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23 gennaio 2020

Peacelink: Lo Stato contro lo Stato a Taranto in materia di bonifiche interne allo stabilimento Ilva

Tratto da  Peacelink
Il TAR del Lazio interviene a tutela della salute

Lo Stato contro lo Stato a Taranto in materia di bonifiche interne allo stabilimento Ilva

Il TAR del Lazio accoglie le tesi di ARPA Puglia e respinge il ricorso di ILVA in A.S. e impone di intervenire sull'inquinamento della falda. Occorre fare la caratterizzazione e le bonifiche delle aree interne degli impianti Ilva.
Fonte: ARPA PUGLIA - 22 gennaio 2020
Il TAR Roma, recependo integralmente le tesi sostenute da ARPA Puglia, difesa dall’avv.Laura Marasco, ha così riconosciuto che «dalla necessità di scongiurare ed Cumuli nei parchi minerali Ilva allontanare ogni possibile pericolo di inquinamento della falda» emerge la piena e specifica competenza dell’ARPA ad esprimere quelle valutazioni. Questa significativa, quanto attesa, sentenza “scongela” parte del complesso procedimento delle aree ex ILVA incluse nel Sito di Interesse Nazionale di Taranto e rimette in discussione gli esiti della ormai datata caratterizzazione eseguita tra il 2006 ed il 2007, che non teneva conto della presenza dei materiali di riporto e non fu mai completamente approvata in quanto anche essa oggetto di contenzioso amministrativo.

08 aprile 2015

Tirreno Power: ci sarà il “parere di merito abbreviato”

Stralcio da IVG

Tirreno Power, ricorso al Tar contro AIA: ci sarà il “parere di merito abbreviato”

Rinviata la sentenza del Tar

Vado Ligure. Si è svolta questa mattina presso il Tar del Lazio l’udienza per il ricorso amministrativo presentato da Tirreno Power contro la nuova AIA, nella quale l’azienda aveva chiesto una sospensiva sui parametri e criteri stabiliti in termini di emissioni e impatto ambientale, oltre ai relativi interventi di ambientalizzazione (come il parco carbonile).
Una nuova udienza al Tar del Lazio dovrebbe essere fissata entro la fine del mese di aprile,
 al termine della quale verrà emesso l’atteso “parere di merito”  .....

16 ottobre 2014

Quanta segretezza sulle scelte per Tirreno Power di Vado Ligure

Immagini tratte da La Stampa oggi in edicola

QUANTA SEGRETEZZA SULLE
 SCELTE   PER   VADO.



CENTRALE ,LA SFIDA  DEI  NUOVI  LIMITI.


L' articolo integrale su  La Stampa .

16 luglio 2014

1) TORRE VALDALIGA NORD :VERIFICA AL CAMINO DAL NOE 2) BRINDISI: Processo sulle polveri di carbone per il giudice: «Valide le perizie dell'accusa».

Tratto da Trc
Il Codacons esulta: “Il Tar ordina verifiche su inquinamento e agibilità a Tvn
tvn centraleLa terza sezione del Tar Lazio si è pronunciata sul ricorso presentato dal Codacons, presentato al fine di annullare il decreto con cui il Ministero dell'Ambiente aveva rilasciato all'Enel l'autorizzazione integrata ambientale senza però procedere prima ad una serie di valutazioni sui rischi per l'ambiente e sulle conseguenze per la salute dei cittadini. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha disposto, in particolare, alcuni accertamenti volti a verificare il livello di inquinamento prodotto dalla centrale e le condizioni di agibilità della struttura. Nel documento, i giudici scrivono che il Cnr e il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma dovranno approfondire alcuni aspetti. In primis, dovrà essere verificata la concentrazione dei microinquinanti potenzialmente pericolosi che vengono emessi dalla combustione del carbone; dovrà essere controllato, poi, se tali emissioni superano i valori limite stabiliti per l'impianto dell'Enel; ancora, dovrà essere accertata la concentrazione delle radiazioni ionizzanti emesse dal carbone utilizzato nella centrale e, quindi, l'eventuale superamento del limite di esposizione per la popolazione e per i lavoratori dell'impianto, stabilito dalle norme vigenti; un'ulteriore verifica dovrà riguardare la concentrazione giornaliera del monossido di carbonio. 
Immagine tratta da Facebook del Medico Isde G.Ghirga
Non è tutto, perchè nell'ordinanza si legge anche che il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco dovrà accertare la quantità di olio combustibile denso ancora presente nella centrale e stabilire se rientra nei limiti previsti dalle norme. Infine, si dovrà vedere se la centrale possiede i certificati di prevenzione incendi. Secondo il Presidente del Codacons Carlo Rienzi, si tratta di un'ordinanza importantissima, perchè dispone controlli atti a tutelare la salute dei cittadini e verificare il rispetto delle norme vigenti. Rienzi si è rivolto direttamente al Sindaco Antonio Cozzolino, chiedendo di bloccare subito la produzione di carbone in eccesso in attesa degli esiti degli esami ordinati dal Tar.
Mercoledì 16 Luglio 2014 

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Tratto da Quotidiano di Puglia
Processo sulle polveri di carbone, il giudice: «Valide le perizie dell'accusa»

BRINDISI - E' tutto valido ai fini processuali il materiale che l'accusa ha fino ad ora prodotto nel processo in corso a Brindisi per la dispersione di polveri di carbone dal carbonile e dal nastro trasportatore della centrale Enel. Il giudice monocratico Francesco Cacucci ha infatti rigettato l'eccezione di inutilizzabilita', formulata dalla difesa ritenendo che i campionamenti effettuati dalla polizia giudiziaria siano stati eseguiti correttamente. L'accusa e' sostenuta dal pm Giuseppe De Nozza. Nel processo sono imputate 15 persone, tra cui 13 dirigenti Enel. Oggi in udienza c'e' stato il controesame del tossicologo Claudio Minoia (esperto che si e' occupato anche del caso della centrale di Vado Ligure), che nel 2009 ha eseguito una consulenza su incarico della procura di Brindisi.

La difesa Enel intende dimostrare che la perizia non e' stata eseguita in modo tale da escludere che vi siano state altre forme di contaminazione oltre a quelle derivanti dall'uso di carbone nella centrale. Sono state inoltre sentite tre parti civili, tra cui un contadino di 84 anni che ha raccontato di aver subito grossi danni dallo spargimento di polveri di carbone sui prodotti della propria terra. Nella zona di Cerano, in passato anche colpita da un'ordinanza di divieto di coltivazione, vi sono colture di ortaggi, meloni, vigna e uliveti. Il coltivatore ha riferito di aver dovuto affrontare una procedura esecutiva generata dai debiti contratti con le banche per sopperire alla mancata produttivita' del suo uliveto, dovuta proprio al carbone e culminata nella messa all'asta della sua abitazione evitata da una rateizzazione autorizzata dal giudice.

06 giugno 2014

Il Codacons sull'udienza al Tar su Torre-Valdaliga-Nord :"Come mai nessuno ha ancora analizzato la radioattività del carbone nonostante l'AIA obbligasse a farlo subito?

Tratto da Trc

Il Codacons sull'udienza al Tar su TorreValdaligaNord

"Si è tenuta ieri l'udienza dinanzi la III sezione del Tar Lazio (pres. Bianchi, Rel. Blanda) relativa al ricorso presentato dal Codacons contro la centrale a carbone di Civitavecchia.Nel corso dell'udienza, gli avvocati dell'associazione Carlo Rienzi e Cristina Tabano hanno incalzato, documenti alla mano, la difesa dell'Enel circa alcuni aspetti poco chiari che riguardano la centrale e le emissioni di sostanze nell'aria.

Come mai lo zolfo del carbone bruciato a Civitavecchia può essere sopra i limiti fissati dal piano regionale?".

"Come mai nessuno ha ancora analizzato la radioattività del carbone nonostante l'AIA obbligasse a farlo subito?

Come mai a Civitavecchia è stato riscontrato un eccesso di mortalità da cancro e nonostante ciò si e' raddoppiata la combustione di carbone fortemente cancerogeno?

A queste domande dovrà ora fornire risposta il Tar".

16 maggio 2014

La Stampa:Centrale : si rinuncia al terzo gruppo.

Tratto da La Stampa

Centrale, colpo di scena: si rinuncia al terzo gruppo

Chiesto il rinnovo dell’Aia, il Tar Lazio cancella i ricorsi. 
Notate la posizione della centrale in mezzo alle case.

SAVONA
Tirreno Power: giornata di colpi di scena, ieri, tra Roma e Savona sul fronte del Tar e della Procura. Al Tar Lazio avrebbero dovuto essere discussi sia i ricorsi dei Comuni di Vado e Quiliano che quelli di varie associazioni ambientaliste, nonché il ricorso dell’azienda contro la diffida del ministero per il mancato avvio dei lavori del nuovo gruppo Vl6.  

Tutti i ricorsi, alcuni dei quali giacevano da anni, sono stati «cancellati dal ruolo» perché, di fatto, resi anacronistici dalla richiesta, presentata dall’azienda il 6 maggio e accolta dal ministero il 12, del rinnovo anticipato del procedimento di autorizzazione integrata ambientale «Aia» del 14 dicembre 2012.  

Di tutto ciò, fino a ieri, l’azienda non aveva dato alcun riscontro ufficiale, salvo depositare in Procura, mercoledì, la richiesta di dissequestro dell’impianto bloccato: undici pagine di relazione e nove allegati tecnici. 
Informando Procura e tribunale, oltretutto, della nomina di un nuovo capocentrale - l’ingegner Alessandro Gaglione - che andrà a sostituire Pasquale D’Elia anche come custode giudiziario degli impianti sequestrati. 
Nella tarda mattinata di ieri, infine, l’azienda ha diffuso un insolitamente dettagliato comunicato stampa in cui riassume alcuni aspetti tecnici, irrinunciabili se si vuole puntare ad avere l’ok della Procura, circa il raggiungimento dei limiti di emissione fissati dal giudice.  

«Si prevede la realizzazione di interventi per consentire ai gruppi a carbone esistenti VL3 e VL4 di operare nel rispetto delle indicazioni previste dalle Mtd - migliori tecniche disponibili. La riduzione delle emissioni sarà possibile grazie all’implementazione da subito di alcune misure straordinarie che saranno consolidate attraverso interventi tecnici che verranno realizzati sugli impianti nei prossimi due anni».  
Non si parla più di Vl6, il nuovo gruppo di ultima generazione che era stato lo «snodo» grazie a cui fu possibile ottenere l’Aia.
Dimenticanza? Assolutamente no. Lo si capisce meglio leggendo un passaggio della richiesta presentata al ministero (e pubblicata sul sito del medesimo): «(..) rende necessaria una attenta ed approfondita valutazione dell’investimento relativo alla nuova unità Vl6 in accordo alle tempistiche inerenti la definizione dei ricorsi pendenti nonché in maniera compatibile con la nuova situazione del mercato».  
Poco più sopra, un altro passaggio svela perché si è resa «oltremodo critica la finanziabilità di tali progetti» (il Vl6, appunto): «riduzione della domanda, sovraccapacità produttiva, crescita delle rinnovabili, diminuzione del mercato contendibile con conseguente pressione dei prezzi». E in più, «la Società ha in corso un complesso percorso di ristrutturazione industriale e di rinegoziazione del debito con le banche». 

Fin qui la «politica». Sul piano tecnico, invece, Tirreno Power nel comunicato ufficiale garantisce che in una prima fase, prima della fermata per manutenzione tra agosto e ottobre, «saranno attuati interventi gestionali straordinari», e che le prestazioni ambientali «verranno quindi migliorate sia nell’immediato sia in maniera continuativa e progressiva, nei 24 mesi successivi».  

Nel documento sottoposto al ministero sono indicati in sintesi gli interventi da qui al 2016: modifiche e miglioramenti ai mulini, ai bruciatori, ai precipitatori elettrostatici, ai desolforatori. Si percepisce un grande impegno operativo, si potrebbe dire «di buona volontà».
Resta da capire però cos’è cambiato rispetto agli anni scorsi quando, per sostenere la richiesta di realizzare il nuovo gruppo da 460 MW, si affermava a ogni livello (l’azienda, ma anche la Regione) «che i gruppi Vl4 e Vl3 non permettono ulteriori improvement tecnologici».  
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Sotto  uno stralcio dell' allegato 5 , la prima pagina del documento presentato  da Uniti per la Salute  alla conferenza dei servizi  del settembre 2012, pubblicato sul   sito del Ministero dell' Ambiente .....nella conferenza dei servizi .



Osservazione 1























07 maggio 2014

Tirreno Power, ricorso contro l’ultimatum del Ministero: il Tar del Lazio avrebbe rinviato la decisione.

Tratto da Ivg

Tirreno Power, ricorso contro l’ultimatum del Ministero: il Tar del Lazio rinvia la decisione.

Vado L. Il giudici del Tar del Lazio si sarebbero riservati di decidere in merito al ricorso presentato da Tirreno Power contro la diffida del ministero dell’Ambiente, inviata il 15 marzo scorso, che imponeva all’azienda di avviare entro trenta giorni i lavori di costruzione del nuovo gruppo Vl6, pena la decadenza dell’Aia e quindi dell’operatività stesso della centrale a carbone.
E quanto sembra trapelare dall’udienza che si è discussa oggi presso il Tribunale Amministrativo romano. Dunque, nessuna decisione ancora sul ricorso presentato dall’azienda, che verrà resa nota nei prossimi giorni.
E per il 15 maggio altra giornata calda per Tirreno Power, quando saranno discussi in maniera congiunta al Tar della Liguria tutti i ricorsi amministrativi presentati dai Comuni e dalle associazioni ambientaliste. Ed è proprio su questi ricorsi che si è basata la tesi difensiva di Tirreno Power nell’udienza al Tar del Lazio, secondo la quale con giudizi pendenti non sarebbe stato opportuno avviare interventi che magari sarebbero stati stoppati in seguito.

13 febbraio 2014

Centrale, i ricorsi al Tar saranno discussi il 15 maggio

Tratto da La Stampa

Centrale, i ricorsi al Tar saranno discussi a maggio


Rinviati a maggio i ricorsi degli ambientalisti e quelli dei Comuni di Vado e Quiliano. Questo l’esito dell’udienza di ieri davanti al Tar Lazio che doveva pronunciarsi sull’Autorizzazione ambientale integrata e sull’ampliamento a carbone. 

Il rinvio al 15 maggio, secondo quanto riferiscono le due amministrazioni di Quiliano e Vado, sarebbe dovuto alla volontà di unificare in un’unica soluzione la discussione dei vari ricorsi presentati, visto che quella contro la concessione dell’Aia da parte del Ministero dell’Ambiente si sarebbe dovuta discutere ad aprile.  

Ci vorranno dunque altri tre mesi per tentare di dare una risposta definitiva su queste istanze, alcune in campo da tempo, mentre anche il ricorso presentato da Tirreno Power contro la decisione del ministero dell’Ambiente di far utilizzare per la produzione di energia solo olio combustibile con 0,3% di zolfo potrebbe essere discussa il prossimo mese di maggio. Una situazione ancora tutta da definire. 

Dal gruppo Tirreno Power non arrivano al momento commenti, anche se traspare tutta la preoccupazione per il protrarsi di questa vertenza legale e amministrativa. Le prospettive future per gli investimenti da realizzare e per potenziamento e ampliamento del sito termoelettrico vadese secondo le nuove tecnologie dipendono in larga parte dalla pronuncia dei giudici amministrativi su questi ricorsi che al momento restano senza una risposta chiara e precisa. ..
Qui l'articolo integrale

03 dicembre 2013

Tratto da "La Stampa:il TAR Lazio il 13 febbraio 2014 discute i ricorsi relativi a " Tirreno Power"

Tratto  da La Stampa on line

 

Tirreno Power, il Tar Lazio a febbraio discute i ricorsi




MARCO RAFFA

Quattro giorni di audizioni  a Roma per acquisire elementi ai fini delle indagini in corso per disastro ambientale sulla centrale Tirreno Power di Vado-Quiliano. Il procuratore Francantonio Granero è tornato ieri nel suo ufficio di Savona dopo la «missione» romana che l’ha visto impegnato con la collega Chiara Maria Paolucci.  

Consueto «no comment» sul contenuto e anche sulla natura delle audizioni che hanno comunque coinvolto tecnici e funzionari degli organismi che, a vari livelli, hanno partecipato sia all’istruttoria dell’Aia (l’autorizzazione integrata ambientale) «transitoria» del settembre 2012 per l’ampliamento della centrale, sia negli anni precedenti alla concessione delle autorizzazioni alla centrale. E quindi Ministero dell’Ambiente e Ispra, l’organismo di certificazione ambientale che ancora nell’autunno 2012 aveva dato parere favorevole alla procedura di concessione dell’Aia. 

A fronte delle continue segnalazioni di ambientalisti ed esperti anti-carbone circa presunti sforamenti dei parametri di legge sulle emissioni della centrale (puntualmente smentiti da Tirreno Power alla luce delle certificazioni ottenute) la Procura di Savona, in parallelo con gli esiti della maxiperizia sugli effetti su ambiente e salute, vuole capire «chi ha ragione». E cioè se davvero Tirreno Power opera nel più rigoroso rispetto dei valori di legge, come l’azienda ribadisce ogni volta, o se invece ci sono «zone d’ombra» proprio nella quantificazione di questi valori. Un compito, quello di Granero e Paolucci, non proprio facilissimo visto che si tratta di mettere in dubbio «certezze» che a tutti i livelli, da Roma alla Regione Liguria, si davano finora per acquisite. 

Intanto c’è attesa per l’udienza del Tar Lazio che il 13 febbraio 2014 esaminerà per la prima volta i ricorsi presentati da Comuni e ambientalisti. 
Il Comune di Vado era stato tra i primi ad attivarsi nel marzo 2012, parecchi mesi prima dell’ok del Ministero dell’Ambiente all’Aia. All’indomani del quale, però (settembre 2012) le dichiarazioni dei sindaci Caviglia (Vado) e Ferrando (Quiliano) erano state di cauta soddisfazione. Salvo pochi mesi dopo (marzo 2013) presentare un esposto di entrambe le amministrazioni motivato, avevano dichiarato i due sindaci, «dal mancato accoglimento delle richieste che i Comuni hanno avanzato in sede di conferenza dei servizi». 

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  Oggi 3 dicembre 2013  IN ATTESA DEL 13 FEBBRAIO 2014 e della discussione dei ricorsi   un po' di Storia del 2012  .......

ANCHE L'ORDINE DEI MEDICI BOCCIA L' AIA.

COMUNICATO DELLA RETE SAVONESE FERMIAMO IL CARBONE del 16 settembre 2012

Il Comune di Quiliano, nella delibera di giunta del 15 settembre 2012 esprime “parere contrario interlocutorio” con riferimento, non già al merito dell’adeguamento degli impianti esistenti dovuto per legge ormai da anni, ma avente come precisa indicazione il progetto di potenziamento.
 

Ribadiamo che la procedura di AIA per i vecchi gruppi deve essere distinta da altre procedure e prevedere l'adeguamento immediato alle migliori tecnologie dovute ormai da troppi anni: nella nostra diffida dello 12 settembre scorso abbiamo già chiesto e ribadiamo oggi lo scrupoloso rispetto delle normative di legge italiane ed europee rifuggendo qualsiasi ipotesi di AIA più o meno transitoria, che riteniamo un’inaccettabile scorciatoia che, lungi dall’assicurare la tutela dei cittadini e del territorio, ci appare come un incomprensibile ed enorme vantaggio nell’esclusivo interesse economico di Tirreno Power.
 
Gli amministratori e i funzionari che non pretendano, come dovuto, il rispetto delle normative AIA, anche attraverso più o meno sottili distinguo, evidentemente sono consapevoli di assumersi tutte le responsabilità, anche penali, conseguenti.

 
Ribadiamo che la nostra diffida non è uno sterile esercizio dialettico ma che è nostra fermissima intenzione, nei casi evidenziati nella stessa, darvi concreto seguito in tutte le sedi e con tutte le azioni legalmente consentite, a tutela della salute e del territorio.
 

                     
Rete Savonese Fermiamo il Carbone

Ripubblichiamo anche il  comunicato del  17settembre 2012

Comunicato

Abbiamo appreso della concessione dell’AIA ai vecchi gruppi a carbone della centrale.

In attesa di conoscere i dettagli, ribadiamo la ferma intenzione di procedere con la massima decisione con la Rete Savonese Fermiamo il Carbone affinché la cittadinanza non sia costretta a subire ancora per molti anni gli effetti inquinanti di impianti che non siano adeguati come legge; oggi ci è stato ribadito il massimo sostegno delle associazioni nazionali Greenpeace, Legambiente e WWF che oggi sono state al nostro fianco nella audizione alla conferenza dei servizi.

Se sono vere le prime notizie, la nostra battaglia a difesa dei valori della salute e del rispetto delle leggi continuerà con più determinazione che mai nei riguardi di tutti coloro che risulteranno aver avallato decisioni che riteniamo indifendibili.


Di seguito un breve resoconto dei nostri interventi che parrebbero essere stati assolutamente inascoltati.

Oggi 17 settembre 2012 alcuni rappresentanti della nostra associazione sono stati ascoltati dai componenti della Commissione prima dell’inizio dei lavori della Conferenza stessa alla Conferenza dei Servizi per l’Autorizzazione Integrata Ambientale relativa alla centrale termoelettrica di Vado Ligure Quiliano.
Seduti al Tavolo, oltre ai Componenti designati dal Ministero Ambiente, abbiano notato le delegazioni di Regione Liguria e  dei comuni di Vado e Quiliano.
Seduti al nostro fianco  i rappresentanti a livello nazionale di Greenpeace, Legambiente e WWF che appoggiano fermamente la nostra azione a tutela della salute e del territorio.
Abbiamo sinteticamente illustrato le nostre ultime osservazioni presentate alla conferenza che in ogni caso alleghiamo in versione integrale.


  1. nel merito della possibilità dei due gruppi a carbone di essere adeguati alle migliori tecnologie e quindi di ottenere l’AIA abbiamo ribadito che la stessa Società proprietaria della centrale    ,a proposito dei sistemi dei vecchi gruppi a carbone 3 e 4 , afferma “non permettono ulteriori improvement tecnologici”. Abbiamo ricordato quanto affermato dai sindaci di Vado e Quiliano in un documento ufficiale del 2009 “Mancano quindi i presupposti per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per quanto riguarda gli esistenti gruppi 3 e 4Nel ribadire quindi l’opposizione di queste Amministrazioni al rilascio di una nuova autorizzazione per nuovi impianti, si chiede che quella relativa all’esistente sia subordinata alla cessazione della attività dei gruppi 3 e 4"  e quindi che  a noi appare  con tutta evidenza come i gruppi a carbone 3 e 4 non siano in grado di essere adeguati alle migliori tecnologie previste dalle norme che regolano l’Autorizzazione Integrata Ambientale. Tutti i punti evidenziati (ipotesi, progetti, commistioni tra procedimenti ex 55/2002 per il nuovo gruppo  e procedimenti AIA per i vecchi gruppi a carbone) ci inducono infatti a ritenere che dal lontano 2007 si sia cercato di creare le condizioni per superare lo scoglio della dichiarata (dalla stessa azienda) impossibilità di “improvement tecnologico” dei vecchi impianti a carbone. Inoltre abbiamo evidenziato i preoccupanti dati del biomonitoraggio  lichenico  invitando la commissione a tenere conto delle considerazioni  dell’illustre Prof Tamino che abbiamo presentato e che concludono  “Tutto ciò, fermo restando la necessità di ulteriori approfondimenti e di ulteriori indagini, indica un forte inquinamento antropico della zona, causato, se non esclusivamente, sicuramente in parte rilevante dalla centrale di Vado Ligure.”
·         Le indebite e reiterate commistioni della procedura AIA con la procedura di autorizzazione nuovo gruppo da 460 MW.
·         La inaccettabilità di ipotesi di “Funzionamento su scala ridotta che con una indicazione di emissioni massiche annuali, manterrebbe comunque le emissioni specifiche a livelli di molto superiori al limiti  BAT andando direttamente ad interferire  con gli aspetti di impatto ambientale e impatto sanitario che, come noto, si basano su dati di concentrazione “dose-effetto
·         Legge Seveso e effetto domino con stabilimenti a rischio incidente rilevante nelle immediate vicinanze .
Abbiamo poi concluso con le affermazioni ufficiali dell’Ordine dei Medici  sottolineando che la commissione sta decidendo se  e come mantenere in funzione i vecchi gruppi a carbone a proposito dei quali  l’Ordine  ha parlato di minaccia reale e consistente per la salute e per la vita dei cittadini della provincia di Savona”.

Sono intervenuti poi i rappresentanti delle Associazioni Nazionali: Greenpeace, Legambiente e WWF.Confermando il loro pieno e totale  appoggio  alla azione della Rete Savonese Fermiamo il carbone anche e soprattutto nelle azioni concrete.
E’ stato sottolineato come siano anacronistici progetti come quelli che puntano sul carbone: non possiamo basare il nostro futuro energetico ancora sul carbone.  
Greenpeace ha presentato e consegnato un documento che costituisce una anteprima assoluta  di una serie di campionamenti su alcuni pesci nel mar Ligure . Dalle analisi finora effettuate  non si rilevano superamenti dei limiti con l’unica eccezione del sito di Vado Ligure: sebbene sia impossibile una corrispondenza univoca tra la centrale a carbone e valori di mercurio e piombo in alcune specie ittiche nello specchio acqueo a sud della centrale, questo è un campanello d’allarme piuttosto serio.

Abbiamo concluso l’intervento ricordando a nome della Rete Fermiamo il Carbone che non avremmo accettato alcun tipo di concessione AIA qualora fosse ancora consentito ai vecchi gruppi di funzionare in modo non conforme alle normative in vigore e , con il convinto sostegno delle associazioni nazionali, la nostra ferma intenzione a intraprendere tutte le azioni legalmente consentite.
 
Abbiamo presentato infine eccezione sulla regolarità e validità della conferenza.

Uniti per salute onlus

08 agosto 2013

AIA TORRE VALDALIGA NORD. IL MOVIMENTO NOCOKE ALTOLAZIO: "SERVONO FATTI CONCRETI"

Riceviamo e pubblichiamo la nota del Movimento Nocoke Altolazio

CIVITAVECCHIA, AIA. IL MOVIMENTO NOCOKE ALTOLAZIO: "SERVONO FATTI CONCRETI".
Il 28 agosto p.v. si terrà al TAR Lazio la prima udienza del ricorso presentato dal CODACONS per richiedere l’annullamento del decreto AIA 114/2013

Civitavecchia (RM) - Accogliamo con soddisfazione il riaccendersi del dibattito relativo all’approvazione della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale di TVN e l’estendersi della consapevolezza, seppur tardiva per taluni, della necessità che tale provvedimento, estremamente peggiorativo delle condizioni di esercizio della centrale, vada rivisto. 
 E certo ci auguriamo che le diverse sollecitazioni inviate al Governo e Parlamento con la presentazione di mozioni ed interpellanze, possano convincere il Ministro dell’Ambiente, in qualità di titolare del ministero individuato dalla legge quale “autorità competente”, viste le tante irregolarità del provvedimento, a disporne con urgenza il riesame.
Ma la celerità con cui l’AIA Dec-Min 114 del 5 aprile 2013 è stata approvata, l’esperienza accumulata in tanti anni di lotte e la scarsa gamma di possibilità offerte dalla normativa vigente per riesaminare/rinnovare un provvedimento di AIA ormai approvato, non ci rendono particolarmente ottimisti circa le possibilità di un esito positivo di tali iniziative..
Vi sono però alcuni passaggi che, se veramente si vuole agire per arginare gli effetti nefasti del nuovo provvedimento, risultano imprescindibili e che soprattutto coloro che siedono nelle maggioranze comunali e regionali possono porre in essere.

Aggiungi didascalia
Il 28 agosto p.v. si terrà al TAR Lazio la prima udienza del ricorso presentato dal CODACONS per richiedere l’annullamento del decreto AIA 114/2013, che, è bene sottolinearlo, non è un protocollo d’intesa ed è nettamente peggiorativo del precedente provvedimento 970/2009. Tale ricorso è presentato avverso tutte le amministrazioni che hanno espresso parere positivo in seno alla Conferenza dei Servizi, compresi il Comune di Civitavecchia e la Regione Lazio
Sarebbe bene che entrambi gli enti non si costituissero contro il Codacons e motivassero la loro mancata costituzione con il mancato rispetto delle Migliori Tecniche Disponibili (Monossido) e del Piano di qualità dell’Aria (percentuale di zolfo nel carbone). Ed anzi su questo ultimo punto sarebbe auspicabile che il Consiglio Regionale del Lazio chiarisse, una volta per tutte, che non sono ammissibili deroghe, se non espressamente previste, ai propri strumenti di pianificazione, quale il Piano di Qualità dell’Aria. Atti questi che consentirebbero effettivamente di richiedere il riesame del provvedimento AIA 114/2013 e che, unitamente al pretendere il rispetto delle prescrizioni della Valutazione d’Impatto Ambientale, (ricordiamo propedeutiche all’esercizio della centrale) permetterebbero di frenare l’arroganza di ENEL rispetto al territorio, resa evidente anche dall’ultimo in commentabile comunicato dell’ente energetico.

Ben prima della Conferenza dei Servizi, presentammo una petizione indirizzata al Sindaco Tidei, ed inviata a tutti i consiglieri comunali, in cui si chiedeva un impegno importante proprio sui temi che oggi costituiscono le criticità più gravi dell’AIA, ovvero (quantità di carbone utilizzabile, ore di funzionamento, limiti emissivi per il monossido di carbonio e percentuale di zolfo); allora fummo da tutti inascoltati.  



Auspichiamo che oggi queste nostre parole non cadano nel vuoto ma vengano utilizzate da tutti coloro che hanno deciso di adempiere al proprio ruolo di tutela della salute dei cittadini in maniera fattiva.
Per tentare di frenare il grave inquinamento che sta decimando la nostra comunità non bastano le dichiarazioni di intenti, servono fatti concreti. Noi siamo disponibili a collaborare con tutti coloro che tali fatti concreti vogliano porre in essere.

11 giugno 2013

1)Comitato Taranto futura impugna decreto Commissario Ilva 2)Ilva: la Cassazione rigetta il ricorso di E.Riva


Tratto da Ansa

Comitato Taranto futura impugna decreto Commissario Ilva

Al Tar del Lazio, violata convenzione di Aarhus

TARANTO- Il Comitato ambientalista 'Taranto Futura', già promotore del referendum sulla chiusura totale o parziale dell'Ilva, ha impugnato al Tar del Lazio il recente decreto di commissariamento del Siderurgico. Lo ha annunciato nel corso di una conferenza stampa l'avv. Nicola Russo, coordinatore del Comitato, secondo il quale "il governo, ma anche lo stesso presidente della Repubblica, nell'emanare il decreto legge, hanno violato la convenzione di Aarhus, che è stata recepita dalla legge italiana 108 del 2001".

"All'art. 8 si dice che prima di emanare una legge in materia ambientale - è stato sottolineato - bisogna informare il pubblico, ovvero le associazioni ambientaliste e i cittadini interessati, cosa che non è stata fatta". Il ricorso di 'Taranto Futura, e' stato spiegato, si basa soprattutto "sulle disposizioni della Corte di Giustizia europea che, nel caso interessato, fa presente che nel momento in cui viene fatta una legge in violazione della convenzione di Aarhus, la legge va disapplicata in favore della convenzione"

Per quanto riguarda la nomina di Enrico Bondi - ha precisato Russo - "come commissario straordinario, contestiamo il decreto perché Bondi é già stato amministratore delegato dell'Ilva e questo circostanza contrasta con i principi della trasparenza e dell'imparzialità".

 
Tratto da Ansa

Ilva: Cassazione rigetta ricorso E.Riva

E anche quelli presentati da legali ex dirigenti




  (ANSA) - TARANTO, 11 GIU - La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dai legali di Emilio Riva, dell'ex direttore dell'Ilva di Taranto Capogrosso e dell'ex dirigente Ilva Archinà contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Taranto che nel dicembre scorso aveva confermato il provvedimento di arresto del 26/11/2012.
 Il provvedimento e' firmato dal gip Todisco per il reato di associazione per delinquere finalizzato a disastro ambientale.  
Gli indagati sono ai domiciliari.