali nel dibattito politico, ma purtroppo così non è anche perché nell’opinione pubblica non vi è ancora la percezione precisa dell’incombente crisi ambientale, climatica e quindi della salute. A questo proposito si è recentemente levata anche la voce autorevole di Vincenzo Balzani che, unitamente ad altri scienziati, ha richiamato l’urgente necessità di “ridurre i consumi energetici e utilizzare le fonti rinnovabili, perché solo la seconda soluzione, oggi matura e perseguibile, può farci uscire dalla crisi ambientale, sociale ed economica”. Come è possibile continuare a non capirlo e quindi a non agire di conseguenza?

27 febbraio 2018

Kyoto club :Il CDM approva il decreto di riduzione delle emissioni inquinanti

Tratto da Kyoto club
27 febbraio 2018 (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare)

Il CDM approva il decreto di riduzione delle emissioni inquinanti

Lo scorso 22 febbraio il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legislativo che attua la direttiva UE 2016/2284 in materia di riduzione delle emissioni nazionali di alcuni inquinanti atmosferici. Nello specifico, si punta a ridurre le emissioni nazionali annue di una serie di sostanze per rispettare entro il 2020 e il 2030 i livelli di emissioni stabiliti.

Roma, 22 febbraio 2018 – E’ stato approvato oggi in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri, su proposta del presidente Paolo Gentiloni e del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, un decreto legislativo in attuazione della direttiva Ue 2016/2284 in materia di riduzione delle emissioni nazionali di alcuni inquinanti atmosferici. Il provvedimento ha l’obiettivo di perseguire il miglioramento della qualità dell’aria e la salvaguardia della salute umana e dell’ambiente e di promuovere una partecipazione più efficace dei cittadini ai processi decisionali.
In particolare, in conformità alla direttiva Ue, lo schema di decreto mira a ridurre le emissioni nazionali annue di origine antropica di una serie di sostanze (il biossido di zolfo, gli ossidi di azoto, i composti organici volatili non metanici, l’ammoniaca e il particolato fine) per rispettare entro il 2020 e il 2030 i livelli di emissioni stabiliti. Prevede l’attivazione del monitoraggio delle emissioni di una serie di sostanze per cui non sono previsti obblighi di riduzione e la creazione di dati sugli impatti sugli ecosistemi dell’inquinamento atmosferico.
Lo schema di decreto disciplina inoltre un’azione coordinata e omogenea tra le istituzioni - statali, regionali e locali – coinvolte. Per quanto attiene al ministero dell’Ambiente, gli è conferita la gestione della procedura di elaborazione e di adozione del programma nazionale, per la cui attuazione è prevista l’istituzione, alla presidenza del Consiglio, di un tavolo di coordinamento tra i ministeri dell’Ambiente, Sviluppo economico, Infrastrutture, Politiche agricole, Salute e le autorità regionali e locali designate dalla Conferenza unificata.
La normativa sugli obblighi di riduzione delle emissioni attualmente in vigore è quella contenuta nel decreto legislativo 21 maggio 2004 n.171.

Ansa: Crescere circondati dal verde aiuta lo sviluppo del cervello dei bambini

Tratto da Ansa

Crescere circondati dal verde aiuta lo sviluppo del cervello dei bambini

Riscontrati effetti benefici sulle funzioni cognitive

Crescere accanto a spazi verdi aiuta lo sviluppo cerebrale dei bambini. I piccoli hanno infatti un volume maggiore di materia bianca e grigia in alcune aree del cervello e queste differenze anatomiche rispetto ai coetanei hanno effetti benefici sulle funzioni cognitive. A evidenziarlo è uno studio guidato dal Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal), in collaborazione con l'Hospital Del Mar e la Ucla Fielding School of Public Health, pubblicato su Environmental Health Perspectives. La ricerca è stata condotta su un gruppo di 253 scolari, nell'ambito di un progetto denominato BREATHE a Barcellona.
    L'esposizione permanente allo spazio verde residenziale è stata stimata utilizzando informazioni satellitari sugli indirizzi dei bambini, mentre l'anatomia del cervello è stata studiata usando immagini di risonanza magnetica 3D ad alta risoluzione.

    L'analisi dei dati ha mostrato che l'esposizione a lungo termine al verde era positivamente associata al volume di materia bianca e grigia in alcune parti del cervello che si sovrapponevano parzialmente a quelle associate a punteggi più alti nei test cognitivi. Inoltre, i massimi volumi di materia bianca e grigia nelle regioni associate all'esposizione allo spazio verde hanno predetto una migliore memoria di lavoro, cioè relativa al mantenimento temporaneo delle informazioni e alla loro elaborazione, e una minore disattenzione. Secondo alcune ipotesi citate dagli studiosi, gli spazi verdi fornirebbero ai bambini opportunità di rigenerazione psicologica e promuoverebbero importanti esercizi di scoperta, creatività e assunzione di rischi. Inoltre, queste aree presentano spesso livelli inferiori di inquinamento atmosferico e rumore.

25 febbraio 2018

Ambiente e salute :Informazione da oltre oceano

Tratto da Physicians for Social Responsability

Ambiente e salute :Informazione  da oltre oceano

Il Programma Ambiente e Salute del PSR si rivolge alle tossine e al riscaldamento globale: sfide alla vita e al benessere che pervadono l'intero pianeta.  Invitano ad unirsi al crescente collegio di professionisti della salute e cittadini preoccupati che stanno portando una voce critica in prima linea nel processo decisionale sulla salute ambientale.
Fai clic di seguito per notizie, analisi e azioni su tutti i programmi E & H.
Inquinamento atmosferico e salute
Tutti noi abbiamo bisogno di aria pulita per respirare, eppure molti individui e famiglie vivono dove gli inquinanti atmosferici ci stanno facendo ammalare, facendoci perdere giorni dal lavoro e dalla scuola e contribuendo a morti premature non necessarie. Come operatori sanitari e residenti statunitensi preoccupati, ci opponiamo a qualsiasi indebolimento delle protezioni dell'aria pulita ai sensi della Clean Air Act.
Il PSR ha citato in giudizio l'Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti per richiedere all'agenzia di attuare la propria regolamentazione dell'ozono a livello del suolo, un pericoloso inquinante atmosferico che può danneggiare permanentemente i polmoni e aggravare i disturbi cardiaci.....
Carbone e clima: codice nero
Le centrali elettriche a carbone sono il principale responsabile del riscaldamento globale negli Stati Uniti e rappresentano oltre il 30% delle emissioni di biossido di carbonio della nostra nazione. Sono anche una delle maggiori fonti di inquinanti atmosferici della nazione che danneggiano la salute cardiovascolare e respiratoria e minacciano lo sviluppo sano del bambino......
Proteggere la salute attraverso la politica
L'amministrazione e il Congresso di Trump stanno facendo gli straordinari per ripristinare le norme e gli standard di salute pubblica.
Tutti noi soffriamo quando leggi e regolamenti di tutela della salute come il Clean Air Act sono indeboliti, ritardati o bloccati. E i bambini, gli anziani, le comunità a basso reddito, le comunità di colore e le persone con malattie croniche soffrono di più.
Il nostro governo dovrebbe garantire che le agenzie federali applichino le leggi che proteggono la nostra acqua, la qualità dell'aria e la salute pubblica, non frenare il potere di queste agenzie di svolgere le loro missioni.....