COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta Mariagrazia Midulla. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mariagrazia Midulla. Mostra tutti i post

06 luglio 2017

Brindisi, dice il WWF: dati epidemiologici confermano danni alla salute


Tratto da Inchiostro Verde

Brindisi, WWF: dati epidemiologici confermano danni alla salute

Lo Studio Epidemiologico sugli effetti delle esposizioni ambientali di origine industriale sulla popolazione residente a Brindisi, reso noto stamane dalla Regione Puglia conferma, in modo inequivocabile, gli effetti negativi del carbone e di altre lavorazioni industriali inquinanti sulla salute. A Brindisi sorgeva una centrale a carbone Edipower (ferma dal 2012), sorge ed è tuttora attiva la centrale Enel Federico II (2640 MW, quattro gruppi,  a carbone) e il polo Petrolchimico.
Nell’area brindisina sottoposta ad esame si è verificato, dati alla mano, un eccesso di mortalità e morbilità riconducibile proprio agli impianti termoelettrici e al petrolchimico. Peraltro è evidente il nesso tra funzionamento degli impianti a carbone e danni sulla salute che risultano maggiori in passato quando cioè a funzionare erano due impianti a carbone e la stessa Federico II operava per un numero maggiore di ore/anno.
Il fatto che ancora oggi, malgrado il miglioramento rispetto al passato, persista un eccesso significativo di mortalità e morbilità e che tutto questo avvenga (come hanno detto i ricercatori nel corso della presentazione) nel pieno rispetto delle norme sulle emissioni, sono il segno che gli effetti dell’inquinamento tendono a permanere nel tempo e che i limiti non sono adeguati a evitare i danni. Il carbone, quindi,  fa sempre male anche quando rispetta i limiti di legge sulle emissioni e questo non lo dicono gli ambientalisti ma in Puglia oggi è arrivata l’ennesima conferma dalla comunità scientifica.
“Dietro questi numeri c’è la sofferenza di moltissime persone e di un’intera comunità”. Ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia che chiede di “fissare un punto, concreto, per mettere fine a tutto questo, e costruire, da subito, alternative di sviluppo pulito e rinnovabile, molto più nelle corde di una delle Regioni più ricche di natura. Gli inquinatori, i cui nomi sono a tutti noti, ora non ingaggino la solita lotta sui numeri e le cifre, ma diano concreti e visibili segni e contributi per cambiar rotta, porre fine alle produzioni inquinati e risanare l’area”.
“Con la Strategia Energetica Nazionale c’è la concreta possibilità di cominciare a scrivere, nero su bianco la data della fine del carbone in Italia: noi chiediamo che questa data sia al massimo il 2025 – conclude Midulla -. È un’opportunità per i brindisini, per la Puglia e per l’Italia. E’ un dovere morale, perché il carbone è anche il primo killer del clima, dal quale dipendono le condizioni per la vita di tutti”......

I risultati dello studio suggeriscono, oltre alla necessità di proseguire l’osservazione epidemiologica, l’attuazione di tutte le misure preventive atte a tutelare la salute della popolazione, compresa l’adozione delle migliori tecniche disponibili per il contenimento delle emissioni industriali.

24 ottobre 2016

Wwf: “Per salvare gli esseri umani rispondere con l’età del sole”

Tratto da Meteoweb
Nuova era per il clima, Wwf: “Per salvare gli esseri umani rispondere con l’età del sole”

L’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha confermato che siamo entrati in una “nuova era per il clima”

L’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha confermato che siamo entrati in una “nuova era per il clima”, con dati allarmanti sia sulla concentrazione di CO2 che sulle temperature. “La ‘nuova era per il clima’ avrà sicuramente impatti molto importanti e potrebbe cambiare profondamente la geopolitica e la vita sul Pianeta –ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia-  Siamo ancora in tempo per ‘decidere’ se questi cambiamenti potranno essere metabolizzabili dagli ecosistemi e dalla civilizzazione umana o no. I record non si contano più, 3 anni di seguito (incluso quello in corso) saranno i più caldi mai registrati, la concentrazione di CO2 in atmosfera è stabilmente sulle 400 parti per milione, una concentrazione molto più alta di quella registrata da milioni di anni. Mese per mese i record si susseguono, destando enorme preoccupazione nella comunità scientifica. La politica non può fingere di occuparsene: se ne deve occupare davvero. Il 4 novembre entrerà in vigore l’Accordo di Parigi, vorremmo che per quel giorno tutti fossero pronti non solo a mantenere le proprie, inadeguate promesse,  ma a incrementare esponenzialmente gli sforzi per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C.
Questo vuol dire dare l’avvio a un vero e proprio new deal, perché cominci l’Età del Sole eliminando i combustibili fossili e puntando tutto sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica. Rispondere alla grande minaccia del cambiamento climatico creando, insieme, nuove opportunità è l’unica strada percorribile: ci auguriamo che questa sfida venga colta da tutti, comunità, Paesi, Governi e mondo dell’economia”.
Il 3 novembre, alla vigilia dell’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi e della COP22 di Marrakech, il WWF renderà noto un report sulle politiche nazionali necessarie per uscire dal primo combustibile fossili di cui possiamo fare a meno, il carbone: un Paese che non ha bisogno di questa fonte fossile, come il nostro, può diventare leader della transizione, tanto più  oggi che persino la Cina ha deciso di rinunciare ad alcune delle centrali a carbone già in costruzione.
Per approfondire 

16 luglio 2015

1) WWF:Il carbone inquina anche la vita pubblica. 2) Su TG 1 : L'inchiesta di Savona sulla centrale elettrica della Tirreno Power a Vado Ligure.

Tratto da WWF

Il carbone inquina anche la vita pubblica.


Il WWF chiede che siano accertate tutte le responsabilità di componenti del Governo, della Regione Liguria e funzionari che, a vario titolo, invece di combattere abusi e violazioni, hanno cercato di architettare provvedimenti per eludere le normative: è successo anche con altri provvedimenti recenti –decreto Ilva- e così facendo, si creano indebiti e illegittimi vantaggi per le grandi aziende proprietarie di impianti industriali che conducono attività lesive per la salute dei cittadini e per l’ambiente.
                                     
“E’ bene che tutte le persone coinvolte chiariscano bene e pubblicamente il proprio ruolo nella vicenda e gli atti compiuti, oppure, se non sono in grado di garantire un comportamento che metta l’interesse dei beni primari al primo posto, rassegnino le dimissioni -dice Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF- .

Il 22 giugno il Presidente del Consiglio ha detto che il nemico oggi è il carbone: oggi ci viene confermato che inquina non solo il clima, la salute e l’ambiente, ma anche la vita pubblica. Sarebbe ora di chiudere definitivamente tutte le centrali a carbone e avere il coraggio di proporre e perseguire un nuovo modello energetico, che offra prospettive anche occupazionali ben più ampie e durature; invece si cercano di continuo scappatoie per protrarre la vita di centrali che già tanti danni hanno fatto e che, nel caso di Vado Ligure oggi ferma, non continuano a fare solo per l’intervento della Magistratura”.
  
Dalla lettura dei giornali, che pubblicano alcuni stralci delle intercettazioni della Magistratura inerenti le indagini sulla centrale termoelettrica di Vado Ligure sembra ci sia stata una vera e propria macchinazione per costruire una “norma ad hoc” per garantire un’interpretazione “più favorevole a Tirreno Power”.

Si tratta di accuse gravissime che stanno coinvolgendo i più alti livelli politici.


Nell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Genova si citano spesso due membri del governo: il primo è Massimo De Vincenti (Pd), ex viceministro allo Sviluppo economico e oggi sottosegretario alla  presidenza del Consiglio. Il secondo è il suo ex superiore, Federica Guidi, nel cui ufficio si sarebbe svolto un incontro con l’ex Guardasigilli Paola Severino, avvocato difensore di Tirreno Power. Nelle intercettazioni telefoniche figurano anche importanti dirigenti del Ministero dell’Ambiente responsabili proprio dell’ufficio preposto al rilascio delle autorizzazioni ambientali, e lo stesso Ministro Galletti verrebbe tirato in ballo da altri, così come l’amministrazione della Regione Liguria e l’ex Governatore Burlando.
 
Il decreto –definito dagli stessi funzionari pubblici “una porcata”- sarebbe dovuto servire ad aggirare le prescrizioni ambientali imposte a Tirreno Power, l’azienda proprietaria della centrale a carbone di Vado Ligure, a seguito delle indagini della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Savona sugli impatti sanitari ed ambientali verificati e il conseguente decreto di sequestro dei due gruppi a carbone da parte del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Savona in data 11 marzo 2014.
 
Ricordiamo inoltre che proprio nell’atto di sequestro la Procura di Savona si è espressa con fermezza riguardo l’impatto epidemiologico della centrale Tirreno Power, dichiarando che “tra il 2005 e il 2012 quattrocento persone decedute per malattie respiratorie e cardiovascolari, tra i 1700 e i 2000 adulti ricoverati, 450 bambini ospedalizzati per patologie respiratorie e per attacchi d’asma”. 
 
Nella relazione su “Inquinamento e salute in Provincia di Savona” del 2010, l’Ordine dei Medici provinciale già aveva evidenziato come le emissioni della centrale a carbone avessero pesanti impatti sulla salute proprio a causa della pericolosità degli inquinanti emessi.  Peraltro le centrali elettriche a carbone emettono quasi il 90% di tutto il mercurio che viene emesso annualmente in Liguria (Piano Regionale della qualità dell’aria 2006).

                             ______________________________


Tratto da TG1 online
INTERCETTATO IL SOTTOSEGRETARIO DE VINCENTI  Servizio andato in onda il: 15/07/2015 al Tg 1 delle ore 20

L'inchiesta di Savona sulla centrale elettrica della Tirreno Power a Vado Ligure. Nelle intercettazioni spunta il nome del sottosegretario De Vincenti. Avrebbe suggerito il modo di aggirare i divieti. Guarda il video qui

08 giugno 2015

G7 ambiente , la Merkel annuncia "la fine dell'era dei combustibili fossili".


Tratto da Panorama 

Clima: i G7 e l'inganno del carbone

Anche l'Italia è tra i paesi nei quali l'uso di carbone, anziché diminuire, sarebbe aumentato negli ulimi 5 anni

In vista del cruciale vertice di Parigi sul clima previsto a dicembre, i paesi industrializzati dovranno farsi un bell'esame di coscienza. Da anni ormai assistiamo al tira e molla tra i negoziatori su chi debba ridurre maggiormente le proprie emissioni di CO2, con i paesi del G7 che non ci stanno a fare da soli la parte dei cattivi e chiedono che i colossi emergenti come Cina, India e Brasile facciano la loro parte per mitigare i gas serra. Ma una scomoda verità a riguardo la racconta un rapporto di Oxfam appena pubblicato secondo il quale 5 dei paesi che fanno parte del G7 (Italia inclusa) avrebbero addirittura aumentato il proprio consumo di carbone negli ultimi 5 anni, cioè da quando nel 2009 si svolse un altro importante vertice sul clima a Copenaghen.
Continua a leggere qui


Tratto da Ecodallecitta'
G7, la Merkel annuncia "la fine dell'era dei combustibili fossili"
La cancelliera Angela Merkel ha annunciato che i principali paesi industrializzati, riuniti a Garmisch, hanno concordato misure severe per ridurre i gas serra eliminando gradualmente l'uso di combustibili fossili per la fine del secolo.
 Il termine usato dalla Merkel è stato”decarbonise the global economy in the course of this century” ovvero decarbonizzare l'economia mondiale nel corso di questo secolo.
Le associazioni ambientaliste descrivono l'annuncio come un ulteriore segno di speranza, che introduce il tema della decarbonizzazione all'interno del COP21 che si terrà a Parigi a dicembre.
In concreto il G7, composto da Germania, Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti, Canada, Giappone e Italia, si è impegnato ad aumentare di 100 miliardi di dollari il fondo per i finanziamenti destinati a contrastare e mitigare gli effetti del cambiamento climatico.
“L’accordo dei leader del G7 sul clima è un segnale importantissimo. – Lo ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti - Che i paesi industrializzati decidano di adottare politiche per mantenere il surriscaldamento globale entro i 2 gradi, cioè alzino al massimo l’asticella dell’impegno politico sul climate change, è il miglior viatico per l’accordo di Parigi”.
“Ora – sottolinea ancora il Ministro - bisognerà lavorare per trovare soluzioni equilibrate, anche finanziarie, che consentano ai colossi asiatici Cina e India e ai paesi poveri di aderire ad un accordo per essere efficace dovrà essere alto, ambizioso ed equo”.
La European Climate Foundation ha descritto l'annuncio dei leader del G7 come storico, dichiarando che l'accordo segna "la fine dell'era dei combustibili fossili" ed è un "importante pietra miliare sulla strada per un nuovo accordo sul clima a Parigi".
_________________________________
Giornale dell'Umbria -Lo dice Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed energia del Wwf. I Paesi del G7 hanno infatti deciso di ...Continua a leggere

                ________________

Leggi su Greenbiz

Cambiamenti climatici: dal G7 arriva l'accordo. Ma e' davvero efficace?

...........La seconda giornata del G7 in corso ad Elmau, in Baviera, si è aperta con gli attivisti di Greenpeace che hanno proiettato con un laser il messaggio "G7: Go for 100% renewables!" sul massiccio di Zugspitz. Un invito rivolto ai leader mondiali riuniti in Germania.I sette paesi sono impegnati a passare a un modello economico con un minore impatto climatico globale e a favorire la transizione energetica entro la metà di questo secolo.
g7gp

04 giugno 2015

WWF: Sotto il tappeto: così i Governi e le Istituzioni internazionali nascondono miliardi a sostegno dell'industria del carbone.

Tratto da WWF

Miliardi di finanza pubblica per il carbone


Nel corso degli ultimi otto anni, mentre gli impatti climatici accelerano, i Governi dei Paesi sviluppati hanno incanalato più di 73 miliardi di dollari di denaro pubblico in progetti legati al carbone, il più sporco dei combustibili fossili. Il finanziamento, che ammonta a 9 miliardi di dollari l'anno, sta causando tanto inquinamento come quello prodotto dall’Italia  rivela il nuovo rapporto lanciato dal WWF Internazionale, Natural Resources Defense Council e Oil Change International: UNDER THE RUG. How Governments and International Institutions are hiding billions in support to the coal -  Sotto il tappeto: così i Governi e le Istituzioni internazionali nascondono miliardi a sostegno dell'industria del carbone.
 
Oggi e domani, i 34 paesi dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) - con i Paesi dell'Unione Europea che costituiscono quasi i due terzi dei membri dell'OCSE – si riuniscono per l’incontro ministeriale annuale. Mentre il 7 e 8 giugno, i Capi di Stato e di Governo del G7 si incontreranno in Germania. Per garantire la loro credibilità sul cambiamento climatico, i leader mondiali devono cogliere queste importanti opportunità politiche e smettere di sostenere l’industria del carbone all'estero.
 
"Molti governi dei Paesi sviluppati che sostengono ambiziose azioni per il clima, finanziano contemporaneamente l’industria del carbone all'estero. Non possono fare entrambe le cose ed essere credibili", ha dichiarato Samantha Smith, Leader della Iniziativa Globale su Clima ed Energia del WWF"Per le nazioni ricche è tempo di investire i loro soldi in soluzioni, come le energie rinnovabili, piuttosto che utilizzare il denaro dei contribuenti per alimentare il cambiamento climatico".

Il report rivela che tra il 2007 e il 2014 la finanza pubblica internazionale che investe in carbone è responsabile di livelli di inquinamento di gas a effetto serra pari a quasi mezzo miliardo di tonnellate di anidride carbonica equivalente all'anno.

Il Giappone è il Paese che maggiormente sostiene l’industria del carbone, con oltre 20 miliardi di dollari di finanziamenti. Nel club OCSE - le cui ufficiali Agenzie di Credito all’Esportazione forniscono quasi la metà dei finanziamenti internazionali al carbone - Corea e Germania sono i principali Paesi ad investire nella fonte fossile più sporca.

Il resto degli investimenti pubblici in carbone viene da istituzioni di finanza pubblica cinesi e russe (23 per cento) e da Banche Multilaterali di Sviluppo (22 per cento). Il rapporto smentisce nettamente l'affermazione che il finanziamento alle esportazioni di carbone è necessario per combattere la povertà energetica nei Paesi in via di sviluppo. Lo studio internazionale mostra chiaramente che  i crediti per l’esportazione del carbone NON sono andati ai Paesi a basso reddito, ma addirittura un quarto del totale è andato ai Paesi ad alto reddito.
 
L'Unione Europea non è ancora riuscita a concordare una posizione ufficiale, dal momento che gli Stati membri  sono ancora divisi: alcuni sono disposti a porre fine al sostegno per gli impianti a carbone, altri invece sono più riluttanti.
 
"La COP 21 di Parigi è dietro l'angolo. Per i Paesi Europei e per le istituzioni che governano l’UE è giunto il momento di porre fine ai rinvii e dare un segnale chiaro di autorevolezza mondiale", ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia
"L’impegno sul clima e quello a eliminare gradualmente i sussidi ai combustibili fossili devono immediatamente portare l'UE a chiedere all'OCSE la fine dei crediti all'esportazione per il carbone. Nel contesto OCSE e in quello G7, l’Italia ha l’occasione giocare un ruolo di primo piano e di visione, assumendo una posizione chiara ed esercitando pressioni sugli altri paesi affinché abbandonino gli investimenti al carbone e puntino finalmente in modo convinto su fonti rinnovabili ed efficienza energetica”.

21 marzo 2014

1) Tirreno Power, custode cercasi: più vicina la riapertura dei gruppi a carbone. 2)Il WWF chiede la chiusura di tutti gli impianti a carbone.



Leggi su Il Secolo XIX
Tirreno Power, custode cercasi: più vicina la riapertura dei gruppi a carbone

Savona - La procura della Repubblica di Savona nominerà nelle prossime ore un custode giudiziale di propria fiducia della centrale a carbone Tirreno Power.
In queste ore si stanno vagliando alcuni nomi, in modo da accelerare i tempi il più possibile. Questo viene interpretato come un segnale di apertura nei confronti dell’azienda che nei giorni scorsi con l’avvocato Paola Severino (ex ministro dei Giustizia) aveva manifestato la volontà di adeguare gli impianti alle prescrizioni del gip Fiorenza Giorgi.
La scelta, dicono in procura «dovrà essere oculata» perché il tecnico in questione dovrà sovrintendere, come custode dell’impianto, alle modifiche e alle migliorie che potrebbero far ripartire la centrale....
E domani verrà depositata al tribunale del Riesame di Genova un’istanza di dissequestro degli impianti di Tirreno Power. Lo hanno deciso gli avvocati della direzione di centrale.

Qui l'articolo integrale
__________________________

Tratto da la Stampa 

WWF chiede la chiusura di tutti gli impianti a carbone.

ROMA

Roma, 20 mar. (TMNews) - Dopo il sequestro della centrale elettrica di Vado Ligure, il WWF invita a chiudere spontaneamente gli impianti italiani a carbone 
"Le centrali a carbone sono antistoriche, comportano emissioni di anidride carbonica superiori a qualsiasi altro impianto, fanno male alla salute. 
Il nostro Paese ha una overcapacity di produzione di energia elettrica che le impone, non solo le permette, di cominciare a chiudere le centrali più inquinanti. Invitiamo dunque l'azienda a prendere atto che la centrale di Vado Ligure è indifendibile, e a non riaprire i gruppi a carbone. 
Questa è l'occasione per pensare alla riconversione dei posti di lavoro verso l'efficienza energetica e le rinnovabili: ci auguriamo che sindacati, regione Liguria, azienda, ci pensino seriamente. 
Intanto, Vado Ligure non deve riaprire e i progetti di ampliamento dell'uso del carbone non devono partire". 
Commenta in questo modo Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, la notizia del sequestro della centrale a carbone di Vado Ligure effettuato a seguito delle verifiche condotte dagli inquirenti che avrebbero accertato il mancato rispetto di alcune prescrizioni puntuali imposte dall'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) ministeriale. Poiché gli inquirenti avrebbero anche accertato la possibile assenza di sistema di monitoraggio delle emissioni al camino tutto sembra confermare le denunce più volte fatte dal Comitato locale e dagli ambientalisti. La stessa AIA (non rispettata dall'azienda) era stata aspramente contestata dalle associazioni ambientaliste giacché ritenuta non troppo cautelativa per l'ambiente e la salute delle persone, oltre che viziata sul piano procedurale per non rispetto degli standard fissati dalla normativa comunitaria in materia di IPPC. Sembrerebbe che l'azienda non abbia neanche ottemperato alle prescrizioni di una Autorizzazione Integrata Ambientale certo non troppo severa. ........Per maggiori informazioni sulla Campagna WWF STOP AL CARBONE.


04 maggio 2013

SCENARI CLIMATICI: CO2 alla soglia di livelli record....

Tratto da  La Repubblica

Clima: CO2 alla soglia di livelli record....

 

Secondo il Mauna Loa Observatory, la concentrazione di CO2 in atmosfera starebbe raggiungendo quota 400 ppm, una soglia che, secondo il WWF Italia, deve essere assolutamente controvertita

 

(Rinnovabili.it) – I livelli di CO2 atmosferica sono così pericolosi che, se non vengono ridotti, potrebbero ridisegnare i futuri scenari climatici. A lanciare l'appello è il Mauna Loa Observatory nelle Hawaii, secondo il quale la CO2 presente nell'atmosfera sarebbe arrivata alla soglia di 400 ppm (399.39 ppm il dato preciso), un record la cui tendenza deve essere controvertita. I rischi, secondo l'Osservatorio, potrebbero ricadere sulle temperature, con picchi nei termometri che sarebbero presi come riferimento per le medie estive, sulle siccità, che potrebbero diventare la norma, e sulle tempeste o sui fenomeni atmosferici eccezionali, destinati a essere considerati eventi frequenti. 
Ridurre e puntare ad azzerare le emissioni è per la Responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, Mariagrazia Midulla, un imperativo imprescindibile. Nella consapevolezza che l'inquinamento climatico sia strettamente legato alle attività antropiche, in particolare a tutto ciò che è legato al settore energetico, la Midulla è convinta che si debba necessariamente trovare una soluzione prima che diventi impossibile arginare la situazione.  
“A livello globale – ha commentato Mariagrazia Midullale comunità e i governi già faticano a rispondere a siccità, ai cattivi raccolti e agli eventi meteorologici estremi, anche nei Paesi ricchi come gli Stati Uniti. Se il livelli di CO2 continueranno ad aumentare sarà sempre più arduo e improbabile adattarsi ai cambiamenti climatici”.
  Il grafico diffuso dall'Osservatorio parla chiaro: dal 1960 ad oggi la concentrazione di CO2 in atmosfera è costantemente salita per
poi attestarsi su livelli che non è più possibile ignorare. Quale la soluzione? Per la Midulla abbandonare le fossili per scegliere le rinnovabili.  
“Con una rapida svolta globale verso le energie rinnovabili e pulite, supportata da forti misure per l'efficienza energetica, saremo in grado di ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e infine stabilizzare e ridurne la concentrazione. I costi dell’elettricità da fonti rinnovabili sono scesi drasticamente e nel 2011 gli investimenti in energia rinnovabile per la prima volta hanno superato gli investimenti in energia da combustibili fossili. L'energia rinnovabile può diventare ‘la nuova normalità’.  Ma perché questo possa  accadere abbastanza rapidamente e a livello globale ci vuole un’azione forte da parte dei Governi”.
    Ed è su questo punto che anche l'Italia viene chiamata con urgenza a fare la sua parte. Muoversi in fretta potrebbe significare ridisegnare l'economia su basi rigenerative e di massima efficienza, spendere meno e diventare leader nel prossimo futuro.