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09 settembre 2017

WWF, Greenpeace e Legambiente :Chiusura delle centrali a carbone: continua la petizione #migliaiadivite


Tratto da Inchiostro verde

Chiusura delle centrali a carbone: continua la petizione #migliaiadivite


petizione carbone
In questi giorni si decide il futuro energetico dell’Italia attraverso la Strategia Energetica Nazionale, la cui fase di consultazione è stata prorogata fino al 12 settembre. In migliaia hanno già aderito alla petizione per chiedere un impegno concreto al Governo, capifila WWF, Greenpeace e Legambiente www.stopcarbone2025.org
Già migliaia le adesioni, ma le associazioni (WWF Italia, Greenpeace e Legambiente in testa) puntano alto e rinnovano l’invito ad aderire alla petizione#MIGLIAIADIVITE, per chiedere a gran voce al Governo italiano una chiusura definitiva di tutte le centrali a carbone entro il 2025. 
In questi giorni, infatti, sta terminando la consultazione sulla proposta di Strategia Energetica Nazionale (SEN) proposta dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente. Successivamente dovrebbe essere elaborato e pubblicato il testo definitivo.
È quindi importante che i cittadini italiani facciano sentire ora la propria voce. Con la SEN, l’Italia ha l’occasione di decidere di uscire dal carbone, salvando così migliaia di vite e cambiando le sorti del futuro energetico del nostro Paese. In Italia, le 12 centrali a carbone esistenti nel 2013 causavano circa 10 morti premature a settimana e costavano agli italiani ogni anno 1,4 miliardi di euro di spese sanitarie. Oggi, di quelle 12 centrali ne restano operative 8, tra cui le più grandi e inquinanti; gli impatti sono appena ridotti.
Il carbone, infatti, è tra i combustibili fossili quello che, se bruciato, emette più CO2 ed è quindi tra i principali responsabili del cambiamento climatico, le cui devastanti conseguenze toccano la vita di noi tutti. Negli ultimi 6 anni in Italia sono state circa 145 le vittime dei disastri provocati da eventi meteo estremi; in assenza di azioni di adattamento, le morti causate dal calore potrebbero entro il 2100 toccare i 200 mila casi all’anno nella sola Europa, mentre i costi delle alluvioni fluviali potrebbero superare i 10 miliardi di euro all’anno. A livello globale, si parla di 2 miliardi di potenziali “rifugiati” climatici nel 2100.
Nella bozza di strategia nazionale presentata a metà giugno, per la prima volta si prende in esame l’uscita dal carbone come fonte di energia elettrica, ma purtroppo il Governo non è riuscito ad assumere una posizione netta e ambiziosa a favore di una data certa e possibile: per i promotori della petizione, il carbone in Italia deve chiudere entro il 2025.......
Posporre questo passo di 5 anni, far sopravvivere il carbone fino al 2030, costerebbe invece migliaia di vita umane e comporterebbe costi sanitari maggiori dei 2,7, miliardi preventivati per l’abbandono di quel combustibile al 2025. Per non parlare dei costi altissimi per il clima, delle migliaia di ettari di terreni agricoli avvelenati. Uscire dal carbone è l’occasione per creare nuovi posti di lavoro con una vera e giusta transizione verso le energie rinnovabili e l’efficienza energetica. Oggi abbiamo a disposizione tutte le tecnologie e conoscenze per guardare a un futuro 100% rinnovabile.
Al Governo preoccupano forse i costi degli indennizzi alle grandi aziende. I promotori della petizione, invece, sono preoccupati per i costi in termini di vite e di emissioni dannose per il clima che l’Italia dovrebbe continuare a pagare per una pericolosa mancanza di coraggio. Audacia e leadership, fieramente esibite durante i G7 e il Summit di Taormina, che il nostro esecutivo deve saper dimostrare non solo sul palcoscenico internazionale ma anche a casa nostra. (Comunicato)

07 ottobre 2016

Greenpeace" In azione a Saline Joniche contro il carbone è ora di uscire dalle fonti fossili!

Tratto da greenpeace

In azione a Saline Joniche contro il carbone

News - 7 ottobre, 2016
Attivisti sulla ciminiera: è ora di uscire dalle fonti fossili!
Questa mattina un gruppo di nostri attivisti è entrato nell’impianto della ex Liquichimica Biosintesi, a Saline Joniche, in provincia di Reggio Calabria, dove potrebbe sorgere una nuova centrale a carbone.

01 dicembre 2013

2 Dicembre : La Spezia STOPCARBONE

Tratto da 
Spezia Polis

Ciao,
la tua firma è una delle 29.000 che oggi  Lunedì 2 Dicembre verranno consegnate a La Spezia al Ministro dell'Ambiente Andrea Orlando

QUESTO E' IL MOMENTO DI FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE E LA NOSTRA PRESENZA: TI ASPETTIAMO!
Inizia così il messaggio che hanno ricevuto i 29.000 che hanno sottoscritto la petizione lanciata nell'Agosto scorso dal Comitato SpeziaViaDalCarbone attraverso change.org/stopcarbone
LUNEDI ORE 17 presso il CENTRO ALLENDE, Viale Mazzini - La Spezia
L'evento https://www.facebook.com/events/787535137939905
verrà trasmesso anche in streaming su http://www.youtube.com/user/speziaviadalcarbone:
guarda fin da ora il trailer http://www.youtube.com/watch?v=73q_OYQFQP4
e partecipa via twitter con l'hashtag #vaffancoalday

Finalmente dopo anni di lotta qualcosa si sta muovendo http://speziapolis.blogspot.it/2013/11/un-new-deal-ecologico-contro-la-crisi.html
Ma dobbiamo continuare a muoverci sia a livello di piazza, sia nelle sedi istituzionali.
Il Comitato SpeziaViaDalCarbone insieme al CNNC ha chiesto di essere ricevuto a Roma all'incontro sui cambiamenti climatici promesso dal Ministro
http://speziapolis.blogspot.it/2013/11/il-coordinamento-nazionale-no-carbone.html

Giovanni Soldini, in appoggio al Comitato SpeziaViaDalCarbone chiede a Saturnino di ascoltare le storie dei #guerrieri che lottano contro il carbone
Storie come quella di Ilaria, la ragazza di 27 anni in questa foto, che si è fatta fotografare durante un trattamento chemioterapico per protestare contro il potenziamento della centrale di Vado Ligure


01 giugno 2012

WWF Italia: NO al Carbone SI' al futuro!

WWF: stop al carbone

In attesa della sentenza che blocchi la riconversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle, il WWF lancia la campagna web contro il carbone

Leggi su  STOP CARBONE WWF

L'uso del carbone come fonte energetica
sta uccidendo il Pianeta e sta uccidendo anche noi.

 Il carbone fa male al clima: tra tutte le fonti fossili, il carbone rappresenta la principale causa di emissioni di gas serra, il cui aumento esponenziale provoca il cambiamento climatico: nel 2009, nel mondo, il 43% dell'anidride carbonica è stato originato dalla combustione del carbone.

Il carbone fa male alla salute: moltissimi studi dimostrano che dalla combustione del carbone si liberano sostanze pericolose per la salute umana. Malattie cardiache e respiratorie, cancro, ictus, sono solo alcuni dei problemi che questo combustibile provoca. Il "carbone pulito" è solo un trucco, perché sappiamo che nessuna tecnologia è in grado, oggi, di azzerare le emissioni dannose per il clima, la salute e l'ambiente.

Il carbone non serve all'Italia: il nostro paese, con una potenza installata che già supera i 106 GW, a fronte di una punta massima della domanda di circa 57 GW, ha una sovraccapacità di produzione di energia elettrica tale da costringere le centrali a funzionare a scartamento ridotto. Non abbiamo quindi alcun bisogno di investire in impianti a carbone.
Dobbiamo puntare su un diverso modello energetico centrato sul risparmio, l'efficienza e le fonti rinnovabili. Vogliamo che non si costruiscano più centrali elettriche a carbone e si chiudano quelle esistenti.
Chiediamo che il Governo, le Regioni e i Comuni si adoperino in ogni loro atto per porre fine all'uso di una tecnologia del passato, inutile e pericolosa.

Vogliamo che insieme a noi dicano

NO al carbone e SI al futuro.

FIRMA LA PETIZIONE QUI  sul sito StopcarboneWWF

 

SCARICA IL DOSSIER CARBONE QUI

Diffondi questo video, condividilo, segnalalalo! http://wwf.it/stopcarbone


Quel 12% di energia prodotta da centrali a Carbone rilascia il 30% di CO2.
Firma la petizione anche tu. 

No al carbone SI al futuro!