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08 giugno 2015

G7 ambiente , la Merkel annuncia "la fine dell'era dei combustibili fossili".


Tratto da Panorama 

Clima: i G7 e l'inganno del carbone

Anche l'Italia è tra i paesi nei quali l'uso di carbone, anziché diminuire, sarebbe aumentato negli ulimi 5 anni

In vista del cruciale vertice di Parigi sul clima previsto a dicembre, i paesi industrializzati dovranno farsi un bell'esame di coscienza. Da anni ormai assistiamo al tira e molla tra i negoziatori su chi debba ridurre maggiormente le proprie emissioni di CO2, con i paesi del G7 che non ci stanno a fare da soli la parte dei cattivi e chiedono che i colossi emergenti come Cina, India e Brasile facciano la loro parte per mitigare i gas serra. Ma una scomoda verità a riguardo la racconta un rapporto di Oxfam appena pubblicato secondo il quale 5 dei paesi che fanno parte del G7 (Italia inclusa) avrebbero addirittura aumentato il proprio consumo di carbone negli ultimi 5 anni, cioè da quando nel 2009 si svolse un altro importante vertice sul clima a Copenaghen.
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Tratto da Ecodallecitta'
G7, la Merkel annuncia "la fine dell'era dei combustibili fossili"
La cancelliera Angela Merkel ha annunciato che i principali paesi industrializzati, riuniti a Garmisch, hanno concordato misure severe per ridurre i gas serra eliminando gradualmente l'uso di combustibili fossili per la fine del secolo.
 Il termine usato dalla Merkel è stato”decarbonise the global economy in the course of this century” ovvero decarbonizzare l'economia mondiale nel corso di questo secolo.
Le associazioni ambientaliste descrivono l'annuncio come un ulteriore segno di speranza, che introduce il tema della decarbonizzazione all'interno del COP21 che si terrà a Parigi a dicembre.
In concreto il G7, composto da Germania, Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti, Canada, Giappone e Italia, si è impegnato ad aumentare di 100 miliardi di dollari il fondo per i finanziamenti destinati a contrastare e mitigare gli effetti del cambiamento climatico.
“L’accordo dei leader del G7 sul clima è un segnale importantissimo. – Lo ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti - Che i paesi industrializzati decidano di adottare politiche per mantenere il surriscaldamento globale entro i 2 gradi, cioè alzino al massimo l’asticella dell’impegno politico sul climate change, è il miglior viatico per l’accordo di Parigi”.
“Ora – sottolinea ancora il Ministro - bisognerà lavorare per trovare soluzioni equilibrate, anche finanziarie, che consentano ai colossi asiatici Cina e India e ai paesi poveri di aderire ad un accordo per essere efficace dovrà essere alto, ambizioso ed equo”.
La European Climate Foundation ha descritto l'annuncio dei leader del G7 come storico, dichiarando che l'accordo segna "la fine dell'era dei combustibili fossili" ed è un "importante pietra miliare sulla strada per un nuovo accordo sul clima a Parigi".
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Giornale dell'Umbria -Lo dice Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed energia del Wwf. I Paesi del G7 hanno infatti deciso di ...Continua a leggere

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Leggi su Greenbiz

Cambiamenti climatici: dal G7 arriva l'accordo. Ma e' davvero efficace?

...........La seconda giornata del G7 in corso ad Elmau, in Baviera, si è aperta con gli attivisti di Greenpeace che hanno proiettato con un laser il messaggio "G7: Go for 100% renewables!" sul massiccio di Zugspitz. Un invito rivolto ai leader mondiali riuniti in Germania.I sette paesi sono impegnati a passare a un modello economico con un minore impatto climatico globale e a favorire la transizione energetica entro la metà di questo secolo.
g7gp

16 aprile 2015

"Dobbiamo ricostituire il sistema energetico tedesco proprio sbarazzandoci del carbone”......

Tratto da Greenbiz

energiewende 450 

La costruzione programmata di metà degli impianti potrebbe essere compromessa se il Paese continuasse ad andare avanti con un piano per fissare tetti severi alle emissioni dei più grandi inquinatori.Preoccupati anche i sindacati: si perderanno posti di lavoro.
LA PROPOSTA DI LEGGE - La proposta di legge imporrebbe penalità di tipo finanziario per gli impianti più obsoleti ed inefficienti (a carbone e lignite), da versare sotto forma di certificati di “emissions trading”. Naturalmente, per le associazioni delle rinnovabili e per gli ambientalisti il piano – che andrebbe a regime dal 2017 – sarebbe un passo essenziale verso gli obiettivi di taglio del 40% delle emissioni di CO2 al 2020 definiti dalla Energiewende.
INCERTEZZA E DISOCCUPAZIONE – Secondo una ricerca diffusa dagli operatori, il 53% degli investitori che ha programmato di mettere in moto impianti nell’arco dei prossimi 10 anni ha congelato il proprio coinvolgimento nei progetti a causa di questa incertezza politica......
Un portavoce della European Trades Union Confederation ha affermato che sicuramente supporterà tutti coloro che vogliono lottare perché le azioni contro i cambiamenti climatici tutelino il lavoro e le comunità.
Vogliamo una transizione ad un’economia low carbon che sia giusta. La rivoluzione energetica deve essere trasparente e i lavoratori e le comunità non possono essere trascurati. Servono negoziazioni con i sindacati e piani di formazione perché i lavoratori possano migliorare le proprie competenze e adattarle in aziende che da high carbon diventano low carbon”, ha dichiarato Julian Scola. In particolare, l’opposizione si concentra nell’Est del Paese e comunque anche molti politici della coalizione di governo sono scettici.
L'europarlamentare Jo Leinen (SPD) ha detto al Guardian: “Se abbandoniamo questo proposito non raggiungeremo gli obiettivi. Continueremo con impianti più economici, a carbone, che non è però quanto abbiamo previsto con la energiewende. 
Dobbiamo ricostituire il sistema energetico tedesco proprio sbarazzandoci del carbone”. 
Ma anche lui in realtà ammette che sarebbe difficile 
offrire lavori alternativi ai dipendenti delle aziende di aree come la Sassonia.
NON CI SONO PROVE? - 
Le misure proposte coinvolgerebbero di fatto solo il 10% degli impianti più inquinanti, ma online si trova una lista di strutture che dovrebbero chiudere. Le aziende del comparto chiedono alternative per raggiungere gli obiettivi, come un focus maggiore sul rinnovamento in edilizia che porti all’efficienza energetica, o sulla mobilità elettrica.
Ma gli esperti sono convinti che tutta questa preoccupazione sulle conseguenze per lavoratori sia eccessiva. Lo afferma tra gli altri il capo del think tank E3G, Sabrina Schultz: non ci sono prove che i nuovi standard sulle emissioni si traducano in perdita di posti di lavoro o rialzi del prezzo dell’energia. In più, se la Germania rinunciasse ad un piano di riduzione delle emissioni concreto, Angela Merkel e il suo Paese perderebbero credibilità nei prossimi incontri internazionali, una questione non trascurabile.
Su Greenbiz  l'articolo integrale di
 Anna Tita Gallo

22 marzo 2011

1)Lo tsunami nucleare e le paure arrivano negli States2)La Germania ha scelto "Puntiamo su sole e vento"



La crisi giapponese apre nuove riflessioni sul nucleare nel territorio degli Stati Uniti dove sono operative 104 centrali, molte degli '70 e '80. L'amministrazione Obama, da sempre favorevole all’atomo come parte del pacchetto energie pulite, si trova ora di fronte a scelte difficili che dividono Congresso ed opinione pubblica.
........Le decisioni che verranno non potranno non risentire dell’apprensione suscitata dai fatti giapponesi, soprattutto nelle molte zone sismiche del paese. In California, notoriamente un territorio particolarmente esposto al rischio terremoti, il dibattito è acceso
.La California sarà quindi chiamata a prendere una decisione su una centrale che, in caso di terremoto, potrebbe mettere in pericolo la vita degli 8 milioni di persone che risiedono nel perimetro di 80 chilometri dall’impianto.
La decisione arriva in un momento in cui il livello di emotività e preoccupazione è alto, soprattutto dopo l’allarme lanciato a seguito di alcuni monitoraggi sulla radioattività condotti a Sacramento.
Secondo le analisi, sembrerebbe che le radiazioni giapponesi abbiano raggiunto le coste californiane.
Le autorità invitano alla calma, ma la gente ha paura.


TRATTO da UNONOTIZIE

TERREMOTO GIAPPONE, CENTRALE NUCLEARE . Tokyo: contaminazione alimenti. Video YouTube

Resta grave la situzione della centrale nucleare di Fukushima. Gli Usa offrono il loro aiuto al Giappone e affermano che la situazione è più critica di quanto affermato dalle fonti nipponiche. Video operazioni elicotteri su reattori
Risultano contaminati cibo e acqua in Giappone, non solo nella zona circostante Fukushima. Secondo l'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) la presenza di radioattività accertata negli alimenti è ben più grave di quanto si potesse immaginare, sebbene al momento non si parli di cibi esportati all'estero


ENERGIA

La Germania ha scelto"Puntiamo su sole e vento"

Nel 2050 l'80% dell'energia tedesca arriverà da eolico e fotovoltaico. I reattori danno lavoro a 30mila persone, la green economy ne occupa 340 mila

.....
La Germania

conservatrice di Angela Merkel, che dice "nel dubbio, siamo

per la sicurezza" e ferma per almeno tre mesi sette dei suoi 16 reattori

ed

è anche la potenza economica che più di ogni altra

si è lanciata a pensare e progettare strategicamente il mondo nuovo dell'energia...


"La politica ecologica è la politica del futuro, anche per l'economia"

ha spiegato il ministro dell'Ambiente Norbert Roettgen, democristiano come la cancelliera.


Fondi pubblici e sgravi fiscali aiutano la crescita. Una produzione di energia elettrica affidata al 100% alle rinnovabili è possibile entro il 2050, dice il ministero di Roettgen, e il governo si è posto l'obiettivo di arrivare all'80%.....
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