
UNITI PER LA SALUTE E' UNA ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO ODV APARTITICA, PERSEGUE FINI DI SOLIDARIETA' SOCIALE, CIVILE E CULTURALE: PROMUOVE E SOSTIENE INIZIATIVE,INTERVENTI, INFORMAZIONI FINALIZZATI AL MIGLIORAMENTO DI VITA E DI SALUTE DEI CITTADINI DEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI SAVONA. "UNITI PER LA SALUTE ODV" Via De Litta 3/1 VALLEGGIA (Savona) C.F:92084220091 Tel 3713993698
COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.
26 novembre 2016
Canada, in 15 anni" Via il carbone, Sì alle energie rinnovabili". Si comincia dagli edifici pubblici

19 ottobre 2016
LUSSEMBURGO Greenpeace in azione alla UE: "Il Ceta va respinto"
18 ottobre 2016
Il TTIP esce dalla porta e rientra dal portone
Pensavamo di averla scampata, grazie agli agguerriti manifestanti –per lo più francesi e tedeschi, da noi le proteste pubbliche non vanno più di moda – e a qualche politico ancora avveduto. E invece no, ci sbagliavamo: il famigerato TTIP, il trattato di liberalizzazione commerciale il trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico tra Europa e Stati Uniti, esce dalla porta e rientra dalla finestra. Anzi, dal portone perche' con l’imminente approvazione del CETA, l’Accordo economico e commerciale globale tra UE e Canada, tutte si materializzeranno quelle distorsioni di una globalizzazione dissennata che abbiamo sempre scongiurato. Con un astuto stratagemma per aggirare il processo di ratifica, il Consiglio UE voterà il 17 e 18 ottobre la sua applicazione provvisoria ma a tempo indeterminato.
Osteggiati dai popoli, voluto dai potentati economici
Come il TTIP, il gemello canadese si spaccia per un Trattato di libero scambio, ma l’obiettivo di liberalizzare gli scambi suona quantomeno anacronistico tra Paesi le cui economie sono già così interconnesse che il livello medio dei dazi non supera il 3%. E’ curioso notare come gran parte delle multinazionali americane abbiano la loro sede proprio in Canada: circa 40 mila, tra cui la Coca Cola e Wal Mart solo per rendere l’idea! Con l’adozione del CETA verrà stravolto l’attuale assetto dell’organizzazione collettiva: le decisioni prese dall’UE e dai singoli Stati dovranno essere tali da non creare in alcun modo una presunta barriera commerciale col Canada, che possa in alcun modo limitarne il mercato. Gli investitori canadesi nell’UE potranno infatti citare in giudizio lo Stato in caso di leggi potenzialmente lesive dei loro interessi. Come voleva il TTIP, viene svilito il principio di precauzione, grande vessillo della tutela della salute dei cittadini, che permette di ricorrere a misure cautelative per salvaguardare la salute umana e l’ambiente. Grazie a questa norma, inclusa nei trattati europei, è stato ad esempio possibile evitare la massiccia importazione dei cibi geneticamente modificati, di cui, guarda caso, il Canada risulta uno dei più grandi produttori su scala globale.
Uno scenario apocalittico, che nei prossimi giorni si materializzerà all’insaputa dell’opinione pubblica, ormai rassicurata dalla decisione di rinviare il TTIP. Eppure, proprio chi dovrebbe essere ragguagliato e tutelare i nostri interessi, si dice favorevole a far entrare col cavallo di Troia canadese l’assalto definitivo alla sopravvivenza non solo dell’economia nazionale, ma del nostro bagaglio culturale, di cui il settore enogastronomico è da sempre un vanto mondiale. Dopo essersi mostrato tra i più entusiasti sostenitori del fallito TTIP, il ministro dell’economia Calenda è tra i fautori dell’approvazione del CETA. Per privare definitivamente un Paese della propria indipendenza non basta togliergli la sovranità monetaria, occorre minare la sua identità, asservire il cittadino alle leggi universali del profitto e del mercato globale, portandolo a sacrificare se stesso e la propria salute, meglio se con ingenua e distratta inconsapevolezza.
28 marzo 2016
Dorsogna :Energia, l’era del petrolio è agli sgoccioli. Se i lavoratori dei ‘fossili’ chiedono di passare alle rinnovabili
Energia, l’era del petrolio è agli sgoccioli. Se i lavoratori dei ‘fossili’ chiedono di passare alle rinnovabili
28 luglio 2015
Dobbiamo continuare a far rimanere lo sporco carbone nel terreno
Dobbiamo continuare a far rimanere lo sporco carbone nel terreno
Gli scienziati dicono che il 95 per cento di carbone nordamericano deve rimanere sottoterra
All'inizio di quest'anno, la rivista scientifica Nature ha pubblicato una tabella di marcia che stabilisce come l'umanità potrebbe evitare gli effetti più catastrofici dei cambiamenti climatici . La conclusione dell' articolo è che grandi quantità di combustibili fossili nel mondo ha bisogno di rimanere sottoterra , non è una novità. Ma ciò che è stato degno di nota in questo studio è il suo atto d'accusa schiacciante verso un combustibile fossile particolarmente sporco: Il Carbone.
Senza mezzi termini, lo studio ha messo in chiaro che ,se siamo determinati ad affrontare il cambiamento climatico, dobbiamo sul serio fermare il carbone. Lo studio è arrivato ad affermare che fino al 95 per cento di tutti i depositi di carbone del Nord America ha bisogno di rimanere sottoterra .
Ecco perché gli avvocati di Ecojustice stanno assistendo due residenti B C e due gruppi di comunità in tribunale per affrontare il Fraser Surrey Docks coal transfer facility . Se costruito, il progetto vedrebbe dei quartieri canadesi utilizzati come un condotto per l'esportazione di carbone sporco degli Stati Uniti per i mercati asiatici. Tutti sappiamo quanto sia importante mantenere il carbone nel terreno, infatti il progetto comporterebbe l'estrazione di più carbone, e di scaricare fino a sette milioni di tonnellate di emissioni di CO2 in atmosfera ogni anno ,....
Il Porto afferma che gli impatti climatici a monte (cioè quello che succede quando si brucia petrolio, gas o carbone) non rientrano nei suoi problemi . Non si riesce a capire che dove i combustibili fossili sono in ultima analisi bruciati è irrilevante - se il carbone viene bruciato a Pechino o a Vancouver, la CO2 tutta finisce comunque nello stesso luogo: l'atmosfera della Terra.
Questo caso finirà davanti alla Corte federale, e sarà una delle prime volte che un tribunale canadese ascolterà gli argomenti sopraddetti cioè se gli impatti dei cambiamenti climatici avrebbero dovuto essere presi in considerazione durante il processo per il permesso di un progetto. La Mancanza di leggi climatiche significative nel paese hanno, fino ad ora, in sostanza, chiuso la porta a sfide legali e portato all' inerzia del governo sul cambiamento climatico. Questo deve necessariamente cambiare.
Il tempismo non poteva essere migliore. Mentre il Canada ha ripetutamente omesso di adempiere ai suoi impegni internazionali per ridurre le proprie emissioni di gas serra ....., il ronzio costante di voci che chiedono all'industria e al governo di "tenere il carbone sottoterra ," cresce più forte ogni giorno - in patria e all'estero.
Nel frattempo, il carbone è destinato ad uscire. Sembra che molti, abbiano ascoltato la chiamata a tenerlo sottoterra.
Ora tocca a noi in Canada mantenere una linea che vada verso la decarbonizzazione. Siamo tutti troppo consapevoli che se questo progetto va avanti potrebbe aprire le porte ad altre proposte che potrebbero far uscire vaste riserve di carbonio che tanti stanno lavorando per mantenere bloccate nel terreno.
La posta in gioco non potrebbe essere più alta. E mentre nessuna singola persona può procedere su una questione di tale portata da solo, quando lavoriamo insieme, diventa improvvisamente una lotta che si può vincere. Quindi non esitiamo e mettiamoci al lavoro....
- Versione integrale su : http://www.ecojustice.ca/we-need-to-keep-dirty-coal-in-the-ground/#sthash.eom0tLQI.dpuf
21 aprile 2010
2010/04/21 L’Ndp: bloccare subito le centrali a carbone/......Fotovoltaico: il futuro è low cost?
Tratto da Corriere.com edizione online del Corriere Canadese
L’Ndp: bloccare subito le centrali a carbone
La richiesta del ministro ombra per l’Ambiente Tabuns a Queen’s Park
TORONTO - Il ministro ombra dell’Ambiente dell’Ndp Peter Tabuns si è unito ieri a medici e infermieri nel chiedere al premier Dalton McGuinty di mettere immediatamente in stand by le centrali a carbone dell’Ontario come quella di Nanticoke . Secondo le cifre rese note ieri dalla Registered Nurses Association of Ontario e la Canadian Association of Physicians for the Environment mantenere in funzione fino al 2014 le centrali a carbone provocherebbe la morte prematura di mille abitanti della Provincia, oltre che la comparsa di disturbi legati all’inquinamento in altre 10mila persone.«È avventato e illogico che il governo McGuinty continui a bruciare dello sporco carbone quando ci sono scorte più che sufficienti a mantenere accese le luci dell’Ontario anche senza - ha detto Tabuns -
Delle rinnovabili in Canada si è discusso in un convegno dell'Assolombarda a Milano. L'Ontario, stando ai dati del 2006, partiva con un mix energetico dove il nucleare contava il 37% della potenza installata; seguivano le rinnovabili (26%), il carbone (21%) e il gas (16%). Nelle proiezioni al 2025, le fonti alternative passerebbero al 34%, davanti a nucleare (31%) e gas (21%). La torta si completa con il 14% di efficienza energetica. Questa provincia è una delle più attive nel promuovere l'economia verde. Gli sforzi si concentrano su due cardini: rinnovabili ed efficienza. Le nuove tariffe feed-in dovrebbero garantire una marcia in più agli investimenti in questi settori.
Molti sforzi si concentrano sull'eolico offshore. Sulla regione dei Grandi Laghi ruotano diversi progetti di maxi parchi eolici come quello proposto dal consorzio Trillium. Si affacciano però gli stessi problemi che affliggono i piani europei nel Mare del Nord: soprattutto la necessità di realizzare una maxi griglia per collegare gli impianti tra loro e alla rete nazionale. Difatti uno degli assi su cui indirizzare gli investimenti canadesi è quello delle “smart grids”, le reti intelligenti capaci di assorbire e gestire l'energia discontinua proveniente dal vento e dalle altre fonti rinnovabili. L'energia solare, sia termica sia fotovoltaica, gode anch'essa di molti favori: non solo le tariffe feed-in, ma anche varie politiche locali e federali per la riqualificazione energetica delle abitazioni.
Il programma dell'Ontario per gli incentivi tariffari copre tutte le rinnovabili (solare, eolico, biomasse, idroelettrico, biogas); è il principale strumento per garantire lo sviluppo dell'energia verde a scapito delle fonti fossili. L'Ontario è il secondo mercato per il solare nell'America del Nord, dopo la California. Ricordando le già citate potenzialità dell'eolico offshore e l'importanza dell'idroelettrico: oltre la metà della produzione elettrica canadese proviene da questa fonte.
Riuscirà l'Ontario a eliminare il carbone nel 2014? ......
03 gennaio 2010
2010/01/03 La Liguria, il carbone e la salute delle persone/Il Governo del Canada chiude 4500 siti internet:
Tratto da" IL FUTURNAUTA"La Liguria, il carbone e la salute delle persone
Si è tenuto il 17 Dicembre a Spotorno un convegno aperto ai cittadini con relatori il biologo Virginio Fadda e i dottori Agostino Torcello e Paolo Franceschi, sul tema delle centrali a carbone in Liguria e del loro effetto sulla salute dei cittadini.
Ciò che è emerso si discosta in modo netto dai messaggi che tradizionalmente vengono diffusi dall’informazione divulgativa in tema di salute, a partire dalla riflessione secondo cui a provocare cancro, disturbi cardiovascolari e malattie come l’obesità e il diabete non sono in prima istanza i comportamenti personali (fumo, alimentazione errata, eccetera) o quella che viene genericamente definita come “predisposizione” familiare o genetica. La causa primaria scatenante è quasi sempre l’inquinamento ambientale.
In effetti questo messaggio sembrerebbe contrastare con quanto affermato dalle statistiche, in cui si rileva un calo nei morti, specie per tumore. Si tratta però della solita informazione ingannevole: ci sono meno morti di cancro perché sono migliorate le cure. E statistiche del genere in ogni caso non tengono conto degli aspetti economici e psicologici di chi ha superato una malattia tumorale. Dal primo punto di vista si calcola che un malato costi a una famiglia circa 1.500 euro,assolutamente non compensati dall’assegno di sostegno dato dallo Stato. In famiglie a scarso reddito questo può voler dire sacrifici senza fine, a tutto vantaggio delle società farmaceutiche. Dal secondo punto di vista, chi ha subito la trafila di una malattia oncologica, raramente riesce a “recuperare” pienamente dal punto di vista psicologico, anche a fronte di una piena guarigione. Quindi le statistiche sui “non morti” di tumore non tengono conto della qualità della vita conseguente alle cure, sebbene queste siano più efficaci.
E non è significativo che siano meno i morti di tumore, anzi. Occorrerebbe invece vedere le statistiche relative all’andamento dei nuovi malati. Si noterebbe che il numero di nuovi casi è in costante e inesorabile ascesa. Dunque mentre le cure migliorano, peggiorano le condizioni entro le quali le patologie maturano, facendo danno e uccidendo a ogni livello. Tali condizioni non possono che essere ambientali, un ambito dove la governance pubblica tende a pulirsi la coscienza stabilendo standard e parametrando valori di tolleranza sull’inquinamento sbagliati in partenza perché in genere misurati sui maschi adulti, e tagliando fuori quindi soggetti su cui gli agenti dell’inquinamento possono fare molto più danno, ad esempio i bambini, o le donne incinte. Queste ultime andrebbero poi protette in modo particolare: acquisendo in sé elementi cancerogeni, oltre a danneggiare se stesse, inducono nel feto modificazioni genetiche che si manifesteranno, magari dopo anni, in malattie come il diabete o l’obesità.
Causa di tutto questo possono sicuramente essere comportamenti individuali errati e dannosi, che però vanno a complicare un quadro reso decisivo e drammatico dall’inquinamento ambientale. Un tema su cui in Liguria non è possibile parlare con reale dovizia di dati, secondo i tre conferenzieri. La fonte principale è l’ARPAL, secondo cui la nostra regione è sempre al di sotto dei parametri d’inquinamento, contraddicendo però con ciò le rilevazioni elaborate a livello europeo e satellitare. Senza contare che i dati dell’ARPAL sono minati alla base dato che in Liguria non si misura il livello di polveri sottili, le cosiddette PM 2,5, che è ormai accertato a livello internazionale essere, insieme alle PM 10, la causa primaria di tumori, ictus, malattie cardiovascolari e altre patologie come il diabete e l’obesità. Ovunque le PM 2,5 vengano misurate, emerge la correlazione diretta tra queste e le patologie più diffuse sul territorio.
Dunque è l’ambiente che ci fa ammalare. Questo l’Italia lo sa. Ma sa anche di non essere in grado di porre rimedio alle cause dell’inquinamento ambientale. (Oseremmo dire di continuare a procedere in direzione opposta !!!!!)
Per questo, tra l’altro, ha puntato i piedi in sede europea, insieme alla Polonia, affinché i limiti di tolleranza delle polveri sottili, che presto sarà obbligatorio misurare proprio per volontà UE, fossero molto alti, il doppio di quanto viene imposto negli U.S.A. In ogni caso, l’incapacità italiana di porre rimedio alla vera causa scatenante delle patologie più gravi, è legata all’altrettanto grande incapacità di opporsi agli interessi e alle pressioni da un lato di chi fa business con l’inquinamento, ossia chi produce energia ad esempio con il carbone, dall’altro di chi fa business con le cure....
E questo è ancora più vero in Liguria, patria dell’energia dal carbone, da Vado fino a La Spezia, passando per Genova, il carbone ci dà energia. Molta più di quanto serva agli utenti. E tuttavia la bolletta resta alta: il surplus viene venduto, ma chi deve pagare la bolletta non vede traccia di questo utile.La Liguria, con l’esclusione dell’imperiese, è uno dei punti cardinali del “triangolo del veleno”, insieme a Lombardia e Piemonte. E vista da vicino, con l’estensione grafica della diffusione delle polveri sottili dalle diverse centrali a carbone, si vede che è una terra dove non c’è scampo, se non appunto nell’imperiese. Le evidenze scientifiche ci sono tutte, eppure ancora si discute se concedere alla Tirreno Power di Vado Ligure l’ampliamento che ha chiesto, in una delle aree più inquinate d’Europa e anche d’Italia...
E’ stato calcolato che limitando le polveri sottili, di cui le centrali a carbone sono generose produttrici, nei limiti stabiliti dall’OMS, ci sarebbe un numero impressionante di morti in meno, l’aspettativa di vita aumenterebbe in modo netto. A perderci sarebbero sicuramente gli imprenditori dell’energia sporchissima del carbone e quei pochi lavoratori a cui danno impiego. Nel chiedere l’ampliamento degli impianti, la Tirreno Power sostiene, senza portare cifre, che questo gioverebbe all’occupazione. Negli anni il lavoro grazie agli impianti a carbone è diminuito di più della metà, ed è stato calcolato che un cambio radicale di paradigma energetico, con una virata sull’eolico ad esempio, riassorbirebbe in breve la disoccupazione e creerebbe vera occupazione aggiuntiva......
La cultura ambientalista ha conosciuto apici e cadute, queste ultime in genere in corrispondenza delle strumentalizzazioni elettorali o partitiche. Ebbene dovrebbe finalmente diventare patrimonio comune e generare un attivismo spontaneo a partire dai piccoli agglomerati, quelli più direttamente danneggiati, passando per le piccole amministrazioni comunali che hanno il coraggio di prendere una posizione non ideologica e di non cedere ai grandi interessi, creando una rete che dev’essere di rafforzamento e diffusione della conoscenza e della coscienza ambientalista, anche grazie a medici e scienziati coraggiosi come quelli che hanno animato il convegno di Spotorno.
Il superamento del disinteresse e del disincanto diffuso dev’essere la prima meta, la normalizzazione di una sensibilità ambientale scientificamente fondata dev’essere il traguardo della società dell’immediato futuro. "Quel futuro preso a prestito dai nostri figli, e che stiamo avvelenando senza il loro permesso e a loro totale danno."
_______________________________________________
Tratto da "Savona News "
Uno Stralcio del"Punto di Mario Molinari"
Benvenuti a casa mia?
............Non dimentichiamo che il senso civico alberga e riposa anche negli amministratori locali:
giustissimo che promuovano il bello ed il salubre della provincia, ma se lo fanno debbono contestualmente battersi fino all'arma bianca contro il brutto e il nocivo; se si ha a cuore il turismo di qualità e le positive ricadute, anche economico - occupazionali, che ne derivano...
Ricordo la prima volta che passai in auto lungo la A10, direzione Sanremo. L'allora fidanzata, vedendo le ciminiere di Vado mi disse: "ma ti rendi conto che c'è qualcuno che abita e va al mare qui?" Testuale. Purtroppo ciò che resta della rada di Vado è lo scorcio più visibile e impattante di questa provincia, vista dalla A10. Per quel tratto di autostrada passano MILIONI di persone, e quel che vedono, mi creda Presidente, è il peggior biglietto da visita.
Se "noi turisti" ci sentiamo richiamati al senso civico di non imbrattare i muri del savonese, non possiamo fare a meno di interrogarci sul pulpito dal quale viene quella giusta predica, pensando alle amene colline di carbone all'aperto, alle ciminiere fumanti, all'odore acre che attacca in gola.
Venezia sopravvisse a Porto Marghera con milioni di turisti da tutto il mondo. Ma è Venezia. Qui è un tantino diverso.
E allora se si rimuovessero, prima delle scritte sui muri, i mostri di fumo e cemento che distruggono la vocazione turistica di questa provincia con un' incalcolabile danno di immagine e di incassi (oltre che per la salute di chi ci vive) sarebbe un immenso viatico per tornare a dire a chi arriva, BENVENUTO.
Anzi, se torniamo indietro di un po' più di mezzo secolo, prima che lo scempio venisse perpetrato, e ci ricordiamo che, anche qui, arrivavano turisti da tutto il mondo per la bellezza della nostra provincia, potremmo dir loro BENTORNATI. Come a tanti lavoratori dell'indotto.
Con affetto,
Mario Molinari
Link all'articolo integrale
__________________________________________
Tratto da Nuovi rumori.itA Saline Joniche si riparla di Carbone.
La commissione per l’autorizzazione integrata ambientale del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha approvato il parere istruttorio conclusivo predisposto sulla centrale a carbone di Saline Joniche. Impianto che la multinazionale svizzera Sei ha in mente di realizzare nell’area dell’ex Liquichimica. Il 20 gennaio verrà nuovamente valutato un progetto che pareva caduto nel dimenticatoio.L’idea di una centrale a carbone da 1320 megawatt a Saline Joniche non è ancora tramontata.
Intanto, il Coordinamento delle Associazioni Area Jonica contrarie alla Centrale a Carbone si riunirà martedì 5 gennaio alle ore 18 in Piazza Chiesa a Saline Joniche per manifestare il proprio dissenso alla probabile concessione governativa per la realizzazione della stessa Centrale sull’area dell’ex Liquichimica.
Alla manifestazione parteciperanno gruppi ambientalisti, partiti politici, associazioni, cooperative e singoli cittadini.
________________________________________________________________
Tratto da Agoravox.itIl Governo del Canada chiude 4500 siti internet: così reagisce a una parodia alle sue spese
Il Governo Canadese ha chiuso 4500 siti internet in risposta a una parodia scatenata da due siti, che prendevano di mira la politica ambientale del Paese e gli scarsi risultati ottenuti al vertice di Copenaghen.
disattivando un intero blocco di indirizzi IP,"chiudendo così ben 4500 siti internet che non avevano nulla a che fare con lo scherzo elaborato da The Yes Men."
E resta chiaramente da capire come sia potuto avvenire il danno collaterale della chiusura di 4500 siti "innocenti" per abbatterne due "colpevoli".

