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13 luglio 2021

NETTISSIMA RIDUZIONE DEGLI INQUINANTI, "MACROSCOPICO E INCONTROVERTIBILE" AUMENTO DELLA BIODIVERSITA' LICHENICA TOTALE ED ASSOLUTA INATTENDIBILITA’' DELLO STUDIO ARPAL 2018

  

                         COMUNICATO STAMPA

ALL'UDIENZA DEL PROCESSO TIRRENO POWER IL CONSULENTE DELLA PROCURA CONFRONTA LA SITUAZIONE DELL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO ANTE E POST CHIUSURA DEI GRUPPI A CARBONE DELLA CENTRALE: 

NETTISSIMA RIDUZIONE DEGLI INQUINANTI

"MACROSCOPICO E INCONTROVERTIBILE" AUMENTO DELLA BIODIVERSITA' LICHENICA

TOTALE ED ASSOLUTA INATTENDIBILITA’' DELLO STUDIO ARPAL 2018

 

La consulenza tecnica presentata quest'oggi evidenzia i notevoli effetti e i benefici sulla qualità dell'aria prodotti dalla chiusura dei gruppi VL3 e VL4 della centrale, avvenuta (non per volontà dell'azienda, ma per ordine del giudice) nel marzo 2014, partendo da due diverse indagini relative allo stato ante e post chiusura gruppi a carbone:

a) studio scientificamente approfondito sui dati degli inquinanti rilevati dalle centraline ARPAL che evidenziano sostanziose riduzioni di diversi inquinanti;

b) ripetizione delle indagini sulla biodiversità lichenica che restituiscono un quadro di notevole miglioramento dei parametri di biodiversità anche con salti di ben due classi.

 

risultati delle centraline ARPAL, correttamente analizzati, forniscono un esito "sensibilmente differente e sostanzialmente divergente" rispetto a quanto evidenziato nel documento ARPAL di Genova del 2018, allegato al verbale dell’Osservatorio regionale.

 

Infatti i dati raccolti dimostrano la sostanziale riduzione delle concentrazioni dei macroinquinanti maggiormente associati alla combustione di carbone, e cioè SO2 e PM2,5 nelle postazioni di misura collocate sottovento alla CTE (Vado L. via Aurelia e Quiliano mercato generale), ma non in quelle esterne all’area di ricaduta e/o interessate da sorgenti tipiche dell’ambiente urbano.  

 

Le concentrazioni atmosferiche di anidride solforosa (SO2) si sono ridotte in modo eclatantesoprattutto a Vado L. (-69,42 %), ma anche presso SV Varaldo (-45,24 %).

La consulenza tecnica della Procura, utilizzando gli stessi dati delle centraline ARPAL, sconfessa dunque clamorosamente il documento ARPAL 2018 recante non si osserva una diminuzione di entità significativa dopo lo stop  dei gruppi a carbone della CTE”, documento peraltro sbandierato dalle difese degli imputati quasi ad ogni udienza di questo processo.

 

Un tale esito, al di là della sua rilevanza processuale, che verrà evidentemente valutata dal Giudice, solleva pesanti interrogativi su quest'ultimo studio ARPAL, su cui gli amministratori e i politici locali e regionali non possono evitare di confrontarsi.

 

All'udienza odierna dinanzi al Tribunale di Savona (Giudice Giannone; PM Milocco) il consulente tecnico della Procura dott. Stefano Scarselli ha illustrato gli esiti di una consulenza conferitagli nel 2019, producendo una relazione contenente la valutazione degli effetti dovuti alla chiusura dei gruppi a carbone sulla qualità dell'aria e sulla flora sensibile nel territorio circostante. 

In particolare, da un lato, il consulente ha esaminato i dati registrati nelle rete di monitoraggio provinciale della qualità dell'aria ARPAL e, dall'altro, ha esposto gli esiti delle nuove misure di biodiversità lichenica (2019) effettuate in un congruo numero di stazioni già campionate nel 2012  per conto della Procura per realizzare un confronto scientifico ante e post chiusura dei gruppi a carbone avvenuta nel 2014.  

 

Il CT  della Procura ha innanzitutto riferito dell'esame del documento ARPAL del 2018 allegato al

verbale della riunione dell’Osservatorio Regionale salute-ambiente del 9 luglio 2018, documento che è stato reiteratamente citato dalle difese degli imputati  nell'intento  di dimostrare come  non vi fossero state riduzioni significative degli inquinanti con la chiusura dei gruppi a carbone.

 

L'esame del documento ARPAL da parte del dott. Scarselli e delle specialiste Prof.sse Laura Tositti ed Erika Brattich  dell'Università di Bologna  (ausiliarie del dott. Scarselli) ha evidenziato innanzitutto i gravi limiti delle centraline utilizzate da ARPAL (anche in ragione della loro collocazione), oltreché l'inadeguatezza delle modalità con cui sono stati trattati i dati (aggregati mensili e non anche come giornalieri), senza considerare inoltre l' influenza dalla meteorologia. 

 

Il dott. Scarselli ha confrontato i dati emersi dai rilevamenti dell'indagine del 2019 sulla Biodiversità lichenica con i dati dei rilevamenti effettuati prima della chiusura dei gruppi a carbone e gli esiti delle misure, ripetute nelle medesime stazioni a distanza di sette anni e a cinque anni dalla chiusura dei gruppi a carbone della CTE TP, hanno restituito un quadro totalmente mutatoevidenziando un sensibile miglioramento della situazione di biodiversità lichenica.

Questo notevole miglioramento avvenuto dopo la chiusura dei gruppi a carbone  è stato particolarmente evidente nelle zone esposte  alle ricadute degli inquinanti della centrale (con salti in positivo anche di due classi) mentre non si sono registrati miglioramenti nelle zone non esposte.

 

Il venir meno dell’effetto della maggiore sorgente di inquinamento della zona si è riflettuto in una significativa e misurabile riduzione del danno alla flora lichenica.

In una situazione di sostanziale invarianza dell’impatto dovuto agli altri fattori di pressione antropica ancora attivi nell’area, tale riduzione del danno si è espressa in misura rilevante solamente nelle zone di ricaduta delle emissioni della centrale; mentre, al contrario, nelle stazioni esenti dall’effetto delle emissioni della CTE (sopravento ai camini), non si è registrata alcuna variazione significativa della Biodiversità Lichenica.


I benefici più consistenti e apprezzabili a seguito della chiusura dei gruppi a carbone sono stati registrati nelle zone di massima ricaduta e cioè nelle stazioni del Promontorio di Bergeggi e di Valle di Vado. Particolarmente degno di nota, sia per consistenza e sia per il peculiare significato ambientale ed ecologico che riveste è il miglioramento riscontrato sul Promontorio di Bergeggi (area protetta e di pregio naturalistico ricadente nella omonima Riserva Naturale Regionale, nonché Sito di Interesse Comunitario) che ha registrato un incremento dell'indice di biodiversità lichenica di circa il 96%!

Il consulente precisa che la risposta positiva della flora lichenica registrata in questo sito, identificato da tutti i modelli previsionali applicati alle emissioni della CTE quale zona di massima ricaduta in termini assoluti, è dunque "macroscopica e incontrovertibile".





20 novembre 2016

PROCESSI DI COMBUSTIONE E SALUTE UMANA CONVEGNO A PISTOIA sabato 3 dicembre

 CONVEGNO veramente importante eD interessante 

PROCESSI DI COMBUSTIONE E SALUTE UMANA  CONVEGNO A PISTOIA 

 SABATO 3 DICEMBRE 2016

Convegno nazionale dedicato a Lorenzo Tomatis
Convegno promosso da ODM – PT e  ISDE 
con patrocinio FnomCeo

25 settembre 2016

Ecologia della vita quotidiana. Inquinamento e salute dei bambini

Tratto da Peacelink
Ecologia della vita quotidiana

Inquinamento e salute dei bambini

Alcune norme per ridurre l'esposizione agli inquinanti, valide in particolare durante allattamento
25 settembre 2016 - Annamaria Moschetti (pediatra)
Ho completato e inviato il capitolo su "Latte materno ed inquinanti " che ho scritto per la seconda edizione del Libro "Inquinamento e salute dei bambini" (Pensiero Scientifico Editore).
Ecodidattica Kids

In anteprima , trascrivo la parte sulle norme per ridurre l'esposizione agli inquinanti.
1. Lavare bene la frutta e la verdura che siano preferibilmente di stagione.
 
2. Evitare l'uso di pesticidi in casa e nel giardino.
 
3. Preferire i cibi che sono in una posizione il più in basso possibile della catena alimentare, come cereali, legumi e ortaggi.
 
4. Limitare il consumo dei latticini soprattutto quelli più grassi e preferire l’olio di oliva al burro.
 
5. Diminuire il consumo di carni rosse, eliminando con cura il grasso in eccesso. Eliminare la pelle e il grasso in eccesso dal pollame.
 
6. Evitare di mangiare pesci o mitili che provengano da acque riconosciute come inquinate. Preferire pesci di piccole dimensioni e poco grassi. Togliere la pelle ai pesci più grassi.
 
7. Evitare in allattamento e gravidanza diete dimagranti che immettano nel sangue all'improvviso maggiori quantità di fattori inquinanti liposolubili, come i POP (inquinanti persistenti organici).
 
8. Evitare di fumare sigarette e di bere alcool poiché i livelli dei fattori inquinanti più elevati sono stati rilevati nelle persone che fumano e bevono alcoolici.
 
9. Mantenere un buon introito di calcio e ferro nella dieta. 
10. Preferire prodotti provenienti da agricoltura biologica.

Queste indicazioni, che divengono rigorose durante l’allattamento e la gravidanza, rappresentano buone norme per ridurre l’esposizione agli inquinanti in ogni periodo della vita

10 giugno 2016

ISDE:Vogliamo un’aria più pulita!

logo


Tratto da Isde

Vogliamo un’aria più pulita!


Pubblichiamo la lettera che ISDE Italia, insieme ad altre associazioni ambientaliste, prima tra tutte Cittadini per l’Aria Onlus, ha inviato al Presidente del Consiglio e ai Ministri coinvolti direttamente in questi mesi nella negoziazione della Direttiva sui Limiti alle Emissioni Nazionali (Direttiva NEC).
La lettera si conclude chiedendo al Presidente e ai Ministri di modificare la posizione del Governo condividendo le richieste formulate dalla Commissione e dal Parlamento Europeo. In particolare Vi chiediamo di ritornare agli obiettivi di riduzione più ambiziosi dell’Annex II della Direttiva, ponendo limiti al 2025, evitando meccanismi di flessibilità che renderebbero la normativa difficilmente applicabile e reintroducendo il metano fra gli inquinanti regolamentati. Perché, anche a fronte delle due procedure di infrazione europee pendenti per violazione dei limiti della qualità dell’aria, l’Italia dimostri impegno, senso di responsabilità istituzionale, rispetto delle leggi e dia la precedenza alla salute dei cittadini.
Vi invitiamo a leggere la sottostante  lettera e a diffonderla per impegnarci tutti affinchè la qualità dell’aria che respiriamo sia migliore, sia per l’ambiente che per la nostra salute.

04 giugno 2016

I satelliti della Nasa scoprono nuove sostanze inquinanti

Tratto da  Cronaca Diretta


Nasa, i satelliti scoprono nuove sostanze inquinanti

I ricercatori hanno anche individuato 75 fonti naturali di diossido di zolfo

di Flavia Cruciani
ROMA – Emissioni di diossido di zolfo da centrali a carbone, fonderie, e operazioni fatte con petrolio e gas, rimaste finora nascoste, sono state scoperte dai satelliti della Nasa tra il 2005 e 2014. Si tratta di 39 siti inquinanti distribuiti tra Medio Oriente, Russia e Messico, i cui dettagli sono descritti nello studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience.
PARLA L’ESPERTO – «Ora abbiamo una misura fatta in modo indipendente delle emissioni di questi siti inquinanti - commenta Chris McLinden, coordinatore dello studio - che non si basa su quello che si sa o si pensa di sapere».
NON SOLO – I ricercatori hanno anche individuato 75 fonti naturali di diossido di zolfo, come vulcani non in fase eruttiva, che emettono gas tossici nel corso dell'anno.

19 marzo 2015

Il Sole 24 ore:Polveri sottili e inquinanti ambientali: ogni anno nel mondo 3,7 milioni di morti. Studio: risparmi nella spesa sanitaria se si riduce l'inquinamento

Tre interessanti articoli tratti da Il Sole 24 ore
Tratto da Il Sole 24 ore

Polveri sottili e inquinanti ambientali: ogni anno nel mondo 3,7 milioni di morti

Inquinamento-atmosferico
Provocano tumori, infarti, ictus e altre patologie che, in diversi casi, si rivelano letali: gli inquinanti, le polveri sottili e in generale i contaminanti presenti nell'atmosfera provocano ogni anno a livello globale 3,7 milioni di decessi. Il dato è stato discusso nel corso del convegno "I costi dell’inquinamento atmosferico: un problema dimenticato", organizzato da Fondazione Ca' Granda Policlinico di Milano, IEFE - Università Bocconi e Associazione Peripato. "Secondo il rapporto globale 2014 dell'Organizzazione mondiale della sanità - spiega Pier Mannuccio Mannucci, direttore scientifico del Policlinico - l'inquinamento ambientale è anche responsabile di almeno 600 mila morti premature e incide sui costi per la salute fino a 940 miliardi di euro". 

Gli esperti affermano che parte della responsabilità è da attribuire alle soglie europee per gli inquinanti, non adeguate agli standard dell'Oms. "Le direttive europee - continua Mannucci - fissano come soglia limite per il PM 2,5, contenuto nelle polveri sottili capaci di arrivare fino in profondità nei polmoni,  25 microgrammi per millimetro cubo d'aria: ma le linee guida dell'Oms fissano un limite molto più basso, a 10 microgrammi". Discorso simile può essere fatto per il PM 10, che danneggia  le vie aeree superiori: in Europa la soglia tollerabile è 40 microgrammi, per l'Oms deve essere  la metà: "Se guardiamo le soglie europee, il 31% della popolazione è esposta ai pericoli del PM 2,5; ma considerando  la soglia dell'Oms, la popolazione esposta è pari al 96%. Analogamente, per il PM 10 il pericolo riguarda il 33% secondo la soglia europea, ma l'88% secondo i parametri Oms. L'Europa dovrebbe abbassare i suoi attuali limiti, fermi da diversi anni". 

"Non fare nulla costa più che fare: alle famiglie, ai governi locali e centrali - avverte Lidia Rota Vender, presidente dell'Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari onlus (ALT) - ogni anno l'Europa spende 196 miliardi di euro per infarto, ictus cerebrale, embolia, trombosi venose e arteriose: il 54% per i costi diretti, legati alla cura di queste malattie, ai ricoveri in ospedale, agli esami e ai farmaci. Il rimanente 46% per i costi indiretti, legati alla mancata produttività e alle spese sostenute dalle famiglie per l’assistenza ai malati colpiti da malattie che, quando non uccidono, lasciano una gravissima invalidità, spesso permanente e troppo spesso prematura. Inoltre, ogni aumento di 10 punti percentuali dei casi di infarto e ictus causa all’Italia un rallentamento della crescita economica valutabile intorno allo 0,5%. E le previsioni per il 2020 sono catastrofiche e vanno ben oltre il 10% in termini di aumento dei casi di ictus e infarto"
Secondo stime della Commissione Europea, spiega l'esperto, hanno messo in evidenza che "per mitigare l'inquinamento dell'aria abbastanza perché questo si traduca in un risparmio annuale di almeno 40 miliardi in termini di costi diretti sanitari e indiretti per l’impatto sociale sarebbero sufficienti investimenti per 3,3 miliardi di euro".

Tratto da Il Sole 24 ore
Studio: risparmi nella spesa sanitaria se si riduce l'inquinamento
Inquinamento
Ridurre i tassi di inquinamento può comportare, oltre che una migliore qualità dell'aria e della vita, un notevole risparmio economico per il sistema sanitario nazionale. A sostenerlo è uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston secondo cui le spese sostenute per ridurre le emissioni di gas di scarico inquinanti di automobili e fabbriche possono arrivare a essere pari a un decimo del denaro risparmiato dal servizio sanitario in termini di un numero inferiore di prestazioni erogate per la cura di patologie respiratorie legate all'inquinamento, come l'asma. Spendere (in programmi e misure anti-inquinamento), quindi, per risparmiare (in termini di inferiori costi per il servizio sanitario). 
Lo studio, pubblicato su Nature Climate Change, è stato condotto esaminando tre programmi di riduzione dell'inquinamento e paragonando le spese sostenute per metterli in atto e i benefici per la salute da questi derivanti (calcolati in termini di minori costi a carico del servizio sanitario). "Se le analisi dei costi e dei benefici delle politiche climatiche non comprendono i significativi benefici per la salute derivanti dal respirare un'aria più salubre - spiega Tammy Thompson, prima autrice dello studio - i benefici di queste politiche non potranno che risultare drammaticamente sottovalutati".

Tratto da Il Sole 24 ore

Inquinamento atmosferico, ecco i rischi per il cuoreInquinamento_cuore

Una nuova analisi fa il punto della situazione, svelando quali sono i pericoli accertati per la salute cardiovascolare

Quali sono gli effetti dell'inquinamento atmosferico sulla salute umana? A tentare di fare chiarezza sul tema è una nuova analisi pubblicata dai ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine sulla rivista Heart, secondo cui il buon funzionamento dell'apparato cardiovascolare è realmente minacciato dall'inquinamento.

In realtà il fatto che la salute dell'aria non sia un problema puramente ecologico non è una novità. Già in passato diversi studi hanno suggerito l'esistenza di un'associazione diretta tra l'inquinamento e i rischi corsi dalla salute umana in termini di disturbi cardiovascolari. Una ricerca pubblicata sull'American Journal of Respiratory and Critical Care Medicinedall'Environmental Protection Agency statunitense ha ad esempio dimostrato che bastano 2 ore di esposizione alle particelle ultrasottiliderivanti dall'uso dei combustibili fossili per scatenare alterazioni del ritmo cardiaco anche in individui senza particolari problemi di salute. Restano, però, ancora diversi dubbi da chiarire, primo fra tutti quali siano i fenomeni alla base dell'associazione tra livelli elevati di alcuni inquinanti atmosferici e l'aumento del rischio cardiovascolare.

La nuova analisi ha voluto fare chiarezza sul tema valutando l'impatto biologico a breve termine dell'inquinamento atmosferico sulle malattie cardiovascolari. Per farlo sono stati utilizzati dati raccolti in Inghilterra e Galles tra il 2003 e il 2009, per un totale di 400 mila casi di infarto, più di 2 milioni di ricoveri di emergenza a causa di problemi cardiovascolari e 600 mila decessi per infarto o ictus. Combinando queste informazioni con quelle relative ai livelli medi di inquinanti ottenuti dalla stazione di monitoraggio più vicina al luogo di residenza degli individui coinvolti nello studio è stato scoperto che il PM2.5 (cioè il livello di particelle ultrasottili di diametro inferiore ai 2,5 micrometri) è associato a un aumento del rischio di fibrillazione atriale (cioè di irregolarità del ritmo cardiaco) e di embolia polmonare (cioè di ostruzione dell'arteria polmonare da parte di coaguli di sangue). Non solo, l'esposizione al biossido di azoto è stata associata a un aumento della probabilità di dover essere ricoverati in ospedale a causa di problemi cardiovascolari e del rischio di un particolare tipo di infarto (quello definito “con elevazione di segmento non ST”). continua qui

17 novembre 2013

Elevati livelli di inquinanti nocivi per la salute

"Elevati livelli di inquinanti nocivi per la salute"

Non sono i “soliti” ambientalisti catastrofici a denunciare la grave situazione dell’inquinamento atmosferico in tutta Europa, ma un istituto prestigioso come l’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) che nel suo “Air quality in Europe - 2013 report" traccia il quadro europeo.

Tra le principali cause dell’inquinamento atmosferico vi sono il trasporto su strada, l’industria, l’agricoltura e il settore residenziale. .....In particolare, due sostanze inquinanti, il particolato e l’ozono troposferico, continuano a causare problemi respiratori, malattie cardiovascolari e una minore aspettativa di vita. Nuovi dati scientifici indicano che la salute umana può essere compromessa da concentrazioni di sostanze inquinanti inferiori a quanto si pensava in passato.

 
Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell´Aea, afferma: “L’inquinamento atmosferico sta causando danni alla salute umana e agli ecosistemi. Un’ampia parte della popolazione non vive in un ambiente sano secondo gli standard attuali. Per avviare un percorso che porti alla sostenibilità, l’Europa deve essere ambiziosa e rendere più severa  l’attuale normativa”.


 
Il commissario all´Ambiente Janez Potocnik aggiunge: “Per molte persone la qualità dell’aria costituisce una della maggiori preoccupazioni. Gli studi dimostrano che un’ampia maggioranza dei cittadini è consapevole dell’impatto della qualità dell’aria sulla salute e chiede alle istituzioni di intervenire a livello europeo, nazionale e locale, anche in tempi di austerità e difficoltà. Sono pronto a dare una risposta a queste preoccupazioni attraverso il prossimo Riesame della qualità dell’aria della Commissione”.

Nello stesso tempo l’Agenzia Iarc ha inserito l´inquinamento dell´aria esterna nell’elenco delle sostanze cancerogene per l’uomo (http://www.iarc.fr/)
Gli esperti dello Iarc, sulla base della più recente letteratura scientifica, affermano che ci sono prove sufficienti che l’esposizione all’inquinamento dell’aria outdoor causi il tumore al polmone. Hanno inoltre evidenziato una correlazione con un incremento di rischio per il tumore alla vescica. 

Anche il particolato fine, che rappresenta uno dei principali componenti dell’inquinameno atmosferico esterno, è stato valutato separatamente ed è stato classificato come “cancerogeno per l’uomo” . La valutazione dello Iarc ha mostrato un incremento di rischio di tumore ai polmoni a livelli crescenti di esposizione al particolato e all’inquinamento atmosferico.

E’ già nota l’associazione dell’inquinamento dell’aria con un’ampia gamma di disturbi, come le malattie respiratorie e cardiache. ......
Le Immagini Isde sono tratte da Facebook del Medico Isde G.Ghirga
“L’aria che respiriamo - afferma Kurt Straif, capo della sezione Monografie dello IARC - è diventata inquinata per una miscela di sostanze cancerogene. Ora sappiamo che l’inquinamento atmosferico esterno è non solo un rischio importante per la salute in generale, ma anche una delle principali cause ambientali di morte per cancro”.

“Classificare l’inquinamento atmosferico esterno come cancerogeno per l’uomo - sottolinea Christopher Wild, direttore dello Iarc - è un passo importante. Ci sono modi efficaci di ridurre l’inquinamento dell’aria e, considerata l’ampiezza dell’esposizione delle persone in tutto il mondo, questo rapporto dovrebbe mandare un segnale forte alla comunità internazionale per intraprendere azioni senza ulteriori ritardi”.
 


L'articolo integrale qui
 

Scarica il rapport "Air quality in Europe"

Scarica la scheda relativa all´Italia

Relazione tra inquinamento atmosferico e rischio di tumori al polmone 

25 settembre 2013

University of North Carolina :CO2 e salute umana: tagliare le emissioni per salvare milioni di vite.Ma in Liguria l' Assessore all' Ambiente continua a parlare di "Ampliamento a carbone della centrale".

 Tratto d Greenreport
Il nuovo studio dell’university of North Carolina
CO2 e salute umana: tagliare le emissioni salverebbe milioni di vite
I costi per le spese sanitarie supereranno quelli per ridurre il global warming.

salute co2
Lo studio Co-benefits of mitigating global greenhouse gas emissions for future air quality and human health, pubblicato, su Nature Climate Change, riporta la discussione sul riscaldamento globale saldamente coi piedi per terra: a rischio è soltanto la salute del pianeta ma, ovviamente, anche la nostra. E per vari motivi. Ad esempio? «Le azioni di riduzione di gas serra (GHG) – si legge nella ricerca – spesso riducono gli inquinanti atmosferici co-emessi, portando co-benefici per la qualità dell’aria e la salute umana».
Questi risultati fanno parte dei documenti preparatori e delle anticipazioni dell’attesissimo rapporto dellIntergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), che sarà reso noto il 27 settembre e dove si conferma che la riduzione delle emissioni di CO2 dalle centrali elettriche a carbone, dai veicoli e da altre fonti potrebbe ridurre il particolato e le emissioni di ozono: tutti elementi che sono legati ai disturbi cardiovascolari, alle malattie respiratorie, al cancro ai polmoni ed agli  ictus. Secondo lo studio,  grazie a tagli di emissioni di CO2, entro il 2100 potrebbero essere evitate da 1,4 a 3 milioni di morti premature l’anno. I ricercatori hanno calcolato che i soli risparmi sanitari sarebbero superiori ai costi previsti di riduzione delle emissioni di carbonio nel corso dei prossimi decenni.
Secondo un folto team di ricercatori statunitensi dell’university of North Carolina –  Chapel Hill, del Joint Global Change Research Institute, Pacific Northwest National Laboratory, dell’Ucar/Noaa Geophysical Fluid Dynamics Laboratory, dell’Environmental Protection Agency, del Noaa Geophysical Fluid Dynamics Laboratory, Princeton e del National Center for Atmospheric Research – gli studi precedenti  valutavano i co-benefici della riduzione di gas serra solo a breve termine e a livello locale, «trascurando il trasporto a lunga distanza degli inquinanti atmosferici, i cambiamenti demografici di lungo periodo e l’influenza del cambiamento climatico sulla qualità dell’aria». Il nuovo studio invece «Simula i co-benefici della riduzione di gas serra a livello mondiale per la qualità dell’aria e la salute umana utilizzando un modello atmosferico globale e coerente degli scenari futuri, attraverso due meccanismi: l’abbattimento degli inquinanti atmosferici co-emessi e il conseguente rallentamento del cambiamento climatico e dei suoi effetti sulla qualità dell’aria».
Il team Usa ha utilizzato anche nuove relazioni tra la mortalità cronica e l’esposizione al particolato  fine e all’ozono, metodi di modellazione globale e nuovi scenari futuri, e conclude che «rispetto a uno scenario di riferimento, la mitigazione dei gas serra globale eviterà 0,5±0,2, 1,3±0,5 e 2,2±0,8 milioni di morti premature rispettivamente nel 2030, 2050 e 2100. I “global average marginal co-benefits” per la mortalità evitata sono di 50-380 dollari per tonnellata di CO2, il che supera le stime precedenti, superando i costi marginali di abbattimento nel 2030 e il 2050, e sono all’interno del range basso dei costi nel 2100.  Soprattutto la qualità dell’aria e i co-benefici per la salute, in quanto sono prevalentemente locali e a breve termine, forniscono una forte motivazione aggiuntiva per la transizione ad un futuro low carbon».
La Cina e l’Asia orientale hanno il massimo da guadagnare dalla riduzione dell’inquinamento atmosferico: lo studio ha infatti trovato che il risparmio per l’assistenza sanitaria in quella regione in rapidissima crescita e soffocata dall’inquinamento supererebbe i costi di riduzione delle emissioni di CO2 da 10 a 70 volte.
Su Greenreport l'articolo integrale del  24 settembre 2013 .



Dopo la lettura del sopracitato articolo ci permettiamo
un breve commento  ,anche se non basterebbe un libro intero ,alle ultime affermazioni dell' Assessore all' Ambiente della Regione Liguria Renate Briano:
 “Bisogna ancora verificare questa consequenzialità tra l’attività della centrale e la mortalità. Noi abbiamo attivato l’Osservatorio proprio su questo fronte, quanto alla necessità di chiudere la centrale questo riguarda soprattutto il passato........
Riportiamo alcune argomentazioni del 
  nuovo studio dell’university of North Carolina
"Secondo lo studio,  grazie a tagli di emissioni di CO2, entro il 2100 potrebbero essere evitate da 1,4 a 3 milioni di morti premature l’anno.
 I ricercatori hanno calcolato che i soli risparmi sanitari sarebbero superiori ai costi previsti di riduzione delle emissioni di carbonio nel corso dei prossimi decenni.
  Soprattutto la qualità dell’aria e i co-benefici per la salute, in quanto sono prevalentemente locali e a breve termine, forniscono una forte motivazione aggiuntiva per la transizione ad un futuro low carbon".

Nonostante tutti gli studi e tutte le conferme internazionali che la combustione del carbone fa male al clima globale ,fa male alla salute dei cittadini su cui le centrali insistono,fa male alle casse regionali  e nazionali per i costi sanitari per le malattie indotte dalla combustione del carbone,nonostante che la centrale sia in pieno centro abitato,  nonostante che sia sul nostro territorio in corso un 'indagine  della Procura  riesce ancora a parlare in questi termini di ampliamento!!!!!!

 Riportiamo le sue parole :"Quanto ai prossimi step sul progetto di ampliamento: “Ora attendiamo l’esito dei ricorsi sull’AIA, rimanendo sempre in contatto con il ministero affinché si possa attuare."

 La ringraziamo per essere  ...........
dalla parte del cittadino e dell' ambiente .Ci ricorda vagamente l' ex Ministra dell' Ambiente Prestigiacomo quando ,nonostante tutte le evidenze,
ha firmato per l' ulteriore potenziamento a carbone  della centrale .