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25 settembre 2014

NOALCARBONE:LO STUDIO "FUFFA" DI ARPA PUGLIA.

Tratto da Noalcarbone

LO STUDIO "FUFFA" DI ARPA PUGLIA.


La letteratura scientifica mondiale, da anni ormai, produce studi che riguardano l’impatto negativo delle centrali a carbone sulla salute delle popolazioni circostanti.
Questi impianti, come la centrale Enel Federico II, emettono in aria, acqua e suolo, nonché nel residuo di combustione, svariate sostanze (idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti tra cui l’arsenico, il mercurio, il nichel, il piombo, polveri sottili, ossido di carbonio e anidride carbonica, sostanze radioattive, ossidi di azoto e ossidi di zolfo, diossine e furani), tutte particolarmente tossiche e alcune di esse anche cancerogene.
 
Le indagini epidemiologiche (già esistenti) da diversi anni segnalano nell’area ad alto rischio ambientale di Brindisi un eccesso di mortalità generale e per alcuni tumori in particolare. Esistono studi recenti sull’aumento di mortalità e di ricoveri per cause cardiovascolari nei giorni in cui si registra innalzamento delle concentrazioni degli inquinanti nell’aria. E’ stato rilevato inoltre un eccesso di malformazioni neonatali e la loro relazione con l’emissione di SO2.
E cioè, si è dimostrato che nelle settimane di gravidanza in cui le malformazioni si generano, le mamme dei bambini malformati hanno respirato, sulla base dei dati delle centraline per il monitoraggio dell'aria, una concentrazione di SO2 superiore a quella respirata dalle mamme che hanno partorito bambini sani. (L’ARPA Puglia certifica che il 90% della SO2 emessa a Brindisi proviene dalla produzione di energia. )

Questo non lo diciamo noi, ma è l’estratto di una lettera aperta dell’Ordine dei Medici su "LA SALUTE DELLA POPOLAZIONE E LA PRODUZIONE ENERGETICA  A BRINDISI", pubblicata il 12 marzo di quest’anno.

Ma un rapido excursus delle evidenze sanitarie sulla popolazione brindisina è contenuto  nell’intervento, sempre dei medici,  il 23 marzo 2014 alla III Commisione Sanità del Consiglio Regionale Pugliese. (leggi quì)
"Considerato lo status di area ad alto rischio di crisi ambientale, conclude l’Ordine dei Medici nella sua lettera aperta, è necessario sollecitare un intervento legislativo regionale che, con le innovative procedure della Valutazione Integrata di Impatto sulla Salute (Vis), impedisca, per ragioni sanitarie, ulteriori insediamenti che emettono sostanze tossiche e prescrivano rimedi per la riduzione di quelli esistenti in tempi ragionevoli ma compatibili con il valore della vita e della salute".

Assodato tutto ciò, la presentazione dello studio di Arpa Puglia sulla “Valutazione del Danno Sanitario dell’impianto Cerano” che si è svolta ieri presso gli uffici della stessa Agenzia, non può che prendere il valore di una argomentazione “grezza e grossolana”, inconsistente e superflua, insomma, in una parola FUFFA:  un mero modello matematico  che NON E’ DA RITENERE ASSOLUTAMENTE UN DATO SCIENTIFICO......

26 agosto 2013

NOALCARBONE.MEDIEVAL FEST: TRA STORIA, TRADIZIONE E CARBONE.

Tratto da Noalcarbone Brindisi

MEDIEVAL FEST: TRA STORIA, TRADIZIONE E CARBONE.

 

Dal 29 al 31 agosto la città ospiterà il Medieval Fest , la manifestazione rievocherà le nozze dell’imperatore Federico II di Svevia e Jolanda di Brienne celebrate nel Duomo di Brindisi nel 1225.
Una manifestazione questa di indubbio valore culturale che rievoca uno spaccato storico felice e particolarmente caro alla nostra città. Federico II non fu solo uomo politico e guerriero, fu filosofo, architetto, uomo di giustizia ed equità sociale, amante e studioso della natura.

Locandina Medieval Fest
Pensiamo da sempre che aver affiancato il nome di Federico II ad una centrale termoelettrica sia stato un vero e proprio oltraggio alla memoria del personaggio, ma ancor più triste è sapere che una manifestazione a lui dedicata sia sponsorizzata da Enel.

La centrale Federico II brucia milioni di tonnellate di carbone ogni anno, la  più inquinante d’Italia , la terza in Europa. Il carbone ci costa un morto al giorno* , inquina la nostra acqua e la nostra terra (*fonte: ricerca SOMO).

Ci chiediamo come il Comune di Brindisi affianchi ancora il suo vessillo a quello di Enel.
Una contraddizione se consideriamo che proprio la nostra amministrazione comunale si è costituita parte civile nel processo che vede l’azienda imputata per “imbrattamento" dei terreni agricoli ad essa circostanti per la grande quantità di polveri di carbone sversate e che il nostro consiglio comunale ha recentemente espresso “apprezzamento” per l’attività di sensibilizzazione svolta da Greenpeace e più esplicitamente chiesto a Enel di revocare la denuncia fatta agli attivisti per il fatti accaduti nel 2009. 

Siamo coscienti del fatto che sarebbe più difficile reperire le risorse necessarie per la realizzazione di queste manifestazioni senza l’apporto economico delle grandi aziende ma l’appoggio di più soggetti privati che lavorano in sinergia col territorio consentirebbe a uomini e donne di cultura di non svendere il cuore a chi trae profitto dalla nostra casa senza assicurarle il dovuto rispetto.
Ricordiamo che recentemente proprio Enel ha annunciato l’esubero di 5 unità del Centro Ricerca di Brindisi e la chiusura dell’Impianto pilota di cattura della CO2 dimostrando un totale disinteressamento alle attività di sviluppo e ricerca, monitoraggio, valutazione e riduzione degli impatti ambientali.


Auspichiamo che le nostre amministrazioni adoperino un codice etico che escluda il patrocinio di manifestazioni sponsorizzate da quelle stesse imprese, altamente impattanti sul territorio, che continuano ad inquinare e che pensano di poter ripulire la loro immagine attraverso piccoli o grandi contributi a qualsivoglia manifestazione o soggetto del territorio .
Chiediamo con forza, ancora una volta, che siano avviate subito le attività per la stipula delle nuove convenzioni, l’avvio della riconversione a gas della centrale termoelettrica a carbone, che queste aziende contribuiscano alle cosiddette compensazioni ambientali per la tutela del territorio e che non lo facciano "a pioggia", a chiaro scopo propagandistico. Queste risorse vengano quantificate equamente e messe a disposizione delle amministrazioni che potranno utilizzarle per scopi ben più nobili e urgenti per i cittadini.

08 agosto 2013

La Ballata del Carbone :No al carbone, sì all'ossigeno... in musica


 No al carbone, sì all'ossigeno... in musica
Appuntamento il 22 agosto a Pentedattilo


L’estate calabrese si caratterizza per il sole, il mare e la bellissima musica che ogni sera inonda le feste e le sagre popolari dei nostri paesi.
Musica che è ballo e gioia, ma soprattutto tradizione e cultura.
Musica che parla delle nostre terre e delle storie che le hanno attraversate nel corso dei secoli.
Musica che infiamma i cuori e accende le danze.
Musica che fa pensare, che sensibilizza sui problemi che affliggono la nostra terra.
Musica che si fa mezzo per combattere chi vuole fare, di noi tutti, colonie da depredare.
Negli ultimi anni la musica ha combattuto una dura battaglia, insieme al Coordinamento Associazioni Area Grecanica ed alle popolazioni, contro il carbone.
Durante i concerti, numerosissimi gruppi musicali hanno indossato la maglia NO CARBONE per manifestare la loro volontà di schierarsi contro lo scellerato progetto della SEI-Repower che vorrebbe impiantare a Saline Joniche una fabbrica per produrre energia bruciando il combustibile fossile più inquinante al mondo.
Quest’anno un ringraziamento va fatto al gruppo musicale Kalavrìa per il bellissimo brano contro la centrale a carbone, “A ballata du carbuni”, di cui il Coordinamento ha realizzato il video, e ai Versudper la loro splendida “No al carbone”. 
 Un plauso particolare inoltre agli allievi dell’Istituto Superiore d’Istruzione "A. Righi" di ReggioCalabria, classi II e V sez. A, ......che con la loro professoressa Paola Nasti, sempre in prima linea per la difesa dell’ambiente, hanno realizzato una canzone ed un video dal titolo "Repower Style."  
Questi ragazzi sono un tesoro prezioso e sono il segno che i semi di speranza piantati nella nostra terra stanno dando i loro frutti. La loro volontà di non essere spettatori passivi rispetto a tutto quello che accade intorno, ma di essere artefici del proprio destino è la dimostrazione che il cambiamento nella nostra terra è possibile, e sta avvenendo ora.
I video possono essere visionati sul canale youtube “nocarbonesaline”.
ll 22 Agosto presso il teatro all’aperto di Pentedattilo , per il secondo anno consecutivo, diremo No al Carbone, sì all’ossigeno con “OXYGEN”........
A tutti gli amici musicisti rinnoviamo infine l’invito a sostenere,anche quest’anno, la causa, indossando la maglia NO CARBONEcome una corazza o esponendo un semplice striscione sul palco, ed usando la loro musica come una spada per difendere la terra e letradizioni che portano in giro per il mondo attraverso le loro canzoni.

Coordinamento Associazioni Area Grecanica
 Mercoledì 07 agosto 2013

DICIAMO NO AL CARBONE.


08 ottobre 2011

29 OTTOBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE AD ADRIA :FERMIAMO IL CARBONE IL DELTA E' UN BENE COMUNE.


E PUBBLICHIAMO Il MANIFESTO DEFINITIVO

 
No Coke Polesine: Alcune  foto del Convegno "Oltre il carbone-
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Riportiamo   una famosa citazione Indiana:
Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto, l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
La nostra terra vale più del vostro denaro.
E durerà per sempre.
Non verrà distrutta neppure dalle fiamme del fuoco.
Finchè il sole splenderà e l'acqua scorrerà, darà vita a uomini e animali.
Non si può vendere la vita degli uomini e degli animali; è stato il Grande Spirito a porre qui la terra e non possiamo venderla perchè non ci appartiene.
Potete contare il vostro denaro e potete bruciarlo nel tempo in cui un bisonte piega la testa, ma soltanto il Grande Spirito sa contare i granelli di sabbia e i fili d'erba della nostra terra.
Come dono per voi vi diamo tutto quello che abbiamo e che potete portare con voi,


ma la terra mai.
(Piede di Corvo, Piedineri)
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Da Londra un esempio da record:PERCHE' NON CERCHIAMO DI  IMPARARE DA CHI  CERCA DI CREARE  LE FONDAMENTA PER COSTRUIRE UN FUTURO DIVERSO ".......
Tratto da Lifegate
A Londra un ponte solare da record
Un ponte vittoriano costruito nel 1886 sarà restaurato e riqualificato per ospitare la nuova stazione ferroviaria di Blackfriars, a Londra. La particolarità? Verrà coperto con 4.400 pannelli fotovoltaici in grado di produrre un totale di 1.103 MW di energia elettrica.

Una volta completati i lavori sarà la struttura solare più grande di tutta la città. Il progetto, seguito dalla Network Rail Limited (società che gestice le infrastrutture ferroviarie inglesi), è stato studiato per poter accogliere più passeggeri e migliorare il servizio dei treni. Il tetto fotovoltaico verrà aggiunto alla struttura storica e vedrà incorporati più di 6.000 mq di moduli fotovoltaici.

“Stiamo creando una stazione spaziosa e moderna, in grado di offrire una vasta gamma di treni per i passeggeri - ha affermato Lindsay Vamplew, responsabile del progetto Blackfriars per la Network Rails – e contemporaneamente installeremo il più grande impianto di energia solare in Londra, che renderà Blackfriars più ecologica e sostenibile”.


Rendering al computer di come sarà il ponte una volta terminati i lavori.

Ogni anno i moduli al silicio produrranno circa 900.000 kWh fornendo il 50% dell’energia necessaria alla stazione e riducendo le emissioni di CO2 pari a circa 511 tonnellate per anno.

I lavori di installazione saranno eseguiti dalla Solarcentury Holdings Limited, mentre i moduli solari saranno forniti SANYO Electric Cop.: “È fantastico vedere finalmente questo progetto realizzarsi, perché il ponte Blackfriars è il luogo ideale per il fotovoltaico: un nuovo, iconico spazioso tetto, proprio nel cuore di Londra”, ha sottolineato Derry Newman, presidente di Solarcentury.

Un progetto che secondo Lindsay Vamplew avrà anche un valore culturale: “Il ponte vittoriano a Blackfriars fa parte della nostra storia ferroviaria ed è stato costruito durante il periodo del vapore, ed ora lo stiamo rimodernando con la tecnologia solare del ventunesimo secolo per creare una stazione icona per la nostra città”.

Un vero cambio epocale, un passaggio di consegne. Il passato che cede il passo e “regala” le fondamenta per costruire il futuro.

05/10/2011

22 agosto 2011

Inquinamento: Italia emette 10-20 volte in più di quanto dichiara 2)Legambiente aderisce alla manifestazione internazionale contro le nuove centrali

Tratto da Ecologiae

Inquinamento: Italia emette 10-20 volte in più di quanto dichiara

Una pesante denuncia arriva dalla Svizzera nei confronti del nostro Paese. Secondo i calcoli dell’Empa, i laboratori federali di ricerca in scienza dei materiali e tecnologia, l’Italia sarebbe uno dei Paesi più inquinanti dal punto di vista dei gas serra. In particolare la denuncia si basa sugli idrocarburi fluorurati, dei gas talmente inquinanti da essere vietati dall’Europa, che l’Italia emette dalle 10 alle 20 volte in più di quanto dichiara.

A causa della loro responsabilità in quanto ad effetto serra, secondo gli accordi di Kyoto, questi gas dovevano essere prima vietati nella vendita e poi, dal 2015 in poi, dovevano sparire definitivamente. Per disciplinare la materia, nel protocollo di Kyoto era stato inserito anche il limite alle emissioni per ciascun Paese, ed ufficialmente l’Italia lo stava rispettando. Ma un controllo con uno strumento avanzatissimo effettuato dal centro di ricerca svizzero ha scoperto che le autorità italiane stanno mentendo. Purtroppo non siamo nemmeno gli unici ad inquinare più di quanto ammettiamo.

Infatti alcuni Paesi europei hanno il brutto vizio di inquinare più del dovuto, circa il doppio, e lo stesso dicasi per la Cina ed altre nazioni, ma nessuno arriva al livello italiano, e cioè inquinare 10-20 volte più del dovuto. Il gas principale responsabile di questo fenomeno è il trifluorometano (HFC-23), che in Europa occidentale è stato gradualmente ridotto. In Italia esiste una sola industria che ancora lo utilizza, vicino Milano, e secondo i calcoli dei ricercatori, questa da sola è in grado di inquinare quanto una città di 75 mila abitanti.

Ciò che gli svizzeri contestano è che, in sede di accordo, non è stato fondato nessun organo di controllo. Era difficile infatti valutare, Stato per Stato, quante emissioni ci fossero per ogni singolo gas serra, e per questo ci si è affidati alle dichiarazioni autonome di ogni nazione. Ora però che esistono questi prodigi della tecnica, tutto può cambiare, ed è ciò che gli scienziati credono, visto che non ci si può affidare all’autocertificazione di uno Stato che sa di violare il trattato. Il riferimento particolare era alla Cina e agli altri Paesi in via di sviluppo, ma ora tra questi potrebbe rientrare anche l’Italia.

Fonte: Empa]
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Tratto da
Noalcarbone Brindisi


COMUNICATO STAMPA DEI NOALCARBONE
Dimissioni del Sindaco Mennitti: il "saluto" dei No al Carbone

........A noi invece sembra doveroso che si faccia un bilancio politico di questo periodo della vita di Brindisi durato sette anni. Paradossalmente,non sarà facile racchiudere in poche righe sette anni di nulla.
L'opposizione strenua al rigassificatore (unico bagliore in sette anni di buio) è
un dito troppo sottile dietro il quale mal si celano mancanze e lacune gravi e comportamenti imprudenti se non omissivi.
Quel dito sottile non impedisce di vedere che ha vietato con una ordinanza la coltivazione nei terreni di Cerano (il 28 Giugno 2007) ma anche divieti di caccia e pesca come per l’area “micorosa” dei veleni del Pertolchimico senza preoccuparsi di analizzare cause e responsabilità di quell'inquinamento.
Quel dito sottile non impedisce di vedere l'indifferenza rispetto alla necessità di finanziare una indagine epidemiologica volta ad accertare i danni sanitari collegati all'inquinamento. Nemmeno di fronte a nuovi studi scientifici che raccontano delle malformazioni neonatali a Brindisi che risulterebbero al di sopra della media europea.
Quel dito sottile non impedisce di vedere che non si è pensato alla dotazione, del “Piano dei Rischi di Incidente Rilevante” previsto per legge e, per una città come Brindisi, vitale.
Quel dito sottile non impedisce di vedere la sconcertante malagestione della vicenda convenzione con Enel. Dal parto di una bozza di convenzione ridicola quanto offensiva per la città, per la quale si profilava un futuro fatto non solo di carbone ma anche di spazzatura da bruciare, a svariati consigli comunali monotematici andati deserti e quindi mai svolti. Il miglior favore che si poteva fare a Enel era quello di non fare niente, senza rendersi conto che il potere contrattuale del Comune (ma anche degli altri enti,provincia e regione) ,oggi che l'Enel ha intascato la certificazione AIA , è davvero ridotto se non nullo.
Quel dito sottile non impedisce di vedere che questa amministrazione ha concesso una transazione con l’ENEL attraverso la Delibera di Giunta con cui si è rinunciato ad un risarcimento danni di 5 milioni di euro richiesti, da tutti, per i danni ambientali nell’inchiesta giudiziaria “Coke”, accontentandosi, autonomamente, di poco più di 1 milione di euro per gli alberi del nuovo Parco Magrone, dedicato a Tonino Di Giulio, un combattente del Carbone. E pare che i soldi non siano stati nemmeno spessi tutti.
Quel dito sottile non impedisce di vedere la miopia di questa amministrazione nella gestione del ciclo dei rifiuti. Evidentemente per il sindaco Mennitti e la sua giunta la presenza a Brindisi di due centrali a carbone ed una a gas, un impianto petrolchimico tra i più grandi d’Europa, l’imminente avvio di una centrale a biomasse connessa allo zuccherificio SFIR, l' autorizzazione per un’altra centrale a biomasse da parte dell’azienda Brundisium, non sono motivi sufficienti per invertire la rotta, ma anzi si può ancora aggiungere qualcosa bruciando i rifiuti nella centrale di Cerano, trincerandosi dietro lo spettro di una crisi dei rifiuti che non può essere raccontato come un accadimento inatteso in sette lunghi anni.....

Quel dito sottile non impedisce di vedere che la città ha dovuto attendere
l'intervento della Procura per chiarire la questione delle torce del petrolchimico che per questa amministrazione, non rappresentavano un rischio per la salute dei cittadini e per l'ambiente.
Quel dito sottile non impedisce di vedere che nelle linee programmatiche del nuovo Piano Urbanistico Generale, all’apparenza più uno strumento elettorale anticipato, ci si spinge anche a parlare di
“molo Carbonifero a Cerano” (e quindi chiusura della Centrale Edipower anche se, alla faccia della coerenza,incredibilmente “rimandata a settembre” per la certificazione AIA), a scapito della bellezza paesaggistica e condannando, definitivamente, tutta la popolazione (compresa quella dei comuni limitrofi) ad altri decenni di Carbone da respirare.

Quel dito è lo stesso che Lei, sindaco Mennitti, sollecitato su questi argomenti, puntò contro di noi gridando rabbioso: “candidatevi voi a sindaco”! Ma, quando punti il dito per condannare qualcuno, tre dita rimangono puntate verso di te.
Sindaco Mennitti, la Brindisi che vi apprestate a lasciare Lei e la sua Amministrazione è una “città malata e sette anni di silenzio non hanno rappresentato la cura”.

COMUNICATO STAMPA INTEGRALE NO AL CARBONE - BRINDISI disponibile QUI

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Tratto da Greencity.it
Legambiente aderisce alla manifestazione internazionale contro le nuove centrali a carbone.


CON GLI AMICI DEL CANTONE DEI GRIGIONI
PER FARLI NERI
27 AGOSTO 2011
CENTRALE A CARBONE IO DICO NO!

Barillà: "No al carbone a Saline Joniche e in tutta Europa, sì a un piano di sviluppo industriale moderno e pulito basato sulle fonti rinnovabili e efficienza energetica".

Legambiente ha reso noto di aderire alla manifestazione di sabato 27 agosto a Coira nel Cantone dei Grigioni in Svizzera, per protestare contro l'intenzione della multinazionale dell'energia Repower, di costruire a Brunsbüttel (Germania del nord) e a Saline Joniche due centrali a carbone per un importo di 4.5 Miliardi di Euro, con una potenza di 3120 Megawatt.

"Parteciperemo numerosi, con rappresentanti provenienti da tante parti d'Italia affinché sia chiaro che il nostro No al carbone riguarda Saline Joniche ma anche tutto il resto del Paese e dell'Europa – ha dichiarato il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani -. Il carbone è il combustibile fossile a maggior emissione specifica di anidride carbonica. La centrale garantirà quindi solo importanti profitti alle aziende e nessun beneficio alla popolazione, già pesantemente danneggiata da politiche dissennate di gestione del territorio".

Il raggiungimento degli obiettivi sul clima unisce tutta l'Europa in una battaglia virtuosa determinante per il futuro, quindi, l'ipotesi di nuove centrali a carbone suona francamente incomprensibile.

"Il carbone peggiorerà la dipendenza energetica del nostro Paese dall'estero visto che importiamo più del 99% del carbone che utilizziamo – ha aggiunto Nuccio Barillà del direttivo nazionale dell'associazione –; non abbasserà la bolletta energetica del Paese, mentre dei potenziali risparmi nell'acquisto del combustibile beneficeranno soprattutto i bilanci delle aziende energetiche, e obbligherà l'Italia al pagamento di multe pesanti per il mancato rispetto del protocollo Kioto e del 20-20-20. Una situazione assurda soprattutto in un territorio dove oltre il 57% della popolazione ha recentemente dimostrato, attraverso l'esito del referendum sul nucleare, di volere un futuro pulito e rinnovabile".

La Calabria, come il resto d'Italia e d'Europa, ha bisogno di una nuova politica industriale basata esclusivamente sull'investimento deciso in innovazione tecnologica e fonti energetiche alternative e non su opere di grande impatto sull'ambiente e fallimentari sul piano economico e occupazionale. Nessuna centrale a fonti fossili inquinanti come il carbone, quindi, deve essere realizzata per permettere all'Italia di contribuire a costruire il modello energetico elettrico europeo al 2050 senza fonti fossili.

"Per questo, sabato 27 saremo in tanti alla manifestazione organizzata dalle associazioni svizzere contro il carbone a Coira – ha concluso Barillà -, per sostenere le ragioni dell'ambiente e della salute dei cittadini calabresi, liguri, veneti, italiani ed europei".

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Leggi su greenstyle

Carbone pulito: greenwashing o reale opportunità di sviluppo?

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.....Eppure, la disponibilità sempre minore di giacimenti petroliferi e il costo crescente dell’oro nero hanno finito col riportare in auge il “vecchio” carbone, nelle emergenti economie dell’est come nella sviluppata Europa. Anche in Italia sono al centro del dibattito pubblico alcuni progetti di riconversione a carbone di vecchie centrali, primo fra tutti il contestatissimo stabilimento Enel di Porto Tolle, nel Polesine.

Al centro delle proteste dei “No Coke” resta la convinzione che, per quanto ridotto grazie all’uso di moderne tecnologie, l’impatto ambientale del carbone rimanga troppo alto per essere tollerato. Un’accusa che i sostenitori del “clean coal” rispediscono al mittente, sostenendo che nelle moderne centrali alimentate a carbone si riescono a abbattere le emissioni di CO2 di quasi il 20% e che anche la produzione di anidride solforosa, ossidi di azoto e polveri è sensibilmente ridotta.

. Il carbone, tuttavia, resta il responsabile di oltre il 40% delle emissioni di gas serra del Pianeta, e anche in una centrale dotata delle tecnologie più efficienti, la produzione di CO2 non scende al di sotto di 770 grammi per kwh di energia prodotto (Fonte: Legambiente).

Un impatto nettamente superiore, a parità di elettricità generata, a quello del gas naturale e addirittura dell’olio combustibile di vecchia generazione, anche perché l’anidride carbonica “intrappolata” dai sistemi anti-inquinamento va poi stoccata al sicuro per secoli, attraverso i cosiddetti sistemi CCS (Carbon Capture and Storage) che ancora sono ben lontani dal garantire la massima affidabilità.

Le perplessità nei confronti di quello che fu il “motore” della Rivoluzione Industriale, dunque, restano. Anche perché, sottolinea ancora Legambiente, almeno per quanto riguarda l’Italia, il ritorno massiccio al carbone non libererebbe il Paese dalla dipendenza dall’estero, dal momento che già oggi viene importato più del 99% del coke utilizzato nelle centrali elettriche italiane.

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Tratto da Savona News
Inoltre leggetevi,sempre nell'ottica di seria informazione a tutela della nostra salute ,su Savona News

22 maggio 2011

Dalla SVIZZERA:NO AL CARBONE. 2)A proposito di OZONO a Quiliano...

Tratto da Ticino Libero

NO AL CARBONE,SI ALL'INIZIATIVA

Un incidente mortale nella miniera di carbone “Upper Big Branch” negli Stati Uniti l’anno scorso, ha messo alla luce una malattia (“polmone nero”) che causa la morte dei minatori (10 000 morti in dieci anni), ancora adesso anche nel mondo occidentale e tecnologico che dovrebbe essere sicuro come ci fanno credere i fautori del controprogetto per un’AET senza carbone. Leggere la descrizione dei sintomi di questa malattia (http://www.iwatchnews.org/2011/05/19/4643/persistent-black-lung-old-scourge-coal-found-autopsies-most-massey-miners), che non ha nessuna cura, fa accapponare la pelle: la persona si ritrova senza fiato, non è più possibile fare due passi senza ansimare, la vita è distrutta senza alcuna speranza di guarigione.
Il respiro è vita, e chiunque si sia trovato alle prese con una difficoltà respiratoria, o che vede un bambino lottare con l’asma, si rende conto di quanto questa semplice equazione sia essenziale e di quanto sia nostro dovere vegliare su quello che respiriamo, senza inutili allarmismi, ma con un pragmatico senso di responsabilità:
l’aria non è di destra né di sinistra, la respiriamo tutti, e collega il mondo intero: l’aria non ha barriere né confini.
Anche per questo si resta basiti sentendo gli argomenti finanziari e pretestuosi dei fautori del controprogetto. Non facciamoci imbrogliare dalla potenza in atto (perché tutta questa veemenza da parte dei carbonari?…), e votiamo un convinto Sì a favore dell’iniziativa contro il carbone, contro una centrale che a Lünen con ogni probabilità, anche se dovesse venir ultimata, non entrerà mai in azione grazie alla volontà delle persone che hanno vissuto sulla propria pelle le conseguenze di un’economia basata su una fonte insostenibile.
Via dal carbone, subito, com’è possibile e responsabile, con lungimiranza e fiducia.

Claudia Crivelli Barella.

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SEMPRE A Proposito di Ozono a Quiliano



IL CALDO AUMENTA
.......,di SABATO e DOMENICA IL TRAFFICO SULL' AUTOSTRADA VERSO LA RIVIERA DEI FIORI PURE( l' Autostrada corre affiancata alla Centrale ) e .....SABATO 21 maggio E' RIPARTITO IL SECONDO GRUPPO A CARBONE DOPO MESI DI INATTIVITA'.
ERA FERMO DAL 14 GENNAIO .....giorno della foto sulla destra e relativo nostro post

14 -15 GENNAIO 2011 CENTRALE A CARBONE:POLVERI SOTTILI E NON SOLO

Quelli sottostanti sono i valori sempre tratti da AMBIENTE IN LIGURIA riportiamo quelli dalle 02 di Notte e quelli della giornata del 22 maggio 2011 sino alle ore 19 .
OZONO OLTRE il 100 per tutta la notte( DURANTE LA NOTTE LE MACCHINE ERANO POCHINE!!!!) per poi AUMENTARE CON LA CALURA.
AI CITTADINI ....... i DATI
e i SUPERI del valore obiettivo per la protezione della salute umana


22/05/2011 01:00 22/05/2011 02:00
104

22/05/2011 02:0022/05/2011 03:00100

22/05/2011 03:0022/05/2011 04:00110

22/05/2011 04:0022/05/2011 05:00110

22/05/2011 05:0022/05/2011 06:00104

22/05/2011 06:0022/05/2011 07:00107

22/05/2011 07:0022/05/2011 08:00110

22/05/2011 08:0022/05/2011 09:00122

22/05/2011 09:0022/05/2011 10:00136

22/05/2011 10:0022/05/2011 11:00142

22/05/2011 11:0022/05/2011 12:00137

22/05/2011 12:0022/05/2011 13:00143

22/05/2011 13:0022/05/2011 14:00147

22/05/2011 14:0022/05/2011 15:00146

22/05/2011 15:0022/05/2011 16:00142

22/05/2011 16:0022/05/2011 17:00137

22/05/2011 17:0022/05/2011 18:00143

22/05/2011 18:0022/05/2011 19:00115


Sempre tratto da Ambiente in Liguria
ACCESSO AGLI INDICATORI STATISTICI GIORNALIERI DI QUALITA' DELL'ARIA: ricerca avanzata
Relativo a Quiliano Dati del giorno 21/05/2011

Ozono - continuo, fotometrico uv
valore massimo orario
(microgrammi per metro cubo)
ora valore massimomassimo medie 8 ore (a)
(microgrammi per metro cubo)
n. superamenti livello protezione salute (b)


14616:001285


(a) valore obiettivo per la protezione della salute umana sul massimo giornaliero delle medie su 8 ore (la media su 8 ore viene calcolata ogni ora sulle 8 ore precedenti) pari a 120 microgrammi per metro cubo, da non superare più di 25 volte per anno civile come media su 3 anni (D.Lgs. n.155 13.08.2010 All. VII, punto 2)
valore massimo delle medie calcolate su 8 ore

(b) valore obiettivo per la protezione della salute umana sul massimo giornaliero delle medie su 8 ore (la media su 8 ore viene calcolata.......come per (a) e
da non superare più di 25 volte per anno civile come media su 3 anni )
numero superamenti nelle medie 8 ore della giornata

SIAMO APPENA AL 23 MAGGIO E ....TALI VALORI DELL'OZONO RAPPRESENTANO SENZA DUBBIO UN CAMPANELLO D'ALLARME DEGLI INQUINANTI PRESENTI NELLA NOSTRA ARIA.

SECONDO NOI CITTADINI NON ABBIAMO POPRIO BISOGNO DI
ALTRO CARBONE............