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Visualizzazione post con etichetta Fukushima. Mostra tutti i post
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19 marzo 2017

Fukushima: sentenza giudiziaria storica, il governo nipponico è colpevole del disastro

Tratto da Rinnovabili.it

Fukushima: sentenza storica, il governo è colpevole del disastro

  • Tokyo non ha svolto adeguati controlli sulle misure di sicurezza dell’impianto di Daichi: la sentenza del processo intentato da 137 cittadini sfollati
Fukushima, 6 anni dopo: radiazioni record e spese doppie

(Rinnovabili.it) – L’esatta magnitudo del terremoto e la potenza distruttiva dello tsunami che hanno colpito il Giappone nel 2011 erano impossibili da prevedere con esattezza, ma il governo è responsabile per il disastro alla centrale nucleare di Fukushima. La sentenza della corte di Maebashi è storica: per la prima volta in 6 anni viene riconosciuto in sede giudiziaria la colpa delle autorità nipponiche per la catastrofe ambientale.
Il caso riguarda la richiesta di risarcimento per danni avanzata da 137 cittadini che erano stati obbligati ad abbandonare le loro abitazioni dopo che 3 dei 6 reattori dell’impianto nucleare si erano fusi, causando una immane fuoriuscita di radiazioni e l’inquinamento di aria, acqua e suolo.
Nel dispositivo della sentenza, il tribunale sostiene che il governo di Tokyo avrebbe dovuto usare i suoi poteri per obbligare l’azienda che gestisce l’impianto, la Tepco, ad adottare adeguate misure di prevenzione. La richiesta di risarcimento puntava sul fatto che le autorità avrebbero dovuto prevedere la possibilità di uno tsunami con onde alte anche più di 10 metri. Un’accusa che si basava su un rapporto del 2002, nel quale esperti del governo avevano scritto che esisteva una probabilità del 20% che nel giro di 30 anni accadesse un terremoto almeno di magnitudo 8 con relativo tsunami.

Fukushima: le radiazioni sono a livelli senza precedentiFinalmente la responsabilità di Tokyo nel disastro di Fukushima è diventata verità giudiziaria. Lo era già per un’inchiesta parlamentare indipendente che nel 2012 era arrivata alle stesse conclusioni: la catastrofe è stata causata dall’uomo, non dalla natura, a causa di scarsa attenzione per i regolamenti di sicurezza e della collusione tra il governo, la Tepco e l’Agenzia per la sicurezza nucleare.

Sentenza storica, dunque, che potrebbe essere presto confermata da altri tribunali: sono in dibattimento altre 30 cause intentate da cittadini giapponesi sfollati. Sfollati che, a 6 anni esatti dal disastro, sono ancora decine di migliaia. Molti di loro hanno perso le speranze di poter tornare nelle proprie case. E i lavori di messa in sicurezza e decommissioning dei reattori di Fukushima procede più che mai a rilento. I costi sono raddoppiati rispetto alle stime iniziali, mentre i robot inviati da Tepco per localizzare e rimuovere il combustibile nucleare esausto, che ha fuso il vessel degli impianti, lavorano per poche ore prima di essere messi ko dalle radiazioni. Che arrivano a livelli senza precedenti all’interno dei reattori: l’ultimo rilevato è di 650 Sievert l’ora. Una dose di 4 sievert è mortale nel 50% dei casi, mentre una di 6 sievert uccide qualsiasi essere vivente nel giro di poche settimane.

11 marzo 2017

... Dicono che il disastro Nucleare di Fukushima sia finito. Ma non è così

Tratto da Il Fatto Quotidiano

L’11 marzo di sei anni fa più di 15 mila persone morirono e la vita di altre decine di migliaia di persone cambiò per sempre. Il Giappone nord-orientale fu colpito da un violento terremoto, seguito da un enorme tsunami che spazzò via una dopo l’altra le città costiere. Poi, nei giorni successivi, arrivò la notizia sconvolgente dell’incidente ai reattori nucleari della centrale di Fukushima Daiichi.
Un disastro nucleare che continua ancora oggi. I sopravvissuti all’incidente continuano a vivere con il timore per la salute delle loro famiglie e con l’incertezza sul futuro. E sono le donne ad affrontare le conseguenze più pesanti. Donne che continuano a farsi domande senza avere risposte che siano in grado di alleviare il profondo senso di rabbia e di ingiustizia.
A partire dalle due settimane successive al disastro nucleare, e per tutti questi sei anni, Greenpeace ha condotto campagne di misura della radioattività nella regione contaminata. L’ultima indagine ha raccolto dati sia all’interno che all’esterno di alcune case selezionate nel villaggio di Iitate, situato a circa 30-50 km dalla centrale nucleare di Fukushima. In alcune di queste abitazioni, chi dovesse eventualmente tornarvi potrebbe ricevere una dose di radiazioni equivalente a una radiografia del torace a settimana. E questo assumendo che la popolazione rimanga nella parte di territorio decontaminata, visto che il 76 per cento della superficie totale di Iitate non è stato bonificato e rimane altamente contaminato......
Le donne e i bambini sono i più colpiti da quanto accaduto sei anni fa. Sono infatti fisicamente più vulnerabili agli impatti del disastro e all’esposizione alle radiazioni. L’evacuazione ha inoltre smembrato comunità e famiglie, privando donne e bambini di reti sociali e fonti di sostegno e protezione. Insieme a un forte divario salariale – il Giappone è terzo nella disparità di reddito di genere, secondo le più recenti classifiche dell’Ocse – per le donne sfollate, soprattutto per le madri sole con figli a carico, il rischio povertà è molto più alto rispetto agli uomini.
Continua la lettura su Il Fatto Quotidiano

15 febbraio 2017

Disastro nucleare a Fukushima: radiazioni altissime.La situazione è tutt'altro che risolta.

Tratto da Italia che Cambia 

Disastro nucleare di Fukushima: radiazioni altissime

A distanza di sei anni dal disastro nucleare, la situazione a Fukushima è tutt'altro che risolta. All'interno del reattore della centrale devastata dal terremoto-tsunami sono stati infatti registrati livelli di radiazioni talmente alti da essere letali persino per i robot.

Come ben noto, l’11 marzo 2011 a Naraha, cittadina giapponese che si trova nella prefettura di Fukushima, il terremoto e maremoto del Tōhoku ha causato quattro esplosioni alla centrale nucleare di Fukushima. I danni sono stati ingenti e la situazione non accenna a migliorare. Anzi, si è aggravata.

La Tokyo Electric Power (Tepco), la società che gestisce l’impianto, ha rilevato nel reattore numero due della centrale un livello così alto di contaminazione radioattiva da rendere difficile, se non impossibile, qualsiasi tentativo di salvataggio dell’area. E neppure i robot studiati per raggiungere il cuore del reattore in questione riescono a resistere alle radiazioni. Il 9 febbraio 2017 per la prima volta è stata infatti calata una macchina nel reattore due per realizzare un’analisi della situazione, ma è stata rimossa prima che terminasse il lavoro a causa dei danni riportati dalla videocamera.
radiazioni-fukushima
Nel cuore del reattore più danneggiato dal disastro sono stati registrati livelli di radioattività altissimi: cinquecentotrenta Sievert per ora, a fronte dei settantadue sievert registrati nel 2012. Per dare un’idea della situazione più chiara, un sievert è sufficiente a causare malattie, mentre cinque sievert potrebbero uccidere le persone che vi si espongono per un mese. Si tratta di rilevazioni fatte nella zona più danneggiata dalla centrale ma è ovvio che anche per quanto riguarda le zone circostanti la situazione è drammatica.

Prima di cedere, la videocamera installata ha filmato un buco di circa due metri di diametro e tracce di materia nera solida, probabilmente combustibile ormai esausto, alla base della struttura.Continua a leggere qui

01 febbraio 2014

GIAPPONE / APOCALISSE NUCLEARE NASCOSTA: ''RADIAZIONI DELL'ACQUA 24 MILIONI DI VOLTE OLTRE LA NORMA''.

Tratto da Sadefenza

GIAPPONE / APOCALISSE NUCLEARE NASCOSTA: ''RADIAZIONI DELL'ACQUA 24 MILIONI DI VOLTE OLTRE LA NORMA'' 


La situazione di emergenza con i reattori nucleari giapponesi di “Fukushima” rimane grave. Quello che sta accadendo intorno alla stazione, la maggior parte degli esperti lo definiscono ancora una “crisi”. Tuttavia, questa può trasformarsi in un disastro, se non si fermerà la continua fuoriuscita di acqua radioattiva dalla stazione. Ora, il livello di radiazioni presso l'impianto e i suoi dintorni sta battendo tutti i record, ed è così elevato, che potrebbe uccidere una persona in poche ore.


Il contenuto di sostanze radioattive nei campioni di acqua che sono stati raccolti il 17 gennaio nel pozzo di manutenzione, che si trova sul territorio della seconda centrale “Fukushima- 1” ha superato i 24 milioni di becquerel per litro di liquido, quando la norma sarebbe di 150 becquerel. Per fermare le ripetute perdite dalla stazione di emergenza, i giapponesi stanno progettando di congelare il terreno intorno ai quattro reattori danneggiati. La lunghezza della striscia di ghiaccio sarà di quasi un kilometro e mezzo. Nel terreno contaminato verrà inserito il tubo verticale con il refrigerante. 


Si tratta di una tecnologia molto costosa, che non è mai stata utilizzata prima a tal punto, ha spiegato a “La Voce della Russia” il caporedattore di “Pro atom”, Oleg Dvojnikov:

Con il congelamento del terreno, naturalmente, è tecnicamente possibile risolvere questo problema. Ma richiede un'istallazione azotica, di fatto, dell'intero impianto, perché possa funzionare continuamente. Non è bene che i giapponesi non autorizzino nessun esperto straniero d avvicinarsi. Infatti, sono giunti suggerimenti non solo dalla Russia, ma molti altri paesi hanno offerto il loro aiuto.


  .......ha affermato Oleg Dvojnikov: "I giapponesi terranno duro fino all'ultimo, poi, quando la situazione si aggraverà, costituendo un pericolo per tutta l'umanità, cominceranno a inventare progetti complessi. Si sarebbe potuta organizzare da tempo - ha concluso Dvojnikov  - la costruzione di moderni impianti di depurazione, richiamando per questo l’organizzazione internazionale, che sono molto meno costosi e più efficienti".


Nel frattempo, gli esperti sono seriamente preoccupati che il pozzetto di manutenzione, da cui sono stati estratti i campioni “scottanti”, si trovi a soli 40 metri dalla costa. In questo modo è possibile l’infiltrazione di acqua radioattiva nell'Oceano Pacifico. Quasi la metà dei pesci che vivono in prossimità di “Fukushima”, contengono metalli pericolosi


Ma non è tutto. Recentemente tracce di composti chimici legati alla centrale nucleare accidentata sono state rilevate in balene e pesci a un migliaio di chilometri dalla stazione, ha dichiarato il capo dei lavori per o smaltimento dell'incidente di Chernobyl, dottore di scienze tecniche, Igor’ Ostretsov: "Non bisogna dimenticare che le emissioni da “Fukushima” sono costanti dall'inizio di questa tragedia. Avviene un raffreddamento dei reattori, e l’acqua raffreddata non ha dove andare, così il Giappone è costretto a scaricare tutto in mare. Questa situazione è destinata a peggiorare, e qualunque sia stata la mancanza nel controllo, alla fine siamo giunti al fatto che e risorse ittiche naturali saranno contaminate".


In Giappone fingono che sia tutto sotto controllo. Sostengono anche che i problemi dello stabilimento non impediranno le Olimpiadi di Tokyo del 2020. In tutto ciò i giapponesi stanno dimenticandosi della previsione degli esperti: per eliminare le conseguenze dell'incidente nel suo complesso e lo smantellamento dei reattori serviranno almeno quarant’anni. 
 Cosa potrebbe accadere durante questo periodo, come si dice, Dio solo lo sa. Dunque, senza un programma internazionale per salvare “Fukushima”, il paese del Sol Levante è improbabile che possa farcela. Qui l'articolo integrale

20 ottobre 2013

Crisi termoelettrico europeo , The Economist......

Con o senza le rinnovabili, con o senza crisi economica, il termoelettrico si era fatto male i conti:la sovracapacità produttiva delle centrali elettriche europee c'è anche togliendo le abbondanti rinnovabili....

Tratto da Greenbiz

Crisi termoelettrico, The Economist: non è tutta colpa delle rinnovabili

Il settimanale economico mette in luce come la crisi del termoettrico europeo potrebbe costare alle utility fino a 500 milioni di euro. Ma non è tutta colpa delle rinnovabili.
Che il termoelettrico sia in crisi e che alcune grandi utility rischino seriamente la bancarotta è ormai un dato di fatto. Lo ha detto pochi giorni fa il presidente di Assoelettrica Chicco Testa in Parlamento, lo ha ribadito oggi l'Osservatorio Europeo sul Mercato Energetico (EEMO). Che sia tutta colpa delle rinnovabili, che fanno concorrenza alle centrali a carbone, gas e petrolio, invece, non è affatto detto che sia vero.
Ce lo dice il settimanale The Economist in un pezzo che, seppur molto lungo, merita assolutamente la lettura perché ha la capacità di spiegare cose difficili in maniera semplice anche a chi non capisce nulla di energia. Secondo l'Economist è vero che il termoelettrico è in crisi, ma è anche vero che lo era già prima del boom delle rinnovabili degli ultimi anni. E questo a causa di errori strategici commessi in passato.
Scrive il settimanale: "Le compagnie sarebbero state in pericolo in ogni caso, qualunque cosa fosse successa alle rinnovabili. Durante gli anni 2000 le utility europee hanno sovrainvestito in nuova capacità produttiva da fonti fossili, accrescendola del 16% in media europea e anche di più in alcuni paesi (+91% in Spagna, ad esempio). Il mercato dell'energia non è cresciuto a questi ritmi, nemmeno in tempi buoni; poi la crisi finanziaria ha colpito la domanda. Secondo la International Energy Agency la domanda totale di energia in Europa scenderà del 2% nel periodo 2010-2015".
Con o senza le rinnovabili, con o senza crisi economica, il termoelettrico si era fatto male i conti: la sovracapacità produttiva delle centrali elettriche europee c'è anche togliendo le abbondanti rinnovabili........ Si aggiungano altri due fattori recenti, entrambi che non hanno nulla a che fare con l'energia verde: Fukushima e il boom dello shale gas americano.
Il disastro di Fukushima, ricorda The Economist, ha spinto la Germania di Angela Merkel a chiudere preventivamente otto centrali nucleari e a prevedere la chiusura di altre nove entro il 2022. Le utility dell'energia tedesca, già in crisi per il termoelettrico, hanno dovuto subire quest'altro colpo mortale.
Lo sviluppo dello shale gas americano, invece, ha riempito l'Europa di carbone a bassissimo costo proveniente dagli USA, dove molte centrali sono state convertite a gas naturale. I prezzi del carbone europeo sono scesi di conseguenza, a causa del gas americano. Allo stesso tempo sono scesi anche i prezzi delle emissioni di carbonio all'interno del sistema ETS, all'interno del quale sono stati immessi dall'alto troppi certificati "sconto".
Il combinato di questi due fenomeni ha reso conveniente bruciare carbone in Europa al posto del gas per produrre la stessa quantità di energia. Ma le centrali a carbone non sono quasi mai flessibili come quelle a gas e non possono fare regolazione di rete, quindi in molti paesi si impone alle centrali a gas di restare accese anche se lavorano in perdita, pur di tenere in piedi la rete elettrica ed evitare blackout.
Poi, mentre si andava consolidando il mercato europeo dell'energia che prevede che la domanda e l'offerta dell'elettricità trovino il loro equilibrio nel prezzo marginale del MWh , sono arrivate le rinnovabili. Che hanno un costo marginale pari a zero, visto che sole e vento non si pagano.
Questa la situazione attuale e queste le responsabilità, secondo l'Economist limitate e circoscritte, delle rinnovabili nella crisi del termoelettrico. Come uscirne? Le grandi utility si devono reinventare: mentre al momento stanno cercando di restare a galla vendendo servizi accessori oltre all'energia al cliente finale, dovrebbero piuttosto prendere parte alla rivoluzione energetica.
"In questo mondo - scrive l'Economist - le care vecchie utility giocano due ruoli vitali. Saranno i fornitori di ultima istanza dell'elettricità, garantendo che le luci restino accese quando il vento e il sole vanno via. E faranno gli investimenti necessari a costruire la nuova grande rete elettrica. 
Non è chiaro se queste utility siano sufficientemente in forma da fare entrambe queste cose".
Peppe Croce
Leggi su Qualenergia

Domanda elettrica, rinnovabili al 35,1%. Termoelettrico -15%

18 settembre 2013

Giappone Fukushima, “il rischio apocalisse è adesso”

Tratto da Il Cambiamento

Fukushima, “il rischio apocalisse è adesso”

Il disastro di Fukushima sembra un incubo senza fine e Tokyo finalmente ammette che da mesi si sta inquinando il mare con continui sversamenti di acqua radioattiva, mentre nessuno conosce esattamente le condizioni dei reattori collassati.

Le conseguenze dell'incidente nucleare, secondo gli esperti, potrebbero essere catastrofiche.

di Giorgio Cattaneo - 18 Settembre 2013

Era tutto vero: il pericolo Fukushima comincia solo adesso e il Giappone non sa come affrontarlo. Le autorità hanno finora mentito, ai giapponesi e al mondo intero: Fukushima era una struttura a rischio, degradata dall’incuria. Un impianto che andava chiuso molti anni fa, ben prima del disastro nucleare del marzo 2011. Da allora, la situazione non è mai stata sotto controllo: la centrale non ha smesso di emettere radiazioni letali. 

Tokyo finalmente ammette che, da mesi, si sta inquinando il mare con sversamenti continui di acqua radioattiva, utilizzata per tentare di raffreddare l’impianto.
Ma il peggio è che nessuno sa esattamente in che stato siano i reattori collassati: si teme addirittura una imminente “liquefazione” del suolo. L’operazione più pericolosa comincerà a novembre, quando sarà avviata la rimozione di 400 tonnellate di combustibile nucleare. Operazione mai tentata prima su questa scala, avverte la Reuters: si tratta di contenere radiazioni equivalenti a 14.000 volte la bomba atomica di Hiroshima. 
Enormità: bonificare Fukushima – ammesso che ci si riesca – richiederà 11 miliardi di dollari. Se tutto va bene, ci vorranno 40 anni.
Gli scienziati non hanno idea del vero stato dei nuclei dei reattori, riassume il Washington’s Blog in un lungo reportage tradotto da Megachip: le radiazioni potrebbero investire la Corea, la Cina e la costa occidentale del Nord America.
 Perché il peggio deve ancora arrivare: gli stessi tecnici incapaci, che hanno prima nascosto l’allarme e poi sbagliato tutte le procedure di emergenza, ora “stanno probabilmente per causare un problema molto più grande”. 

Letteralmente: “La più grande minaccia a breve termine per l’umanità proviene dai bacini del combustibile di Fukushima: se uno dei bacini crollasse o si incendiasse, questo potrebbe avere gravi effetti negativi non solo sul Giappone, ma sul resto del mondo”. 

Se anche solo una delle piscine di stoccaggio dovesse crollare, avvertono l’esperto nucleare Arnie Gundersen e il medico Helen Caldicott, non resterebbe che “evacuare l’emisfero nord della Terra e spostarsi tutti a sud dell’equatore”. Un allarme di così vasta portata, che disorienta anche gli esperti più prudenti. Come Akio Matsumura, già consulente Onu, secondo cui la rimozione dei materiali radioattivi dai bacini del combustibile di Fukushima è “una questione di sopravvivenza umana”.
 ...“Ho il sospetto che nei prossimi mesi di novembre, dicembre e gennaio, sentiremo che l’edificio è stato evacuato, che hanno rotto una barra di combustibile, e che la barra di combustibile sta emettendo dei gas.
 “Le conseguenze – conferma il Japan Times – potrebbero essere di gran lunga più gravi di qualsiasi incidente nucleare che il mondo abbia mai visto:
.........L’azienda, ricorda il Washington’s Blog ha cercato disperatamente di coprire la verità per due anni e mezzo, “fingendo che i reattori fossero in fase di 'spegnimento a freddo'”, e solo ora ha ammesso che da due anni sta rilasciando enormi quantità di acqua radioattiva che, attraverso le falde sotterranee, si riversano nell’Oceano Pacifico. 
La dimensione del pericolo lascia sgomenti: nessuno, almondo, è preparato a fronteggiare una catastrofe come quella evocata dai tecnici più pessimisti. Ma l’aspetto più sinistro, forse, è proprio quello che riguarda l’informazione e l’assoluta mancanza di trasparenza: la verità è stata negata dai tecnici, minimizzata dai politici, oscurata dai media.
Molti blogger hanno incessantemente rilanciato l’allarme, fino alla notizia – qualche mese fa – degli sversamenti radioattivi in mare.
 Solo ora – di fronte all’impossibilità di continuare a negare, alla vigilia della pericolosissima operazione di bonifica – si giunge ad ammettere tutto.
  Colpisce l’appello di Mitsuhei Murata, ex ambasciatore giapponese in Svizzera, che chiede che il Giappone rinunci ad ospitare a Tokyo le Olimpiadi 2020, perché non potrebbe garantire la sicurezza degli atleti. 
  Così, il Sol Levante tramonta nella vergogna.

Leggi l'articolo integrale su Il Cambiamento
Articolo tratto da LIBRE

03 settembre 2013

Centrale di Fukushima, “le radiazioni possono uccidere in 4 ore”.


 Tratto da Il Cambiamento
Fukushima, “le radiazioni possono uccidere in 4 ore”

2 Settembre 2013

La contaminazione alla disastrata centrale nucleare di Fukushima fa sempre più paura.
 Il livello di radiazioni nei pressi di tre serbatoi contenenti acqua contaminata nella centrale giapponese è infatti di 18 volte più alto rispetto al 22 agosto scorso, ovvero 1.800 millisievert all'ora. La legge giapponese fissa la soglia massima di esposizione alle radiazioni per i lavoratori delle centrali nucleari a 50 millisievert/ora.
Il nuovo livello di radioattività è in grado di uccidere una persona esposta nel giro di quattro ore. Lo ha reso noto la Tepco che non esclude che l'aumento di radioattività sia dovuto ad infiltrazioni di acqua contaminata. Nelle scorse settimane la compagnia che gestisce l'impianto ha ammesso una perdita cronica di acqua sotterranea contaminata, più una fuoriuscita di 300 tonnellate di acqua da una cisterna.
Il premier nipponico Shinzo Abe ha ribadito che il governo andrà avanti adottando tutte le misure necessarie per gestire le conseguenze del disastro nucleare, aggiungendo che predisporrà un piano per farlo "rapidamente". Questa settimana il governo di Abe dovrebbe discutere questa settimana dei finanziamenti per la bonifica di Fukushima.
Ieri intanto un milione di giapponesi hanno preso parte ad una gigantesca esercitazione per simulare un terremoto di magnitudo 9,1 e verificare la prontezza dei servizi d'emergenza. Dal 1960 ogni anno nel Sol Levante si celebra la Giornata nazionale per la prevenzione dei disastri per commemorare il terremoto del 1923 che provocò 100.000 morti.
A due anni dal devastante sisma e tsunami del 2011, che causò anche l'incidente alla centrale nucleare di Fukushima, il governo nipponico ha aggiornato le stime per il caso di un terremoto di magnitudo superiore ai 9 gradi, previsto entro 30 anni, che potrebbe provocare fino a 320.000 morti.

25 agosto 2013

TORNA L' INCUBO FUKUSHIMA: le autorità parlano di catastrofe planetaria

 Tratto da Ecplanet.com

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Fukushima: le autorità parlano di catastrofe planetaria


Il mondo si è distratto ma farebbe bene a preoccuparsi per quanto sta accadendo in Giappone nell'area della centrale nucleare di Fukushima. Inizialmente, le autorità giapponesi avevano classificato la gravità della recente perdita di materiale radioattivo al livello 1, il più basso, su una scala di 7 livelli.
Ma alla fine l'autorità nucleare ha dovuto ammettere la pericolosità dell'accaduto. L'agenzia di stampa Kyodo ha reso noto che una pozza di acqua contaminata rinvenuta nel sito sta emettendo 100 millisievert di radiazioni all'ora.
Intervistato dall'agenzia Reuters, Masayuki Ono, il general manager della Tepco, la società proprietaria del sito, ha ammesso che “100 millisievert l'ora sono il limite di esposizione accumulata nell'arco di cinque anni dai dipendenti che lavorano per la centrale; dunque, si può dire che abbiamo rinvenuto livelli di radiazione abbastanza forti da colpire un individuo con una dose di radiazione di cinque anni in un'ora”.

Il problema e che l'acqua radioattiva presente nel terreno di Fukushima si sta ormai riversandonel mare, e fino a 40.000 miliardi di becquerel (unità di misura del Sistema internazionale dell'attività di un radionuclide, con 1 Bq che corrisponde ad 1 disintegrazione al secondo) si stanno riversando nell'Oceano Pacifico.
La stessa Tepco ha dovuto ammettere che tra i 20.000 e i 40.000 miliardi di becquerel di trizio (isotopo radioattivo) si sono riversati nell'oceano.   Leggi l'articolo integrale qui

By Edoardo Capuano - Posted on 24 agosto 2013
Fonte: contropiano.org

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Tratto da Ecoblog

Torna l'incubo Fukushima, altri 350 serbatoi d'acqua radioattiva sono a rischio perdite

Scritto da:

Torna l'incubo Fuskushima poiché la perdita di 300 tonnellate di acqua radioattiva è stato valutato livello 3 della scala INES, il che vuol dire: grave e ci sono altri 350 serbatoi che rischiano di rilasciare perdite



Il problema è che TEPCO, che proprio ieri ha tenuto l’ennesima conferenza stampa straordinaria e urgente, ha dichiarato che ci sono altri 350 serbatoi contenenti acqua radioattiva dello stesso tipo che rischiano di usurarsi precocemente e rilasciare così il liquido radioattivo nell’oceano Pacifico.
Non solo: come fa notare Iori Mochizuki di Fukushima Diary, nella zona in cui si trova il serbatoio che TEPCO ha dichiarato danneggiato e da cui è fuorisucita l’acqua contaminata ve ne sono altri 3 collegati a quello rotto e poi altri 26 serbatoi in cui sono state immagazzinate in totale 25.610 m3 di acqua radioattiva
L’acqua radioattiva ha contaminato anche il suolo penetrando in due grosse intercapedini formando dei laghi sotterranei il che sta ponendo ancora un altro problema, ossia la risalita di queste acque.
La radioattività misurata a circa 50 cm al di sotto di queste falde è pari a 100 millisieverts per ora.

Leggi l'articolo integrale
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Leggi anche su Ecoblog


Stop ai voli da Seul a Fukushima per Asiana Airlines

La compagnia aerea Asiana Airlines, la seconda più importante della Corea del Sud, annuncia che non rinnoverà i contratti per due voli charter da Seul a Fukushima a causa dell'incidente nucleare ancora in atto.

Leggi qui l' articolo integrale


 

15 dicembre 2011

1)Fukushima: crolla uno dei reattori, torna la paura in Giappone2)Nucleare, effetto Fukushima: cresce la crisi del settore in Francia

Tratto da La voce dell'Emergenza

Fukushima: crolla uno dei reattori, torna la paura in Giappone

Si rischiano evacuazioni di massa nei centri abitati situati nei pressi del reattore di Fukushima, danneggiato dal sisma dello scorso 11 marzo. Nonostante siano trascorsi 9 mesi dal tremendo disastro nucleare, la rivista NaturalNews ha confermato che ieri si è rischiato grosso, in quanto il quarto reattore di Fukushima è crollato ed era sul punto di collassare del tutto.
Già il giorno prima il sito, informato da una fonte, aveva messo in guardia riguardo al possibile crollo: “Saranno necessarie possibili evacuazioni di massa nel Nord del Giappone se viene confermato un tale collasso”. Alla base del crollo vi sarebbe un cedimento strutturale dell’edificio che ospita il reattore n° 4.
Ma la domanda che tutti si sono posti, di fronte a tale notizia, è stata: perché i media non ne hanno parlato nonostante il crollo si sia verificato anche nei giorni precedenti al definitivo cedimento verificatosi tra il 12 e il 13 dicembre?
Secondo NaturalNews, dietro al silenzio che ha circondato la vicenda vi sarebbero gli interessi di alcune multinazionali come la General Electric, che possiede testate come la NBC e la MSNBC. Inoltre, ciò che nessuno ha detto è che un ulteriore danneggiamento dell’edificio del reattore 4 potrebbe portare ad una evaquazione di massa in Giappone.
Inoltre, il recente rapporto reso noto su Environmental Science & Technology, ha messo in luce che l’impatto sul mare legato al rilascio di radionuclidi provenienti dalla centrale di Fukushima Daiichi sono ancora poco chiari. Sulla base dei dati raccolti, inoltre, è emerso che le concentrazioni di isotopi radioattivi di iodio e cesio nelle acque dell’oceano in prossimità del punto di scarico hanno raggiunto un picco agli inizi dello scorso aprile, circa un mese dopo il terremoto, scendendo poi nel mese successivo. Leggi tutto »

Leggi anche

Nucleare, effetto Fukushima: cresce la crisi del settore in Francia

 Effetto Fukushima, il nucleare in Francia vacilla. “La forte crescita non ci sarà” Dopo la tragedia giapponese del marzo scorso, il colosso industriale Areva affronta la peggiore crisi della sua storia. Il presidente Luc Oursel ha lanciato un nuovo piano strategico, ma gli investimenti previsti entro il 2016 sono ormai stati ridotti di un terzo. E si prevedono imponenti tagli dei posti di lavoro (Leggi tutto)

Perchè i Francesi  invece di guardare all' Italia ,e nello specifico invece di premere per ottenere l'  AMPLIAMENTO DELLA CENTRALE A CARBONE Di Vado Ligure ,(attualmente  il 50% di Tirreno Power appartiene a GDF SUEZ) non si volgono a forme di energia più ecocompatibili...........NON SI VOLGONO maggiormente alle Fonti Rinnovabili,al Sole al Vento all'energia dalle onde del  Mare ......

E...... SE AMANO TANTO IL CABONE PERCHE'  LA  CENTRALE NON SE LA  FANNO A CASA LORO.LA FRANCIA E' GRANDE .....ED AVREBBERO NUOVA OCCUPAZIONE PER LA CRISI DEL SETTORE NUCLEARE....

NOI IN LIGURIA NON ABBIAMO ALCUNA NECESSITA' DI ULTERIORE ENERGIA,SIAMO AMPIAMENTE AUTOSUFFICIENTI......E "IL LAVORO "LO AVREMMO QUALITATIVAMENTE MIGLIORE CON L'INNOVAZIONE E  CON LE ENERGIE RINNOVABILI .

TROPPO COMODO A LORO  L'ENERGIA E GLI UTILI NETTI  E........A NOI L'INQUINAMENTO INDOTTO E LE SPESE SANITARIE.

Come dice " IL NOSTRO  COMICO GENOVESE e AVVOCATO PENALISTA  ENRIQUE  BALBONTIN ":

"SON TUTTI B......CON QUELLO DEGLI ALTRI"!

TRADOTTO IN PAROLE POVERE:

E' FACILE PARLARE E FAR PRESSIONI  QUANDO NON SI RISCHIA DEL PROPRIO...........

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Pubblichiamo alcuni dati del 10 dicembre tratti da Ambiente in Liguria, del Benzene a Vado Ligure  a dimostrazione che relativamente a Qualità dell' Aria non ce la caviamo" sicuramente  troppo bene".


10/12/2011 11:0010/12/2011 12:0017.1

10/12/2011 12:0010/12/2011 13:0015.9

10/12/2011 13:0010/12/2011 14:0014.8

10/12/2011 14:0010/12/2011 15:005.3

10/12/2011 15:0010/12/2011 16:0011.0

10/12/2011 16:0010/12/2011 17:007.1

10/12/2011 17:0010/12/2011 18:005.3

10/12/2011 18:0010/12/2011 19:007.8

27 novembre 2011

1)ACQUA PUBBLICA, ecco come i gestori hanno DISINNESCATO 27 milioni di SI 2) Fukushima, mangiò insalata in TV per dimostrare che è sicura: scopre un cancro 3) "PENSACI"

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Subito dopo il referendum del 12 e 13 giugno, l'Acea ha chiesto una consulenza a Giulio Napolitano, avvocato, esperto del settore e figlio del presidente della Repubblica. Secondo il documento il voto non ha effetti sugli interessi delle società idriche. In attesa dei ricorsi, che dureranno anni.

Il Sì all’acqua pubblica uscito dalle urne lo scorso giugno rischia di vedere i suoi effetti allontanarsi nel tempo, imprigionando la volontà popolare nelle pastoie giuridiche della giustizia amministrativa. E’ questa la tattica che i gestori privati dell’acqua hanno messo in campo subito dopo il voto dei ventisette milioni di italiani il 12 e 13 giugno scorsi, preparando le battaglie legali che potranno affollare i Tribunali nei prossimi mesi. Leggi tutto
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Tratto da La Voce dell'Emergenza

Fukushima, mangiò insalata in TV per dimostrare che è sicura: scopre un cancro

Il popolare presentatore che voleva rassicurare la popolazione si è preso un brutto cancro
Probabilmente lo chiameranno martire, di sicuro testimone fino in fondo delle sue scelte: Otsuka Norikazu è un popolarissimo presentatore della televisione giapponese che, per comunicare alla popolazione la sua tranquillità riguardo al disastro di Fukushima, ha deciso di mangiare verdura proveniente dalla zona contaminata.
RISCHIARE E PERDERE – Il popolare anchorman, infatti, secondo la testata spagnola, avrebbe la leucemia: per la precisione nella versione linfatica acuta, ed è stato ricoverato d’urgenza. 
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PENSIAMOCI........PER SALVARE LA TERRA E SALVARE NOI STESSI.....
L'APPELLO  PROVIENE DAGLI ALUNNI DEL LICEO "MONTICELLI" Brindisi.